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La bufala del ‘gender’ a scuola e i diritti delle donne

2 Feb

Era il 7 agosto 2016 e, mentre i nostri bambini erano indaffarati tra spiagge, piscine e giardinetti, Il Giornale lanciava l’allarme: il Ministero parla ancora di “gender” nelle scuole !
Una bufala del genere non si era mai vista e, quel che è peggio, interferisce con la soluzione di un problema nazionale chiamato ‘femminicidio’.

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Pari diritti, ora !

Iniziamo col dire che il Miur non scrive di ‘gender’, bensì di “genere”, che è il termine che le Scienze Naturali da secoli hanno scelto per distinguere tra maschi e femmine. Se per qualcuno il ‘genere’ fosse sconveniente … andasse a parlare con Carlo Linneo (1707-1778), che è considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi.
E aggiungiamo – visto che si parla di scuola – che, se qualunque persona che abbia superato il biennio delle superiori, questo lo dovrebbe sapere a memoria – resta il fatto che una bella metà degli italiani non lo sa, sono prevalentemente maschi e  … noi parlavamo dei femmincidi e tutto il resto.

Diciamo anche che il 6 luglio e il 15 settembre 2015 (un anno prima dell’articolo de Il Giornale), il Miur aveva precisato con circolari apposite che “le famiglie hanno il diritto, ma anche il dovere, di conoscere prima dell’iscrizione dei propri figli a scuola i contenuti del Piano dell’Offerta Formativa e, per la scuola secondaria, sottoscrivere formalmente il Patto educativo di corresponsabilità”.

A proposito di doveri e di cose da conoscere quando si mandano i figli a scuola, va evidenziato che Piano dell’Offerta Formativa e  il Patto educativo di corresponsabilità sono deliberati dal Consiglio d’istituto, dove famiglie e studenti sono solitamente in maggioranza rispetto ai docenti.
E’ non solo impossibile che possa essere imposto quello che paventano Il Giornale e Matteo Salvini, ma – soprattutto – questo può fare presa solo su genitori, nonni e zii davvero molto poco informati.

Il Giornale e Matteo Salvini attaccano la “decostruzione degli stereotipi di genere” e che “sono infiniti i pregiudizi e gli stereotipi che vengono spacciati come naturali” o che “la differenza sessuale può al contrario essere vissuta secondo uno spettro ampio di inclinazioni, affinità, scelte”. Ma nel concreto di cosa si tratta?

Ad esempio, che anche le donne portano i pantaloni ed anche i maschi sono ottimi babysitter. Oppure che il vero imbranato è quello che NON va bene a scuola e che una ragazza non è meno femminile se fa pugilato.
O che i maschi – quando fanno i galletti con insistenza – stanno molestando una donna. Oppure una donna può avere tanti partner quanti sia ‘leggittimo’ che ne abbia un maschio.

Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state quasi 1.800, di cui otto su dieci da familiari, il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 10,6% ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni, il 16,1% ha subìto stalking nel corso della vita.

Le differenze di genere vedono le donne al di sotto della soglia di povertà, specie tra i single (maschi 18,2%, donne 31,1%),  mentre, nelle giovani generazioni, il 42,4% è diplomata (uomini 40,2%) e il 15,9% sono laureate ( (uomini (10%).
E che esista una ‘iniquità di genere’ è dimostrato dai maggiori tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile, e d’inattività, dalle retribuzioni più basse rispetto agli uomini, dalle pensioni d’importo più modesto, del doversi far carico dei figli spesso a discapito della propria indipendenza economica.

Dunque, a proposito degli “stereotipi di genere”, potremmo iniziare ad elogiare le bambine quando sono ‘forti’ o ‘assertive’ed i bambini se sono ‘gentili’ e ‘rispettosi’. O fare lezione su una cosa che si chiama sesso per far comprendere la differenza dall’Amore. Vi sembra poco?

Una rivoluzione. Quella Liberale.

Chissà se anche Santanchè, Meloni e Binetti non siano – in quanto donne – contro gli ‘stereotipi di genere’ …

P.S. A proposito, come non considerare ‘omofobo’ chi straparla di ‘gender’ anche quando ‘non c’azzecca niente’ e – così facendo – accantona le pari opportunità per gli esseri umani a prescindere dal sesso e – addirittura – le cause della violenza sulle donne?

Demata

Il Centrodestra, l’Italia Sovrana e i ‘contenuti’

29 Gen

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, in nome del Centrodestra, ieri ha chiamato all’appello il popolo per “Elezioni subito!” ed il popolo ha risposto riempiendo Piazza San Silvestro come da anni non si vedeva.

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“Italia Sovrana è la fine della rassegnazione, la presa di coscienza di una rivoluzione” per “mettere al governo della nazione gente che faccia gli interessi dell’Italia e degli italiani. Vogliamo mettere insieme chi condivide le nostre idee, possiamo vincere.”

Un progetto per condividere idee (e programmi) secondo Giovanni Toti, in rappresentanza di Forza Italia: “Non siamo uguali, non la pensiamo allo stesso modo” ma “ci rispecchiamo negli stessi valori”, quindi il centrodestra “deve candidarsi a guidare questo Paese” e “presentarsi alle urne con un programma chiaro.”

E, se appare ben evidente che Meloni abbia le idee chiare, è pur vero  che le ‘anime’ siano tante come confermato dagli interventi di Giancarlo Morandi, Renato Brunetta, Matteo Salvini e Giulio Tremonti.

Morandi, segretario del PLI, partito liberale storicamente ‘patriottico’ ed europeista,  dal 1991 nel CdA del Consorzio nazionale Raccolta e Riciclo (Cobat), ex vicepresidente della Giunta ed ex presidente del Consiglio della Regione Lombardia, presidente della Onlus Italian Amala che sostiene i rifugiati tibetani, che tempo fa rammentava come “il destino dell’uomo è nelle mani dell’ambiente”, quanto sia necessaria una “economia circolare”, anti-degrato ante litteram,  fondata sulla coesione sociale e sull’efficienza gestionale, indispensabili per il recupero e la valorizzazione, ad esempio, dei prodotti a fine vita..

Salvini, epigono della Lega Nord ‘dura e pura’, noto per le sue opinioni antieuropee e  antipartenopee, che si è fatto strada al grido di “Ripuliamo le città dagli immigrati“, “Se un bambino cresce con genitore gay parte con handicap”, “Islam sia fuorilegge”, che ha incentrato il proprio intervento sul ‘gender’, sui cittadini stranieri in Italia, sulle ‘cospirazioni’ internazionali, sul Male Assoluto, ma … non sui bisogni degli italiani, come riforme, lavoro, imposte, pensioni, burocrazia, giustizia, sanità, istruzione.

Tremonti, ex Patto Segni ex Forza Italia, noto per il suo appoggio passato a personaggi noti alle cronache giudiziarie come Umberto Bossi, Gianni Alemanno e Roberto Formigoni, oltre che lui stesso condannato a quattro mesi di reclusione, convertiti in una pena pecuniaria di 30mila euro e una multa di 10mila euro, per il reato di finanziamento illecito ad un parlamentare.

Brunetta, anch’egli convinto europeista, fedelissimo di Forza Italia, ma di estrazione socialista ed ex consigliere economico con i governi Craxi I, Craxi II, Amato I e Ciampi, coordinatore della commissione sul lavoro dal ministro Gianni De Michelis, ex  vicepresidente della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del gruppo europeo PPE-DE, ex vicepresidente del Comitato manodopera e affari sociali dell’OCSE (Parigi), fondatore ed ex presidente dell’associazione EALE (European Association of Labour Economist).

Il tutto senza dimenticare che Giorgia Meloni, nel suo intervento, ha ripetutamente menzionato il liberale Luigi Einaudi, chiedendo un’Italia Sovrana, che superi il mortificante Fiscal Compact e che in proprio affermi una Spending Review, che stia in Europa ma a testa alta,  che sviluppi una politica estera attenta anche al rispetto dei diritti dei lavoratori nei paesi partner,  che sappia formulare leggi atte a garantire agli italiani la sicurezza personale, le opportunità di lavoro e l’assistenza (quando bisognosi) ai cittadini, che impedisca la trasformazione dei migranti in occupazione a basso costo se non mera spesa pubblica, che – dunque – si doti di una Politica fatta di competenze al servizio del Popolo.

E’ fuori discussione che l’Italia e il suo popolo debbano essere sovrani, che sia inderogabile andare ad elezioni o che vengano “prima gli italiani” se si tratta di occupazione e welfare- come Giorgia Meloni afferma a furor di popolo – come anche che Politica, Burocrazia e Giustizia debbano porsi al passo dei tempi, onde fronteggiare le ‘sfide’ sociali e internazionali del III Millennio.

Soprattutto, però, per Italia Sovrana è urgente trovare la quadra tra Autonomie e Decentramento (ergo quale riforma del Titolo V della Costituzione), a meno di non voler consegnare il megafono della campagna elettorale a Matteo Salvini e perdere le Politiche (causa ampie defezioni tra i ceti più acculturati o dei meridionali) o di non affrontare il nodo Stato-Regioni su “Previdenza, Sanità, Assistenza”, perdendo le Amministrative (causa diffidenza diffusa verso i reduci del Berlusconismo).

Infatti, insieme alla ripresa del settore manifatturiero USA e delle relazioni con la Russi, i rapporti e le competenze dell’Amministrazione centrale e quella locale sono le tematiche su cui Donald Trump ha fondato la sua effettiva campagna elettorale, non quella degli slogan e dei tweet, bensì quella rivolta ai Delegati (e ai Grandi elettori) locali, quella che per i ‘piccoli’ elettori significa meno tasse, più lavoro, pensioni decenti, scuole, sanità e trasporti migliori, meno burocrazia.

L’affermazione di Italia Sovrana dipenderà molto da quanto la leadership di Giorgia Meloni riuscirà ad affermarsi e da quanto il Liberalesimo saprà cogliere che la solidarietà e la coesione sociale – come affermati anche dal Trumpismo – sono aspetti ‘identitari’ che trovano riferimenti nel pensiero di David Ricardo o di Émile Durkheim oppure di Josè Martì e tanti altri.

Demata

Rom, Tir Angriff mit dem Auto in einer doppelten Reihe vereitelte

23 Gen

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Rom – Es könnte ein Massaker wie in Nizza und Berlin gewesen, aber die Terror Plan scheiterte dank Punto in doppelten Reihen geparkt.
Ohne Erfolg Versuche einiger Bürger (die wegen Mittäter jetzt untersucht werden), das Punto weg zu verlagern oder auch unnötige Anrufe an die örtliche Polizei: der Terrorist hatte zu übergeben.

Die Ermittler haben alle Phasen des Angriffs rekonstruiert.
Der Terrorist, ein ruhiger marokkanischen LKW – Fahrer, versuchte Merulana Strasse für eine Lieferung zu erreichen, aber wegen des Verkehrs auf der Straße, geschlossen einige Straßen für Arbeit, regen, Schlaglöcher, Unfälle, widerspenstig Radfahrer, der Transport Streik , Fußgängerüberweg zu ficken, die Busladungen von Touristen, die überall parken, den Verkehr zu stoppen , da das Gerät die Grenzen überschritten hat, die Prozession der Studenten, die Gegen-Prozession vom Recthen, die Gegen-gegen- Prozession von AntiFa, hatte der Träger angesammelt ein Verzögerung von 4 Tagen.

“Dann in Verzweiflung ich radikalisiert – gesteht der marokkanischen in Tränen – und ich beschlossen, eine auffallende Geste zu machen: überwältigt mit dem LKW, der Weihnachtsbaum in der Piazza Venezia, ihm nicht mehr leiden.”

Aber die Doppel geparkt Punto hat seine kriminellen Plan zum Scheitern gebracht. Der Autobesitzer, der Held des Tages, ist es Tullio Romanaro und  zu mutigen Geste rief: “Ich mache mit meinem Auto alles was ich ficken will. Es war spontan für mich, den Weg einzuschließen. Ich bin nicht ein Held, nur ein Hurensohn so viele in dieser Stadt “

An dem Tag, Herr Romanaro wird durch den Bürgermeister Strahlen für die Anerkennung und er wird erlaubt  zu parken an dem Capitol Schritte  für die Gelegenheit erhalten werden.

22, Dezember 2016
Eddie Settembrini – www.lercio.it

 

Trump e i pregiudizi degli europei

22 Gen

Essendo gli Stati Uniti ben diversi da come ce li descrivono da molti anni i nostri giornali, ritengo che il fenomeno ‘Trump’ vada osservato con molta cautela, anche e soprattutto verso i ‘pregiudizi’ che certamente affliggono anche noi della Vecchia Europa.

LA RETE

La Rete è piena di messaggi di rifiuto – se non vituperio e odio, ergo la gogna – verso Donald Trump, pur non avendo ascoltato il saluto in lingua originale e neanche conoscendo quelli che sono i riferimenti culturali della gente d’oltreoceano o senza conoscere la storia familiare dei Trump e senza preoccuparsi di sbirciare i media statunitensi per comprendere – almeno dalle foto – quale sia l’enfasi e quale il background da chi in USA ci è nato.

Ad esempio, avrebbero potuto cogliere una certa stonatura tra chi vuol far credere che sia ‘filonazista’ e ‘razzista’ proprio quel commosso Donald Trump,  sull’attenti con un saluto militare, dinanzi alla statua di Abramo Lincoln proprio a compimento della cerimonia dell’insediamento?

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E sono sempre le immagini a rendere evidente un’altra stonatura con chi ci descrive Trump come un uomo delle ‘elite cospiratrici’, se suo nonno aveva un negozio di ferramenta e non tre lauree ad Oxford, ma soprattutto se alla cerimonia c’era tanta gente della worker class con giacconi da 40 dollari, ma tra i manifestanti tanti abiti e tanti accessori alla moda e non di modico prezzo.

IL MESSAGGIO

Ma Donald Trump cosa ha detto di così ‘strano’ da sollevare le folle europee?

Di sicuro, dovrebbe essere ovvio che un Presidente in ogni Stato del mondo vada a dire ‘Dio benedica la nazione’, ‘Prima di tutto i nostri cittadini’, ‘Più occupazione’, ‘Meno tasse per chi investe’, ‘L’esercito protegga innanzitutto i confini’, ‘Proteggiamo l’attività produttiva nazionale e garantiamo salari e previdenza ai lavoratori’.

A quanto pare, c’è chi si aspettava che Donald Trump si presentasse con ‘Dio maledica l’America’, ‘America Second, China First!’, ‘Meno lavoro, più Narcos’, ‘Meno tasse per chi specula’, ‘Aumentiamo la presenza militare USA nel mondo’, ‘Spostiamo tutte le fabbriche in Messico, dove il costo (e i diritti) del lavoro sono inferiori’ …

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Stranezze della post verità e del mainstream mediatico europei. Speriamo che almeno Saviano ne prenda atto ed avvisi tutti che la Seconda Guerra Mondiale ed anche la Guerra Fredda sono finite da un pezzo: Destra e Sinistra non significano nulla, NON hanno senso, se il Fascismo e il Comunismo furono (e sono) ugualmente totalitari, iniqui e liberticidi.
Questo il senso e il cambiamento profondi dei fatti che si verificarono alla Caduta del Muro di Berlino.

I SOLITI GUFI

Dicevamo dei pregiudizi di noi europei e come non notare che parliamo di un uomo alto, biondo, sicuro di se, di successo, eloquente, assertivo, circondato da belle donne, ricco, irruento, scaltro … un vichingo?
A sentir chi arriccia il naso, il problema non è ‘invidia’ o ‘razzismo’, ma altro: il progetto di Trump è ambizioso … bisognerà vedere Congresso e Senato quanto si spenderanno per remargli contro.  Già, perchè con questo metodo … noi in Europa a parlamenti stiamo messi davvero bene.

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Ah già, come se dotarsi di un vicePresidente come Spence, che sono vent’anni che è parte dell’apparato parlamentare statunitense, non serva proprio a questo, senza dimenticare che Congresso e Senato – a differenza dell’Europa – non hanno potere sulle prerogative presidenziali, cioè l’Esercito, la Sicurezza Nazionale, i rapporti Esteri e il Bilancio Federale, cioè quello che farà Trump nei prossimi mesi.
Dunque, che i parlamentari badino ad occuparsi dell’Agricoltura, della Sanità e delle Comunità locali … che sono i temi principali per cui gli elettori li hanno votati, che i due anni che ci separano dalle Elezioni di Mid-Term passano in fretta ed, a litigare con il Presidente, poi non c’è accordo sulla spesa destinata proprio alle Comunità che gli dovranno riconfermare il mandato.

IL PROGETTO POLITICO

Ricordato che le politiche ‘protezionistiche’ per le imprese sosterranno sia l’occupazione sia il welfare statunitensi con maggiore richiesta anche di lavoratori immigrati (non dimentichiamolo), ritorniamo a Donald Trump sull’attenti dinanzi alla statua di Lincoln ed all’America che ha spesso menzionato, non solo gli Stati Uniti o il suo Popolo.

L’Imperialismo Amerikano – affermatosi dopo la II Guerra Mondiale, grazie all’enorme bottino di guerra – va a restituire ai cugini inglesi protettorati e ‘aree di influenza’ in Africa e Medio Oriente, mentre andrà a cercare una nuova Yalta con i Russi, prima, ed i Cinesi, si spera, dopo.
A qualcuno sembra essere un ‘pericolo per la pace’?

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Ritorna la Dottrina Monroe, spezzatasi – ma questo i Dem non lo dicono – con i tentativi di aggredire Cuba da parte dei fratelli Kennedy?
Alla fine dell’embargo cubano ha provveduto Obama, grazie alla diplomazia vaticana, ma adesso sarà Trump a sottoscrivere i trattati commerciali e militari, che faranno da modello – si presume – per il riassetto delle relazioni centroamericane.

Ritorna l’afflato di Abramo Lincoln contro lo schiavismo e dei Repubblicani per un’adeguata formazione e protezione dei lavoratori, da affermare non solo in USA, ma i quelle Americhe, ormai feudalizzate dai Narcos e dalle loro filiere politico-criminali, fondate sulla riduzione in schivitù, su traffici di umani e sull’avvelenamento di massa dei corpi e delle coscienze?
L’estradizione del narco messicano “El Chapo” Guzman in USA – dove vige la pena di morte – è un segno chiaro delle intenzioni degli Stati Uniti verso il narcotraffico.

A CASA NOSTRA

Discutere di Donald Trump – come di Hillary od Obama sia chiaro – senza ascoltare e ben comprendere la lingua è come commentare un film con De Niro o Clooney tradotti e doppiati male, con la distribuzione che ha pure tagliato alcune scene originali.

La vera difficoltà (ed il vero imbarazzo di politicanti e media nostrani) è che l’Unione Europea – cioè le cattoliche Italia, Francia, Spagna, Polonia, Portogallo e Germania – adesso dovranno cavarsela ‘alla pari’, dal Mar Nero a Gibilterra, senza l’aborrito ombrello militare statunitense, cioè trovando l’unità decisionale (politica), la forza negoziale (finanziaria e militare) ed un unico modus operandi (sistemi di giustizia e di welfare), che mancarono agli antichi Romani o ai Crociati franchi, ma non ai Rus e ai Sassoni.

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Intanto, a differenza della base cristiano-sociale e popolare, Papa Bergoglio si esprime con un ‘vedremo’ e ci penseranno i politologi a spiegarcelo durante il prossimo talk show che conta, come già oggi lo stanno facendo – spesso inascoltati – tanti cittadini statunitensi nostri parenti o amici. Ma – niente paura – chi oggi reclama senza aver sentito il discorso in originale … annuncerà che è un complotto … come da tradizione europea fin dal lontano 1789.

E se la pubblica opinione fosse sempre stata una post verità?

Demata

Reddito di base: una soluzione liberale

8 Gen

Arriva il gelo e chi più esposto muore.

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Subito decollano i confronti con i circa 1.000 euro al mese (30 € circa al giorno) erogati per i profughi stranieri, dimenticando le decine e decine di miliardi – prelevati dai nostri redditi e dai nostri consumi – che spendiamo per il settore socio-sanitario ‘privato’ (enti morali, aziende o società che siano) … quali sono Inps, onlus e policlinici universitari fino alla (certamente benerita) Caritas.

Eppure, dal mondo liberal sono emerse, da oltre cinquant’anni, non poche proposte di reddito di base, tra cui – ad esempio – quella di Friedrich von Hayek.

“Pochi metteranno in dubbio che soltanto questa organizzazione [dotata di poteri coercitivi: lo Stato] può occuparsi delle calamità naturali quali uragani, alluvioni, terremoti, epidemie e così via, e realizzare misure atte a prevenire o rimediare ad essi”.

Per questa ragione, appare del tutto evidente “che il governo controlli dei mezzi materiali e sia sostanzialmente libero di usarli a propria discrezione” … “vi è ancora – scrive Hayek – tutta un’altra classe di rischi rispetto ai quali è stata riconosciuta solo recentemente la necessità di azioni governative, dovuta al fatto che come risultato della dissoluzione dei legami della comunità locale e degli sviluppi di una società aperta e mobile, un numero crescente di persone non è più strettamente legato a gruppi particolari su cui contare in caso di disgrazia.
Si tratta del problema di chi, per varie ragioni, non può guadagnarsi da vivere in un’economia di mercato, quali malati, vecchi, handicappati fisici e mentali, vedove e orfani – cioè coloro che soffrono condizioni avverse, le quali possono colpire chiunque e contro cui molti non sono in grado di premunirsi da soli, ma che una società la quale abbia raggiunto un certo livello di benessere può permettersi di aiutare”.

Successivamente, James Meade – nella sua nota analisi della compatibilità degli obiettivi di piena occupazione ed equilibrio della bilancia dei pagamenti, da tenere strettamente separate all’incontrario di come facciamo noi – elabora il concetto di “dividendo sociale”, ipotizzando che, in una società dal lavoro sempre più scarso, parte dei proventi del reddito personale non avrebbero più potuto essere coperti dal reddito da lavoro, proponendo pertanto un nuovo modello socioeconomico che include tra i suoi istituti anche un dividendo sociale, e cioè un beneficio pubblico indipendente dal contributo lavorativo personale ed uguale per tutti i cittadini.

Nel 1985 La Revue Nouvelle belga pubblica un numero monografico sul tema del reddito di base dal titolo “Une reflexion sur l’allocation universelle”, proponendo l’alleggerimento della legislazione sul lavoro, l’eliminazione del limite di età pensionabile e la sostituzione di ogni altra forma di welfare con un un reddito che fosse da solo sufficiente a coprire tutte le esigenze standard di una persona single.
Incredibile a dirsi, ma proprio questo modello è considerato incostituzionale dalla sinistra e dai sindacati nostrani …

Ma, se il settore sociosanitario ‘così com’è’ rappresenta un bacino di consenso primario per il PD ed i sindacati come per i Cinque Stelle, quel che non si comprende davvero è perchè il Centrodestra e – soprattutto la Destra – dimenticano del tutto la soluzione liberista del ‘reddito di base’, in un paese in piena deriva populista, con milioni di poveri e di sottoccupati, mentre l’economia stenta ad uscire dall’inviluppo della stagnazione e dell’overflow pubblico.

Stato Minimo: alleggerimento della legislazione sul lavoro, eliminazione del limite di età pensionabile, libera assicurazione dei lavoratori, sostituzione di ogni altra forma di welfare con un un reddito di base !
 
Demata

La Repubblica, le televisioni e le bufale sul terremoto

30 Ott

Mentre l’Italia trema sotto le scosse e sotto la paura delle scosse, il maggiore quotidiano nazionale, La Repubblica, ci regala un raro esempio di come NON vada informata la popolazione.

Infatti, per la stessa notizia (un intervento del direttore dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr, Paolo Messina) La Repubblica ci propone tre diverse ‘versioni’:

  1. titolo in prima pagina web = direttore Cnr: “Probabili nuove scosse”
  2. titolo interno = direttore Cnr: “Possibili nuove scosse”
  3. testo nell’articolo = “Non possiamo escludere nuove scosse.

Non che La Repubblica sia il peggio, sia chiaro: stamane le televisioni sono riuscite a parlare di “grave terremoto a Roma”, ad intervistare monaci che ‘erano in giro tra le macerie a dare l’estrema unzione’, ad inquadrare strade vuote coperte da intonaci come se vi fosse pericolo imminente, a promettere una ricostruzione abbastanza improbabile finchè il sisma non sarà finito, a meravigliarsi che ci siano ‘repliche continue’ se due secondi prima hanno spiegato che è il terremoto più forte dal 1980.

Non pretendiamo che i giornalisti abbiano almeno la competenza in scienze naturali richiesta ad un liceale, sappiamo bene che molti – ahinoi – potrebbero non averla, ma che almeno diffondano notizie secondo buon senso.

Altrimenti finisce che la gente, poi, creda che si falsificano i dati scientifici, che Dio punisca o protegga dai terremoti o – peggio ancora – che qualche potenza mondiale abbia un macchinario che genera onde sismiche …

Demata

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Fiumicino: due anni per arrestare un noto molestatore seriale

1 Ott

Un giovane bulgaro ha terrorizzato per anni le donne dell’aeroporto di Fiumicino con avances, richieste di rapporti sessuali e ore di appostamenti davanti a desk e negozi dei terminal.

Le prime denunce risalgono ad aprile 2015 ed era stato disposto il divieto di dimora nel comune di Fiumicino  per reiterati atti persecutori e tentata violenza carnale.
Nulla da fare: alcune dipendenti arrivavano a chiedere il trasferimento in altra sede.

Infine, veniva emesso un provvedimento di espulsione per motivi di sicurezza, ma usciva libero dal centro di permanenza temporanea di Bari a causa di un incendio che ha reso inagibile la struttura.

E ritornava a molestare donne all’aereoporto di Fiumicino, finchè – ieri – non veniva finalmente arrestato e trasferito nel carcere di Civitavecchia.
Ma non per molestie, solo per violazione del divieto di dimora …

Dunque, in base alle nostre leggi, in uno dei luoghi più vigilati d’Italia le donne non possono star sicure e gli ubriachi vanno a dar fastidio per negozi, mentre a fronte di reati decisamente gravi. Intanto, gli stranieri – anche quelli che commettono reati contro le persone – si vedono tramutare arresti e processi in ricollocamenti in libertà.

Dov’è l’errore?

Demata