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Foucault e gli Strutturalisti: come nacque l’anti-Scienza

10 Mar

Paul-Michel Foucault è stato un accademico del Collège de France ed uno dei filosofi francesi che sono passati alla Storia come i ‘cattivi maestri’.

Foucault, infatti, fu uno degli Strutturalisti francesi con Claude Lévi-Strauss, Jacques Lacan, Louis Althusser e Gilles Deleuze, che rifiutavano l’idea che libertà e scelta siano spontanei, ritenendo che l’esperienza e il comportamento umano sono determinati da varie strutture. 

Anche se acclamati negli ambienti ‘progressisti’, le loro ipotesi filosofiche degli Strutturalisti si rivelarono campate per aria:

  • Claude Lévi-Strauss fu confutato scientificamente nel 1967 dallo zoologo Desmond Morris, le cui affermazioni sono confermate dalla genetica di Cavalli Sforza
  • Jacques Lacan scriveva in un modo incoerente al punto che Martin Heidegger, padre dell’Esistenzialismo ontologico, disse di lui che “questo psichiatra ha bisogno di uno psichiatra”
  • Louis Althusser propone un “Marxismo strutturalista”, talmente strampalato che il regista Jean-Luc Godard – Le Vent d’Est (1969) – fa strappare al protagonista la sua prefazione a Il Capitale
  • Gilles Deleuze ipotizzò che mode e folklore potessero elevarsi a “controcultura”, ma i fisici Alan Sokal e Jean Bricmont dimostrarono – Impostures intellectuelles (1997) – l’utilizzo maldestro e incauto che lui fece della matematica e della fisica in alcuni dei libri che lo resero famoso.

Quanto a Paul-Michel Foucault, fu certamente un personaggio geniale, ma – come lui stesso tenne a chiarire – “io non sono un profeta, il mio lavoro è costruire finestre dove una volta c’era solo un muro”.

Purtroppo, se è ‘grazie’ agli Strutturalisti che ancora oggi l’insegnamento delle Scienze nelle scuole italiane è di gran lunga negletto rispetto a quello delle Lettere, l’Umanità tutta deve a Foucault alcuni concetti piuttosto controversi ed ancora molto in voga:

  • scelta di genere – “la sessualità fa parte della libertà di cui godiamo in questo mondo. La sessualità è qualcosa che creiamo noi stessi – è una nostra creazione, assai più che la scoperta di un aspetto segreto del nostro desiderio”
  • spettacolarizzazione – “ogni individuo deve condurre la propria vita in modo tale che gli altri possano rispettarlo e ammirarlo”
  • antagonismo – “le carceri, gli ospedali e le scuole hanno somiglianze perché servono allo scopo principale della civiltà: la coercizione”

In altre parole, tutta la nostra cultura e società è permeata da questi tre assiomi di Foucault (decisamente utili al Potere che lui contesta), senza che siano stati scientificamente dimostrati e – soprattutto – senza che sia considerata la nostra opinione su Foucault e questi tre punti chiave nei rapporti tra gli individui stessi e/o verso le istituzioni.

Proprio quello “contro” cui Foucault si poneva con le sue asserzioni: bella contraddizione a dir poco …

E oggi – 50 anni dopo – possiamo anche toccare con mano a cosa perviene la “società foucaultiana”: ospedali e scuole definanziati insieme alle carceri, gente che rifiuta persino le cure per partito preso, il successo sociale come scopo primario della vita, il sesso che coinvolge persone sempre più giovani, media e partiti più attenti al potere della parola, cioè alle minoranze ‘popolari’ (sui social) piuttosto che alla maggioranza che produce.

Sarebbe ora, dunque, che – come gli altri Strutturalisti – anche Foucault venisse messo in cantina e – prima che sia troppo tardi – iniziassimo ritornare ad una visione scientifica per la sessualità, per l’individuo nella società, per il ruolo funzionale delle istituzioni eccetera.

Demata