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Nuovo Stadio San Paolo, il progetto, le foto

1 Lug

L’architetto Gino Zavanella, noto per la realizzazione di prestigiosi impianti sportivi nel mondo e responsabile del restyling del San Paolo, ha illustrato il progetto del Napoli.

stadio san paolo originaleLo Stadio San Paolo di Napoli potrebbe ritornare ad essere uno dei più belli del mondo, dopo gli scellerati ed orribili interventi voluti dal Coni per Italia90.

“Ci danno la cifra di 45 mila posti come una capienza ideale per il cliente ‘Napoli’. Il ragionamento che si sta portando avanti in molte società è che il pubblico diminuisce, è in calo in tutto il mondo non solo in Italia. Due novità rispetto all’impianto attuale, la prima: l’eliminazione della pista di atletica è una conseguenza, si vuole avvicinare il pubblico al campo e il secondo anello verrà avvicinato al campo. La seconda: i maxischermi sono previsti nel progetto sia nel primo anello e sia nell’ultimo.”

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UEFA: pochi e vecchi i calciatori italiani

5 Gen

Arrivano dal Brasile i calciatori preferiti dalle squadre impegnate nella UEFA Champions League e nella Europa League.
Ben 152 carioca con 648 presenze per un totale di oltre 47.000 minuti giocati, seguiti dai francesi (136 con 491 presenze e 34.000 minuti di gioco) e dagli spagnoli con 131 calciatori e 532 presenze con 38.000 minuti giocati.
Seguono la Germania ed i Paesi Bassi, con una novantina di professionisti del pallone, l’Inghilterra con i suoi 83 players, il Portogallo (76), l’Argentina (72) ed, infine, al nono posto, l’Italia, con i suoi 71 calciatori per 270 presenze e 19.000 minuti giocati.

europa calciatori per nazione

Dunque, c’è poco da dire: il calcio italiano langue davvero, se persino Francia ed Olanda possono annoverare più calciatori di noi tra le fila delle squadre che rappresentano l’elite del calcio europeo moderno.

Sempre guardando all’Europa, tra le squadre più vecchie troviamo l’Inter dei preliminari, la Lazio del pareggio contro il Panaithinaikos Aten, la Juventus vincente a Londra contro il Chelsea.
Mentre, a fronte di ben nove spagnoli, tra i 45 calciatori utilizzati da squadre europee e maggiormente valutati sul mercato non c’è nessun italiano.

La causa, lo sappiamo tutti, è nella scarsa capacità di investire sui giovani, un male profondo e millenario del nostro paese, che si riflette anche sul calcio nostrano, decurtandone valori e prospettive.

Un calcio improduttivo, se non sviluppa campioni – ovvero immagine, introiti, successi – e che sopravvive tra introiti televisivi garantiti per legge e speculazioni immobiliari di belle speranze.
Anche in questo caso, è una questione tutta italiota, come la prebenda oggi e la gallina domani o l’investire sul mattone come se il cemento fosse davvero oro.
Non a caso, sono stati personaggi come Vujadin Boškov o Zdenek Zeman a lavorare sui giovani, valorizzando campioni, dimenticati, se non esclusi, dal calcio che conta.

Considerata l’affezione italica per il Dio Eupalla e l’importanza che gli italiani danno alle vicende calcistiche, potremmo quasi azzardare che un qualsiasi governo, presente o futuro, che volesse dare un segnale di rinnovamento e rigore, potrebbe agevolmente iniziare dal calcio.
Anche perchè qualcosa deve cambiare e subito, se vogliamo che il calcio non sia strangolato dai mercati come le nostre finanze, tra il miliardo di euro di concessioni televisive, garantito per legge solo fino al 2015, il fair play finanziario di Platini, che cancellerà ‘certi mecenatismi’ e ‘certi bilanci societari’, e gli stadi che vanno al più presto rinnovati ed ammodernati.

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Sport disonorato, un calcio da cambiare

20 Dic

Dopo la tentata fuga, in mutande, di Cristiano Doni, ex nazionale e bandiera del calcio bergamasco, arrivano gli interrogatori di Alessandro Zamperini e Filippo Carobbio, due dei 17 arrestati nell’inchiesta della procura di Cremona, riguardanti le partite  di Coppa Italia Gubbio-Cesena e Siena-Piacenza del 2011 ed Ancona-Grosseto, Grosseto-Mantova, Grosseto-Reggina e Grosseto-Empoli.

Accuse che arrivano fino alla composizione della Serie A attuale, visto che l’ordinanza dei magistrati recita: «In particolare Doni Cristiano, agendo anche per conto di imprecisati dirigenti dell’Atalanta, che aspirava alla promozione in A, interferiva o cercava di interferire, con interventi anche corruttivi, anche al fine di procurarsi illegittimamente i proventi delle scommesse, sui risultati di molteplici partite della sua squadra».

Per non parlare di “due partite del Bologna e due del Genoa”, come scrive Repubblica.

Non solo calciatori ed addetti ai lavori disposti a vendersi per pochi spiccioli, se si pensa a quanto guadagnano, ma anche criminali internazionali, come il cinese Eng Tan Seet ed i suoi due collaboratori che portavano in Italia il denaro destinato all’affare, consegnandolo al gruppo degli “zingari”, che provvedevano, poi, a contattare i calciatori. Per una partita truccata, le vincite potevano arrivare anche al milione e mezzo.

Ed anche storie incredibili, paradossali, da bar dello sport.

Come quella di Marco Pirani, dentista, che forniva le ricette per il tranquillante che l’ex portiere della Cremonese doveva somministrare, a loro insaputa, ad altri calciatori e che, riguardo Padova-Atalanta, garantisce la combine: «…è un discorso tra società».

Oppure Massimo Erodiani, tabaccaio, che, parlando di Siena-Sassuolo, afferma: : «E’ al mille per mille e poi ti dico di più… questo forse ne sarà una di quelle ma il Siena ha pagato già… io so che il Siena pure ha dato già i soldi… a…a… ad altri del Sassuolo… quindi giocheranno tutti a perderla …».

Ed anche qualche vero sportivo, che non c’è stato, come Simone Farina, 29 anni detto “la Bestia”, terzino del Gubbio da cinque stagioni, che, il 29 settembre scorso, dopo l’ennesima avance di Alessandro Zamperini, denuncia tutto, prima, alla giustizia sportiva e, poi, al procuratore capo di Cremona, Roberto Di Martino.

Un caso isolato, per ora, e non a caso il magistrato inquirente lancia un appello: «Spero che altri giocatori seguano il suo esempio e ci aiutino a capire come funziona il sistema delle scommesse e della corruzione nel mondo del calcio».

Un mondo, quello del calcio, che va scandagliato e cambiato, visto che «questa è un’altra pagina che non onora di certo lo sport italiano», come lamenta il presidente del Coni Petrucci, denunciando che : «Siamo tutti turbati, ma anche le leghe devono esserlo. La Lega di A ha fatto un incontro, ieri sera, e nessuna parola è stata detta su quello che accaduto, parlano solo di divisioni di soldi».

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Campionato di calcio in sciopero: i motivi

25 Ago

E’ ormai agli sgoccioli la trattativa riguardante il contratto dei calciatori.

Uno sterile e controproducente sciopero sembra essere l’unico e già previsto esito del braccio di ferro, ingaggiato con le imprese del calcio italiano riunite nella Lega Calcio,  dall’ex-romanista, Damiano Tommasi, avanzando pretese indecenti, specie in tempo di crisi e di eurotasse, a favore dell’ennesima casta d’Italia.

Un piccolo esercito di fortunati e fortunatissimi ventenni, dai pochi ultra milionari, scendendo ai “mono”milionari fino a quelli, fuori rosa nelle serie minori, che dovrebbero rendersi conto che lo sport non fa per loro …

Queste le proposte della Lega Calcio e le richieste dell’AIC, in verde o rosso le ipotesi condivisibile e quelle no.

Le soluzioni della FGCI, Federazione Italiana Giuoco Calcio?  Per ora nessuna.

Eppure, sarebbe bastato che Abete si fosse espresso su qualcuno dei (sacrosanti) punti proposti dalla Lega Calcio, visto che i calciatori, sia per la fortuna a loro riservata dal destino sia perchè atleti e sportivi, dovrebbero dare l’esempio ed accettare regole e sanzioni.

Punto

Lega Calcio

Associazione italiana Calciatori

FLESSIBILITÁ DEL CONTRATTO Flessibilità contrattuale in base ai risultati. Emolumenti garantiti almeno al 50%
LAVORO IN ESCLUSIVA Divieto di ulteriore attività lavorativa senza l’autorizzazione della società, inclusi i contratti pubblcitari Il calciatore (n.b. lavoratore dipendente) è libero di fare altre attività lavorative nel tempo libero
COMPORTAMENTO Codici di condotta ed etica in campo, in ambito societario e fuori, nella vita privata Massima libertà di comportamento
CURE MEDICHE Gli atleti (ndr. lavoratori dipendenti) siano curati solo da medici di fiducia delle società. I giocatori siano liberi di scegliere da chi farsi curare con spese a carico della società.
SANZIONI Sanzioni automatiche per le irregolarità degli atleti Ogni singolo caso sia analizzato dal Collegio Arbitrale
COLLEGIO ARBITRALE Presieduto da un personaggio esterno al mondo del calcio, ad esempio un magistrato in pensione Designazione di un tesserato
PREPARAZIONE E ALLENAMENTO Diritto per l’allenatore di dividere la rosa in più gruppi per l’allenamento Tutti i calciatori si allenano in un solo gruppo, inclusi i fuori rosa, a prescindere dalle scelte dell’allenatore
RIFIUTO DI TRASFERIMENTO Penale (ultimo anno di ingaggio decurtato del 50%), se un giocatore si oppone al trasferimento ad altro club, a parità di stipendio e visibilità Diritto a rifiutare il transfer

Lo sport e la sua immagine

13 Dic

Riporto, senza nulla aggiungere, l’estratto di un articolo pubblicato su Pianeta Azzurro.

Il calcio è un gioco. È fatto di rivalità e di gemellaggi, di simpatie e di antipatie, ma non bisogna mai dimenticare la dimensione ludica di questo sport. A Cagliari di sport se n’è visto molto.
Si è visto agonismo, attaccamento ai propri colori, nervosismo per un risultato stretto.

A Cagliari si è vista la negazione dello sport più totale, quando un presidente di una squadra di serie A, si alza in piedi, in tribuna dopo un goal, e urla sghignazzando “Zitti bastardi”.

L’anno scorso fu la stessa storia: una partita tesa, che il Napoli vinceva. Rimontata nel finale dal Cagliari e vinta con fortuna.
Fu la stessa frase. “Zitti bastardi”. Detta dallo stesso personaggio, che forse meriterebbe una strigliata morale.

Al posto di proporre  tessere del tifoso, tornelli, diffide e misure di sicurezza da paese incivile, che si inizino a limitare con pugno duro gli atteggiamenti negativi di chi dovrebbe portare l’esempio.

Il Napoli da sempre paga lo scotto di avere una tifoseria passionale e spesso impulsiva. La tifoseria azzurra paga lo scotto di una nomea tutt’altro che positiva, ricevendo trasferte vietate, mesi di gare a porte chiuse, ma negli ultimi anni si è notata una disparità di giudizi da parte del giudice sportivo.

I petardi del Derby come sono stati puniti? Con una multa di poche migliaia di euro. E quando i petardi cadono a Napoli? Giornate e giornate a porte chiuse.

È scoppiato il caso Balotelli e alla Juve sono state fatte le stesse ridicole ammende. Ma quando le curve azzurre offendevano Carraro, la società rischiò molto più che una semplice multa.

E oggi? Cellino offende un popolo, la sua tifoseria non è da meno con cori ripetutamente offensivi.
Ci sarà giustizia sportiva?