Petroliere in fiamme, valute sull’orlo di una crisi di nervi

14 Giu

Due mesi fa, Trump sollecitava l’Opec a ridurre i prezzi del petrolio greggio. L’aumento del costo dei combustibili frena i consumi e fomenta l’inflazione, spingendo al rialzo i tassi di interesse.

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Neanche un mese dopo, il 12 maggio, quattro petroliere  venivano sabotate con mine depositate da barchini al largo di Fujairah sullo stretto di Oman. Si tratta delle saudite Amjad, che approvvigiona l’Olanda, e Al Marzoqah, che sposta il greggio verso depositi e raffinerie locali come anche la A. Michel degli Emirati, mentre la norvegese Andrea Victory  rifornisce Sudafrica e Americhe.

Ieri, due altre petroliere sono state colpite da siluri o forse da mine o da razzi, si tratta della Altair e la Kokuka Corageous, ambedue destinate al mercato energetico giapponese, proprio mentre  il primo ministro nipponico Shinzo Abe si trova in visita in Iran.

Dunque, c’è di che allarmarsi, dato che il prezzo del greggio ha un triste nesso con il declino italiano: nel 2001 non siamo solo passati all’Euro, è anche l’anno che il prezzo del petrolio greggio ha ripreso a crescere, sfondando in pochi mesi il tetto medio annuo dei 30$ a barile, dopo due anni quello dei 40$ (2003), dopo quattro i 60$ (2005) e poi anche quello dei 90$ (2010), cosa che durò fino al 2013.

Da allora, il prezzo del greggio si è tenuto più o meno sotto i 50$ al barile, grazie ai cambiamenti politici in Qatar, Venezuela e Siria, che hanno calmierato il mercato … con tendenze al rialzo.

E domani, cosa succederebbe in Italia con il greggio a 100 dollari al barile?

Daremmo la colpa all’Eurozona, se ci sarà da ‘aggiustare il Bilancio di qualche percento o ci ricorderemo dei soldi per le infrastrutture energetiche ‘alternative’ al petrolio, andati dispersi per decenni, come per i tanti scandali dell’eolico, del fotovoltaico, dei rifiuti?
E con i tassi di interesse al rialzo, quanto ancor di più sono da evitare tanto le sanzioni europee quanto le sub-valute o altre forme di dissanguamento?

Demata

La Patrimoniale come (inevitabilmente) sarà

12 Giu
Giorno memoria: le celebrazioni al Quirinale

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Cosa è una Imposta Patrimoniale? Dipende … da cosa offre il Paese e da quale ‘rientro’ dal debito si vuole raggiungere.

C’è la Patrimoniale sulle aziende, cioè i Mini-Bot che trasferiscono per tot anni il debito pubblico sui fornitori ed a catena sulle Utilities e le Banche. Dunque, a parte l’Europa che esclude una doppia valuta, inizia ad essere chiaro a tutti che i Mini-Bot portano rischi e incognite molto seri per la Finanza globale italiana. 

C’è la Patrimoniale con prelievo retroattivo sui conti correnti bancari del 6 per mille e l’imposta straordinaria immobiliare (Isi) con un’aliquota del 3 per mille, quella del Governo Amato nel 1992.
Non servirebbe: rese “solo” 11.500 miliardi di lire …

E c’è la Patrimoniale con imposta pari al 10% del reddito al vaglio degli esperti nazionali, tenuto conto che “con un’aliquota del 10 per cento si garantirebbe un gettito di 974,3 miliardi e il rapporto debito/Pil calerebbe subito”, superando – si spera – la fase recessiva conclamatasi a dicembre scorso.

Una eventuale Patrimoniale giallo-verde che l’Osservatorio Conti pubblici italiani diretto da Carlo Cottarelli ha già bocciato, segnalando cosa potrebbe renderla inefficace.

Infatti, la base imponibile che verrebbe individuata sui conti correnti sarebbe di gran lunga inferiore a quella teorica, perchè “buona parte dei patrimoni elevati o sono già all’estero o sono detenuti da residenti tramite società estere” e perchè “riguarderebbe i patrimoni delle persone meno abbienti e meno istruite, che hanno solitamente più difficoltà a gestire i propri risparmi”.
Una imposta particolarmente iniqua, insomma, oltre che di dubbia efficacia.

Altra cosa sarebbe, se si guarda alla base imponibile includendo anche gli immobili, con una Patrimoniale che di fatto esenta tutto il mondo degli assegnatari di case popolari e si amplia alle proprietà terriere, in linea con il Fiscal Monitor del Fondo Monetario internazionale di quest’anno: in Italia la ricchezza potrebbe essere tassata attraverso una moderna imposta patrimoniale sulla prima casa” e “molti paesi hanno spazio per incrementare le proprie entrate in modo significativo tassando eredità, terre e proprietà immobiliari”.

Ma se il target governativo fosse quello di recuperare ‘solo’ i 3-400 miliardi necessari per riavvicinarsi al pareggio del Rapporto Debito-Pil, cosa possiamo aspettarci?

Tenuto conto che “la cura non può ammazzare il cavallo”, la domanda è se possiamo aspettarci una Imposta Patrimoniale da 300 miliardi di euro effettivi, cioè:

  1. 10-15% sulla liquidità, eventualmente modulando l’aliquota a seconda del valore complessivo e/o del reddito annuo dichiarato. Un risparmiatore che abbia accantonato 50.000 euro dovrebbe all’Erario comunque meno di 10.000 euro.
  2. 5-15% sugli immobili, tenendo conto di cosa sia “prima casa” e di cosa è “attività produttiva”. Il proprietario o l’erede di una abitazione di pregio del valore di 500.000 euro potrebbe aver bisogno di diverse decine di migliaia di euro per far fronte al Fisco. Allo stesso modo, sarà da capire cosa avverrà in termini di concentrazione delle attuali piccole proprietà rurali.

Probabilmente si, possiamo aspettarci una Patrimoniale del genere: oltre sarebbe insostenibile, al di sotto si renderebbe inefficace.

Demata

Il Vaticano, gli immobili e il lusso

15 Mag

“Il Vaticano è uno dei più grandi proprietari immobiliari italiani, con un patrimonio di almeno 115mila unità che equivale al 20% dell’intero patrimonio immobiliare italiano. … Ed intorno a queste proprietà ruota un giro d’affari di oltre 4 miliardi di euro l’anno legato al turismo religioso, grazie all’impiego  di questi immobili come bed & breakfast ad esempio”.

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Di seguito l’elenco delle entità che fanno capo alla Santa Sede e le relative proprietà nel pieno centro di Roma (per l’articolo originale e i dettagli vai a Roma Today 28 marzo 2016)

  • Propaganda Fide = 957 beni tra terreni e immobili
  • Sacra Congregazione per l’evangelizzazione = 80 terreni e immobili
  • Vicariato di Roma = 191 beni tra terreni e immobili
  • Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica (Apsa) = 82 beni tra terreni e immobili
  • Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica della Città del Vaticano = 63 beni
  • Caritas Italiana = 79 immobili t
  • Almo Collegio Capranica = 22 immobili
  • Arciconfraternita venerabile Santissimo Sacramento San Pietro in Vaticano = 18 immobili
  • Ancelle francescane del Buon Pastore = 54 immobili
  • Arcipreture che “hanno centinaia di terreni”, ad esempio “180 quella di Mazzano Romano 180 (5 immobili); 128 quella di Magliano Romano; 48 quella di Affile”.

Aggiunge  “Qui Finanza” del 17 maggio 2016 che “ad occuparsi di questo impero” sono in particolare due istituti operativi: “Propaganda Fide e Apsa. Governerebbero appartamenti di lusso per circa 9 miliardi di euro di valore. Molte delle 957 case di proprietà (725 sono a Roma) verrebbero poi date in affitto, e a volte vendute, a prezzo agevolato, a nomi illustri”.

Qui Finanza afferma anche che

  • i 5.050 appartamenti dell’Apsa – Amministrazione patrimonio sede cattolica – sono “affittati a prezzo di mercato agli sconosciuti e a canone zero a chi ha servito la chiesa: giuristi, letterati, direttori sanitari. Sono 860 le locazioni gratuite. Innanzitutto, quelle per le case-reggia dei 41 cardinali di prima fila: tutti intorno a San Pietro”
  • vecchi monasteri, abbazie ed altri locali trasformati in hotel e bed and breakfast, con circa 200mila posti letto corrispondenti a 4,5 miliardi di valore di un crescente turismo religioso.

e precisa che (Qui Finanza 18 maggio 2018)

  • c’è “un piccolo esercito di trecento strutture, le cosiddette case per ferie, gestite da enti ecclesiastici. … Si tratta invece di alberghi veri e propri, con tutte le caratteristiche richieste dal turismo internazionale contemporaneo. Molti delle quali, per inciso, non pagano l’Imu, la Tasi e spesso neanche la tariffa rifiuti. Alcune di queste hanno accumulato debiti con l’amministrazione comunale per centinaia migliaia di euro: una residenza di Prati chiede 150 euro a notte per una camera doppia, ma vanta 105 mila euro di arretrati con il Comune”.

Non è così strano se la Santa Sede da secoli e secoli si sostiene con l’attività turistica.
E Papa Francesco ha già chiarito – a chi vuol sentire – che “i conventi servono per motivi religiosi. Se invece si trasformano in alberghi è giusto che paghino le tasse come tutti gli altri”. 

La domanda è perchè proprio l’elemosiniere del Pontefice, il cardinale Konrad Kajewski, ha infranto i sigilli apposti ai contatori di uno stabile i cui occupanti non avevano pagato da anni bollette della luce per circa trecentomila euro, mentre aveva ampie risorse per saldare “come tutti gli altri” quel credito maturato dagli occupanti verso Roma Capitale che la partecipa Acea al 51% , cioè verso i romani tutti. 

Demata

Gli sgomberi e la soglia di povertà in breve

15 Mag

La Costituzione prevede rapporti etico-sociali intrinsechi (diritti-doveri) riguardo famiglia, salute e istruzione (artt. 29-34), ma non la casa.

La ‘casa’ (e il presuntivo diritto alla stessa) rientra tra i rapporti economici (artt. 35-47) che prevedono che:
– la proprietà privata assolve ad una “funzione sociale”, va tutelata da concentrazioni o monopoli (accessibile a tutti) e può essere “salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale” e … non per “diritto soggettivo” o “interesse legittimo”
– infatti la Repubblica italiana “favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione”.

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Le note e ripetute sentenze ‘anti-sfratto’ della Consulta risalgono a 20 anni fa e con sentenze 310/03 e 155/04 la Corte ha dichiarato giustificato il blocco degli sfratti solo se di carattere transitorio e per “esigenze di approntamento delle misure atte ad incrementare la disponibilità di edilizia abitativa per i meno abbienti in situazioni di particolari difficoltà”.

Dunque, secondo l’Alta Corte deve esserci una disponibilità di edilizia abitativa assistenziale solo per i meno abbienti che siano anche in situazioni di particolari difficoltà.
Questa è la Costituzione italiana, quella che all’articolo 7 concede alla Chiesa indipendenza e sovranità, ma solo ‘nel proprio ordine’.

Come si applica?
Uno dei parametri è lo stato di povertà.

In Italia, lo stato di povertà relativa per una famiglia composta da

  • due persone = reddito medio mensile inferiore alla soglia di circa 1.100 euro mensili (circa 12mila annui)
  • una persona = reddito medio inferiore a circa 600 euro al mese
  • coppia con un figlio a carico ) reddito limite inferiore a circa 1.400 euro mensili (circa 16mila euro annui).

Quando il ‘reddito’ è notevolmente inferiore a quelle soglie, c’è da tenere conto che le famiglie sono del tutto esenti da ticket o tributi per prestazioni scolastiche, sanitarie, talvolta i mezzi di trasporto e, soprattutto, hanno diritto ad un punteggio maggiore nelle graduatorie finali per l’assegnazione delle case popolari, specie se vivono in “ricoveri provvisori” o in “abitazioni prive di servizi igienici” … cioè proprio quelle da loro occupate a cui viene negato l’allacciamento.

Ma quanti sono?

Nel 2017 Istat stimava circa 1 milione e 800mila famiglie residenti, cioè 5 milioni di individui sotto il “livello di vita minimo accettabile”, cioè in povertà assoluta, ma i dati di tutti coloro in povertà relativa (che di norma include quella assoluta) consistevano in un totale di circa 3 milioni di famiglie residenti, cioè 9 milioni di individui che sono in “difficoltà nel reperire i beni e servizi”.

I dati confermano anche che la povertà è molto più diffusa (>10%) se l’istruzione del genitore è al massimo la licenza elementare e/o se sono stranieri (minore retribuzione e maggiore sottosoccupazione), come anche cresce se la famiglia è include anche tre o più figli minori e se vive in un’area metropolitana.

Dunque, se c’è da amministrare una città come Roma, con 2,9 milioni di residenti e circa 1,3 milioni di famiglie, di cui una certa percentuale è con un basso livello di istruzione del ‘capofamiglia’, c’è poco da fare: servono non meno  di 100mila alloggi popolari, forse anche 150mila … naturalmente a carico non della città, già povera di suo, ma della nazione.  Soluzione, però, impossibile perchè nessuna città sopravvive se ha un residente  povero ogni tre cittadini … 

L’unica alternativa è aumentare rapidamente il livello di formazione tecnica-professionale generale della popolazione e aggiornare la pubblica amministrazione in modo da renderla efficiente e da attrarre investimenti tecnologici e turistici.

Ci si poteva pensare già 10-15 anni fa.

Demata

L’Italia senza riforme perchè è senza Politica?

3 Mag
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ISBN 978-3-7630-2731

Pochi vorrebbero sapere che quel BBB- di S&P per l’Italia  significa che nel 2018 abbiamo mantenuto una “adeguata capacità di rimborso”, come era con il Governo Gentiloni, ma anche che da adesso in poi “potrebbe peggiorare verso un debito prevalentemente speculativo“, calando a “BB+”.
Ricordiamo che era diventato BBB con Enrico Letta, era sceso a BBB+ dopo la ‘finanziaria’ del Governo Monti e che fino al 2006 era ancora in classe “AA”, cioè l’Italia aveva ancora una “alta capacità di pagare il debito”.

Ancora di meno devono essere quelli che desiderano ricordare che il rating “Ba2” di Moody’s alla Regione Lazio di Nicola Zingaretti, significa “debito con un certo rischio speculativo” e – dunque – c’è poco da esultare (“stiamo dimostrando che gli sforzi di serietà, credibilità ed equità sono riconosciuti in modo positivo anche dagli analisti dei mercati” …). Tra l’altro, avere un outlook stabile, mentre l’Ente prevede di destinare al rimborso di mutui, debiti e interessi oltre la metà della spesa annuale prevista, significa che non si prevedono miglioramenti a medio termine.

Il declino inizia nel 2003-4, quando Standard & Poor’s segnala le prospettive della “AA” da stabili a negative, più o meno mentre il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio accusava il Governo Berlusconi di non aver realizzato quelle riforme strutturali che sono le sole che potranno incidere a lungo termine sul deficit pubblico ed il ministro dell’Economia e Finanza, Giulio Tremonti, replica che “per le riforme occorre tempo” ..

E peggiora nel 2006 scendendo ad “A+” (cioè da “qualità più che buona a qualità media del debito), con l’allenza per “il governo e di lotta” tra ex democristiani e postcomunisti del presidente del Consiglio Romano Prodi, quando, mentre il ministro dell’economia Padoa Schioppa annunciava che il crollo della produzione industriale era “molto più di una frenata”, i media ed i sindacati insistevano … sulla bufala del ‘tesoretto’ per destinarne 2,5 miliardi a misure per lo stato sociale.

Colpo di grazia a settembre 2011, quando Standard & Poor’s taglia il rating dell’Italia da A+ ad A, cioè in procinto di ritrovarsi con un credito/debito di Qualità medio-bassa, dopo ad una  finanziaria 2010 di pochi miliardi voluta dal Governo Berlusconi … pochi mesi dopo si era dovuto aggiungere un “manovra correttiva” da oltre 25 miliardi.
Bene ricordare, però, che già ad ottobre 2009 l’ex ministro Mario Baldassarri aveva già lanciato l’allarme, chiedendo un emendamento per  35 miliardi di tagli da effettuare sugli acquisti dei beni e servizi della Pubblica Amministrazione, che negli ultimi 3-4 anni erano aumentati del 50%, soprattutto nella Sanità.

Era il 2009 e si iniziava a parlare anche della spesa sanitaria pubblica nella prospettiva del federalismo fiscale ed, avviatosi un enorme trasferimento di poteri sulle risorse, la Sanità finiva per essere gestita non più da economisti e giuristi, come fino ad allora era consuetudine, trattandosi di un settore assicurativo-assistenziale, bensì dai politici e dai medici, ambedue – almeno come categorie – in totale conflitto di interessi, visto che i primi raccolgono voti e i secondi compensi e carriere. Addio bilanci regionali, salvo quelli delle regioni dell’ex Lombardo-Veneto.

Sappiamo come è finita: con il segretario del Partito Democratico che esulta se la ‘sua’ Regione soffre per l’outlook stabile (cioè persistente) per un “debito con un certo rischio speculativo” secondo Moody’s, come la Lega e i Cinque Stelle che esultano per uno 0,1% in più sul PIL, che è come svuotare una vasca da bagno con una tazza.

Intanto, con BBB- di S&P l’Italia è alla pari di Ungheria e Marocco – in termini di capacità di ripagare i debiti – mentre con Ba2 di Moody’s la Regione Lazio sta messa più o meno come … Monte Paschi di Siena nel 2013.

In un mondo politico di gentry, pervenuti e cointeressati è difficile annunciare un disastro ed ancor meno tentare di introdurre correttivi: è dall’inizio del Nuovo Millennio che si tenta di farlo senza altro risultato che una fetta consistente di elettorato che si sposta verso chi gli promette ciò che piace e non ciò che serve.

Come vanno le cose glielo lo racconteranno solo due giorni prima del baratro. Oppure dopo …

Demata

Per un pugno di euro … in percentuale sono spiccioli

3 Mag

Da qualche tempo la Politica e i Media italiani esultano per uno 0,1% in più sul PIL e si strappano i capelli se è in meno: due miliardi di euro che ballano.

Due miliardi sono una somma che può fare effetto sui meno abbienti o istruiti, ma già diventa quasi ‘normale’ se parliamo di grandi imprese ed infrastrutture, come è – di fatto – una briciola se guardiamo al Bilancio di una grande potenza economica mondiale quale è l’Italia.

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cartoon di Benito Jacovitti

Ad esempio, sono stanziati oltre due miliardi di euro in finanziamenti pubblici (oltre a quanto arriverà dai privati) per costruire il nuovo stadio olimpico di Tokio. Figuriamoci a rifare daccapo una decina di stadi come servirebbe qui da noi.
E con due miliardi ci si costruisce solo un quinto della diga mobile Mose, che – per ora – salva Venezia dal clima avverso. Domani quanto servirà, affinchè Venezia continui ad esistere?
Sempre con due miliardi ci si costruiscono forse una ventina di ponti stradali come il Morandi crollato a Genova. Ma sembra che all’Italia serva di risistemare molto di più tra strade e autostrade, ponti, cavalcavia, svincoli e tunnel.
Due miliardi sono anche quanto ha perso quest’anno la produzione olearia italiana o di quanto abbiamo ceduto nell’import-export con l’Egitto. Ed era un miliardo di euro quanto fu stanziato dal CIPE nel 2009 per l’edilizia scolastica italiana, che ben vediamo in che condizioni è 10 anni dopo. Tutte cose che non fanno notizia.

Dunque, sono davvero singolari l’esultanza o la preoccupazione dei nostri Politici dinanzi ad una crescita o caduta del PIL di 0,1 percento: come preoccuparsi di un litro di acqua quando la cisterna ne contiene (o ne ha persi) mille.

Anche perchè due miliardi non sono tanti e potrebbero arrivare da fenomeni ‘effimeri’ come, ad esempi:

  1. la dinamica di ritardati pagamenti della P.A., gli interessi e le penali maturati, il factoring ed gli utili finanziari: prodotto nulla, flussi finanziari tanti
  2. l’introduzione del Reddito di Cittadinanza che è assimilato ad un reddito da lavoro (cioè ‘prodotto’) e che ha sostenuto in consumi, che comunque restano stagnanti
  3. la fornitura di servizi telematici fiscalizzati in Italia, ma localizzati all’estero, dove resta o comunque ritorna tutta l’occupazione, l’investimento imprenditoriale e lo sviluppo tecnologico.

E non è finita.

L’Italia quest’anno ha speso un miliardo di euro circa per il Reddito di Cittadinanza, che non crea occupazione, se non di riflesso sui consumi dei beni a basso costo e minor ricavo / ritorno fiscale.

E quanto lavoro, consumi, reinvestimenti e leva fiscale arrivavano se quel miliardo era speso per infrastrutture come quelle viabili o per l’istruzioni o per far incontrare le persone o per proteggere città e raccolti? 
Oppure … quale mazzata recessiva e stagnante arriverà dall’aumento dell’IVA e/o dalla Patrimoniale se l’occupazione ‘cresce’ ma crolla la quantità di ore lavorate?

Perchè si esulta per i dati recenti del Governo ? E perchè non stigmatizzano le Opposizioni che hanno causato in vent’anni questa situazione?

Demata

I candidati alle elezioni ed i conti senza l’oste

27 Apr

Il movimento dei Rocker è stato l’avanguardia mediatica dei movimenti per i diritti civili, contro la povertà, per l’ambiente, contro l’ingiustizia e la disparità. Non sono solo canzonette, è l’anima del Secolo Breve.

Un movimento che ha alle spalle produzione industriale, denari, ricerca scientifica, marketers e comunicatori, come ha metodo, miti e soluzioni in abbondanza se si vuole parlare direttamente al cuore e alla pancia della gente delle cose che interessano alla gente.

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Un movimento culturale che ha influenzato tutta la seconda metà del Novecento e tutto lo sviluppo tecnologico in cui viviamo, che puntualmente trova ‘casa’ tra i comparti tecnici della middle e della worker class: quelli che fanno funzionare tutto e che sono molto scontenti di produrre solide realtà in cambio di redditi inferiori a quelli di chi vive di parole spesso labili come un tweet.

Insomma, iniziamo col dire che ad agosto scorso non solo diventa ‘operativa’ Greta Thunberg, figlia di “una di noi”, che vogliamo un Mondo paritario, tecnologico, ambientale, esplicito, efficace, dignitoso, non sessista, cioè molto diverso da quello che ci vuole tutti ‘uguali’, ben normati, clusterizzati, genderizzati, assolutamente non assertivi e, soprattutto, non autonomi.

Poco dopo, ad ottobre scorso, un centinaio di accademici e tanti altri sottoscrivevano il manifesto di Extinction Rebellion, un movimento di disobbedienza e attivismo civili per l’ambiente e la biodiversità, che riprende le modalità di protesta del Comitato dei 100 fondato da Bertrand Russel nel 1961 contro il terrore nucleare.
Cos’altro fare, se finora la Politica non è riuscita in null’altro che eludere la questione ambientale, … dato che non ci capisce nulla e – comunque – un pianeta Terra ‘abitabile’ non è un problema che si risolve con dibattiti televisivi e/o appalti truccati.

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Insomma, in una sola settimana si è registrato un bilancio record di quasi mille arresti per i flash mobs a Londra …  bloccando il traffico in alcune delle zone più trafficate in vari modi, tra cui incollarsi – letteralmente – ai vagoni della metro della stazione di Canary Wharf o alla recinzione dell’abitazione di Jeremy Corbyn, il leader dei Laburisti.
Le azioni del gruppo, come tutte quelle dei movimenti per i diritti civili, si contraddistinguono perché gli attivisti si fanno arrestare volontariamente, senza opporre resistenza,dato che, così facendo, la protesta … proseguirà in tribunale.

Una protesta tanto pacifica quanto ‘dura’, come già hanno constatato il sindaco di Londra e il primo ministro australiano.

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Ad ogni modo, dopo l’exploit di Greta e tra le proteste di Extinction Rebellion, si arriva alle Elezioni Europee e, un mese fa, da Berlino arrivano a sorpresa i tedeschi Rammstein con un videoclip (Deutschland) dal messaggio ‘chiaro e forte’: 40 milioni di visite in un mese ed un seguito enorme in tutto il mondo ‘occidentale’, Russia, Messico e Giappone inclusi.

Infine, ieri Banksy dipingeva un nuovo murale a Marble Arch nei pressi di Hyde Park, centro nevralgico della protesta di Extinction Rebellion.

L’opera di Banski raffigura un bambino/a con in mano il simbolo del movimento, a terra una pianta che germoglia, e la scritta “Da questo momento in poi finisce la disperazione e iniziano le tattiche”.

Il problema? 
Oggi come 50 anni fa, non sono pochi coloro che hanno una discreta cultura tecnico-scientifica e che hanno la responsabilità di far funzionare produzione ed infrastrutture.
Cosa accade se non solo loro, ma anche i loro figli, si ritrovano sempre più spesso con il Mondo di Sopra che – come apre bocca – da segno di saperne poco o nulla dei problemi, dei metodi o delle soluzioni?

Dopo il report del Climate Change, arriva quello del McKinsey Global Institute: “Dodici tecnologie emergenti – tra cui Internet mobile, veicoli autonomi e genomica avanzata – hanno il potenziale per rimodellare veramente il mondo in cui viviamo e lavoriamo. I leader sia del governo sia delle imprese devono non solo sapere cosa è all’orizzonte, ma anche iniziare a prepararsi per il suo impatto.”

Chissà quanti ricordano gli Anni ’70 non solo per la Crisi del petrolio e le varie Austerity che ci furono, ma anche per quelli che credevano di poter ridurre la Politica ad una filiera di quarantenni designati, le Infrastrutture ad un sistema di mazzette e la Sicurezza a discoteche e manganelli … che tanto al resto ci pensava l’elettronica e l’Italia è a vocazione rurale e turistica …
Proprio quelli che si ritrovarono con i ragazzini in piazza e l’Europa in fiamme … per finire ‘rottamati’ trent’anni dopo dai loro stessi (ex) bamboccioni e per ritrovarsi ad invecchiare in un mondo  ‘tecnologicamente alieno’.

Quale specie organizzata può permettersi almeno due generazioni inadeguate di seguito al Potere, mentre il mondo va a rotoli, senza rischiare l’estinzione?

“Wer hoch steigt, der wird tief fallen” – da Deutschland, Rammstein – 2019 (Chi raggiunge le vette, ricadrà in abissi profondi)

Qualcuno la chiamava Nemesi.

Demata