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Senza Fascicoli di Fabbricato, Roma crolla (e la Regione tace)

24 Set

Ennesimo crollo a Roma ed è il quinto crollo in soli due anni.

Riepilogando, stanotte è crollata una palazzina di quattro piani a Ponte Milvio a causa delle infiltrazioni d’acqua, secondo i Vigili del Fuoco, cioè una causa che poteva prevenirsi.

A gennaio 2016 era parzialmente crollato un edificio limitrofo al  Teatro Olimpico, a causa di un cedimento strutturale derivante da lavori di ristrutturazione, cioè anche – forse – soprattutto a causa della vigilanza sui lavori negli appartamenti del condominio.

Era il marzo del 2015 quando a Monteverde lo smottamento della collina Ugo Bassi travolgeva una palazzina. Da anni il Municipio aveva chiesto interventi per gli smottamenti e il disastro poteva essere evitato.

Un mese prima, a febbraio 2015, un pannello di circa quattro metri quadrati, staccatosi per il vento dal Fungo all’Eur, è crollato da un’altezza di 60 metri. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la struttura dall’alto e sarebbero state diverse le parti pericolanti.

Gennaio 2015: crolla il soffitto in una sala giochi a Trastevere. Presenti 60 persone, sei feriti. Secondo i gestori, era stata da poco ristrutturata e sottoposta a tutti i controlli previsti per garantire la sicurezza dei clienti e dei dipendenti.

E, poi, in soli due anni c’è la lunga sfilza di muretti ed alberi crollati senza – per fortuna – feriti gravi.

Come ci sono i dati del Miur, quelli dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, che raccontano che in Italia solo il 39% delle scuole è in possesso del certificato di agibilità/abitabilità, della restante parte il 50% è stato costruito prima del 1971, per cui non è obbligatorio il certificato di collaudo statico ed un buon 11% – a quanto pare – funziona senza. Secondo il report di Cittadinanza Attiva di pochi giorni fa, per circa un terzo dei 690 interventi del programma #Scuolesicure gli interventi statali di riparazione sono stati inadeguati.

A questo punto della storia scopriamo che Roma (anzi tutto il Lazio, Amatrice inclusa) non ha i Fascicoli di Fabbricato e non li ha per il semplice motivo che la Regione emanò un decreto illegittimo nel 2005 (D.R. Lazio n. 6/2005) e da allora non l’ha più reiterato.

Bene a sapersi che – secondo il TAR del Lazio come confermato dal Consiglio di Stato – l’illegittimità del D.R. Lazio n. 6/2005 consisteva nel pretendere:

  1. la fornitura di dati urbanistico-tecnici in gran parte in possesso del medesimo Comune e non nella diretta disponibilità dei proprietari a meno di irragionevoli e irrazionali sforzi
  2. una “probatio diabolica” o “prova quasi impossibile” d’ogni tipo di modifica verificatasi anche in tempi assai lontani o in fabbricati d’antica costruzione
  3. la possibilità data ai comuni di poter integrare il contenuto del fascicolo con ulteriori verifiche, aggravando gli oneri in capo ai proprietari senza limiti e senza prevedere un reale contraddittorio con i tecnici chiamati a collaborare con il redattore del fascicolo.

La domanda di oggi – ahimè – è multipla:

  • il Comune di Roma è in possesso dei documenti di cui dovrebbe essere in possesso?
  • quante modifiche incondonabili (perchè pericolose) verrebbero a galla, se si prevede di imporre ulteriori controlli ai fabbricati?
  • perchè dal 2005 ad oggi nè la Giunta regionale Marrazzo, nè Polverini, nè Zingaretti si sono premurate di produrre un decreto legittimo ed applicabile? E perchè Alemanno, Marino e – oggi – Raggi non si premurano di sollecitarlo?

Eppure, i giudici del TAR del Lazio – mica i marziani a Roma di Ennio Flaiano – avevano tenuto a ben consigliare i nostri amministratori, scrivendo nella stessa sentenza: «s’appalesa più razionale, più che un obbligo generalizzato, altre formule connesse fin da subito a provvidenze o ad agevolazioni, atte a sveltire la redazione dei fascicoli per quegli edifici a più alto rischio ed ad incentivare formule collaborative da parte dei tecnici dei Comuni o scelti dagli enti. Infine, la legge non ammette interventi ed opere generalizzate sugli edifici di qualunque genere, età e condizione, sicché gli accertamenti, al fine d’evitare oneri eccessivi e senza riguardo al loro peso sulle condizioni economiche dei proprietari, devono esser suggeriti solo in caso d’evidente, indifferibile ed inevitabile necessità, se del caso con graduazione dei rimedi da realizzare». (TAR, Lazio, sez. II, sentenza 13/11/2006 n° 12320 confermata dalla Sentenza n. 1305 del 28.3.2008 del Consiglio di Stato)

Da quelle sentenze son trascorsi una decina d’anni ed è rimasto tutto fermo.

Demata

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Furti e rapine in casa: arrivano leggi più severe?

3 Ago

Secondo l’XI Diario della Transizione del Censis, negli ultimi dieci anni i furti in casa a Roma sono più che raddoppiati (+120,6%) e nel 2014 i furti denunciati nella Capitale sono stati ben 15.779.

Parliamo di 43 furti in casa al giorno, quasi uno ogni mezz’ora e … in dieci anni saranno state almeno 100.000 le famiglie romane che hanno visto le proprie case ‘visitate’ dai ladri
Furti avvenuti anche in zone (teoricamente) a massima vigilanza e degenerati anche in sequestri, stupri e aggressioni, come raccontano le cronache romane.

In Italia, nel 2014, i furti nelle abitazioni denunciati sono stati quasi 250.000. Ogni giorno 689 effrazioni, in pratica 29 ogni ora: ogni due minuti un ladro penetra in un’abitazione.

Poi ci sono le rapine in casa e sono diverse migliaia con un incremento del 30% nel solo biennnio 2010-2012.

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Nel 2013 gli arresti per furto in abitazione sono stati 6.628 (62% stranieri) e le denunce a piede libero 15.263 (54% stranieri).
Dunque, se le indagini sono svolte con efficacia ed i ladri vengono identificati, com’è che ci troviamo che i detenuti sono solo 3.530 (42,3% stranieri)?

E’ presto detto: la norma attuale prevede una detenzione da uno a sei anni. Dunque, se sei anni toccano a chi ruba un quadro al museo, molto molto inferiore va ad essere la condanna per chi ruba pochi euro.

Questo significa che tanti dei denunciati a piede libero per furtarelli (ndr. tenuità del reato) finiranno per ricevere una condanna di un annetto, di cui due terzi scontati agli arresti domiciliari ed un altro terzo in libertà condizionata.
Inoltre, per il furto vige la prescrizione e, dunque, basta un ottimo avvocato per rallentare l’iter già farraginoso fino all’agognato quinquennio.
Dunque, accade che spesso si tratta di ladri abituali che – alla meglio – entrano ed escono dal carcere per brevi periodi, per non parlare delle migliaia di stranieri che si volatilizzano evitando la detenzione.

Riguardo i furti, basterebbe – come prevede il disegno di legge predisposto dal ministro degli Interni Alfano – incrementare le pene a due anni di minimo ed otto di massimo per ovviare a questi problemi, ma – soprattutto – servirebbe prevedere sempre e comunque il processo per direttissima ed appesantire l’aggravante di ladro abituale.

Per le rapine in casa, la questione è più complessa, ma allo stesso tempo molto semplice: non siamo al Far West, ma nell’ultimo decennio molte migliaia di bambini si sono trovate sequestrate e minacciate nella propria casa, con i propri genitori impotenti, spesso assistendo a pestaggi e scene drammatiche, per non parlare delle donne e degli anziani.

Rapina in casa Montale ModenaNon siamo più dinanzi alla sproporzione tra vita umana e difesa della proprietà, ma … se il fenomeno cresce e i criminali latitano, qual’è in Italia il limite di una legittima difesa se si è minacciati nella propria abitazione con un’arma letale, coltello o pistola o spranga che sia?

Demata

Scioperi selvaggi: i privilegi dei dipendenti pubblici e i rischi per la salute dei cittadini

19 Apr

Si parla tanto del ‘solito’ blocco selvaggio di Roma in caso di agitazione da parte di dipendenti pubblici od affini.
‘Solito’ perchè accade sempre, solo che stavolta la gente ha reagito, qualcuno ha dovuto far qualcosa e, incredibile a Roma, si parla di licenziamenti.

Vi è mai capitato di trovarvi semiesangui in un’ambulanza bloccata nel traffico causato da qualche corteo che ‘devia dal percorso’?
Oppure di stare bloccati in auto o nella metro mentre andate a fare una terapia salva vita, dato che neanche i servizi minimi garantiscono?
O peggio di vivere da invalidi gravi e dovervi confrontare con strutture che – dnanzi a marchiani disservizi – non riescono ad applicare una sanzione, fosse solo un richiamo scritto, per non parlare di orari di lavoro e compensi privilegiati, grazie ai contratti che i loro sindacati tutelano?

Vi mai capitato di vivere in una città dove un Municipio da un milione di abitanti (III) è privo di pronti soccorsi e dove il Sindaco, un famoso medico, non ha nulla da chiedere al Commissario regionale per la Sanità, neanche una postazione mobile come a Milano, e continua ad autorizzare cortei e manifestazioni che puntualmente bloccano mezza città e il suddetto municipio (tutto al di là del fiume Aniene) si trova puntualmente semi-isolato?

Bene, se amate l’avventura, Roma può offrirvi questo ed altro.

Qui nella Città Eterna è ‘bello’ e ‘trionfale’ sfilare in corteo tra i palazzi del potere e le archittetture storiche, ma nessuno sembra essersi chiesto a chi devono rivolgersi i parenti del morto, se un’ambulanza rimane bloccata.
Agli organizzatori del corteo ed a chi l’ha autorizzato … chi mai sennò?

originale postato su Demata (blogger dal 2007)

Far West Roma, l’Anno Santo e il ritorno di Rutelli

22 Mar

Roma fuori controllo, se per un pelo la famiglia di un parlamentare europeo, Alessandra Mussolini, non è finita ostaggio dei banditi , che ieri hanno assaltato la sua abitazione ad ora di cena e in quartiere zeppo di ambasciate e comandi militari.

Nulla di nuovo per la Capitale se, oltre a migliaia di cittadini, questi saccheggiatori d’importazione abbiamo anche vittime illustri come “l’ex comandante generale della Guardia di finanza Roberto Speciale, ostaggio all’Infernetto (ma il bottino è stato recuperato), un ristoratore torturato a Ottavia (spari sul divano), un professore della Sapienza massacrato di botte a San Giovanni, padre e figlio picchiati a sangue a Prima Porta, per citare rapine commesse a febbraio. Ma ci sono anche quelle di gennaio, con l’omicidio del medico Lucio Giacomoni assassinato a Mentana (4 romeni arrestati), l’incubo vissuto dalla moglie dell’ex senatore Pci Emanuele Macaluso a San Basilio e i 20 ostaggi, fra inquilini – la famiglia di un imprenditore – e ospiti, in una villa all’Olgiata.” (Corsera)

l43-rapina-villa-140919151706_medium Al Prenestino, a meno di un chilometro dal centro dei Vip e della movida, “Marta (nome di fantasia), ventottenne romana, da mesi entra ed esce da casa sotto lo sguardo attento di due uomini che ogni volta provano a bloccarle la strada e proporle di «scopare». Due uomini rumeni sempre ubriachi che di lei sanno tutto. Quando esce per andare in palestra, quando torna dal lavoro e quando le sue amiche le fanno da scudo per portarla in giro.” L’ultima volta i due l’hanno aspettata sotto casa e hanno provato a toccarla, a baciarla, a ripeterle frasi in rumeno e stringerla nel tentativo di approfittare di lei. Nella fuga solo il padre, testimone dell’accaduto, è riuscito a sventare «il tentato stupro» perché in un quartiere come il Prenestino «queste cose sono all’ordine del giorno». (Corsera)

Ovviamente, trattandosi di persone senza fissa dimora, è praticamente impossibile rintracciarli … a meno di non allontanarli (o collocarli adeguatamente e secondo diritto), che sono le antiche prassi con cui le città e i villaggi garantiscono la sicurezza dei cittadini e delle donne ….

stupro11 A Castel Romano, poco oltre Cinecittà sulla via Pontina, scopriamo l’esistenza di “una mega-discarica abusiva, dove spesso vengono anche accesi roghi tossici, con minacciose colonne di fumo che si levano verso l’alto”, ma solo perchè c’è da girare il remake di Ben Hur e arriveranno Jack Huston, Morgan Freeman e gli altri vip: “negli ambienti della produzione c’è comunque malumore e preoccupazione. «Rischiamo di fare una figura terribile con gli ospiti americani». (Corsera) Evidentemente, la salute dei cittadini e le condizioni (o la legalità degli ‘accampati’) finora non sono bastate ad attirare l’attenzione delle autorità.

rogo tossico

A Velletri, una ragazzina di 13 anni è diventata il bersaglio preferito dei bulli (ragazzi e ragazze) perché non passava i compiti ed è stata picchiata e minacciata dai compagni di classe diverse volte (l’ultima spedizione punitiva è costata 15 giorni di prognosi), ma finora nessuno è intervenuto, nè il Comune con i serivizi sociali nè la scuola con le sanzioni agli alunni.

bullismo a scuola Intanto, visto che siamo al Far West, “dopo la sentenza del Tar che ha annullato la delibera del Comune sugli aumenti tariffari (un’ora è passata da 1 euro a 1,50, abolite le agevolazioni giornaliere e mensili), l’Atac ha infatti deciso di spostare su altri servizi gli ausiliari del traffico, incaricati di controllare i pagamenti della sosta tariffata.” (Corsera) “Per tornare ad una situazione di «normalità» ci vorranno circa 20 o 30 giorni, fanno sapere dall’Atac, con un esborso economico per l’azienda di circa 2-300 mila euro.”

Sosta selvaggia Non a caso di parla di Rutelli – l’unico che in questi vent’anni abbia lasciato rimpianti – come super commissario per l’Anno Santo, mentre già molti si chiedono come mai farà Roma a reggere l’urto e garantire la sicurezza di milioni di pellegrini. Ignazio Marino? Sembra sia in viaggio all’estero per promuovere la Capitale? Sembra … Originale postato su Demata

Roma: gli assurdi percorsi dell’Atac e gli ospedali irraggiungibili

6 Giu

Roma è una città di soli 2,7 milioni di abitanti, che però vivono nello spazio che – di norma – contiene 7-8 milioni di persone in una città europea (es. Londra con 1.500 kmq). Parigi, che ha 2,2 milioni di abitanti, occupa poco più di 100 kmq, Roma ne occupa oltre 1200, mentre a Madrid bastano e avanzano 600 kmq per oltre tre milioni di residenti.

Se la densità abitativa è relativamente bassa, non solo il costo manutentivo procapite schizza alle stelle, ma anche i trasporti ne risentono sia perchè in molte tratte diventano inconvenienti per i gestori sia perchè, con lo sviluppo caotico e palazzinaro di Roma, i percorsi diventano tortuosi, gli incroci improbabili, la segnaletica pubblica carente e quella privata onnipresente.

Il risultato è che tutta una serie di servizi è praticamente irraggiungibile con i mezzi pubblici da quartieri praticamente limitrofi, come dimostra Google Map.
E, nota bene, quelli nelle mappe sono tutti siti ospedalieri  dove convergono migliaia di malati al giorno con i loro accompagnatori per ambulatori e day hospital, oltre ai convegnisti e al personale commerciale e tecnico.

Verano - Borgo Sant'Angelo

EUR Ciampino

Magliana - Ifo San Gallicano

Rocca Cencia Pertini

Ottavia Sant'Andrea

Fidene-SF Neri

Montesacro Togliatti

Inquietante e scandaloso: non è possibile che aeroporti e ospedali siano così scollegati dai propri siti e bacini di riferimento.

Dalle mappe di Google sono evidenti due cose: l’impossibilità a spostarsi con i mezzi pubblici (n.b. le tempistiche non includono i tempi di attesa alla fermata) e l’enorme quantità di chilometri da perorrere facendo giri inutili.

Dunque, la faccenda riguarda anche la Regione Lazio se – guarda caso – alcuni ‘ospedali a rischio o parzialmente inutilizzati sono proprio quelli mal raggiunti dai trasporti pubblici.

Intanto, la Giunta Capitolina dovrebbe prendere atto che continuando a non intervenire nelle periferie, -non appena sarà completato il complesso del Palacongressi dell’Eur e lo stadio della A.S. Roma non molto lontano, con la pedonalizzazione rigida del centro storico – andremo a conseguire quello che già si prospetta: un’area centrale di una sessantina di chilometri quadrati destinata alla casta entro il perimetro della Roma Anni ’50, che garantisce sufficiente densità demografica per servizi pubblici adeguati, e i restanti 1200 kmq ridotti ad una sorta di sobborgo di Los Angeles, senza collegamenti, servizi a casaccio ed impattugliabile.

Un’elegante soluzione alla ‘francese’ direbbe, forse, il sindaco Ignazio Marino, come accade a Parigi, meravigliosa meta turistica e simbolo della Grandeur francese, ma anche sterminata e brutale banlieue di esistenze dimenticate.

Trasformare una caserma in abitazioni in un quartiere centrale dove le scuole o i presidi sanitari o i mercati son pochi non è un’ottima idea per il traffico e le vie, come non lo è mettere tutti in auto nelle periferie anche se c’è da comprare un litro di latte.

Soluzioni ‘migliori’?

Visto quello che racconta Google, si potrebbe iniziare almeno a considerare l’esistenza di un trasporto pubblico circolare (ndr. senza cambi) nei tre anelli esistenti (tram, anello ferroviario, GRA).

Metropolitana tra le corsie autostradali – Mexico City

Ma non solo, visto che abbiamo un sindaco cosmopolita e le ‘informatissime’ 5S al Campidoglio. Sarebbe bello risentir parlare, dopo 20 anni di sacco romano, di:

  1. Decentramento degli apparati centrali e locali (vedi Palazzo della Regione o progetto SDO), revisione dei contratti e delle mansioni per incrementare il telelavoro per i dipendenti pubblici.
  2. Decentramento ai municipi per i rapporti con cittadini, gli interventi  di attuare, la gestione del territorio
  3. Funzionalizzazione produttiva o vendita degli immobili pubblici inutilizzati tenendo conto della finalizzazione dei trasporti e della logistica

 E, a dirla tutta, come ristrutturare l’ATAC e trovare investimenti per rinnovare e ottimizzare senza privatizzarla almeno al 40% del pacchetto azionario?

P.S. Dimenticavo … quelli che vedete sono più o meno i tempi di intervento/ percorrenza delle ambulanze verso i pronti soccorsi.

originale postato su demata

Viabilità Roma: troppi incidenti, troppe buche, troppo traffico. Dati e proposte

5 Giu

L’Istat, per il 2012, segnalava 15.782 incidenti con vittime Roma, di cui 145 mortali, con 154 decessi e 20.670 feriti. Negli scontri sono state coinvolte 246 bici. E, se  Roma erano ‘solo’ cinquantasei, nel Lazio si arrivava a ben 89 pedoni morti (15,8% su 564 in Italia) di cui un terzo stava attraversando sulle strisce pedonali.
Secondo i dati della Polizia Capitolina – solo tra gennaio e giugno 2013 – il numero totale degli incidenti con e senza vittime a Roma si attestava a 35.504 con 4.191 motocicli, 94 biciclette e 1.071 pedoni coinvolti.
Praticamente 200 incidenti al giorno registrati, otto all’ora, più quelli per i quali non viene richiesto l’intervento dei vigili.

Perchè?

Partiamo dalle famose ‘buche di Roma’, quelle derivanti da cattiva o mancata manutenzione stradale, e scopriamo che le Buche e voragini a Roma: i numeri di Codici
segnalazioni del sito http://www.voragini.it raccontano che , solo nel 2012, si sono aperte 72 nuove voragini. Nel 2008 il sindaco di Roma e i rappresentanti della fondazione Ania fornivano dati che contavano 215 buche sulle strade romane per un totale di 448 punti potenzialmente pericolosi per automobilisti e motociclisti romani.

Lo stesso Ufficio per la Conciliazione del Comune di Roma precisa che “i casi più frequenti possono riguardare incidenti causati da buche e dissesti del manto stradale di proprietà comunale, da caduta di alberi o da allagamenti determinati da tombini otturati.”
Difficile enumerare i costi che si ripercuotono sulle casse comunali, per decine di migliaia di contenziosi avviati da automobilisti e pedoni, se le sole raccomandate postali di risposta costano oltre 100mila euro all’anno. (Agenzia Dire)

D’altra parte, come fare a sostenere la spesa manutentiva di ben 5.400 km di strade  in una città di soli 2,7 milioni di abitanti, che però vivono nello spazio che – di norma – contiene 7-8 milioni di persone in una città europea (es. Londra con 1.500 kmq). Parigi, che ha 2,2 milioni di abitanti, occupa poco più di 100 kmq, Roma ne occupa oltre 1200, mentre a Madrid bastano e avanzano 600 kmq per oltre tre milioni di residenti.

Se la densità abitativa è relativamente bassa, non solo il costo manutentivo procapite schizza alle stelle, ma anche i trasporti ne risentono sia perchè in molte tratte diventano inconvenienti per i gestori sia perchè, con lo sviluppo caotico e palazzinaro di Roma, i percorsi diventano tortuosi, gli incroci improbabili, la segnaletica pubblica carente e quella privata onnipresente.

Il risultato è che tutta una serie di servizi è praticamente irraggiungibile con i mezzi pubblici da quartieri praticamente limitrofi, come dimostra Google Map.
E, nota bene, quelli nelle mappe sono tutti siti ospedalieri  dove convergono migliaia di malati al giorno con i loro accompagnatori per ambulatori e day hospital, oltre ai convegnisti e al personale commerciale e tecnico.

 

Verano - Borgo Sant'Angelo

EUR Ciampino

Magliana - Ifo San Gallicano

Rocca Cencia Pertini

Ottavia Sant'Andrea

Fidene-SF Neri

Montesacro Togliatti

EUR Ciampino

Magliana - Ifo San Gallicano

Rocca Cencia Pertini

Ottavia Sant'Andrea

Fidene-SF Neri

Inqquietante e scandaloso: non è possibile che aeroporti e ospedali siano così scollegati dai propri siti e bacini di riferimento.

Dalle mappe di Google sono evidenti due cose: l’impossibilità a spostarsi con i mezzi pubblici (n.b. le tempistiche non includono i tempi di attesa alla fermata) e l’enorme quantità di chilometri da perorrere facendo giri inutili.

Intanto, la Giunta Capitolina dovrebbe prendere atto che continuando a non intervenire nelle periferie, non appena sarà completato il complesso del Palacongressi dell’Eur e lo stadio della A.S. Roma non molto lontano, con la pedonalizzazione rigida del centro storico, andremo a conseguire quello che già si prospetta: un’area centrale di una sessantina di chilometri quadrati destinata alla casta entro il perimetro della Roma Anni ’50, che garantisce sufficiente densità demografica per servizi pubblici adeguati, e i restanti 1200 kmq ridotti ad una sorta di sobborgo di Los Angeles, senza collegamenti ed impattugliabile.

Un’elegante soluzione alla ‘francese’ direbbe, forse, il sindaco Ignazio Marino, come accade a Parigi, meravigliosa meta turistica e simbolo della Grandeur francese, ma anche sterminata e brutale banlieue di esistenze dimenticate.

Trasformare una caserma in abitazioni in un quartiere centrale dove le scuole o i presidi sanitari o i mercati son pochi non è un’ottima idea per il traffico e le vie, come non lo è mettere tutti in auto nelle periferie anche se c’è da comprare un litro di latte.

Soluzioni ‘migliori’?

Visto quello che racconta Google, si potrebbe iniziare almeno a considerare l’esistenza di un trasporto pubblico circolare (ndr. senza cambi) nei tre anelli esistenti (tram, anello ferroviario, GRA).

Metropolitana tra le corsie autostradali - Mexico City

Metropolitana tra le corsie autostradali – Mexico City

Ma non solo, visto che abbiamo un sindaco cosmopolita e le ‘informatissime’ 5S al Campidoglio. Sarebbe bello risentir parlare, dopo 20 anni di sacco romano, di:

  1. Decentramento degli apparati centrali e locali (vedi Palazzo della Regione o progetto SDO), revisione dei contratti e delle mansioni per incrementare il telelavoro per i dipendenti pubblici.
  2. Decentramento ai municipi per i rapporti con cittadini, gli interventi  di attuare, la gestione del territorio
  3. Funzionalizzazione produttiva o vendita degli immobili pubblici inutilizzati tenendo conto della finalizzazione dei trasporti e della logistica

 

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Roma Capitale: un bilancio in chiaroscuro

15 Mag

Siamo ormai all’estate ed il bilancio del Comune di Roma stenta a diventare pubblico, cioè ad essere scaricabile/consultabile dall’apposita pagina dell’Albo elettronico.
E’ un fatto particolarmente grave sia perchè parliamo della capitale di uno stato che sta cercando il risanamento e la trasparenza sia perchè il debito di Roma e il degrado della città sono allarmanti.

Il sindaco Ignazio Marino ha cercato di ‘metterci una pezza’, aveva promesso per oggi delle infografiche ed è stato di parola.

Ad esempio, mettendo in chiaro lo stato di estrema povertà – stando ai dati fiscali in possesso del Campidoglio – in cui versa Roma, dove oltre mezzo milione di contribuenti avrebbe un reddito dichiarato inferiore a 10.000 euro annui, in una città dove – stando ai dati diffusi dal sindaco – di evvasione se ne trova poca o nulla, visto che la successuosa lotta ai ‘grandi evasori’ ha reso la miseria di 42 milioni in un anno.

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Come anche i dati comunali dimostrano che l’emergenza abitativa non è così eclatante, se bastano un migliaio di case popolari a risolvere il problema e che non c’era alcun bisogno da parte del sindaco di minacciare il ‘blocco di Roma’ e la ‘svendita dei beni pubblici’ – se il decreto apposito si fosse arenato in Parlamento – visto che oggi annuncia trionfalmente che il Comune può permettersi 400 nuovi posti negli asili, l’accesso ai finanziamenti UE per il superamento dell’infrazione della megadiscarica di Malagrotta, nonchè il risanamento di ATAC e AMA …

E, mentre la chiusura del Colosseo persino nella ‘Notte dei Musei’ diventa uno scandalo internazionale, si annuncia la riorganizzazione del sistema museale (quale?), come sarebbero circa 20 milioni le nuove entrate derivanti dalla cartellonistica pubblicitaria, che vistosamente imperversa in città, contribuendo al degrado.

In attesa del bilancio vero e proprio – e siamo ormai quasi a giugno – è possibile consultare on line sia il rendiconto del 2012 sia il piano esecutivo di gestione approvato prima di Natale proprio dal Comune di Roma. Si tratta di quasi 1500 pagine di tabelle, parametri e soldi, che raccontano molte cose anche prendendole a caso.

Ad esempio, a pagina 1391, scopriamo che esiste una Unità Operativa Socio-Educativa-Culturale-Sportiva, che presenta ben 3.338 ore lavorate – a fronte del 58,2% delle richieste che perviene via telefono, fax o mail e con un numero di centri/impianti pari allo 0,88 per kmq di territorio municipale –  per “concessioni per palestre scolastiche, centri e/o impianti sportivi e piscine rilasciate in essere più tesserini venatori”, mentre la stessa U.O. per lo stesso periodo e territorio consumava solo 5.437 di ore lavorate per tutto quanto riguarda i disabili, centri diurni inclusi, e solo  4.976 ore di lavoro spese per il disagio sociale e l’emarginazione. La tabella indicava anche una (pessima) media di ben 17 casi di minori seguiti dal tribunale apposito per ogni assistente sociale.

Oppure, a pagina 1447, troviamo un ufficio che occupa 250 metri quadrati, ma utilizza ben 16 condizionatori per soli 26 dipendenti, mentre a pagina 1871 troviamo un ufficio con 76 dipendenti su ben 2.000 metri quadrati che, però, necessita di solo 35 condizionatori.

Capitando a pagina 1494, scopriamo che le sezioni di scuola materna sono 102, ma le maestre non sono 204 al massimo, come tutti si aspetterebbero, bensì 328, mentre per ben 23 plessi le ausiliarie sono solo 36. E scopriamo anche che si utilizzano ben 15 autobus su altrettante linee per soli 244 alunni, ma quanto costino non si sa.
A pagina 1958, troviamo che la spesa di personale per ‘attività tributaria’ è la metà di quella per il ‘verde pubblico’ nell’ex Municipio X, che vede una presenza diffusa di attività commerciali, artigianali e distributive, ma di parchi ne ha davvero pochi.

Senza dilungarci troppo, capitiamo a pagina 1605, dove  scopriamo che nel V Municipio il ‘grado di copertura di manutenzione stradale è del 100%.
Infatti, i giornali locali titolavano giorni fa che ‘la buca sulla Collatina compie nove mesi’ o di ‘emergenza strade a La Rustica’ con tanto di foto, mentre AbitareaRoma denunciava che il “monitoraggio delle strade del Municipio Roma V abbiamo notato, come nella quasi totalità dei casi a strada particolarmente dissestata corrisponde il fatto che società di servizio come Acea, Italgas, Telecom o Fastweb abbia “aperto” qualche mese prima la strada e poi magari l’ha “richiusa” con approssimazione, tanto da cedere poi sotto il peso dei mezzi di superficie o alle prime intemperie. E’ indispensabile quindi che l’Ufficio tecnico Municipale intervenga sia nella fase di apertura che in quella di chiusura.”

E’ di ieri la sentenza che sancisce la responsabilità del Comune di Roma sulle strade e sugli appalti che le dovrebbero ben realizzare e manutentare e la sola spalla fratturata di una signora settantenne costerà ai romani 15-20.000 euro tra indennizzi e spese legali. Il tutto a fronte delle statistiche pregresse inserite nel piano di gestione recepito e delierato dal Comune, che indicavano un bassissimo numero di infortuni e reclami  – pressochè zero – a fronte di un’efficienza spropositatamente elevata persino in Svezia, ovvero vicina al 100%.

Di grazia, quanto è stato destinato per la manutenzione stradale e la sicurezza dei cittadini dal bilancio (si spera) approvato in via definitiva dal Comune di Roma?

E, se quella è la qualità e la leggibilità dei dati pregressi, quale affidabilità per il futuro?

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