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Dopo Christchurch arriva il bando sui Social per i negazionisti? Inclusi quelli ‘climatici’?

19 Mar

Ormai, dovremmo “aver imparato la lezione con la questione dei migranti e cioè quanto facile sia approfittarsi della libertà d’espressione per promuovere le subculture della violenza verbale sul web, terreno fertile per episodi drammatici come l’attentato terroristico alle moschee in Nuova Zelanda“. 

Brenton Tarrant ha dimostrato quanto virulenta possa essere la propaganda razzista o suprematista in Europa, se è pervenuta a fomentare un ‘lupo solitario’ dall’altro capo del mondo: “quella violenza è figlia dell’odio cieco spacciato per “la mia opinione” e amplificato da chi, su quell’odio, ha costruito una carriera.
I commenti privi di fondamento, costruiti su fake news o su dati manipolati non sono differenza di vedute, ma veleno per il vivere collettivo, quello stesso veleno che mangiamo, beviamo, respiriamo e che i negazionisti dicono, semplicemente, non esista”. (

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I commenti privi di fondamento, come quelli costruiti su fake news o su dati manipolati NON sono opinioni.

Dunque, mentre i razzisti sono diventati ormai un ampio problema di intelligence mondiale, dopo avergli lasciato campo libero dinanzi alle emergenze umanitarie siriane e libiche pur a fronte di precise verità scientifiche, adesso arrivano i “negazionisti climatici” a sciacallare sul nuovo grande tema del mainstream globale dei prossimi anni.

Da ieri uno dei principali portali di news olandesi, Dutch News, e la corrispettiva NPO1 Tv hanno esteso il bando verso i negazionisti razzisti (già esistente in molti paesi) anche a chiunque “diffonda commenti senza senso, come affermare che il Cambiamento Climatico è una bufala o che l’anidride carbonica non ha un impatto sul Riscaldamento Globale”.

Cambiamento Climatico cosa diversa da Riscaldamento Globale cosa altra da Buco nell’Ozono: iniziamo a prender nota per evitare di fare la SOLITA confusione.

Censura?
No, la Scienza NON ha opinioni, non le prevede neanche, al massimo ‘diversi contributi’ che comportano ‘minority report’ , non ‘tesi e antitesi’ le une opposte alle altre: la Scienza NON ha fazioni.

La Scienza formula ‘sintesi’ e non ‘ipotesi’ (cioè opinioni), perchè il suo scopo primario è la verifica delle ‘tesi’ e delle ‘antitesi’.
Nel caso dell’Ambiente o del Clima, inoltre, non è la Scienza bensì la Natura a decidere le “condizioni di laboratorio” e da tempo  siamo oltre la dinamica empirica della tesi-antitesi: siamo nel mondo  sperimentale dei fatti/eventi e loro campionamento statistico – verifica diretta e inversa – esito/soluzione.

La nostra Società – pur di dare voce a tutti ma proprio tutti – è dubitativa per Dogma: è il frutto del Pensiero Debole.  Invece, la Scienza è assertiva (perchè si esprime solo DOPO essersi tolta il dubbio) e questo non rientra nel Bon Ton della post-Verità. 

Una post-Verità che è già ben oltre il limite di guardia, se già è riuscita a disperdere decenni di studi e di verità scientifiche sulla razza umana, mentre impera sovrana la confusione ‘social’ riguardo medicina e nutrizione.

In Italia, poi, abbiamo alcuni ‘primati’, come quello dei nostri sismologi processati per non aver dato l’allarme per un terremoto prevedibile … quell’altro delle aggressioni a docenti di materie tecnico-scientifiche nelle scuole … quello dell’Ambiente ‘regionale’ ridotto a lucrativa raccolta dei rifiuti … ci sono No-vax persino per la meningite il cui incremento aveva sollevato l’allarme … chi ha controllato che i propri figli abbiano ben studiato i primi tre capitoli del testo di Scienze in I media o … quante volte le Scienze dell’ultimo anno delle superiori sono state materia per l’esame di stato.

Più che negazionisti, da noi tanti sono “tranquillizzazionisti” , come li definisce Massimiliano Sfregola sul Fatto Quotidiano: “relax, le auto non inquinano, il cemento non ha divorato mezzo Paese, le acque sono pulite e nessuno toccherà mai il sacro diritto di consumare“, salvo che “i media facciano la loro parte: proteggano la libertà d’espressione presa in ostaggio, non la sua grottesca parodia funzionale all’ignoranza e a chi ha deciso di sfruttare le maglie larghe della democrazia per diventarne il megafono.”

Tranquillizzazionisti di ogni fronte e specie politica, sia chiaro, e non necessariamente haters o fakers o ‘negasionisti’ veri e propri.

Ci sono i ‘tranquilli che – sedotti dalla propria nostalgia del ‘tempo antico’ – credono che l’Italia debba diventare un paese rurale e turistico (cioè come Santo Domingo?) , ma evitano di dire che non ci saranno le pensioni perchè tra 15-20 anni saremo meno di 40 milioni in tutto … con i redditi di un paese rurale e turistico, non quelli di un’economia industriale avanzata … come era l’Italia fino ad una ventina di anni fa, prima di esportare nel mondo “filiali”, know how e posti di lavoro … privandosene a casa, viste le tasse e i disservizi diffusi.

Inoltre, trattandosi di notizie spesso ‘aziendali’ o ‘borsistiche’ è sfuggito a molti che c’è una bella fetta di inquinamento industriale a noi ‘sgradita’ che abbiamo smantellato decenni fa in Europa e che fu trasferita in Asia: ecco il perchè di regole e richiami diversi tra Occidente e Oriente, come della ‘strana idea di un Italia ‘caraibica’ senza soldi per le pensioni e gli investimenti.

“Tranquilli” che in tanti che stanno iniziando ad informarsi e che meriterebbero di incontrare informazioni chiare, semplici e complete, se il primo problema è che spesso il pensiero empirico li invoglia a paragonare i fenomeni climatici con un disastro aereo od un’eruzione vulcanica, che sono dei ‘puntini sulla mappa’ rispetto ad un fatto globale che interessa tutto il pianeta e si sviluppa nei decenni (per ora).
Basta vedere gli equivoci e le polemiche sull’impatto ambientale ‘globale’ di una “cosa semplice” con il traforo Tav in Piemonte … 

“Tranquilli” che, non appena hanno iniziato ad informarsi, qui in Italia si sono trovati con il ritorno dei negazionisti pro-inceneritori … 

Dutch News ha annunciato ufficialmente di non ‘diventare megafono’ di negazionisti e haters, molte altre testate giornalistiche internazionali lo fanno e basta o l’hanno avviato da qualche tempo.

La virulenza dell’odio suprematista che circola in Europa ha colpito dall’altro capo del mondo, ma Tarrant non era in alcun modo stato ‘notato’ dai servizi, confondendosi nel magma social che diffonde le “opinioni” degli haters, dei fakers e dei negazionisti .

Intanto, Facebook ha raggiunto il ‘limite’ con la diretta video del massacro delle moschee di Christchurch: qualcosa cambierà.

Resta da vedere le redazioni e gli amministratori dei siti nei singoli paesi da che parte decideranno di stare: il consenso ‘grasso’ dei rotocalchi social o l’informazione della pubblica opinione?

Demata

Tina Modotti oltre gli stereotipi

16 Mar

Modotti-ritratto-1024x817Un recente articolo del Manifesto racconta dei “segreti di Tina Modotti, fotografa e agitatrice politica che attraversò Hollywood, il Messico, Mosca”.

Tina Modotti fu certamente una donna che lasciò il segno, ma – per chi volesse andare oltre lo stereotipo della ‘compagna combattente, creativa ed emancipata’ – c’è, ad esempio, un’ampia pagina di Wikipedia, che fornisce molti più dettagli. 

Iniziamo col ricordare che Tina all’età di 24 anni si mette in mostra ad Hollywood come attrice dal ‘fascino esotico’ nel film “The Tigers Coat” (1920), ma poi seguito solo da parti minori in un paio di film, come “I can explain” (1922) dove ha la parte della cameriera messicana.
Già in “The Tigers Coat” aveva ricoperto il ruolo di futura sposa abbandonata da un facoltoso uomo d’affari dopo averlo ingannato sulla propria provenienza (messicana e non scozzese) e Tina, insoddisfatta dal cinema ed non solo dal cinema, finisce rapidamente per lasciare il marito e divenire l’amante del fotografo Edward Weston, che nel 1923 si trasferisce con lei in Messico per avviare una attività di ritrattista, abbandonando la moglie con tre figlie.

In realtà la relazione si dissolve rapidamente, poichè Weston ha interessi essenzialmente artistici e Tina Modotti si ritroverà ad iniziare la sua produzione, dovendo gestire il suo studio di ritrattistica in cambio della menzione come fotografa.
La sua crescita dura dal 1924 al 1928, quattro anni intensi durante i quali Modotti scattò centinaia di fotografie dei murales architetture di interni, persone e lavoratori, fiori e scenari urbani, con una buona capacità tecnica e una notevole sensibilità estetica.

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Tina Modotti – Albero con cane (Getty Museum)

Del resto il suo mentore, Edward Weston era con Ansel Adams il fondatore del Gruppo f/64 per un’estetica che si basava sulla ‘”perfezione tecnica e stilistica”.
Resta discusso, tra l’altro, il maggiore contributo ‘artistico’ di Tina, cioè l’attribuzione parziale dell’opera commissionata da Anita Brenner per il libro “Idols Behind Altars” (1926), che è stata contestata dal figlio di Edward Weston che li accompagnò, affermando in seguito che le fotografie fossero tutte scattate dal padre.

 

Finita la relazione con Weston, Tina inizia a sviluppare uno proprio autonomo stile  ‘surrealista’, ma inizia anche ad essere una attivista del del Soccorso Rosso Internazionale a cui aveva aderito l’anno prima e si lega a diversi uomini, tra cui i noti muralisti Xavier Guerrero e Diego Rivera, che venne lasciato dalla prima moglie proprio a causa di una relazione con lei.
L’attivismo politico frenerà la sua ricerca personale ed artistica, arrestandosi poco dopo la morte del suo amante, il comunista cubano Julio Antonio Mella, più o meno quando ha inizio del suo controverso legame proprio con l’uomo che fu sospettato del suo omicidio, l’emissario stalinista Vittorio Vidali, e che incredibilmente lei seguirà fino alla fine.

Il volto di Vitali era stato impresso nel murales “The Arsenal” (1928) di Diego Rivera, diversi mesi prima dell’omicidio di Julio Antonio Mella nel 1929 , con Tina Modotti che lo guarda innamorata, mentre Vidali li scruta, avvalorando che Mella sia stato assassinato proprio dall’agente stalinista dopo essersi associato con i trotskisti.

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Modotti, Mella, Vidali – Arsenal Mural – Diego Rivera 1928

Tina Modotti morirà, invece, tredici anni dopo, all’alba del 6 gennaio 1942. Ufficialmente da sola, su un taxi nelle vie di Mexico City, per infarto dopo una lite con Vittorio Vidali suo amante.
Dopo aver avuto la notizia della sua morte, lo stesso pittore Diego Rivera – suo amico e risposatosi con Frida Kahlo – affermò che fosse stata assassinata e che Vidali stesso fosse stato l’autore dell’omicidio perchè lei sapeva troppo.
Del resto, el Mural dell’Arsenàl era lì dal 1928 …

Tina, tra l’altro, conosceva non solo il passato di Vidali come agente stalinista in Centroamerica, ma anche la verità sui fatti avvenuti durante la Guerra Civile in Spagna, riguardanti esecuzioni e “morti accidentali” di attivisti di sinistra, specialmente di quelli del POUM o di anarchici di cui lui ha sempre smentito ogni addebito.
Inoltre, poco prima della morte di Tina, Vittorio Vidali era stato addirittura coinvolto nel tentativo di assalto alla residenza di Trotsky a Città del Messico del maggio 1940 e nel suo omicidio il 21 agosto successivo, con tanto di arresto della polizia.

Quelle spagnole forse erano chiacchiere”, ma a riportarle erano il famoso giornalista Herbert Matterws e, soprattutto, Ernest Hemingway. E riguardo le vicende messicane, Christiane Barckausen, autorevole studiosa della storia messicana ed, in particolare, di Tina Modotti, avalla la tesi di Vidali di essere stato oggetto di una “macchina del fango” dopo la guerra di Spagna, cioè solo dopo il 1939 e non ai tempi della morte di Mella o quando Tina Modotti a Mosca … non aveva il permesso di fotografare.

L’importanza di Vittorio Vidali come agente si confermerà definitivamente nel 1947 al 1954, quando riuscirà a garantire il rispetto degli accordi di Yalta da parte della ex Yugoslavia, dopo essere diventato segretario generale del Partito Comunista del Territorio Libero di Trieste venuto a crearsi dopo lo strappo tra Tito e Stalin.

Il legame tra Tina Modotti e Vittorio Vidali non è mai stato chiarito: lei era in una situazione di totale dipendenza dopo essere stata espulsa dal Messico e dagli Stati Uniti, deportata e sorvegliata su una nave in rotta per Rotterdam nel 1930, dove l’attendeva un’estradizione in Italia con la polizia fascista pronta a metterla al confino.

Era evasa grazie al Soccorso Rosso Internazionale e da quel momento la sua vita cambiò: non fotograferà più e diventa la ‘moglie di copertura’ di una sorta di James Bond, Vittorio Vidali, uomo dai mille volti, che si era appena sposato in incognito con una giovanissima russa, che aspettava un figlio da lui.
Fatti e personaggi di quei tempi oscuri sono abbastanza noti nella cultura centroamericana e ben documentati, come il relativamente famoso testo di di Julián Gorkin “Cómo asesinó Stalin a Trotsky”  (Garzanti, 1949) od i titoli eloquenti di  “Frida y Tina: vidas no paralelas” di Octavio Paz o  “Del gusto por la mistificación: a propósito de Tina Modoti” di Phillippe Cheron, fino ai monumentali Historia del movimiento obrero en América Latina di  Victor Albadi o la  Historia del Partido Comunista de Cuba di Alonso Avila o la Historia del comunismo en México di Arnoldo Martínez Verdugo.

Dunque, non sono bufale, non fu una vicenda gloriosa ed, infatti, Il Manifesto tiene a precisare che la vicenda di Tina Modotti è “per molti aspetti ancora sconosciuta e gravida di segreti, che è tuttora avvolta nelle nebbie della Storia”.

Intanto, le Wiki circolanti in rete segnalano che Tina Modotti avrebbe detto a Valentín González, un comandante comunista della Guerra Civìl spagnola le testuali parole: “avresti dovuto ucciderlo. Sono obbligata a seguirlo finchè non morirò“.
Se così fosse,  sarebbe da escludersi  la complicità di Modotti con Vittorio Vidali anche dell’omicidio di Mella, questione tanto riprovevole quanto controversa della storiografia cubana e messicana, ma l’attività svolta dalla coppia Modotti e Vidali resta una ferita aperta nella storia del Centroamerica come del Comunismo.

Tina Modotti fu una talentuosa ed affascinante giovane ‘bad girl’ attratta dalla celebrità e da uomini maturi e sposati, ma quando divenne una donna matura ormai alle soglie dei quarant’anni e senza un passato od un futuro, scelse di farsi prigioniera di un uomo e di un partito in nome di un’ideologia?

E quanto se ne era pentita, se dopo la morte di Trotsky nel 1941 aveva ripreso i rapporti con artisti messicani tra cui il muralista José Clemente Orozco e sembra che avesse intenzione di acquistare una fotocamera?
Purtroppo, non ne ebbe il tempo.

Tina Modotti fu molto di più dello stereotipo della ‘compagna combattente, creativa ed emancipata’.

Demata

Non sono solo canzonette: perchè l’Ucraina ci considera una potenziale minaccia?

16 Mar

Tre giorni faceva notizia che Albano Carrisi (in arte Al Bano) è stato inserito dal Ministero della Cultura ucraino nell’elenco di coloro considerati una minaccia per la sicurezza nazionale.

Pressocchè immediato l’orrore generale del Popolo Italiano, con Al Bano che al Corriere della Sera tentava a caldo di alleggerire «Io terrorista? Piuttosto terronista …» e Loredana Lecciso sul settimanale Spy in edicola aggiungeva: «Non pensavo di avere un pericoloso terrorista o una spia in casa, è riuscito a passare inosservato», per la gioia dei lettori di rotocalchi.

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Propaganda filorussa a Donetsk (foto da sakeritalia.it)

 

Eppure, non è una novità: il 10 dicembre 2018 era accaduto a Placido Michele di ritrovarsi nell’elenco di coloro considerati una minaccia per la sicurezza nazionale, cioè non ‘terroristi’, che è cosa ridicola, bensì come ‘testimonial filorussi’, che da che guerra è guerra è un problema di ‘propaganda del nemico’ …

L’allarme ucraino fu eccessivo, quando l’attore e regista italiano dichiarava che Putin “in politica estera è il numero uno in Europa, ed è più genuino rispetto alla Merkel e ai francesi: è il leader più capace, ha una statura internazionale straordinaria, può darsi che questo momento richieda persone con un pò più di coraggio, di chiarezza, capaci di assumersi delle responsabilità di fronte alla storia. Credo che uno come Putin sia più utile all’Europa di quanto possiamo pensare”?

Difficile stabilirlo, ma certamente era una notizia eclatante il suo inserimento in un elenco che costituisce una sorta di messa al bando (restrizioni nelle autorizzazioni alla diffusione radiotelevisiva e a spettacoli, come nella distribuzione cinematografica) di tutte le opere a cui l’artista ha partecipato, cioè nel caso di Michele Placido di 150 tra film e serie tv tra cui quelle molto popolari di La Piovra, Romanzo Criminale e Suburra.

Insomma, un fatto rilevante a cui i media italiani non hanno dato particolare risalto, nel caso di Michele Placido. Più o meno come Albano Carrisi, intervistato il 2 gennaio 2018 in qualità di ” star nell’Europa dell’Est” e non come judoka, alla domanda “È sempre un putiniano?confermava che: «Lo sostengo da tempi non sospetti. È un grande. Ha un senso religioso della vita. Ha il pugno di ferro e non ci vedo nulla di male. Ormai lo usano molti, a partire da Trump ma anche da noi».

Putin “utile all’Europa“, pugno di ferro “anche da noi” … essendo l’Ucraina proprio tra la Russia e l’Europa con una secessione belligerante che dura da anni … è evidente che questo genere di dichiarazioni da parte di “star italiane nell’Europa dell’Est” creino qualche problema di … potenziale ‘propaganda filorussa’.

Quanto a Cutugno Salvatore, in arte Toto, finito nella lista degli indesiderati, iniziamo col dire che ha un seguito eccezionale proprio in Ucraina, dove pochi anni fa è stato eletto addirittura ‘Uomo dell’anno’.
Possiamo immaginare la reazione di alcuni ucraini quando più recentemente Toto Cutugno,  intervistato dall’Ansa, aveva dichiarato: “Ho tanti ricordi  con il Coro dell’Esercito Russo, il piu’ bello risale a quando li ho invitati al Festival di Sanremo nel 2013, in occasione del Premio alla carriera. Avevamo altri progetti insieme” ed oggi conferma che “la Rai non voleva, una cosa che invece rimarrà nella storia del Festival di Sanremo …  abbiamo pagato tutto noi, utilizzando il nostro cachet e anche di più per far venire quei quaranta soldati che erano una meraviglia. Rappresentavano la musica popolare russa: cantammo sì L’italiano ma anche un loro pezzo tradizionale”.

Dunque, l’Ucraina teme che i secessionisti ucraini usino come ‘propaganda’ l’adesione filorussa o le simpatie putiniane di alcuni nostri artisti: da quelle parti c’è una guerra, cioè una situazione dove il ‘morale’ è essenziale e le canzoni ispirano i cuori, come noto a chi si intende di cose belliche.
A partire dal timore che i loro concerti diventino un momento di aggregazione dei ‘nemici’ dello stato ucraino … come precisato durante i Mondiali di Calcio in Russia, allorchè ebbe inizio la messa al bando di artisti russi filosecessionisti.

Ricordiamo che sono al bando del Ministero della Cultura ucraino  anche il famoso attore Gerard Depardieu, come  Fred Durst cofondatore e frontman dei Limp Bizkit, per le vicende legate alle loro richieste di passaporto russo …  e l’altrettanto famoso regista serbo Emir Kusturitza, che a margine di una intervista aveva dichiarato che “la riunificazione della Crimea con la Russia e’ giunta come risultato non di una guerra ma di un referendum, e ha rappresentato un “processo naturale e organico”. Kusturica al tempo stesso aveva invitato la popolazione della Crimea a sviluppare la penisola come parte della Grande Russia”.

Per il governo ucraino è essenziale evitare che Putin venga sempre più percepito come un leader ecumenico, cioè acclamato da personaggi famosi.

Dunque, se Michele Placido, Albano Carrisi e Toto Cutugno finiscono sulla lista di coloro considerati una minaccia per la sicurezza nazionale per gli aperti apprezzamenti al presidente Putin od alla Russia, è possibile che l’Ucraina stia inviando un ‘messaggio’  alla Politica e all’Informazione italiane che simpatizzano per … il ‘nemico’?

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Strelkov – Miliziani filorussi

Ad esempio, possiamo immaginare la reazione in Ucraina (e dei suoi alleati) il 10 Gennaio 2017, quando durante la trasmissione di Dimartedì (La7), Marco Travaglio precisava che “non riesco a capire questo continuo elogio di Putin in bocca a molti esponenti del M5S e sul blog di Grillo” e Luigi Di Maio rispondevaabbiamo solo un problema: da quando abbiamo messo le sanzioni alla Russia abbiamo perso 5 miliardi di business per le nostre piccole e medie imprese. Se le sanzioni alla Russia danneggiano le nostre imprese, quelle sanzioni vanno tolte.

Riguardo Matteo Salvini, sono anni che le cronache italiane riportano delle sue simpatie e delle relazioni della Lega con la Russia di Putin, come anche delle contestazioni che ormai riceve anche all’estero per questo motivo. Anche nel suo caso – ad esempio -andrebbe compreso quali furono, il l’8 ottobre 2018 ad esempio, le reazioni dell’alleato ucraino … quando il ministro degli Interni italiano dichiarava che “il presidente russo Vladimir Putin è attualmente al governo e ritengo sia uno dei leader più lucidi e concreti da ammirare”.

Quanto al nostro Governo, di sicuro l’Ucraina (ed i suoi alleati) non avranno esultato il 24 ottobre 2018, quando Il Giornale titolava “Conte da Putin. ‘Via le sanzioni’: firmati 13 accordi commercialie La Repubblica precisava che “l’esito dell’incontro tra il presidente del Consiglio e Vladimir Putin conferma il feeling tra il governo italiano e quello russo (un rapporto visto con assai poco entusiasmo a Washington)” e sottolineava l’invito del Premier Conte a Putin: “mi auguro che lei possa venire in Italia al più presto, manca da troppo tempo: non vorrei che il popolo italiano pensasse che lei non gli presta attenzione”.

Ma chi sono gli alleati dell’Ucraina?
Il 6 dicembre 2018, il Pentagono ha annunciato un volo straordinario sotto l’Open Skies Treaty, precisando che “le tempistiche di questo volo hanno lo scopo di riaffermare l’impegno degli Stati Uniti nei confronti dell’Ucraina e di altre nazioni partner”.
Il ‘volo straordinario’ avveniva dopo l’escalation causate al passaggio di navi ucraine nello stretto di Kerch con i marinai ucraini sono ancora in stato di fermo ed il successivo annuncio russo di integrare l’area nel territorio nazionale con il dislocamento in Crimea una ulteriore batteria di missili terra-aria  S-400, quasi impossibili da localizzare ed in grado di intercettare praticamente qualsiasi cosa. 

Il Trattato per i Cieli Aperti (Open Skies Treaty) consente il pattugliamento aereo disarmato da parte di paesi sovrani o alleati, al fine di raccogliere informazioni riguardo forze ed attività militari.

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Battaglione Azov filoucraino

Il comunicato confermava la partecipazione di personale militare canadese, francese, tedesco, rumeno e britannico. 
Il Governo Conte, infatti, questa estate non ha riconfermato le  missioni di Air Policing della Nato in difesa dello spazio aereo degli alleati orientali, che coinvolgevano il 36° Stormo di Goia del Colle ed  il 4° Stormo di Grosseto. Nè l’Operazione Baltic Eagle in Estonia, nè la Bulgarian Horse sul Mar Nero.
Intanto, il 20 luglio, il Pentagono annunciava lo stanziamento di 200 milioni di dollari all’Ucraina, per potenziare le comunicazioni, la mobilità militare, la visione notturna e le cure mediche militari.

Arriveranno altri “confetti” dall’Ucraina? Probabile, almeno fin quando i nostri media non inizieranno a raccontare tutta la vicenda, invece di ridurla ad una sorta di post-sequel di Sanremo … mentre sullo sfondo la vera ‘questione internazionale’ è quella di un possibile aggiramento italiano delle sanzioni alla Russia con la sigla di ben 13 accordi commerciali e, soprattutto, quella di un suo possibile ‘ingresso nella finanza pubblica italiana’ in posizione progressivamente dominante, se Putin, il 24 ottobre scorso, confermava a Conte che “non ci sono remore di carattere politico sull’acquisto dei titoli di stato italiani dal fondo sovrano russo“.

Intanto, in Donbass ci sono anche le brigate internazionali come nella Guerra civile spagnola, Kiev li ha inquadrati nel Battaglione Azov dove sono segnalati svedesi, spagnoli e americani, mentre con i “novorussi” sono stati intervistati spagnoli, francesi, serbi ed italiani.

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foto da Sputnik Italia

Non sono solo canzonette.

Demata

Greta, il Clima e l’istruzione scientifica dei cittadini

15 Mar

Un esercito di opinionisti dagli Anni ’80 nega che il Clima possa variare drasticamente, come nega che abbiano un effetto disastroso cose come la sostituzione delle foreste con il cemento o delle alghe con la plastica.

GRETA SCIENZE CLIMA

E questo è quello che hanno fatto per ben due generazioni.

Non è colpa loro, ma delle scuole: un laureato in economia o in giurisprudenza o in lettere che ha studiato al liceo classico – ad esempio –  potrebbe essere un professionista eccezionale ed una persona molto colta, ma comunque aver ricevuto in tutta la sua vita solo 5-6 lezioni riguardo il metodo scientifico e sperimentale, la termodinamica e la statistica, il coding e tanto altro: una decina di ore in tutto per apprendere le basi della Logica moderna e far proprie le chiavi per comprendere tutte le informazioni tecniche e scientifiche?
Tutto affidato al talento individuale ed agli interessi personali?

Figuriamoci, poi, se la copertura delle cattedre di Matematica e Scienze nelle prime medie è non di rado difficoltosa e proprio quella parte essenziale dei programmi finisce …  nell’orario provvisorio delle lezioni ad inizio anno. Oppure se, come di consueto, al colloquio l’attenzione delle famiglie è incentrata solo sull’algebra e non su tutto il resto.

Peggio, l’idea  che Politica ed Economia abbiano la primazia sulla Scienza e sulla Tecnica, mentre sono quest’ultime ad essere il ‘motore’ delle prime due.
Un’idea obsoleta ormai da oltre 50 anni: ogni innovazione causa ripercussioni esponenziali sulla mentalità e sulla produttività generali, la Information Technology Revolution ne è la prova a posteriori, dopo aver prodotto cambiamenti sociali, produttivi e finanziari … partendo con quattro spiccioli in un garage.

Infatti, come esistono ancora persone che rifiutano di apprendere l’uso di strumenti elettronici, ci sono ancora molte persone che continuano ad affermare le proprie ‘opinioni scientifiche’ … senza ricordare che la Scienza e la Tecnica non le prevedono: fatti, soluzioni e senza pregiudizi.

Eppure, l’attenzione per l’Ambiente non può che vertere sullo studio delle Scienze e la sua tutela non prescinde dalla conoscenza della Tecnica.

I nostri licei classici offrono meno ore settimanali degli istituti: perchè non aggiungere qualche ora di Scienze e quel minimo di Matematica che serve per capirle? Sono almeno due generazioni che se ne parla …

Demata

Un omicidio umanamente non del tutto incomprensibile

13 Mar

Javier Gamboa nell’aprile del 2018 ha ucciso a coltellate la moglie Jenny ed ha agito «sotto la spinta di uno stato d’animo molto intenso, non pretestuoso, né umanamente del tutto incomprensibile» e «come reazione al comportamento della donna, del tutto incoerente e contraddittorio che lo ha illuso e disilluso allo stesso tempo», con riconoscimento delle attenuanti generiche e riduzione della condanna da 30 a 16 anni di carcere.

Motivazioni e riduzione della pena molto simili a quelle della sentenza di Bologna che ha riconosciuto a Michele Castaldo le attenuanti  perchè “in preda a tempesta emotiva” che lo avrebbe spinto a uccidere la ex moglie Olga Mattei.

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In ambedue i casi è conclamato che non si tratta di uno spintone finito in tragedia.
Non sono omicidi preterintenzionali, cioè di quelli in cui la morte della vittima è conseguenza di percosse o di lesioni personali, per i quali … la pena è la reclusione da dieci a diciotto anni. 

In ambedue i casi è stato giudicato anche il comportamento di una donna, la vittima, senza che lei potesse in qualche modo chiarire di persona, se, ad esempio,  non fosse l’assassino ad essere incoerente e contraddittorio e/o ad averla illusa e disillusa.
Peggio, senza poter chiarire alla Corte se la reazione dell’assassino al comportamento della donna fosse effetto di una volontà dettata da rancore, vendetta o risentimento.

In caso di azioni molto violente, gli “stati d’animo” o le ‘tempeste emotive” che in qualche modo possano ‘giustificarle’ sono inquadrati dalla psichiatria come disturbi associati a specifiche patologie, ma nessuno dei due assassini sembrerebbe esserne affetto.

Soprattutto, nessuno racconta di accertamenti tecnici a conferma di un ridotto “potere di controllare i propri impulsi ad agire” da parte dei due assassini, che – dunque – erano perfettamente capaci di volere.
Ma meritano tali e tante attenuanti.

Demata

La schiavitù domestica e le promesse dell’assassino

12 Mar

Lo schiavismo colpisce sempre ceti ed etnie che si trovano in un ruolo subalterno o in posizione svantaggiata. Ad esempio, le donne straniere sole.

Nulla cambia in termini di delitti da loro subiti, se queste persone abbiano il paese contro la propria volontà o sono state convinte a partire con promesse ingannevoli: la Legge n. 146  16 marzo 2006 recita: «il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’alloggiamento o l’accoglienza di persone con la minaccia di ricorrere alla forza, o con l’uso effettivo della forza o di altre forme di coercizione, mediante il rapimento, la frode, l’inganno, l’abuso di autorità o una situazione di vulnerabilità, o con l’offerta o l’accettazione di pagamenti o di vantaggi al fine di ottenere il consenso di una persona avente autorità su di un’altra ai fini dello sfruttamento. Lo sfruttamento include, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione di altre persone, o altre forme di sfruttamento sessuale, lavori o servizi forzati, schiavismo o prassi affini allo schiavismo, servitù o prelievo di organi».

Un anno dopo, 2007, fa scalpore nelle sale cinematografiche Eastern Promises (La promessa dell’assassino) di David Cronenberg con Viggo Mortensen, un film che racconta con crudo realismo proprio una vicenda simile.

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Pochi anni dopo – visto che oltre alla prostituzione anche la schiavitù domestica inizia ad essere un fenomeno di rilievo – arriva la Convenzione  n. 189, “concerning decent work for domestic workers“, approvata dalla Agenzia Onu per l’International Labour Organization nel 2011 ed entrata in vigore il 5 settembre 2013 … ma solo 26 nazioni (tra cui Italia, Germania, Argentina, Brasile, Finlandia, Cile, Belgio, Portogallo, Irlanda, Svizzera, Filippine) hanno siglato la Convenzione sulla schiavitù domestica.
Mancano USA, Russia, Francia, Olanda, Svezia, Cina, Arabia Saudita, India, Iran, Israele, Canada, Messico eccetera.

Il fenomeno della schiavitù domestica si sta diffondendo nelle nazioni che non hanno siglato la Convenzione 189, Freedom United ha lanciato una petizione apposita ed diffuso un video per sensibilizzare le nostre coscienze.


La schiavitù domestica consiste nell’attrarre donne giovani e indifese promettendo loro un buon lavoro ed istruzione, e poi, approfittando del loro ingresso irregolare nel paese,  usarle come donne di fatica e … come domestiche con alloggi infimi come la retribuzione.

Negare le tutele essenziali a queste donne, anzi espellerle, trattando come criminali loro e non i datori di lavoro, significa stare dalla parte di chi le rende schiave.

Demata

Auguri per l’8 marzo

8 Mar

L’ESSERE DONNA E’ SOLO APPARTENERE AD UN GENERE DIVERSO DA QUELLO MASCHILE CON UNA SESSUALITA’, UN METABOLISMO, UNA MENTALITA’, UN COMPORTAMENTO DIVERSI E COMPLEMENTARI.

NON DIVERGENTI E NON INFERIORI.

LA DONNA E IL MASCHIO SONO AMBEDUE HOMO SAPIENS: HANNO PARI DIRITTI.

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Prendimi come sono o guardami mentre vado via.

Demata