Tag Archives: Deriva autoritaria

Le Ragioni del NO in poche parole

1 Ott

In due parole, tanti costituzionalisti, magistrati ed esperti del settore sono contrari alla riforma costituzionale del Governo Renzi perchè prevede che:

  1. la futura Camera dei Deputati “disciplinerà” l’attività parlamentare delle opposizioni tramite uno Statuto non meglio precisato, mentre la stessa norma prevede che i “membri del Governo devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono”, con il rischio che il dibattito parlamentare si trasformi in un comizio;
  2. il Senato diventerà un’assemblea interregionale priva di poteri sul Governo, mentre la riforma elettorale permette al partito vincitore delle elezioni di quasi raddoppiare i seggi grazie al premio di maggioranza;
  3. il Presidente della Repubblica potrà essere eletto dai 3/5 dei presenti in Aula, invece che in base alla maggioranza degli aventi diritto tutti, cioè un numero qualificato e diversificato di parlamentari,   con il risultato che in futuro sarà il Governo a decidere tutto.

Tutto qui?
Beh, sono dispositivi simili quelli che, nel corso della Storia e non solo in Italia, hanno permesso a demagoghi, speculatori se non dittatori – puntualmente corrotti o corruttibili – di prendere il controllo di uno Stato.
Il Futuro non è scritto, meglio esser cauti.

Demata

i-motivi-del-no

 

Referendum: Renzi-Zagrebelsky 1 – 2

1 Ott

L’attesissimo confronto televisivo tra Matteo Renzi – in difesa della sua riforma costituzionale ed elettorale – e Gustavo Zagrebelsky – a nome dell’ampio fronte per il NO referendario si è concluso con una vittoria ai punti, ma vittoria del noto professore delal Corte Costituzionale.

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Zagrebelsky, nonostante la poca abitudine al dibattito televisivo – è riuscito a far comprendere diverse cose:

  1. che la riforma costituzionale ed elettorale di Renzi – nella migliore delle ipotesi – è un’opera incompiuta e che non può essere il parlamento futuro – a frittata fatta – a completarla
  2. che – specie per l’elezione del presidente – c’è il rischio che i soliti giochetti del sottobosco politico italiano possano introdurre una deriva presidenzialista
  3. che il rischio di un uomo solo al comando grazie allo strapotere alla Camera è un pericolo concreto di cui Matteo Renzi e la sua maggioranza incostituzionale è un limpido esempio.

Quel che si è compreso di Matteo Renzi – ma probabilmente tanti non l’hanno ben focalizzato – è molto triste:

  1. che vive con la generazione che lo precede un rapporto quasi adolescenziale, con il suo continuo rivolgersi a Zagrebelsky come ‘professore’ ‘ma, professore’ eccetera, quasi fosse uno scolaretto discolo e bizzarro
  2. che neanche lui – a parte i numeri che spara – ha ben chiaro il quadro delle riforme che poi dovranno interagire tra di loro e venire interpretate dalla diverse Corti e Camere
  3. che il ‘qui comando io’ ed il ‘chi se ne frega’ sono due aspetti caratteriali e comportamentali che lo contradistinguono, visto come ha trattato e provocato il suo avversario, fin troppo compito ed educato.

Renzi sapeva bene di non avere chanche dinanzi ad un costituzionalista esperto con le sue riforme costituzionali insolute ed ha giocato le carte dell’attacco ‘ad personam’, ben spiegato da Schopenhauer nella “Arte di avere ragione” e dotazione standard di ogni politico che si rispetti.

Zagrebelsky non è riuscito a farsi ben comprendere dai più, ma è riuscito a far capire che siamo di fontte ad una riforma dei ‘copia ed incolla’ ed a costringere Renzi ad usare le sue armi peggiori (ignoranza ed arroganza).

Chi voleva farsi un’idea di cosa significhi lo strapotere di un populista ha avuto modo di farsela.

Darei Zagrebelsky vincente ai punti, ma io sono tifoso … mi raccomando, votate NO.

Demata

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