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Le ragioni di un’Italia in fuga dal Centrosinistra

22 Set

La vera domanda di queste elezioni è: al di sotto di quanti voti si parlerà di ‘disfatta’, se il dato è che Centrosinistra e M5S nel 2018 raccolsero collettivamente quasi 19 milioni di voti alla Camera?
Più di 10 milioni di voti (cioè circa il 35% dei votanti con il 35% di astensione) sarà una sconfitta ‘sopportabile’, anche se è un vero e proprio dimezzamento, oppure sarà riconosciuto come un punto di non ritorno della ‘centralità’ socialdemocratica maggioritaria?

E, mentre c’è chi ancora si diletta nel rilevare simpatie e trend nei Social da suggerire ai candidati, a debacle annunciata andiamo a vedere di cosa si tratta nella Realtà quotidiana, cioè ‘perchè’ la gente è attratta da certi riferimenti e non da altri.

A proposito di Sicurezza e Libertà private, in Italia in un anno si verificano 4 furti in casa ogni 1.000 abitanti, sembra molto poco, ma se si conta che in una casa di media ci stanno 3 persone, già siamo arrivati a 12 vittime ogni 1.000 residenti, che significa il 6% in cinque anni.
E non è poco.

A proposito di Istruzione e Innovazione (cioè Lavoro e Impresa), in Italia, 30 anni dopo il Progetto Brocca e le riforme a seguire che smantellarono la scuola di Giovanni Gentile, la situazione è grave: circa un terzo degli italiani comprende solo semplici testi, quasi la metà non sa fare i conti, pochissimi si aggiornano, tanti giovani stanno alla sala giochi.
Cosa che li rende molto esposti a truffe e fake news, oltre che a destinarli a professioni poco retribuite.

Riguardo i diritti universali, è emblematica la situazione attuale del Lazio – storicamente a governance ‘cattocomunista’ – dove 1/3 della popolazione ritiene di vivere in una realtà degradata, con stili di vita non di rado insalubri, e dove è complicato ottenere giustizia, ma può anche mancare l’acqua potabile e c’è poca speranza per chi è solo e/o anziano.

A parlare di Ambiente (e Rifiuti), sempre nell’esempio Lazio, vediamo che siamo ancora al piede di partenza con destinazione onerosa dei rifiuti in altre località e una qualità dell’aria non ottimale, nonostante la bassa densità demografica, l’esposizione a venti marittimi e l’esistenza di boschi e foreste.

Questi i motivi per cui il Centrosinistra perderà le elezioni e gli italiani, anche se le tre compagini (PD, Azione/IV e M5S) supereranno tutte e tre il 10% dei voti … dato che forse il 35% o forse oltre il 40% dei votanti si asterrà, trasformando un 6% in 10, un 9% in 14 o un 16% in 21 … sembra uno scioglilingua, vero?

A.G.

Le priorità elettorali dei partiti a confronto in 5 slide

13 Set

Sky ha annunciato per domani una serie di interviste con Calenda, Conte, Letta, Meloni, Salvini e … probabilmente quasi nessuno andrà a verificare se quel che viene detto corrisponde a quel che i programmi promettono e fanno fede.

Infatti, dalle interviste su media e social, si potrebbe pensare che i Cinque Stelle siano il partito del “Reddito” (minimo o di cittadinanza che sia), ma il loro programma a stento lo menziona come non menziona affatto l’assistenza/previdenza, mentre – sorprendentemente – è Azione-IV a nominarlo più volte.
A dircelo è la conta dei termini usati in proporzione alla diversa lunghezza dei programmi elettorali.

Oppure potremmo credere che la Sanità e la Salute siano una priorità, ma poi a ben vedere solo Cinque Stelle e Fratelli d’Italia guardano anche al ‘contraltare’ cioè invalidi e disabilità.

Come anche per ‘lavoro e occupazione’ a cui sembra dar gran conto il PD, ma purchè sia Terziario, a vedere l’importanza data ad Industria e Commercio.

Fino agli anziani, che non interessano a nessuno eccetto un po’ ad Azione/IV e le donne di gran lunga scavalcate dai ‘giovani’ e talvolta anche dagli “stranieri”.

O constatare che alla parola “sicurezza” non corrisponde con la “lotta alla mafia”, eccetto che per il PD. Eccetera eccetera.

A.G.

Tra Meloni e Calenda è Letta che insegue il passato

16 Ago

E’ Ferragosto, ricomincia il Campionato e l’Italia dei partiti si prepara ad andare al voto alla chetichella … in attesa dei rincari e delle batoste autunnali.

Dei Programmi ne riparleremo, ma ad una prima lettura sembrerebbe che per gli elettori non ci sono grandi possibilità di equivocare: riportando in un diagramma i vari temi abbiamo la riconferma che si tratta di un Centrodestra ‘conservatore’, un Campo Largo ‘statalista’ e un Centro indipendente ‘liberale’.

I criteri usati sono stati i seguenti:

Naturalmente, vale la pena di ricordare che non è certamente opportuno nè utile che il PNRR venga indirizzato ad incrementare la spesa pubblica passiva.

A.G.

Operazione ‘Trasparenza: non promettere l’impossibile

5 Ago

La trasparenza comunemente viene vista come una prassi, ma è errato: nella società industriale di massa (e oggi digitale) la trasparenza è un risultato.

Non un ‘comportamento’, ma uno ‘stile’ che viene da più ‘comportamenti’ coesi.

Perché?

Per via della ‘complessità’ e della ‘velocità’, che rendono opaca anche la luce del sole agli occhi dei ‘semplici’ o dei ‘semplificatori’ (che non intravedono prospettive, opportunità e rischi secondari) e dei ‘lenti’ o dei ‘pensatori’ (che non partecipano in tempo reale al ‘processo di cambiamento’, cioè qualsiasi attività finalizzata ad uno scopo).

Questa nozione ebbe una certa diffusione con il Governo Monti ed il suo tentativo di convincere i partiti ad avere una ‘spending review’: fu allora che scoprimmo che la ‘trasparenza’ non è creare una sala dove discutere dei ‘panni’ stesi al sole man mano che arrivano, tutti ed indifferenziatamente, bensì programmare modi e tempi con cui i ‘panni’ distinti per colore e taglia vengono esposti.

Dunque, quando si parla di ‘trasparenza’, si parla di amministrazioni che tutte ed entro i termini compilano i form on line richiesti dalle istituzioni finanziatrici o controllore e pubblicano quando dovuto all’utenza interessata.
Ma … possono farlo solo se sono al passo con la previsione /programmazione e con il rendiconto /risultato di spese, servizi, organigrammi, funzioni, risultati, economie eccetera.

Detto questo, è abbastanza chiaro dove siano le resistenze che hanno fatto cadere tutti gli economisti che in questi anni hanno tentato di intervenire: Amato, Dini, Prodi, Tremonti, Bassanini, Padoa Sforza, Monti e Draghi , ma c’è dell’altro.

Facciamo conto che il Parlamento approvi in soli 12 mesi le riforme profonde che servono ad amministrare nel III Millennio una comunità di 60 milioni di persone: parliamo della Funzione Pubblica, della formazione degli Atti digitali, del sistema di revisione dei Bilanci e … dell’interesse nazionale superiore anche nel caso dei servizi in competenza a Comuni e Regioni.

A seguire, vanno emanati i regolamenti attuativi di competenza di una 40ina tra ministeri e regioni, cioè mezzo migliaio di direzioni generali e relative contrattazioni sindacali.
Ed arrivati al tal punto, cioè dopo forse altri 12 mesi o forse di più, ha inizio il tutto, ma solo dopo l’acquisizione dei dati che servono per quantificare /distribuire le risorse … e sono trascorsi altri 6 mesi, forse dodici.

Arrivati al quarto anno di legislatura (ma potrebbe essere anche già trascorso il quinto …) la programmazione e la ‘trasparenza’ iniziano a procedere nella direzione voluta dal Parlamento 3-5-8 anni prima, ma a condizione … che sia rieletta la stessa identica coalizione che aveva legiferato e stanziato.
Altrimenti, si cambia tot o tutto, che intanto passano altri 3-5-8 anni, … sempre che non ci si fermi per qualche ripensamento.

Dunque, è già molto ambizioso sperare di riformare in 5 anni la formazione degli Atti digitali, il sistema di revisione dei Bilanci e soprattutto riportare all’interesse nazionale i servizi in competenza a Comuni e Regioni. La Funzione Pubblica e la Spending Review?
… toccherà ad un altro governo l’arduo compito di contrattare con i sindacati un radicale cambiamento nel settore pubblico, introducendo – ad esempio – dei tempi di lavorazione uniformi e delle premialità aderenti ai risultati, cioè bonificando le carenze.

A.G.

Berlusconi is back: il Big Slam 2022

23 Lug

Chi ha meno di 50 anni può credere come fa la Sinistra che Berlusconi sia davvero la caricatura che raccontano in nostri media, ma questo sarebbe un errore fatale, come si sta dimostrando per l’ennesima volta.

Infatti, in questi giorni, Berlusconi ci ha ricordato quanto le sue fortune non siano dovute tanto al denaro e al potere (arrivati ‘dopo’) quanto alle competenze e all’esperienza (già notevoli a 30 anni).

Andando ad oggi, quando un Governo cade restano ‘in append’ tanti provvedimenti e questo è fisiologico, dato che solitamente si va al voto, perchè tutti vogliono troppo e non ce n’è abbastanza.

Infatti, sappiamo tutti che Draghi è stato attaccato per evitare le riforme delle concessioni pubbliche, delle autonomie regionali, del reddito di cittadinanza e dello ius soli.

Ma sul piatto sono rimasti anche l’adeguamento delle pensioni minime,  la semplificazione fiscale, il processo breve, la riforestazione, i termovalorizzatori e i rigassificatori.

E non se ne parla perchè dovremmo constatare che Berlusconi, in un colpo solo, ha fermato:
– sia le norme invise alla Destra ed ai potentati locali;
– sia le iniziative ‘care’ a Giuseppe Conte ed al Campo Largo di Letta;
– sia gli interventi indispensabili per il 2023 che comunque vanno fatti.

Dopo di che, sempre in un solo colpo, Berlusconi va a promettere proprio le due norme urgenti, più importanti e già abbastanza condivise, cioè che sono già arrivate al Consiglio dei Ministri ed hanno già almeno delle previsioni di conti: pensioni minime e riforestazione.

Per la riforestazione gli stanziamenti competevano già al Governo Conte bis (M5S + PD + LEU) e, dunque, non sarà un problema, ma dove prendere le risorse per aggiornare le ‘pensioni minime’?
Dal Reddito di Cittadinanza … visto che per piantare 1.000.000 alberi servono tante braccia.

E il PNRR?
Beh … a proposito di quel che serve per la RESILIENZA non c’è solo lo status quo assistenziale del 5xmille o la lobby dei concessionari o quella dei sussidiati a remare contro.
In termini strutturali, ci sono innanzitutto PD + M5S + LEU ad essere contrari a rigassificatori, termovalorizzatori, sistema previdenziale misto mutuale, trasferimenti alle Regioni, riforma dell’associazionismo sociale, riforma del sistema di istruzione e formazione professionale eccetera … non la Destra.

Mai sottovalutare le qualità di Berlusconi, specialmente se non se ne condividono le opinioni.

Demata

Draghi raccontato da Tito Livo, 2.500 anni fa

21 Lug

La vicenda di Mario Draghi sembra una replica quasi identica di quella avvenuta 2.500 anni fa a Roma e raccontata da Tito Livo.

Tutti, infatti, sanno che la ‘repubblica’ nacque quando Roma si ‘affrancò’ dei re etruschi. Ma uscire dalla confederazione etrusco-latina era un disastro finanziario e commerciale: perché i romani vollero questo?

Andando a sfogliare Tito Livio, è facile scoprire perchè i romani si ribellarono a Tarquinio: la città era cresciuta tanto, ognuno aveva costruito come gli pareva e c’era da risistemare le fogne ‘pubbliche’, ma nessuno ne aveva voglia ed ogni familia proteggeva i suoi.

Quando Tarquinio decretò che i cives erano obbligati verso la salute pubblica e dunque dovevano contribuire o lavorare per rifare le fogne, fu rivolta.

‘Chi si crede di essere questo qui’ (… da cui il nickname di ‘superbo’): «noi insultati»

Dopo di che da un sistema di amministrazione federale (reggenti e consiglio cittadino), Roma passò all’autarchia inventando la Res Publica, la ‘cosa di tutti’, che in suonava come quel detto partenopeo “tutti uguali, tu fatichi e io magno”, come raccontò nei capitoli successivi Tito Livo.

Ovviamente, le fogne vennero rifatte anni dopo … con gli schiavi catturati nel saccheggio delle città limitrofe ex alleate, necessario innanzitutto a rimpinguare le finanze esauste. E così andò per qualche secolo.

Ma oggi gli schiavi sono vietati, c’è rimasto ben poco da saccheggiare ed è meglio essere amici di tutti.
Mica che per mascherare il Default “quelli lì” ci infilano in qualche guerra?

Demata

Più debiti? Più voti. Forse

13 Lug

Morale della favola: il Partito del “NO a Draghi” sta ottenendo un ulteriore indebitamento dell’Italia senza il Partito del “SI a Draghi” sia riuscito a convincere i Capibastone regionali a collaborare per attingere al PNRR.

Questo è il risultato, se Salvini indebolisce il Governo con la scusa dello Ius Scholae e della Cannabis, sperando di recuperare consensi a Destra.
Lo stesso accade, se Meloni esalta le III medie, che porta voti ma non soluzioni, dato che per attingere al PNRR e per risollevare l’Italia serve formazione tecnica superiore.

E figuriamoci poi se c’è Landini che sbraita contro le diseguaglianze e non chiede investimenti ma ancora più Debito pubblico, cioè quello che crea povertà.

Fino a Conte con i Cinque Stelle che lottano per la sopravvivenza, visto che sotto la sua leadership sono passati da oltre il 30% dei voti a meno del 10%, tenuto conto dell’esodo di Di Maio.

Ma questo è il risultato che arriva, se prima Zingaretti e poi Letta si illudono di avere un alleato nei Cinque Stelle, piuttosto che una mina vagante. E se il Centrodestra continua a raccattare il voto di protesta ma non quello ‘moderato’, cioè di governo. O, comunque, se le elezioni si vincono per opposta fazione anziché santa ragione.

I Media e i Social dovrebbero fare la differenza ed aiutarci a cooperare per il bene dell’Italia, ma … loro campano di pubblicità e lo share arriva da chi litiga, mica da chi ha qualcos’altro da fare.

Quanto ai Capibastone, cioè la scarsa voglia di cambiare per attingere al PNRR, non c’è nulla da fare.
Grazie del Partito del NO e pure quello del SI, ma anche grazie a Social e Media, le Regioni (certe regioni specialmente) sono inadempienti per Sanità, Diritto allo Studio e Infrastrutture, rigettando le proprie incapacità progettuali /gestionali sui ‘tagli’ attuati dai Governi.

Meglio i debiti, se portano consenso o no?

Demata

Elezioni comunali 2022: il Centrosinistra non c’è più?

13 Giu

La debacle del Centrosinistra sembra essere certificata già dagli Exit Polls, che mostrano divari evidenti in tutte i maggiori comuni.

Se il voto delle comunali nelle aree metropolitane (Roma, Torino, Napoli, Milano) era stato condizionato dai NoVaX + Forza Nuova a favore del conglomerato PD+M5S+CGIL+Onlus, l’Italia di provincia va a votare in un clima completamente diverso, cioè ben consapevole dei danni causati dal Governo Conte-Zingaretti.

L’Italia di provincia, quella che produce anche per chi in città non lavora e chiede sussidi, quella che aspetta sveglia che i figli tornino dalla movida che alimenta il business delle città, quella che vuole vivere nel decoro e senza tutto quel crimine – ben organizzato – che ormai degrada le città.

Un Italia che rabbrividisce ogni volta che il Centrosinistra spende la sua lacrimuccia per il diseredato di turno, per sostenere … l’associazione o l’ente che – poi – se ne prenderà più o meno cura.

L’Italia degli italiani che ben hanno compreso il rischio di restar tagliati fuori dal Digital Divide e temono che per l’ennesima volta si spenda e spanda per ‘progetti’ senza lasciare infrastrutture, visto cosa hanno già combinato nelle città metropolitane, creando un esercito di poveri e di gaudenti.

A.G.

Società di massa e disturbi della personalità

10 Dic

(tempo di lettura 3-5 minuti)

Il Disturbo Anancastico di personalità è una patologia classificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con il codice ICD-10 F60.5.

Ne soffre in modo più o meno grave chi ha una personalità caratterizzata da

  1. eccessive coscienziosità e preoccupazione per i dettagli,
  2. ostinazione, rigidità e intransigenza,
  3. perfezionismo, tendenza al controllo.

Il Disturbo Anancastico può essere sottovalutato, perchè spesso il sintomi non raggiungono l’intensità propria del disturbo ossessivo-compulsivo (codice ICD-10 F42) e/o si sovrappongono a quelli ansioso-depressivi lievi (ICD-10 F40-48).

A differenza del disturbo ossessivo-compulsivo e di quelli ansioso-depressivi lievi, il Disturbo Anancastico di personalità non ha una terapia farmacologica d’elezione.

L’obiettivo terapeutico dell’approccio psicodinamico ed interpersonale è quello di identificare e modificare gli schemi mal-adattivi infantili, ossia ricordi, emozioni e pensieri che regolano comportamenti ed emozioni, come la convinzione di dover evitare/respingere le ‘critiche’ degli altri, perché chi sbaglia deve essere severamente punito.

La guarigione arriva nel momento in cui la persona riesce ad:

  • a) accettare che il desiderio di ignorare i ‘cattivi sentimenti’ è destinato a fallire e che è necessario integrare la rabbia, l’avidità e la dipendenza piuttosto che ripudiarli,
  • b) individuare la connessione tra prime esperienze infantili e i problemi attuali, con l’obiettivo di sviluppare compassione ed empatia per se stessi da bambini,
  • c) raggiungere un certo grado di equilibrio per avere la capacità di tollerare dei compromessi e di essere in grado di sbagliare senza disapprovarsi.

Un fenomeno sociopsicologico è il manifestarsi degli stessi sintomi in più di una persona e non è affatto qualcosa di raro. Ad esempio, si è verificato su vasta scala in tanti casi di ‘isteria di massa’ , di perdita del senso di ‘responsabilità individuale’, dello “spostamento verso il rischio”.

Ad oggi, il Disturbo Anancastico di personalità non è riconosciuto dalla Medicina anche come un fenomeno sociopsicologico e resta un male per la salute individuale.
Ma anche l’isteria (es. streghe di Salem), l’inerzia (es. sotto il Nazismo) e la polarizzazione (es. durante la Guerra Fredda) non furono inizialmente riconosciuti come dei fenomeni sociopsicologici patologici ed ancora oggi non sempre sono riconosciuti come tali, pur avendo dirette ricadute sul consenso politico e sull’insicurezza sociale.

Dopo gli ‘odiatori’ (haters), certi negazionismi sono un nuovo fenomeno sociopsicologico?

Demata

Covid: il 30-40 per cento della popolazione è a rischio?

9 Nov

fonti: Bild Live News Moody’s

Stanotte, in Germania, il ministro federale della Sanità Jens Spahn ha annunciato che se si va per definizione, il 30-40 per cento della popolazione è a rischio per il Covid.
Abbiamo 23 milioni di tedeschi sopra i 60 anni”, ha dichiarato il politico della CDU su “Bild live”. “Siamo un paese prospero che soffre delle malattie della civiltà: diabete, ipertensione, obesità. Tutti i fattori di rischio per questo virus, così come per molte malattie infettive.

Quando si dice ‘parlare chiaro’.
La Repubblica Federale tedesca è il paese più anziano del mondo dopo il Giappone e l’Italia.
Anche Portogallo, Francia, Grecia, Svezia, Finlandia, Olanda, Belgio rientrano tra i così detti paesi ‘super-aged’ (>20% della popolazione over65enne).

Una maggiore percentuale di persone anziane significa – in teoria, se la Società è sana – meno persone che lavorano per saziare consumi effimeri e più persone che spendono per consumi in cure sanitarie e assistenza di vario tipo. Questo è il ‘segreto’ che ha tenuto Germania e Giappone al riparo da una situazione endemica come – viceversa – in Italia.

Nel 2014, Moody’s pubblicava il rapporto demografico “Population Aging Will Dampen Economic Growth over the Next Two Decades”, preannunciando questi numeri di oggi, il 2020.
Moody’s, sei anni fa, avvertiva che le  nazioni che stavano invecchiando di più dovevano investire maggiori quantità di denaro nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie, utili per rendere più produttivi i lavoratori e per evitare il trasferimento all’estero delle attività industriali.
Non solo l’innalzamento dell’età per andare in pensione e l’immigrazione di giovani da paesi economicamente più svantaggiati.

Dunque, a differenza della Germania, l’Italia non solo offre molto meno in termini di sanità ed assistenza a chi si ammala o diventa anziano, mentre rinvia l’accesso pensionistico ma non l’invecchiamento e le malattie.
L’Italia, finora, non ha sviluppato politiche per i giovani investendo nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie, come non ha sviluppato politiche per la famiglia e per i risparmiatori, preferendo sostenere il sistema dell’intrattenimento e dei consumi effimeri.

Non è un caso che governo, governatori e sindaci siano in difficoltà: sussidiare ed agevolare chi li ha votati, illudendosi che ‘tutto ritornerà come prima’, oppure ordinare ed intervenire, per ‘evitare che domani sia peggio di oggi’?

Demata