Tag Archives: corruzione

Le Ragioni del NO in poche parole

1 Ott

In due parole, tanti costituzionalisti, magistrati ed esperti del settore sono contrari alla riforma costituzionale del Governo Renzi perchè prevede che:

  1. la futura Camera dei Deputati “disciplinerà” l’attività parlamentare delle opposizioni tramite uno Statuto non meglio precisato, mentre la stessa norma prevede che i “membri del Governo devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono”, con il rischio che il dibattito parlamentare si trasformi in un comizio;
  2. il Senato diventerà un’assemblea interregionale priva di poteri sul Governo, mentre la riforma elettorale permette al partito vincitore delle elezioni di quasi raddoppiare i seggi grazie al premio di maggioranza;
  3. il Presidente della Repubblica potrà essere eletto dai 3/5 dei presenti in Aula, invece che in base alla maggioranza degli aventi diritto tutti, cioè un numero qualificato e diversificato di parlamentari,   con il risultato che in futuro sarà il Governo a decidere tutto.

Tutto qui?
Beh, sono dispositivi simili quelli che, nel corso della Storia e non solo in Italia, hanno permesso a demagoghi, speculatori se non dittatori – puntualmente corrotti o corruttibili – di prendere il controllo di uno Stato.
Il Futuro non è scritto, meglio esser cauti.

Demata

i-motivi-del-no

 

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Le Primarie ai tempi di Jules Verne

28 Nov

“Degli “uomini-sandwich” circolavano in mezzo ai gruppi di pedoni.  Bandiere e stendardi fluttuavano nel vento.  Grida echeggiavano da ogni dove.
– Urrà per Kamerfield!
– Urrà per Mandiboy!

– Suppongo che si tratti di una competizione, di un “meeting” come lo chiamano qui, per l’elezione di qualche alto funzionario militare o civile, o addirittura di un membro del Congresso, a giudicare dall’animazione che si vede – disse Fix. …

… Di fronte, sull’altro lato del viale, tra la mostra di un mercante di carbone e quella d’un negoziante di petrolio, era sistemata su una specie di palco una larga scrivania con due urne, verso cui sembravano convergere le fluttuanti correnti della folla.

Là intorno l’agitazione raggiungeva il parossismo. Tutte le mani erano in aria;  talune rigidamente chiuse a pugno si alzavano e si abbassavano con rapidità e con frequenza, mentre intorno scoppiavano grida, e il numero dei cappelli neri a cilindro diminuiva a vista d’occhio. Per la maggior parte quei copricapo sembravano aver perduto la loro altezza normale.

La signora Auda, da parte sua, standosene stretta al braccio di Phileas Fogg, guardava con meraviglia tutta quella scena tumultuosa.
Una specie di flusso e riflusso agitava ora la marea di teste su cui le bandiere ondeggiavano, sparivano a tratti per ricomparire poi fatte a brandelli.
Ad un certo momento, mentre Fix stava per chiedere ad un vicino quale fosse la precisa ragione di tanta effervescenza popolare, un movimento più vivo si determinò. Gli «urrà» conditi di improperi raddoppiarono.

L’asta delle bandiere si trasformò in arma offensiva. Non più mani: pugni dappertutto.
Dall’alto delle carrozze e degli “omnibus” bloccati era uno scambio di insulti e un lancio di corpi contundenti: stivali e scarpe descrivevano in aria traiettorie molto tese. Anche qualche colpo di revolver si frammischiò all’urlio assordante che pareva la  voce del mare in tempesta.
La calca si fece più sotto alla scalinata e rifluì sui primi gradini.

Uno dei due partiti evidentemente era stato respinto, senza che peraltro ai semplici spettatori fosse dato capire se il vantaggio rimanesse a Mandiboy o a Kamerfield.”

(da “Le tour du monde en quatre-vingts jours” – Jules Verne)

Roma, l’esempio di Cristo e la corruzione

11 Ott

Cambiare mentalità a Roma, ma quale?

Il cristianesimo romano è sempre stato in conflitto (dai tempi di Callisto e Ippolito, ergo dalle Origini) con gli altri cristinesimi perchè inculca il principio del ‘non giudicare, non accusare, sopportare in silenzio’. In due parole, non DENUNCIARE e comunque non farlo PUBBLICAMENTE, dato che è a Dio (e al Clero come alla Magistratura) che compete il diritto di accusa e non ai noi mortali.
Viceversa, dagli eretici nordafricani a quelli mitteleuropei, passando per gli scismi protestanti od ortodossi o per le chiese minori la questione che puntualmente divarica le posizioni è il diritto individuale alla giustizia e la corruttibilità /corruzione del clero.

La Giustizia NON è un proposito da conseguire entro i limiti compatibili con le esigenze della società e dei principi che la dirigono. La Giustizia è un diritto soggettivo della vittima e dei suoi superstiti: se la Società provvede, bene, se non lo fa, gli individui hanno almeno il diritto a reclamarla: questo è il sale della Democrazia che si è sostituita alle Monarchie ‘in nome di Dio’.

A contraltare della Misericordia c’è l’Angelo Vendicatore, così caro alle culture protestanti quanto aborrito a Roma. Ma nei testi sacri più antichi ci sono Michele e Gabriele, non solo l’uno o soltanto l’altro.

Da oltre un secolo le statistiche documentano una minore produttività ed una maggiore corruttibilità dei territori cattolici rispetto a quelli che non lo sono: una sequel di dati che inizia nell’Otttocento, quando non si capiva perchè in Germania due villaggi adiacenti dessero questo vistoso problema.

Gesù non porse solo l’altra guancia ai suoi fratelli o perdonò l’adultera lapidata da altri adulteri. Lui dette il fatto suo ai falsi Sapienti, cacciò i Mercanti travestiti da Santi, si sottopose all’Imperium di Cesare accettando la pena comminatagli: non è che a Roma ci siamo persi qualcosa?

Demata

Quanto costano Coop ed Onlus?

17 Set

C’è una legge che attribuisce una quota di lavori da assegnare alle imprese collettive che hanno «lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini».

In poche parole fanno non meno di cinquanta milioni di euro per ogni miliardo di euro spesi.

Attualmente la spesa per beni e servizi della Pubblica Amministrazione ammonta a 87 miliardi di euro l’anno.
I maggiori costi arrivano dagli Enti territoriali (41,4% della spesa) e dal Servizio Sanitario Nazionale (33,3%), per cira 65 miliardi di euro annui.

Dunque, almeno tre miliardi vanno – per legge – appaltati ad Onlus e Coop, ma in realtà sono molto di più.

Infatti, secondo Istat, il no profit «fattura» più del sistema moda: il totale di bilancio è pari a 64 miliardi di euro, le uscite totali ammontano a 57 miliardi, con quasi 5 milioni di ‘volontari’.

Sette miliardi di ‘utili’ e … che il ‘piatto’ sia appetitoso, lo dimostra il fatto che per il 5 x Mille – su 49.967 enti in elenco presso l’Agenzia delle Entrate – il mondo del volontariato veda 41.343 iscritti e sono 8.094 le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni ai fini sportivi.
Gli enti della ricerca scientifica e dell’Università sono 424 e 106 quelli della salute 106, ma ricevono dal 5 x Mille meno di 100 milioni di euro annui totali.

Il problema più grosso è, però, che qui non parliamo solo di soldi, di corruzione e di finanziamento occulto della politica o di degrado della PA, ma soprattutto ci riferiamo a larga parte dei servizi erogati da Comuni e Regioni.

Beni e servizi che son quelli che conosciamo. Sarebbe ora di vederci chiaro.

Demata

Cattolicesimo e corruzione nel III Millennio

21 Ago

L’assioma Cattolicesimo – Corruzione è una questione di antica ed antichissima data, fin dal lontano 217 d.C. quando venne eletto papa Callisto I.

Sant’Ippolito racconta che era schiavo e malversatore del denaro del suo padrone Carpoforo. Fuggì e, riacciuffato, venendo condannato alla macina e poi  alle miniere in Sardegna nel 186-189 circa. Graziato per intervento di una delle prostitute di Commodo, sotto  Papa Zefirino, Callisto fu richiamato e organizzò il primo cimitero della Chiesa, con loculi aa pagamento e una catacomba privata.
La sua decisione di concedere la comunione a coloro che avevano commesso spergiuro, adulterio e fornicazione causò il primo scisma della Chiesa con l’antipapa Ippolito appoggiato da Tertulliano, autorevole Pater Ecclesiae.

In questi due millenni, il Vaticano è incappato tante e troppe volte nella corruzione e nell’avidità. Ce lo narrano le eresie di Ario come la Riforma di Lutero o l’Evangelismo di Calvino, passando per laide storie di piccineria e malaffare raccontate da Pasquino ed altri ancora.
Poi, nel 1871, arrivano le Guarentigie, le obbligazioni italiani per i danni di guerra, l’enorme speculazione edilizia nella valle del Tevere, trasferita dal demanio vaticano ai nepoti vari dei papi e dei cardinali.

Infine la Guerra Fredda e la totale indifferenza di parrochi, vescovi e banchieri su CHI fossero personaggi del calibro di Lucky Luciano, purchè anticomunisti e cattolici praticanti.
Siamo arrivati ad oggi e prendiamo atto che sono circa venti anni che troviamo persino i Francescani coinvolti in strani affari, come per l’elezione del democristiano Gava o per la vicenda di Medjugorie.

Ed assistiamo come se nulla fosse a vicende come quella del San Raffaele a Milano o dell’Ifo a Roma. Per non parlare dei troppi religiosi fermati nel tempo agli aereoporti con valigette zeppe di denaro o dello IOR, che proprio non riusciva a diventare trasparente.
Oppure il volere un Giubileo a tutti i costi – con Roma che intanto è implosa – pur di far arrivare all’indebitatissima capitale 500 milioni di euro e, soprattutto, tenuto conto che … almeno il 40% della ricettività alberghiera è dei preti e manco pagano i tributi.

Pecunia non olet, oggi come ai tempi di Zefirino e Callisto I, ma – se fino a ieri quello che è successo con il funerale hollywodiano del ‘Re di Roma’ accadeva in Calabria, in Messico, in Sudamerica – da oggi non c’è verso che tenga: il problema è anche nella Diocesi di Roma …. il cui vescovo è proprio Papa Bergoglio.

Nel III Millennio qualunque forma di corruzione equivale ad avere un trojan nel sistema di governance e la riluttanza a sanzionare è la via (aperta) che il virus segue per ramificarsi: perché un’organizzazione criminale non dovrebbe approfittarsene?

Demata

Sinistra corrotta: adesso anche Lula

17 Lug

Ormai in tutto il mondo avanzato emergono a livello locale sistemi di corruzione per finanziare, in cambio di appalti pubblici, esponenti politici e partiti della coalizione di governo.
In Italia, siamo arrivati a Mafia Capitale mentre la cronaca ha riportato – in un decennio – migliaia di casi di corruzione. In Francia, sono diverse centinaia i politici processati in dieci anni ed il caso D’Avignon – ex socialista e padre dell’Unione Europea, divenuto un potente finanziere nella privatizzazione dell’acqua ‘pubblica’ – è solo la punta dell’iceberg. In Germania, nonostante il rigore morale, è accaduto che i sindacalisti dei metalmeccanici (Volkswagen) abbiano incassato 2 milioni e mezzo in bustarelle e prostitute, per non parlare di Schroeder, passato dalla segreteria socialdemocratica alla direzione del colosso energetico North Stream. In Brasile esplode lo scandalo dei ‘companeros’ Dilma Rousseff e Lula, attuale ed ex presidenti, ad incassare tangenti e favori dalle multinazionali e dai palazzinari locali.

Una volta la Sinistra si distingueva per la ‘questione morale’ ed attraeva un elettorato  che vedeva nelle regole l’unica tutela possibile in un mondo di poteri forti. Oggi, evidentemente, no.
Non è questa la Socialdemocrazia che immaginavano i Kennedy o Willy Brandt. Fate qualcosa.

Demata

Mafia Capitale, Marino resta ma Roma non cambierà

9 Lug

Nella relazione consegnata mercoledì 8 luglio al ministro Angelino Alfano, il Prefetto di Roma allontana l’ipotesi di scioglimento del Consiglio comunale di Roma Capitale per mafia, meglio applicare comma 5 dell’articolo 143 del Testo Unico sugli Enti locali e limitarsi ad allontanare o trasferire qualche dipendente.

Eppure, gli ispettori hanno riscontrato «un’alterazione del procedimento di formazione degli organi elettivi e amministrativi», inficiando «il buon andamento e l’imparzialità» dell’amministrazione, dopo aver «condizionato pesantemente il contesto politico e amministrativo romano, determinando la nomina di ‘personaggi graditì in posizioni strategiche» ed aver «realizzato una sistematica infiltrazione del tessuto imprenditoriale (…) e delle istituzioni locali attraverso un diffuso sistema corruttivo».

Mafia?
Ma no … la Mafia è roba recente, qui parliamo di un sistema millenario di mazzette ed inciuci, basta sfogliare la storia della Repubblica e dell’Impero romani o, meglio, quella dei Papi oppure quella del Regno d’Italia fino ai giorni dei Palazzinari e del volemose bene.

A Roma è tradizione millenaria che si alteri il procedimento di formazione degli organi elettivi e amministrativi,per determinare la nomina di ‘personaggi graditì in posizioni strategiche, realizzando una sistematica infiltrazione del tessuto imprenditoriale e delle istituzioni locali attraverso un diffuso sistema corruttivo.

Non lo racconta solo la Storia, ma anche Trilussa o Rugantino e, soprattutto, i romani de Roma, che non riescono a capire in cosa sia diverso il malaffare di oggi da quello di ieri. In realtà non vi è alcuna differenza.

Potremmo parlare di Commodo, Silla, Callisto I, Stefano VI, Bonifacio VIII, eccetera eccetera, per trovare omertà, cooptazione, rapporti affaristico-criminali, ma basta soffermarci su qualche dettaglio di un noto e poco raccontato scandalo di fine Ottocento.

Parliamo di quando, nel 1893, il governatore della Banca Romana, Bernardo Tanlongo, ammise che almeno 25.000 banconote in eccesso erano state stampate a Londra dalla H. C. Sanders & Co. coi numeri di serie di quelle che erano state destinate alla distruzione per usura ad opera dello stesso Tanlongo, di suo figlio Cesare e del capo cassiere Lazzaroni per compensare il forte ammanco di cassa dovuto speculazioni nel settore edilizio con una crisi del mercato immobiliare ormai avviata. In realtà erano diverse centinaia di banconote per un valore di miliardi di lire stampate e de facto emesse clandestinamente da un ente pubblico.

Di come andarono le indagini è facile farsi  un’idea: fin dalle prime perquisizioni e sequestri si verificò la sparizione di gran parte dei documenti , vi furono interferenze (ad es. il Caso Fazzari) della Commissione parlamentare con l’operato della magistratura, molti uomini politici avevano attinto dalla Banca Romana  fondi per le proprie campagne elettorali, se non per affari ed investimenti personali, Giolitti – ministro del Tesoro e leader della Sinistra – venne accusato di aver occultato la relazione Alvisi, proposto la nomina a Senatore di Tanlongo, che era legato ad ambienti finanziari vaticani e che aveva finanziato illecitamente la sua elezione nel collegio del Lazio. Persino Re Umberto I di Savoia venne accusato di aver trasferito all’estero un centinaio di milioni provenienti dalla Banca Romana.
Dettaglio non trascurabile,  il direttore del Banco di Sicilia (ed ex sindaco di Palermo) Emanuele Notarartolo, come il noto giornalista calabrese Rocco de Zerbi furono uccisi nel giro di pochi giorni alla viglia dell’audizione presso la Commissione parlamentare ed i magistrati romani …  che riuscirono a concludere le indagini in soli cinque mesi, condannando Talongo e pochi altri a pene irrisorie. Del coinvolgimento di politici come delle sparizioni documentali o delle morti eccellenti nessun riscontro giudiziario, nonostante fossero ben menzionati negli atti.

Fu Mafia? Si, stando ai discorsi di noti parlamentari liberali dell’epoca come Giuseppe Mosca, sbeffeggiati solo perchè all’epoca il nostro Parlamento non ammetteva che la Mafia fosse qualcosa di più di quattro  picciotti con la lupara …

Qualcuno pensa che se ne venga a capo, oggi, arrestando o rimuovendo un centinaio di politici  e dirigenti a fronte di quasi un ventennio di malaffare organizzato e di finanza creativa?
Va bene lasciar da parte le aziende che – forse – potrebbero addirittura rivendicare di esser state sottoposte ad una sorta di pizzo, ma cosa dire delle migliaia di dipendenti pubblici che hanno fatto da contorno a tutto questo per dieci anni e passa: possiamo ancora fidarci di loro, senza che dimostrino maggiore efficienza e dedizione?

E, soprattutto, il Sindaco Marino (ma anche il Governatore Zingaretti) ha la pertinace volontà che serve per moralizzare e rendere efficiente la propria amministrazione in tempi brevi oppure Roma continuerà ad essere la città dei grandi annunci e delle occasioni perdute?
Persino il Prefetto ha dovuto ammettere che, anche dove non possiamo parlare di Mafia, «c’è tanta di quella roba che basterebbe e avanzerebbe per evidenziare il degrado di molti costumi» e a discolpa dell’attuale giunta ha voluto precisare  … non va dimenticato come la corruzione avesse ormai aggredito i gangli del sistema burocratico e come la struttura amministrativa di Roma Capitale, proprio per il suo inusitato gigantismo, fosse particolarmente anelastica e refrattaria ai cambiamenti, ivi compresi quelli finalizzati al ripristino delle regole».

Demata