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Covid bis: perchè l’Italia ritiene di essere pronta?

9 Lug

Oggi, Cittadinanza Attiva Lazio ha chiesto al governatore Zingaretti di “mettere sotto controllo tutta la filiera dell’accesso alle prestazioni sanitarie” e di “rendere effettivi e ripetuti nel tempo i monitoraggi, le verifiche e le ispezioni nei territori riguardo l’applicazione delle norme regionali, delle strutture accreditate, dei servizi sociosanitari.
Il tema del monitoraggio, della verifica è un dovere che spetta alle ASL in prima battuta e, in caso di inerzia, alla Regione Lazio. Nessuno si può tirare fuori da questo percorso di verifica.”

CONFERENZA SULLA MANOVRA FINANZIARIA DEL GOVERNO

Intanto, mancano una 60ina di giorni alla riapertura delle scuole italiane, da una 60ina di giorni dovevano essere ripartiti i servizi sanitati ‘ordinari’ e ci saranno le elezioni regionali a breve.
L’Italia sarà pronta?

Per saperlo, basta vedere cosa accade nelle altre nazioni e … leggere le ‘spiegazioni’ riportate in fondo.

L’ultimo bilancio dell’epidemia di covid-19 in Brasile parla di nuovi 1.223 morti e 4.4571 casi positivi in 24 ore. Bolsonaro – a peggiorare le cose – ha confermato il veto presidenziale alla legge per garantire l’accesso ai letti di terapia intensiva, ai prodotti per l’igiene, alla distribuzione di cibo anche per la popolazione indigena”.

Nello stato andino del Perù lunedì ci sono state 2.985 nuove infezioni e 183 morti. Più di due terzi della popolazione attiva sono impiegati nel settore informale, vale a dire l’economia sommersa. Quindi la gente è tornata a pulire le scarpe, a lavare le auto e ad andare dai venditori ambulanti troppo presto.
Lo stesso in Cile, Colombia e Cuba, dove  organizzazioni non governative di tutto il mondo stanno inviando aiuti .

Il Messico ha toccato un nuovo record di contagi giornalieri, con 6.995 nuovi casi di covid-19 nelle ultime 24 ore. Nei vicini USA balzo dei casi di coronavirus in Oklahoma,  che lunedì ha registrato 261 nuovi casi di coronavirus a Tulsa, la città dell’ dove Donald Trump ha tenuto un comizio lo scorso 20 giugno. “Negli ultimi due giorni abbiamo avuto quasi 500 casi e sappiamo che ci sono stati diversi grandi eventi poco più di due settimane fa”, afferma Bruce Dart, il direttore del Dipartimento della Salute.

L’India ha visto recentemente una serie di picchi record, aggiungendo decine di migliaia di casi ogni giorno. Ha registrato la maggior parte dei casi a giugno, a poche settimane dalla riapertura dopo un rigido blocco.  Il governo ha condotto un campione casuale di 26.000 indiani a maggio, dimostrando che lo 0,73% aveva il virus. Dato che i casi confermati in India sono raddoppiati ogni 20 giorni, ciò porterebbe il totale attuale tra 30 e 40 milioni.
Aumenta il bilancio anche in Bangladesh, dove, secondo i dati riportati dal Dhaka Tribune, sono stati registrati 3.307 nuovi casi di contagio, per un totale di 175.494 casi ufficiali dall’inizio della pandemia.

I Balcani non sono mai stati sullo schermo radar, ma la situazione sta peggiorando in paesi come la SerbiaDi recente sono state segnalate più di 300 nuove infezioni ogni giorno. La politica ha contribuito al rapido aumento, consentendo eventi di massa come partite di calcio con 15.000 spettatori a Belgrado. La politica incoerente del presidente serbo Aleksandar Vucic per combattere la pandemia ha scatenato disordini nel centro della capitale, Belgrado, per la seconda volta di seguito.

Nella Macedonia settentrionale , la situazione è grave da giugno. Nel piccolo paese con solo due milioni di abitanti, sono state segnalate tra le 80 e le 170 nuove infezioni al giorno. Tuttavia, le elezioni generali si terranno il 15 luglio. Anche nella vicina Bulgaria, il numero di nuove infezioni è salito alle stelle dall’inizio di giugno. Lo sviluppo è simile in Bosnia Erzegovina, Kosovo e Albania

La Turchia conta 1.024 contagi registrati nelle ultime 24 ore su 50.103 test effettuati.  In Croazia , il tasso di infezione giornaliero è aumentato rapidamente dal 25 giugno. La pandemia era precedentemente considerata contenuta. Le regioni turistiche dell’Istria e la costa dalmata sono molto meno colpite. La scorsa settimana, il numero di infezioni giornaliere era compreso tra 50 e 100. 

Lunedì scorso è stato il campanello d’allarme per Israele: 1057 nuove infezioni hanno scosso il paese con circa nove milioni di abitanti. Israele aveva reagito rapidamente all’inizio della pandemia e il processo era inizialmente mite. Dopo aver allentato a maggio, tuttavia, si è verificato un forte scoppio di infezioni. Il governo è ora severamente criticato per essere lassista.

L’Algeria registra altri 460 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, che portano a 17.804 il bilancio totale dei contagiati nel Paese nordafricano.  La Tunisia ha protratto il lock down fino alla settimana scorsa e registra un basso numero di contagi.

In Egitto, 1.025 nuovi casi di contagio, il governo sta cercando di reprimere con gli arresti le critiche dei medici e dei giornalisti che condannano la gestione della crisi sanitaria da parte del presidente Abdel Fattah al-Sisi. In Marocco, 242 nuovi casi ufficiali e il regno riaprirà le sue frontiere per via aerea e marittima solo a partire dal 15 luglio.

Intanto, nei paesi dove la prima ondata di Coronavirus sembrava estinta, ci si prepara alla seconda.

In Giappone, dove si erano limitati i danni all’esordio della pandemia, l’esecutivo “monitorerà attentamente lo stato delle infezioni a livello regionale” e il portavoce del governo giapponese, Yoshihide Suga ha confermato che nella sola Tokyo sono stati registrati 224 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, l’80% dei quali in pazienti sui 30 anni o di età più giovane.

La Corea del Sud ha riferito 38 nuovi casi collegati a riunioni nelle strutture religiose di Daejeon e Gwangju e   il governo ha deciso di mettere in atto regole restrittive di distanziamento sociale nelle chiese, in vigore da venerdì. 

Con uno dei blocchi più severi al mondo, il Sudafrica era riuscita a rallentare la diffusione della pandemia dalla fine di marzo. Ma a causa della pressione dell’economia, i coprifuoco sono stati parzialmente allentati all’inizio di giugno, nonostante il crescente numero di infezioni. Ma lunedì si sono contate 10.000 nuove infezioni in 24 ore.

La seconda città più grande dell’Australia , Melbourne, è di nuovo in un blocco di sei settimane a causa di un aumento delle infezioni. La capitale dello stato di Victoria, che conta circa cinque milioni di abitanti, ha riaperto l’economia dall’inizio di giugno. Martedì, le autorità sanitarie hanno confermato 191 nuove infezioni, uno dei più alti aumenti in un giorno in Australia. Anche se il coprifuoco colpisce l’area metropolitana di Melbourne, praticamente l’intero stato del Victoria è isolato dal resto del paese, poiché anche i confini dello stato sono chiusi a mezzanotte.

La Corea del Nord è uno dei pochi paesi che ha riferito di “nessun caso” di infezione da COVID-19 e il leader Kim Jong Un della scorsa settimana ha annunciato il “brillante successo” del governo nel gestire la pandemia, perchè ha chiuso i suoi confini alla fine di gennaio.
In realtà, “poiché la Corea del Nord ha sofferto di incessanti epidemie, le persone hanno costruito una immunità mentale. 
Non che siano immuni biologicamente, ma i continui anni di epidemie li hanno resi insensibili al timore.” 

E qualcosa di simile potrebbe essere accaduto in qualunque delle nazioni dove la Sanità è autoreferenziale e fine a se stessa.

L’Italia è pronta come lo fu Amleto?

Demata

Covid-19: docenti sotto controllo e poi?

8 Lug

Mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità inizia, finalmente, ad ammettere che il Covid-19 può trasmettersi per via aerea, il Governo Conte annuncia “controlli a tappeto su docenti e bidelli, a campione sugli studenti. In 15 giorni servono 2 milioni di test”.

E dire che a differenza dell’OMS, l’Istituto Superiore di Sanità italiana aveva fatto centro già mesi fa (Rapporto Covid 5/2020), indicando “alcune azioni e raccomandazioni generali da mettere in atto giornalmente nelle condizioni di emergenza associate all’epidemia virale SARS-CoV-2 per il mantenimento di una buona qualità dell’aria indoor negli ambienti di lavoro”:

  1. “Garantire un buon ricambio dell’aria in tutti gli ambienti dove sono presenti postazioni di lavoro e personale
  2. L’ingresso dell’aria esterna outdoor all’interno degli ambienti di lavoro opera una sostituzione/diluizione e, contemporaneamente, una riduzione delle concentrazioni degli inquinanti specifici (es. COV, PM10, ecc.), della CO2, degli odori, dell’umidità e del bioaerosol che può trasportare batteri, virus, allergeni, funghi filamentosi (muffe)
  3. Il ricambio dell’aria deve tener conto del numero di lavoratori presenti, del tipo di attività svolta e della durata della permanenza negli ambienti di lavoro.” (ndr. ci sono Norme UNI apposite)
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Classi pollaio – Foto ANSA

Ed anche il Rapporto “Scuole Aperte” del Politecnico di Torino andava nella stessa direzione, consigliando di raddoppiare la cubatura di spazio (e aria) disponibile per alunno (circa 10-12 alunni per aula).
Infatti, il tipo di attività svolta nelle aule scolastiche è ‘sensibile’, dato che si fonda sulla parola, cioè sull’emissione di aerosol.

Viceversa, cosa comporta la decisione di ‘controllare’ il personale scolastico ed a campione gli alunni, secondo un ‘metodo italiano’, visto che in Germania e altrove le scuole d’infanzia sono attualmente aperte senza questi parametri?

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Classi pollaio – Foto Professioneinsegnante

Ad esempio, con il diverso ‘metodo italiano’ nelle scuole:

  1. andranno prima censiti dal datore ed esentati dall’Inail i lavoratori ‘fragili’?
  2. sarà garantita l’areazione adeguata delle aule in base al numero dei presenti e delle attività svolte?
  3. i controlli verranno ripetuti ogni settimana, per avere relativa certezza?
  4. quale sarà l’esigenza di supplenti a loro volta testati, per sostituire il personale positivo?
  5. in caso di ‘presunti’ infetti le classi verranno messe in quarantena domiciliare?
  6. per ogni tampone positivo ‘in classe’, la ASL avvierà automaticamente la filiera dei controlli sui gruppi familiari del personale e degli alunni?
  7. tra docenti sostituiti con docenti e classi in auto-isolamento, senza un progetto DaD organico e funzionale, come saranno garantite la continuità della didattica e l’uniformità della valutazione?
  8. se la metà degli edifici già oggi non ha l’agibilità sanitaria ‘ordinaria’, la previsione ‘realistica’ è quella delle “scuole da campo”, come in Francia?
  9. la scelta delle “scuole da campo” è migliore e/o più economica di quella di installare aspiratori di aria (tipo quelli dei vivai) e restare tutti nelle aule attuali?

Demata

Le scuole, gli ospedali e la trasmissione del Covid per via aerea

7 Lug

I vertici della Medicina mondiale avevano sempre ribadito il Covid-19 non è aerobico, cioè non si trasmette per via aerea se non in condizioni estreme, da ultimo in un documento del 29 giugno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Questo il motivo per le resistenze dei vertici sanitari mondiali verso l’uso generalizzato delle mascherine come quello nel riconoscere le polveri sottili dell’inquinamento come vettore dell’infezione oppure nel focalizzarsi sul distanziamento e quasi solo quello.

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Era già accaduto con le mascherine e la protezione degli altri da se stessi, ampiamente dimostrata, ma per le PM10 e PM2 il fatto che siano particelle ‘umide’ cioè goccioline d’acqua sospese nell’aria ancora sembra non dire nulla alle maggiori istituzioni mediche.

Dunque, sono serviti mesi ai fisici e agli ingegneri come ai medici ricercatori per raccogliere sufficienti prove per dimostrare l’approccio errato alla trasmissione dei contagi che dura da oltre sei mesi.

Ieri, la autorevole Oxford Academic nella sezione Clinical Infectious Diseases ha pubblicato una prima lettera di 239 scienziati da 32 paesi diversi che chiedono all’OMS di rivedere le sue raccomandazioni, tra loro il professor Gianluigi de Gennaro della Facoltà Medica di Bari.

È arrivata l’ora di dedicarsi alla trasmissione del COVID-19 per via aerea, questo il titolo della pubblicazione.

“Siamo preoccupati per la mancanza di riconoscimento del rischio di trasmissione aerea di COVID-19 e per la mancanza di raccomandazioni chiare sulle misure di controllo contro il virus aereo, con conseguenze significative: le persone possono pensare di essere completamente protette aderendo alle correnti raccomandazioni, ma in effetti sono necessari ulteriori interventi per ridurre ulteriormente rischio di infezione aerea.

La questione è ora di grande importanza, quando i paesi riapriranno a seguito dei lockdown, riportando le persone nei luoghi di lavoro e gli studenti nelle scuole, nei college e nelle università.”

“Lavare delle mani e distanziarsi sono appropriati, ma a nostro avviso insufficienti a fornire protezione alle vie respiratorie dai microdroplet portatori di virus, rilasciati nell’aria da persone infette.
Questo problema è particolarmente acuto in ambienti chiusi, in particolare quelli affollati e con ventilazione inadeguata, in relazione al numero di occupanti e ai tempi di presenza prolungati”.

“Le misure che dovrebbero essere prese per mitigare il rischio di trasmissione aerea comprendono:
Fornire una ventilazione sufficiente ed efficace (fornire aria esterna pulita, ridurre al minimo ricircolo dell’aria) in particolare negli edifici pubblici, negli ambienti di lavoro, nelle scuole, ospedali e case di cura per anziani.
 Integrare la ventilazione generale con i controlli delle infezioni nell’aria come lo scarico locale, filtrazione dell’aria ad alta efficienza e luci ultraviolette germicide.
Evitare il sovraffollamento, in particolare nei trasporti pubblici e negli edifici pubblici.”

Dunque, come alcuni tecnici del settore scolastico avevano previsto, il parametro per la riapertura delle scuole non potrà più essere il ‘metro di distanza bocca-bocca”, ma Comuni, Regioni e Scuole dovranno riferirsi alla cubatura indicata dal Rapporto del Politecnico di Torino (circa 4 metri quadrati per alunno) e alle raccomandazioni per una areazione ottimale delle aule del Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità?

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Come riporta il New York Times, “il virus ristagna nell’aria umida degli ambienti chiusi, raggiungendo una carica virale adeguata ad infettare chi è vicino.

Se la trasmissione aerea è un fattore significativo nella pandemia, specialmente in spazi affollati con scarsa ventilazione, le conseguenze per il contenimento saranno significative.

I sistemi di ventilazione nelle scuole, nelle case di cura, nelle residenze e nelle aziende potrebbero dover minimizzare il ricircolo dell’aria e aggiungere nuovi filtri efficaci.
Le luci ultraviolette potrebbero essere necessarie per uccidere le particelle virali che galleggiano in minuscole goccioline all’interno dei locali.

Le maschere potrebbero essere necessarie al chiuso, anche in ambienti socialmente distanziabili.

Inoltre, gli operatori sanitari avranno bisogno di maschere N95 che filtrano anche le più piccole goccioline respiratorie mentre si prendono cura dei pazienti.”

Demata

Coronavirus: i mali non vengono solo per nuocere

10 Mar

L’adattività si fonda sulla capacità di sfruttare a proprio favore situazioni o elementi negativi.
L’adattività è pensare positivo.

 

 

Demata

Liberalizzare con meno tasse: bello, ma come?

7 Mar

Rimarcando gli slogan dei conservatori statunitensi e britannici, che a casa loro hanno tutt’altro sistema, ogni tanto capita di sentir parlare del “carrozzone statale”.

‘Carrozzone’ che è in larga parte composto da insegnanti, soldati, agenti, pompieri, università, giustizia (e carceri).
La così detta burocrazia ne è una minima parte (eccetto Roma dove ci sono i ministeri, ovviamente).

Difficile che queste infrastrutture nazionali di cui ogni nazione è dotata ‘servano solo a chi ci lavora dentro‘: ogni giorno sono tra la gente per la gente.
Funzionano male, spesso o talvolta, ma polizia, pompieri e giustizia languono di risorse. I militari pure.

Potremmo discutere se 1 milione e passa di docenti debbano dipendere dai comuni e dalle regioni, anzichè dal ministero, ma questo significa – poi – tributi locali e spesa privata.

Mantenere le scuole costa e comunque il costo ‘voucher’ per alunno non è che può andare fuori dagli standard Ocse, cioè quelli attuali del nostro Stato.
La transizione durerebbe 3-5 anni tra ‘smonta e rimonta’, cosa che ha un bel costo suo proprio.

Altro aspetto per la detassazione ‘statale’ può essere il rivedere i finanziamenti alle università, ma sarebbe un serpente che si morde la cosa, dato che parliamo di redditi da ‘libera professione’: l’antitesi del liberismo che vuole ridurre le tasse.

Ma allora come si fa?
Ricordiamo che le entrate non andrebbe così male senza interessi sul buco che ci hanno lasciato nel 1994 e senza misure di spesa ‘occupazionale’ come la Buona Scuola, il Reddito di Cittadinanza, la Quota 100, come senza … le mille proroghe che messe insieme diventano miliardi.

Il ‘buco’ del bilancio statale nasce nel 1974 con l’assorbimento delle Casse e delle Mutue, convinti che quelle attive perchè più contribuite potessero sanare quelle passive meno contribuite: così nacquero INPS e SSR odierni. Sappiamo come è finita.

La verità è semplice: tra debito e interessi sul debito siamo ingessati e il gap di investimenti istituzionali tra l’Italia e le altre nazioni europee (inclusa Romania, Estonia eccetera) è del 3% del GDP sulla media e di circa il 5% sulle nazioni di punta (Ungheria inclusa).

Investimenti pubblici Italia vs UE

Il GDP italiano del 2018 era di 2074 mld €: dunque ai nostri “investimenti per l’economia totale, il governo, le imprese e i settori domestici” mancano una 60ina di miliardi di euro l’anno da diversi anni.

Dunque, un’istanza condivisa di minore pressione fiscale e soprattutto di stabilità e semplificazione procedurale va a raccogliersi in un solo settore del valore forse di poco inferiore ai 500 miliardi annui (tra pubblico e privato, pensioni e salute): quello assicurativo previdenziale e assistenziale.

L’unica soluzione sono 500 miliardi annui che almeno per metà potrebbero divenire fluidità dalle assicurazioni alle banche e alle imprese, cioè per investimenti e innovazione: competitività.

Nessuno crede che i liberisti, conservatori e leghisti come del resto tutti gli altri partiti vogliano promuovere una patrimoniale da 100 miliardi (… da versarsi a rate vista la situazione, salvo attingere dai concessionari di Stato.
Ma anche tante partite iva dell’edilizia o della ristorazione o del turismo  sarebbero quelle maggiormente da riconvertirsi tra i privati con l’innovazione tecnologica, tra cui la sicurezza sul lavoro e le norme tecniche.

Se vogliamo promettere realisticamente meno tasse (a Destra) o più occupazione (a Sinistra) o più reddito per tutti (insomma), non c’è altra via che la privatizzazione del settore assicurativo, ‘cedendo’ l’Inps, ripristinando il sistema di convenzioni mutuate, garantendo il SSR come era l’Inam prima, mettendo in circolo fluidità finanziaria e … vinca il più bravo, se si controlla anche che nessuno rubi o sperperi.

Quanto al “popolo delle partite iva”, dipende … basterebbe la volontà (e i soldi) per ripristinare il degrado degli edifici e dei luoghi pubblici, magari ammodernarli, e l’economia ‘basic’ respirerebbe e con lei il resto. 

Demata

Scuola Primaria: didattica con Smartphone

6 Mar

apprendimento-online-di-distanza-57819373Nei contesti sociali dove c’è una generale diffusione dei personal computer e di connessioni internet veloci, la didattica a distanza può fruire su due applicativi generali ben collaudati.

Microsoft Teams è da attivare all’interno di Office 365 for Education: può essere facilmente utilizzato per Webinar, videoconferenze, condivisione materiali, chat, per distribuire quiz, video o documenti. E’ anche un’occasione per far acquisire agli studenti una serie di competenze e per insegnare loro a usare le applicazioni più diffuse: Outlook, Word, PowerPoint, Teams o OneNote.
Office 365 non va confuso con Microsoft Office Online che è la modalità gratuita di Microsoft per utilizzare i programmi Office mediante uno smartphone.
Office 365 non funziona su dispositivi iOS e Android.

Google Classroom è un servizio web gratuito sviluppato da Google per le scuole e le università che mira a semplificare la creazione e la distribuzione di materiale didattico, l’assegnazione e la valutazione di compiti on line. Le app per dispositivi mobili di Google Classroom sono disponibili per dispositivi iOS e Android, gli insegnanti possono creare aule, annunci, comunicare con gli studenti e visualizzare le loro note, memorizzare nella cache offline.
Google Classroom richiede un minimo di formazione, anche tramite gli strumenti appositi che Google offre.

Nota bene: le seguenti app potrebbero contenere annunci o chiedere acquisti di ulteriori moduli.

Vista la diffusione dei dispositivi Android e tenuto conto che non tutti hanno una connessione abbastanza veloce, nella scuola di base può essere interessante anche l’utilizzo di applicazioni più somiglianti ai giochi ed agli educational comuni su questi dispositivi, in modo da suscitare anche l’interesse spontaneo per gli apprendimenti e per il mezzo innovativo. (cliccare sul nome per aprire la pagina GooglePlay e scaricare)

Ad esempio:

Spazio Bimbi è una app creata per i genitori che desiderano monitorare le attività dei loro figli su telefoni e tablet, personalizzando le opzioni di controllo e utilizzo dei dispositivi.

Kidsshell consente di eseguire le applicazioni solo consentite e giochi sul tuo telefono o tablet. L’applicazione permette ai genitori di creare una zona sicura sul dispositivo.

Facilità di scrittura  aiuta i bambini a imparare e scrivere alfabeti in modo interattivo.

I bambini imparano a scrivere è  un sistema di apprendimento per i bambini che aiutano a insegnare loro a disegnare le lettere dell`alfabeto e i numeri.

APP logopedia 1 contiene esercizi e giochi per l’articolazione e la pronuncia dei suoni più frequenti della lingua italiana. In tre livelli: 2 e 3 .

Remembery è un gioco divertente ed educativo per persone di tutte le generazioni. Favorisce lo sviluppo della memoria visiva.

SimpleMind Lite è una app per creare mappe logiche per organizzare i pensieri, ricordare cose e generare nuove idee. Utile anche fuori dal contesto scolastico.

Verbi italiani è un coniugatore dei verbi italiani; occorre il collegamento ad internet, ma l’applicazione è gratuita.

Analisi grammaticale  fa prima l’analisi logica della frase e poi sceglie il significato da assegnare all’analisi grammaticale. Non è perfetta, nel senso che compie degli errori; per l’analisi grammaticale l’errore è sul 5%.

Fun English è una delle molte app che aiutano il  bambino ad iniziare a imparare l’inglese .

Giochi di matematica  aiuta ad allenare la capacità di computo.

Divisioni in colonna supporta operazioni matematiche elementari, la divisione in colonna, la moltiplicazione in colonna, l’addizione e la sottrazione. 

Mathematical Run è adatto a tutte le età – specialmente ai bambini della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria – e contiene più argomenti e livelli di difficoltà.

Moltiplicatore in colonna esegue la moltiplicazione come si usava un tempo, quando non esisteva la calcolatrice, cioè come se fosse con la penna su di un foglio a quadretti.

Risolve geometria sviluppa la soluzione di un problema di geometria per scuola media ed elementare con le formule usate e  passaggi e calcoli intermedi. 

Quiz delle Regioni e Province dell’Italia raccoglie quiz geografici per imparare regioni e province d’Italia.

Le regioni d’Italia raccoglie quiz geografici per imparare regioni e capoluoghi d’Italia.

Riguardo le Scienze la quantità di applicazioni scaricabili è enorme ed abbina il vantaggio dell’apprendimento simultaneo dell’inglese.

Scienziati Famosi raccoglie più di 60 scienziati dagli antichi filosofi greci ai moderni cosmologi e ai biologi molecolari: da Aristotele a Galileo Galilei e Alessandro Volta.

Per le Scienze esiste una discreta quantità di app settoriali molto utili a migliorare non solo la conoscenza dei fenomeni e degli ambienti, ma anche la capacità di osservazione e lessicale, ade sempio come Fiori con quiz su 110 piante e Cani con quiz su 207 razze.

Per rispondere ai tanti quesiti dei bambini due app con grafiche 3D possono aiutare i genitori:

Corpo umano (maschile) presenta i sistemi più importanti dell’organismo umano.

Corpo umano (femminile) presenta i sistemi più importanti dell’organismo umano.

Buon lavoro / divertimento.

Demata

La Scuola buona e la Società dei Peggiori

15 Lug

“Quando il circolo virtuoso di una democrazia si inverte, i molti, i più, smettono di accedere alla maturità morale, che è il fine del welfare e dell’istruzione.
Ma una democrazia muore senza cittadini maturi, che capiscano cosa sono i valori universali.”
(Roberta De Monticelli – filosofa)

Infatti, la kakistocrazia è nota da oltre duemila anni: è quel sistema di governo gestito dai cittadini ‘peggiori’ (κάκιστος), quelli meno qualificati, affidabili ed esperti, che si affermano quando la Democrazia degenera e sono la causa del suo sfociare nella Tirannia, secondo  Platone in La Repubblica.

Le statistiche italiane confermano che 34% degli alunni di III Media è capace di comprendere soltanto testi semplici ed espliciti in lingua italiana, il 40,1% non comprende la matematica, il 43,7% non raggiunge un livello sufficiente nell’ascolto della lingua inglese.
E probabilmente molti lo saranno per tutta la loro vita.

Infatti, ancora nel 2001, solo 1 italiano su 3 aveva studiato oltre la III Media ed oggi (fonte Uni-Parma) sono ancora 3 elettori su 5 quelli che non hanno conseguito un diploma.

Scolarizzazione+della+popolazione+italiana

Intanto, in Italia, si stimano 240mila adolescenti VG-addicted (videogiochi >4-6 ore) ed oltre 100mila casi di Hikikomori (ritiro dalla vita sociale), mentre gli adulti tra i 20 e i 30 anni che non studiano né lavorano né sono alla ricerca di un impiego (i cosiddetti NEET) sono più di 1 giovane su 4 (28,9%).

Secondo Istat, tra il 2016 e il 2017, si sono persi oltre 350.000 posti di lavoro nelle professioni “qualificate e tecniche” e circa un milione tra “operai e tecnici”, di cui quasi la metà nelle costruzioni.
Le professioni “esecutive nel commercio e nei servizi” si sono incrementate – viceversa -di oltre 850.000 addetti, il personale non qualificato è aumentato di 400.000 unità.
Nello stesso anno, il Dossier Statistico Immigrazione annunciava che oltre 250.000 italiani emigrano all’estero, quasi quanti nel Dopoguerra, e spesso a partire erano gli eccellenti ed i qualificati.

Quale Italia resta oggi e quanta ne dovremmo salvaguardare e sviluppare oggi come ieri? L’Istruzione serve davvero solo ad acculturare?
Esiste una Meritocrazia senza prove, esami e controlli?
Quale Occupazione e quale PIL in un paese di ‘esecutivi’ e ‘non qualificati?

Quale Public Opinion se la maggior parte dei lettori e dei followers comprende solo messaggi espliciti e semplici, mescola i dati come arance con le mele e non sa bene cosa accade all’estero? Quale Democrazia?

Demata

Eraclito, i consigli alle famiglie e gli auguri di Pasqua

18 Apr

Anni fa, le cronache locali riferirono che, tra le rovine di Paestum in Campania, alcuni turisti avevano riferito una apparizione del filosofo Eraclito, circondato da luci celestiali. 

Era il giorno di Pasquetta e si accingevano a consumare il lauto pasto a base di casatielli e rigatoni al forno, quando tutto il gruppo più o meno contemporaneamente si accorgeva della presenza di quell’uomo dal vestito strano, la barba ben tenuta che stava lì appoggiato ad un blocco con la penna in mano, tale e quale come nel dipinto di Raffaello.

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Dopo un attimo di imbarazzo per l’ospite inatteso, una piccola folla si radunava intorno all’anziano sapiente, mentre i bambini più piccoli ammiravano incuriositi il suo chitone di lino, la lunga tunica, cucita su un lato e fermata sulle spalle da fibule  che indossavano i Greci.

Poi, con la spontaneità tipica dei giovani, una ragazzina forse quindicenne dalla sagoma ‘secchiona’ disse: “Maestro, insegnaci come dobbiamo vivere”.

Eraclito si alzò in piedi e le rispose.

Ricorda innanzitutto a te stessa ed ai tuoi genitori che “il buon carattere non si forma in una settimana o un mese. È creato a poco a poco, giorno dopo giorno. È necessario uno sforzo prolungato e paziente per sviluppare un buon carattere.”

Ma ricorda anche che, da sola, “l’Erudizione non insegna ad avere intelligenza, perché in una sola cosa consiste la Sapienza: nell’intendere la Ragione che governa tutto il mondo dappertutto“.

Intanto, al gruppo di turisti si erano aggiunte altre persone ed anche alcuni vigilanti, attirati dal bagliore luminoso.
Chi appoggiato ad una colonna un po’ a distanza, chi seduto in terra ai piedi del filosofo, un ragazzotto stupefatto con la bocca aperta, una signora rimasta semiparalizzata con il Domopack in mano. Addirittura, alcuni chiassosi bambini che giocavano sugli smartphone erano improvvisamente sereni e attenti a cosa si diceva.

Dunque, il Maestro si rivolse a tutti.

“Tutti quelli che vivono sulla terra sono condannati a restare lontani dalla verità a causa della loro miserabile follia”, finchè tentano di “soddisfare il desiderio dei sensi che è di per se insaziabile”.
E’ questo il motivo per cui “le persone migliori rinunciano a tutto per un unico obiettivo, la fama dei mortali, e la maggior parte della gente si riempie come fosse bestiame.”

Adesso sapete che “per gli uomini non è meglio se tutto quanto accade come essi ambiscono“.
Perciò rammentate tutti anche che “il popolo deve vigilare per la sua legge come per le mura della città”, se vuole che “la Giustizia prevalga sui fabbricanti di menzogne e sui falsi testimoni”.

E non temete: “l’intolleranza è la patologia di ogni credo” e “la loro invidia dura sempre più a lungo della felicità di coloro che invidiano”, ma “non c’è realtà permanente ad eccezione della realtà del cambiamento; la permanenza è un’illusione dei sensi”.

Fu allora che tra quel centinaio di persone che erano talmente commosse da dimenticare persino di farsi un selfie, Eraclito disse “Niente dura, tutto – semplicemente – cambia”.
Poi, scomparve.

Per un po’ rimase un alone di luce, raccontano i testimoni, e tutti rimasero lì per un po’ senza parlare, persino i bimbi. Tutti alla ricerca di qualcosa che il grande Maestro greco aveva svelato dentro di loro.



Non sappiamo se questa sia tra le Fake News degne di entrare tra le leggende metropolitane, ma quel che disse Eraclito alle generazioni future è vero.

Buona Pasqua.

Demata

Biometria a scuola: chi sarà esentato, quali limiti ha, quanto costa, chi paga?

10 Apr

Uno dei disegni di legge in corso di approvazione tra Camera e Senato è quello voluto per il contrasto all’assenteismo dal ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno.

Impronte digitali

Eletta con i Cinque Stelle, il ministro Buongiorno è un avvocato che – stando a Wikipedia – ha difeso personaggi come Giulio Andreotti nel processo di mafia a Palermo, «il banchiere un gradino sotto Dio» Pierfrancesco Pacini Battaglia per Tangentopoli, i manager Google precedentemente condannati per aver permesso la diffusione di un video diffamatorio contro un ragazzo disabile, il collega  Niccolò Ghedini nel processo Ruby-ter,  molti noti personaggi dello spettacolo coinvolti i procedimenti penali per evasione fiscale, diversi calciatori dell’Atalanta per aver pilotato il risultato di una partita di Coppa Italia, il calciatore della Sampdoria Stefano Bettarini accusato di scommesse illecite, il fiorettista italiano Andrea Baldini dall’accusa di doping, l’allenatore della Juventus Antonio Conte  nel processo riguardante il Calcioscommesse.

Tutti assolti, a riprova della competenza dell’avvocato Buongiorno, ma il disegno di legge sta facendo notizia.

Infatti, i nuovi sistemi di verifica biometrica dell’identità e di sorveglianza si applicheranno, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e con l’utilizzo delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, anche agli istituti e scuole di ogni ordine e grado e alle istituzioni educative tenendo conto delle loro specificità organizzative e funzionali e nel rispetto dell’autonomia organizzativa e didattica, di ricerca e di sviluppo ad essi riconosciuta dalle vigenti disposizioni.

In altre parole, le già scarse risorse delle scuole dovranno far fronte all’acquisto, alla gestione e alla protezione degli scanner e dei computer necessari per impronte digitali e foto-identificazione di poche unità di personale, almeno per ora.

Eppure, per avere i dirigenti presenti in sede basterebbe non assegnargli altre scuole in reggenza e calendarizzare tanti adempimenti esterni richiesti dagli Enti locali ed Amministrazioni.
Inoltre, per amministrativi, tecnici, ausiliari, docenti ed educatori non sembra che gli alunni li vedano evadere dalle finestre, cosa che tra l’altro potrebbero fare anche con tornelli e biometria, mentre quel che conta è la qualità didattica e la serenità delle classi che vanno sempre garantite.

Ad ogni modo, nel caso dei dirigenti scolastici, come del personale amministrativo, tecnico e ausiliario la norma sembra essere tassativa e non prevede il coinvolgimento del Garante per la Privacy, mentre il personale docente ed educativo forse confida che la cosa riguardi la sola dirigenza e che il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca non andrà a confermare anche per loro le modalità di applicazione dei sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza degli accessi.

Eppure, dovrebbero saperlo che, stando al  CCNQ del 13 luglio 2016 il Comparto del personale non dirigente dipendente da “Scuole statali dell’infanzia, primarie, secondarie ed artistiche, istituzioni educative e scuole speciali, nonché ogni altro tipo di scuola statale; ecceteraè unico senza distinzione tra docenti e ATA.

Allo stesso modo, la Parte Pubblica sa che esiste un solo ‘comparto’ dei dirigenti delle amministrazioni pubbliche, distinti poi in Aree, e – dunque – non c’è ragione se a breve la verifica biometrica non sarà applicata anche ai dirigenti degli ospedali o degli enti locali.

Forse, che i media stiano facendo riferimento a contratti antecedenti non più vigenti a pieno titolo, mentre farebbero bene a chiedersi quali possono essere le difficoltà gestionali di tali sistemi?

Se parliamo di tecnologia di riconoscimento facciale sappiamo che consente di abbinare la foto o il video di un volto a un’immagine in un database con una precisione che compete con la vista umana.

Sembra facile (nei film) ma quanto sia affidabile il riconoscimento facciale ce lo dice un esperimento condotto a Cardiff per la finale di Champions League: dei 170.000 tifosi che hanno preso parte all’evento sportivo, ben 2.470 sono stati identificati dal sistema di riconoscimento facciale come criminali presenti sui database della polizia, ma in seguito è emerso che il 2297 casi (92%) erano in realtà dei falsi positivi.
Inoltre, secondo i risultati del MIT,  il colore della pelle (cioè anche il trucco usato) sembra essere un fattore discriminante per la maggior parte dei sistemi commerciali di face-recognition: mentre per un uomo bianco gli algoritmi sono stati precisi il 99% delle volte, la percentuale scende fino al 35% con donne dalla pelle scura.
Infine, è famoso il caso del 2015, quando Google dovette scusarsi perché il suo sistema di riconoscimento facciale scambiò afroamericani per gorilla.

Non saranno semplici gli obblighi per i dirigenti scolastici responsabili nell’acquisto ‘in economia’ di macchinari e software affidabili, senza rischiare di danneggiare l’erario con prodotti inadeguati o poco longevi, a meno che la responsabilità di garantire l’efficienza, la funzionalità e la durevolezza di questi sistema non se la prenda una Centrale di Spesa Pubblica.
A parte, c’è la questione della protezione dei dati.

Già nel 2012, il Gruppo dei Garanti europei ha chiarito che l’immagine del proprio volto è un dato personale e occorrono particolari cautele nel suo uso. Ad esempio, alcune operazioni di trattamento sono comunque possibili senza consenso sulla base dell’interesse legittimo del titolare, ma è comunque indispensabile che siano adottate misure di sicurezza, sia per gli ambienti e i macchinari dove avviene la conservazione delle immagini che per il loro trasferimento in rete attraverso sistemi di cifratura.

Andando alle impronte digitali, anche se fossero perfette, c’è una percentuale di falsi positivi pari allo 0,1%, secondo uno studio forense USA del 2011. Infatti, se abbiamo mani pulite e asciutte o molto sporche sarà più difficile o confondere rilevare l’impronta.
Inoltre, esistono farmaci che alterano o impediscono la formazione di impronte digitali, tra cui la capecitabina usata per le recidive di tumore al seno o delle altre forme di tumore mammario. Poi ci sono i lavori tattili duri e alcuni acidi, anche di normale uso casalingo, che le erodono, il contatto con alcune piante che può cancellarle, alcune malattie cutanee, anche relativamente diffuse, che rendono illeggibile il derma. 

A parte le difficoltà che potranno derivare da una minore o maggiore collaboratività del personale nel tenere le mani in buone condizioni … ricordiamo sempre che anche le impronte digitali (cioè server e stanze) vanno adeguatamente protette.

In altre parole, stiamo parlando di apparati di verifica biometrica e di video sorveglianza necessari a controllare solo una decina di persone per scuola, se non serviranno anche per i docenti, da acquistare, gestire e proteggere “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e con l’utilizzo delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente”, cioè a carico dei bilanci per l’istruzione e senza finanziamenti finalizzati ad hoc.

Le domande che restano sono tre:

  1. i Consigli di Istituto italiani delibereranno coralmente ed univocamente queste spese a carico dei fondi per il funzionamento ordinario?
  2. i docenti come potranno reclamare l’esenzione da tale obbligo, se ritengono opportuno sottoporvi i dirigenti e gli ATA?
  3. come andrà  dove l’assistente tecnico sarà verificato biometricamente e l’ex ‘collega’ rimasto con qualifica di docente tecnico-pratico no?

Demata

Macron maschilista e anti-gender?

20 Feb

L’Assemblea nazionale francese ha approvato un emendamento, promosso dal partito del presidente Macron, che vieta al corpo docente, durante le ore di lezione, l’utilizzo delle parole “padre” e “madre” e dispone la sostituzione con i termini “genitore 1” e “genitore 2”.

Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ha accusato Macron di volere “mettere sottosopra” la società francese, di volere “avvelenare le menti dei bambini, malleabili e non ancora strutturate” e di volere fondare lo Stato su una “radicale filosofia del politicamente corretto”.

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Prima dei complotti, ci sono sempre le soluzioni semplici, come dimostra anche la matematica.

In breve, la formula corretta nel III Millennio dovrebbe essere “titolare della potestà genitoriale’, dato che – a parte i relativamente scarsi casi di figli di coppie omosessuali, c’è tutto il mondo delle coppie separate, di ‘matrigne e patrigni’ ormai genitori effettivi ed amorevoli, della non più scandalosa situazione dei genitori single, nonni affidatari eccetera.

Una sfilza di soggetti diversi che diventa un bel problema se il libretto delle giustifiche dell’alunno è microscopico o … c’è da stabilire quante colonne per le firme inserire e se sono genitori, parenti, affidatari, delegati eccetera. Figuratevi la modulistica …tenuto conto che se i genitori litigano, una parte di questi carteggi finiscono, contestati o pro partes, in tribunale.
Chi lavora in una scuola sa bene di cosa sto parlando, a partire dal permesso a consegnare un bambino ad una vicina di casa fino a come regolarsi nel caso l’alunno venga ritirato da uno dei 3-4 contendenti in giudizio da qualche parte.

Dunque, partiamo dalla semplice ipotesi che il Rassemblement National non sappia che in inglese – patria del politically correct – la dicitura è da sempre asessuata ed è usato il termine ‘parent’, genitore/genitrice.
Dunque, visto che l’inglese è la lingua più parlata nel mondo e che … anche in cinese il termine è neutro ( 亲 ) finisce che anche l’Europa di lingua romanza faccia allo stesso modo.

A proposito, anche in Francia genitore è ‘neutro’ genitore (mère), anzi deriva dal  latino “mater” … dunque, tutto questo scandalo non si comprende e, caso mai, dovrebbero essere i ‘padri’ a lagnarsene, se proprio si vuole spaccare il capello in salsa francese. Infatti, in Germania la polemica non esiste: il termine è Elternteil, neutro come parent in inglese e 亲 in cinese.

Ovviamente, in Italia dove i termini variano col sesso e dove c’è una propensione immane per la burocrazia, la questione che il  ‘parent’ sia donna, maschio o altro diventa un caos.

Il guaio è che in lingua italiana ‘genitore’ è solo maschile, replicarlo due volte è un tantinello maschilista … e comunque significa colui che genera, cioè procreatore, … con buona pace di chi non è madre o padre e … qualche reminiscenza di Priapo?

Paradossalmente, applicato a casa nostra  il ‘genitore 1 e 2’ di Macron è anti-gender e pure maschilista.
Ineffabile davvero …

Demata