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Armi: i dati europei e le ragioni della National Rifle Association

24 Feb

In Italia, secondo Wired.it, “una ricerca delle Nazioni Unite del 2008 aveva stabilito che il 12,9% dei cittadini possedeva un’arma in maniera legale” e che, nel mondo, “il tipico possessore di armi ne tiene in casa tre tra pistole e fucili”. Dunque, calcolando che all’epoca eravamo 60,5 milioni, questo potrebbe equivalere a circa 7 milioni di italiani ‘armati’ e a non meno di 10-15 milioni di armi semiautomatiche che potrebbero essere in legale possesso degli italiani.

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Le stime ufficiali (in Italia non esiste un registro delle armi) raccontano di ‘soli’ 7 milioni di armi circolanti, cioè la metà di quanto ragionevolmente possibile, se  Firearms in the European Union, un rapporto dell’ottobre 2013, riportava  25 milioni di armi regolarmente registrate da privati cittadini per la prima e  19 milioni per la seconda. Ad ogni modo, stando ai dati di Gunpolicy.org , non eravamo al 34% degli USA o al 37% della Finlandia e neanche al 6,1 di Inghilterra e Galles o al 4,8% dell’Olanda, ma più o meno in media con Germania, Svezia e Francia attestate intorno al 16%.

In Europa, le vittime per armi da fuoco sono circa 6.700 all’anno secondo uno studio del Flemish Peace Institute. Un numero molto più basso (nonostante l’Unione europea abbia 503 milioni di abitanti a fronte dei 302 milioni degli Stati Uniti) di quello che si registra negli Stati Uniti, dove nel 2014 pistole e fucili hanno provocato l’uccisione di 33.599 persone con un tasso di mortalità di 10,54 vittime su 100 mila abitanti..

I dati europei sono essenziali per capire perchè la National Firearms Association nega che la diffusione delle armi da fuoco abbia un nesso diretto con il numero di omicidi da arma da fuoco:

  • la Finlandia (37% cittadini armati) e la Svezia (16%) hanno la stessa quota di cittadini uccisi o suicidati con armi da fuoco (0,45 e 0,41 a testa ogni 100 mila residenti) 
  • la Francia (16% cittadini armati) e la Gran Bretagna (6%) che fanno segnare a testa (0,06 e 0,07) lo stessa media di cittadini uccisi o suicidati con armi da fuoco
  • l’Italia (12% cittadini armati) ha un tasso di omicidi da arma da fuoco (0,71) enorme rispetto a nazioni dove le armi sono diffuse in modo paragonabile come Francia, Germania e Svezia (16%).

In Europa, come confermato da un accurato studio pubblicato da Lettera43 , la Germania ha il numero di armi più alto e la Finlandia il numero maggiore di pistole e fucili per cittadino, ma proprio l’Italia, che è il principale produttore di armi da fuoco, ‘vanta’ anche il maggior numero di omicidi da armi da fuoco, la cui diffusione non è censita, ma solo stimata.

Inoltre, la NRA statunitense rivendica un nesso ‘positivo’ tra diffusione delle armi da fuoco e sicurezza dei cittadini ed anche in questo caso l’Italia ‘vanta’ numeri a favore degli armaioli.
Il nostro Bel Paese è primo al mondo nella classifica per il numero di agenti presenti sul territorio, se si vuole escludere Russia e Turchia, con 467 unità  ogni 100.000 abitanti, mentre negli Stati Uniti dove sono disponibili almeno 300 milioni di armi da fuoco ed il 34% ne possiede almeno una, di di ‘law enforcement’ ne bastano 230 ogni 100.000 persone, a parte il senso di sicurezza/insicurezza che appare essere ben diverso, almeno a leggere le cronache.

A monte dell’uso di armi da fuoco contro altri esseri umani inermi esistono solo scelte personali di chi si fa assassino, eventualmente facilitate da fattori socioculturali, come – ad esempio – quelli che connotano così particolarmente l’Italia (ad esempio il crimine organizzato e la lentezza della Giustizia) o che vedono la maggiore diffusione di armi negli USA proprio negli stati rurali che maggiormente soffersero la Guerra Civile e la Recessione oppure ne esige la ‘libera vendita’ come negli USA e non solo.

Ma questa è un’altra storia, quella dell’Homo Sapiens e non degli ‘attrezzi’ da lui creati.

A noi tutti interessa sapere che delle armi letali ed abbastanza semplici da usare non arrivino nelle mani sbagliate.
Censirle in un registro non sarebbe affatto male.

Demata

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Isis, la cospirazione

6 Apr

2011 – Obama anticipa il ritiro delle forze USA in Iraq e l’ultimo battaglione attraversa (18 dicembre) la frontiera con il Kuwait. Più o meno contemporaneamente, promette di ‘isolare il brutale regime di Assad in Siria’.
Intanto, mentre la guerra civile scoppia in Siria dopo l’eccidio di 37 soldati governativi ad Homs, diverse organizzazioni ‘caritatevoli’ (fondazioni) del Golfo Persico finanziano i gruppi di opposizione ad Assad islamisti, in particolare alla nascente Isis.

Tra le banche più attive nei finanziamenti figura in primis l’Al Rajhi Bank, istituto finanziario saudita che da sempre finanzia i gruppi jihadisti, ma anche la Al Shamal Islamic Bank, co-fondata da Osama Bin Laden e principale finanziatrice del gruppo terroristico di Al-Qaeda. La National Commercial Bank invece avrebbe donato una parte dei profitti bancari sotto forma di zakat, ovvero come un atto di «carità» a numerose organizzazioni terroristiche. Il ministro dello Sviluppo tedesco, Gerd Muller, ha persino accusato Al-Thani, l’Emiro del Qatar, di essere il principale finanziatore dell’Isis.

In Turchia, due pubblici ministeri hanno indagato su quattro camion pieni di parti di missili, munizioni e mortai semi-assemblati consegnati in Siria ai ribelli  di Al-Nusra, la milizia siriana di Al-Qaeda.

L’Iraq – mentre gli eserciti occidentali si ritirano – cade in una grave situazione di instabilità interna, caratterizzata da un notevole incremento della violenza ed un susseguirsi di attentati da parte di milizie jihadiste ben organizzate da ex militari del regime di Saddam, con circa 10.000 morti l’anno e le forze di sicurezza estromesse da molte aree a maggioranza sunnita, come dal Kurdistan (autonomo) e dal Sud del paese (milizie scite).

 

2014 – ISIS conquista Mosul, la seconda città dell’Iraq. Nell’operazione, oltre ad ingenti armamenti dell’esercito irakeno,  i terroristi si impossessano dell’intera riserva aurea del ricco Kurdistan, per un valore di circa 500 milioni di dollari. Inoltre, a parte il controllo totale su merci, acqua e viabilità da Aleppo a Falluja, il gruppo terrorista ha ormai conquistato diversi giacimenti minerari e, soprattutto, di petrolio (circa sessanta pozzi) con una produzione si aggira intorno ai 25mila e i 50mila barili al giorno, mentre i giacimenti petroliferi non ancora conquistati pagherebbero una sorta di «pizzo» all’Isis.

Da allora, dal contrabbando di greggio entrano nelle casse del Califfato due milioni di dollari al giorno, quasi ottocento milioni l’anno. Ed in Iraq, più di  ogni altro stato produttore di petrolio, esiste da sempre – fin dalle prime sanzioni contro Saddam Hussein d quasi 30 anni fa – un florido mercato nero del petrolio tramite gli stati confinanti (Siria /Libano, Iran, Turchia) grazie a contrabbandieri (tribù) locali che ne fanno perdere le tracce. Ankara ammette che i sequestri di petrolio illegale in Turchia sono aumentati del 300% dal 2011, e si tratta solo della punta dell’iceberg.

Poi, a parte i proventi derivanti da sequestri di persona o dai reperti archeologici, ci sono le derrate alimentari, gli elettrodomestici e gli utensili da lavoro  a fronte di capillare tassazione (estorsione) a carico di una popolazione di otto milioni di persone.

2016 – Trovando difficile accettare che il ritiro dall’Irak voluto da Obama in nome della ‘pace tra i popoli’ si sia rivelato un disastro globale e che l’ennesima imposizione di un regime democratico (in Siria) abbia provocato una irrisolvibile guerra civile (come precedentemente in Francia con la rivoluzione o in Usa tra Unionisti e Confederati), anche per Isis è di moda ipotizzare ‘cospirazioni’ amerikane o sioniste, anche se quel che si prospetta è, caso mai, il redivivo intervento dei ‘crociati’ anglofrancesi sulle coste (e nelle retrovie) del Medio Oriente e, si spera, l’avvio di un dibattito generale sull’Islam e sulla sua coabitazione con altre culture, specie se diverse dal cattolicesimo.

Poco male … spulciando i libri di storia, gli appassionati di iperboli politiche finiranno prima o poi e comunque per scoprire che … i ‘cattivi’ non siamo noi: le Crociate del Medioevo furono in prima causa determinate dal blocco commerciale e dal ‘pizzo’ che gli Arabi (riformando il sistema tributario secondo la Sharia) avevano attuato impadronendosi del Medio Oriente, da cui andavano e venivano le merci tra Europa e Indie. E, 300 anni dopo, la spinta verso le Americhe fu dovuta alla medesima esigenza di aggirare questo blocco, dopo che Marco Polo ed altri avevano tentato la via di terra verso Oriente.
Ed, oggi come ieri, sono gli invasori arabi – mica europei – il problema quotidiano di curdi, yazidi, palestinesi, ebrei, siriani, libanesi, turchi, iraniani, giordani, libici, kenioti, nigeriani … eccetera eccetera.

Prima di percorrere ipotesi improbabili, andrebbe verificata quella che abbiamo davanti: i flussi di armi, denaro e petrolio parlano chiaro su chi abbia finanziato Isis e quali errori politici ne abbiano determinato l’affermazione.

Demata

Venti di guerra, ma stavolta non è colpa degli Amerikani

7 Set

Ad alcuni non è piaciuto il monito del Pentagono riguardo i venti anni che ci attendono tra guerre e corrispettivi profughi. Eppure, era chiaro fin dal 2001 che eravamo in guerra e che sarebbe durata almeno una generazioni, quando Al Qaeda abbattè le Torri Gemelle.

Prima di puntare il dito verso i ‘soliti mericani’ andrebbe per lo meno considerato che per fare le guerre c’è da tener conto delle armi, che vanno altresì considerate anche ‘dopo’, quando c’è da garantire una pace ‘armata’.

Partendo dagli USA e un intervento di ‘proactive peace keeping’ – se non di vera e propria guerra con il Daesh, lo Stato Islamico – c’è innanzitutto da rilevare che gli armamenti sono spesso inferiori  a quelli degli altri eserciti.

Se il gap nel settori armi leggere potrebbe essere superabile tramite l’importazione dall’Europa, come avviene ad esempio per le pistole da molti anni, il problema delle migliaia di Abrams da smaltire entro 20 anni circa potrebbe essere addirittura un incentivo all’azione militare. Ma, al momento non sembra che abbiano carri adeguati per sostituirli e gli F35 non saranno operativi se non tra qualche anno.
Inoltre, gli USA (come qualunque altro stato) hanno poca voglia di continuare ad ampliare un esercito ‘civile’ (milizia?) con tutti i giovani americani che sono stati in Irak o Afganistan nell’ultimo decennio.

Più interessata ad un conflitto potrebbe essere l’Europa che ha migliaia di Eurofighter da avvicendare ed avrebbe un potenziale notevole – che non riesce a sviluppare – nel settore delle armi leggere e dei veicoli suburbani o tattici, per non parlare dei servocontrolli e dell’avionica.

Al contrario degli USA, la Russia che ha un esercito molto ammodernato e da anni si prepara a dislocare interi battaglioni corazzati nel giro di poche ore a migliaia di chilometri di  distanza. E vista l’aria che tira in Africa ed in Medio Oriente, anche per via degli enormi interessi minerari, c’è anche la Cina che si è appena proposta (tra dieci anni saranno forse al livello) come potenza militare globale.

E qui arrivamo al dunque, i soldi: è dalla Crisi cinese che arriva il profilarsi di conflitti di macro-area in Africa e nel Medio Oriente in fiamme, con effetti ‘benefici’ sulla produzione industrial-militare, sul ‘profitto’, sulla ‘produzione’, sull’occupazione e sui ‘consumi’ di tutto il mondo, non solo degli USA.

L’Africa? Noi occidentali – ma anche i cinesi ed i giapponesi o gli indiani – costruimmo strade, ponti, ferrovie, porti e fabbriche per fare la guerra … persino la pennicillina fu scoperta per esigenze belliche …
Non è un bel rendiconto, ma è questa la natura degli Homo Sapiens Sapiens.

Demata

Venti anni di profughi e … di guerre

4 Set

Il ‘core’ della crisi cinese è l’apertura agli investimenti stranieri, un tasto abbastanza dolente per la Cina, memore sia della Guerra dell’Oppio anglo-americana sia della Manciuria giapponese. Allo stesso tempo è inevitabile e potrebbe essere perseguita fuori dalla Cina, con joint ventures in Africa, in Asia e, forse, nell’Europa greco-balcanica.
L’alternativa è il profilarsi di conflitti di macro-area in Africa con effetti ‘benefici’ sulla produzione industrial-militare occidentale.
Meglio la prima, più probabile la seconda se la Cina non fa presto, ma in ambedue i casi il ‘profitto’, la ‘produzione’ e i ‘consumi’ sarebbero assicurati.

Oggi gli USA avvisano il mondo che ‘la crisi migratoria durerà 20 anni’ e l’Unhcr ha lanciato un appello per la ripartizione di almeno 200mila richiedenti asilo in Unione Europea nell’immediato.

Non ci vuole la sfera di cristallo per prevedere che anche per i prossimi 20 anni in buona parte si tratterà di profughi dall’Africa e dal Medio Oriente in fiamme … con effetti ‘benefici’ sulla produzione industrial-militare, sul ‘profitto’, sulla ‘produzione’ e sui ‘consumi’.

Demata

Dopo la Siria e la Crimea, adesso Baltimora: l’America ha il fuoco in casa

28 Apr

Stamane Baltimora si è risvegliata come fosse in guerra: edifici in fiamme, negozi assaltati, poliziotti attirati in imboscate. Baltimora Cops Una sommossa che non ha nulla a che vedere con la morte di un afroamericano durante l’arresto (ndr il caso di Freddie Gray ha molte somiglianze con quello di Stefano Cucchi), dato che la famiglia aveva dichiarato la propria fiducia nelle forze dell’ordine, per altro in buona parte afroamericane anche loro. E che non ha nulla a che vedere con ‘sceriffi’ dalla pistola facile nè con la facilità con cui si possa detenere legalmente un’arma. Baltimora Mobs I protagonisti della sommossa sono le gang – Crips, Black Guerilla Family, Bloods – che sono rimaste indenni – a quanto pare – dopo le centinaia di migliaia di arresti solo (su soli 640 mila abitanti) condotta dall’allora sindaco democratico Martin O’Malley ed oggi candidato alle  Primarie Dem per la Casa Bianca. Le scene sono più o meno quelle di film come “L’alba dei morti viventi”: looters, flash mobs, gente che scappa, cose che bruciano … mancano il morso degli zombie e gli schizzi sanguinolenti, ma è rispettata in pieno la ‘profezia’ di George Romero che annunciò l’insorgere di bande di violenti senza motivo.

alba-dei-morti-viventi Gli obiettivi primari dei razziatori – oltre agli aborriti cops, con almeno una dozzina di poliziotti seriamente feriti – sono stati i negozi di liquori, le farmacie e i depositi di farmaci, le banche e le agenzie finanziarie. Tutte le scuole e le università sono chiuse, stanotte è stato proclamato il coprifuoco. Per le strade si vedono autovetture e chioschi bruciati a casaccio, un centro anziani è andato distrutto.

Baltimora Fire Dopo il Medio Oriente e dopo l’Ucraina, riuscirà Obama a lasciare in fiamme anche casa propria?

Demata (blogger dal 2007)

Il rapporto sulle torture della CIA tradotto in italiano

9 Dic

Di seguito c’è l’estratto – tradotto in italiano – delle prime venti pagine del Committee Study of the Central Intelligence Agency’s Detention and Interrogation Program.
Ogni commento è superfluo dinanzi all’inutile esercizio della crudeltà umana che si è proseguito per almeno cinque anni nel più totale arbitrio.

La CIA non informò il leader del Select Committee on Intelligence del Senato sulle  tecniche ‘avanzate’ di interrogatorio della CIA fino a settembre 2002, quando le tecniche erano state approvatie ed utilizzate. Prima del 6 settembre 2006, la CIA ha fornito informazioni inesatte alla leadership  del Select Committee on Intelligence del Senato.
Le lettere al Comitato contenevano numerose inesattezze, comprese descrizioni imprecise di come sono state applicate tecniche di interrogatorio e quali informazioni sono state ottenute dai detenuti della CIA.
La CIA ha travisato le opinioni dei membri del Congresso su una serie di occasioni. (pagg. 11-12)

Le condizioni dei luoghi di detenzione della CIA erano povere  e sono state particolarmente desolanti all’inizio del programma. I detenuti della CIA presso la struttura di detenzione COBALT sono stati tenuti in completa oscurità e costantemente incatenati in cellule isolate con forte rumore o musica e solo un secchio da utilizzare per i rifiuti umani.
Il capo degli interrogatori descritto COBALTO come una “segreta”. Un altro alto ufficiale della CIA ha dichiarato che COBALTO era essa stessa una tecnica di interrogatorio potenziato. ‘A volte, i detenuti camminavano in giro nudi o erano stati ammanettati con le mani sopra la testa per lunghi periodi di tempo.
Altre volte, i detenuti di COBALTO sono stati sottoposti a quello che è stato descritto come un “takedown ruvido“, in cui circa cinque ufficiali della CIA urlavano a un detenuto, lo trascinavano al di fuori della sua cella, tagliavano i vestiti, e lo legavano con nastro Mylar . Il detenuto veniva poi incappucciato e trascinato su e giù per un lungo corridoio, mentre essere schiaffeggiato e preso a pugni. (pag. 11)

Durante tutto il programma, più detenuti della CIA che sono stati sottoposti alla CIA a tecniche di interrogatorio o esposti  a isolamento prolungato hanno manifestato problemi psicologici e comportamentali, tra cui allucinazioni, paranoia, insonnia e tentativi di autolesionismo o di auto-mutilazione. Diversi psicologi hanno identificato la mancanza di contatto umano vissuta da detenuti come causa di problemi psichiatrici. (pag. 11)

Fin dal primo detenuto della CIA, Abu Zubaydah, e continuando con molti altri, la CIA applicava le tecniche di interrogatorio con la ripetizione significativa per giorni o settimane per volta. Tecniche di interrogatorio, come schiaffi e “murature” (sbattere detenuti contro un muro) sono stati utilizzati in combinazione, spesso in concomitanza con la privazione del sonno e la nudità. (pag. 10)

La tecnica waterboarding era fisicamente dannosa, inducendo convulsioni e vomito. Abu Zubaydah, per esempio, è diventato “completamente insensibile, con bolle che venivano su attraverso la sua bocca completamente spalancata”.
Documenti interni della CIA descrivono il waterboarding di Khalid Shaykh Mohammad evolversi in una “serie di (quasi) annegamenti.”
La privazione del sonno è arrivata a tenere detenuti svegli fino a 180 ore, di solito in piedi o in posizioni di stress, a volte con le mani incatenate sopra delle loro teste. Almeno cinque detenuti hanno sperimentato allucinazioni inquietanti durante la prolungata privazione del sonno e, in almeno due di questi casi, la CIA continuava comunque a privare il sonno. (pag. 10)

Contrariamente alle descrizioni della CIA al Dipartimento di Giustizia, il personale incaricato di Abu Zubaydah avrebbe dato “la precedenza” all’interrogatorio sulla sua assistenza medica, con conseguente deterioramento di una ferita da proiettile ricevuta durante la sua cattura.
In almeno altri due casi, la CIA ha utilizzato le sue tecniche di interrogatorio potenziate nonostante gli avvertimenti da personale medico della CIA che le tecniche potrebbero esacerbare lesioni fisiche. Il personale medico della CIA ha curato almeno un detenuto per consentire l’uso continuato della privazione del sonno stando in piedi. Almeno cinque detenuti della CIA sono stati sottoposti a “reidratazione rettale” o alimentazione rettale senza documentata necessità medica. La CIA ha posto detenuti in “bagni” di acqua ghiacciata . (pagg. 10-11)

La CIA ha portato alcuni detenuti a credere che non sarebbe mai stato permesso di lasciare vivi la custodia della CIA, suggerendo a un detenuto che avrebbe uscito solo in una bara a forma di scatola. Un interrogatore ha detto ad un altro detenuto che non sarebbe mai arrivato in tribunale, perché “non potremo mai far sapere al mondo quello che ho fatto su di te.” Ufficiali della CIA hanno anche minacciato almeno tre detenuti di danni per le loro famiglie – incluse le minacce per  i figli di un detenuto, di abusare sessualmente di quella di un altro detenuto e di “tagliare la gola della madre di un detenuto.” (pag. 11)

Ufficiali della CIA non addestrati hanno condotto frequenti presso l’impianto (ndr. denominato COBALT in territorio non specificato)  interrogatori dei detenuti non autorizzati e non supervisionati con dure tecniche fisiche che non sono stati inseriti – nè lo saranno mai – nel protocollo formale  di interrogatori “rinforzati” della CIA.
La CIA aveva posto un giovane ufficiale con nessuna esperienza pertinente come responsabile del COBALTO. Nel
Novembre 2002 un detenuto che era stato tenuto parzialmente nudo e incatenato ad un pavimento di cemento è morto per sospetta ipotermia presso l’impianto. (pag. 17)

La CIA, nello svolgimento del suo programma di detenzione e gli interrogatori, ha complicato e in alcuni casi impedito le missioni di sicurezza nazionale di altri esecutivi, tra cui il Federal Bureau of Investigation (FBI), il Dipartimento di Stato  e l’Ufficio del Direttore della National Intelligence (ODNI).
La CIA ha trattenuto o ristretto informazioni inerenti le competenze di queste agenzie e le loro responsabilità, negato l’accesso ai detenuti, fornito informazioni inesatte sul programma di detenzione e interrogatori della CIA a queste agenzie.
L’utilizzo di tecniche di interrogatorio coercitive e strutture di detenzione segrete che non soddisfacevano gli standard tradizionali degli Stati Uniti ha portato l’FBI e il Dipartimento della Difesa a limitare il loro coinvolgimento in attività della CIA di interrogatorio e di detenzione. Questo ha ridotto la capacità del governo degli Stati Uniti di distribuire le risorse disponibili e il personale specializzato per interrogare i detenuti e gestire le strutture di detenzione. (pag. 16)

La CIA non ha rivisto la sua esperienza passata con interrogatori coercitivi, o la sua precedente dichiarazione al Congresso che “tecniche fisiche o psicologiche disumane sono controproducenti perché non producono intelligence e probabilmente comporteranno risposte false.” La CIA, inoltre, non ha contattato gli altri elementi del governo degli Stati Uniti con competenze negli interrogatori. (pag. 17)

Numerosi agenti della CIA avevano gravi e documentati problemi personali e professionali – tra cui storie di violenza e di atti di trattamento abusivo di altri – che avrebbero  dovuto mettere in discussione la loro idoneità a partecipare al programma della CIA di detenzione e interrogatorio, il loro stesso lavoro con la CIA e il loro continuo accesso alle informazioni classificate. In quasi tutti i casi, questi problemi erano noti per la CIA prima l’assegnazione di questi ufficiali a posizioni di detenzione e interrogatori. (pag. 18)

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Un resoconto completo delle detenzioni e degli interrogatori della Cia potrebbe essere impossibile, dato che i record in alcuni casi sono inesistenti, e, in molti altri casi, sono sparsi e insufficienti.
Non c’era quasi nessuna registrazione dettagliata delle detenzioni e degli interrogatori nel centro di detenzione COBALTO nel 2002  e quasi nessuna registrazione per il sito di detenzione GRAY della CIA, anche esso nel paese.
Nei centri di detenzione al di fuori del Paese la CIA teneva un record sempre meno dettagliato delle sue attività di interrogatorio nel corso del programma di detenzione e interrogatori.

Mentre erano sottoposti a tecniche di interrogatorio della CIA o successivamente, molti detenuti hanno inventato informazioni, con conseguenti deficit nell’intelligence. I detenuti hanno fornito informazioni ‘fabbricate’ su questioni di intelligence critiche, comprese le minacce terroristiche che la CIA ha identificato come sue massime priorità.
Altri detenuti hanno fornito informazioni  accurate o significative per l’intelligence  prima  o senza essere stati sottoposti a queste tecniche. (pag. 9)

originale postato su demata

How much the stubbornness of Monti’s government to fund the F-35 factories damaged Italy and Eurozone?

5 Lug

In 2001, F-35 JSF (Joint Strike Fighter) Program started by a ‘successful’ Lockheed X-35 project for a initial expected cost of 40 million dollars and a production of  3,000 jets for USAF / U.S. Navy / USMC and another 2,000 for some partners (source http://www.aereimilitari.org).

Italy was involved as a “second level partner”, setting up a line of construction and assembly, which would release much of the F-35 destined for Europe and other countries, such as Turkey and Israel, including only twenty F35 for Italian Navy.

cameri2A rich business for our industries and – on 28th May 2007, at the Defense Ministry in Rome – the Secretary of Defense, Lorenzo Forcieri, met the President of the Province of Novara, Sergio Vedovato, to determine the ‘settlement of the assembly line of the F35 Joint Strike Fighter aircraft at the little military airport of Cameri (Piemonte Region).
A small-town dream cherished for decades, assuming anyone wish spent money and time in Piemonte to turn a short trackat time closed by fog for several months a yearin the largest airport in Europe thanks to the construction of the largest NATO base for military aircrafts.

And that Prodi government was in hands of a lot of members of parliament and secretaries of State by Piemonte as Cesare Damiano, Livia Turco, Fausto Bertinotti and Paolo Ferrero – all coming by the Confederazione Generale del Lavoro (the former communist Trade Union) – and there was really no wonder that the project went to the Novara, where some millions euros of public money was ‘invested’ to create from nothing an industrial district while – elsewhere – many industrial districts were being dismantled on relevant costs: the same Romano Prodi dismatled the public industry in South Italy, as president of I.R.I., ten years before, and he came in Primaries claiming this success.

A lot of money and work that has to benefit just the Novara province and some nearby, where were in crisis the car and textile industries, the former communist trade unions and an expensive welfare system. Not surprisingly, Luisa Maria Crespi, the mayor of Cameri, said “thanks to the initiative of the Province, from today we will be able to respond to our citizens’,  as confirmed by the mayor Bellinzago, Mariella Bovio,’there are important employment guarantees for an area like ours who lives a severe crisis’.

The first doubts on plane and investments became apparent in 2009, when the average per aircraft costs were sketched  to 62 and then over the 100 million dollars.
As reported by Stato-Oggi, “Defence Secretary Ignazio La Russa, at the Farnborough Air Show, referring to the program , added: “We are very cautious, we are checking.”

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Utmost caution, if at the beginning of 2011, the Washington Post announced the need to recapitalize by 20% ($ 10 billion) and experimental design, half of which became necessary to lighten the plane, because flying at full load affects the key performance of the aircraft.
Or when (Jan 08, 2011 – remember this) Secretary of Defense Robert M. Gates announced a series of efficiencies decisions designed to save the Department of Defense more than $150 billion over the next five years primarily by reducing overhead costs, improving business practices and culling excess or troubled programs, like the short take-off and vertical landing (STOVL) variant of the F-35 Joint Strike Fighter placed on the equivalent of a two-year probation because of significant testing problems.

So the contracts for F35 were gradually withdrawn by partners and Italy – where they were tobe built – missed a big deal: 85 F-35A for the Dutch Koninklijke Luchtmacht,some dozens for Danish Flyvevåbnet and Norwegian Kongelige Norske Luftforsvaret, then the good-bye to 116 F-35A for the Türk Hava Kuvvetleri and 150 F35B for the British Royal Air Force which preferred modify ‘her’ aircraft carriers and buy catapult-launched F-35C .
Meanwhile, the Berlusconi government did not give the consent for sixty F35 – provided over the first tranche of 22 F-35B for the Italian Naval Aviation, already ordered – and cut off an order of  2 billions euros for 25 Eurofighter (Aeritalia / Finmeccanica).

Soon after, for other trends, the spread of Italian bonds dramatically rose, the blame was charged to the government and soon after Mario Monti placed on Italian national budget dozens and dozens billions euros of expenses for 2012 and next years to to commission 131 jets to Novara F-35 industries (Dec 06, 2011 – remember this), while Italian debt exploded, a large part of welfare was cut or delayed and taxes went nearby 50%.

F35 sprechi

Not minus of half million of senior workers were dismissed after 30 or more years of regular work without any annuity or social help, disability rights went to enjoyment only after the insurance had recognized them and not when they were initiated, a lot of ​​graduates at work in the call centers for $ 800 a month, a Nation in recession losing 10-15% of GDP, millions of young  families unemployed, companies in the knee, failed or fled abroad. Suicides, people self burnings for protest, millions in line for food and help by charity centers.
These were the numbers for 2012 in Italy.

Just two months after (Feb 02, 2012) the Defense Secretary – Admiral Di Paola – wisely announced the cut of the F-35, reduced from 131 to 90 jets, and April 6  the government led by Mario Monti decreed the reform of Defence confirmed that the cutting of the F35 Joint Strike Fighter, with a reduction in expenses of 5 billions euro for 2014.
Of course, this economy was not destined to unlock pensions or protect the disabled and restart the occupation, was not destined to poor families, were not reduced taxes and businesses continued to close, military expenses were reduced for 33 mld.
Recession went nastier, but Italy began proudly a program to become the second-third largest industrial power for stealth attack fighter – as it relates to the NATO  – and one of the first five countries in the world for the ability to “first air strike “… while Italian  Constitution ‘rejects war as an instrument of aggression’.

So, Mario Monti continued in 2012 to spend the few public money available for the production of first strike stealth fighters, in USA the test on the jets gone really bad.
Lately, in February 2013, the Pentagon’s chief testing office based at the U.S. military’s Eglin Air Force Base in Florida reported that radars that don’t work, blurry vision from the aircraft’s sophisticated helmet, inability to fly through clouds during the tests done from September to November 2012 .
The National Post cleared that “the testing was extremely basic and “did not cover . . . in essence, everything that makes the F-35A a modern, advanced fighter,” reads the report, obtained by the Washington-based watchdog group Project on Government Oversight. Aircraft operating limitations prohibit flying the aircraft at night or in instrument meteorological conditions. The aircraft is also currently prohibited from flying close formation, aerobatics and stalls. The report also notes that the F-35A, which is the version the Harper government had intended to buy, “does not yet have the capability to train in . . . any actual combat capability, because it is still early in system development.”

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Does anyone believe that the Italian government and Italian developers were not fully informed – in real time – during 2012 of a long series of negative tests?

If in October 1, 2013 Defense One announced a “recent report from the Pentagon’s internal watchdog reveals that the next gen fighter jet is plagued with hundreds of issues. The Defense Department’s Inspector General conducted a series of quality assurance assessments that found the Joint Program Office and Defense Contract Management Agency performed “inadequate oversight,” failing to adhere to widely adopted quality management protocols while losing control of contractors that have already sunk an estimated $400 billion taxpayer dollars into what is the most expensive weapons system ever developed by the U.S. government”, why Mario Monti’s government took no account of this in drawing up the law of the National Account law and Spending Review for the 2013 and 2014, easing taxes and allocating resources for senior workers and employment for young people or for help to families?

As known, the last days news announced a jet that caught fire during takeoff and lost pieces from the base of Eglin, Fla. and the Pentagon has grounded all F-35, definitively confirming the many doubts and cautions on the program, and we can imagine the panic in Novara and in Piemonte.

And – speaking of Italy, for the F-35 – there is also another thing to know.

In Spring 2012, Italy planned to buy up to 90 F-35, about 60 of the A model -take off from the ground – and 30 of the B model – vertical takeoff – for the aircraft carrier Cavour because, since the WWII ArmisticeTreaty, is not allowed to haveaircraft carriers with catapult systems. In fact, the C model – catapult takeoff – will made just in USA.

The question is ‘WHY’ was the Mario Monti’s government  spending mountains as blocking valuable resources for 30 vertical take-off F-35B, while this variant, until last year, was not there, prototypes were not working, as Secretary of Defense Robert M. Gates placed in probation for two years the troubled project of a short take-off and vertical landing (STOVL) variant of the F-35 Joint Strike Fighter because of significant testing problems, Great Britain changes ‘her’ takeoff systems on carriers.
The first successful take off test was conducted only on May 10, 2013 to NAS Patuxent River, Maryland.

So, the Mario Monti’s government has spent billions of Euro, catched with  unsustainable taxes, while cutting the present and the future of so many people for a weak jet (F35A) that currently does not exist and another (F35B) that practically there never was. A case that is more reminiscent of the financial accounts of the Soviet Union than any lobbystic or helpful welfare approach to a financial crisis.

Image2 I do not believe such a misdeed or a ‘cospiration’, as it means in Italy.  Just personal stubbornness and another one collateral damage by a “democratic former communist” trade union and his heavy lobby in leftist parties, not forgetting that colonization-like Italian unification acted by a financially burned Piemonte and Vatican, between 1860-1918.

I just hope that – after a so big flop – just anyone will start to not consider Mario Monti a reliable reference for Italian state of art, leading a long memory of Italian F35 story and of the many mistakes made in the management of a not only financial crisis of the former sixt GDP of the world actually impoverished to ten-twelwest position by stalling and recessive government action in 2012.

Mistakes like to fund for billions an inexistent jet in Piemonte – stronghold of former communist trade unions – while those billions were essential to not block the turn over and cut the welfare state for an entire nation during a hard crisis and leave to industry/commerce those really precious resources needed to avoid the recession that still plagues Italy, brought down the GDP and – consequently – afflicts the Eurozone and the European inner relationships.

And, please, … wish anyone note the failure of the Klein-Monti model when applied in a real system?

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