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La Lega e gli errori

22 Ago

salviniChi accusa Salvini di voler sfruttare i consensi elettorali si sbaglia: abbiamo votato solo un anno fa (2018) e la Lega si è attestata al (solito) 17%, con buone percentuali al Settentrione e poco o nulla da Roma in giù.
Consensi elettorali di che?

La verità è che hanno sbagliato gli spin doctors della Lega, confondendo i social con gli elettori e i sondaggi con i voti reali.

Riguardo i Social,  a parte la lotta contro le Fake News a livello mondiale, visto che servono a manipolare le elezioni, abbiamo tutti potuto notare che i moderatori di Facebook Italia hanno iniziato a dare corso alle segnalazioni per messaggi di odio, infamanti, violenti, non appena la Germania ha iniziato ad indignarsi per le urla degli Haters italiani contro Carola Rackete.
Ma non solo, da allora Facebook ha responsabilizzato gli Amministratori dei gruppi e delle pagine e adesso ci sono tasti appositi per segnalargli se cancellare messaggi e bandire persone.
Fine della storia, se persino il gruppo FB seimioffical del ministro degli Interni si becca una reprimenda.

C’è, poi, l’illusione dei sondaggi che diventano consensi i quali a loro volta diventano voti e seggi in Parlamento: è il tipico errore che commettono coloro che arrivano alla Politica dal Marketing.
Illusione, miraggio, se parliamo delle Elezioni Europee 2019 alle quali in Italia hanno votato 26.783.732 persone, mentre erano 32.840.055 gli elettori che hanno votato per la Camera dei deputati 2019 e sarebbero 46.604.925 di aventi diritto (estero escluso, dati 2018).

In altre parole, pochi mesi fa è solo accaduto che l’elettorato di Forza Italia sia migrato (per assenza di personaggi e proposte) alla Lega, la quale ha captato forse un milione di elettori dei Cinque Stelle, ma nulla di più: tanti erano i voti  per il Centrodestra nel 2018 e più o meno tanti sono rimasti nel 2019 (12 milioni circa).

Il ‘dato’ delle ultime elezioni (e dei sondaggi che le hanno seguite) racconta solo due ‘certezze’: il Partito Democratico appare stabilmente sotto la soglia del 20% e tale sembra essere il consenso ‘reale’ per i Cinque Stelle, dopo l’esaltazione della crescita fulminea.

Ma da questo ce ne vuole a prospettare di prendere … i pieni poteri con il solito 17% circa della Lega, grazie all’aver ridotto il numero dei parlamentari e solo approfittando delle divisioni interne altrui con l’elettorato che si astiene.

Ovviamente, in molti ci stiamo chiedendo perchè la Lega non ha pensato a governare approvando la Flat Tax, riformando le Pensioni, andando in UE a farsi valere e negoziando l’Autonomia differenziata … invece che accanirsi con le Ong e i migranti e correndo dietro a tutti i tweet manco fosse un’agenzia stampa.

L’unica certezza è che quelle della Lega erano tutte promesse al vento.
Chi l’ha visto “superare la Fornero”, “buon senso in Europa”, “meno tasse più investimenti”, “più autonomia alle Regioni” eccetera?

Demata

Chi vota l’Uomo della Crisi?

20 Ago

Il Premier Conte ha riconsegnato il mandato al Presidente Mattarella accusando Salvini di aver affossato le riforme e di essere poco adeguato come uomo delle istituzioni.

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Aggiungiamo che l’attacco della Lega a Giuseppe Conte lascia gli italiani con la spada di Damocle dell’Iva maggiorata del 2% con conseguenze davvero epocali sull’economia e i servizi pubblici dell’Italia.

Dunque, il problema immediato di noi tutti NON si risolve con il Diktat di Matteo Salvini nel votare prima la riduzione del numero di parlamentari, poi andare a votare e poi ancora formare un governo in quattro e quattr’otto per approvare una Finanziaria 2020 da lacrime e sangue tutta da scrivere.

Infatti, in Italia, il voto si può tenere tra 60 e 70 giorni dopo lo scioglimento del Parlamento e alla data del voto devono passare non più di 20 giorni  per la convocazione della prima seduta delle Camere durante la quale si avvia l’iter per l’elezione dei due presidenti e solo dopo iniziano le consultazioni da parte del presidente della Repubblica per formare il nuovo governo.

In altre parole, domenica 27 ottobre è la data più probabile per tenere eventuali nuove elezioni, se le Camere saranno sciolte già a fine agosto, e nel caso migliore avremmo un governo non prima della metà di novembre, il quale nel giro di un mese dovrà risolvere un problema da 23 miliardi di euro.

Simpatizzanti o meno di un partito che ognuno sia, nessun cittadino informato (cioè attento al proprio portafogli) può credere il Parlamento possa votare la Legge di Bilancio a camere sciolte o – peggio – mentre si svolgono le elezioni, nè che decisioni così importanti e potenzialmente dannose siano prese senza un vero dibattito, nè da un governo tecnico nè da un premier con ‘pieni poteri’.

Dopo di che ognuno – ricordandosi delle tasse e dei servizi, con una mano ben ferma sul portafogli – tragga le proprie conclusioni dagli annunci e dalle smentite che si accumuleranno come accade ormai da troppi anni.

Servono Pace e Buon Senso per sperare in una Legge di Bilancio equa ed equilibrata.

Demata

Le accuse di Giuseppe Conte a Matteo Salvini

20 Ago

salvini

Giuseppe Conte: “Il governo finisce qui, mi dimetto. Salvini ha compromesso interessi nazionali per i suoi. Su piazze e poteri una concezione che preoccupa’

“Amici della Lega, per preparare e giustificare la scelta di far ritorno alle urne elettorali, avete tentato, maldestramente, di accreditare l’idea di un “governo dei no” e del “non fare”.

Pur di battere questa fatua grancassa mediatica avete macchiato quattordici mesi di intensa attività di governo.

In questo modo avete offeso non solo il mio impegno personale, ma anche la costante dedizione dei vostri stessi Ministri e Sottosegretari, che mi hanno affiancato sino all’ultimo giorno nelle attività di governo. In questo modo avete offeso la verità dei fatti.

Avete oscurato le misure per rafforzare la sicurezza che i cittadini attendevano da tempo; le norme anticorruzione, il protocollo di azione per la “terra dei fuochi”, il codice rosso contro la violenza alle donne.

Avete oscurato tutte le varie misure adottate per accelerare e rilanciare gli investimenti: il decreto crescita, lo “sblocca cantieri”, il decreto semplificazioni, il decreto Genova, il piano “ProteggiItalia” contro il dissesto idrogeologico, le norme per sboccare i fondi per l’edilizia scolastica, per sbloccare gli avanzi di amministrazione dei comuni.

Avete calpestato le misure di protezione sociale che insieme abbiamo adottato: quota 100, decreto dignità, reddito di cittadinanza, rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche.

Avete offuscato la miriade di iniziative che sono valse a sbloccare opere ferme da anni: il Tap, il Terzo valico, le autostrade Asti-Cuneo e Ragusa-Catania, il quadrilatero Marche-Umbria, gli aeroporti di Crotone, Foggia e Reggio Calabria, il porto di Gioia Tauro; le varie misure di risoluzione delle crisi aziendali, per rilanciare il Sud, per tenere fuori la politica dalla sanità, per rafforzare la ricerca, per rendere più efficiente la pubblica amministrazione e per sbloccare le assunzioni nel pubblico impiego; ricordo che adesso disponiamo, finalmente, di un unico piano tariffario per le concessioni autostradali che ci consentirà di controllare più efficacemente gli effettivi investimenti ed eventuali aumenti dei pedaggi.

Avete cancellato i vari provvedimenti con cui abbiamo avviato la riforma fiscale e abbiamo investito nell’innovazione tecnologica.

Avete oscurato gli interventi di riforma della governance dello sport e i successi ottenuti con l’assegnazione a Milano-Cortina delle Olimpiadi invernali 2026 e delle Atp finals di tennis a Torino.

All’indomani della competizione europea, il Ministro dell’Interno e leader della Lega, forte del successo elettorale conseguito, ha posto in essere un’operazione di progressivo distacco dall’azione di governo, un’operazione che ha finito per distrarlo dai suoi stessi compiti istituzionali e che lo ha indotto alla costante ricerca di un pretesto che potesse giustificare la crisi di governo e il ritorno alle urne.

Questa decisione, tuttavia, ha compromesso il lavoro già avviato per la definizione della legge di bilancio, che avrebbe introdotto una più incisiva riforma fiscale, contenente quella che con formula semplificata viene definita flat tax, ma anche una riforma della giustizia tributaria e la necessaria riduzione del cuneo fiscale, misure di sostegno agli investimenti e all’export, un piano di rilancio per il Sud, vari interventi nel segno della spending review, un progetto articolato e compiuto di privatizzazioni.

Parimenti compromesso risulta l’ampio disegno riformatore affidato al Parlamento, dove sono in corso di esame vari disegni di legge di delega, che, una volta approvati, avrebbero consentito al Governo di adottare vari decreti legislativi contenenti codici di settore mirati a riordinare la legislazione e a semplificare la burocrazia in tutti i principali settori di attività.

Lo scioglimento anticipato delle Camere arresterebbe anche le riforme del codice di procedure civile e del codice di procedura penale, oltreché del CSM, pensate soprattutto per accelerare i tempi della giustizia e rendere così più competitivo il nostro Paese anche agli occhi degli investitori stranieri.

Caro Ministro dell’Interno, caro Matteo, promuovendo questa crisi di governo ti sei assunto una grande responsabilità di fronte al Paese.

Hai annunciato questa crisi chiedendo “pieni poteri” per governare il Paese e ancora di recente ti ho sentito invocare le piazze a tuo sostegno. Questa tua concezione mi preoccupa. Innanzitutto, le crisi di governo, nel nostro ordinamento repubblicano, non si affrontano e regolano nelle piazze, ma nel Parlamento.
In secondo luogo, il principio dei pesi e contrappesi è assolutamente fondamentale perché sia garantito il necessario equilibrio al nostro sistema democratico e siano precluse derive autoritarie.

Caro Matteo ispiri la tua azione alle concezioni sovraniste.
Permettimi di richiamare il pensiero di un sovrano illuminato, Federico II di Svevia: “Quantunque la nostra maestà sia svincolata da ogni legge, non si leva tuttavia essa al di sopra del giudizio della ragione, che è la madre del diritto”: non abbiamo bisogno di uomini “con pieni poteri”, ma di persone che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità.

Se tu avessi mostrato cultura delle regole e sensibilità istituzionale, l’intera azione di governo ne avrebbe tratto giovamento.
Ci sono stati vari episodi e atteggiamenti che ti ho sempre fatto notare, riservatamente, ma a volte anche pubblicamente.

Ad esempio, quest’anno ho provato a partire anzitempo per elaborare una adeguata manovra economica: l’azione di governo se ne sarebbe avvantaggiata enormemente. Ti ho chiesto di indicarmi i delegati della Lega a sedere ai vari tavoli governativi: mi hai fatto attendere due mesi, invano, prima di indicarmi i nomi.
Se avessi accettato di incontrare le parti sociali a Palazzo Chigi, insieme agli altri componenti del Governo, avremmo senz’altro accreditato, agli occhi del Paese, maggiore coesione della squadra di governo ed evitato che fosse compromessa l’efficacia dell’azione comune.
Se tu avessi accettato di andare al Senato per riferire sulla vicenda russa, una vicenda che oggettivamente merita di essere chiarita anche per i riflessi sul piano internazionale, avresti evitato al tuo Presidente del Consiglio di presentarsi al tuo posto, rifiutandoti, per giunta, di condividere con lui le informazioni di cui sei in possesso.

In coincidenza dei più importanti Consigli europei a cui ho preso parte, non sei riuscito a contenere la tua foga comunicativa e hai reso pubbliche dichiarazioni sui temi all’ordine del giorno, creando un controcanto politico che ha rischiato di generare confusione e certo non ha contribuito a rafforzare l’autorevolezza del nostro Paese.

In molteplici occasioni hai invaso le competenze degli altri Ministri, creando sovrapposizioni e interferenze che hanno finito per minare l’efficacia dell’azione. Hai criticato pubblicamente l’operato di singoli Ministri, incrinando la compattezza della squadra di governo, quando io stesso ti avevo pregato, all’indomani della competizione elettorale europea, di riferirmi direttamente e riservatamente nel caso avessi avuto osservazioni sulla composizione della squadra.

La cultura delle regole e il rispetto delle istituzioni certamente non si improvvisano. Ma sono qualità fondamentali per aspirare al ruolo di Ministro dell’Interno o di Presidente del Consiglio dei Ministri.
Chi ha compiti di responsabilità deve lavorare a soluzioni concrete e sostenibili, senza rincorrere o, addirittura, sollecitare le reazioni emotive dei cittadini.

Permettimi un’ultima osservazione, che, in verità, non ti ho mai riferito perché non riguarda specificamente i nostri compiti di governo.
Chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare, durante i comizi, di accostare agli slogan politici i simboli religiosi.
Questi comportamenti non hanno nulla a che vedere con il principio della “libertà di coscienza religiosa”.
Piuttosto, sono appaiono episodi di “incoscienza” religiosa, che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e, nello stesso tempo, di oscurare il principio di laicità, tratto fondamentale dello Stato moderno.”

Demata

I candidati alle elezioni ed i conti senza l’oste

27 Apr

Il movimento dei Rocker è stato l’avanguardia mediatica dei movimenti per i diritti civili, contro la povertà, per l’ambiente, contro l’ingiustizia e la disparità. Non sono solo canzonette, è l’anima del Secolo Breve.

Un movimento che ha alle spalle produzione industriale, denari, ricerca scientifica, marketers e comunicatori, come ha metodo, miti e soluzioni in abbondanza se si vuole parlare direttamente al cuore e alla pancia della gente delle cose che interessano alla gente.

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Un movimento culturale che ha influenzato tutta la seconda metà del Novecento e tutto lo sviluppo tecnologico in cui viviamo, che puntualmente trova ‘casa’ tra i comparti tecnici della middle e della worker class: quelli che fanno funzionare tutto e che sono molto scontenti di produrre solide realtà in cambio di redditi inferiori a quelli di chi vive di parole spesso labili come un tweet.

Insomma, iniziamo col dire che ad agosto scorso non solo diventa ‘operativa’ Greta Thunberg, figlia di “una di noi”, che vogliamo un Mondo paritario, tecnologico, ambientale, esplicito, efficace, dignitoso, non sessista, cioè molto diverso da quello che ci vuole tutti ‘uguali’, ben normati, clusterizzati, genderizzati, assolutamente non assertivi e, soprattutto, non autonomi.

Poco dopo, ad ottobre scorso, un centinaio di accademici e tanti altri sottoscrivevano il manifesto di Extinction Rebellion, un movimento di disobbedienza e attivismo civili per l’ambiente e la biodiversità, che riprende le modalità di protesta del Comitato dei 100 fondato da Bertrand Russel nel 1961 contro il terrore nucleare.
Cos’altro fare, se finora la Politica non è riuscita in null’altro che eludere la questione ambientale, … dato che non ci capisce nulla e – comunque – un pianeta Terra ‘abitabile’ non è un problema che si risolve con dibattiti televisivi e/o appalti truccati.

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Insomma, in una sola settimana si è registrato un bilancio record di quasi mille arresti per i flash mobs a Londra …  bloccando il traffico in alcune delle zone più trafficate in vari modi, tra cui incollarsi – letteralmente – ai vagoni della metro della stazione di Canary Wharf o alla recinzione dell’abitazione di Jeremy Corbyn, il leader dei Laburisti.
Le azioni del gruppo, come tutte quelle dei movimenti per i diritti civili, si contraddistinguono perché gli attivisti si fanno arrestare volontariamente, senza opporre resistenza,dato che, così facendo, la protesta … proseguirà in tribunale.

Una protesta tanto pacifica quanto ‘dura’, come già hanno constatato il sindaco di Londra e il primo ministro australiano.

extinction rebellion listen science not money

Ad ogni modo, dopo l’exploit di Greta e tra le proteste di Extinction Rebellion, si arriva alle Elezioni Europee e, un mese fa, da Berlino arrivano a sorpresa i tedeschi Rammstein con un videoclip (Deutschland) dal messaggio ‘chiaro e forte’: 40 milioni di visite in un mese ed un seguito enorme in tutto il mondo ‘occidentale’, Russia, Messico e Giappone inclusi.

Infine, ieri Banksy dipingeva un nuovo murale a Marble Arch nei pressi di Hyde Park, centro nevralgico della protesta di Extinction Rebellion.

L’opera di Banski raffigura un bambino/a con in mano il simbolo del movimento, a terra una pianta che germoglia, e la scritta “Da questo momento in poi finisce la disperazione e iniziano le tattiche”.

Il problema? 
Oggi come 50 anni fa, non sono pochi coloro che hanno una discreta cultura tecnico-scientifica e che hanno la responsabilità di far funzionare produzione ed infrastrutture.
Cosa accade se non solo loro, ma anche i loro figli, si ritrovano sempre più spesso con il Mondo di Sopra che – come apre bocca – da segno di saperne poco o nulla dei problemi, dei metodi o delle soluzioni?

Dopo il report del Climate Change, arriva quello del McKinsey Global Institute: “Dodici tecnologie emergenti – tra cui Internet mobile, veicoli autonomi e genomica avanzata – hanno il potenziale per rimodellare veramente il mondo in cui viviamo e lavoriamo. I leader sia del governo sia delle imprese devono non solo sapere cosa è all’orizzonte, ma anche iniziare a prepararsi per il suo impatto.”

Chissà quanti ricordano gli Anni ’70 non solo per la Crisi del petrolio e le varie Austerity che ci furono, ma anche per quelli che credevano di poter ridurre la Politica ad una filiera di quarantenni designati, le Infrastrutture ad un sistema di mazzette e la Sicurezza a discoteche e manganelli … che tanto al resto ci pensava l’elettronica e l’Italia è a vocazione rurale e turistica …
Proprio quelli che si ritrovarono con i ragazzini in piazza e l’Europa in fiamme … per finire ‘rottamati’ trent’anni dopo dai loro stessi (ex) bamboccioni e per ritrovarsi ad invecchiare in un mondo  ‘tecnologicamente alieno’.

Quale specie organizzata può permettersi almeno due generazioni inadeguate di seguito al Potere, mentre il mondo va a rotoli, senza rischiare l’estinzione?

“Wer hoch steigt, der wird tief fallen” – da Deutschland, Rammstein – 2019 (Chi raggiunge le vette, ricadrà in abissi profondi)

Qualcuno la chiamava Nemesi.

Demata

La debacle italiana in Libia

16 Apr

General_HaftarDa secoli la stabilità della attuale Libia è essenziale per gli interessi italiani, che si tratti di romani o di bizantini, di impero o di comuni.

Dunque, sarebbe dovuto accadere che i nostri Governanti affrontassero seriamente la questione libica almeno dal febbraio del 2014, quando Haftar apparve in televisione per annunciare che il Governo libico era stato sospeso.
Invece, piuttosto che dar segno di una volontà diplomatica, finanziaria e militare italiana, i nostri Governi e i nostri Partiti hanno badato solo ai flussi migratori, prima come fonte di finanziamento della corruttela nostrana e poi negando loro persino il soccorso in mare, mentre oggi ci  limitiamo ad un flebile appello al ‘cessate il fuoco’. 
Tutto qui.

Adesso, però, l’Italia dovrebbe innanzitutto comprendere e dibattere di una guerra e dei suoi rifugiati alle frontiere come di un nuovo equilibrio nel Mediterraneo da cui noi (ci) siamo esclusi.

Infatti,  l’Italia dei Governi Renzi e Conte aveva puntato su Fayez al-Sarraj, forse ritenuto un ‘candidato’ affidabile  essendo un ingegnere gestionale specializzato in appalti ed opere pubbliche …  ma decisamente improbabile, perchè era stato pressochè imposto dall’ONU nel 2015 ed era riuscito ad insediarsi a Tripoli solo nel marzo 2016, dopo essere sopravvissuto a due attentati.

Dunque, ci sarà anche da raccogliere i cocci degli accordi internazionali italiani con la Libia, visto che sono i francesi e i sauditi a fare da sponsor del generale libico Haftar con l’Egitto suo alleato, dove Al Sissi dal 2014 è anche un nobile saudita (Cavaliere dell’Ordine del Re Abd al-Aziz) ed, infatti,  ha aderito all’intervento militare arabo contro i ribelli Huthi nello Yemen.

Cosa succede in Libia?

Iniziamo col dire che ci sono due eserciti che si fronteggiano: i combattenti di Haftar (LNA)  sono militari addestrati e attrezzati tanto quanto i governativi (GNA) di al-Sarraj. Smettiamo di chiamarli ‘milizie’.

Tripoli ormai è sotto assedio: non vi sono vie di fuga verso la Tunisia o verso il deserto ancora controllate dai governativi (GNA) che resistono a sud nel settore di Gharyan, con pesanti combattimenti ad Al-Hira, mentre lo sfondamento dei militari (LNA) è riuscito con la presa dell’aereoporto internazionale “Ben Gashir” e dal 15 aprile si combatte nella periferia della capitale, ad Ain Zarah.

Dunque, i governativi (GNA) sembrano intenzionati ad asserragliarsi a Misurata, da dove negoziare una resa, abbandonando Tripoli allo stesso destino di Aleppo in Siria con ISIS già pronta a speculare sulla situazione, mentre gran parte dei siti petroliferi e degli oleodotti-gasdotti è controllata da Haftar e mentre in Tunisia hanno già i loro problemi con i Jihadisti e l’ultima cosa di cui hanno bisogno sono i profughi libici.

Insomma, come scrive Linkiesta, “se Haftar vincerà, e vincerà prima o poi, l’Egitto e la Francia avranno insediato un Gheddafi 2, faranno man bassa delle risorse petrolifere della Libia, avranno un interesse comune nello spazio del Mediterraneo mentre le petromonarchie del Golfo Persico, già in ottime relazioni con il presidente egiziano Al Sisi, avranno in Haftar un uomo di fiducia“.

Dunque, riepilogando, l’Italia per un lungo futuro dovrà pagare:

  1. la superficialità del Governo Renzi nellappoggio a Fayez al-Sarraj e nella gestione dei migranti caduti nelle mani di  vere e proprie organizzazioni criminali
  2. il pressing anti-egiziano a Cinque Stelle iniziato nel 2016, che ha compromesso i rapporti tra Italia ed Egitto, raffreddando l’interesse per importanti commesse petrolifere e non solo
  3. le strilla della Lega contro i migranti, che probabilmente hanno convinto tutto il Nord Africa che l’Italia li ‘usa’ per ottenere favori dall’Unione Europea tenendo i propri ‘porti chiusi’
  4. l’azione del Governo Conte, che sembra esclusivamente interessato al cessate il fuoco ed al ripristino a Tripoli di un regime noto per gli orrori dei suoi “centri di detenzione” come quello di al-Sarraj.

Due domande di rito:

  1. Tripoli con il suo hinterland raggiunge il milione e mezzo di abitanti: una parte morirà, un’altra sopravviverà, un’altra ancora scapperà: dove pensiamo di metterli, se le frontiere con la Tunisia sono già sovraesposte? Tutti a Lampedusa?
  2. l’Italia destina ogni anno circa  25 miliardi di euro per spese militari e l’export bellico si aggira intorno ai 10 miliardi, cioè è una potenza militare: come mai ci ritroviamo inermi con questo caos alle frontiere e Bengasi che diventerà una sorta di Kuwait City a totale beneficio di francesi ed egiziani? Di chi sono le responsabilità politiche di questa debacle epocale?

Una volta per cose simili cadevano governi e crollavano carriere politiche, oggi ci sono i ‘rottamatori’ a comandare, ma non sarà possibile rinviare tutto a dopo le elezioni europee, se i fatti incalzano con navi e aerei militari di almeno 5-6 nazioni che sono operativi a pochi chilometri dalle nostre coste, mentre noi stiamo a guardare.

A proposito di fatti, mentre la marina militare egiziana acquistava dalla Francia due portaelicotteri classe Mistral (Gamal Abdel-Naser e Tahya Misr) e non si sa quant’altro veniva fornito dai francesi ad Egitto e Cirenaica, l’export italiano verso gli egiziani in due anni è crollato di oltre il 10% del totale, mentre è in crescita per oltre mezzo miliardo quello egiziano verso di noi (+ 37%), specialmente nel settore petrolchimico e dei prodotti della metallurgia, una volta vanto dell’Italia che lavora.

Demata

 

Non sono solo canzonette: perchè l’Ucraina ci considera una potenziale minaccia?

16 Mar

Tre giorni faceva notizia che Albano Carrisi (in arte Al Bano) è stato inserito dal Ministero della Cultura ucraino nell’elenco di coloro considerati una minaccia per la sicurezza nazionale.

Pressocchè immediato l’orrore generale del Popolo Italiano, con Al Bano che al Corriere della Sera tentava a caldo di alleggerire «Io terrorista? Piuttosto terronista …» e Loredana Lecciso sul settimanale Spy in edicola aggiungeva: «Non pensavo di avere un pericoloso terrorista o una spia in casa, è riuscito a passare inosservato», per la gioia dei lettori di rotocalchi.

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Propaganda filorussa a Donetsk (foto da sakeritalia.it)

 

Eppure, non è una novità: il 10 dicembre 2018 era accaduto a Placido Michele di ritrovarsi nell’elenco di coloro considerati una minaccia per la sicurezza nazionale, cioè non ‘terroristi’, che è cosa ridicola, bensì come ‘testimonial filorussi’, che da che guerra è guerra è un problema di ‘propaganda del nemico’ …

L’allarme ucraino fu eccessivo, quando l’attore e regista italiano dichiarava che Putin “in politica estera è il numero uno in Europa, ed è più genuino rispetto alla Merkel e ai francesi: è il leader più capace, ha una statura internazionale straordinaria, può darsi che questo momento richieda persone con un pò più di coraggio, di chiarezza, capaci di assumersi delle responsabilità di fronte alla storia. Credo che uno come Putin sia più utile all’Europa di quanto possiamo pensare”?

Difficile stabilirlo, ma certamente era una notizia eclatante il suo inserimento in un elenco che costituisce una sorta di messa al bando (restrizioni nelle autorizzazioni alla diffusione radiotelevisiva e a spettacoli, come nella distribuzione cinematografica) di tutte le opere a cui l’artista ha partecipato, cioè nel caso di Michele Placido di 150 tra film e serie tv tra cui quelle molto popolari di La Piovra, Romanzo Criminale e Suburra.

Insomma, un fatto rilevante a cui i media italiani non hanno dato particolare risalto, nel caso di Michele Placido. Più o meno come Albano Carrisi, intervistato il 2 gennaio 2018 in qualità di ” star nell’Europa dell’Est” e non come judoka, alla domanda “È sempre un putiniano?confermava che: «Lo sostengo da tempi non sospetti. È un grande. Ha un senso religioso della vita. Ha il pugno di ferro e non ci vedo nulla di male. Ormai lo usano molti, a partire da Trump ma anche da noi».

Putin “utile all’Europa“, pugno di ferro “anche da noi” … essendo l’Ucraina proprio tra la Russia e l’Europa con una secessione belligerante che dura da anni … è evidente che questo genere di dichiarazioni da parte di “star italiane nell’Europa dell’Est” creino qualche problema di … potenziale ‘propaganda filorussa’.

Quanto a Cutugno Salvatore, in arte Toto, finito nella lista degli indesiderati, iniziamo col dire che ha un seguito eccezionale proprio in Ucraina, dove pochi anni fa è stato eletto addirittura ‘Uomo dell’anno’.
Possiamo immaginare la reazione di alcuni ucraini quando più recentemente Toto Cutugno,  intervistato dall’Ansa, aveva dichiarato: “Ho tanti ricordi  con il Coro dell’Esercito Russo, il piu’ bello risale a quando li ho invitati al Festival di Sanremo nel 2013, in occasione del Premio alla carriera. Avevamo altri progetti insieme” ed oggi conferma che “la Rai non voleva, una cosa che invece rimarrà nella storia del Festival di Sanremo …  abbiamo pagato tutto noi, utilizzando il nostro cachet e anche di più per far venire quei quaranta soldati che erano una meraviglia. Rappresentavano la musica popolare russa: cantammo sì L’italiano ma anche un loro pezzo tradizionale”.

Dunque, l’Ucraina teme che i secessionisti ucraini usino come ‘propaganda’ l’adesione filorussa o le simpatie putiniane di alcuni nostri artisti: da quelle parti c’è una guerra, cioè una situazione dove il ‘morale’ è essenziale e le canzoni ispirano i cuori, come noto a chi si intende di cose belliche.
A partire dal timore che i loro concerti diventino un momento di aggregazione dei ‘nemici’ dello stato ucraino … come precisato durante i Mondiali di Calcio in Russia, allorchè ebbe inizio la messa al bando di artisti russi filosecessionisti.

Ricordiamo che sono al bando del Ministero della Cultura ucraino  anche il famoso attore Gerard Depardieu, come  Fred Durst cofondatore e frontman dei Limp Bizkit, per le vicende legate alle loro richieste di passaporto russo …  e l’altrettanto famoso regista serbo Emir Kusturitza, che a margine di una intervista aveva dichiarato che “la riunificazione della Crimea con la Russia e’ giunta come risultato non di una guerra ma di un referendum, e ha rappresentato un “processo naturale e organico”. Kusturica al tempo stesso aveva invitato la popolazione della Crimea a sviluppare la penisola come parte della Grande Russia”.

Per il governo ucraino è essenziale evitare che Putin venga sempre più percepito come un leader ecumenico, cioè acclamato da personaggi famosi.

Dunque, se Michele Placido, Albano Carrisi e Toto Cutugno finiscono sulla lista di coloro considerati una minaccia per la sicurezza nazionale per gli aperti apprezzamenti al presidente Putin od alla Russia, è possibile che l’Ucraina stia inviando un ‘messaggio’  alla Politica e all’Informazione italiane che simpatizzano per … il ‘nemico’?

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Strelkov – Miliziani filorussi

Ad esempio, possiamo immaginare la reazione in Ucraina (e dei suoi alleati) il 10 Gennaio 2017, quando durante la trasmissione di Dimartedì (La7), Marco Travaglio precisava che “non riesco a capire questo continuo elogio di Putin in bocca a molti esponenti del M5S e sul blog di Grillo” e Luigi Di Maio rispondevaabbiamo solo un problema: da quando abbiamo messo le sanzioni alla Russia abbiamo perso 5 miliardi di business per le nostre piccole e medie imprese. Se le sanzioni alla Russia danneggiano le nostre imprese, quelle sanzioni vanno tolte.

Riguardo Matteo Salvini, sono anni che le cronache italiane riportano delle sue simpatie e delle relazioni della Lega con la Russia di Putin, come anche delle contestazioni che ormai riceve anche all’estero per questo motivo. Anche nel suo caso – ad esempio -andrebbe compreso quali furono, il l’8 ottobre 2018 ad esempio, le reazioni dell’alleato ucraino … quando il ministro degli Interni italiano dichiarava che “il presidente russo Vladimir Putin è attualmente al governo e ritengo sia uno dei leader più lucidi e concreti da ammirare”.

Quanto al nostro Governo, di sicuro l’Ucraina (ed i suoi alleati) non avranno esultato il 24 ottobre 2018, quando Il Giornale titolava “Conte da Putin. ‘Via le sanzioni’: firmati 13 accordi commercialie La Repubblica precisava che “l’esito dell’incontro tra il presidente del Consiglio e Vladimir Putin conferma il feeling tra il governo italiano e quello russo (un rapporto visto con assai poco entusiasmo a Washington)” e sottolineava l’invito del Premier Conte a Putin: “mi auguro che lei possa venire in Italia al più presto, manca da troppo tempo: non vorrei che il popolo italiano pensasse che lei non gli presta attenzione”.

Ma chi sono gli alleati dell’Ucraina?
Il 6 dicembre 2018, il Pentagono ha annunciato un volo straordinario sotto l’Open Skies Treaty, precisando che “le tempistiche di questo volo hanno lo scopo di riaffermare l’impegno degli Stati Uniti nei confronti dell’Ucraina e di altre nazioni partner”.
Il ‘volo straordinario’ avveniva dopo l’escalation causate al passaggio di navi ucraine nello stretto di Kerch con i marinai ucraini sono ancora in stato di fermo ed il successivo annuncio russo di integrare l’area nel territorio nazionale con il dislocamento in Crimea una ulteriore batteria di missili terra-aria  S-400, quasi impossibili da localizzare ed in grado di intercettare praticamente qualsiasi cosa. 

Il Trattato per i Cieli Aperti (Open Skies Treaty) consente il pattugliamento aereo disarmato da parte di paesi sovrani o alleati, al fine di raccogliere informazioni riguardo forze ed attività militari.

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Battaglione Azov filoucraino

Il comunicato confermava la partecipazione di personale militare canadese, francese, tedesco, rumeno e britannico. 
Il Governo Conte, infatti, questa estate non ha riconfermato le  missioni di Air Policing della Nato in difesa dello spazio aereo degli alleati orientali, che coinvolgevano il 36° Stormo di Goia del Colle ed  il 4° Stormo di Grosseto. Nè l’Operazione Baltic Eagle in Estonia, nè la Bulgarian Horse sul Mar Nero.
Intanto, il 20 luglio, il Pentagono annunciava lo stanziamento di 200 milioni di dollari all’Ucraina, per potenziare le comunicazioni, la mobilità militare, la visione notturna e le cure mediche militari.

Arriveranno altri “confetti” dall’Ucraina? Probabile, almeno fin quando i nostri media non inizieranno a raccontare tutta la vicenda, invece di ridurla ad una sorta di post-sequel di Sanremo … mentre sullo sfondo la vera ‘questione internazionale’ è quella di un possibile aggiramento italiano delle sanzioni alla Russia con la sigla di ben 13 accordi commerciali e, soprattutto, quella di un suo possibile ‘ingresso nella finanza pubblica italiana’ in posizione progressivamente dominante, se Putin, il 24 ottobre scorso, confermava a Conte che “non ci sono remore di carattere politico sull’acquisto dei titoli di stato italiani dal fondo sovrano russo“.

Intanto, in Donbass ci sono anche le brigate internazionali come nella Guerra civile spagnola, Kiev li ha inquadrati nel Battaglione Azov dove sono segnalati svedesi, spagnoli e americani, mentre con i “novorussi” sono stati intervistati spagnoli, francesi, serbi ed italiani.

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foto da Sputnik Italia

Non sono solo canzonette.

Demata

Tempesta emotiva e grave turbamento: cosa sono?

7 Mar

La concessione di ampie attenuanti all’omicida di Olga Mateo perchè “in preda a tempesta emotiva” arriva proprio mentre si esclude la punibilità per chi agisce «in stato di grave turbamento derivante da una situazione di pericolo».

In altre parole, se un coniuge “in preda a tempesta emotiva”  minaccia l’altro creando una “una situazione di pericolo”, questi potrebbe ucciderlo impunemente, se “in stato di grave turbamento”?

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Ma tutto questo che fondamento scientifico ha?

La definizione generalmente accettata è che “il raptus è un impulso improvviso di forte intensità che porta un soggetto a episodi di parossismo, in genere violenti.”
Ma è un luogo comune che nell’ambito del diritto penale e della psichiatria forense la sola carenza di controllo degli impulsi può essere considerata condizione di momentanea incapacità di intendere e di volere e, quindi, attenuante nella commissione di reati.

In realtà, nella giurisprudenza italiana la parola “raptus” viene utilizzata raramente, forse solo per quanto riguarda il raptus epilettico, e nella giurisprudenza internazionale, il ‘raptus’ non è stato concesso neanche nel caso del campione paraolimpico Oscar Pistorius, nell’eventualità avesse agito offuscato dal forte carico neurotossico per la malattia rara di cui soffre.

Infatti, il raptus per essere tale (cioè comportare una parziale e/o momentanea incapacità di intendere) deve dare riscontro – a visita psichiatrica – di ben più gravi condizioni e diverse ‘espressioni’ del raptus stesso:
Reazione a corto circuito, cioè l’assassino è uno psicopatico disforico impulsivo, labile d’umore, asociale etc
– Acting out, cioè parliamo di disturbo borderline di personalità o di disturbo ossessivo compulsivo
– Raptus ansioso : cioè di crisi acute di angoscia in cui coincidono tutti e tre i fattori di turbamento emotivo intenso, emergenze impulsive, dismnesie o amnesie per l’episodio critico.

Trattandosi di condizioni cliniche, in ciascuno di questi casi non è affatto scontata la presenza (totale o parziale) di una incapacità di intendere e/o di volere ( art. 88 e 89 C.P. ) poiché ogni caso va valutato singolarmente.

In altre parole, per poter supporre una eventuale incapacità di cui agli art. 88 e 89 c.p. il gesto violento deve necessariamente essere correlato “ad una psicopatologia strutturata ed idonea ad inficiare tali capacità (quale ad es. schizofrenia, grave disturbo borderline, etc.).”

Sentirsi salire il sangue alla testa o tremare di paura NON inficiano la capacità di intendere e volere nè quella di valutare danni e conseguenze.
Adesso la parola andrà alla Cassazione, sia per le attenuanti concesse all’omicida di Olga Mateo sia per capire cosa significa “stato di grave turbamento” quando c’è un omicidio e … serviranno anni ed anni di sentenze.

Eppure, sta ad i nostri Parlamentari chiedersi cosa significa quello che vanno a legiferare.

Demata