Senza Fascicoli di Fabbricato, Roma crolla (e la Regione tace)

24 Set

Ennesimo crollo a Roma ed è il quinto crollo in soli due anni.

Riepilogando, stanotte è crollata una palazzina di quattro piani a Ponte Milvio a causa delle infiltrazioni d’acqua, secondo i Vigili del Fuoco, cioè una causa che poteva prevenirsi.

A gennaio 2016 era parzialmente crollato un edificio limitrofo al  Teatro Olimpico, a causa di un cedimento strutturale derivante da lavori di ristrutturazione, cioè anche – forse – soprattutto a causa della vigilanza sui lavori negli appartamenti del condominio.

Era il marzo del 2015 quando a Monteverde lo smottamento della collina Ugo Bassi travolgeva una palazzina. Da anni il Municipio aveva chiesto interventi per gli smottamenti e il disastro poteva essere evitato.

Un mese prima, a febbraio 2015, un pannello di circa quattro metri quadrati, staccatosi per il vento dal Fungo all’Eur, è crollato da un’altezza di 60 metri. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la struttura dall’alto e sarebbero state diverse le parti pericolanti.

Gennaio 2015: crolla il soffitto in una sala giochi a Trastevere. Presenti 60 persone, sei feriti. Secondo i gestori, era stata da poco ristrutturata e sottoposta a tutti i controlli previsti per garantire la sicurezza dei clienti e dei dipendenti.

E, poi, in soli due anni c’è la lunga sfilza di muretti ed alberi crollati senza – per fortuna – feriti gravi.

Come ci sono i dati del Miur, quelli dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, che raccontano che in Italia solo il 39% delle scuole è in possesso del certificato di agibilità/abitabilità, della restante parte il 50% è stato costruito prima del 1971, per cui non è obbligatorio il certificato di collaudo statico ed un buon 11% – a quanto pare – funziona senza. Secondo il report di Cittadinanza Attiva di pochi giorni fa, per circa un terzo dei 690 interventi del programma #Scuolesicure gli interventi statali di riparazione sono stati inadeguati.

A questo punto della storia scopriamo che Roma (anzi tutto il Lazio, Amatrice inclusa) non ha i Fascicoli di Fabbricato e non li ha per il semplice motivo che la Regione emanò un decreto illegittimo nel 2005 (D.R. Lazio n. 6/2005) e da allora non l’ha più reiterato.

Bene a sapersi che – secondo il TAR del Lazio come confermato dal Consiglio di Stato – l’illegittimità del D.R. Lazio n. 6/2005 consisteva nel pretendere:

  1. la fornitura di dati urbanistico-tecnici in gran parte in possesso del medesimo Comune e non nella diretta disponibilità dei proprietari a meno di irragionevoli e irrazionali sforzi
  2. una “probatio diabolica” o “prova quasi impossibile” d’ogni tipo di modifica verificatasi anche in tempi assai lontani o in fabbricati d’antica costruzione
  3. la possibilità data ai comuni di poter integrare il contenuto del fascicolo con ulteriori verifiche, aggravando gli oneri in capo ai proprietari senza limiti e senza prevedere un reale contraddittorio con i tecnici chiamati a collaborare con il redattore del fascicolo.

La domanda di oggi – ahimè – è multipla:

  • il Comune di Roma è in possesso dei documenti di cui dovrebbe essere in possesso?
  • quante modifiche incondonabili (perchè pericolose) verrebbero a galla, se si prevede di imporre ulteriori controlli ai fabbricati?
  • perchè dal 2005 ad oggi nè la Giunta regionale Marrazzo, nè Polverini, nè Zingaretti si sono premurate di produrre un decreto legittimo ed applicabile? E perchè Alemanno, Marino e – oggi – Raggi non si premurano di sollecitarlo?

Eppure, i giudici del TAR del Lazio – mica i marziani a Roma di Ennio Flaiano – avevano tenuto a ben consigliare i nostri amministratori, scrivendo nella stessa sentenza: «s’appalesa più razionale, più che un obbligo generalizzato, altre formule connesse fin da subito a provvidenze o ad agevolazioni, atte a sveltire la redazione dei fascicoli per quegli edifici a più alto rischio ed ad incentivare formule collaborative da parte dei tecnici dei Comuni o scelti dagli enti. Infine, la legge non ammette interventi ed opere generalizzate sugli edifici di qualunque genere, età e condizione, sicché gli accertamenti, al fine d’evitare oneri eccessivi e senza riguardo al loro peso sulle condizioni economiche dei proprietari, devono esser suggeriti solo in caso d’evidente, indifferibile ed inevitabile necessità, se del caso con graduazione dei rimedi da realizzare». (TAR, Lazio, sez. II, sentenza 13/11/2006 n° 12320 confermata dalla Sentenza n. 1305 del 28.3.2008 del Consiglio di Stato)

Da quelle sentenze son trascorsi una decina d’anni ed è rimasto tutto fermo.

Demata

Roma spiegata al Sindaco Raggi

23 Set

Caro Sindaco,
partiamo dal fatto che non ci sono complotti e che vorremmo tutti aiutarla, visto come sta messa la nostra amata città.

Come sta scoprendo, c’è innanzitutto un problema di mentalità, che finora l’ha avvantaggiata e che – preso il potere – ritorna contro, per legge di azione e reazione.

vignetta-ellekappa-virginia-raggi-e-lo-staff-801823

E’ difficile parlare della mentalità romana senza annotarne il polimorfismo dela morale cattolica, ovvero la capacità di modellarsi nel modo più utilitaristico possibile.

La vicenda di Callisto e Ippolito papi e il falso editto di Costantino ben chiariscono metodi e scopi della nascente organizzazione teocratica …
D’altra parte, eravamo nella Roma che usciva da mezzo secolo di bengodi e di complotti, sempre incapace ad autogovernarsi senza ricorrere a risorse altrui … da cui l’esigenza di espandere ad libitum l’Imperium.

In un contesto simile, con una tradizione ‘etica’ millenaria, la Politica romana dovrebbe ricordare la grande lezione repubblicana di Menemio Agrippa che se ‘semo solo noi’ si scompare dalla Storia.
Una delle frasi più famose di Giulio Andreotti è “quando i romani erano solo due, uno uccise l’altro”: le fazioni – e solo dopo l’avidità – furono (e sono) la rovina di Roma dalla fondazione stessa.

Ne prenda atto ed inizi a governare, cioè ad esercitare l’arte del compromesso e della concertazione.

L’altro aspetto che lede dalle fondamenta la nostra capitale e la nostra società è l’idea che il mondo sia ingiusto perchè esistono persone più ricche di altre, che tramano contro la comunità, e che chi pensa a divertirsi sarà, nella sostanza, punito.
Tutti credono che sia colpa di Marx e Lenin, ma leggendo i versetti di Luca 6,24-26 troverete scritto “guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora siete potete divertirvi, perché sarete afflitti e piangerete.”
Prima di San Luca nessuno mai aveva affermato cose simili.

Se l’astio verso chi persegue il “diritto alla gioia” è il limes che separa i credenti di una qualche religione dagli integralisti, la diffidenza verso chi investe denaro e tempo in attività che portano lavoro e benessere a tutti è una follia distruttiva della coesione sociale di un popolo intero. Figuriamoci di una città.

Ne prenda atto ed inizi a governare, cioè a far capire che lei non è più la candidata dei Cinque Stelle, bensì il Sindaco di tutti i romani.

Infine, c’è da ricordare che Sant’Agostino scrisse che “il Signore conosce quelli che sono suoi e ciascuno di loro che chiede, riceve”.
Questo significa – innanzitutto – che se non è l’operosità, la ragione o la sorte a conferire il successo agli uomini, ma solo la loro ‘affiliazione a Dio’ a prescindere se l’intento sia santo o malvagio.
Una mentalità così può, forse, andare bene in una teocrazia od una monarchia assoluta, ma è del tutto inappropriata nel mondo moderno, dato che lascia la comunità sprotetta dagli speculatori e dai demagoghi.
Il tutto senza parlare del fatto che se sei malato e non arriva il miracolo che ti guarisce … sotto sotto te lo sei meritato. Sant’Agostino dixit.

Ne prenda atto ed inizi a governare, dimostrando che non sono un miracolo dei servizi comunali e sociosanitari almeno alla pari di quelli di Milano nel 1990.

Se, poi, la mentalità dei Cinque Stelle romani è ancora quella di credere che la volontà politica sia superiore alle leggi di mercato od a quelle della tecnica e della scienza,  che alla fin fine si rinvia tutto di cinque anni e qualche ulteriore debito per tutti, che magari dei bisogni dei cittadini e del funzionamento della città torna ad occuparsene qualcun altro (la Prefettura) mentre voi dibattete, … sarebbe il caso di spiegarlo almeno ai Grillini delle altre regioni.

Demata

P.S. Il gruppo Suez ha aumentato la sua partecipazione nella società capitolina dei servizi ambientali ACEA, passando dal 12,4 al 23%, grazie all’acquisto di azioni dal gruppo Caltagirone. L’affare proietta i francesi come primo socio privato di Acea, dietro al Comune che ha la maggioranza assoluta.
Che fa? Privatizza un po’ di Acea per trovare i quattrini per non privatizzare Atac e non mettere in riga AMA e i servizi diretti del Comune? Perdiamo entrate per sostenere sprechi? I Francesi entreranno anche in AMA?

 

Cosa non sappiamo sulla medicina, ma dovremmo sapere?

23 Set

Charles Darwin non si espresse sulle implicazioni del suo lavoro riguardo la medicina, anche se i biologi hanno apprezzato subito la teoria dei germi della malattia e le sue implicazioni per la comprensione dell’evoluzione dei patogeni, così come il bisogno di un organismo a difendersi contro di loro.

Principal Varieties of Mankind, 3 May 1850.

Portraits by the British artist John Emslie – published by James Reynolds, London, 1850-1860. (Photo by SSPL/Getty Images)

 

La medicina, a sua volta, “si ispirò ad un fisica meccanicistica, derivante da Galileo, Newton e Descartes …. con il risultato che, assumendo questo modello, la medicina è meccanicistica, materialistica, riduzionista, lineare, causale e deterministica (in grado di previsioni precise) nei suoi concetti. Essa cerca spiegazioni per le malattie o per i loro sintomi,in singoli cambiamenti materiali all’interno del corpo”. (Weiner H). ” Note per una medicina evolutiva ” . 1 luglio 1998 Psychosom Med 60 (4):.. 510-20 PMID 9.710.299 )

Questa grave sottovalutazione è probabilmente dovuta al fatto che “L’origine delle specie” di Darwin è stata elaborata nella prima metà del XIX secolo e pubblicata il 1 ° luglio 1858, mentre il ‘melting pot’ iniziata solo anni dopo, con il Colonialismo e l’Industrialesimo.
Dopo 150 anni di mescolamento di etnie, è avvenuto per anni un radicale cambiamento di stili alimentari e con l’industrializzazione siamo tutti esposti a fattori ambientali molto diversi da quelle di 200 anni fa.
E pensare che gli occidentali e i nativi americani avevano da poco (due secoli) affrontato lo shock della introduzione reciproca di cibi e stili di vita che i loro nonni non conoscevano nemmeno.

Il pioniere è stato un etologo, Nikolaas Tinbergen, che nel 1963 ha pubblicato “su obiettivi e metodi dell’etologia”, con una grande rilevanza per la medicina, affermando che “tutti i tratti biologici hanno bisogno di due tipi di spiegazioni, sia immediate ed evolutive.

La spiegazione ‘immediata’ per una malattia descrive ciò che è sbagliato nel meccanismo del corpo dei individui affetti da esso. Una spiegazione evolutiva è completamente diversa. Invece di spiegare perché le persone sono diverse, si spiega il motivo per cui siamo tutti allo stesso modo vulnerabili alle malattie. Perché abbiamo tutti i denti del giudizio, un’appendice, e le cellule che possono dividersi fuori controllo “(Randolph Nesse MD / University of Michigan -” Evolutione: la base scientifica della medicina “(Lancet 372 (Suppl 1): S21-7. dicembre 2008)

Gli sviluppi chiave arrivarono da Paul Ewald nel 1980, “Biologia evolutiva e il trattamento dei segni e sintomi di malattie infettive”, e da Williams e Nesse nel 1991, “L’alba della medicina darwiniana”.

La medicina evoluzionistica o medicina darwiniana è l’applicazione della teoria evoluzionistica moderna per comprendere salute e la malattia. L’obiettivo della medicina evoluzionistica è quello di capire il motivo per cui le persone si ammalano, non semplicemente come si ammalano.
La moderna ricerca medica e la pratica si è concentrata sui meccanismi molecolari e fisiologici alla base della salute e della malattia, mentre la medicina evoluzionistica si concentra sulla questione del perché l’evoluzione ha plasmato questi meccanismi in modo che ci possono rendere sensibili alla malattia. L’approccio evolutivo ha portato importanti progressi nella nostra comprensione del cancro, malattie autoimmuni e anatomia. Le scuole mediche dovranno integrare approcci evolutivi come verranno aggiunti i curricula medici più adeguati agli standard.

mitochondrial-haplotypes-global-distribution

Gli esseri umani si sono evoluti per vivere come semplici cacciatori-raccoglitori in piccole bande tribali, con uno stile di vita e un ambiente molto diverso rispetto a quello affrontato da esseri umani contemporanei. Questa modifica rende gli esseri umani presenti vulnerabili ad una serie di problemi di salute, chiamate “malattie della civilizzazione”, e “malattie del benessere”.

Gli esseri umani si sono evoluti per vivere all’aperto e sfruttare alla bisogna le risorse che trovavano a loro disposizione. Si sono evoluti così dall’età della pietra e gli ambienti di oggi causano disturbi se non malattie potenzialmente letali”.
“Ambienti moderni possono causare molte malattie esempio-per, sindromi da carenza, come lo scorbuto e rachitismo” (Williams, 1991)
In contrasto con la dieta dei primi cacciatori-raccoglitori, la dieta occidentale moderna spesso contiene elevate quantità di grassi, sale e carboidrati semplici, che comprendono zuccheri raffinati e farine. Per non parlare del cibo che venne introdotto dalle Americhe.” (Eaton SB 2006). “La dieta ancestrale umana: che cosa è stata e come dovrebbe essere un paradigma per l’alimentazione contemporanea?”. Proc Nutr Soc 65 (1):. 1-6. Doi : 10,1079 / PNS2005471 . PMID 16.441.938)

Gli adattamenti (o mutazioni persistenti) possono verificarsi solo se sono evolutive.
Alcuni adattamenti che impediscano buona salute non sono quindi possibili, come al DNA non può essere totalmente impedito di subire la una replicazione corrotta (il rischio di cancro).

Molti sintomi e le malattie comuni sono distribuiti in modo diverso a seconda del nostro genoma come: febbre / vomito (come risposte funzionali alle infezioni o ingestione di tossine); gas intestinale (come prodotto della digestione di fibra); allergie (risposta immunitaria iper reattiva); diete moderne e diabete di tipo 2; l’autismo (eventuali malfunzionamenti della teoria della mente- modulo); lieve depressione o ansia (come risposte funzionali a stress); gene per la resistenza della malaria che, in forma omozigote, provoca anemia falciforme.
Come anche è generalmente nota la dipendenza dal genoma dei diversi tipi di sangue e di sistema immunitario, l’altezza, la predisposizione a varie forme di cancro, la pigmentazione della pelle, la protezione dai raggi UV, la sintesi cutanea di vitamina D, l’emocromatosi e le porfirie .

nyt-adh-variants-asia

Poi, ci sono (e questa è una lista parziale) delle malattie su cui gli scienziati stanno discutendo o confermando un’origine evolutiva, come il tessuto adiposo nei neonati umani, l’artrite e altre malattie infiammatorie croniche, l’invecchiamento, la malattia di Alzheimer, la menopausa, mestruazioni, l’aterosclerosi, l’artrite e altre malattie infiammatorie croniche, la fibrosi cistica, l’occlusione dentale, la diarrea, l’ipertensione essenziale, febbre, l’ipertensione gestazionale, la gotta, la carenza di ferro, , l’obesità, la fenilchetonuria, la reattività ai placebo, l’osteoporosi, il polimorfismo cellulare, l’anemia falciforme, i disturbi delcomportamento, il cancro al sistema riproduttivo delle donne.

Il principale riferimento scientifico è Nesse, RM; et al. (2009). “Making evolutionary biology a basic science for medicine” . Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America . 107. PNAS. Suppl 1 (suppl_1): 1800–7. doi : 10.1073/pnas.0906224106 . PMC 2868284 . PMID 19918069

Meno miracoli, più scienza = più salute e meno spesa.

Demata

Qui di seguito, un elenco di studi o articoli sui progressi nell’approccio evolutivo alla malattia più significativi:

1. Stearns SC (2005). “Issues in evolutionary medicine”. Am. J. Hum. Biol . 17 (2): 131–40. doi : 10.1002/ajhb.20105 . PMID 15736177 .
2. Eaton, S. Boyd; Konner, M; Shostak, M (April 1988). “Stone agers in the fast lane: chronic degenerative diseases in evolutionary perspective” . American Journal of Medicine . 84 (4): 739–749. doi : 10.1016/0002-9343(88)90113-1 . PMID 3135745 . Retrieved 2010-06-18 .
3. Williams, GC (1991). The dawn of darwinian medicine.Europe PubMed Central, 66(1), 1-22. doi : 10.1086/417048
4. Eaton SB, Strassman BI, Nesse RM, Neel JV, Ewald PW, Williams GC, Weder AB, Eaton SB 3rd, Lindeberg S, Konner MJ, Mysterud I, Cordain L (2002). “Evolutionary health promotion” (PDF). Prev Med . 34 (2): 109–18. doi : 10.1006/pmed.2001.0876 . PMID 11817903 .
5. Eaton SB (2006). “The ancestral human diet: what was it and should it be a paradigm for contemporary nutrition?”. Proc Nutr Soc . 65 (1): 1–6. doi : 10.1079/PNS2005471 . PMID 16441938 .
6. Abuissa H; O’Keefe JH; Cordain, L (2005). “Realigning our 21st century diet and lifestyle with our hunter-gatherer genetic identity” (PDF). Directions Psych . 25 : SR1–SR10.
7. Eaton, S. Boyd; Cordain, Loren; Sebastian, Anthony (2007). “The Ancestral Biomedical Environment” (PDF). In Aird, William C. Endothelial Biomedicine . Cambridge University Press. pp. 129–34. ISBN 0-521-85376-1 .
8. Eaton SB, Eaton SB (Sep 2003). “An evolutionary perspective on human physical activity: implications for health”. Comp Biochem Physiol a Mol Integr Physiol . 136 (1): 153–9. doi : 10.1016/S1095-6433(03)00208-3 . PMID 14527637 .
9. Cordain, L., Gotshall, RW and Eaton, SB (Jul 1998). “Physical activity, energy expenditure and fitness: an evolutionary perspective” (PDF). Int J Sports Med . 19 (5): 328–35. doi : 10.1055/s-2007-971926 . PMID 9721056 .
10. Cordain, L.; Gotshall, RW; Eaton, SB (1997). “Evolutionary aspects of exercise” (PDF). World Rev Nutr Diet . World Review of Nutrition and Dietetics (Vol. 81 + 82). 81 : 49–60. doi : 10.1159/000059601 . ISBN 3-8055-6452-X . PMID 9287503 .
11. Williams, George; Nesse, Randolph M. (1996). Why We Get Sick: the new science of Darwinian medicine . New York: Vintage Books. ISBN 0-679-74674-9 .
12. Rotter JI, Diamond JM (1987). “What maintains the frequencies of human genetic diseases?”. Nature . 329 (6137): 289–90. doi : 10.1038/329289a0 . PMID 3114647 .
13. Williams, George; Nesse, Randolph M. (1996). “Evolution and healing”. Why We Get Sick: the new science of Darwinian medicine . New York: Vintage Books. pp. 37–8. ISBN 0-679-74674-9 .
14. Eaton SB, Eaton SB, Konner MJ (April 1997). “Paleolithic nutrition revisited: a twelve-year retrospective on its nature and implications”. Eur J Clin Nutr . 51 (4): 207–16. doi : 10.1038/sj.ejcn.1600389 . PMID 9104571 .
15. Eaton SB, Konner M (January 1985). “Paleolithic nutrition. A consideration of its nature and current implications”. N. Engl. J. Med . 312 (5): 283–9. doi : 10.1056/NEJM198501313120505 . PMID 2981409 .
16. Nesse RM (December 2008). “Evolution: medicine’s most basic science”. Lancet . 372 (Suppl 1): S21–7. doi : 10.1016/S0140-6736(08)61877-2 .
17. Ewald PW (September 1980). “Evolutionary biology and the treatment of signs and symptoms of infectious disease” . J. Theor. Biol . 86 (1): 169–76. doi : 10.1016/0022-5193(80)90073-9 . PMID 7464170 .
18. Williams GC, Nesse RM (March 1991). “The dawn of Darwinian medicine”. Q Rev Biol . 66 (1): 1–22. doi : 10.1086/417048 . PMID 2
1. Merlo, LMF; et al. (2006). “Cancer as an evolutionary and ecological process”. Nature Reviews Cancer . 6 (12): 924–35. doi : 10.1038/nrc2013 . PMID 17109012 .
2. Howard RS, Lively CM (November 2004). “Good vs complementary genes for parasite resistance and the evolution of mate choice” . BMC Evol Biol . 4 (1): 48. doi : 10.1186/1471-2148-4-48 . PMC 543473 . PMID 15555062 .
3. Haig D (December 1993). “Genetic conflicts in human pregnancy”. Q Rev Biol . 68 (4): 495–532. doi : 10.1086/418300 . PMID 8115596 .
4. William, Knowler; Peter Bennett; Richard Hamman; Max Miller (1978). “Diabetes incidence and prevalence in Pima Indians: a 19-fold greater incidence than in Rochester, Minnesota” . American Journal of Epidemiology . 108 (6): 497–505. PMID 736028 . Retrieved 2010-06-18 .
5. Milton K (2003). “Micronutrient intakes of non-human primates: are humans different?” (PDF). Comparative Biochemistry and Physiology A . 136 (1): 47–59. doi : 10.1016/S1095-6433(03)00084-9 . PMID 14527629 .
6. Fox, Molly; Leslie A. Knapp; Paul W. Andrews; Corey L. Fincher (August 11, 2013). “Hygiene and the world distribution of Alzheimer’s disease” . Evolution, Medicine, and Public Health . 2013 (1): 173–186. doi : 10.1093/emph/eot015 .
7. Straub, RH, del Rey, A., Besedovsky, HO (2007) “Emerging concepts for the pathogenesis of chronic disabling inflammatory diseases: neuroendocrine-immune interactions and evolutionary biology” In: Ader, R. (2007) “Psychoneuroimmunology”, Volume 1, Academic Press, San Diego, pp.217-232
8. Wick G, Berger P, Jansen-Dürr P, Grubeck-Loebenstein B (2003). “A Darwinian-evolutionary concept of age-related diseases” . Exp. Gerontol . 38 (1–2): 13–25. doi : 10.1016/S0531-5565(02)00161-4 . PMID 12543257 .
9. Flaxman SM, Sherman PW (June 2000). “Morning sickness: a mechanism for protecting mother and embryo”. Q Rev Biol . 75 (2): 113–48. doi : 10.1086/393377 . PMID 10858967 .
10. Jump up ^ Flaxman SM, Sherman PW (July 2008). “Morning sickness: adaptive cause or nonadaptive consequence of embryo viability?”. Am. Nat . 172 (1): 54–62. doi : 10.1086/588081 . PMID 18500939 .
11. Wick G, Perschinka H, Millonig G (December 2001). “Atherosclerosis as an autoimmune disease: an update” . Trends Immunol . 22 (12): 665–9. doi : 10.1016/S1471-4906(01)02089-0 . PMID 11738996 .
12. Kaifu, Y.; Kasai, K.; Townsend, GC; Richards, LC (2003). “Tooth wear and the ?design? Of the human dentition: A perspective from evolutionary medicine”. American Journal of Physical Anthropology . 122 : 47–61. doi : 10.1002/ajpa.10329 . PMID 14666533 .
13. NEEL JV (December 1962). “Diabetes Mellitus: A “Thrifty” Genotype Rendered Detrimental by “Progress”?” . American Journal of Human Genetics . 14 (4): 353–62. PMC 1932342 . PMID 13937884 .
14. Neel JV, Weder AB, Julius S (1998). “Type II diabetes, essential hypertension, and obesity as “syndromes of impaired genetic homeostasis”: the “thrifty genotype” hypothesis enters the 21st century”. Perspect. Biol. Med . 42 (1): 44–74. doi : 10.1353/pbm.1998.0060 . PMID 9894356 .
15. Wick G, Jansen-Dürr P, Berger P, Blasko I, Grubeck-Loebenstein B (February 2000). “Diseases of aging” . Vaccine . 18 (16): 1567–83. doi : 10.1016/S0264-410X(99)00489-2 . PMID 10689131 .
16. Jump up ^ Kluger MJ, Ringler DH, Anver MR (April 1975). “Fever and survival” . Science . 188 (4184): 166–8. doi : 10.1126/science.1114347 . PMID 1114347 .
17. Kluger MJ, Rothenburg BA (January 1979). “Fever and reduced iron: their interaction as a host defense response to bacterial infection” . Science . 203 (4378): 374–6. doi : 10.1126/science.760197 . PMID 760197 .
18. Ames BN, Cathcart R, Schwiers E, Hochstein P (November 1981). “Uric acid provides an antioxidant defense in humans against oxidant- and radical-caused aging and cancer: a hypothesis” . Proc. Natl. Acad. Sci. USA . 78 (11): 6858–62. doi : 10.1073/pnas.78.11.6858 . PMC 349151 . PMID 6947260 .
19. Naugler C (2008). “Hemochromatosis: a Neolithic adaptation to cereal grain diets”. Med. Hypotheses . 70 (3): 691–2. doi : 10.1016/j.mehy.2007.06.020 . PMID 17689879 .
20. Moalem S, Percy ME, Kruck TP, Gelbart RR (September 2002). “Epidemic pathogenic selection: an explanation for hereditary hemochromatosis?” . Med. Hypotheses . 59 (3): 325–9. doi : 10.1016/S0306-9877(02)00179-2 . PMID 12208162 .
21. Wander K, Shell-Duncan B, McDade TW (October 2008). “Evaluation of iron deficiency as a nutritional adaptation to infectious disease: An evolutionary medicine perspective”. Am. J. Hum. Biol . 21 (2): 172–9. doi : 10.1002/ajhb.20839 . PMID 18949769 .
22. Woolf LI, McBean MS, Woolf FM, Cahalane SF (May 1975). “Phenylketonuria as a balanced polymorphism: the nature of the heterozygote advantage”. Annals of Human Genetics . 38 (4): 461–9. doi : 10.1111/j.1469-1809.1975.tb00635.x . PMID 1190737 .
23. Humphrey, Nicholas (2002). “19. Great Expectations: The Evolutionary Psychology of Faith-Healing and the Placebo Effect” (PDF). The mind made flesh: essays from the frontiers of psychology and evolution . Oxford [Oxfordshire]: Oxford University Press. pp. 255–85. ISBN 0-19-280227-5 .
24. Karasik, D. (Nov 2008). “Osteoporosis: an evolutionary perspective”. Human Genetics . 124 (4): 349–356. doi : 10.1007/s00439-008-0559-8 . ISSN 0340-6717 . PMID 18781328 .
25. Williams TN (August 2006). “Human red blood cell polymorphisms and malaria”. Current Opinion in Microbiology . 9 (4): 388–94. doi : 10.1016/j.mib.2006.06.009 . PMID 16815736 .
26. Ayi K, Turrini F, Piga A, Arese P (November 2004). “Enhanced phagocytosis of ring-parasitized mutant erythrocytes: a common mechanism that may explain protection against falciparum malaria in sickle trait and beta-thalassemia trait”. Blood . 104 (10): 3364–71. doi : 10.1182/blood-2003-11-3820 . PMID 15280204 .
27. Williams TN; Mwangi TW; Wambua S; et al. (July 2005). “Sickle cell trait and the risk of Plasmodium falciparum malaria and other childhood diseases” . J. Infect. Dis . 192 (1): 178–86. doi : 10.1086/430744 . PMC 3545189 . PMID 15942909 .
28. Eaton SB; Pike MC; Short RV; et al. (September 1994). “Women’s reproductive cancers in evolutionary context”. Q Rev Biol . 69 (3): 353–67. doi : 10.1086/418650 . PMID 7972680 .
29. Nesse, R., & Williams, G. (1996) Why We Get Sick. NY: Vintage.
30. Nesse R (1997). “An evolutionary perspective on panic disorder and agoraphobia” . In Baron-Cohen S . The maladapted mind: classic readings in evolutionary psychopathology . East Sussex: Psychology Press. pp. 73–84. ISBN 0-86377-460-1 . Retrieved 21 January 2011 .
31. Grinde B (June 2005). “An approach to the prevention of anxiety-related disorders based on evolutionary medicine”. Prev Med . 40 (6): 904–9. doi : 10.1016/j.ypmed.2004.08.001 . PMID 15850894 .
32. Nesse RM (January 2000). “Is depression an adaptation?” . Arch. Gen. Psychiatry . 57 (1): 14–20. doi : 10.1001/archpsyc.57.1.14 . PMID 10632228 .
33. Nesse RM, Berridge KC (October 1997). “Psychoactive drug use in evolutionary perspective” . Science . 278 (5335): 63–6. doi : 10.1126/science.278.5335.63 . PMID 9311928 .
34. Crow TJ (July 1995). “A Darwinian approach to the origins of psychosis”. Br J Psychiatry . 167 (1): 12–25. doi : 10.1192/bjp.167.1.12 . PMID 7551604 .

1952-1963, la generazione che paga per tutti

22 Set

sisifo21Sono uno dei nati tra il 1952 e il 1963, a partire dai 17 anni di età verso contributi sul mio fondo pensione e, arrivato a 58 anni, mi ritrovo con oltre 40 anni di età contributiva, ma anche con un po’ di malattie croniche, di cui una congenita – riconosciuta solo nel 2009 – che mi obbliga da sette anni ed ogni settimana ad infondere in ospedale un farmaco salva vita.

Per ottenere un’invalidità superiore al 74% e la gravità ho impiegato cinque anni e ci sono riuscito solo citando in giudizio l’Inps.
Per dimostrare che i fattori d’aggravio certificatimi da esperti internazionali erano incompatibili con il mio lavoro ed essere protetto /ricollocato, ho impiegato sei anni, una dozzina di accessi in pronto soccorso e non so quante urgenze mediche, più due visite del medico competente di cui una durata otto mesi.

Intanto il tempo passava e i governi:

  • prima hanno innalzato l’età contributiva del 17% portandola da 35 anni a 42 e vari mesi,
  • poi hanno eroso i 5 anni di scivolo pensionistico per le malattie congenite, di cui avrei goduto se dichiarato invalido grave entro il 2011 …
  • infine, da anni Inps e ministero competente si astengono dal dare seguito a quesiti e accessi agli atti volti a conoscere la mia situazione previdenziale.

Infatti, molti anni prima (tra il 1992 e il 1995) due governi avevano trasformato i nostri fondi pensione in un sistema previdenziale universale, ma non è che qualcuno venne a chiederci il permesso, non almeno secondo quanto prevede l’art. 39 della Costituzione.

Aggiungiamo che – vinta la battaglia con il medico competente – la ripresa del lavoro in soli quattro mesi mi è già costata due pronti soccorsi e un notevole incremento di farmaci e … che io avevo chiesto il prepensionamento in base ad un decreto dello stesso Mario Monti (sic!).

Adesso, proprio mentre i nati tra il 1952 e il 1963 – cioè io – vanno ad approssimarsi ai fatidici 42 anni e vari mesi contributivi, il governo del Nazareno vuole incrementarci l’età pensionabile, rendendola obbligatoria a 65 anni dopo aver impennato quella contributiva ed ostacolato in ogni modo gli invalidi.

Morale della favola, una bella fetta di nati tra il 1952 e il 1963 (tra cui io) si ritroverà – da invalido grave – a lavorare per 45-47 anni, onde sostenere le pensioni di chi (70enne o 40enne) non ha od avrà lavorato neanche 30 anni in tutto.

Sullo sfondo l’inspiegabile silenzio dei sindacati (lo ha ammesso persino Mario Monti) dinanzi ad interventi draconiani sui Fondi Pensione di uno specifico gruppo anagrafico, già in larga parte contribuiti e già rinviati di un quinquennio, persino agli invalidi gravi.

A quando un ministro del lavoro e delle politiche sociali, che abbia come scopo verso i lavoratori di “prevedere ed assicurare mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”?

Visto che si parla tanto di Costituzione, quand’è che prendiamo atto c’è qualcosa di incostituzionale nel Fiscal Compact, almeno per quanto riguarda l’applicazione che ne danno Monti – Padoan e Fornero – Poletti?

E quando constateremo che l’Inps non ha più nulla a che vedere con il mandato costituzionale per cui nacque, nè con la previdenza universale e tanto meno con i fondi pensione, se non è prevista la possibilità di prepensionarsi per chi ha lavorato 30-35 anni e soffre di patologie croniche od oncologiche?

Qui non parliamo di ‘stato sociale’ o di ‘beneficenza’, ma di contributi effettivamente versati e non riscuotibili (con i relativi montanti previsti) neanche dopo 30 anni. E’ legale una roba così?

Demata

Coesione sociale = sicurezza, protezione, sanità, istruzione

21 Set

Il maggior rischio per l’Italia è quello dato dal persistere di una classe dirigente che, abbagliata dal carrozzone mediatico o dalle torri accademiche, dimentichi che il compito del Governo – qualunque sia la forma di Stato  – è quello di garantire sicurezza, protezione sociale, cure mediche appropriate, istruzione adeguata alle opportunità.

Il compito della politica è quello di coagulare nel dialogo i conflitti e le tensioni, come i divergenti interessi, che sono intrinsechi alle società umane, al fine di dotare i tecnici e i cittadini di norme semplici e chiare, ovvero atte a garantire la coesione sociale.

Solo nelle cleptocrazie (interne o coloniali) la politica si fonda unicamente sul conflitto di fazione e non per la condivisione di un benessere generale: non è una questione etica, bensì intrinseca alla sopravvivenza stessa della comunità.

Senza la coesione sociale ed il costante lavoro per mantenerla, lo Stato diventa una sorta di contenitore territoriale privo di altro scopo per la politica, che non sia il mantenimento di uno status quo sempre più arcaico, sempre più obsoleto, sempre più causa di declino e degrado.

Come accadde per l’Assolutismo Monarchico, oggi le Democrazie neoliberiste affermatesi a partire dagli Anni ’80 non rispondono all’esigenza primaria che ne determina l’esistenza stessa: proteggere il popolo, tutelare i cittadini onesti, essere garanti della coesione sociale.

Coesione sociale: qualcosa di molto diverso e ben più indispensabile dello ‘Stato Sociale’ perorato dai cattolici e dalle sinistre.
Sicurezza dei cittadini e del territorio, protezione sociale, cure mediche appropriate, istruzione adeguata: riuscirà Matteo Renzi a riportare la Politica ad occuparsi di quello che la Costituzione richiede?

Demata

La dittatura previdenziale del Nazareno e la debolezza liberale

20 Set

In Italia ci sono:
– 5 milioni di veri invalidi che sopravvivono con ‘pensioni’ spesso al di sotto dei 500 euro mensili pari a soli 8 miliardi di spesa
– 6 milioni di pensionati vive con un reddito netto inferiore ai 1.250 euro mensili pari a 70 miliardi di spesa
– 3 milioni di italiani con pensioni che vanno dai 1250 ai 2000 netti mensili pari a circa 70 miliardi di spesa
– 1,2 milioni di pensionati che ricevono al mese tra i 2000 e i 2500 euro netti
– 750mila pensionati che vivono nel lusso percependo pensioni di oltre 3000 euro mensili lordi pari a circa 40 miliardi di spesa.

Nel frattempo,
– 9 milioni di italiani sono disoccupati cronici (spesso over50 e senza salario minimo)
– 3 milioni di laureati sono precari
– 9 milioni di italiani sono sotto-occupati e vivono con meno di 1.250 euro mensili
– un ferroviere, un docente, un poliziotto, un impiegato o un dirigente pubblico non di rado si trovano con un reddito inferiore alla pensione dei propri ‘colleghi.

952442_0150330_c1_boerii

Tito Michele Boeri – presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

 

Di tutto questo se ne occupa l’Inps, di cui non si comprende se sia un Ente Pubblico od una Concessionaria dello Stato o (come risulta in una sentenza della Corte di Giustizia europea) una Public Company del settore assicurativo.

Inps che, almeno stando al nome (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) dovrebbe garantire ad ogni cittadino inabile e a tutti i lavoratori “che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”.
La così detta pensione è un’altra cosa: è una rendita permanente o temporanea corrisposta agli assicurati che abbiano versato il contributo o premio previsti. Di norma, è in capo a un Ente o una Compagnia ed il ‘settore’ è denominato ‘comparto assicurativo’.

Viceversa, l’Inps gestisce il 95% della spesa assicurativa ‘pensionistica’ nazionale. Che operi in condizioni di assoluto monopolio, come nella nota causa intentata in sede europea, è ormai evidente. Il peggio è che – oltre a non dare priorità al mandato costituzionale e ad operare in condizioni di monopolio e a godere di leggi ‘bulgare’ visto che si tratta della prima causa di debito pubblico – l’Inps gestisce molto male i soldi, che puntualmente ogni mese i lavoratori e i datori di lavoro versano.

Come, nel 2011, quando l’INPS ha assorbito l’INPDAP che aveva accumulato un disavanzo di 31 miliardi di debiti accertati verso lo Stato, vuoi per mancati contributi previdenziali versati, vuoi per le anticipazioni di cassa in favore della Sanità regionale.
E, poco prima, l’INPDAP – tra il 2008 e il 2010 – aveva assorbito gli enti previdenziali del comparto ‘dirigenza’ (quello delle pensioni sopra i 3000 euro di oggi) che, riconvertite le Lire in Euro, si era ritrovato con circa 4 miliardi di debito accumulato e venne “salvato”, così garantendo il prosieguo di pensioni, evidentemente, sovradimensionate per qualche calcolo bizzarro.

L’Inps non ha avviato la messa in mora dei crediti e così ci ritroviamo a risanare spesa ed innovare l’Italia con un terzo dei dipendenti pubblici over55, che è in condizioni di salute non buone e soffre di almeno due malattie croniche, senza parlare del fatto che ci toccano spese su spese in servizi esternalizzati e contenziosi persi, dato che non sarà oggi o domani che vorranno apprendere ad usare l’automazione d’ufficio, se non vollero farlo quando erano trentenni …

Sappiamo che l‘unico modo per sbloccare l’Italia dalla fangaia degli ‘splendidi sessantenni’ (beati loro … ) e delle “soluzioni politiche” è pensionare almeno chi ha lavorato 35-40 anni, fermare l’emorragia delle pensioni retributive apicali sigillandole in un Fondo apposito e ripristinare il mandato costituzionale per cui s’era creata e riformata l’Inps.
Quanto alle pensioni dei lavoratori assicurati, quelle ‘contributive’, si dia adempimeto alla Costituzione, dove previsto che “ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato”: è lo Stato (dopo aver predisposto) che integra i minimi, sono le Casse previdenziali e le Compagnie assicuratrici che – per l’appunto – ‘assicurano’ …

L’Inps? Che pensi a “prevedere ed assicurare mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”: previdenza, cosa diversa dalle così dette pensioni contributive.
Le generazioni future?
Qualcuno potrebbe restare sorpreso a vedere cosa accadrebbe tra 20-30 anni con un vero sistema assicurativo e lo Stato che integra … molto più efficace ed efficiente.
E il fondo di garanzia per attrarre investitori e spacchettare l’Inps? … ecco cosa farsene di tanti beni demaniali iscritti in Patrimonio S.p.a. e cose simili.

Che la Destra (NCD e FdI) o i Cattolici e la Sinistra (PD) – storicamente e fisiologicamente statalisti – non sappiano reagire (imbarazzati e senza idee) a questa scandalosa dittatura previdenziale è già triste, ma è doloroso constatare – dinanzi ad un quadro così scellerato –  le grida a ‘nuovo rigore’ (e tagli) di certi liberali, attestati in Scelta Civica e Forza Italia.

Intanto, almeno una ventina dei famosi crediti Inpdap verso lo Stato è stata accertata da magistrati e revisori: perchè non salvare anche gli Italiani dopo aver salvato le banche di provincia? Come anche il Fiscal Compact non vieta di ristrutturare profondamente l’Inps, lasciandogli la previdenza e liberalizzando le rendite assicurative.

Viste le posizioni del PD, di NCD, di Forza Italia e Scelta Civica e vista la situazione recessiva che perdura ormai da sette anni, l’unica chance che ha l’Italia è nell’unione di tutti i ‘liberali’, cioè di coloro che credono nel potere di una Costituzione, che va applicata ed – dove necessario – aggiornata. Mai distorta, che si tratti dell’Inps o del sistema elettorale o di quello sanitario.

Demata

Tiziana, i video hard personali e le riflessioni di un internauta

18 Set
cantone-funerale-675

Era stata condannata a 20.000 euro di spese giudiziarie, per aver chiesto di bloccare un suo video compromettente che continuava ad essere pubblicato su internet, esponendola alla gogna mediatica e al dileggio per strada.

Dicembre 2014 – gennaio 2015 Tiziana invia filmati hard a alcuni uomini tramite Whatsapp.

Maggio 2015: Tiziana consegna una querela circostanziata indicando in almeno uno dei cinque uomini ai quali aveva inviato quei video hot – senza averli mai incontrati – il responsabile della divulgazione su Internet.
Tiziana aveva presentato denuncia anche per violazione della privacy, ma gli inquirenti avrebbero individuato nel mancato esplicito divieto da parte di Tiziana alla diffusione dei video che lei stessa aveva inviato ad alcuni amici, un limite alla configurabilità del reato.

Ottobre 2015, Tiziana ritira le accuse verso gli uomini (Christian, Antonio, Enrico, Antonio) da “accusati” a “persone informate dei fatti”, come lo era Luca il suo ex fidanzato, su chi continui ad alimentare la gogna mediatica..
Tiziana aveva chiesto alla magistratura di sequestrare un sito web che aveva pubblicato i video con le immagini dei rapporti intimi.

Di recente, il pm Alessandro Milita la condannava a circa 20.000 Euro di spese di giudizio, perchè il sequestro del sito web appariva inutile in quanto quelle immagini erano ormai già state scaricate da numerosi utenti che le avevano pubblicate in altri siti e che il blocco non sarebbe servito a impedirne la circolazione su internet.

Ma avrebbe fatto da deterrente, aggiungeremmo noi comuni mortali, che ben comprendiamo – a differenza delle norme vigenti  e delle imposizioni dei gestori dei siti Social – come Tiziana NON avesse alcuna intenzione di rendere ‘pubblici’ i suoi filmati.

SOLUZIONI

Sarebbe un ottimo deterrente – oltre che giusta – una norma che renda i siti social corresponsabili dei reati che dovessero derivare dalla diffusione di materiali audiovisuali privi dell’esplicito consenso del diretto interessato, allorchè debitamente informati od ammoniti da questo. Perchè vengono rimossi profili Facebook (o di altri social) se pubblicano foto di suore vestite in spiaggia o di bambini vietnamiti nudi in fuga, ma restano intoccabili quelli che finora hanno provocato suicidi in mezzo mondo?

Sarebbe urgente – non in Italia ma nel mondo – una moratoria tra i giganti del WEB, che porti alla chiusura dei profili di coloro che inviano con persistenza messaggi offensivi ad personam. Fino a quando la gente si incontrava in piazza, anzichè on line, chi lanciava sassi o sputi veniva arrestato all’istante … per turbativa della quiete pubblica. L’arresto immediato era necessario per evitare che qualcuno lo imitasse o qualcun altro si facesse giustizia da se. Se i Social sono ‘area pubblica’ chi è che provvede “sul posto” a garantirne la “quiete”?

Sarebbe stato ovvio – ma non lo è stato – che per l’acceso dei minorenni ai Social fosse prescritta l’autorizzazione formale dei genitori e che dei crimini telematici se ne occupasse una magistratura apposita – in Italia come altrove – vista la rapida evoluzione dei mezzii tecnici e dei fenomeni sociali.

Sarebbe Giustizia che il magistrato potesse non condannare il soccombente alle spese di giudizio “secondo giusto intendimento”, specie se parliamo di bullismo / stalking o di strapotere delle big companies.

Demata