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Covid e contagiati: addio ospedali Covid-Free?

15 Gen

Le Regioni vorrebbero che i pazienti positivi ai test ma asintomatici, qualora assegnati in isolamento al reparto di afferenza della patologia, vengano conteggiati come “caso” Covid nel bollettino ma non tra i ricoveri dell’area medica, se ricoverati in ospedale per cause diverse dal Covid.
Le Regioni assicurano che salvaguarderanno il principio di separazione dei percorsi e di sicurezza degli altri pazienti, ma non si sa bene come e – comunque – sarebbe la fine degli ospedali Covid-free.

Intanto, i sanitari si sentono presi in giro, le statistiche e la valutazione della situazione ne risentirebbe, mentre il Ministero della Salute per ora resiste.

Secondo Anaao-Assomed e l’Ordine dei medici si tratta di ‘un “un “mero espediente di equilibrismo contabile”, un “gioco delle tre carte con i cittadini italiani nel ruolo del passante sprovveduto””, cioè di una “operazione di maquillage” che “occulta la gravità della pandemia” e serve solo a “risolvere il problema di non assumere altre misure restrittive”.

“Non si esce dalla crisi sulla pelle dei medici ospedalieri né rimanendo uguali a come si è entrati. Il gioco dei vasi comunicanti, prodotto dalla riconversione di interi reparti e dalla chiusura di attività ambulatoriali e chirurgiche non urgenti, porta acqua alla pandemia parallela delle prestazioni rinviate, negazione di un diritto costituzionale e causa di future malattie”.

Già, il ‘gioco dei vasi comunicanti‘ che i malati rari conoscono purtroppo molto bene, dato che ha affossato le norme nazionali del settore, lasciando intatti i reparti ospedalieri preesistenti e abortendo la crescita dei Centri e dei servizi territoriali per milioni di persone.
O quello dei malati cronici che si ritengono ben felici di un farmaco di classe A da ritirare in un ambulatorio, perchè è già tanto con una terza media (o anche meno) ed una vita di contribuzione al minimo (se non sussidiata).

Ma la legge, il buon senso, il diritto, l’istruzione e anche le Regioni nelle loro pretese al Governo garantiscono “il principio di separazione dei percorsi“.
Quali percorsi?

Quelli che già ora non esistono per malattie croniche e rare, cioè praticamente tutte?
E con quali organigrammi? Quelli che da anni i vari istituti e aziende sanitarie non inviano ad Anac?

Ma soprattutto – dalla parte dei malati cronici e rari – la questione di fondo è un’altra, se passasse la richiesta delle Regioni: addio ospedali e ambulatorio Covid-Free?

Infatti, tutti questi malati ritengono il proprio ospedale o ambulatorio un luogo sicuro, perchè richiedono a tutti una dichiarazione se “negli ultimi 14 giorni hanno avuto contatti con qualcuno affetto da sintomi respiratori o in isolamento fiduciario o popolazione a rischio”.

Ma cosa succede se i pazienti ricoverati in ospedale per cause diverse dal Covid positivi ai test e asintomatici vengono conteggiati solo nel bollettino, ma non tra i ricoveri dell’area medica?

Se i percorsi di cura non esistevano già prima della pandemia grazie al “gioco dei vasi comunicanti” e se il caso di Covid non è registrato tra i ricoveri dell’area medica, come si garantisce a questi tanti malati fragili che il medico o l’infermiere con cui vengono a strettissimo contatto non abbia avuto poco prima contatti anche con un paziente portatore di Covid?

Viene quasi il dubbio che cancellare gli ospedali Covid-Free è un elegante modo per rinviare ‘spontaneamente’ tutti a giugno.

Demata

Obbligo di vaccino, la Lega e la situazione in Lombardia

5 Gen

Stando ai dati diffusi dalla Regione Lombardia, tra i 9,5 milioni circa di persone vaccinabili, i vaccinati con una sola dose sembrerebbero essere a prima vista il 91% e quelli con il ciclo completo (seconda dose o dose unica) addirittura il 100%, mentre i lombardi che avrebbero ricevuto il booster sono il 55%.

In realtà, andando ai dati nei dettagli provinciali, le prime dosi sono al 75%, circa 7,5 milioni che si assommano agli almeno 1,4 milioni di lombardi che hanno già contratto il Covid (1.330.000 secondo JHU CSSE COVID-19 Data).

Ma più o meno lo stesso (80% circa) è il numero di coloro che in Lombardia hanno completato il ciclo vaccinale (2° dose/unica), mentre la media regionale dei lombardi vaccinati con il booster forse arriva al 35%.

In termini concreti, il 20% di non vaccinati nella Lombardia equivale a quattro persone ogni 20 (su un bus, in un’aula, al bar) e questo fa una bella differenza con il resto d’Italia, che arriva al 90% di persone con almeno una dose o guarite da al massimo 6 mesi, cioè una ogni dieci soltanto.

Sarà una caso, ma – a differenza di tante altre regioni – in Lombardia non è facile trovare in bell’evidenza un chiaro invito alla vaccinazione. Anzi, c’è un ‘gravame’ che pesa su tanti medici e strutture: “l’evidente manovra di dismissione (svendita?) della sanità pubblica in generale e del territorio in particolare”, come scriveva due mesi fa (link) il Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano. In effetti, il modello misto assicurativo (‘pro soluto’) della Lombardia non prevede(va) una infrastruttura sanitaria pubblica tale da reggere l’urto di una pandemia, in termini di prevenzione territoriale, di dotazione delle strutture e di sovraffollamento degli accessi/slot.

Sarebbe una scommessa enorme per la Lega, quella di opporsi all’obbligo vaccinale, mentre nella ‘propria’ regione c’è un non vaccinato ogni cinque persone.
Come sarebbe una responsabilità politica non banale, quella di essersi nuovamente associata con i Cinque Stelle uno stallo populista che dura ormai da anni, grazie a loro. Una vicenda che inizia a somigliare ad una commedia dell’arte in salsa ‘social-televisiva’, con Salvini vs Renzi come Conte vs Draghi o Meloni contro Letta e così via

Demata

Omicron, l’emergenza e lo stato del diritto

3 Gen

Per definizione, la capacità di ‘intendere’ è l’attitudine dell’individuo a comprendere il significato delle proprie azioni nel contesto in cui agisce, quindi rendersi conto del valore sociale dell’atto che si compie.
E’ una questione fondamentale, dato che nella società una singola volontà (o una scelta) non ha senso nè metodo nè valore se non ‘intende’ fatti, responsabilità e conseguenze.

Ce l’eravamo cavata ritenendo che l’istruzione pubblica e il progresso potessero risolvere il problema, relegando gli angoli bui alla psicanalisi, ma da allora è stato solo un proliferare, non solo individuale, ma soprattutto collettivo: basta pensare alle manipolazioni e alle isterie di massa che portarono al comunismo e al nazismo.

E’ noto che la condizione di assoluta confusione da sovraccarico di informazioni comporta una paura infondata verso rischi – ipotetici o reali – per la vita dell’individuo, in particolare come attaccamento a stili di vita e convinzioni.

Fatto sta che, dopo due anni di pandemia, è difficile credere che i Novax e i No Greenpass abbiano una (adeguata) capacità di ‘intendere’ le informazioni medico-scientifiche in base alle quali vanno ad esprimere una volontà.
E proprio non vogliono sentire ragioni, cioè tanto ‘volere’ e poco ‘intendere’.

E, senza adeguatamente ‘intendere’, la volontà è capriccio e la libertà è arbitrio, in balia dei sensi e del caso, ma non delle scelte.

Ad ogni modo, finché il ‘volere’ estemporaneo si esprime nel privato, poco male, ma il ‘volere’ pubblicamente senza ‘intendere’ (e senza ‘intesa’) è una volontà sociale legittima?
No, di fatto ci si pone fuori/contro il così detto stato di diritto.

Quanto all’emergenza, un’altra domanda è d’obbligo: a metterci in questo stato oggi è la pandemia o lo sono i troppi che non amano le regole, perché non ne ‘intendono’ a sufficienza i benefici e perché vogliono subordinarci alla loro volontà?

Demata

Istituto Spallanzani e le indicazioni Covid: vorremmo capire …

3 Gen

Roma Capitale ha annullato la decima edizione dell’Atleticom We Run Rome, una gara che si sarebbe svolta in una “bolla” e patrocinata dal Coni-Fidal, con soli 6mila atleti e circa 500 tra operatori per la sicurezza tra Protezione Civile, Polizia Municipale e  Associazioni.

Infatti, la ASL RM1 ha proposto al Sindaco “di annullare lo svolgimento della maratona per scongiurare i conseguenti inevitabili assembramenti che possano contribuire all’ulteriore diffusione della malattia, sentito il Seresmi, Servizio regionale sorveglianza e controllo delle malattie infettive dell’Istituto Spallanzani”.

Dunque, cosa indicherà l’Istituto Spallanzani per le 2-30mila persone dirette e assembrate allo stadio tra qualche giorno e per le centinaia di migliaia che convergeranno nelle aree commerciali della Capitale per i saldi e che … erano lì anche giorni fa?

Per noi profani, è davvero difficile prevederlo, se questo è – sommariamente – il contributo dato dell’Istituto Spallanzani nelle informazioni diffuse e nelle decisioni prese:

02/03/2020 – “I casi positivi hanno link epidemiologico lombardo e veneto

13/03/2020 – “Molti pazienti in terapia intensiva stanno bene

17/03/2020 – “Nel Lazio dati confortanti, aumento contenuto dei contagi”

19/03/2020 – “I cittadini devono darci una mano rimanendo a casa”

 02/05/2020 – “Pronto il vaccino anti-COVID dello Spallanzani: a luglio i test”

 06/05/2020 – “Con mascherine e regole di igiene vinceremo guerra”

 21/05/2020 – “Terapia al plasma, allo Spallanzani la stiamo sperimentando”

15/10/2020 – “Basta scenari gravi, a Natale apriamo i negozi H24

03/12/2020 – “I guariti non hanno bisogno di iniezioni, ma di monitorare la durata dei loro anticorpi”

 29/03/2021 – “Sono contrario a drammatizzare la questione delle varianti del coronavirus”

 21/05/2021 – “Già da tempo tra vaccinati si potrebbe eliminare la mascherina

 26/08/2021 – “Per stare tranquilli, vaccinare l’85% della popolazione”

05/09/2021 – “Sarebbe meglio dare ai nostri studenti mezzi di trasporto più civili”

22/09/2021 – “Vaccini ai bambini? E’ ancora troppo presto, non sono pozioni magiche”

01/11/2021 – “Serve l’obbligo vaccinale per chi lavora a contatto col pubblico”

11/11/2021 – “Il vaccino non è la pozione magica da prendere 3 volte l’anno”.

L’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani è un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, è sede del polo nazionale contro il bioterrorismo, che (come l’ospedale Luigi Sacco di Milano) ospita  in piena città (come a Wuhan) uno dei due laboratori con livello di biosicurezza 4 presenti in Italia.

Sarà che siamo profani e che la medicina è sempre più complessa tra chimica, biologia eccetera, ma questa volta vorremmo capire: perchè la maratona no e lo stadio o lo shopping si?

Demata

Omicron, il Fatto Quotidiano e le buone ragioni di Draghi

30 Dic

Sarà la Corte dei Conti a dirci cosa ne è stato dei nostri soldi sotto i Governi del ‘buon’ Giuseppe Conte, ma si tende a dimenticare, evitata la dispersione ‘a pioggia’ del PNRR con la sua defenestrazione ad opera del ‘cattivo’ Matteo Renzi.
Ed a quale degrado si sia ridotta la politica sotto il suo mandato è sotto gli occhi di tutti, se Mario Draghi servirebbe a presiedere il Consiglio e pure la Repubblica, magari anche il Mef.

Ricordiamo tutti che fu Conte ad optare per lo stato d’emergenza come se una pandemia possa finire in qualche mese o un anno.
E lo ricordiamo tutti ogni sera a reti unificate nello scandire numeri su numeri tutti da verificare, perpetuando un’emergenza nell’emergenza mentre nazione, istruzione, commercio, sanità, occupazione e produzione rimanevano in stallo per mesi e mesi.

No, purtroppo, non siamo tutti a ricordarlo, anche se è passato meno di un anno.

C’è il Fatto Quotidiano che lamenta a tutta pagina che “le (poche) parole del governo mandano in tilt i cittadini”, anche dinanzi a norme molto chiare come quelle che finalmente distanziano i Novax da bar, autobus e ristoranti. E, in video, c’è Gomez che accusa: “Buffoni, Draghi doveva presentarsi agli italiani e dire che hanno deciso di far correre il virus. Scelta vigliacca”.

Le ragioni? Secondo Gomez, “tutti noi sappiamo che il 90% degli italiani, o almeno il 70%, se non il 50, comunque un numero enorme, non seguirà queste regole” e “Mario Draghi si sarebbe dovuto presentare agli italiani e dire ‘signori riteniamo che Omicron sia molto poco letale, ce lo dicono i dati. Pensiamo che il Paese debba continuare a correre, e quindi abbiamo deciso di far correre il virus’”.

Ognuno ha le sue opinioni e, del resto, il Fatto Quotidiano non è da ieri che si occupa ‘criticamente’ dei vaccini.

Ma sono decine di milioni gli italiani che da due anni sono attenti alle regole, la stragrande maggioranza, basta andare al supermercato per saperlo. Ed Omicron è molto poco letale solo per chi è vaccinato, ma colpisce duro chi non lo è.
Purtroppo, non è quello che leggiamo o sentiamo da troppi media che, ad esempio, non stanno sottolineando che il booster vaccinale consente l’azzeramento della quarantena, dato che conferisce una protezione adeguata e, soprattutto, riduce sensibilmente la proliferazione della carica virale.

Che siano semplicemente queste le buone ragioni di Mario Draghi?

E, comunque, perché non titolare “il booster protegge”, “il vaccino funziona”, “la libertà è nella cura appropriata”?

Demata

Sciopero e pandemia: una combinazione a rischio?

15 Dic

(tempo di lettura 1 minuto)

Giovedì 16 dicembre sarà sciopero generale di 8 ore con manifestazione nazionale a Roma e altre manifestazioni si terranno a Bari, Cagliari, Milano e Palermo.
A queste manifestazioni perverranno con i consueti bus anche molti scioperanti che vivono in altre città o in provincia.

Centinaia di migliaia o solo decine di migliaia tutti insieme in piazza?

I sindacati hanno annunciato che sarà obbligatorio il Green Pass, ma sappiamo bene che è possibile averlo anche senza una terza dose, anzi proprio senza vaccino, ma solo con un tampone.

Gli effetti sulla diffusione del Covid che arriveranno da questa scelta di CGIL e UIL li scopriremo dopo una decina di giorni, da Natale in poi.
L’unica cosa certa è che l’Omicron ci va a nozze in un bus o in un bar o in una piazza affollati.

Dunque, se pensate di avere un ragionevole dubbio che da dopodomani la circolazione del virus possa iniziare a salire, sarà bene stare attenti a dove si va e chi si incontra, adottando le giuste cautele.

Demata

Eleonora Brigliadori: cosa molti non sanno sui vaccini?

16 Dic

Eleonora Brigliadori – intervistata per ADN Kronos riguardo i vaccini, in particolare quello anti-Covid – ha dichiarato che “una volta che un genitore avrà dovuto subire questo vaccino, porterà le degenerazioni del genoma alle generazioni successive”.
Anzi, “nel momento in cui metteranno l’obbligo di questo vaccino, non solo si vedranno gli effetti collaterali e molti moriranno dopo la prima somministrazione, ma si assisterà all’inizio dell’apocalisse degenerativa dell’umanità“.

Non sappiamo se la nota attrice e conduttrice televisiva abbia competenze medico-scientifiche, il suo curriculum non riporta alcuna laurea o diploma, quel che è certo è che a 17 anni era già in televisione come come telefonista di Portobello, programma della Rai condotto da Enzo Tortora.

In realtà, i vaccini per il Covid-19 non vanno a «riprogrammare il sistema immunitario», ma – come tutti i vaccini – hanno lo scopo di «simulare un’infezione naturale per innescare una risposta immunitaria più potente, potenzialmente in grado di proteggere dall’infezione del nuovo coronavirus», come è ben precisato nelle autorizzazioni per le sperimentazioni.
Chi avesse dubbi, prenda atto che i figli delle persone vaccinate negli ultimi 100 anni NON ereditano le immunità acquisite dai genitori.

Quanto a “molti moriranno dopo la prima somministrazione“, la questione è ancora più semplice: a che percentuale equivale ‘molti’? Più della metà della popolazione (50%) verrà uccisa dal vaccino, secondo Eleonora Brigiadori e i negazionisti? Oppure ‘molti’ equivale al 10-20%? O forse ‘molti’ sono l’1% o anche meno?
No. Per chi si batte contro i vaccini, ‘molti’ è già lo 0,000001%, come per gli episodi di encefalite o reazione allergica severa del vaccino trivalente (morbillo, rosolia, parotite). Ovviamente, i decessi sono ancor meno … e bene sapersi che lo 0,000001% equivale a 60 casi in tutta Italia.

Eleonora Brigliadori, anche se non è un medico nè uno scienziato e non avesse una laurea o un diploma, a diritto ad avere delle opinioni, ma l’opinione non è altro che “l’interpretazione di un fatto o la formulazione di un giudizio in corrispondenza di un criterio soggettivo e personale“.
L’opinione – per definizione – non è oggettiva nè collettiva, addirittura può essere una fantasia tanto quanto una credenza.

Dunque, a cosa servono le ‘opinioni personali’ e quale persona di buon senso sceglierebbe il proprio futuro in base ad una opinione?

Piuttosto, qualcuno ricorda che nel 2021 ricorrerà l’anniversario della prima edizione di “Public Opinion” in cui Walter Lippmann, approfondiva e sviluppava tutta la questione?
Ed a chi di noi sembrano bastanti le attuali ore di lezione di Scienze dalla scuola primaria alle medie, se tra la popolazione non sono diffuse neanche le più elementari informazioni su vaccini e vaccinazioni?

Demata

Toti, Bernabei e gli anziani: tre domande

6 Nov

Il Governatore Toti non ha considerato che, solo come pensioni, gli italiani anziani o invalidi producono oltre 300 miliardi di euro di PIL annuale.


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La produttività degli anziani: siamo il paese dove quasi 20 milioni di anziani e invalidi non hanno nè percorsi nè servizi domiciliari, ma solo prestazioni regionali ‘universali’ e sottobanco allungano 50 euro per volta a chi gli fa la spesa o le punture o qualche commissione, sempre che non ci siano 3-500 euro da spendere per il consulto in intramoenia o diverse migliaia per i congiunti più giovani e meno produttivi
E senza parlare dei malati fragili over55 incastrati nel lavoro, mentre cercano di non aggravarsi troppo, grazie a leggi che hanno trasformato il pensionamento in una corsa ad ostacoli.

Proprio riguardo gli anziani e dei lavoratori con malattie croniche a contatto con mille persone arrivano le affermazioni del prof. Roberto Bernabei, primario di Geriatria del Policlinico Gemelli di Roma e membro del CTS, che a Piazza Pulita riguardo il Covid precisava: “Se questa malattia fucila i vecchi è una cosa molto grave, naturalmente. Però è, come dire, una malattia normale… Le malattie infettive purtroppo aggrediscono i più fragili”.

Una malattia infettiva tra le tante che normalmente uccidono tanti anziani e malati fragili, se la nostra società non è organizzata per tutelarli, insomma.

Una società – dunque – che potrebbe non bloccarsi per la pandemia da Coronavirus, se fosse effettivamente strutturata per tutelare alcuni diritti di tutti, quando diventiamo anziani o invalidi.
Un sistema dove partite iva e lavoro dipendente trovano un reddito stabile anche durante una crisi, se quei 300 miliardi di pensioni fossero spesi per gli anziani e dagli anziani.

Se in Italia gli anziani e gli invalidi ‘spendono’ oltre 300 miliardi di consumi – e tale è l’entità reale – resta davvero oscuro come mai non è possibile garantirgli sanità, previdenza e assistenza adeguate e come mai questa enorme somma non alimenta lavoro ed impresa per i servizi alla persona e l’artigianato?

Relegando in casa gli anziani e i malati fragili, come si pensa di adeguare i servizi regionali sanitari e assistenziali? E che consumi deriverebbero da quei 300 miliardi di euro che ‘producono’?

Senza le Casse, Mutue, Residenze eccetera che il sistema ‘universale, ma regionale’ ha fagocitato a partire dal 1974, quale infrastruttura di , Servizi alla persona può mai offrire l’Italia per tutti noi quando invecchiamo o ci ammaliamo cronicamente?

Demata

Untori, venefici e cospiratori, oggi

25 Ago

il-colera-pompa-infetti-opera-storica-che-mostra-la-morte-di-adduzione-di-acqua-infettata-con-il-colera-batteri-da-una-pompa-il-colera-e-una-malattia-acuta-causata-dal-vibrio-cholerae-batteri-che-co‘Untore’ era il termine utilizzato nel Seicento per indicare chi diffondesse consapevolmente un morbo tramite fluidi venefici e cospirando con il demonio. 
Abbiamo sempre pensato che fosse una concezione primitiva ed estintasi con la Modernità, ma è andata proprio così?

A- i ‘fluidi venefici’
Quando nel 1892 Dmitri Ivanovsky descrisse il primo virus, si riteneva che fosse un fluido e così fu fino al 1935 con  Wendell Stanley che ‘vide’ nel microscopio elettronico che si trattava di un corpuscolo all’interno di un droplet di acqua.
Senza fluidi di trasporto, una particella / un virus non può diffondersi più di tanto.

Non sono unguenti e non ungono, ma quella di ‘fluidi venefici’ ci può stare come espressione arcaica/ empirica, specie se i virus (dal latino venēnum) non sono neanche considerati cellule.

B- i vettori del morbo
Certamente non lo era nel Seicento, ma oggi abbiamo ben compreso tutti che questo fluido – nel caso del Covid – è il vapore che espiriamo e che può raggiungere anche diversi metri di distanza senza perdere tanta carica virale. Peggio se è uno starnuto o un colpo di tosse.

Chi non usa correttamente la mascherina sa di non proteggere gli altri dai propri fluidi, nè comunque se stesso. Chi non sta alla distanza giusta a casa sua ed incrocia migliaia di persone durante le ferie estive è ben consapevole di rendersi un potenziale vettore del virus.

Untori? No, altrimenti sarebbero perseguibili. Ma certamente sono vettori potenziali.

C- la cospirazione demoniaca
Dall’Influenza Spagnola sono trascorsi quasi cento anni, mentre dal primo Coronavirus ‘passato all’uomo’ sono trascorsi quasi venti anni e solo in Europa ogni anno si spostano 10 miliardi di passeggeri ferroviari, circa un miliardo viaggia via aereo, mezzo miliardo via nave.
Il film Contagion diretto da Steven Soderberg nel 2011 ci ha ben mostrato cosa accade con certi virus ‘innocui’ e tanta gente che viene in contatto.

Con queste premesse infauste, qualsiasi cospirazionista avrebbe ottime ragioni per credere in un complotto che ha reso l’Italia molto vulnerabile, puntando sulla ‘night time economy’ e sulla micro-economia delle partite Iva, destinando ai posteri l’edilizia scolastica e la formazione /innovazione tecnologica, mentre si ‘risanavano’ bilanci grazie alla frantumazione dei servizi sanitari e assistenziali.

Ma non bisogna essere dei ‘cospiratori’ per un disastro del genere: basta andare per tentativi senza esperienza.

Demata

Covid nazione per nazione, cosa possiamo imparare?

13 Ago

Visa List è un portale mondiale che fornisce informazioni ai viaggiatori, dai requisiti per il visto alle condizioni sanitarie eccetera.

Dunque, Visa List riporta una mappa accurata del Covid nazione per nazione, sia per le restrizioni di viaggio e/o quarantene per chi entra sia per il trend locale dei contagi ed eventuali blocchi per chi dovesse ritornare a casa. 

Partiamo delle nazioni a noi vicine, quelle che si sono dovute riaprire al turismo internazionale e all’intrattenimento che alimentano le loro economie: i risultati si vedono.

GR ES Covid 12 agosto

Andiamo, poi, alle nazioni i cui presidenti negavano la pericolosità del Covid e vediamo come stanno messe oggi: dopo che se ne son convinti i risultati si vedono.

BR - US Covid 12 agosto

Ecco cosa accade in due nazioni con mentalità, governance e sistemi sanitari diametralmente opposti: anche se la prima è intervenuta tardivamente, i risultati si vedono.

UK FR Covid 12 agosto

Arrivati all’Italia il confronto è con la Germania, che ha simili problemi di governance sanitaria ‘regionale’ e che è anch’essa abbastanza rigida su ‘mascherine’, ‘assembramenti’ e ‘locali aperti al pubblico’, come è tempestiva verso i focolai: anche in questo caso i risultati si vedono.

DE IT Covid 12 agosto

Cosa possiamo imparare da questi numeri?

  1. l’uso diffuso delle mascherine, l’abitudine al distanziamento e le minori presenze in ambienti chiusi fanno la differenza
  2. fa anche la differenza mettere in quarantena chi arriva da aree a rischio ed isolare tempestivamente i focolai di casa nostra
  3. mentre arriverà il vaccino a tutti nei paesi ‘avanzati’ passerà quasi un anno, nel resto del mondo anche di più
  4. noi e le nostre economie dovremo convivere anni con il Covid e le sue ‘reprise’

Demata