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La Repubblica, le televisioni e le bufale sul terremoto

30 Ott

Mentre l’Italia trema sotto le scosse e sotto la paura delle scosse, il maggiore quotidiano nazionale, La Repubblica, ci regala un raro esempio di come NON vada informata la popolazione.

Infatti, per la stessa notizia (un intervento del direttore dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr, Paolo Messina) La Repubblica ci propone tre diverse ‘versioni’:

  1. titolo in prima pagina web = direttore Cnr: “Probabili nuove scosse”
  2. titolo interno = direttore Cnr: “Possibili nuove scosse”
  3. testo nell’articolo = “Non possiamo escludere nuove scosse.

Non che La Repubblica sia il peggio, sia chiaro: stamane le televisioni sono riuscite a parlare di “grave terremoto a Roma”, ad intervistare monaci che ‘erano in giro tra le macerie a dare l’estrema unzione’, ad inquadrare strade vuote coperte da intonaci come se vi fosse pericolo imminente, a promettere una ricostruzione abbastanza improbabile finchè il sisma non sarà finito, a meravigliarsi che ci siano ‘repliche continue’ se due secondi prima hanno spiegato che è il terremoto più forte dal 1980.

Non pretendiamo che i giornalisti abbiano almeno la competenza in scienze naturali richiesta ad un liceale, sappiamo bene che molti – ahinoi – potrebbero non averla, ma che almeno diffondano notizie secondo buon senso.

Altrimenti finisce che la gente, poi, creda che si falsificano i dati scientifici, che Dio punisca o protegga dai terremoti o – peggio ancora – che qualche potenza mondiale abbia un macchinario che genera onde sismiche …

Demata

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Libia: perchè la bufala dell’agguato?

2 Mag

Il Daily Mail riporta che l’altro ieri un convoglio delle Special Forces britanniche, fanti di marina italiani ed esercito regolare libico  è caduto in un agguato da parte di Isis in Libia, mentre era in viaggio dalla città nord-occidentale di Misurata verso Sirte, la roccaforte dell’Isis.

Dopo che alcuni kamikaze si erano fatti esplodere con un’autobomba, altri combattenti di ISIS bombardavano il convoglio con mortai e con mitragliatrici pesanti. La forza occidentale è riuscita a disimpegnarsi solo dopo che   aerei da guerra ed elicotteri d’attacco francese ed italiani erano intervenuti. Secondo esperti israeliani, l’attacco sarebbe stato “del tutto simile” a quelli condotti nella penisola egiziana del Sinai dai gruppi jihadisti.

Mentre il Ministero della Difesa non conferma né smentisce attività delle forze speciali, il Segretario di Stato Philip Hammond ha annunciato che la Gran Bretagna ha UK prevede di dislocare circa mille soldati della forza di peacekeeping in Libia  a comando italiano, al momento prevista per seimila militari complessivi, ma ha precisato che ulteriori truppe potrebbero sbarcare in Libia per sostenere il suo fragile esercito contro Isis.

Acuni rapporti dell’intelligence israeliana, secondo Debka.com,  riferiscono che l’Isis avrebbe catturato dei prigionieri tra i militari europei e che sarebbe in azione un team con la presenza anche di funzionari del “ministero della Difesa italiano e britannico” che hanno “imposto il silenzio dei media».
Viceversa, secondo la Difesa italiana la notizia è “priva di fondamento”, perchè “non ci sono militari italiani in Libia”. «Non è escluso che i britannici, ben più aggressivi, siano finiti in un’imboscata,  spiega una fonte del Giornale.

L’agenzia stampa libica (Lana) avrebbe pubblicato un’«esclusiva» dell’imboscata corredata da foto di un soldato britannico in azione e di un blindato italiano Lince, che danno l’idea di una bufala lanciata (o meglio gonfiata) dagli israeliani per calcoli politici. In questo momento Israele appoggia in maniera sotterranea l’Egitto, affinchè diventi il gestore petrolifero del Mediterraneo, che a sua volta arma il generale libico Khalifa Haftar, il principale rivale del governo filoitaliano di Fayez Serraj sbarcato a Tripoli.
Inoltre, Iin vista di un vero e proprio sbarco in Libia di diverse divisioni meccanizzate ed aviotrasportate, il comando alleato unificato (Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Francia) avrebbe già imposto ai mass media un elevato livello di segretezza, che rende difficile valutare il progressivo deterioramento della situazione militare, politica e sociale.

I primi corpi speciali italiani che arriveranno ufficialmente a Tripoli saranno gli Alpini paracadutisti, per la protezione della sede Onu e per la sicurezza dell’inviato dell’Onu, il tedesco, Martin Kobler.

Demata

La bufala di #trivellatuasorella

15 Mar

Il Corriere della Sera oggi ci informa che “l’hashtag #trivellatuasorella creato da una società di comunicazione pugliese per sostenere le ragioni del sì al referendum sulle stop alle trivellazioni sottomarine del 17 aprile è finito subito nel mirino delle critiche.”

#trivellatuasorella corsera
Beh, secondo gli autori – i ‘creativi’ di beShaped – l’abominevole slogan di propaganda al voto  è a FAVORE DEL NO al referendum e alle trivelle.
Non ‘pro trivelle’. Ebbene si.

E’ proprio la loro pagina Facebook a spiegarci che pensavano che “se vuoi stuprare il nostro mare, cui siamo legati per cultura, tradizione, amore viscerale, perché allora non fai la stessa cosa a tua sorella, intesa come una persona alla quale sei intimamente legato, alla quale non faresti mai del male? Questo era il senso per noi dell’operazione.”

#trivellatuasorella 1

E fatto un “mea culpa”, tutto qui, precisano che- secondo loro, ma non secondo tanti – “a scavare più a fondo, non trovereste certamente in nessuno di noi sentimenti minimamente votati al sessismo o altro del genere” …

Queste le logiche di alcuni sostenitori del bando alle trivelle, del NO al referendum. Elettorato che vai … slogan che trovi …

Intanto, prendiamo atto che – in prossimità di un voto referendario – gli elettori sono potenzialmente disinformati, salvo rettifiche adeguate, e … ricordiamo che, in Italia, a tutela del libero esercizio del voto, è previsto che “chiunque in occasione di votazioni di Stato usa … inganno … per indurre un cittadino … ad astenersi o non dal voto od a votare o non per un determinato candidato o simbolo, è punito con la prigionia di terzo grado e con l’interdizione di quarto grado dai diritti politici”.

Demata

“Gli italiani e l’Europa”: tutta una questione di serotonina?

24 Lug

Condizionare un  sondaggio non è difficile e può anche accadere inavvertitamente. Ad esempio, porre quesiti su una ‘certa idea di Europa’ è un ottimo modo per instillare dubbi (‘certa idea’ suona dispregiativo). Ugualmente se quella fosse ‘solo’ l’etichetta dei dati.

Oppure è decisamente fuorviante per “l’uomo qualunque” chiedere se “l’Unione Europea ha migliorato le condizioni di vita in Italia”, senza far menzione delle norme sulla sicurezza del lavoro, sulla trasparenza degli enti pubblici, sui diritti civili e sociali nè rammentare la valanga di contributi arrivati (grazie ai nostri amministratori, non l’Europa) a cani e porci per il fondo sociale, il sostegno all’agricoltura, le politiche comunitarie eccetera.

Ricordiamo Di Pietro e altri che chiesero in più riprese all’Europa di sospendere i finanziamenti all’Italia perchè finivano in sprechi e corruttele ….

E non a caso la diffidenza verso l’Europa è più marcata nelle aree del Paese dove più forte è la corruzione politica e maggiore è lo spreco di risorse collettive.
Come non è un caso che  sia nella fascia di età 30-44 anni la maggiore concentrazione di giudizi negativi (solo il 38%), falcidiata dalle norme sul lavoro introdotte dal  Governo D’Alema nel 1998 (co.co.co ed interinali) ed ormai priva dei finanziamenti a cannella degli ultimi vent’anni che arrivavano dall’Europa per progetti tutti svaniti nel nulla per la pochezza della politica nostrana e per le strane idee che abbiamo sul welfare state e la sua finanziabilità.

La conclusione ‘secca’ del sondaggio realizzato da Tecnè per la Cgil è che l’Unione europea evoca un’immagine negativa per la maggioranza degli intervistati (55%) mentre è positiva per il 43,3%. Considerando come è stato posto il quesito, siamo ‘fifthy fifty’, poco peggio di due anni fa quando ottimisti e pessimisti erano alla pari (50%).

Eh già … a ben vedere il quesito era ‘siete ottimisti o pessimisti’? … una questione di serotonina, secondo gli addetti di settore. Non politica o sociale.

Non a caso il segretario generale Susanna Camusso ha voluto presentare “Gli italiani e l’Europa” a Ventotene, ameno luogo balneare.

Demata