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Napoli: nuovo stadio, ma dove?

15 Lug

Tuttonapoli.net riporta “l’annuncio di De Laurentiis per l’area dove sorgerà il nuovo stadio e un centro sportivo con 12 campi sul modello dell’Etihad Campus”, ‘casa’ del Manchester City allenato da Pep Guardiola.
“Sarà fuori dal comune di Napoli e vicino ad una zona ferroviaria” – avvisa il presidente della SSC Napoli – “senza rivelare la zona che però in base all’identikit fornito dovrebbe essere quella di Afragola”.

Dove sarà ancora non lo sappiamo, ma nella foto è ricollocato  il complesso sportivo del Man City (in scala), proprio nell’area compresa tra la Stazione di Casoria-Afragola ed i Centri commerciali Ikea, Leroy Merlin, eccetera.

Casoria-Afragola Stadio SSC Napoli

In effetti, ci starebbe perfettamente.

Demata

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CR7, l'(ex) Fiat e il Testo unico delle imposte sui redditi

14 Lug

Ben venga CR7 alla Juventus, divertirà tifosi e telespettatori con i suo colpi da funambolico atleta, delizierà il consumatore desideroso di gioventù, lusso e successo, innalzerà il tasso di polemiche al bar dello sport e lo share pubblicitario a casa di tutti, ma a guadagnarci davvero saranno solo lui, che non pagherà granchè di tasse all’Italia, e la FCA, che non è la Fiat.

A parte il fatto che il suo trasferimento non è affatto una sorpresa, non almeno per gli addetti del settore.

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GLI ANTEFATTI

Il 15 giugno 2018 i maggiori media sportivi annunciavano che Cristiano Ronaldo aveva patteggiato con il Fisco spagnolo un condanna di due anni, con la condizionale, e una multa di 18,8 milioni per frode fiscale. Poco dopo, arriva l’annuncio che Florentino Perez, presidente della squadra madrilena, ha abbassato la clausola rescissoria di CR7 a circa 100 milioni di euro.

Infatti, già dall’inizio del campionato spagnolo circolavano voci di mercato insistenti sull’addio di CR7 al Real Madrid, proprio il “disagio” legato a questo procedimento giudiziario. Anzi, il 14 novembre 2017 numerose testate giornalistiche diffondono la notizia di Cristiano Ronaldo che comunica l’addio al Real Madrid e il primo ribasso della clausola rescissoria risale a febbraio 2018.

Dopo l’annuncio di CR7 stranamente tutto tace, ma – appena arriva la sentenza e il Portogallo è fuori dal Mondiale – ‘sorprende’ la notizia del ribasso ‘ufficioso’ della clausola rescissoria a circa 100 milioni di euro, cioè il massimo sostenibile, nel mondo sportivo-finanziario del Fair Play di bilancio e dei tetti ingaggi, da parte di una società che ha intenzione di acquistare un atleta a fine carriera e dall’ingaggio iperbolico.
Fatto sta che circa 100 milioni di euro sono all’incirca quello che la Juventus ricaverebbe dalla cessione di Higuain e Rugani, se … già tre mesi prima qualche giornalista scriveva di Maurizio Sarri al Chelsea e l’annuncio della clausola di CR7 ribassata arriva proprio mentre il Napoli ‘sospende’ l’allenatore, liberandolo de facto, e ingaggia Ancelotti.

Sappiamo come è andata sulle cronache mediatiche: Cristiano Ronaldo che fa faville al Mondiale, lo ‘strappo’ presunto con Florentino Perez subito dopo l’eliminazione del Portogallo, la ‘sorprendente’ avance della Juventus, l’enorme opportunità per il marketing italiano eccetera … fino a quei guastafeste degli operai Fiat di Pomigliano d’Arco, ovviamente perchè anti-juventini, od il ‘malvagio’ De Laurentiis alfiere del calcio manageriale con i conti a posto e la saga dell’amletico Chelsea, mentre Abhramovic è sotto pressione per fatti suoi.

E sappiamo come è finita per davvero: CR7 ‘esentasse’ alla FC Juventus per quattro anni con ingaggio netto di 30 milioni annui (e altri circa 30 per le tasse in Italia), il Real Madrid ci ricava circa 120 milioni che arriveranno dalle cessioni di Higuain più Rugani al Chelsea e che potrebbero tornare in Italia con l’acquisto di Icardi, il profeta del Sarrismo che lascia Napoli, ma non l’hanno seguito nè il suo staff nè i suoi calciatori (salvo Jorginho dirottato in extremis dal Manchester City), preferendo Ancellotti, il Chelsea – spendendo, giocando bel calcio e vincendo magari in Europa – risolverà anche i problemi extra-calcistici.

Il Calcio Moderno, il così detto ‘movimento calcistico, è anche business e intrattenimento, ma anche questo è lo Sport dall’alba dei tempi: dove c’è ‘agone atletico’, c’è anche un pubblico che consuma e … scommette.

LE TASSE

In realtà, come la cessione di CR7 era un fatto annunciato a novembre 2017 e la clausola era stata ribassata a 400 milioni nel febbraio 2017  per poi scendere fino alla cifra definitiva di 120 milioni, c’è che il calciatore ha scelto – dopo una sentenza a due anni di carcere sospesi con la condizionale – di trasferirsi in una squadra italiana … nazione dove nel 2016 il Governo Renzi introdusse l’articolo 24bis del TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi).

Cosa prevede questo articolo?
“Le persone fisiche che trasferiscono la residenza in Italia, possono optare per l’assoggettamento a imposta sostitutiva dei redditi prodotti all’estero… per effetto dell’esercizio di questa opzione, su tutti i redditi prodotti fuori dal Paese di residenza è dovuta un imposta sostitutiva IRPEF calcolata in via FORFETTARIA, cioè a prescindere dall’importo del reddito prodotto, nella misura di 100.000 (centomila) euro per ciascun periodo di imposta”.

Dunque, Cristiano Ronaldo, che trasferisce solo temporaneamente la sua residenza in Italia, dovrebbe pagare per tutti i redditi prodotti fuori dall’Italia (sponsorizzazioni, diritti d’immagine, pubblicità, social eccetera) SOLO 100.000,00 euro all’anno.

Intanto, dal 2014, la Fiat è diventata F.C.A. con sede legale in Olanda, sede fiscale in Gran Bretagna, a breve Sergio Marchionne ne lascerà il timone,  di big deal con Hyundai si è parlato più volte.

Dei redditi prodotti fuori dall’Italia per/da FCA (sponsorizzazioni, diritti d’immagine, pubblicità, social eccetera) beneficeranno i regni britannico ed olandese, all’Italia andranno i 30 milioni annui per le tasse sull’ingaggio e qualcos’altro, del marketing la ‘nostra’ Fiat e l’Italia se ne avvantaggeranno molto meno di quanto si pensi.

 

IL MARKETING

Secondo Forbes, CR7 ha guadagnato più di ogni altro sportivo nel 2017: 93 milioni di dollari e viene stimato che il patrimonio netto si aggiri tra i 230 e i 290 milioni di euro.

Grazie a un impero di oltre 120 milioni di  follower, CR7 ha investito nel mercato dei generi di lusso ed è testimonial di rilevanti ditte, tra cui l’accordo di sponsorizzazione ‘a vita’ con Nike da circa 24 milioni all’anno … salvo le clausole che scatteranno non appena Cristiano Ronaldo lascerà il calcio o, comunque, non giocasse in un campionato delle cinque nazioni europee che contano.

Restando al Real Madrid, Cristiano Ronaldo avrebbe prevedibilmente iniziato a dare addio a tutto questo da febbraio prossimo, compiendo 34 anni e con il contratto in scadenza. Andando alla Juventus, il ‘mito’ si prolunga per quattro anni e sbarca proprio in Italia, la capitale della moda e dei generi di lusso.

Intanto, Fiat Chrysler Automobiles annuncia un nuovo investimento da un miliardo di dollari in Michigan per produrre pick up, dove già si produce il motore Fiat FIRE , la Fiat Siena (simile alla Fiat Palio italiana, progettata dal Centro Stile Fiat di Torino ed in grado di funzionare a benzina, etanolo e Gpl) è prodotta in Venezuela e commercializzata come Dodge ‘Forza’, ma … in Italia l'(ex) Fabbrica Italiana Automobili Torino annuncia la fine di Alfa Romeo, se MiTo e Giulietta vanno fuori produzione e il Crossover compatto che le sostituirà ancora non si vede, se della Lancia resta solo l’attuale Ypsilon per cui non è previsto un successore, se alla Fiat di Pomigliano vivono di cassa integrazione da 10 anni, nonostante  la Panda anche nel 2017 sia stato il modello più venduto con 145.919 unità.

Visto lo ‘stile di vita’ che rappresenta CR7, non saranno le utilitarie o i furgoni a vendere (e soprattutto rendere) di più: l’occupazione caso mai crescerà in Polonia (Fiat 500), Detroit (pick up Chrysler e motori FIRE), il Venezuela e la Dodge, forse anche Torino con la Jeep.
La Ferrari? Non è FCA, si rivolge ad un altro pubblico e venderà comunque.

Dunque, un conto è esultare come tifosi juventini o come addetti del settore (dunque, qualunque cosa si muova o viva di pubblicità e marketing, media inclusi) o come semplici appassionati di calcio.

Un altro è farlo da italiani confondendo il Campionato di Serie A con l’Italia e/o la FCA con la ex Fiat.

Ad ogni modo complimenti allo staff della FC Juventus per l’operazione di oggi, ai posteri l’ardua sentenza.

Demata

 

Ospedale San Giacomo di Roma: un triplo scandalo con soluzione?

7 Lug

Da dieci anni è abbandonato l’Ospedale San Giacomo in Augusta di Roma, nonostante la Regione Lazio paghi un affitto di due milioni annui, in attesa di ridiventare effettiva proprietaria nel 2033, e che poco prima di abbandonarlo fossero stati ristrutturati ben 32.000 metri quadrati della struttura.

 

ospedale san giacomo roma
La storia

L’ospedale (noto anche come Arcispedale di San Giacomo degli Incurabili), venne riedificato nel 1339 e donato alla città di Roma dal Cardinale Antonio Maria Salviati nel suo testamento del 1562 , con la clausola della restituzione agli eredi se la struttura cessasse di essere luogo di cura, confermata nel 1610 da Papa Paolo V Borghese, che ratificava “il divieto assoluto di cambiarne la finalità, vendere, affittare, permutare, dare in enfiteusi, sotto alcun diritto o alcun Stato”.

Nel 2002, la Regione Lazio sull’orlo del collasso finanziario decretava la cessione di 56 complessi, tra cui il San Giacomo, ad un prezzo pari all’incirca a due miliardi, riaffittati alle aziende venditrici (ASL e AO regionali) con contratti trentennali, con opzione di riacquisto e rispettandone la destinazione d’uso.
Un gran pasticcio, anche perchè alcune strutture erano inservibili ed altre non vennero effettivamente cedute, che alla fine si risolse con l’intervento della Corte dei Conti e la conversione della cessione in titolo di garanzia del credito, da cui non più “affitti”, bensì rate a scomputo fino al 2033 mentre la Regione Lazio continuava a far funzionare le strutture.

Nel nostro caso, sul San Giacomo vertevano due milioni annui e la Regione avviava il percorso di “trasformazione in una residenza per anziani, come in tante città del nord Italia e del nord Europa, sempre nell’ambito pubblico. Non ci saranno alberghi” (ex assessore al Bilancio Alessandra Sartore).

Bene a sapersi che le residenze sanitarie assistenziali si distinguono per legge dagli ospedali e dalle case di cura e che gli eredi del Cardinal Salviati, che donò l’edificio alla città di Roma con testamento vincolato, avessero “mandato una diffida al presidente della Regione, al ministro degli Interni, al presidente del Senato Grasso e alla Corte dei Conti” e nel 2008 anche un appello a papa Benedetto XVI “per far rispettare il testamento e i vincoli della cartolarizzazione degli ospedali laziali. Non è possibile trasformare il San Giacomo in residenze per anziani pubbliche, perché, proprio in virtù del testamento e anche delle clausole di vendita alla San. Im, deve tornare ad assere un ospedale pubblico”. (Repubblica)

Essendo una struttura enorme nel bel mezzo di Roma (Via del Corso), in un municipio poco abitato dai residenti e sede di noti complessi ospedalieri, come il San Giovanni e l’Umberto I, nonostante fossero già stati ristrutturati ben 32.000 metri quadrati, alla Regione Lazio non restò che deliberare la sua chiusura, avvenuta il 31 ottobre 2008.

Il San Giacomo oggi
Da allora, la situazione è in stallo.

Da un lato la Regione Lazio non può di certo spendere risorse per il San Giacomo, se i residenti degli altri municipi – cioè il 90% dei romani – più quelli delle varie provincie invocano ben altre esigenze ed urgenze.

Dall’altro gli eredi del Cardinal Salviati non procedono alla restituzione dell’immobile, compensando però quanto dovuto per le messe in opera fatte nel tempo dalla Regione Lazio e dalla città di Roma.

Dunque, gli scandali sono già due.
Il primo è quello della cessione con affitti onerosi del 2002 e “risoltasi” dopo l’intervento della Corte dei Conti, con la conversione in canoni di leasing.
Il secondo è che c’è una bella e dignitosa residenza sanitaria assistenziale per anziani che resta ferma per effetto di una bolla pontificia e … del Concordato.

Il pressing ‘popolare’ per sbloccare le residenze a cantieri già avanzati non vi fu, ma – comunque – “a nulla sono poi serviti gli appelli del comitato «Salviamo il San Giacomo», né le oltre 60mila firme raccolte dalla petizione per la sua riapertura” come ospedale. (Il Tempo)

Tra le varie «criticità», c’è anche quella denunciata dai Cinque Stelle dei  due cantieri nel 2013 per il rifacimento del tetto di copertura, ormai sede operativa di gabbiani e piccioni, e quella della Corte dei Conti che chiedeva di “riflettere sulla opportunità di continuare a destinare risorse finanziarie aggiuntive, rispetto a quelle già necessariamente spese a suo tempo per mettere a norma l’edificio, senza che vi sia, neppure in prospettiva, un beneficio effettivo per l’utenza”.

Riepilogando,
  • la Bolla Papale del 1610 prevede “il divieto assoluto di cambiarne la finalità … , sotto alcun diritto o alcun Stato”
  • la Regione Lazio non ha le risorse per aprire i cantieri necessari a ripristinare ed ammodernate l’ospedale preesistente, nè quelle per le assunzioni di personale, le ulteriori posizioni apicali e le forniture varie
  • gli eredi del Cardinal Salviati che per riprendere possesso della struttura e ridestinarla dovrebbero affrontare spese enormi, praticamente cederlo ad un Fondo
  • il Vaticano cautamente non si esprime sul cambio di destinazione e su quali servizi assistenziali (fisioterapici, ad esempio) siano compatibili con la ‘denominazione’ data nel 1610
  • ogni tanto la Politica locale, da Fassina (2017) a Pirozzi (2018),  si attiva per la ‘mission impossible’ della riapertura del San Giacomo, ma non per la residenza sanitaria
  • Roma Capitale nicchia sull’argomento, nonostante i Cinque Stelle in Regione Lazio siano anni che si fanno sentire e nonostante sia l’effettiva destinataria della donazione
  • intanto ci sono spese vive e tutto resta fermo.

 

La soluzione

Non molti, forse, ricordano la storia del Pio Albergo Trivulzio di Milano, per oltre due secoli casa di cura per gli anziani meno abbienti della città e la recente sentenza in Cassazione per abuso d’ufficio e turbativa d’asta nella vendita del patrimonio immobiliare da parte della ASL.
Visti i precedenti, sono comprensibili esitazioni, dubbi e … stallo, visto che il Vaticano non può consentire a cuor leggero una ‘derubricazione’ della destinazione, se poi c’è il rischio di squallide speculazioni e costi imprecisati.

Però, iniziamo col dire che un Presidio di Cure Intermedie, come a Prato, non ci starebbe affatto male e sarebbe compatibile sia con le ristrutturazioni sia con i finanziamenti accessibili per gli anziani indigenti e i malati cronici e sia con la Bolla papale.
Inoltre, perchè non l’ Attività di Presidio Integrato nel bel mezzo del Turismo e della Movida romana, come alla Stazione Centrale di Milano,  con mediatori culturali (interpreti), fornendo un poliambulatorio di cure primarie, dispensazione od erogazione assistita di farmaci, ambulatorio infermieristico, centro prevenzione dell’abuso di sostanze e/o delle malattie sessualmente trasmissibili?
Quale posto migliore di via del Corso 233 per una Guardia medica turistica a Roma, come ad Ischia d’estate ?

Andando a soluzioni più ‘romane’, una soluzione per riaprire il San Giacomo rapidamente ed a bassi costi potrebbe essere quella di portare servizi ‘fisioterapici’ e dermatologici ampiamente compatibili con la principale attività originaria dell’ospedale (cura del “malfrancioso, la sifilide) e con le ristrutturazioni già effettuate?
Questo permetterebbe di riportare in centro una parte dei servizi del San Gallicano, che offre per l’appunto servizi servizi ‘fisioterapici’ e dermatologici, ma fu trasferito nella periferia estrema, perchè l’edificio settecentesco non si prestava ad adeguati ammodernamenti.
Di conseguenza, il polo oncologico Regina Elena di Mostacciano avrebbe più spazio e risorse per espandersi con le sue varie eccellenze.

In ambedue i modi, che non si escludono a vicenda, ne verrebbe che malati cronici e anziani residenti avrebbero un riferimento per le cure ordinarie, magari con qualche posto letto, mentre i turisti avrebbero un funzionale riferimento per cure di livello ambulatoriale nel bel mezzo di Roma.

Dunque, non c’è da riaprire l’Ospedale San Giacomo, bensì da ripensarlo ed in fretta.

Le risorse per ristrutturare? Non sono troppe a confronto del bagno di sangue e della mancata crescita finora avvenuti. Relativamente poche rispetto a quanto possa generare l’afflusso di rimborsi delle prestazioni ‘assicurative’ offerte a turisti stranieri, l’espansione di un centro oncologico ed il ripristino al centro della città di una tradizione fisioterapica-dermatologica risalente al Medioevo.

A proposito, che peccato per le Olimpiadi rifiutate e le infrastrutture che Roma dovrà comunque trovare il modo di finanziare: il vero scandalo di questa storia è che – a parte l’intervento inevitabile di Marrazzo come governatore – la Politica romana si guarda bene dall’occuparsi dei guai che combina, mentre spese e ruderi restano a noi.

Demata

CR7 alla Juventus si farà: grazie al Chelsea di Sarri?

5 Lug

L’affare CR7 alla Juventus ha sicuri margini finanziari: 100 mln arriveranno dalle cessioni di Higuain, Rugani e Khedira, poco utilizzati e con ingaggi che rasentano i 30 milioni lordi annui complessivi.

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Da parametro Transfermarkt, Cristiano Ronaldo vale 100,00 mln tondi tondi, a metà campionato prossimo compirà 34 anni, ha un ingaggio ‘monstre’ che costa in un anno 30 milioni, cioè quanto serve per comprare tutta la rosa dell’A.C. Chievo Verona.

Intanto, Higuain vale 60,00 mln  mentre Rugani 22 mln e  sono di stretto interesse del Chelsea formula Sarri. Il centravanti argentino costa 15 milioni annui di ingaggio, il difensore italiano 2 milioni: tenuto conto che, senza Sarri al Chelsea, il primo era difficilmente cedibile ed il secondo era poco utilizzato e verrà venduto a ben più del suo valore, la Juventus si ritrova con una sorta di regalo piovuto dal cielo. Poi, c’è in lista di sbarco da mesi il buon Khedira (31 anni – valore 26 mln – 9 mln lordi di ingaggio).
In totale, le cessioni di Higuain, Rugani e Khedira rappresentano ben più dei 100 mln che servono ed oltre 26 milioni annui di economie sul tetto ingaggi, senza intaccare la struttura attuale della squadra.

Praticamente ci siamo e, grazie a Sarri ed il Chelsea, quel che manca per CR7 alla Juventus sono inezie, se pensiamo che Cristiano Ronaldo genera 936 milioni di sterline da sponsorship e ritorno dei followers.

L’affare c’è, ma – a parte cosa farà CR7 contro le agguerrite difese italiane – ogni medaglia ha il suo rovescio, dato che la storia di CR7 alla Juventus svela anche qualche retroscena della vicenda Chelsea e Sarri.

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Quest’inverno il Real Madrid giunge alla conclusione di non rinnovare un costosissimo contratto per CR7: ormai è ben oltre i 30 anni, il valore è crollato e non giustifica un tale ingaggio, si allena oltre ogni limite per restare al passo ma questo è pericoloso.
Salvo cederlo in Cina per pochi soldi, resta da vedere quale società calcistica europea abbia nella sua “politica” l’acquisto di costosi top player anziani: due su tutte il Manchester United e la Juventus.

Intanto, la Juventus prende atto che Higuain vale quasi il 40% in meno di quanto pagato due anni fa, sta per compiere 31 anni, non segna tanto quanto a Napoli, dove era motivato dal sogno di una futura cessione,  anzi ha segnato solo 55 reti in 105 partite, meno di Dybala (68 reti – 140 presenze) e soprattutto di Icardi (107 goal in 182 incontri) e … gli costa la metà dell’ingaggio di Cristiano Ronaldo.

Dunque, l’affare era fattibile già mesi fa a condizione che qualcuno volesse acquistare Gonzalo Higuain almeno a 60 milioni e stipendiarlo per 15 milioni lordi l’anno. Mica facile …

Per fortuna, c’era l’interesse per Maurizio Sarri da parte del Chelsea e dello Zenit che vanno a privarsi dei loro allenatori italiani e tutti sanno della smania di Sarri nell’avere certi giocatori e solo quelli,  ad esempio Higuain.
L’argentino non rientrava nei parametri età/costi del Chelsea, ma poteva essere un buon affare con le clausole rescissorie che avrebbero permesso a molti calciatori di tradire la tifoseria del Napoli per seguire il Comandante Maurizio, alfiere del Sarrismo.

Il resto è storia: De Laurentiis irrompe, ponendo Maurizio Sarri ed il Chelsea nella amletica situazione in cui si trovano con l’ingaggio di Carlo Ancellotti e dimostrando di non esser lui quello che frenava il mercato del Napoli con l’avvio di rinnovi od acquisti eccellenti.

Da qui, il tentennamento del Chelsea verso i sovracosti dell’operazione Sarri, ‘grazie’ alla quale si ritrova ad essere il principale finanziatore del passaggio di CR7 alla Juventus, comprando a caro prezzo due calciatori decisamente non ‘top’ come Higuain e  Rugani, ma senza poter portar via i pezzi buoni del Napoli a pochi soldi.

Era un complotto? No, solo interessi che convergono o divergono, occasioni che si creano e si concludono.
Intanto, l’affare CR7 Real-Juve è decollato e Cristiano Ronaldo arriva nel campionato italiano: sarà più divertente per tutti.

Tenuto conto che CR7 è sempre più un’azienda e sempre meno un calciatore, è pur sempre un atleta in età avanzata che finora si è mantenuto esagerando negli allenamenti, come da cronache madrilene, e sapendo bene che adesso dovrà confrontarsi con i nostri arcigni difensori, possiamo solo augurargli la stessa fortuna di Ronaldinho a tanti altri venuti a fine carriera nel Bel Paese.

Va detto, però, che una volta la Juventus i giocatori avanti negli anni li cedeva, mica li acquistava. Oggi l’acquisto di CR7 dal Real ricorda – all’incontrario – l’esultanza dei partenopei all’acquisto di Omar Sivori, ormai over30, venuto a svernare a Napoli dopo otto stagioni in bianconero, 3 scudetti, 3 Coppe Italia, 167 gol in 253 partite, una volta capocanniere ed un Pallone d’oro.

E, quanto al Sarrismo, cosa diversa dal bel calcio fatto vedere dalla squadra, c’è da ricordare un insegnamento di un altro grande allenatore, Vujadin Boskov (16 maggio 1931 – 27 aprile 2014): “Gli allenatori sono come le gonne: un anno vanno di moda le mini, l’anno dopo le metti nell’armadio”.
Ma questa è un’altra storia.

Demata

 

Lega morosa ed insolvente? Meglio pagare …

5 Lug

Un anno fa, Umberto Bossi, leader della Lega, veniva condannato a 2 anni e sei mesi per una truffa da 56 milioni ai danni dello Stato, perchè tra il 2008 e il 2010 il partito aveva presentato rendiconti irregolari al Parlamento per ottenere indebitamente fondi pubblici, che per l’accusa sarebbero stati usati, in gran parte, per spese personali.

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E che la Lega fosse ben coinvolta è dato dalla condanna quasi doppia (4 anni e dieci mesi) appioppata all’ex tesoriere Francesco Belsito, oggetto anche di altre sentenze, dove è in compagnia degli ex revisori contabili del partito, Diego Sanavio, Antonio Turci e Stefano Aldovisi. (Fonte ANSA)

Dopo un anno, la Corte di Cassazione batte cassa e chiede il sequestro di quei 56 milioni sottratti agli italiani e il segretario attuale della Lega, Matteo Salvini, non ci sta: “Quei 49 milioni di euro non ci sono, posso fare una colletta, ma è un processo politico che riguarda fatti di dieci anni fa su soldi che io non ho mai visto”. 

In pratica, Matteo Salvini afferma che i debiti con l’Erario, cioè con gli italiani, vadano prescritti dopo tot tempo dal fatto e che, se un Ente – fallimentare e/o fraudolento – cambia gestione, i buchi pregressi vanno in cavalleria e paga Pantalone. 

Libero di farlo come leghista, anche se tecnicamente la Lega è morosa e potenzialmente insolvente, ma Matteo Salvini oggi è prima di tutto il ministro degli Interni italiano: se vuole può portare a voto in Parlamento una norma che azzera i debiti dopo cinque anni, poi si vedrà chi gliela vota.

Di sicuro Salvini non può usare il proprio ruolo istituzionale per sollecitare un trattamento di favore da parte della Magistratura: fallisce la Lega? Per gli stessi motivi – leader avido e tesoriere furbo – sono già falliti fior di partiti, aziende, società sportive e persino … qualche Stato.

Morosi ed insolventi: c’è da chiedersi con quale faccia – ottenuto l’eventuale ‘sconto’ – Matteo Salvini e la Lega potranno presentarsi dai cittadini e dagli imprenditori che a decenni di distanza combattono ancora con il Fisco e l’Erario per pochi spiccioli?

Meglio pagare senza far troppe storie.
Demata

Il segreto confessionale diventa illegale?

4 Lug

Da ottobre l’Australia iniziarà ad abolire l’esenzione dall’obbligo di denuncia finora accordata al segreto del confessionale, se i sacerdoti se non riferiranno informazioni su casi di abusi apprese in confessione.

Secondo il Diritto Canonico, come conferma ( Ary Waldir Ramos Díaz/Aleteia – Nov 14, 2014) ed il cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore del Vaticano, la legge di un Paese non può costringere un sacerdote a violare il segreto della confessione. Se la legge dice che il confessore deve denunciare una persona che è andata a confessare un delitto, è evidente che il sacerdote non lo può fare.”

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Il punto è che l’Australia pone la questione anche in termini di “intenzione a commettere un delitto” e non solo di delitto irrimediabilmente già avvenuto e segretamente confessato.

Così, con 600 sacerdoti in sommossa per la libertà di culto, padre Scott Armstrong, presidente dell’Australian Confraternity of Catholic Clergy, tiene a precisare che: “Ogni sacerdote degno del suo nome farebbe tutto il necessario per proteggere i bambini, un simile obbligo non sarebbe comunque di alcun aiuto per loro”

In effetti,  … se parliamo di quelli già violentati, denunciare equivale a riconoscere le loro sofferenze, tacere significa condannarli a vita. Se, poi, i bambini fossero quelli ‘adocchiati’ dal pedofilo, è evidente che l’unica salvezza per loro è nel segnalare il ‘peccatore’ alla polizia.

La legge degli Stati condanna anche la sola ‘intenzione peccaminosa’ quando si parla di pedofilia, ma la questione potrebbe essere estesa anche a peccati/crimini come l’omicidio, l’appropriazione di cose, lo stupro, la schiavitù.

Tutte le religioni mettono gli uomini nelle mani di un dio, ma sappiamo, però, che – a differenza di tutte le altre religioni –  la ‘intenzione peccaminosa’ e/o la sua abitualità sono un un concetto lontano alla Chiesa Cattolica, in termini di sacerdote che ha il dovere di prevenire/contrastare il ‘male’. 
Al Clero – secondo la Chiesa Cattolica – è sostanzialmente assegnato il compito di farsi intermediario tra gli Uomini e la divinità ed erogatore del perdono e della benevolenza.

Sappiamo che è esattamente quello che – all’incontrario – fu rivendicato da eresie, scismi e riforme varie, come sappiamo anche che la fine di Roma derivò dal Diritto Romano troppo permissivo per oziosi, avidi, perversi e corrotti.

Oggi il Mondo è severo con chi viene colto e non è “in bona fidae”,  ben più di quanto lo consenta la morale cattolica o il diritto di Roma.
Era molto tempo che se ne parlava.

Demata

Copyright: Wikipedia oscurata per protesta

3 Lug

La proposta di direttiva UE sul diritto d’autore nel mercato unico digitale prevede, per i contenuti caricati online nell’Unione Europea:

  1. la frammentazione su base nazionale delle informazioni pubblicabili
  2. la verifica preventiva dei contenuti e del materiale protetto dal diritto d’autore
  3. la possibilità di una  link tax come in Spagna
  4. l’azzeramento delle piattaforme online con contenuto generato dagli utenti (blogs) che dovrebbero adottare misure “adeguate e proporzionate” per tutelare il copyright.

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Oggi, Wikipedia ha oscurato il proprio sito per protesta e diramando il seguente Comunicato:

Cara lettrice, caro lettore,

Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.

Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.

La proposta ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee (qui), 169 accademici (qui), 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica (qui) e di Wikimedia Foundation (qui).

Per questi motivi, la comunità italiana di Wikipedia ha deciso di oscurare tutte le pagine dell’enciclopedia. Vogliamo poter continuare a offrire un’enciclopedia libera, aperta, collaborativa e con contenuti verificabili.

Chiediamo perciò a tutti i deputati del Parlamento europeo di respingere l’attuale testo della direttiva e di riaprire la discussione vagliando le tante proposte delle associazioni Wikimedia, a partire dall’abolizione degli artt. 11 e 13, nonché l’estensione della libertà di panorama a tutta l’UE e la protezione del pubblico dominioLa comunità italiana di Wikipedia

Il 26 aprile 2018, 145 organizzazioni nei settori dei diritti umani e digitali, della libertà dei media, dell’editoria, delle biblioteche, delle istituzioni educative, degli sviluppatori di software e dei fornitori di servizi Internet hanno firmato una lettera di opposizione alla legislazione proposta. Dall’altro lato, l’approvazione della direttiva è sostenuta da editori, gruppi di media e case discografiche.

Demata