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I bambini e la guerra nel cortile di casa

14 Set

Secondo l’Istituto di Ricerca sulla Pace di Oslo 142 milioni di bambini vivono in zone di conflitto ad alta intensità, cioè nelle zone con più di 1.000 morti legati alle violenze in un anno (Afghanistan, CAR, DRC, Iraq, Myanmar, Nigeria, Filippine, Somalia, Sud Sudan, Yemen). 

Poi, ci sono altrettanti 150 milioni di meninos de rua (bambini di strada) che vagano nelle periferie delle metropoli e non meno di 150 milioni di minori che vivono in zone controllate dal terrore e dalla propaganda delle narcomafie.

In totale, disastro più disastro meno, sono mezzo miliardo di ‘bambini’ che tra dieci anni saranno ‘contro’ di noi o ‘con’ noi … che li abbiamo abbandonati, dopo aver declamato i nostri ideali e la nostra fede.
La scelta è solo nostra.

Demata

Un partito (democratico) in franchising?

13 Set

Il passaggio del senatore Matteo Richetti dal Pd al Gruppo Misto porta in luce “un debito con il Pd di Modena di circa 150mila euro. Una cifra, questa, che comprende la somma che i candidati locali si impegnano a versare alla federazione in caso di elezione modenese e quella che invece, sempre per accordi con gli organi locali del partito, vanno versati alla federazione provinciale”. (Huffington Post)

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Anzi, come precisa Repubblica, “chi viene candidato, si impegna con una scrittura privata a versare un contributo di 25 mila euro al Pd di Modena in un’unica soluzione – ha spiegato la legale, Antonella Orlandi – Richetti è stato sollecitato dal Pd e da me, ma non ha pagato. I requisiti c’erano tutti, visto che è stato eletto il 4 marzo 2018. Abbiamo presentato ricorso al tribunale civile di Modena e così si è arrivati al decreto di ingiunzione di pagamento. Il giudice ha riconosciuto anche la provvisoria esecuzione, significa che potrebbero esserci dei pignoramenti”.

E, non a caso, la ragione del contendere è “perché nell’accordo firmato da Richetti si fa riferimento esplicito ai 25 mila euro e indirettamente alle consuetudine dei parlamentari, ma senza citare la somma di 2.500 euro mensili”, cioè i restanti circa 125mila euro pretesi dal Partito Democratico modenese.

Ma la Costituzione consente che la libertà di un Parlamentare – in questo caso ‘economica’ – sia vincolata con una scrittura privata ad un partito? 

Demata

Il calendario del New Pope per il Governo Conte bis

8 Set
Tra il Calendario delle Festività Cattoliche e il futuro del Governo Conte bis potrebbe – sottolineo potrebbe – verificarsi una singolare corrispondenza, giorno più giorno meno.

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  • Festa dell’Assunzione: 15 agosto / Salvini si chiama fuori dal governo
  • Esaltazione della Santa Croce: 14 settembre / un esponente del PD è nominato Commissario Europeo
  • Tutti i Santi: 1 novembre / l’UE modifica il Piano di Stabilità
  • Domenica di Avvento: 1 dicembre / il Conte bis programma uno sfondamento di bilancio
  • Festa dell’Immacolata Concezione: 8 dicembre / mercati e agenzie di rating s’allertano; i media nicchiano
  • Giorno di Natale: 25 dicembre / i media scoprono che restano solo sei giorni per correre ai ripari
  • Festa della Madre di Dio: 1 gennaio / alleluia, habemus il Bilancio
  • Epifania: 6 gennaio / recessione in corso, maggiori tagli e tasse; imprese, sindacati, associazioni, cooperative, contribuenti, sussidiati e famiglie s’allertano; i media si adeguano
  • Pellegrinazione al fiume Giordano: 13 gennaio / crisi parlamentare e governativa, cioè nei partiti
  • Mercoledi delle Ceneri: 6 marzo / dopo exit negativi, “strappo” interno al PD e fuoriuscita di M5S
  • Festa dell’Annunciazione: 25 marzo / crisi di Governo
  • Domenica delle Palme: 14 aprile / si va ad elezioni
  • Venerdi Santo: 19 aprile / si aggregano frettolosamente le alleanze
  • Domenica di Pasqua: 21 aprile / apertura campagna elettorale
  • Festa dell’Ascensione: 30 maggio / elezioni politiche
  • Pentecoste: 9 giugno / insediamento dei parlamentari
  • Domenica della Trinita’: 16 giugno / nomina presidenti Camera e Senato
  • Corpus Domini: 20 giugno / incarico di governo
  • SS. Cuore di Gesu’: 28 giugno / formazione nuovo governo
  • Festa di Ss. Pietro Paolo: 29 giugno / insediamento dei neo-ministri.

Se così sarà … ci fosse la mano di Jude Law, Paolo Sorrentino e Silvio Orlando oppure di … Crozza???

Demata

Chi ha letto Jean Jacques Rosseau?

5 Set

Sarà sempre troppo tardi quando qualcuno si prenderà la briga di leggere qualche citazione di quel signore a cui è ispirata la Edemocracy che ha deciso questo governo: Monsiuer Jean Jacques Rosseau.

Sarebbe importante leggerlo Rosseau, dato che è famoso grazie ad una ‘fake news’: quella che mise in giro la voce che nasciamo tutti buoni e ottimi, ma è poi la società a tarparci le ali e renderci malvagi.

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Ovviamente, è impossibile che Grillo e Casaleggio jr. come Di Maio o Di Battista non conoscano il pensiero dell’uomo a cui si ispirano, quello di M. J.J. Rosseau, e che Renzi e Zingaretti ignorino perchè Emma Bonino ha votato contro questo governo ‘avallato’ da settantamila sconosciuti on line.

Democrazia: “Se ci fosse un popolo di dei, si governerebbe democraticamente. Un governo così perfetto non è adatto agli uomini. “

Educazione:“La sola abitudine che si deve lasciar prendere al fanciullo è quella di non contrarne nessuna.” 

Responsabilità:“La più grande, la più importante, la più utile regola di tutta l’educazione? È non di guadagnare tempo, ma di perderne.” 

Pari opportunità: “Nessuno si annoia mai della sua condizione, quando non ne conosce di più piacevoli.” 

Sanità: “Non so di che malattie ci guariscano i medici, ma so di certo che ce ne inoculano di assai funeste: la viltà, la pusillanimità, la credulità, il terrore della morte. Se guariscono il corpo, uccidono il coraggio. La sola parte utile della medicina è l’igiene; e anche l’igiene, del resto, più che una scienza è una virtù”.

Giovani: “Si pensa soltanto a conservare il proprio figlio: non è sufficiente; occorre insegnargli a conservarsi da sé quando sarà adulto, a sopportare le percosse del destino, a sfidare l’opulenza e la miseria”.

Movida e reddito: “La temperanza e il lavoro sono le due vere medicine dell’uomo: il lavoro stimola il suo appetito e la temperanza gl’impedisce di abusarne”. 

Giustizia: “Chiunque arrossisce è già colpevole: la vera innocenza non ha vergogna di niente.”

Sicurezza: “L’ordine sociale è un diritto sacro, che serve da base a tutti gli altri”.

Impresa: “Il primo uomo che ha recintato un pezzo di terra dicendo: ‘È mia’ e che ha trovato gente tanto semplice da credergli, è stato il vero fondatore della società civile.”

Scienza:“Le idee generali e astratte sono la fonte dei più grandi errori degli uomini.” 

Innovazione:Tutto è buono quando esce dalle mani del Creatore, tutto degenera nelle mani dell’uomo.” 

Informazione: “Si è curiosi soltanto nella misura in cui si è istruiti.” 

Libertà: “Da solo il popolo vuole sempre il bene, ma non sempre, da solo, lo vede.”

Questo, dunque, l’ideale condiviso da Beppe e Davide, da Luigi e Alessandro, oggi sostenuto anche da Nicola, Matteo, Giuseppe ed … i circa settantamila cripto-votanti di Rosseau.

Ed adesso avrete anche capito uno dei perchè +Europa avrebbe dovuto votare contro alla Camera, come Emma Bonino ha fatto al Senato, e perchè Forza Italia – a differenza dei post comunisti di LeU –  non ha neanche preso in considerazione l’ipotesi.

Demata

Da oggi i Cinque Stelle sono l’Establishment

5 Set

La scelta di un Governo Conte bis associandosi con il PD è stato un errore – forse definitivo – dei Cinque Stelle: da oggi sono il Potere e l’Establishment.

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La originaria scelta di Giuseppe Conte nell’associarsi con la Lega (ndr. Salvini è un fenomeno a se stante) era ‘coerente’ per gli elettori grillini: due formazioni politiche all’opposizione che si associano in una alleanza Destra/Sinistra, ma anche Nord/Sud, contro il “nemico esterno”, che Europa o Africa cambia poco, e contro il Partito Democratico, figlio mutante dei partiti clientelari del Dopoguerra.

L’attuale scelta di Giuseppe Conte nell’associarsi con il Partito Democratico (ndr. di cui Renzi è solo una delle trasfigurazioni) è un radicale cambio di rotta: il partito al potere pur di mantenere poltrone e consensi si associa con quello che ha sempre dipinto come il peggiore nemico del Popolo, per formare un’alleanza solo ‘a Sinistra’.

E’ facile ipotizzare che gli elettori ed i contribuenti possano sentirsi stretti in una morsa, non appena inizieranno a piovere tasse, ticket, tagli, disservizi, pagamenti dilazionati e … nomine, a cui il PD è affezionato. 

E da quell’istante in poi, cioè proprio nel periodo utile per andare alle urne fra l’estate del 2020 e i primi mesi del 2021, prima del ‘semestre bianco’ presidenziale, i Cinque Stelle NON saranno più il partito del popolo nè quello dei cittadini.

Anzi, già da oggi non hanno più alibi per tutti i disservizi e i deficit nelle Regioni e nei Comuni a guida PD.
Nè il PD di Renzi, Del Rio e Zingaretti potranno raccontarci di esser stati travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, quando ci saranno da spiegare le solite proprie liti interne e le eventuali ‘stranezze’ dei Cinque Stelle o dei post-comunisti.

Demata

Come garantire il welfare senza andare in bancarotta

2 Set

Garantire il Welfare senza mandare la Nazione in bancarotta non è mai stato difficile, salvo che in Italia, dove si è poco considerata la prevenzione del disagio sociale, cioè formazione e meritocrazia.

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Ed essendo il ‘disagio’  una forte base di consenso per i cristiano-sociali, i socialisti e i comunisti è andata a finire che da noi, in termini di Welfare, esiste solo il diritto ‘pro capite’  (propr. «per ogni testa») che garantisce ai cittadini in condizione di indigenza o di difficoltà sociale un ‘reddito’ stabile nel tempo e scarsamente condizionabile, anche se il beneficiario conduce uno stile di vita inattivo o criminale.  

Il diritto ‘pro quota’ (propr. «per la parte a ciascuno spettante»), viceversa, comporta che a questi cittadini pervenga un ‘reddito’ che varia a seconda della situazione economica generale e del numero dei beneficiari, cosa che induce il beneficiario ad essere partecipativo e proattivo.

Il Welfare ‘pro capite’ è la tipica misura emergenziale volta ad assicurare un minimo essenziale durante una fase di transizione socio-industriale; il Welfare ‘pro quota’ è la tipica misura infrastrutturale volta ad assicurare una vita dignitosa a chi non è in grado di essere produttivo.

Nel primo caso lo slogan è ‘nessuno sarà lasciato indietro’, nel secondo il proverbio dice che ‘senza denari non si cantano messe’.

Ovviamente, per non mandare in bancarotta una Nazione ed evitare che l’ozio e il degrado si diffondano, ma anche dare a tutti una chanche di vita onesta ed operosa c’è da trovare un equilibrio tra il ‘pro capite’ ed il ‘pro quota’.

Ad esempio, potremmo stabilire che l’entità complessiva di sussidi e servizi ‘pro capite’ che arrivano ad una famiglia ‘indigente’ non sia superiore al reddito medio di un operaio. Per reddito, in questo caso,  intendiamo quanto arriva dagli altri contribuenti ai beneficiari sia in termini di sussidi economici ed esenzioni sia quando equivalente in termini di accesso privilegiato a servizi e abitazioni.

E, magari, i Comuni potrebbero introdurre la rotazione delle case popolari con contratti 4+4 anni, come tutti i comuni mortali, e legiferare un sussidio abitativo per chi ha diritto senza dovergli trovare casa tramite intermediari (costosi e talvolta criminali). 

Altrimenti, se c’è da perdere la casa popolare superando un certo reddito, chiunque deciderà di restare a dove è …

Chissà come sarebbe oggi l’Italia se la Politica si fosse presa la responsabilità ogni anno di legiferare le aliquote per i sussidiati e le tasse per i contribuenti, mettendoci la faccia e spiegarci perchè, spendendo qualcosa in formazione, chi è beneficiario di sussidi e di ‘redditi’ pagati dagli altri contribuenti non può essere impiegato da Regioni e Comuni per la manutenzione e il ripristino del degrado urbano e ambientale.

Demata

L’Italia vista dai meccanici e dagli hardwaristi

2 Set

Un veicolo per funzionare necessità di più “motori”.

Ad esempio, nella nostra autovettura c’è quello di avviamento, quello a scoppio, quello ‘inerziale’ (volano), quello elettrico (dinamo) che da corrente e ricarica la batteria, eventualmente quello elettrico nelle ibride, la centralina che è la rappresentazione logica del motore e non solo.

 

Qual’è la situazione della nostra (ex) bella Italia?

Innanzitutto, c’è che la centralina deve basarsi su un processore e un sistema operativo strutturati con tutti i limiti e i vizi che c’erano dopo il 1871, quando il Meridione era una quasi una colonia, il Vaticano quasi una banca da nazionalizzare e la ‘nazione’ coincideva più o meno con la famiglia Savoia e la sua corte di provinciali.

Un ristretto ‘core’ di poteri e di norme che sopravvisse alla Seconda Guerra Mondiale e fu upgradato alla meno peggio nel 1974 con un software di emulazione come nel 1922, senza sostituire la CPU nè riprogettare la scheda madre e, soprattutto, presumendo che fosse eterno, senza manutenzione od aggiornamenti.
Oggi, la dimensione debordante di questo software non è quantificabile, ma consta di centinaia di migliaia di leggi, determine, delibere e circolari.

Lo stesso accade per:

  • le costanti perdite di olio, acqua o benzina, cioè gli sprechi,
  • la trasmissione che è logora e va a scossoni, cioè malessere e andatura lenta,
  • luci ed elettronica che malfunzionano, cioè regole double face,
  • la carrozzeria rabberciata, cioè degrado urbano e del paesaggio.

E ritornando al ‘motore’ ed alle sue ‘parti’:

– l’ibrido (l’innovazione) diventa un costoso, superfluo e deregolabile ‘accessorio’, in realtà si va sempre avanti ‘a benzina’ (cartaceo)
– la corrente generata è alternata, mentre batteria e impianti richiedono quella continua
– lo spreco inizia dal volano dove si consuma nei pesi e contrappesi dell’obsoleto software di emulazione
– il motore a scoppio (il ‘pubblico’) è sempre quello di una volta e decisamente arranca
– il motorino di avviamento e i contatti della dinamo soffrono degli agenti atmosferici ed ambientali, cioè sono affidati al “fattore caso”
– il linguaggio con cui comunicano i diversi apparati e sistemi dell’autovettura deve essere necessariamente molto semplificato.

Dunque, dal punto di vista “funzionale” questo è il nostro (ex) Bel Paese.

La domanda che dovrebbe sorgere spontanea è semplice.

Come mai potrà uscire l’Italia da questo gorgo inabissante, se in Parlamento ed al Governo troviamo quasi solo avvocati, medici e diplomati oppure se i ministri dell’Economia e Finanze, delle Infrastrutture e dell’Istruzione durano spesso meno di una legislatura?

E quando prenderemo atto che la visione della ripresa italiana è sostanzialmente omogenea leggendo le dichiarazioni dei ‘tecnici, cioè Calenda, Cottarelli, Cantone e … Landini o Draghi?

Demata