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Aborto: cosa ne sarà della democrazia liberale in USA?

25 Giu

La sentenza Roe vs. Wade della Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1973 introdusse un’interpretazione della Costituzione degli Stati Uniti a protezione della libertà di una donna incinta di scegliere di abortire, come aveva sancito il Regno Unito con Abortion Act del 1967.
A seguire, anche i parlamenti di Francia e Italia riconobbero lo stesso diritto, con la Legge Veil nel 1975 e la Legge 184 nel 1978, ma in USA quel diritto rimase una sentenza, non una legge né un emendamento.

E da quella sentenza Roe vs. Wade in 50 anni sono accadute tante cose.

Innanzitutto, le donne hanno ottenuto la libertà sessuale, ma solo quella, e di conseguenza l’emancipazione è regredita in antagonismo: oggi i movimenti Occupy, Gender e BLM rivendicano una dimensione di diritti ‘divergent’ per realizzare delle comuniutà ‘apart’.

Dunque, da una ‘public opinion’ orientata alla protezione e all’accoglienza verso i movimenti di tutela dei diritti si è passati negli anni ad una percezione di qualcosa di molto più aggressivo e destabilizzante … a cui opporsi “in difesa della civiltà”.

Intanto, si era passati da quella che era una richiesta di tutela di una condizione ‘non scelta’ (donna, lgbt, black eccetera) all’idea di una mera ‘scelta’ di uno stile di vita, cioè … una cosa sulla quale uno Stato e una Community ha tutto il diritto di metter becco, come da leggi e sentenze più o meno favorevoli.

Riepilogando, a differenza dell’Europa e del resto del Mondo, in USA il diritto all’aborto restava una sentenza costituzionale, mentre si passava dalla tutela delle diversità all’affermazione di un orgoglio (pride), cioè ad un ‘suprematismo’ dei diversi rispetto ai ‘normali’, dipinti come meno creativi, coraggiosi, avvantaggiati, socievoli eccetera.

E, soprattutto, all’avanzata di certi diritti corrispondeva la perdita di altri diritti.
In altre parole, ebbe corso una diffusa repressione delle sette religiose, iniziata 2-3 anni già prima la sentenza Roe vs. Wade, quando The Family di Manson compì la strage di Bel Air.
E tutto andò avanti finchè non accaddero il massacro di Waco nel 1993 e il conseguente attentato di Oklahoma City del 1995.

Due eventi che rappresentano un vero e proprio crocevia della storia americana e mondiale: se Waco ha ricordato agli americani perchè lì c’è un diritto a portare armi, Oklahoma ha dimostrato al mondo intero il prototipo ‘ideale’ dell’attacco terroristico ‘fatto in casa’.

E – a parte la distruzione della sede FBI di Oklahoma e la scoperta dell’homeland terror – dopo soli sei anni si verificò l’11 settembre, cioè gli USA si ritrovarono una parte dell’Islam a combatterli per quei costumi, quei diritti e quelle contraddizioni: inevitabilmente la religione metteva piede nella stanza ovale della Casa Bianca di G.W. Bush, visto che … era una guerra di religione.

Religione – quella di ‘Bibbia e Moschetto’ – che avrebbe anche potuto ritornare nelle proprie sedi con la rielezione del presidente, ma così non fu, dato che Obama prevalse alle primarie su Hillary anche ‘grazie’ al voto delle chiese evangeliche battiste afroamericane.
E fu sempre Obama che da presidente in carica tenne alcune lezioni magistrali sulle Scritture.

Dunque, non prendiamocela con la Corte Suprema statunitense, che non ha fatto altro che scoprire che “il Re è nudo” e … l’ha lasciato ‘nudo’.

In USA, la campagna elettorale presidenziale si rafforza nelle chiese e quella politica spesso inizia nei tribunali. Cioè ‘in nome di Dio’ e ‘a furor di popolo’.

Ma, se a breve termine la Politica statunitense non produrrà una riforma costituzionale per l’aborto come per le armi o la fecondazione eccetera, non resterà altro che prendere atto che la maggioranza degli statunitensi non lo vuole e … che i media USA non rappresentano adeguatamente la società ‘liberale’ che promuovono.

E l’aborto? Prima del quarto mese di gravidanza solo le religioni cristiane lo considerano un omicidio da punire come reato.
Potremmo iniziare almeno ad accettare che l’aborto entro il 3 mese di gravidanza è una questione di diritti religiosi di tutti e che il divieto assoluto è solo frutto della fede cristiana, praticata o meno che sia?
Nulla di liberale nè cosmopolita.

A.G.

Troppe sconfitte al Maradona: mancano San Paolo e la ‘vera’ fede partenopea

12 Apr

Il 4 dicembre 2020, il Comune di Napoli ha voluto intitolare a Diego Armando Maradona, morto pochi giorni prima, lo stadio dedicato a San Paolo nel 1963. E, se fu un caso (un caso?) che la SSC Napoli ritornò in Serie A nel 1964 dopo aver intitolato lo stadio al santo, oggi c’è che la squadra … aveva totalizzato 15 risultati utili nelle prime 16 partite del campionato in corso, con 6 vittorie e un pareggio in casa, dove era invitta, e … che da quando San Paolo ‘non va più allo stadio’ in casa sono 5 le sconfitte e solo 2 le vittorie.

Dunque, considerato che è San Gennaro il protettore della città, non San Paolo, e che – caso mai – la fascia di vice-santo toccherebbe a Santa Barbara, la statistica impone di cercare il nesso che lega San Paolo alle vittorie del Napoli, almeno secondo la scaramanzia.

05/12/21Atalanta2 – 3
12/12/21Empoli0 – 1
22/12/22Spezia0 – 1
23/01/22Salernitana4 – 1
12/02/22Inter1 – 1
06/03/22Milan0 – 1
19/03/22Udinese2 – 1
10/04/22Fiorentina2 – 3

I Dioscuri erano gli sportivi per antonomasia tra gli dei dell’Olimpo: ambedue spartani, marinai e argonauti, Castore era domatore di cavalli mentre Polluce si distingueva ottimamente nel pugilato. Preposti alla ‘cazzimma’, per i Romani che non avevano la dea Nike i Dioscuri erano anche i protettori della Vittoria, fin dal 495 a.C. nella battaglia del Lago Regillo.

E il nesso, come detto, c’è: San Paolo è direttamente collegato al culto spartano dei Dioscuri, cioè alle stesse origini della città e, collocata nel ‘ventre di Napoli’, c’è – in piazza San Gaetano a pochi passi dalla statua del Nilo – la basilica di San Paolo Maggiore, una basilica monumentale eretta sulle vestigia di una chiesa costruita alle spalle del cortile del tempio dei Dioscuri tra l’VIII e il IX secolo.

In questo tempio continuava la venerazione popolare per i Dioscuri Castore e Polluce, il cui culto risale agli albori dell’Europa, con omologhi tra i popoli scandinavi e sassoni. Le sue fondazioni risalgono al V secolo a. C. , quando la città si espanse dall’odierno Quartiere San Ferdinando alle colline dell’attuale Quartiere Porto, prendendo il nome di Neapolis.

Mille anni dopo, nel V secolo papa Gelasio I attestò la presenza di un culto di Castore e Polluce che la gente non voleva abbandonare e che – durante i secoli successivi – la Chiesa riuscì a sostituire con coppie di santi cristiani, come Pietro e Paolo. A destra la facciata del tempio nel 1688, quando venne distrutta da un terremoto.

Dunque, per chi ha una fede, c’è che senza San Paolo lo stadio ha perso anche la protezione dei Dioscuri, cioè il famoso spirito di resilienza partenopeo, la ‘cazzimma’.

L’infausta decisione fu presa dal sindaco De Magistris – tifoso dell’Inter – a pochi giorni dalle elezioni e con Maradona – purtroppo – su tutte le prime pagine.
Una scelta frettolosa seguendo il mood del momento per un uomo amato da tutti, ma anche un evasore fiscale (condonato) in Italia dal 1985 al 1990, che non ha voluto riconoscere il proprio figlio per quasi 30 anni, accusato più volte di violenza sulle donne, più e più volte riabilitato dalla cocaina.

Eppure, il Comune di Napoli volle che fosse “il suo tempio, lo stadio oggi San Paolo”, ma Diego non era un santo e neanche un dio o un nume protettore. Ma se Maradona è un mito e non affatto un esempio, adesso c’è Gaetano Manfredi, un ottimo ingegnere, che avrà notato il nesso ‘statistico’ tra resilienza dello stadio e la sua intitolazione e che come accademico ben sa che Napoli è un po’ come il Tibet: senza i suoi culti e le sue credenze non sarebbe quello che è.

Ridateci il San Paolo.

E, se c’è rispetto per Diego, facciamo in modo che vadano avanti il monumento da posizionare a Fuorigrotta, la riqualificazione dei campetti di calcio nelle periferie cittadine, l’intitolazione di via Emanuele De Deo (quella dei murales), le concessioni alla SSCN per il museo (di Maradona e della squadra) e tutte le belle cose raccontate ai tifosi e alla cittadinanza solo pochi mesi fa.

Demata

Ucraina: anche il Papa è contro gli “interessi di parte”, ma quali?

25 Gen

Le ‘pretese’ di USA, UK e Russia per l’Ucraina potrebbero riportare la guerra in Europa, che a sua volta non ci sta, mentre dai media arrivano notizie confuse.
Ad esempio, possiamo leggere che la Russia ha ‘invaso’ la Crimea nel 2014 [link], anche se è da sempre russa, fu letteralmente ‘regalata’ all’Ucraina dal dittatore comunista Kruscev nel 1954, è comunque repubblica autonoma dal 1995 e, soprattutto, ha svolto un referendum chiedendo l’annessione alla Russia. Insomma, è la stessa Crimea russa della Guerra di Crimea del 1853 contro … la Russia … a cui partecipò anche il ‘nostro’ Regno di Sardegna.

Piuttosto, cosa ne è della Difesa Europea che tanti vogliono, che da troppo attende e di cui i media parlavano fino a poco tempo fa per le crisi libiche e siriane?

Ma poco sappiamo di cosa chiedono i vari ‘attori’.
Ed ecco, di cosa si tratta.

Ucraina

Nel 2019 il presidente della Repubblica Volodymyr Zelens’kyj ha potuto sciogliere il Parlamento per ottenere, tramite elezioni, una maggioranza a lui favorevole [link]promettendo di raggiungere una crescita economica del 40% in 5 anni, ma il paese gli si è rivoltato contro per le sue politiche liberiste e adesso non sa che pesci prendere.

Nel frattempo, Mykola Zlochevsky, il plutocrate a capo della Burisma Holdings, è latitante con reiterate accuse di essersi appropriato dei giacimenti di gas naturale ucraini a favore della ‘sua’ Burisma Holdings, quando era ministro delle Risorse Naturali e poi dell’Energia. E, se nel Cda della Burisma c’era il figlio di Joe Biden [link], oggi troviamo noti faccendieri, agenti CIA e, persino, un ex presidente della repubblica.

A sua volta, il popolo ucraino è disorientato, dato che persino il Senato statunitense ha sollevato accuse che  i ‘loro’ Democratici fossero collusi con i poteri forti ucraini per interferire nelle elezioni del 2016, dopo le intercettazioni che dimostravano le stesse interferenze (affare Nuland) nella ‘rivoluzione arancione’ del 2014.

L’Ucraina, inoltre, ha notevolmente incrementato i propri effettivi militari e ben oltre il 10% della popolazione dipende da questa ‘economia di guerra’, se l’esercito ucraino di terra vanta oltre 170.000 militari a cui vanno ad aggiungersi la Guardia Nazionale con i suoi 50.000 uomini, ed altri 10.000 miliziani stranieri del Battaglione Azov. Queste forze ucraine sono in gran parte dislocate non a difesa di Kiev o negli Oblast contesi, ma a ridosso dei confini dell’Unione Europea. [link]
Anche la forza aerea è consistente con le sue circa 300 unità, i droni turchi Bayraktar TB2 (inviati da Ankara per accordo bilaterale, non tramite la NATO), che sono già stati utilizzati contro postazioni separatiste. La difesa contraerea è stata recentemente dotata di missili Javelin statunitensi. [link]

Russia

Il dispiegamento di forze russe è ‘paritetico’ alla crescita dell’esercito ucraino e il fattore di ‘stress’ sarebbe (secondo gli americani) nella distanza più o meno maggiore dal confine ucraino. [link]
In realtà, i sistemi semoventi Bastion [link ] armati con missili ipersonici P-800 Oniks e missili da crociera stealth subsonici Kh-101 [link] che possono raggiungere bersagli a diverse centinaia e migliaia di chilometri.

Le ‘ragioni’ della Russia riguardano tre territori storicamente russi, prima che il dittatore comunista Kruscev non li donasse all’Ucraina nel 1954: la Repubblica di Crimea, la provincia moscovita di Kharkiv e gli Oblast di Luhansk e Donetsk.

Nello specifico, per la Russia è essenziale la protezione del Mar d’Azov, dove a Rostov ha base la storica Flotta del Mar Nero con pregresse infrastrutture difensive che si estendono in Crimea e negli Oblast ucraini. Quanto a Kharkiv, va ricordato che è l’industria aereonautica Antonov, acquisita brevetti russi e chiavi in mano dallo stato ucraino, è ora in via di privatizzazione dopo essere stata rinnovata a carico dei contribuenti … europei e statunitensi tramite aiuti allo sviluppo.

Inoltre, la Russia reclama ben altre ingerenze degli Stati Uniti in Ucraina, dal complotto che ha portato alla ‘rivoluzione arancione’ del 2014 a quello che ha condizionato le elezioni del 2016 fino alla semi-autocrazia dell’attuale presidente insediatosi nel 2019.

La Russia, infine, ha ben chiaro che l’Unione Europea ha una propria sovranità militare, specialmente dopo le vicende siriane e afgane: è prevedibile che possa vedere come una minaccia le forze non europee (statunitensi e britanniche) dislocate ai suoi confini o poco lontano da essi, cioè pretende non solo che l’Ucraina resti fuori dalla Nato, ma anche il ritiro delle truppe anglo-statunitensi Nato dalla Romania e dalla Bulgaria. 

Unione Europea

L’UE dovrebbe essere la ‘regina’ dei negoziati ucraini, dato che vanta una tradizione di dialogo con la Russia, non ha interesse che le risorse naturali e industriali ucraine cadano in mano ad oligarchi ed – almeno sulla carta – ha un proprio dispositivo di supporto e difesa militari, oltre a truppe di provata affidabilità come quelle francesi e italiane.

Purtroppo, la politica internazionale Dem non prevede questo: nel febbraio 2014, furono rese note [link] le intercettazioni tra l’ambasciatore statunitense in Ucraina e  la sua incaricata per gli affari militari in Europa Victoria Nuland, mentre stava fomentando la ‘rivoluzione arancione’, che dice a chiare lettere “fuck the EU”, per impedire all’Unione europea la ricerca di una soluzione alla crisi ucraina [link].

Ed è dell’altro ieri “l’umiliazione” anglosassone nel dover spostare in Ucraina dai paesi baltici i propri asset dato che gli europei non ci stanno a mettere eserciti e logistica, mentre il presidente Biden invoca le portaerei nel Mar Nero, ma si sente rispondere dal presidente turco Erdogan (che controlla Bosforo e Dardanelli) di essere disponibile ad un incontro con Putin a Mosca.

Quel che è certo che è l’Europa che si è estesa ad est a partire dall’accordo di associazione [link] del 16 dicembre 1991 (in vigore dal 1° febbraio 1994) tra l’Unione e la Polonia, mentre fu ammessa nella Nato più di sette anni dopo, il 12 marzo 1999. Non viceversa.

Difesa Europea e Nato possono coesistere - Limes

Stati Uniti

Come in Afganistan o in Siria e Somalia, anche in Ucraina gli USA (e con loro oggi la Gran Bretagna) e sono molto lontani dalle loro coste, mentre sull’Ucraina si abbattono le stesse disgrazie economico-finanziarie che hanno vessato l’America Latina. E – dopo Brexit e dopo il patto militare Aukus – arriva una eventuale guerra ‘per procura’ che avverrebbe alle porte dell’Unione Europea, con relativi profughi, danni ambientali, speculatori e milizie più o meno mafiose.

Ma nessuno andrebbe a tre o quattro rioni di distanza a dire come tenere i giardinetti o dove porre le fermate dei bus o cosa vendere nei supermercati eccetera, salvo che … non abbia da vendere o comprare qualcosa.

Infatti, le partecipazioni anglosassoni di alto livello nella Burisma Holdings suonano come ‘conflitto di interessi’ e, scorrendo articoli e approfondimenti, le motivazioni dei Dem statunitensi e del presidente Biden non sono affatto chiare:

  • insistono con la richiesta di garanzie ‘democratiche’, ma sono proprio loro a ricevere accuse di interessi politici e finanziari a partire almeno dal 2014
  • non vogliono dei negoziati multilaterali con un’Unione Europea protagonista ed è passato alla storia il veto posto nel 2014 dalla negoziatrice statunitense (“Fuck the EU!”)
  • non considerano una soluzione che avalli l’autonomia di regioni e province o protettorati, come è normale in Europa, ma … non in Irlanda, Galles, Portorico, Scozia, Panama, Haiti eccetera
  • hanno vistosi interessi sia nel gas ucraino sia nella produzione low cost di aeroplani, ma anche nella destabilizzazione del dialogo UE-Russia … con corrispettivo blocco del gasdotto North Stream ed altro ancora
  • non hanno assolutamente interesse che la capacità produttiva europea vada ad espandersi verso est, generando occupazione, ricchezza, sviluppo e … concorrenza.

E, ad un anno dall’insediamento di Biden, i Dem USA non hanno colto risultati e l’economia statunitense ‘rallenta’, mentre l’Unione Europa da giugno – con alle spalle la pandemia e ad elezioni presidenziali ‘fresche’ in Italia e Francia – ha tutti i crismi per ripartire alla grande.
Cosa meglio di un conflitto di trincea ai confini con milioni di profughi ucraini da ricollocare a casa nostra e con sanzioni antirusse che ci mettono in mani altrui per l’energia e i minerali?

E’ un’ipotesi maliziosa, certamente, ma spiega il silenzio dei vertici italiani, francesi e tedeschi.
Ma, domenica scorsa, al termine dell’Angelus, anche Papa Francesco ha raccomandato ai fedeli (tra cui Joe Biden, cattolico) che in Ucraina: “ogni azione e iniziativa politica sia al servizio della fratellanza umana, più che di interessi di parte”. Più chiaro di così?

Quello che è certo è che anche i diretti interessati tacciono, salvo qualche prudentissimo intervento del presidente Zelensky: perchè gli ucraini dovrebbero preferire di ritrovarsi tra pochi mesi peggio che in Iraq, mentre … le ‘previdenti’ Polonia, Ungheria e Slovacchia costruiscono muri e reticolati già da tempo.

Demata

Capodanno, la festa della Luce e i suoi nomi nel mondo

30 Dic

(tempo di lettura 7-10 minuti)

Perché a Capodanno in tutto il mondo si sparano fuochi d’artificio, anche quando la data non coincide con quella cattolica / romana, anzi non cade neanche in inverno? E’ una antica e avvincente storia per quella che è una festa antica come il genere umano.

Il Capodanno è una festività istituita nel 46 prima di Cristo da Gaio Giulio Cesare, quando era dittatore della Repubblica romana, per onorare Giano patrono del mese Januarius e dio degli inizi, materiali e immateriali.
Il così detto Calendario Giuliano fu elaborato dall’astronomo egizio Sosigene di Alessandria, che ebbe la geniale intuizione di istituire gli anni bisestili (bis sexto die) per compensare la durata dell’anno solare che supera di qualche minuto i 365 giorni effettivi.

Nei secoli il suo uso si estese a tutti i Paesi d’Europa e d’America, man mano che venivano cristianizzati o conquistati dagli europei, e nel 1582 sotto papa Gregorio XIII è stato definitivamente corretto nella sua forma attuale con lo scopo di renderlo ‘esatto’.

Firenze

L’inverno era chiamato dagli europei geimhredh o skammdegi (trad. giorni brevi) mentre l’estate era detta samradh o nóttleysi (trad. senza notte) ed ambedue avevano una festa di inizio, Samhain o Vetrablót (trad. primo sacrificio d’inverno) in ottobre e Beltane o Hǫkunótt (trad. prima notte di Yule) a maggio. Ambedue le ricorrenze sono rimaste fortemente radicate nel sincretismo cristiano e nelle culture occidentale e ispanica, col nome di Halloween o Día de Muertos a metà del ‘nostro’ autunno e di Valpurga o Los Mayos a metà della ‘nostra’ primavera.

Questa suddivisione e i relativi festeggiamenti li ritroviamo anche nell’India, colonizzata dagli Arya europei molto prima di Cristo, dove ancora oggi si festeggia a metà novembre il Diwali, il festival della Luce. Ed anche in Giappone, grazie alle tradizioni Jomon e poi Ainu, c’era un anno di dodici mesi e un capodanno festeggiato nel passaggio dall’ultimo (Shiwasu) al primo (Mutsuki).

L’affermazione mondiale del Calendario Giuliano e poi Gregoriano è dovuta al fatto che la scansione del tempo per cicli lunari rispondeva solo a credenze affermatesi durante il Neolitico nell’area Indo-iranica, ma non rispondeva nè alle tempisitiche (stagionali) della transumanza e dell’agricoltura nè a quelle basate la misurazione del tempo del ciclo Terra-Sole (annuali), essenziali per la sopravvivenza nell’emisfero nord e per le migrazioni.

Infatti, il calendario ebraico, infine, prevede tre diversi capodanni e, nel nostro caso, quello religioso è il Rosh haShana, che cade generalmente nel mese di settembre, come l’Enkutatash, il Capodanno etiopico.
Questo perchè l’anno lunare è circa 11 giorni più breve dell’anno solare del calendario gregoriano e questo comporta notevoli complessità a partire dalla non coincidenza delle data tra un anno e l’altro.

Ma parliamo di tradizioni spirituali che hanno radici nella Preistoria, come il ‘capodanno cristiano’ che si festeggia ogni Santo Natale, ma più o meno alla data di quando nell’Impero Romano si festeggiavano Yule e Osiride.

Teheran

Le nazioni dell’Islam festeggiano il Capodanno al primo giorno del mese di Muharram, che può corrispondere a qualsiasi periodo dell’anno gregoriano, ma le nazioni turco-iraniche (Afghanistan, Iran e repubbliche centroasiatiche) festeggiano il Nowrūz, l’equinozio primaverile del 21 marzo.

Ancora oggi gli orientali (Cina, Vietnam, Penisola coreana) festeggiano il Capodanno lunare (農曆新年, 农历新年, Nónglì Xīnnián) in corrispondenza del novilunio che cade tra il 21 gennaio e il 20 febbraio, mentre dalla Tailandia al Bengala vige il Songran o Pahela Baishakh, un capodanno solare ricorrente il 14 aprile.

Per la tradizione buddista (Theravāda) il capodanno è la festa del Visakha Pūjā (Vesak), plenilunio di maggio in cui si rievoca la nascita e l’illuminazione del Buddha Shakyamuni.

Ma … che si festeggi in un mese o con un nome diverso, c’è una costante che nei secoli e nei millenni accomuna gli uomini e le donne all’inizio di un nuovo anno: la Luce, quella particolare energia che Einstein scoprì convertirsi in materia, quando rallenta molto, la ‘madre’ del nostro universo.

Luce come quella dei fuochi d’artificio che tanto amiamo … a Capodanno ancora oggi. Capodanno, mille nomi e tante date, ma una sola festa da sempre

Demata

Il Natale è solo una festa cristiana?

22 Dic

(tempo di lettura 5 minuti)

Molti studi conclamano la teoria che la festa del Santo Natale cristiano tragga origine dalle celebrazioni celtiche e sassoni per il Solstizio d’inverno e dalle analoghe feste dei Saturnali latini, che si svolgevano dal 17 al 23 dicembre.

Nel calendario romano, infatti, il Dies Natalis Solis Invicti (21 dicembre) era la festa dedicata alla nascita del Sole, secondo il culto orientale di Mitra adottato dai legionari stanziati oltralpe, che venne introdotto a Roma da Eliogabalo (218-222 d.C.) e ufficializzato da Aureliano Augusto (273 d.C.).

A conferma di quanto, padri della Chiesa del calibro di Ireneo (130–202), Tertulliano (155–230) e Origene (185–254) non menzionano il Natale tra le feste cristiane.

Inoltre, è comprovato che le chiese protocristiane d’ Egitto mantennero fino al IV Secolo una parte del canone tradizionale della religione di Iside ed Osiride (Giovanni Cassiano, 360-435).
A riguardo, Clemente d’Alessandria riferisce di “cristiani” egiziani che calcolarono con metodi “astrologici” non solo l’anno, ma anche il giorno della nascita di Gesù, e che i Balisilidiani celebravano l’Epifania il 6 gennaio.

Osiride

In particolare, Epifanio, patriarca di Costantinopoli nel V Secolo, riferisce di una cerimonia gnostica, tenutasi in Alessandria d’Egitto ad Alessandria in cui, la notte tra il 5 e il 6 gennaio, un disco solare inquartato, ovvero una croce celtica, era portato in processione recitando come litania “Oggi a quest’ora Korê ha dato vita all’Eterno”.


Altri testi confermano che, ai tempi del Concilio di Nicea (325), ad Alessandria d’Egitto, si festeggiava un Dies Nativitatis et Epiphaniae, come anche, nel 433, Paolo di Emesa predica, sempre in Alessandria d’Egitto, che la celebrazione del Dies Natalis era nel mese di dicembre.
Va precisato, a tal proposito, che il Sokar Wesir (Festa dei Misteri di Osiride) era anticamente fissata ai primi di dicembre e che, nei 2.000 intercorsi dalla nascita dell’impero dei Faraoni, era traslata ai primi di gennaio per effetto della Precessione degli Equinozi.

Yule

E’, comunque, possibile che la data del 25 dicembre corrisponda a quella effettiva della nascita di Gesù, come riporta Ippolito di Roma, nel suo commento a Daniele, scritto verso il 204, e come tramandato dalle eresie donatiste che presero piede nel Maghreb (Louis Duchesne, Thomas Talley).
Infatti, secondo il Vangelo di Luca, San Giovanni Battista fu concepito sei mesi prima di Gesù e l’annuncio del suo concepimento fu dato al padre Zaccaria, appartenente alla classe sacerdotale di Abia, che era di turno negli uffizi del Tempio. Dai rotoli di Qumran si è potuto ricostruire che uno dei turni della classe di Abia corrispondeva all’ultima decade di dicembre. Ma, a dire il vero, l’altro turno cadeva in primavera …

Cristo

La prima indicazione ufficiale della data del 25 dicembre è nota e rintracciabile in una corrispondenza tra Cirillo di Gerusalemme (315-387)  e papa Giulio I, dove si chiede di stabilire la vera data della Natività in base ai documenti del censimento di Tito Augusto, conservati a Roma.

E’ singolare che tale data venga individuata “con certezza” dal Vaticano, a causa del fatto che il clero non voleva doppi festeggiamenti rispetto all’Impero d’Occidente ormai in mano ai barbari calati dal Baltico che festeggiavano la Natività a dicembre anzichè a gennaio, come da tradizione mediorientale / africana.

Non a caso, prima della riforma del calendario del 1582, il solstizio d’inverno cadeva il 13 dicembre (Santa Lucia) e la scelta della data del 25 dicembre era esattamente intermedia rispetto al 6 gennaio …

E’ possibile che il Santo Natale sia il capolavoro della grande opera di sincretismo multietnico che il clero romano mise in atto per diversi secoli, e che “abbia fuso in un’unica data” sia la Festa del Solstizio invernale (Alban Arthan per i Celti, Yule nella tradizione germanica), sia la rinascita di Osiride degli Egizi sia di Mitra e dei suoi eserciti?

Probabilmente, si.

Amaterasu

La festività esisteva anche prima e fuori dal Cristianesimo: nel Perù precolombiano gli Inca festeggiavano Inti Raymi, la festa del Sole nel solstizio d’inverno, in India si festeggiava a dicembre la tradizionale festa del Sole, Makar Sankranti, in Cina, il 22 dicembre, ricorre il Dōngzhì e nel Giappone prebuddista si festeggiava, sempre alla fine di dicembre, l’ancora oggi venerata Amaterasu, la dea del Sole.

L’Umanità ha bisogno di un giorno in cui ricordare quanto siamo piccini e sentirsi più buoni, se il Sole diventa più lontano e freddo nell’emisfero settentrionale del pianeta.

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Infatti, i popoli più vicini all’Equatore non hanno sviluppato calendari solari, ma lunari, e oggi non esistono ricorrenze invernali nella tradizione islamica, anche se i festeggiamenti natalizi cristiani sono spesso tollerati.

Abu Dhabi

Nel Corano (Sura Maryam, 21) si legge di Gesù come di “un segno per le genti e una misericordia da parte del Signore” e che “per ognuno di noi abbiamo assegnati una via e un percorso” (Sura Al-Ma’idah, 48), come anche è tradizione (hadith) che “ogni popolo ha la sua festa”. In sostanza non è permesso unirsi ai Cristiani nelle loro celebrazioni, perché “chiunque imita gli altri popoli, è uno di loro“, ma non di essere intolleranti, in quanto“Allah (sia Gloria a lui) non proibisce di essere buoni e giusti verso coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione …, poiché ama coloro che si comportano con equità” (Sura Al-Mumtahanah, 8).

demata

L’Emilia, il Fascismo Agrario e … Yogananda

11 Nov

Alla data del 31 dicembre 1919 i Fasci in Italia erano 31 con solo 870 iscritti; ebbe vita breve persino il primo fascio di combattimento ‘emiliano’ fondato da Dino Grandi a Bologna il 10 aprile 1919.
Ma a partire dal 1920, al culmine del Biennio Rosso, le occupazioni di terreni agricoli convinsero molti latifondisti liberali, principalmente in Emilia, nell’alta Toscana e nella bassa Lombardia, a negoziare la svendita cascine e fattorie a ex-mezzadri, fattori o piccoli coltivatori diretti socialisti.

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Fu questa la nuova categoria di proprietari terrieri, ben più decisa a difendere i propri beni dalle occupazioni rispetto ai precedenti latifondisti, alla quale Mussolini si rivolse per dare consistenza al movimento fascista, sposandone appieno le necessità.
Così, allarmati dalle occupazioni e dai disordini dei braccianti agricoli (diritto di sciopero, aumenti retributivi, suffragio universale, libertà associative e tassazione delle eredità patrimoniali), i nuovi appartenenti alla piccola borghesia agraria, artigiana o del commercio confluirono nel movimento guidato da Mussolini.
In pochi mesi si costituirono oltre 800 nuovi Fasci, con circa 250.000 iscritti, i quali diedero vita alle squadre d’azione, dette spregiativamente “squadracce”, che contrastarono le leghe rosse e bianche durante gli scioperi o le azioni di occupazione, accentuando il già diffuso clima di violenza politica.

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Il 21 novembre 1920, mentre era in atto l’insediamento della giunta comunale socialista a palazzo d’Accursio, alcune squadre fasciste compivano un attacco all’allora sede del comune di Bologna e nella ressa generale morivano dieci sostenitori socialisti e un consigliere comunale liberale, oltre al ferimento di altre 58 persone.
Prefetto e questore, consci da tempo dei piani fascisti, non si preoccuparono di evitare lo scontro. Allo stesso modo gli Organi di informazione che riuscirono a derubricare il massacro a comune fatto di cronaca.

Questo fatto è passato alla storia con il nome di “eccidio di palazzo d’Accursio” a Bologna e viene considerato come la data effettiva di nascita del Fascismo.

Un mese dopo, il 20 dicembre, al Castello Estense di Ferrara i fascisti manifestavano in commemorazione del liberale Giulio Giordani, quando furono esplosi numerosi colpi di arma da fuoco dalla terrazza, dalla loggia e dalla veranda dei locali della Deputazione Provinciale socialista, lasciando a terra quattro fascisti morti e una sessantina di feriti.

Secondo la questura l’eccidio risultò “preparato da molto tempo e con molta cura” da parte dei socialisti, come rappresaglia per i fatti bolognesi. Il corteo funebre che si svolse a Ferrara rese evidente a tutti il seguito del quale godevano i fascisti, dimostrato dalla partecipazione di migliaia di persone, senza incidenti.

La prova che i fascisti a Ferrara si attenevano agli ordini senza degenerare in scontri e devastazioni facilitò la definitiva affermazione del fascismo presso la corte reale e gli apparati di governo.

Intanto, vale la pena di ricordarlo, proprio nel 1920 a Boston di svolgeva il primo Congresso Internazionale dei Liberali Religiosi, dove Yogananda tenne il suo primo discorso in America.

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L’allora ministro della Guerra Ivanoe Bonomi, nel suo libro  “La politica italiana dopo Vittorio Veneto”, pubblicato postumo nel 1953, così sintetizza l’improvvisa ascesa del fascismo agrario emiliano: “D’improvviso, dopo la tragedia di Bologna, i ceti agrari si muovono, si adunano, si organizzano. Nei borghi della valle padana giovani ufficiali reduci di guerra chiamano a raccolta i loro amici e parenti agricoltori e dicono loro che bisogna difendersi contro quelli che incitano alle violenze violenze e al disordine, contro le correnti che vogliono instaurare la dittatura del proletariato“.

Chissà come sarebbe l’Italia se invece di inviare “guai ai ricchi” e esaltare i “beati poveri di spirito” si comprendesse ed insegnasse che “la libertà dell’uomo è definitiva ed immediata se così egli vuole; essa non dipende da vittorie esterne ma interne.” (Paramahansa Yogananda)

Demata

Innovatori del XX Secolo: Sister Rosetta Tharpe

27 Giu

Sister Rosetta Tharpe nacque in una piantagione di cotone, nell’Arkansas.

Nel 1921, sua madre si separò dal marito per diventare un’evangelista itinerante per la Church of God in Christ, un rito pentecostale cristiano, e Rosetta iniziò a esibirsi all’età di quattro anni, presentata come “Little Rosetta Nubin, canto e chitarra miracolati”.

Il 31 ottobre 1938, all’età di 23 anni, Tharpe registrò per la prima volta – per la Decca Records – sostenuta dalla “Lucky” Jazz Orchestra di Millinder con il quale aveva firmato un contratto di sette anni.

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I suoi dischi suscitarono un immediato clamore: molti fedeli furono sconvolti dalla miscela di testi evangelici e musica dal suono secolare, ma il pubblico laico li amava.

La sua tecnica di suonare la chitarra ha avuto una profonda influenza sullo sviluppo del rock-and-roll, inclusi artisti come Little Richard, Johnny Cash, Carl Perkins, Chuck Berry, Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Muddy Waters, Eric Clapton, Jeff Beck e Keith Richards.

Lei fu per tutta la vita una predicatrice, ma contrasse molti matrimoni (e divorzi). Vestiva con sobrietà, ma smanicato ed aderente.
Cantava quasi in estasi mistica gli inni alla bellezza del Creato, ma ‘ondeggiava’ con il bacino mentre lo faceva.
Una strana evoluzione per una Chiesa Pentecostale ancora oggi insegna la modestia nell’apparenza, la moderata partecipazione all’intrattenimento secolare e una vita di consacrazione allo Spirito Santo.

Ma Sister Rosetta Tharpe poteva: lei era il Gospel, che significa ‘parola di Dio’ in inglese.

Dunque, a lei siamo debitori non solo per un nuovo stile musicale o per i diritti civili estesi a tutti, ma anche per quanto ha contribuito all’emancipazione della donna nella società e nella religione. 

Sister Rosetta Tharpe è stata una tra i personaggi più influenti del XX Secolo.

Demata

Il Vaticano, gli immobili e il lusso

15 Mag

“Il Vaticano è uno dei più grandi proprietari immobiliari italiani, con un patrimonio di almeno 115mila unità che equivale al 20% dell’intero patrimonio immobiliare italiano. … Ed intorno a queste proprietà ruota un giro d’affari di oltre 4 miliardi di euro l’anno legato al turismo religioso, grazie all’impiego  di questi immobili come bed & breakfast ad esempio”.

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Di seguito l’elenco delle entità che fanno capo alla Santa Sede e le relative proprietà nel pieno centro di Roma (per l’articolo originale e i dettagli vai a Roma Today 28 marzo 2016)

  • Propaganda Fide = 957 beni tra terreni e immobili
  • Sacra Congregazione per l’evangelizzazione = 80 terreni e immobili
  • Vicariato di Roma = 191 beni tra terreni e immobili
  • Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica (Apsa) = 82 beni tra terreni e immobili
  • Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica della Città del Vaticano = 63 beni
  • Caritas Italiana = 79 immobili t
  • Almo Collegio Capranica = 22 immobili
  • Arciconfraternita venerabile Santissimo Sacramento San Pietro in Vaticano = 18 immobili
  • Ancelle francescane del Buon Pastore = 54 immobili
  • Arcipreture che “hanno centinaia di terreni”, ad esempio “180 quella di Mazzano Romano 180 (5 immobili); 128 quella di Magliano Romano; 48 quella di Affile”.

Aggiunge  “Qui Finanza” del 17 maggio 2016 che “ad occuparsi di questo impero” sono in particolare due istituti operativi: “Propaganda Fide e Apsa. Governerebbero appartamenti di lusso per circa 9 miliardi di euro di valore. Molte delle 957 case di proprietà (725 sono a Roma) verrebbero poi date in affitto, e a volte vendute, a prezzo agevolato, a nomi illustri”.

Qui Finanza afferma anche che

  • i 5.050 appartamenti dell’Apsa – Amministrazione patrimonio sede cattolica – sono “affittati a prezzo di mercato agli sconosciuti e a canone zero a chi ha servito la chiesa: giuristi, letterati, direttori sanitari. Sono 860 le locazioni gratuite. Innanzitutto, quelle per le case-reggia dei 41 cardinali di prima fila: tutti intorno a San Pietro”
  • vecchi monasteri, abbazie ed altri locali trasformati in hotel e bed and breakfast, con circa 200mila posti letto corrispondenti a 4,5 miliardi di valore di un crescente turismo religioso.

e precisa che (Qui Finanza 18 maggio 2018)

  • c’è “un piccolo esercito di trecento strutture, le cosiddette case per ferie, gestite da enti ecclesiastici. … Si tratta invece di alberghi veri e propri, con tutte le caratteristiche richieste dal turismo internazionale contemporaneo. Molti delle quali, per inciso, non pagano l’Imu, la Tasi e spesso neanche la tariffa rifiuti. Alcune di queste hanno accumulato debiti con l’amministrazione comunale per centinaia migliaia di euro: una residenza di Prati chiede 150 euro a notte per una camera doppia, ma vanta 105 mila euro di arretrati con il Comune”.

Non è così strano se la Santa Sede da secoli e secoli si sostiene con l’attività turistica.
E Papa Francesco ha già chiarito – a chi vuol sentire – che “i conventi servono per motivi religiosi. Se invece si trasformano in alberghi è giusto che paghino le tasse come tutti gli altri”. 

La domanda è perchè proprio l’elemosiniere del Pontefice, il cardinale Konrad Kajewski, ha infranto i sigilli apposti ai contatori di uno stabile i cui occupanti non avevano pagato da anni bollette della luce per circa trecentomila euro, mentre aveva ampie risorse per saldare “come tutti gli altri” quel credito maturato dagli occupanti verso Roma Capitale che la partecipa Acea al 51% , cioè verso i romani tutti. 

Demata

Sant’Antonio da Padova: un promemoria per gli elettori italiani

27 Gen

340px-antoniuspaduaSant’Antonio da Padova è ancora uomo dei nostri tempi, che ha utili insegnamenti da dare ai cristiani ed agli uomini di buona volontà. Fu un uomo che visse rapidamente e morì giovane e famoso a 35 anni, come tanti “eroi” moderni, venendo proclamato santo immediatamente, come tante ‘icone’ moderne.

Infatti, ancora ventenne, era già noto per la sua oratoria e il suo approccio umano (marketing, come diremmo oggi?), come riporta un cronista dell’epoca, il francese Giovanni Rigauldt: «gli uomini di lettere ammiravano in lui l’acutezza dell’ingegno e la bella eloquenza (…) Calibrava il suo dire a seconda delle persone, così che l’errante abbandonava la strada sbagliata, il peccatore si sentiva pentito e mutato, il buono era stimolato a migliorare, nessuno, insomma, si allontanava malcontento
E già a 30 anni, le sua capacità organizzative (project management, come diremmo oggi?) l’avevano reso ministro provinciale  dell’Ordine dei Francescani per l’Italia centro- settentrionale, dove – ieri come oggi – erano diffusi gli scontri tra i clan familiari dei ‘nuovi ricchi’, i potenti e i notabili  per il proprio tornaconto si disinteressavano delle popolazioni  che avrebbero avuto l’incarico di guidare e proteggere. “Cani muti“, come li chiamava il Santo.  

Un uomo dei nostri tempi, che ha ancora molto dai dire ai cristiani, specialmente riguardo i “cittadini”, le “istituzioni” ed le loro interrelazioni, cioè la Politica e l’Economia secondo la Morale cattolica.

«La natura ci genera poveri, nudi si viene al mondo, nudi si muore. È stata la malizia che ha creato la ricchezza e chi brama diventare ricco inciampa nella trappola tesa dal demonio.»

Dunque, un «Lago di miseria e di lurido fango è il mondo.
Il lago è una massa d’acqua che ristagna e non defluisce. Le acque corrotte del mondo sono superbia, lussuria, bramosia di denaro, e mai defluiscono, anzi di giorno in giorno s’accresce il loro livello.»

Infatti, «Quando prosperità mondane e piaceri ti arridono, non lasciarti incantare, non prenderne diletto; entrano in noi blandamente, ma quando li abbiamo dentro ci mordono come serpenti.»

«Razza maledetta, sono cresciuti forti e innumerevoli sulla terra, e hanno denti di leone. L’usuraio non rispetta né il Signore, né gli uomini; ha i denti sempre in moto, intento a rapinare, maciullare e inghiottire i beni dei poveri, degli orfani e delle vedove…

E guarda che mani osano fare elemosina, mani grondanti del sangue dei poveri.
Vi sono usurai che esercitano la loro professione di nascosto; altri apertamente, ma non in grande stile, onde sembrare misericordiosi; altri, infine, perfidi, disperati, lo sono apertissimamente e fanno il loro mestiere alla luce del sole.»

E voi, amministratori di uomini e risorse, «Abbiate in orrore il denaro, rovina principale della nostra professione e perfezione; sapendo di dover dare il buon esempio agli altri, non si permetta alcun abuso in fatto di denaro.

Siate uomini capaci di consolare gli afflitti, perché è l’ultimo rifugio dei tribolati, onde evitare che, venendo a mancare i rimedi per guarire, gli infermi non cadano nella disperazione.
Per piegare i protervi alla mansuetudine non si vergogni di umiliare e abbassare sé stesso rinunciando in parte al suo diritto.»

In Politica, come in ogni caso della vita, «La predica è efficace, ha una sua eloquenza, quando parlano le opere.
Purtroppo siamo ricchi di parole e vuoti di opere, e così siamo maledetti dal Signore, perché Egli maledisse il fico in cui non trovò frutti, ma solo foglie.»

Infatti, «Il grande pericolo del cristiano è predicare e non praticare, credere ma non vivere in accordo con ciò che si crede.

«In un’acqua torbida e mossa il viso di chi vi s’affaccia non viene rispecchiato.
Esci dal tumulto delle cose esteriori, sia tranquilla la tua anima. 
Se guarderai bene, potrai renderti conto di quanto grandi siano la tua dignità umana e il tuo valore…
In nessun altro luogo l’uomo può meglio rendersi conto di quanto egli valga, che guardandosi nello specchio della Croce.»

E sii attento ad affidare il tuo consenso, perchè «La verità genera odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio.
Se predicassero la verità, come verità stessa esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero nell’odio delle persone mondane, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti.
Ma siccome camminano secondo la mentalità dei mondani, temono di scandalizzarli, mentre non si deve mai venir meno alla verità, neppure a costo di scandalo.»

«Adesso ho da dire una parola a te … L’esempio della vita dev’essere l’arma di persuasione; getta la rete con successo solo chi vive secondo ciò che insegna.»

«La fede vera è accompagnata dalla carità.»

Parola di Antonio di Padova, detto “il Santo” (noto anche come “Antonio da Forlì” o António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231).

Le elezioni politiche e/o amministrative non sono alle porte, ogni cristiano ha tempo per riflettere e chiedersi se sia possibile – “guardandosi nello specchio della Croce” – scegliersi dei rappresentanti “ricchi di parole e vuoti di opere” e che “non vivono in accordo con ciò che dicono di credere“, vietando addirittura la carità verso gli indigenti, non vivendo secondo ciò che insegnano, lasciando dietro di se un mare di debiti.

Demata

Il segreto confessionale diventa illegale?

4 Lug

Da ottobre l’Australia iniziarà ad abolire l’esenzione dall’obbligo di denuncia finora accordata al segreto del confessionale, se i sacerdoti se non riferiranno informazioni su casi di abusi apprese in confessione.

Secondo il Diritto Canonico, come conferma ( Ary Waldir Ramos Díaz/Aleteia – Nov 14, 2014) ed il cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore del Vaticano, la legge di un Paese non può costringere un sacerdote a violare il segreto della confessione. Se la legge dice che il confessore deve denunciare una persona che è andata a confessare un delitto, è evidente che il sacerdote non lo può fare.”

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Il punto è che l’Australia pone la questione anche in termini di “intenzione a commettere un delitto” e non solo di delitto irrimediabilmente già avvenuto e segretamente confessato.

Così, con 600 sacerdoti in sommossa per la libertà di culto, padre Scott Armstrong, presidente dell’Australian Confraternity of Catholic Clergy, tiene a precisare che: “Ogni sacerdote degno del suo nome farebbe tutto il necessario per proteggere i bambini, un simile obbligo non sarebbe comunque di alcun aiuto per loro”

In effetti,  … se parliamo di quelli già violentati, denunciare equivale a riconoscere le loro sofferenze, tacere significa condannarli a vita. Se, poi, i bambini fossero quelli ‘adocchiati’ dal pedofilo, è evidente che l’unica salvezza per loro è nel segnalare il ‘peccatore’ alla polizia.

La legge degli Stati condanna anche la sola ‘intenzione peccaminosa’ quando si parla di pedofilia, ma la questione potrebbe essere estesa anche a peccati/crimini come l’omicidio, l’appropriazione di cose, lo stupro, la schiavitù.

Tutte le religioni mettono gli uomini nelle mani di un dio, ma sappiamo, però, che – a differenza di tutte le altre religioni –  la ‘intenzione peccaminosa’ e/o la sua abitualità sono un un concetto lontano alla Chiesa Cattolica, in termini di sacerdote che ha il dovere di prevenire/contrastare il ‘male’. 
Al Clero – secondo la Chiesa Cattolica – è sostanzialmente assegnato il compito di farsi intermediario tra gli Uomini e la divinità ed erogatore del perdono e della benevolenza.

Sappiamo che è esattamente quello che – all’incontrario – fu rivendicato da eresie, scismi e riforme varie, come sappiamo anche che la fine di Roma derivò dal Diritto Romano troppo permissivo per oziosi, avidi, perversi e corrotti.

Oggi il Mondo è severo con chi viene colto e non è “in bona fidae”,  ben più di quanto lo consenta la morale cattolica o il diritto di Roma.
Era molto tempo che se ne parlava.

Demata