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Salvini: un’immunità che non conviene a nessuno

30 Gen

A quanto sembra fa paura davvero quello che è scritto nelle 50 pagine depositate dai magistrati riguardo il sequestro di persona dei naufraghi imbarcati sulla nave militare Diciotti: una nave militare addetta al soccorso in mare che viene interdetta allo sbarco dei naufraghi, mentre a Catania erano pronti ad applicare le normali procedure, “manifesta il carattere illegittimo della conseguente condizione di coercizione a bordo patita dai migranti” , scrivono i magistrati.

Infatti, almeno secondo logica prima avviene lo sbarco, poi l’identificazione definitiva e la messa in sicurezza, infine si apre la questione della relocation.

Giorno memoria: le celebrazioni al Quirinale

Foto Ansa

Nessuno – benchè meno Matteo Salvini – vorrebbe trovarsi con una condanna in primo grado per sequestro di persona (da tre a quindici anni nel caso dei minore di anni quattordici) e … poi l’Appello e poi la Cassazione, specialmente se si è anche  segretario federale di un partito che ‘vanta’ una pendenza di ben 49 milioni di euro per danni dello Stato.

Il problema nel problema è che con l’immunità il processo è solo sospeso e la prescrizione per un reato è pari al tempo di pena massima previsto più un quarto (15 anni + circa 4). Dunque, arriverà nel lontano 2037: Matteo Salvini (classe 1973) comunque avrà la spada di Damocle di dover essere rieletto in una delle due Camere italiane fino all’età di 65 anni, sempre sperando che in vent’anni non cambi qualche regola sull’immunità dei parlamentari.

In ambedue i casi una situazione molto scomoda e rischiosa, senza parlare del fatto che non è una cosa semplice rimanere ministro con un’accusa di sequestro plurimo di persona che è solo sospesa per via dell’immunità , se … tutti i pubblici impiegati sono soggetti alla sospensione cautelare in caso di procedimento penale  ….

Allo stesso modo, il M5S non avrebbe giustificazioni verso i propri elettori nel mantenere un “privilegio della casta” – l’immunità – proprio riguardo le decisioni di Matteo Salvini che una parte degli stessi grillini non condividevano: Di Maio, Toninelli e Conte apparirebbero come coloro che hanno messo da parte i principi fondamentali del Movimento, pur di governare con Matteo Salvini, il duro e puro che ha fermato l’invasione scafista, cioè la fine del Movimento Cinque Stelle e la nascita di partito vero e proprio.

E non è che dal lato della Lega andrà meglio, dato che l’immunità per Salvini accentuerebbe ancora di più l’unica immagine che offre agli elettori, cioè quella di estrema destra xenofoba con tanto di alleanze con Kacinsky, Orban e Le Pen.

Viceversa, inviando Matteo Salvini a processo, come accadrebbe a qualunque cittadino, i Cinque Stelle salverebbero faccia, elettorato e unità, la Lega potrebbe continuare ad attrarre elettori di centrodestra, il Governo del ‘Cambiamento’ ne guadagnerebbe in autorevolezza e, tenuto conto che gli Interni si renderebbero vacanti, si perverrebbe a quel “rimpasto di governo e tagliando del contratto” che il Premier Conte sollecitava già il 29 dicembre scorso.

Ed il processo sarebbe un’ottima tribuna mediatica per Matteo Salvini, che non ha nulla da temere, anzi solo da guadagnare, se è convinto delle sue buone ragioni e della legittimità dei propri atti. 

Demata

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Come voterà la Giunta del Senato non è dato saperlo, ma gli inviti a ben riflettere sul potenziale ‘collasso’ della situazione politica arrivano da più parti, di cui alcuni di seguito tra i più interessanti.

Intanto, riguardo il salvataggio a Cinque Stelle e la storia della responsabilità collettiva e dunque ‘politica’, ci sono delle vistose falle, se – come sottolinea Alessandro De Angelis, vicedirettore di L’Huffington Post – “i Cinque Stelle, politicamente parlando, sostengono che Salvini ha agito in modo collegiale rispetto al governo, e dunque sulla base di un interesse nazionale, ma lo spediscono col loro voto davanti ai giudici per sequestro di persona.
Rischiando poi di finirci anche loro, perché potrebbero essere chiamati in correità ai sensi dell’articolo 100 del codice penale Di Maio, Toninelli e Conte, se hanno avuto una responsabilità nel verificarsi dell’evento. Prima ancora che a una eventuale crisi di governo, siamo di fronte a una crisi della logica“.

 

Roberta Lombardi, Deputata M5S uscente e consigliere della Regione Lazio scrive oggi con  grande lucidità che “votando favorevolmente all’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, il M5S e la Lega hanno una grande opportunità:

  • il M5S di confermare e rafforzare la propria identità ribadendo che su etica e legalità non facciamo sconti a nessuno né all’interno delle nostre fila né tanto meno a un nostro alleato di Governo
  • la Lega, e Salvini in primis, di dimostrare che non ha nulla da temere perché ha piena fiducia nel proprio operato, senza doversi così rimangiare la parola data rispetto a quanto dichiarato inizialmente sulla sua disponibilità a sottoporsi al giudizio della magistratura
  • il Governo del Cambiamento di dare, nel suo complesso, una nuova prova di tenuta e di convergenza d’intenti e di valori”. Viceversa, “Salvare Salvini ci costerà caro”.

 

Del resto il Fatto Quotidiano ha ben spiegato che “dopo l’insediamento del nuovo governo, il senatore Matteo Salvini, nella sua qualità di ministero dell’Interno, pur rimanendo inalterata la procedura amministrativa” per assegnare il Pos (Palce of safety) “ha ritenuto di dare seguito a un proprio convincimento politico, che aveva costituito uno dei cardini della campagna elettorale quale leader del partito della Lega, secondo cui i migranti giunti nel nostro territorio nazionale non sbarcherebbero in Italia bensì in Europa con la conseguenza che il correlato problema dell’accoglienza dovrebbe essere gestito a livello europeo, con una ripartizione degli Stati membri dell’Ue … Dunque l’unica vera ragione che ha indotto il ministro a non autorizzare tempestivamente lo sbarco è da rinvenire nella sua ‘decisione politica’ di attendere l’esito della riunione che si sarebbe tenuta” il 24 agosto al livello europeo per il caso”.

 

Un mondo e un metodo che non piace ai nuovi ‘giovani’, come scrive Linkiesta, se al Nord “c’è una generazione nuova, quella cresciuta con l’Erasmus, con i voli low-cost, internet, che i primi soldi che ha guadagnato erano euro che si affaccia anche nel mondo dell’impresa e che potrebbe essere in prima linea per la riscossa dell’Italia.”
E sono “quel quel popolo delle Partite Iva e sedotto dalla Flat Tax, che davanti alla disumanità ha deciso di non voltarsi dall’altra parte“, ad esempio inviando proprio alla Sea Watch beni di prima necessità prodotti nelle loro aziende …

Caso Diciotti: il responsabile (del procedimento) è sempre uno ed uno solo

29 Gen

I termini dell’autorizzazione a procedere per Matteo Salvini sappiamo tutti che riguardano l’incredibile caso del pattugliatore della Guardia Costiera italiana che per giorni e giorni non ha potuto sbarcare gli oltre 100 naufraghi raccolti.

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E, stando alle voci che arrivano dal caotico universo a cinque stelle, sembra che l’intero Consiglio dei Ministri intenda rendersi corresponsabile («Processateci tutti»), anche se non è ancora chiaro se per chiedere di andare tutti a processo, di mandarci il solo Matteo Salvini oppure neanche lui.

La partita si gioca tutta su due articoli della Costituzione:

  1. l’articolo 92 che prevede che i Ministri sono responsabili, individualmente, degli atti dei loro dicasteri e, collegialmente, di quelli deliberati dal Consiglio dei Ministri”
  2. l’articolo 97 che ordina che “i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione

E le ‘disposizioni di legge’ consistono essenzialmente nell’unico comma dell’art.6 della Legge 241/90 che elenca i “ Compiti del responsabile del procedimento”.

In breve, già in fase istruttoria, chi ha la responsabilità dei procedimenti ha il dovere di garantire “i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti“, “accertare d’ufficio i fatti“, “adottare  il provvedimento finale” e “ogni misura per l’adeguato e sollecito svolgimento“.

Pertanto, dato che la Magistratura non può e non deve intentare un ‘processo politico’, è norma che sia il singolo Ministro a dover rispondere in termini esecutivi – cioè di costi e conseguenze, ergo eventuali danni – degli atti emessi con la carta intestata del proprio Dicastero se recanti la propria firma.

Allo stesso modo, essendo responsabile degli accertamenti e dei requisiti “già in fase istruttoria”, anche nel caso di atti deliberati collegialmente dal Consiglio dei Ministri, la responsabilità del Ministro preposto è diretta, rendendo quella altrui indiretta.

Dunque, avendo i Cinque Stelle degli ottimi avvocati, è naturale il dubbio che il «Processateci tutti» serva solo a far bagarre e giustificare un voto negativo dei ‘cittadini’ in Senato non concedendo l’autorizzazione a procedere … come, intanto, ha iniziato a chiedere Salvini.

Bella idea: ci sarà solo da contare quanti altri voti perderanno i Cinque Stelle e quanti la primula rossa (anzi, nero-verde) Matteo Salvini ne raccoglierà

Demata

Pace in Afghanistan? Magari … Ecco quanto c’è da sapere

29 Gen

Oltre 5,5 i miliardi di euro spesi in dieci anni di guerra in Afghanistan solo dall’Italia, che è costata finora le vite di 53 nostri militari e ben 650 feriti.  
Ad oltre 5,5 miliardi ci si arriva con le spese dal 2010 al 2012 quando l’Italia ha destinato oltre 2,5 miliardi alla missione  e non sono solo spese militari. Attualmente, (dati del 2017) vengono spesi 193,7 milioni di euro principalmente per presidiare la provincia di Herat.

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Intanto, 17 anni dopo, gli Stati Uniti si ritrovano ad aver speso 1,07 trilioni di dollari ed il costo iniziale totale era di circa un miliardo di dollari secondo il Dipartimento della Difesa.

Secondo il recente rapporto “Cost of War” dell’Istituto Watson per gli affari internazionali e pubblici della Brown University, è  confermato che

  1. i militari USA  morti sono 2.372 di cui 1.856 in azione e di 20.320 feriti, con 3.937 contractors  e 1.141 soldati di altre nazionalità anch’essi uccisi
  2. i morti civili ammontano ad almeno 38.480 in Afganistan e 23.372 in Pakistan, con almeno altrettanti feriti
  3. le forze governative afgane hanno contato 58.596 caduti, quasi 500 operatori umanitari sono stati uccisi dai Talebani, i quali avrebbero subito non meno di 72.000 morti
  4. i rifugiati profughi di guerra sono 1,3 milioni in Pakistan e circa un milione in Iran. Il Rapporto indica testualmente “in Europa alcuni paesi hanno accettato molti rifugiati; altri, ad esempio l’Italia, hanno criminalizzato loro e chi li assiste“.

Poi, ci sono gli interessi italiani che sono ben chiariti dalla Legge 29 novembre 2012, n. 239, relativa all’Accordo sul partenariato e la cooperazione di lungo periodo tra la Repubblica italiana e la Repubblica islamica dell’Afghanistan:

  1. l’impegno italiano (nel 2012 aveva raggiunto i 570 milioni di Euro) per la promozione del  buon governo, del rispetto dei diritti umani, del ruolo e della partecipazione delle donne, della protezione dei minori e della lotta contro la droga, la corruzione e l’illegalità;
  2. la cooperazione italiana si concentra su: lo sviluppo economico e agricolo (includendo colture alternative come lo zafferano), la costruzione dell’autostrada nazionale Kabul-Bamyan, il Corridoio Est/Ovest (da Herat a Chest-i-Sharif), l’Aeroporto Internazionale di Herat (150 milioni di Euro), la rete stradale di Herat e della regione occidentale
  3. il proprio aiuto sostenendo i Programmi Prioritari Nazionali, in linea con la Strategia Afgana per lo Sviluppo (Afghan Development Strategy) e le Conclusioni della Conferenza di Kabul del luglio 2010
  4. le nuove opportunita’ per lo sviluppo nei settori del marmo, dell’agroalimentare, del tessile, delle infrastrutture,  risorse minerarie e idrocarburi; centrali di produzione energetica su piccola scala (fra cui le centrali fotovoltaiche) e pompe idrauliche; infrastrutture (fra cui l’Aeroporto di Herat e la strada fra Herat e Chest-i-Sharif),  agricoltura e industria agroalimentare; gioielli (pietre preziose e semi-preziose), cemento, sanità, eccetera.

Avete visto voi?

Dunque, ce ne sarebbero di motivi per l’Italia nel ritirarsi dall’Afganistan. E la ripresa ‘alla grande’ del traffico di eroina, le donne schiavizzate, i milioni di profughi, il ripristino di un pericoloso stato jihadista?

L’esodo degli USA crea una situazione del tutto nuova e visibilmente critica in Centro Asia. Infatti, l’Afghanistan confina

  1. a sud e a est c’è il Pakistan, nazione ‘amica’, ma che ha rapporti talmente amichevoli’ con l’Iran che questo ha ben pensato di costruire un ‘muro’ che taglia a metà il Belucistan, tra le proprie provincie e quelle pachistane
  2. a ovest c’è l’Iran, che con la diga di Helmad può azzerare l’acqua che rifornisce l’agricoltura afgana e che sostiene da quasi 30 anni 2,5 milioni di profughi afgani sciti, che pur vorrebbero/dovrebbero tornare a casa
  3. ad est c’è la Cina Popolare che, giusto per chiarire il ‘punto di vista’, ha spedito in Xinjiang nei “campi di ri-educazione” un milione di islamici e dal 2014 ad oggi oltre un milione di membri del partito comunista ed “impiegati statali” (prevalentemente polizia e militari) sono stati assegnati nella regione
  4. a nord ci sono le repubbliche ex sovietiche di religione islamica ismailita o scita del Turkmenistan (povero, ad economia rurale e legato alla Russia), del Tagikistan (ricco di petrolio e gas, ma povero e spesso privo di elettricità, gas e acqua per una sorta di embargo della Russia) e l’Uzbekistan, che è il quarto produttore mondiale di cotone, dove il fondamentalismo già da 15 anni è attivo 
  5. a nord ed est, poco oltre il confine di paesi più o meno ‘amici’, c’è la Russia che ha – tra le varie – il Tupolev Tu-160 che ad un’ora di volo può scaricare 40 tonnellate tra bombe e missili, mentre – con due ore di volo – potrebbe testare il neonato drone armato Okhotnik con bombe laser-guidate e paragonabile a un caccia F-15 Strike Eagle statunitense, ma senza pilota a bordo, come un solo Antonov è in grado di spostare in poche ore 250 tonnellate di militari e attrezzature.

La bozza di accordo prevede l’impegno dei talebani a non far diventare il Paese un santuario di terroristi e gli americani invece si impegnano a un ritiro totale delle truppe in cambio del cessate il fuoco e il coinvolgimento talebano in colloqui con il governo afghano.

Poca cosa senza un’autorità militare internazionale a far da garante ed è forte il timore che il ritiro preluderà a nuovi equilibri (che in Afghanistan solitamente vengono scritti con rovine e sangue): il Comando NATO ieri ribadiva che “siamo in Afghanistan per creare le condizioni di una soluzione pacifica negoziata: non lasceremo prima di avere una situazione che ci permetterà di ridurre il numero di truppe,il nostro obiettivo è quello di impedire che il Paese torni a essere un paradiso sicuro per il terrorismo internazionale“.
Niente paradisi, specialmente se i dati confermano che dal 2012, nonostante fosse noto che quelle afgane non fossero affidabili, gli USA decisero un drastico ritiro delle proprie truppe dall’Afghanistan ed, a seguire, c’è stato un drastico aumento mondiale del consumo di eroina e delle over-dose.
Ancora oggi, secondo l’Unodc, l’85% dell’eroina e della morfina prodotte nel mondo, è estratto dall’oppio afghano e si tratta di quasi 400 tonnellate (cioè circa un miliardo di dosi da strada), che viene trafficato in tutto il mondo attraverso i paesi confinanti. 

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foto da analisidifesa.it

Non è difficile indovinare come andrà a finire senza un forte presidio militare internazionale. Narcostato, integralismo che si espande nell’Asia Centrale, possibili collisioni tra nazioni già oggi ben armate, l’un altro ostili, salvo un sempre probabile intervento russo / iraniano e/o  del Pakistan, filo-statunitense.

L’impressione generale è che gli USA di Trump stiano delineando una nuova Yalta in semi-accordo con Putin non solo in Siria, ma anche in Asia, cioè ritirando personale ed investimenti in Medio Oriente e Afganistan, gli Stati Uniti confidano di ritornare alla Dottrina Monroe e ‘dedicarsi al giardino di casa’, le Americhe.

Non a caso la Brexit riporta il Commonwealth al suo “naturale” ruolo di controllore dell’Oceano Indiano e delle rotte da oriente a occidente, basta guardare una mappa e quali nazioni ne fanno parte, Pakistan incluso.

Finanza e industria ben sanno che il Cambiamento Climatico crea nuove e diverse prospettive commerciali date dalla navigazione artica per la Gran Bretagna, come per tutta la Scandinavia e il Canada, con corrispettivi Russia, Cina, Corea e Giappone.

Ed all’Europa restano i pasticci che ha combinato in Medio Oriente,  in Africa … ed in alcuni processi di unificazione nazionale con lo smantellamento dei regni governati da Borboni o Asburgo.

L’Italia è una questione a parte: non possiamo permetterci un contingente di 1000 uomini all’estero, talmente siamo indebitati:  Di Maio a Washington il 14 novembre 2017 (fonte ANSA) fu chiaro: “Sull’intervento in Afghanistan siamo sempre stati chiari. Per noi quello è un intervento che per la spesa pubblica italiana è insostenibile“.

Infatti, oggi Quotidiano.net riporta che “il ministro dell’economia e finanze Trenta ha dato disposizioni al Comando operativo di vertice interforze di valutare l’avvio di una pianificazione per il ritiro del contingente italiano. Le stesse fonti aggiungono che l’orizzonte temporale potrebbe essere quello di 12 mesi”.
Inoltre, “la richiesta di valutare una pianificazione del ritiro del contingente italiano avviata dal ministro Trenta sarebbe statacondivisa con la presidenza del consiglio“. Quindi, se Moavero (ndr. e la Lega) non era a conoscenza dei piani della Trenta, Conte non solo era stato informato, ma li ha anche avallati“. 

Demata

Governo Conte: come farsi cacciare dall’Europa

23 Gen

italietta-dei-politici-l-zrfmdzAd ogni azione segue sempre una reazione, specialmente se la Francia è accusata di “colonialismo” da Di Maio, con una sonora bufala su Franco Centrafricano ed invocando “l’Africa agli africani” (o meglio “gli africani stiano in Africa”) per prendersela persino con l’Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO) dei cui servizi l’Italia usufruisce alla grande e da decenni.

 

Così accade che da oggi siamo soli nel Mediterraneo a fronteggiare i flussi migratori: la Germania è uscita dall’Operazione Sofia e così, in mare, restano solo 4-5 fregate spagnole, occupate di fronte al Marocco a protezione delle loro coste: il resto del mare, eccetto Malta e fino al largo della Grecia, è tutto nostro.

Da oggi finisce anche l’Europa del ‘triplice’ Patto di Roma che vedeva Germania, Francia e Italia come padri fondatori e protagonisti dell’unione: arriva il duplice accordo di Aquisgrana tra Merkel e Macron per “rafforzare l’integrazione fino alla creazione di “uno spazio economico franco-tedesco con regole comuni”.
Di fatto ha inizio l’unificazione di difesa, frontiere, strategie comunitarie, economia, sistemi fiscali e welfare state e, con la Brexit alle porte, è difficile immaginare a cosa sarà esposta a breve l’Italia se si mantiene alla deriva … nel Mediterraneo in fiamme.

Ed, oggi, si apre il Forum economico mondiale (FMI) di Davos 2019 con l’Italia sotto i riflettori, con una crescita ‘dichiarata’ allo 0,6%, cioè impercettibile e, comunque, la più bassa fra le principali economie mondiali.
Con l’Iva al 24,5% dal 2015 e ‘sospesa’ solo grazie a nuove tasse, a tagli dissennati, ad ulteriori indebitamenti e dinanzi ad ulteriori sprechi e a nuove spese, da oggi l’idea generalizzata è che il Bel Paese sia un “rischio globale”, dato che si teme un debito molto superiore a quanto già oggi si conosce.

A parte, c’è la questione che il Premier Conte ha appena concluso gli incontri con Ciad, Sahel, Etiopia e Niger, aggiungiamo che Di Maio anticolonialista ed antifrancese relega in panchina tutta la Farnesina ed un pezzo della Nato, con Salvini per il quale “il Fmi che è una minaccia per l’economia mondiale, una storia di ricette economiche coronata da previsioni errate, pochi successi e molti disastri”.

Ma il Parlamento cosa ne dice di questa improvvisa virata in politica estera, avversa a partner storici dell’Italia come Francia e Cina? E cosa pensiamo di promettere ai paesi africani se … il commercio estero è di competenza esclusiva dell’Unione Europea e non dei singoli Stati?
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nominato e non eletto, con il suo governo di opposte fazioni – tra leghisti, grillini e berluscones – intende portarci pian pianino al fatto compiuto di esser fuori fuori dall’Europa?

Demata

Il 2019 del premier Giuseppe Conte

28 Dic

Il Governo presieduto dall’avvocato Giuseppe Conte è in carica a partire dal 1 giugno 2018, sono trascorsi sette mesi  ed una Legge Finanziaria: è il momento di una valutazione di cosa abbia prodotto il nostro Presidente del Consiglio. 

Quota 100, ma quale? Quella che blocca la pensione del 60enne che ha già 43 anni e di contributi e lascia andar via il 62enne con soli 38 anni di contributi oppure tutte e due e, comunque, taglia qui e lì, con un importo pari al 60% dell’ultimo stipendio?
Un conto è ‘superare la Legge Fornero’ – come chiedeva Salvini e come ormai è tempo che sia – un altro è aprire il vaso di Pandora, come vorrebbero i Cinque Stelle ed una bella fetta del Centrosinistra.

Reddito di cittadinanza, ma senza lavorare? Gli occupati sono circa 22 milioni, di cui circa 3 milioni con contratti a termine, e i disoccupati sono circa 2 milioni. Ma se dobbiamo ricorrere a manodopera straniera per circa 5 milioni di lavoratori, il lavoro in Italia c’è o non c’è?
Piuttosto, cosa ne è rimasto degli ‘aiuti’ che alla famiglia, ai giovani in cerca di prima occupazione, alle madri lavoratrici, agli invalidi parziali eccetera? Questi sì che erano nel ‘contratto’ ed il Decreto Dignità farà forse più danni che benefici.

Immigrazione e Sicurezza, ma come? Dal 2006 al 2014 sono stati archiviati ben 370.953 procedimenti per un reato minore come la “minaccia” ed altri 424.122 sono pervenuti ad azione penale, con una percentuale di italiani doppia rispetto agli stranieri e con un sommerso rilevante, visto che il procedimento si avvia su querela di parte.
Gli italiani ritengono che servano più sgomberi, meno protezione umanitaria e più centri per il rimpatrio, almeno così dicono le statistiche del consenso. Ma i numeri dei ‘fatti’ raccontano anche che i problemi di sicurezza sono altri.

Sanità universale ma anche privata? Quella delle liste d’attesa di mesi e mesi, nonostante il sistema unico di prenotazione che mette in rete tutta l’offerta ed i pazienti ormai abituati a rinunciare ad eseguire una visita o un esame presso la struttura di cui si fida e/o più vicina? 
Non se ne verrà mai capo senza riformare i rapporti Stato-Regioni, ma – anche se la questione non è nel ‘contratto’ Di Maio – Salvini – non si può continuare a togliere soldi alla salute dei cittadini per pagare i debiti accumulati dalla Sanità stessa, senza riformarla profondamente. O l’una o l’altra od ambedue. 

Spesa pubblica in aumento, ma con quali Entrate? Il 2017 ha comportato circa 472 miliardi di entrate fiscali allo Stato e alle Regioni, che – però – nel 2018 hanno previsto una spesa per circa 850 miliardi, ma è chiaro a tutti che lo 0,1% sul Debito pubblico (il “decimale”) significa 1,69 miliardi di euro in più od in meno da dover ripagare in qualche modo, oltre ai circa 2.227 miliardi di euro che già abbiamo … da elidere dalle somme disponibili per l’Italia e gli Italiani?
Non a caso, riguardo la manovra finanziaria, Carlo Cottarelli ha evidenziato che “è oscura. Il vero rischio è la recessione”. 

Appalti e Forniture facilitati, ma per chi? Con la nuova normativa la Pubblica amministrazione potrà affidare lavori senza gara d’appalto nelle opere di importo compreso tra 40 mila e 150 mila euro e – come ha dichiarato Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale AntiCorruzione – “questa norma non aiuterà i funzionari morosi, mentre consentirà a quelli disonesti di fare il buono e il cattivo tempo. Basti ricordare che tutto il sistema di Mafia Capitale si reggeva sugli affidamenti diretti“.

Forse, qualcuno non ricorda che il 27 maggio 2018 Giuseppe Conte rimetteva l’incarico come presidente del Consiglio dei ministri, ricevuto dal Presidente della Repubblica solo quattro giorni prima, il 23 maggio 2018, per poi riaccettarlo il 31 maggio, onde evitare la formazione di un governo tecnico provvisorio guidato da Carlo Cottarelli, visto che l’Italia era senza una guida da quasi 90 giorni, cioè dalle elezioni del 4 marzo 2018.

Dunque, anche se in prima pagina troviamo puntualmente Salvini & Di Maio con la loro antitesi manifesta, di norma sarebbe ed è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ad essere il primo responsabile dei danni o benefici che arriveranno nel 2019 con la Quota 100, il Reddito di cittadinanza, il Decreto Dignità ed il Decreto Sicurezza, gli Appalti e le Forniture facilitati, la Spesa pubblica incrementale, la Sanità a progetto.

In parole povere, il 2019 porterà a tutti noi l’evidenza che, specie con le norme volute o promesse da Salvini & Di Maio,  il compito del premier Conte non può restare solo quello di ‘presiedere’ le attività del governo od esserne il portavoce: ormai sono dieci mesi che l’Italia ha solo un tot di ministri che vanno per conto loro.

Demata