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Obbligo di vaccino, la Lega e la situazione in Lombardia

5 Gen

Stando ai dati diffusi dalla Regione Lombardia, tra i 9,5 milioni circa di persone vaccinabili, i vaccinati con una sola dose sembrerebbero essere a prima vista il 91% e quelli con il ciclo completo (seconda dose o dose unica) addirittura il 100%, mentre i lombardi che avrebbero ricevuto il booster sono il 55%.

In realtà, andando ai dati nei dettagli provinciali, le prime dosi sono al 75%, circa 7,5 milioni che si assommano agli almeno 1,4 milioni di lombardi che hanno già contratto il Covid (1.330.000 secondo JHU CSSE COVID-19 Data).

Ma più o meno lo stesso (80% circa) è il numero di coloro che in Lombardia hanno completato il ciclo vaccinale (2° dose/unica), mentre la media regionale dei lombardi vaccinati con il booster forse arriva al 35%.

In termini concreti, il 20% di non vaccinati nella Lombardia equivale a quattro persone ogni 20 (su un bus, in un’aula, al bar) e questo fa una bella differenza con il resto d’Italia, che arriva al 90% di persone con almeno una dose o guarite da al massimo 6 mesi, cioè una ogni dieci soltanto.

Sarà una caso, ma – a differenza di tante altre regioni – in Lombardia non è facile trovare in bell’evidenza un chiaro invito alla vaccinazione. Anzi, c’è un ‘gravame’ che pesa su tanti medici e strutture: “l’evidente manovra di dismissione (svendita?) della sanità pubblica in generale e del territorio in particolare”, come scriveva due mesi fa (link) il Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano. In effetti, il modello misto assicurativo (‘pro soluto’) della Lombardia non prevede(va) una infrastruttura sanitaria pubblica tale da reggere l’urto di una pandemia, in termini di prevenzione territoriale, di dotazione delle strutture e di sovraffollamento degli accessi/slot.

Sarebbe una scommessa enorme per la Lega, quella di opporsi all’obbligo vaccinale, mentre nella ‘propria’ regione c’è un non vaccinato ogni cinque persone.
Come sarebbe una responsabilità politica non banale, quella di essersi nuovamente associata con i Cinque Stelle uno stallo populista che dura ormai da anni, grazie a loro. Una vicenda che inizia a somigliare ad una commedia dell’arte in salsa ‘social-televisiva’, con Salvini vs Renzi come Conte vs Draghi o Meloni contro Letta e così via

Demata

La Dad si poteva evitare, regioni permettendo

3 Gen

A pochi giorni dalla riapertura della scuola,  gli insegnanti vogliono ripartire in presenza, anche se sono ancora circa 40mila quelli che rifiutano l’obbligo vaccinale, mentre aumentano i contagi tra i minorenni. Stranamente, tutti se la prendono con i ministri Speranza e Bianchi, anche se quello che dovevano fare era solo una piccola parte del necessario e, tra l’altro, l’hanno fatto.

Il Ministero della Salute, infatti, in Italia non ha poteri in materia sanitaria, perché non ha le competenze che l’art. 117 della Costituzione attribuisce alle Regioni. E quel che resta (farmaci e sicurezza sanitaria) non è più del ministero, bensì di due apposite quanto autonome agenzie, Aifa e Agenas.
Bene avrebbe fatto Giuseppe Conte a ripristinare in Parlamento qualche potere centrale piuttosto che inerpicarsi nei suoi equilibrismi regionali.

Quanto al Ministero dell’Istruzione, anche per esso l’art. 117 della Costituzione parla chiaro, attribuendo alle Regioni (e ai Comuni) edilizia, dotazioni e trasporti scolastici, mentre il funzionamento è tutto delle ‘istituzioni scolastiche autonome’, responsabile per la sicurezza e medico scolastico inclusi.
Dunque, organizzata la sostituzione del personale, fissati i criteri per la didattica e la valutazione, condivise con i sindacati le regole per funzionare al meglio, è davvero una gran cortesia quella di Viale Trastevere nel non lagnarsi – quotidianamente e a media unificati – dell’operato dei governi regionali e delle amministrazioni comunali.

Piuttosto, parlando concretamente di Covid, in questi due anni gli Enti Locali:

  1. quante mascherine idonee hanno fornito agli alunni?
  2. quante aule hanno ampliato o creato ex novo?
  3. quanti impianti elettrici e infissi sono stati adeguati?
  4. quanti sistemi per l’aspirazione dell’aria sono stati installati?
  5. quanti accessi scolastici sono stati ampliati e resi sicuri?
  6. quanti vettori per il trasporto scolastico sono stati previsti e aggiunti?

Poi, c’è chi si preoccupa e qualcuno che protesta, ma poco resta al di là del folklore di una carnascialata. Infatti, riguardo ai Sindacati, alle Associazioni di categoria e/o di genitori, ai diecimila consigli d’istituto – tutti sempre attenti al Piano dell’Offerta Formativa progettato dai docenti – è improbabile che non si siano accorti da tempo del gap tecnologico e culturale di una didattica a distanza italiana che riesce ad esprimersi quasi solo in videoconferenza di classe, sovraesponendo gli alunni e ‘bruciando’ i docenti.

E’ vero, “non si possono bloccare i bambini o gli studenti in quarantena per 5 ore davanti al Pc” – come dice la segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi – ma, allora, perché i docenti italiani offrono ancora, sempre e solo la lezione frontale di classe, ma raramente le webinar, l’elearning e i materiali strutturati?
Come mai in due anni di DaD il Coding non è diventato un’esperienza cognitiva diffusa?

Anche in questo non è il Ministero a decidere, ma lo sono – tra fondo d’istituto e piano formativo – i Sindacati, i Collegi dei docenti e, soprattutto, i Consigli di istituto dove sono rappresentati anche genitori e alunni, ma non gli enti (e la politica) locali che tanti doveri hanno sull’istruzione.

Demata

Mattarella, i partiti e quel serve ad un Presidente

1 Gen

Nel suo discorso di fine anno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha dato agli italiani un buon riassunto delle qualità ‘civiche’ che sono essenziali per chi volesse assumere il suo ruolo.

Un ruolo difficile e delicato, quello di Presidente della Repubblica Italiana, visto che comporta il potere-dovere di sciogliere le Camere e indire le elezioni, autorizzare la presentazione in Parlamento dei disegni di legge governativi e rinviare alle Camere con messaggio motivato le leggi non promulgate, nominare il Presidente del Consiglio dei ministri ed emanare i decreti e i regolamenti adottati dal governo, decretare lo scioglimento di consigli regionali e la rimozione di presidenti di regione, presiedere il Consiglio superiore della magistratura  e nominare un terzo dei componenti della Corte costituzionale, presiedere il Consiglio supremo di difesa e detenere il comando delle forze armate italiane, ratificare i trattati internazionali e dichiarare lo stato di guerra.

Dunque, un ruolo che va affidato a qualcuno/a che ha già una conoscenza approfondita di tutto questo: vietato esitare oppure osare più del necessario.
Ma conta soprattutto fare la cosa giusta.

Sotto il mandato di Sergio Mattarella, il compito del capo dello Stato è stato quello di esserne il garante del popolo sovrano, preservando “l’unità istituzionale” con sobrietà e con un “patriottismo concretamente espresso nella vita della repubblica”, proprio nel momento più difficile della sua storia, cioè quando il regionalismo introdotto dal Titolo V della Costituzione mostrava tutti i suoi limiti sotto l’impatto della pandemia, della crisi economica e della discordia degli eletti.

Dunque, che i leader di partito che condurranno i giochi elettorali ricordino che serve innanzitutto “senso di responsabilità” e non solo ‘di fazione’, dato che dovranno dar conto di due “esigenze di fondo” che Sergio Mattarella con la sua esperienza ha voluto sottolineare: possedere la neutralità e la sobrietà che servono per “spogliarsi di ogni appartenenza e farsi carico dell’interesse generale” come la competenza e l’esperienza che servono per “salvaguardare ruolo, poteri e prerogative dell’istituzione che riceve dal suo predecessore”.

Demata

Omicron, il Fatto Quotidiano e le buone ragioni di Draghi

30 Dic

Sarà la Corte dei Conti a dirci cosa ne è stato dei nostri soldi sotto i Governi del ‘buon’ Giuseppe Conte, ma si tende a dimenticare, evitata la dispersione ‘a pioggia’ del PNRR con la sua defenestrazione ad opera del ‘cattivo’ Matteo Renzi.
Ed a quale degrado si sia ridotta la politica sotto il suo mandato è sotto gli occhi di tutti, se Mario Draghi servirebbe a presiedere il Consiglio e pure la Repubblica, magari anche il Mef.

Ricordiamo tutti che fu Conte ad optare per lo stato d’emergenza come se una pandemia possa finire in qualche mese o un anno.
E lo ricordiamo tutti ogni sera a reti unificate nello scandire numeri su numeri tutti da verificare, perpetuando un’emergenza nell’emergenza mentre nazione, istruzione, commercio, sanità, occupazione e produzione rimanevano in stallo per mesi e mesi.

No, purtroppo, non siamo tutti a ricordarlo, anche se è passato meno di un anno.

C’è il Fatto Quotidiano che lamenta a tutta pagina che “le (poche) parole del governo mandano in tilt i cittadini”, anche dinanzi a norme molto chiare come quelle che finalmente distanziano i Novax da bar, autobus e ristoranti. E, in video, c’è Gomez che accusa: “Buffoni, Draghi doveva presentarsi agli italiani e dire che hanno deciso di far correre il virus. Scelta vigliacca”.

Le ragioni? Secondo Gomez, “tutti noi sappiamo che il 90% degli italiani, o almeno il 70%, se non il 50, comunque un numero enorme, non seguirà queste regole” e “Mario Draghi si sarebbe dovuto presentare agli italiani e dire ‘signori riteniamo che Omicron sia molto poco letale, ce lo dicono i dati. Pensiamo che il Paese debba continuare a correre, e quindi abbiamo deciso di far correre il virus’”.

Ognuno ha le sue opinioni e, del resto, il Fatto Quotidiano non è da ieri che si occupa ‘criticamente’ dei vaccini.

Ma sono decine di milioni gli italiani che da due anni sono attenti alle regole, la stragrande maggioranza, basta andare al supermercato per saperlo. Ed Omicron è molto poco letale solo per chi è vaccinato, ma colpisce duro chi non lo è.
Purtroppo, non è quello che leggiamo o sentiamo da troppi media che, ad esempio, non stanno sottolineando che il booster vaccinale consente l’azzeramento della quarantena, dato che conferisce una protezione adeguata e, soprattutto, riduce sensibilmente la proliferazione della carica virale.

Che siano semplicemente queste le buone ragioni di Mario Draghi?

E, comunque, perché non titolare “il booster protegge”, “il vaccino funziona”, “la libertà è nella cura appropriata”?

Demata

Covid: il 30-40 per cento della popolazione è a rischio?

9 Nov

fonti: Bild Live News Moody’s

Stanotte, in Germania, il ministro federale della Sanità Jens Spahn ha annunciato che se si va per definizione, il 30-40 per cento della popolazione è a rischio per il Covid.
Abbiamo 23 milioni di tedeschi sopra i 60 anni”, ha dichiarato il politico della CDU su “Bild live”. “Siamo un paese prospero che soffre delle malattie della civiltà: diabete, ipertensione, obesità. Tutti i fattori di rischio per questo virus, così come per molte malattie infettive.

Quando si dice ‘parlare chiaro’.
La Repubblica Federale tedesca è il paese più anziano del mondo dopo il Giappone e l’Italia.
Anche Portogallo, Francia, Grecia, Svezia, Finlandia, Olanda, Belgio rientrano tra i così detti paesi ‘super-aged’ (>20% della popolazione over65enne).

Una maggiore percentuale di persone anziane significa – in teoria, se la Società è sana – meno persone che lavorano per saziare consumi effimeri e più persone che spendono per consumi in cure sanitarie e assistenza di vario tipo. Questo è il ‘segreto’ che ha tenuto Germania e Giappone al riparo da una situazione endemica come – viceversa – in Italia.

Nel 2014, Moody’s pubblicava il rapporto demografico “Population Aging Will Dampen Economic Growth over the Next Two Decades”, preannunciando questi numeri di oggi, il 2020.
Moody’s, sei anni fa, avvertiva che le  nazioni che stavano invecchiando di più dovevano investire maggiori quantità di denaro nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie, utili per rendere più produttivi i lavoratori e per evitare il trasferimento all’estero delle attività industriali.
Non solo l’innalzamento dell’età per andare in pensione e l’immigrazione di giovani da paesi economicamente più svantaggiati.

Dunque, a differenza della Germania, l’Italia non solo offre molto meno in termini di sanità ed assistenza a chi si ammala o diventa anziano, mentre rinvia l’accesso pensionistico ma non l’invecchiamento e le malattie.
L’Italia, finora, non ha sviluppato politiche per i giovani investendo nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie, come non ha sviluppato politiche per la famiglia e per i risparmiatori, preferendo sostenere il sistema dell’intrattenimento e dei consumi effimeri.

Non è un caso che governo, governatori e sindaci siano in difficoltà: sussidiare ed agevolare chi li ha votati, illudendosi che ‘tutto ritornerà come prima’, oppure ordinare ed intervenire, per ‘evitare che domani sia peggio di oggi’?

Demata

Italia, Francia, Germania, USA: le Costituzioni a confronto

22 Lug

Costituzioni alla mano qual’è la differenza tra italiani, francesi, tedeschi e americani?

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Iniziamo con il “protagonista” e prendiamo atto che è il Popolo che ‘crea’ Francia, Germania e USA, ma non l’Italia.

DE – Tutto il popolo tedesco è esortato a realizzare, mediante libera autodeterminazione, l’unità e la libertà della Germania.
FR – Il Popolo francese proclama solennemente la sua fedeltà ai diritti dell’uomo e ai principi della sovranità nazionale
US – Noi, Popolo degli Stati Uniti, allo Scopo di realizzare una più perfetta Unione, stabilire la Giustizia, garantire la Tranquillità interna, provvedere per la difesa comune, promuovere il Benessere generale ed assicurare le Benedizioni della Libertà a noi stessi ed alla nostra Posterità, ordiniamo e stabiliamo questa Costituzione per gli Stati Uniti d’America
IT – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità` appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Come abbiamo letto, lo “scopo” è:
DE – unità e libertà
FR – diritti dell’uomo e sovranità nazionale.
US – unione, giustizia, tranquillità, difesa, benessere, libertà
IT – lavoro

Andando alla “governabilità” è ben diverso leggere:

DE – Il Bund (Federazione) garantisce che l’ordinamento costituzionale dei Länder corrisponda ai diritti fondamentali e alle disposizioni. Tutto il potere federale emana dal popolo. Esso è esercitato dal popolo nelle elezioni e nei referendum e per mezzo di speciali organi del Potere legislativo, del Potere esecutivo e del Potere giudiziario.

FR –Le collettività territoriali della Repubblica sono i comuni, i dipartimenti, le regioni, le collettività a statuto particolare e le collettività d’oltremare.
Nelle collettività territoriali della Repubblica, il rappresentante dello Stato è responsabile in materia di interessi nazionali, controllo amministrativo e rispetto delle leggi.

US – Questa Costituzione e le leggi degli Stati Uniti che saranno fatte in sua applicazione costituiranno la legge suprema del Paese; e in ciascuno Stato i giudici ne saranno vincolati, senza considerare qualsiasi cosa sia disposta in contrario nella Costituzione o nelle leggi di qualsiasi Stato. I poteri che la costituzione non attribuisce agli Stati Uniti né inibisce agli Stati, sono riservati ai singoli Stati o al popolo.

IT – La Repubblica e` costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Citta` metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.
Spetta alle Regioni la potesta` legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potesta` legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. (ndr. tra queste materie abbiamo istruzione, tutela della salute; protezione civile; grandi reti di trasporto e di navigazione; previdenza complementare e integrativa …)

Riepilogando, se mettiamo la Costituzione italiana a confronto con quelle straniere:

  1. non è il popolo italiano che crea la nazione Italia
  2. lo scopo enunciato non è unità, libertà, sovranità, diritti eccetera, ma il ‘lavoro’
  3. la sovranità del popolo italiano è limitata dalla Costituzione entro la sovranità dello Stato e della Chiesa cattolica
  4. lo Stato italiano non ha molti dei poteri del Bund tedesco, dell’Etàt francese o  del Congresso USA
  5. le Regioni e i Comuni hanno ampia facoltà di deregolare norme e diritti essenziali, salvo illegittimità formali di competenza giudiziaria e non politica.

Dunque, è inutile meravigliarsi se il Recovery Fund sia quella “sorta di finanziamento a pioggia” che i Frugali europei e tanti italiani temono.

Nè c’è da aspettarsi che l’Italia ridurrà deficit o rilancerà profit, senza prima chiarire Poteri e Doveri costituzionali.
Ma … la Costituzione italiana ha un meccanismo che ne consenta la revisione senza addentrarsi in un labirinto?

Demata

Covid-19 e contenimento: cosa ne pensano i Liberali?

30 Apr

Non solo Trump, ma anche i Liberali europei puntano il dito verso la Cina per la coercizione dei propri cittadini e la manipolazione delle informazioni all’estero.

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Hans van Baalen – presidente dell’Alleanza Liberaldemocratica, a cui aderiscono anche i Radicali e +Europa –  ha condannato il ‘misuse’ cinese del contenimento Covid-19 allo scopo di rafforzare il potere comunista.

E’ un fatto noto, ormai, che “l’European Union External Action Service (EEAS) ha prima ritardato e poi riscritto un rapporto sulla disinformazione e sui metodi che hanno alleggerito l’attenzione sulla Cina.

Altre organizzazioni mediatiche affidabili e apprezzate come Politico Europe e BBC News hanno riportato fatti simili“: la pressione diplomatica e la coercizione interna da parte della Cina avrebbero portato a sottovalutazioni che hanno ammorbidito la posizione dell’UE nei confronti delle campagne di disinformazione cinese nei paesi europei durante l’epidemia di COVID-19.

Il parlamentare europeo Bart Groothuis (Renew Europe) – anche lui olandese – ha lanciato un chiaro monito.

L’Unione Europea deve essere vigile e rispondere a queste ostilità.
La relazione del Servizio europeo per l’azione esterna si resoconti e la disinformazione di COVID-19 è un passo avanti. Tuttavia, le recenti accuse relative all’ammorbidimento dei contenuti su richiesta del governo cinese destano profonda preoccupazione. L’UE non può consentire a un paese esterno di influenzare le informazioni condivise.

L’UE deve trovare la sua posizione in questa nuova fase globale e ha tutto ciò che serve per combattere e dare l’esempio, ma sono necessarie unità e cooperazione di tutti gli Stati membri e poteri istituzionali liberali più forti.
L’UE può essere un leader sulla scena globale, ma deve ritrarsi come una vera Unione di stati democratici liberali che affrontano la crisi in modo collettivo, efficiente e trasparente.

Qualsiasi manipolazione o coercizione da parte di paesi terzi causerebbe un danno al processo democratico nell’UE. La nostra sovranità politica è in gioco se lo permettiamo.”

In altre parole dallo scoppio della pandemia di COVID-19, Cina e Russia stanno implementando una campagna di disinformazione globale volta a posizionarsi come leader globali e minare la fiducia nelle democrazie liberali e nelle loro istituzioni.

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La lotta contro COVID-19 è una lotta comune.
I regimi che nascondono e mascherano le informazioni non possono essere l’esempio principale, a differenza delle democrazie liberali che salvaguardano le libertà civili e condividono informazioni trasparenti ed efficienti.

Adesso, la parola passa ai vari partiti liberali d’Europa, tra cui i nostri Radicali, +Europa e PLI, anche se non è parte dell’alleanza europea dei liberali. 

La forza degli Europei sono le libertà civili e la condivisione di informazioni trasparenti ed efficienti.

Perderemo la guerra con il Covid-19 e non solo quella se anche in uno stato o una regione europei fossero ritardate e poi riscritte delle informazioni essenziali contro la pandemia.
Peggio ancora se in un qualche stato o regione europei si adottassero forme di coercizione della popolazione eccessive per nascondere le falle del sistema e cooptare il consenso.

Demata

Da oggi i Cinque Stelle sono l’Establishment

5 Set

La scelta di un Governo Conte bis associandosi con il PD è stato un errore – forse definitivo – dei Cinque Stelle: da oggi sono il Potere e l’Establishment.

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La originaria scelta di Giuseppe Conte nell’associarsi con la Lega (ndr. Salvini è un fenomeno a se stante) era ‘coerente’ per gli elettori grillini: due formazioni politiche all’opposizione che si associano in una alleanza Destra/Sinistra, ma anche Nord/Sud, contro il “nemico esterno”, che Europa o Africa cambia poco, e contro il Partito Democratico, figlio mutante dei partiti clientelari del Dopoguerra.

L’attuale scelta di Giuseppe Conte nell’associarsi con il Partito Democratico (ndr. di cui Renzi è solo una delle trasfigurazioni) è un radicale cambio di rotta: il partito al potere pur di mantenere poltrone e consensi si associa con quello che ha sempre dipinto come il peggiore nemico del Popolo, per formare un’alleanza solo ‘a Sinistra’.

E’ facile ipotizzare che gli elettori ed i contribuenti possano sentirsi stretti in una morsa, non appena inizieranno a piovere tasse, ticket, tagli, disservizi, pagamenti dilazionati e … nomine, a cui il PD è affezionato. 

E da quell’istante in poi, cioè proprio nel periodo utile per andare alle urne fra l’estate del 2020 e i primi mesi del 2021, prima del ‘semestre bianco’ presidenziale, i Cinque Stelle NON saranno più il partito del popolo nè quello dei cittadini.

Anzi, già da oggi non hanno più alibi per tutti i disservizi e i deficit nelle Regioni e nei Comuni a guida PD.
Nè il PD di Renzi, Del Rio e Zingaretti potranno raccontarci di esser stati travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, quando ci saranno da spiegare le solite proprie liti interne e le eventuali ‘stranezze’ dei Cinque Stelle o dei post-comunisti.

Demata

Le accuse di Giuseppe Conte a Matteo Salvini

20 Ago

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Giuseppe Conte: “Il governo finisce qui, mi dimetto. Salvini ha compromesso interessi nazionali per i suoi. Su piazze e poteri una concezione che preoccupa’

“Amici della Lega, per preparare e giustificare la scelta di far ritorno alle urne elettorali, avete tentato, maldestramente, di accreditare l’idea di un “governo dei no” e del “non fare”.

Pur di battere questa fatua grancassa mediatica avete macchiato quattordici mesi di intensa attività di governo.

In questo modo avete offeso non solo il mio impegno personale, ma anche la costante dedizione dei vostri stessi Ministri e Sottosegretari, che mi hanno affiancato sino all’ultimo giorno nelle attività di governo. In questo modo avete offeso la verità dei fatti.

Avete oscurato le misure per rafforzare la sicurezza che i cittadini attendevano da tempo; le norme anticorruzione, il protocollo di azione per la “terra dei fuochi”, il codice rosso contro la violenza alle donne.

Avete oscurato tutte le varie misure adottate per accelerare e rilanciare gli investimenti: il decreto crescita, lo “sblocca cantieri”, il decreto semplificazioni, il decreto Genova, il piano “ProteggiItalia” contro il dissesto idrogeologico, le norme per sboccare i fondi per l’edilizia scolastica, per sbloccare gli avanzi di amministrazione dei comuni.

Avete calpestato le misure di protezione sociale che insieme abbiamo adottato: quota 100, decreto dignità, reddito di cittadinanza, rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche.

Avete offuscato la miriade di iniziative che sono valse a sbloccare opere ferme da anni: il Tap, il Terzo valico, le autostrade Asti-Cuneo e Ragusa-Catania, il quadrilatero Marche-Umbria, gli aeroporti di Crotone, Foggia e Reggio Calabria, il porto di Gioia Tauro; le varie misure di risoluzione delle crisi aziendali, per rilanciare il Sud, per tenere fuori la politica dalla sanità, per rafforzare la ricerca, per rendere più efficiente la pubblica amministrazione e per sbloccare le assunzioni nel pubblico impiego; ricordo che adesso disponiamo, finalmente, di un unico piano tariffario per le concessioni autostradali che ci consentirà di controllare più efficacemente gli effettivi investimenti ed eventuali aumenti dei pedaggi.

Avete cancellato i vari provvedimenti con cui abbiamo avviato la riforma fiscale e abbiamo investito nell’innovazione tecnologica.

Avete oscurato gli interventi di riforma della governance dello sport e i successi ottenuti con l’assegnazione a Milano-Cortina delle Olimpiadi invernali 2026 e delle Atp finals di tennis a Torino.

All’indomani della competizione europea, il Ministro dell’Interno e leader della Lega, forte del successo elettorale conseguito, ha posto in essere un’operazione di progressivo distacco dall’azione di governo, un’operazione che ha finito per distrarlo dai suoi stessi compiti istituzionali e che lo ha indotto alla costante ricerca di un pretesto che potesse giustificare la crisi di governo e il ritorno alle urne.

Questa decisione, tuttavia, ha compromesso il lavoro già avviato per la definizione della legge di bilancio, che avrebbe introdotto una più incisiva riforma fiscale, contenente quella che con formula semplificata viene definita flat tax, ma anche una riforma della giustizia tributaria e la necessaria riduzione del cuneo fiscale, misure di sostegno agli investimenti e all’export, un piano di rilancio per il Sud, vari interventi nel segno della spending review, un progetto articolato e compiuto di privatizzazioni.

Parimenti compromesso risulta l’ampio disegno riformatore affidato al Parlamento, dove sono in corso di esame vari disegni di legge di delega, che, una volta approvati, avrebbero consentito al Governo di adottare vari decreti legislativi contenenti codici di settore mirati a riordinare la legislazione e a semplificare la burocrazia in tutti i principali settori di attività.

Lo scioglimento anticipato delle Camere arresterebbe anche le riforme del codice di procedure civile e del codice di procedura penale, oltreché del CSM, pensate soprattutto per accelerare i tempi della giustizia e rendere così più competitivo il nostro Paese anche agli occhi degli investitori stranieri.

Caro Ministro dell’Interno, caro Matteo, promuovendo questa crisi di governo ti sei assunto una grande responsabilità di fronte al Paese.

Hai annunciato questa crisi chiedendo “pieni poteri” per governare il Paese e ancora di recente ti ho sentito invocare le piazze a tuo sostegno. Questa tua concezione mi preoccupa. Innanzitutto, le crisi di governo, nel nostro ordinamento repubblicano, non si affrontano e regolano nelle piazze, ma nel Parlamento.
In secondo luogo, il principio dei pesi e contrappesi è assolutamente fondamentale perché sia garantito il necessario equilibrio al nostro sistema democratico e siano precluse derive autoritarie.

Caro Matteo ispiri la tua azione alle concezioni sovraniste.
Permettimi di richiamare il pensiero di un sovrano illuminato, Federico II di Svevia: “Quantunque la nostra maestà sia svincolata da ogni legge, non si leva tuttavia essa al di sopra del giudizio della ragione, che è la madre del diritto”: non abbiamo bisogno di uomini “con pieni poteri”, ma di persone che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità.

Se tu avessi mostrato cultura delle regole e sensibilità istituzionale, l’intera azione di governo ne avrebbe tratto giovamento.
Ci sono stati vari episodi e atteggiamenti che ti ho sempre fatto notare, riservatamente, ma a volte anche pubblicamente.

Ad esempio, quest’anno ho provato a partire anzitempo per elaborare una adeguata manovra economica: l’azione di governo se ne sarebbe avvantaggiata enormemente. Ti ho chiesto di indicarmi i delegati della Lega a sedere ai vari tavoli governativi: mi hai fatto attendere due mesi, invano, prima di indicarmi i nomi.
Se avessi accettato di incontrare le parti sociali a Palazzo Chigi, insieme agli altri componenti del Governo, avremmo senz’altro accreditato, agli occhi del Paese, maggiore coesione della squadra di governo ed evitato che fosse compromessa l’efficacia dell’azione comune.
Se tu avessi accettato di andare al Senato per riferire sulla vicenda russa, una vicenda che oggettivamente merita di essere chiarita anche per i riflessi sul piano internazionale, avresti evitato al tuo Presidente del Consiglio di presentarsi al tuo posto, rifiutandoti, per giunta, di condividere con lui le informazioni di cui sei in possesso.

In coincidenza dei più importanti Consigli europei a cui ho preso parte, non sei riuscito a contenere la tua foga comunicativa e hai reso pubbliche dichiarazioni sui temi all’ordine del giorno, creando un controcanto politico che ha rischiato di generare confusione e certo non ha contribuito a rafforzare l’autorevolezza del nostro Paese.

In molteplici occasioni hai invaso le competenze degli altri Ministri, creando sovrapposizioni e interferenze che hanno finito per minare l’efficacia dell’azione. Hai criticato pubblicamente l’operato di singoli Ministri, incrinando la compattezza della squadra di governo, quando io stesso ti avevo pregato, all’indomani della competizione elettorale europea, di riferirmi direttamente e riservatamente nel caso avessi avuto osservazioni sulla composizione della squadra.

La cultura delle regole e il rispetto delle istituzioni certamente non si improvvisano. Ma sono qualità fondamentali per aspirare al ruolo di Ministro dell’Interno o di Presidente del Consiglio dei Ministri.
Chi ha compiti di responsabilità deve lavorare a soluzioni concrete e sostenibili, senza rincorrere o, addirittura, sollecitare le reazioni emotive dei cittadini.

Permettimi un’ultima osservazione, che, in verità, non ti ho mai riferito perché non riguarda specificamente i nostri compiti di governo.
Chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare, durante i comizi, di accostare agli slogan politici i simboli religiosi.
Questi comportamenti non hanno nulla a che vedere con il principio della “libertà di coscienza religiosa”.
Piuttosto, sono appaiono episodi di “incoscienza” religiosa, che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e, nello stesso tempo, di oscurare il principio di laicità, tratto fondamentale dello Stato moderno.”

Demata

Salvini: un’immunità che non conviene a nessuno

30 Gen

A quanto sembra fa paura davvero quello che è scritto nelle 50 pagine depositate dai magistrati riguardo il sequestro di persona dei naufraghi imbarcati sulla nave militare Diciotti: una nave militare addetta al soccorso in mare che viene interdetta allo sbarco dei naufraghi, mentre a Catania erano pronti ad applicare le normali procedure, “manifesta il carattere illegittimo della conseguente condizione di coercizione a bordo patita dai migranti” , scrivono i magistrati.

Infatti, almeno secondo logica prima avviene lo sbarco, poi l’identificazione definitiva e la messa in sicurezza, infine si apre la questione della relocation.

Giorno memoria: le celebrazioni al Quirinale

Foto Ansa

Nessuno – benchè meno Matteo Salvini – vorrebbe trovarsi con una condanna in primo grado per sequestro di persona (da tre a quindici anni nel caso dei minore di anni quattordici) e … poi l’Appello e poi la Cassazione, specialmente se si è anche  segretario federale di un partito che ‘vanta’ una pendenza di ben 49 milioni di euro per danni dello Stato.

Il problema nel problema è che con l’immunità il processo è solo sospeso e la prescrizione per un reato è pari al tempo di pena massima previsto più un quarto (15 anni + circa 4). Dunque, arriverà nel lontano 2037: Matteo Salvini (classe 1973) comunque avrà la spada di Damocle di dover essere rieletto in una delle due Camere italiane fino all’età di 65 anni, sempre sperando che in vent’anni non cambi qualche regola sull’immunità dei parlamentari.

In ambedue i casi una situazione molto scomoda e rischiosa, senza parlare del fatto che non è una cosa semplice rimanere ministro con un’accusa di sequestro plurimo di persona che è solo sospesa per via dell’immunità , se … tutti i pubblici impiegati sono soggetti alla sospensione cautelare in caso di procedimento penale  ….

Allo stesso modo, il M5S non avrebbe giustificazioni verso i propri elettori nel mantenere un “privilegio della casta” – l’immunità – proprio riguardo le decisioni di Matteo Salvini che una parte degli stessi grillini non condividevano: Di Maio, Toninelli e Conte apparirebbero come coloro che hanno messo da parte i principi fondamentali del Movimento, pur di governare con Matteo Salvini, il duro e puro che ha fermato l’invasione scafista, cioè la fine del Movimento Cinque Stelle e la nascita di partito vero e proprio.

E non è che dal lato della Lega andrà meglio, dato che l’immunità per Salvini accentuerebbe ancora di più l’unica immagine che offre agli elettori, cioè quella di estrema destra xenofoba con tanto di alleanze con Kacinsky, Orban e Le Pen.

Viceversa, inviando Matteo Salvini a processo, come accadrebbe a qualunque cittadino, i Cinque Stelle salverebbero faccia, elettorato e unità, la Lega potrebbe continuare ad attrarre elettori di centrodestra, il Governo del ‘Cambiamento’ ne guadagnerebbe in autorevolezza e, tenuto conto che gli Interni si renderebbero vacanti, si perverrebbe a quel “rimpasto di governo e tagliando del contratto” che il Premier Conte sollecitava già il 29 dicembre scorso.

Ed il processo sarebbe un’ottima tribuna mediatica per Matteo Salvini, che non ha nulla da temere, anzi solo da guadagnare, se è convinto delle sue buone ragioni e della legittimità dei propri atti. 

Demata

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Come voterà la Giunta del Senato non è dato saperlo, ma gli inviti a ben riflettere sul potenziale ‘collasso’ della situazione politica arrivano da più parti, di cui alcuni di seguito tra i più interessanti.

Intanto, riguardo il salvataggio a Cinque Stelle e la storia della responsabilità collettiva e dunque ‘politica’, ci sono delle vistose falle, se – come sottolinea Alessandro De Angelis, vicedirettore di L’Huffington Post – “i Cinque Stelle, politicamente parlando, sostengono che Salvini ha agito in modo collegiale rispetto al governo, e dunque sulla base di un interesse nazionale, ma lo spediscono col loro voto davanti ai giudici per sequestro di persona.
Rischiando poi di finirci anche loro, perché potrebbero essere chiamati in correità ai sensi dell’articolo 100 del codice penale Di Maio, Toninelli e Conte, se hanno avuto una responsabilità nel verificarsi dell’evento. Prima ancora che a una eventuale crisi di governo, siamo di fronte a una crisi della logica“.

 

Roberta Lombardi, Deputata M5S uscente e consigliere della Regione Lazio scrive oggi con  grande lucidità che “votando favorevolmente all’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, il M5S e la Lega hanno una grande opportunità:

  • il M5S di confermare e rafforzare la propria identità ribadendo che su etica e legalità non facciamo sconti a nessuno né all’interno delle nostre fila né tanto meno a un nostro alleato di Governo
  • la Lega, e Salvini in primis, di dimostrare che non ha nulla da temere perché ha piena fiducia nel proprio operato, senza doversi così rimangiare la parola data rispetto a quanto dichiarato inizialmente sulla sua disponibilità a sottoporsi al giudizio della magistratura
  • il Governo del Cambiamento di dare, nel suo complesso, una nuova prova di tenuta e di convergenza d’intenti e di valori”. Viceversa, “Salvare Salvini ci costerà caro”.

 

Del resto il Fatto Quotidiano ha ben spiegato che “dopo l’insediamento del nuovo governo, il senatore Matteo Salvini, nella sua qualità di ministero dell’Interno, pur rimanendo inalterata la procedura amministrativa” per assegnare il Pos (Palce of safety) “ha ritenuto di dare seguito a un proprio convincimento politico, che aveva costituito uno dei cardini della campagna elettorale quale leader del partito della Lega, secondo cui i migranti giunti nel nostro territorio nazionale non sbarcherebbero in Italia bensì in Europa con la conseguenza che il correlato problema dell’accoglienza dovrebbe essere gestito a livello europeo, con una ripartizione degli Stati membri dell’Ue … Dunque l’unica vera ragione che ha indotto il ministro a non autorizzare tempestivamente lo sbarco è da rinvenire nella sua ‘decisione politica’ di attendere l’esito della riunione che si sarebbe tenuta” il 24 agosto al livello europeo per il caso”.

 

Un mondo e un metodo che non piace ai nuovi ‘giovani’, come scrive Linkiesta, se al Nord “c’è una generazione nuova, quella cresciuta con l’Erasmus, con i voli low-cost, internet, che i primi soldi che ha guadagnato erano euro che si affaccia anche nel mondo dell’impresa e che potrebbe essere in prima linea per la riscossa dell’Italia.”
E sono “quel quel popolo delle Partite Iva e sedotto dalla Flat Tax, che davanti alla disumanità ha deciso di non voltarsi dall’altra parte“, ad esempio inviando proprio alla Sea Watch beni di prima necessità prodotti nelle loro aziende …