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Eleonora Brigliadori: cosa molti non sanno sui vaccini?

16 Dic

Eleonora Brigliadori – intervistata per ADN Kronos riguardo i vaccini, in particolare quello anti-Covid – ha dichiarato che “una volta che un genitore avrà dovuto subire questo vaccino, porterà le degenerazioni del genoma alle generazioni successive”.
Anzi, “nel momento in cui metteranno l’obbligo di questo vaccino, non solo si vedranno gli effetti collaterali e molti moriranno dopo la prima somministrazione, ma si assisterà all’inizio dell’apocalisse degenerativa dell’umanità“.

Non sappiamo se la nota attrice e conduttrice televisiva abbia competenze medico-scientifiche, il suo curriculum non riporta alcuna laurea o diploma, quel che è certo è che a 17 anni era già in televisione come come telefonista di Portobello, programma della Rai condotto da Enzo Tortora.

In realtà, i vaccini per il Covid-19 non vanno a «riprogrammare il sistema immunitario», ma – come tutti i vaccini – hanno lo scopo di «simulare un’infezione naturale per innescare una risposta immunitaria più potente, potenzialmente in grado di proteggere dall’infezione del nuovo coronavirus», come è ben precisato nelle autorizzazioni per le sperimentazioni.
Chi avesse dubbi, prenda atto che i figli delle persone vaccinate negli ultimi 100 anni NON ereditano le immunità acquisite dai genitori.

Quanto a “molti moriranno dopo la prima somministrazione“, la questione è ancora più semplice: a che percentuale equivale ‘molti’? Più della metà della popolazione (50%) verrà uccisa dal vaccino, secondo Eleonora Brigiadori e i negazionisti? Oppure ‘molti’ equivale al 10-20%? O forse ‘molti’ sono l’1% o anche meno?
No. Per chi si batte contro i vaccini, ‘molti’ è già lo 0,000001%, come per gli episodi di encefalite o reazione allergica severa del vaccino trivalente (morbillo, rosolia, parotite). Ovviamente, i decessi sono ancor meno … e bene sapersi che lo 0,000001% equivale a 60 casi in tutta Italia.

Eleonora Brigliadori, anche se non è un medico nè uno scienziato e non avesse una laurea o un diploma, a diritto ad avere delle opinioni, ma l’opinione non è altro che “l’interpretazione di un fatto o la formulazione di un giudizio in corrispondenza di un criterio soggettivo e personale“.
L’opinione – per definizione – non è oggettiva nè collettiva, addirittura può essere una fantasia tanto quanto una credenza.

Dunque, a cosa servono le ‘opinioni personali’ e quale persona di buon senso sceglierebbe il proprio futuro in base ad una opinione?

Piuttosto, qualcuno ricorda che nel 2021 ricorrerà l’anniversario della prima edizione di “Public Opinion” in cui Walter Lippmann, approfondiva e sviluppava tutta la questione?
Ed a chi di noi sembrano bastanti le attuali ore di lezione di Scienze dalla scuola primaria alle medie, se tra la popolazione non sono diffuse neanche le più elementari informazioni su vaccini e vaccinazioni?

Demata

Toti, Bernabei e gli anziani: tre domande

6 Nov

Il Governatore Toti non ha considerato che, solo come pensioni, gli italiani anziani o invalidi producono oltre 300 miliardi di euro di PIL annuale.


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La produttività degli anziani: siamo il paese dove quasi 20 milioni di anziani e invalidi non hanno nè percorsi nè servizi domiciliari, ma solo prestazioni regionali ‘universali’ e sottobanco allungano 50 euro per volta a chi gli fa la spesa o le punture o qualche commissione, sempre che non ci siano 3-500 euro da spendere per il consulto in intramoenia o diverse migliaia per i congiunti più giovani e meno produttivi
E senza parlare dei malati fragili over55 incastrati nel lavoro, mentre cercano di non aggravarsi troppo, grazie a leggi che hanno trasformato il pensionamento in una corsa ad ostacoli.

Proprio riguardo gli anziani e dei lavoratori con malattie croniche a contatto con mille persone arrivano le affermazioni del prof. Roberto Bernabei, primario di Geriatria del Policlinico Gemelli di Roma e membro del CTS, che a Piazza Pulita riguardo il Covid precisava: “Se questa malattia fucila i vecchi è una cosa molto grave, naturalmente. Però è, come dire, una malattia normale… Le malattie infettive purtroppo aggrediscono i più fragili”.

Una malattia infettiva tra le tante che normalmente uccidono tanti anziani e malati fragili, se la nostra società non è organizzata per tutelarli, insomma.

Una società – dunque – che potrebbe non bloccarsi per la pandemia da Coronavirus, se fosse effettivamente strutturata per tutelare alcuni diritti di tutti, quando diventiamo anziani o invalidi.
Un sistema dove partite iva e lavoro dipendente trovano un reddito stabile anche durante una crisi, se quei 300 miliardi di pensioni fossero spesi per gli anziani e dagli anziani.

Se in Italia gli anziani e gli invalidi ‘spendono’ oltre 300 miliardi di consumi – e tale è l’entità reale – resta davvero oscuro come mai non è possibile garantirgli sanità, previdenza e assistenza adeguate e come mai questa enorme somma non alimenta lavoro ed impresa per i servizi alla persona e l’artigianato?

Relegando in casa gli anziani e i malati fragili, come si pensa di adeguare i servizi regionali sanitari e assistenziali? E che consumi deriverebbero da quei 300 miliardi di euro che ‘producono’?

Senza le Casse, Mutue, Residenze eccetera che il sistema ‘universale, ma regionale’ ha fagocitato a partire dal 1974, quale infrastruttura di , Servizi alla persona può mai offrire l’Italia per tutti noi quando invecchiamo o ci ammaliamo cronicamente?

Demata

Untori, venefici e cospiratori, oggi

25 Ago

il-colera-pompa-infetti-opera-storica-che-mostra-la-morte-di-adduzione-di-acqua-infettata-con-il-colera-batteri-da-una-pompa-il-colera-e-una-malattia-acuta-causata-dal-vibrio-cholerae-batteri-che-co‘Untore’ era il termine utilizzato nel Seicento per indicare chi diffondesse consapevolmente un morbo tramite fluidi venefici e cospirando con il demonio. 
Abbiamo sempre pensato che fosse una concezione primitiva ed estintasi con la Modernità, ma è andata proprio così?

A- i ‘fluidi venefici’
Quando nel 1892 Dmitri Ivanovsky descrisse il primo virus, si riteneva che fosse un fluido e così fu fino al 1935 con  Wendell Stanley che ‘vide’ nel microscopio elettronico che si trattava di un corpuscolo all’interno di un droplet di acqua.
Senza fluidi di trasporto, una particella / un virus non può diffondersi più di tanto.

Non sono unguenti e non ungono, ma quella di ‘fluidi venefici’ ci può stare come espressione arcaica/ empirica, specie se i virus (dal latino venēnum) non sono neanche considerati cellule.

B- i vettori del morbo
Certamente non lo era nel Seicento, ma oggi abbiamo ben compreso tutti che questo fluido – nel caso del Covid – è il vapore che espiriamo e che può raggiungere anche diversi metri di distanza senza perdere tanta carica virale. Peggio se è uno starnuto o un colpo di tosse.

Chi non usa correttamente la mascherina sa di non proteggere gli altri dai propri fluidi, nè comunque se stesso. Chi non sta alla distanza giusta a casa sua ed incrocia migliaia di persone durante le ferie estive è ben consapevole di rendersi un potenziale vettore del virus.

Untori? No, altrimenti sarebbero perseguibili. Ma certamente sono vettori potenziali.

C- la cospirazione demoniaca
Dall’Influenza Spagnola sono trascorsi quasi cento anni, mentre dal primo Coronavirus ‘passato all’uomo’ sono trascorsi quasi venti anni e solo in Europa ogni anno si spostano 10 miliardi di passeggeri ferroviari, circa un miliardo viaggia via aereo, mezzo miliardo via nave.
Il film Contagion diretto da Steven Soderberg nel 2011 ci ha ben mostrato cosa accade con certi virus ‘innocui’ e tanta gente che viene in contatto.

Con queste premesse infauste, qualsiasi cospirazionista avrebbe ottime ragioni per credere in un complotto che ha reso l’Italia molto vulnerabile, puntando sulla ‘night time economy’ e sulla micro-economia delle partite Iva, destinando ai posteri l’edilizia scolastica e la formazione /innovazione tecnologica, mentre si ‘risanavano’ bilanci grazie alla frantumazione dei servizi sanitari e assistenziali.

Ma non bisogna essere dei ‘cospiratori’ per un disastro del genere: basta andare per tentativi senza esperienza.

Demata

Covid nazione per nazione, cosa possiamo imparare?

13 Ago

Visa List è un portale mondiale che fornisce informazioni ai viaggiatori, dai requisiti per il visto alle condizioni sanitarie eccetera.

Dunque, Visa List riporta una mappa accurata del Covid nazione per nazione, sia per le restrizioni di viaggio e/o quarantene per chi entra sia per il trend locale dei contagi ed eventuali blocchi per chi dovesse ritornare a casa. 

Partiamo delle nazioni a noi vicine, quelle che si sono dovute riaprire al turismo internazionale e all’intrattenimento che alimentano le loro economie: i risultati si vedono.

GR ES Covid 12 agosto

Andiamo, poi, alle nazioni i cui presidenti negavano la pericolosità del Covid e vediamo come stanno messe oggi: dopo che se ne son convinti i risultati si vedono.

BR - US Covid 12 agosto

Ecco cosa accade in due nazioni con mentalità, governance e sistemi sanitari diametralmente opposti: anche se la prima è intervenuta tardivamente, i risultati si vedono.

UK FR Covid 12 agosto

Arrivati all’Italia il confronto è con la Germania, che ha simili problemi di governance sanitaria ‘regionale’ e che è anch’essa abbastanza rigida su ‘mascherine’, ‘assembramenti’ e ‘locali aperti al pubblico’, come è tempestiva verso i focolai: anche in questo caso i risultati si vedono.

DE IT Covid 12 agosto

Cosa possiamo imparare da questi numeri?

  1. l’uso diffuso delle mascherine, l’abitudine al distanziamento e le minori presenze in ambienti chiusi fanno la differenza
  2. fa anche la differenza mettere in quarantena chi arriva da aree a rischio ed isolare tempestivamente i focolai di casa nostra
  3. mentre arriverà il vaccino a tutti nei paesi ‘avanzati’ passerà quasi un anno, nel resto del mondo anche di più
  4. noi e le nostre economie dovremo convivere anni con il Covid e le sue ‘reprise’

Demata

Covid e Movida: ecco cosa ne pensano i politici

23 Mag

Favorevoli:

Roma, il governatore Zingaretti (PD): “I giovani non sono untori ma vittime di questo momento”.

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Critici:

Italia, il premier Conte: “Niente movida o i contagi risalgono”

Venezia, il governatore Zaia (Lega): “Troppi video di movida, pronto a richiudere tutto”.

Bari, il governatore Emiliano (PD): “Movida vietata o faccio chiudere i locali”.

Pisa, il sindaco  Conti (Lega): “Movida a numero chiuso”.

Padova, il sindaco Giordani (Lega): “Steward davanti ai bar e spritz nei parchi o chiudo tutto”.

Palermo, il Sindaco  Orlando (PD): “Bisogna smettere di fare passeggiate inutili nella stessa strada”.

Roma, il sindaco Raggi (M5S): “1000 agenti per controllare la movida”.

Bologna, il presidente Bonaccini  (PD): “Ragazzi, rispettate le regole, ci giochiamo tanto, se non tutto, in queste settimane”.

Firenze, Confcommercio ai esercenti: “Dovete essere il primo argine, richiudere tutto sarebbe la fine”.

Bari, il sindaco Decaro (PD): “Il controllo del comportamento dei nostri figli non può essere subappaltato alle forze di polizia”.

Italia, Presidente ISS Brusaferro: “Il virus circola ancora, non allentare l’attenzione”.

Italia, il ministro Boccia (PD): “La movida rischia di essere un focolaio permanente”.

Napoli, il governatore De Luca (PD): “Questa deve essere l’occasione per cancellare l’abitudine a rincretinirsi”.

Demata

Il punto sulla Movida

23 Mag

La Movida viene definita come la vita mondana notturna, caratterizzata da grande consumo di alcolici, assembramenti di massa, facilità di incontri amorosi e, non di rado, anche dallo spaccio e dal disturbo della quiete pubblica.

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Se parliamo di Salute, la Movida è una attività che comporta precisi rischi per alterazione del ciclo sonno-veglia, disalimentazione, consumo di alcol e sostanze, sesso non sicuro, tabagismo,  infortunistica stradale, contagi.

Se parliamo di Libertà, è difficile comprendere quale sia il diritto a svolgersi in luoghi pubblici, se parliamo di attività ‘ricreative’ private, come bere, usare droghe, fare sesso, assembrarsi rumorosamente eccetera.

Se parliamo di Città, la Movida ha trasformato alcune zone delle città  in un luna park notturno che attrae tanta gente comune, ma vede come ospiti ‘fissi’ alcolisti, spacciatori e sesso-dipendenti.

Se parliamo di Occupazione, la Movida crea un’economia fragile, perchè si regge sul superfluo, perchè offre tanto lavoro malpagato e senza futuro e perchè trasforma le città in luoghi del consumo, perdendo progressivamente la capacità di amministrarsi e di innovarsi.

Ma ormai questa economia fragile esiste e c’è chi la difende.
Chi in nome delle partite iva senza un capitale alle spalle, chi per i lavoratori in nero disoccupati, chi perchè i centri storici vuoti sono uno scempio a vedersi, chi perchè ormai non cucina più e mangia street food, chi perchè è solo come un cane se sta a casa, chi perchè … ormai non può vivere senza almeno un paio di aperitivi.

Dunque, la Movida – quella di Barcellona e della gente che riscopriva la libertà dopo la dittatura – non c’entrerebbe nulla di per se: è il business che si è sviluppato ad essere fragile e fine a se stesso.

Nicola Zingaretti dichiarava giorni fa che “I giovani non sono untori ma vittime di questo momento”.

Non di questo momento in cui il Covid esige il senso di responsabilità personale e sociale, qui la cosa dura da tanto tempo: i giovani sono vittime del Paese dei Balocchi, quello creato dalla politica italiana negli ultimi vent’anni.
E smettiamola di chiamarli ‘giovani’, se hanno più di trent’anni o sono padri e madri di famiglia.

Quanto agli untori, non è la Peste del Manzoni che dobbiamo temere, ma la Pelle di Malaparte che si profila all’orizzonte.
Una nuova escalation dei contagi nelle grandi aree urbane, ci porterebbe molto vicini ad un punto di non ritorno sia come pandemia incontrollabile sia come Lockdown e crollo dell’economia.

Demata