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Roma Nord sta messa così male?

8 Dic

(tempo di lettura 3-4 minuti)

Putiferio social a Roma per le ultime dichiarazioni dell’attore Pietro Castellitto in un’intervista a ‘Sette’. “Non credo esista un posto più feroce. Chi è cresciuto a Roma Nord, ha fatto il Vietnam. Ma è un mondo anche tremendamente delicato e crepuscolare. Un mondo dove i valori basilari dell’esistenza – voglia di potenza, di bellezza, di soldi e successo – sono ancora in voga. Dinamiche indicate come negative dal mio mondo di provenienza e da buona parte della società civile“.

Figlio di Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini, Pietro vive in uno dei quartieri a ridosso del Tevere e del Vaticano e potrebbe darsi che la sia sia solo una percezione.

Ad esempio, il livello di istruzione che è allarmante nel Centro ed a Roma Est, piuttosto che a Roma Nord (eccetto un quartiere).

O l’abusivismo edilizio che vede il Centro assediato più o meno da tutte le direttrici.

Quanto alla “voglia di potenza, di bellezza, di soldi e successo”, sembra che sia in voga al Centro e nei quartieri dove vivono tanti protagonisti del cinema e della televisione italiani, tra i quali c’è anche Pietro Castellitto.
Roma Nord da l’impressione che l’unica sua colpa sia quella di appartenere al ceto medio …

Resta solo un quesito: perché non prendere ad esempio proprio Roma Nord, se ha un livello di istruzione accettabile, produce quel che spende e non è la Grande Bellezza dei quartieri Centrali, dove potenza, bellezza, soldi e successo la fanno da padroni con il poco tacito accordo di Roma Est, che è profondamente diseguale rispetto al resto della città?

Demata

Roma, il PD affonda da solo

1 Mar

Alle Primarie del Partito Democratico a Roma sono andate a votare poco più di 38.000 persone, su una base elettorale di circa due milioni di persone, di cui circa almeno un terzo vota inderogabilmente “a sinistra”.

Un vero disastro, praticamente solo un elettore di sinistra ogni 20 è andato alle primarie e solo uno ogni quaranta se consideriamo anche il centro, visto che il candidato “di scuderia” – vincitore predestinato – era Enrico Gasbarra, democristiano dal 1978 e democratico solo dal 2007.

Grande flop del Partito Democratico, dunque, ma non solo.

Infatti, caso mai, come probabile, gli iscritti del PD a Roma fossero il doppio più uno dei circa 38.000 votanti alle Primarie, si pongono un paio di quesiti contrapposti.

Siamo sicuri che l’elezione di Gasbarra sia del tutto regolare se oltre la metà degli iscritti non fosse andata a votare? E tutti costoro che non sono andati a votare, siamo sicuri che siano ancora felici di essere iscritti?

Ma, soprattutto, se un democristiano entrato nel PD solo da 4 anni è già il leader conclamato a livello regionale, che senso ha, per il Partito Democratico, allearsi con SEL ed l’IdV? O meglio, perchè mai SEL e IdV dovrebbero correre con il PD alle Politiche del 2013, rimettendoci faccia, potere e voti?

originale postato su demata