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Il nesso tra Matteo Renzi e Consip

21 Giu

Carlo Cottarelli – il commissario alla spending review voluto da Enrico Letta – aveva come obiettivo l’adozione dei costi standard per l’acquisto di beni e servizi e la riduzione delle stazioni appaltanti da 34mila a 35. Interventi con risparmi previsti, a regime, fino a 7,2 miliardi, raccontava il Fatto Quotidiano.

Enrico Letta aveva adempiuto per quanto possibile, durante i 10 mesi di governo, avviando l’aggiornamento della banca dati dei Fabbisogni Standard presso le varie amministrazioni coinvolte.

Dopo di che è arrivato Matteo Renzi e Consip ritornò in auge, anzichè spingere per completare i descrittori e i parametri dei ‘costi standard‘.

Finito il Governo Renzi, scoppiano a catena gli scandali Consip. Intanto, stiamo ancora a far statistiche, per qualcosa – il giusto prezzo – che qualunque mercante sa definire senza troppe storie.

Il bello di questa storia è che, se i costi standard non sono ‘esattamente’ applicati, quel che è vigente è il fabbisogno standard.

E il fabbisogno standard è il criterio a cui ancorare il finanziamento integrale dei livelli essenziali delle prestazioni e delle funzioni fondamentali degli enti locali (art. 11, comma 1, lettera b) della legge delega).

In poche parole, chi spende o spande per mantenere lo status quo finisce comunque in un mare di debiti e chi gli succederà non potrà rinnovare ed ottimizzare, perchè avrà i bilanci bloccati per molto tempo.

Infatti, Roberto Maroni, il Governatore della Lombardia, durante l’inaugurazione della struttura d’eccellenza Villa San Mauro nel giugno 2013, incalzava Berlusconi: “affinché il Governo applichi i costi standard in sanità. Abbiamo fatto un calcolo, dal quale emerge che, se tutte le Regioni italiane applicassero il rapporto costi/prestazioni che c’è in Lombardia, risparmieremmo 30 miliardi di euro, 1/3 degli interessi del debito pubblico. Perché noi riusciamo a farlo e gli altri no?”

Bella domanda, da girare ai Governatori Zingaretti, De Luca e Crocetta del PD.
Grazie Governo Renzi.

Demata

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Perchè Renzi ha perso la fiducia dell’Europa

27 Set

Il miglior risultato italiano nel 2014 annunciato dall’Istat (e parliamo di un quasi 50% in più, ebbene sì) dimostra che le misure introdotte tra il 2012 e il 2013 (Monti-Letta) avevano effettivamente rilanciato il Sistema Italia.

Il peggior risultato del 2015 certifica – fuori ogni dubbio – che le politiche di Renzi-Padoan-Poletti sono state fallimentari.

E’ forte il dubbio che Renzi o i suoi abbiano ‘frenato la registrazione di dati con il subentro al Governo, onde attribuirsi successi altrui ed avere campo libero sulla finanza pubblica.

Tra pochi mesi, inizierà una sequenza di aste di BTP e BOT iperbolica: sono le cartelle quinquennali delle emissioni di Mario Monti e sono oltre 300 miliardi di euro che dovremo saldare e vendere con il rating che avremo nel corso del primo semestre 2016.

La sicumera di Renzi – agli occhi dell’Eurozona – comporta un ulteriore dubbio: che in soccorso dei nostri BTP e BOT arrivino investitori extraeuropei o, peggio, riciclatori di denaro.
Potremmo anche vendere bene le nuove riemissioni, ma … Renzi che ripropone il Ponte sullo Stretto di Messina con questi chiari di luna è davvero un pessimo segnale.

Ai tedeschi i dubbi non piacciono affatto peggio ancora le bugie, mentre i francesi non possono permetterseli con i guai che hanno.

Mala tempora currunt?

Demata

Coesione sociale = sicurezza, protezione, sanità, istruzione

21 Set

Il maggior rischio per l’Italia è quello dato dal persistere di una classe dirigente che, abbagliata dal carrozzone mediatico o dalle torri accademiche, dimentichi che il compito del Governo – qualunque sia la forma di Stato  – è quello di garantire sicurezza, protezione sociale, cure mediche appropriate, istruzione adeguata alle opportunità.

Il compito della politica è quello di coagulare nel dialogo i conflitti e le tensioni, come i divergenti interessi, che sono intrinsechi alle società umane, al fine di dotare i tecnici e i cittadini di norme semplici e chiare, ovvero atte a garantire la coesione sociale.

Solo nelle cleptocrazie (interne o coloniali) la politica si fonda unicamente sul conflitto di fazione e non per la condivisione di un benessere generale: non è una questione etica, bensì intrinseca alla sopravvivenza stessa della comunità.

Senza la coesione sociale ed il costante lavoro per mantenerla, lo Stato diventa una sorta di contenitore territoriale privo di altro scopo per la politica, che non sia il mantenimento di uno status quo sempre più arcaico, sempre più obsoleto, sempre più causa di declino e degrado.

Come accadde per l’Assolutismo Monarchico, oggi le Democrazie neoliberiste affermatesi a partire dagli Anni ’80 non rispondono all’esigenza primaria che ne determina l’esistenza stessa: proteggere il popolo, tutelare i cittadini onesti, essere garanti della coesione sociale.

Coesione sociale: qualcosa di molto diverso e ben più indispensabile dello ‘Stato Sociale’ perorato dai cattolici e dalle sinistre.
Sicurezza dei cittadini e del territorio, protezione sociale, cure mediche appropriate, istruzione adeguata: riuscirà Matteo Renzi a riportare la Politica ad occuparsi di quello che la Costituzione richiede?

Demata

La dittatura previdenziale del Nazareno e la debolezza liberale

20 Set

In Italia ci sono:
– 5 milioni di veri invalidi che sopravvivono con ‘pensioni’ spesso al di sotto dei 500 euro mensili pari a soli 8 miliardi di spesa
– 6 milioni di pensionati vive con un reddito netto inferiore ai 1.250 euro mensili pari a 70 miliardi di spesa
– 3 milioni di italiani con pensioni che vanno dai 1250 ai 2000 netti mensili pari a circa 70 miliardi di spesa
– 1,2 milioni di pensionati che ricevono al mese tra i 2000 e i 2500 euro netti
– 750mila pensionati che vivono nel lusso percependo pensioni di oltre 3000 euro mensili lordi pari a circa 40 miliardi di spesa.

Nel frattempo,
– 9 milioni di italiani sono disoccupati cronici (spesso over50 e senza salario minimo)
– 3 milioni di laureati sono precari
– 9 milioni di italiani sono sotto-occupati e vivono con meno di 1.250 euro mensili
– un ferroviere, un docente, un poliziotto, un impiegato o un dirigente pubblico non di rado si trovano con un reddito inferiore alla pensione dei propri ‘colleghi.

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Tito Michele Boeri – presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

 

Di tutto questo se ne occupa l’Inps, di cui non si comprende se sia un Ente Pubblico od una Concessionaria dello Stato o (come risulta in una sentenza della Corte di Giustizia europea) una Public Company del settore assicurativo.

Inps che, almeno stando al nome (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) dovrebbe garantire ad ogni cittadino inabile e a tutti i lavoratori “che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”.
La così detta pensione è un’altra cosa: è una rendita permanente o temporanea corrisposta agli assicurati che abbiano versato il contributo o premio previsti. Di norma, è in capo a un Ente o una Compagnia ed il ‘settore’ è denominato ‘comparto assicurativo’.

Viceversa, l’Inps gestisce il 95% della spesa assicurativa ‘pensionistica’ nazionale. Che operi in condizioni di assoluto monopolio, come nella nota causa intentata in sede europea, è ormai evidente. Il peggio è che – oltre a non dare priorità al mandato costituzionale e ad operare in condizioni di monopolio e a godere di leggi ‘bulgare’ visto che si tratta della prima causa di debito pubblico – l’Inps gestisce molto male i soldi, che puntualmente ogni mese i lavoratori e i datori di lavoro versano.

Come, nel 2011, quando l’INPS ha assorbito l’INPDAP che aveva accumulato un disavanzo di 31 miliardi di debiti accertati verso lo Stato, vuoi per mancati contributi previdenziali versati, vuoi per le anticipazioni di cassa in favore della Sanità regionale.
E, poco prima, l’INPDAP – tra il 2008 e il 2010 – aveva assorbito gli enti previdenziali del comparto ‘dirigenza’ (quello delle pensioni sopra i 3000 euro di oggi) che, riconvertite le Lire in Euro, si era ritrovato con circa 4 miliardi di debito accumulato e venne “salvato”, così garantendo il prosieguo di pensioni, evidentemente, sovradimensionate per qualche calcolo bizzarro.

L’Inps non ha avviato la messa in mora dei crediti e così ci ritroviamo a risanare spesa ed innovare l’Italia con un terzo dei dipendenti pubblici over55, che è in condizioni di salute non buone e soffre di almeno due malattie croniche, senza parlare del fatto che ci toccano spese su spese in servizi esternalizzati e contenziosi persi, dato che non sarà oggi o domani che vorranno apprendere ad usare l’automazione d’ufficio, se non vollero farlo quando erano trentenni …

Sappiamo che l‘unico modo per sbloccare l’Italia dalla fangaia degli ‘splendidi sessantenni’ (beati loro … ) e delle “soluzioni politiche” è pensionare almeno chi ha lavorato 35-40 anni, fermare l’emorragia delle pensioni retributive apicali sigillandole in un Fondo apposito e ripristinare il mandato costituzionale per cui s’era creata e riformata l’Inps.
Quanto alle pensioni dei lavoratori assicurati, quelle ‘contributive’, si dia adempimeto alla Costituzione, dove previsto che “ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato”: è lo Stato (dopo aver predisposto) che integra i minimi, sono le Casse previdenziali e le Compagnie assicuratrici che – per l’appunto – ‘assicurano’ …

L’Inps? Che pensi a “prevedere ed assicurare mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”: previdenza, cosa diversa dalle così dette pensioni contributive.
Le generazioni future?
Qualcuno potrebbe restare sorpreso a vedere cosa accadrebbe tra 20-30 anni con un vero sistema assicurativo e lo Stato che integra … molto più efficace ed efficiente.
E il fondo di garanzia per attrarre investitori e spacchettare l’Inps? … ecco cosa farsene di tanti beni demaniali iscritti in Patrimonio S.p.a. e cose simili.

Che la Destra (NCD e FdI) o i Cattolici e la Sinistra (PD) – storicamente e fisiologicamente statalisti – non sappiano reagire (imbarazzati e senza idee) a questa scandalosa dittatura previdenziale è già triste, ma è doloroso constatare – dinanzi ad un quadro così scellerato –  le grida a ‘nuovo rigore’ (e tagli) di certi liberali, attestati in Scelta Civica e Forza Italia.

Intanto, almeno una ventina dei famosi crediti Inpdap verso lo Stato è stata accertata da magistrati e revisori: perchè non salvare anche gli Italiani dopo aver salvato le banche di provincia? Come anche il Fiscal Compact non vieta di ristrutturare profondamente l’Inps, lasciandogli la previdenza e liberalizzando le rendite assicurative.

Viste le posizioni del PD, di NCD, di Forza Italia e Scelta Civica e vista la situazione recessiva che perdura ormai da sette anni, l’unica chance che ha l’Italia è nell’unione di tutti i ‘liberali’, cioè di coloro che credono nel potere di una Costituzione, che va applicata ed – dove necessario – aggiornata. Mai distorta, che si tratti dell’Inps o del sistema elettorale o di quello sanitario.

Demata

Pensioni flessibili: perchè il PD non vuole?

1 Feb

L’art. 38 della Costituzione italiana ordina che “i lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.”

Con il termine ‘invalidità’ si intende la “riduzione, congenita e/o acquisita, delle capacità fisiche o mentali, mentre la vecchiaia è una “età della vita, caratterizzata da progressivo decadimento organico”. In Italia – secondo i dati Inps /Istat – i lavoratori over 55 anni affetti da almeno due patologie croniche sono oltre il 30%.

Attualmente per questi lavoratori – obbligati a permanere al lavoro per un’altra decina di anni od a licenziarsi – non sono previsti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita, come non lo sono per gli esodati ed i disoccupati.

Una spoliazione gravissima dei diritti costituzionali e, dunque, appare davvero incomprensibile la dichiarazione pubblicata oggi – 1 febbraio 2016 – in cui il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, intervistato da Roberto Mania – La Repubblica, continua a rifiutarsi di legiferare: “il tema delle pensioni è molto delicato e sensibile. Il governo ha assunto l’impegno di verificare e ragionare sul capitolo delle flessibilità in uscita. Manteniamo questo impegno. Ma nel merito parleremo solo quando avremo proposte precise”.

Eppure, la Consulta Costituzionale ha rigettato i referendum sulla riforma Fornero delle pensioni non perchè insussistenti, ma solo perchè qualche furbastro era riuscito ad inserirla nella legge di bilancio, che, secondo l’art. 75 della Costituzione, non può essere abrogata con referendum.

Dunque, prima dei muscoli (di cartone) alla Merkel, il Governo (e soprattutto il partito) di Matteo Renzi dovrebbe almeno spiegarci perchè non vuole porre rimedio al disastro delle pensioni italiane.

Infatti, Mario Monti potrebbe non entrarci un bel nulla, se l’11 novembre 2011, nel Discorso di insediamento al Senato, tranquillizzava tutti: “negli scorsi anni la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi, che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali shock negativi. Già adesso l’età di pensionamento, nel caso di vecchiaia, tenendo conto delle cosiddette finestre, è superiore a quella dei lavoratori tedeschi e francesi.

La ‘doccia fredda’ arrivò a reti unificate per voce di Elsa Fornero – ex consigliere comunale di centrosinistra a Torino – il 4 dicembre 2012: “La riforma previdenziale che presentiamo segna la fine di un periodo in cui le pensioni erano viste come un trasferimento dello Stato in maniera un po’ arbitraria. Ora tutti devono capire che il meccanismo con cui si fanno le pensioni è il lavoro. Vogliamo reintrodurre una flessibilità e incentivi per proseguire l’attività lavorativa. Il pensionamento sarà consentito da un’età minima, che è stata alzata a 62 anni per le donne con una fascia di flessibilità che va fino ai 70 anni. Non ci sono più le finestre: l’età minima degli uomini è di 66 anni”.

La ‘flessibilità’ aveva cambiato verso e il nuovo significato era ‘posticipo’ … ma quali partiti e quali ideologie avevano prodotto una così scandalosa inversione di rotta del governo?

L’attacco – prima ideologico e poi ‘generazionale’ – all’accesso alla pensione di tanti italiani da parte di quel che è oggi il Partito Democratico  ebbe inizio molto tempo fa, quando  con la ‘sua’ Riforma pensionistica Giuliano Amato introduceva il sistema contributivo (a ‘capitalizzazione’), ma mantenendo il pregresso sistema retributivo a ‘ripartizione intergenerazionale’, insostenibile con il calo gemografico e l’invecchiamento della popolazione.

Inoltre, alle pensioni di vecchiaia si aggiungeva una specie ‘atipica’, cioè la pensione di ‘anzianità con 35 anni di contributi, che già nel 1995 richiedeva correttivi con la Riforma Dini apposita, che fissava il giusto riposo del lavoratore a 57 anni con 40 anni di versamenti.
Purtroppo, nessuno ebbe il coraggio di includere in quelle norme delle tutele apposite per i lavoratori con tanti anni di contribuzione ed in condizioni di salute ‘non buone’, ovvero la ‘flessibilità’, che rimase senza regole come abbiamo scoperto con la Riforma Fornero.

E che l’attacco alle pensioni sia stato un progetto di governo ben preciso, lo dimostrano – oggi – i quotidiani del 29 giugno 2009, quando si accese il dibattito tra Enrico Letta e i sindacati, da un lato, e Massimo D’Alema e Walter Veltroni dall’altro:

  • Enrico Letta al Festival dell’Unità: “Il rapporto Ocse sulle pensioni chiama l’Italia a scelte che non si possono più procrastinare: l’innalzamento dell’età pensionabile legato alla libertà dell’individuo di scegliere quando andare in pensione. La logica deve essere più a lungo lavori e più guadagni, prima vai in pensione meno guadagni”
  • Massimo D’Alema alla platea della festa CGIL di Serravalle Pistoiese:  “Paghiamo 3 milioni di pensioni a persone che hanno meno di 60 anni e il livello medio di tali pensioni è considerevolmente più alto rispetto a quello che paghiamo a chi ha oltre 65 anni. Dare una pensione sotto i 60 anni, mediamente di 1.200 euro al mese, a persone che continuano a lavorare, rappresenta una concorrenza sleale alle nuove generazioni sul mercato del lavoro”.
  • Guglielmo Epifani, segretario CGIL, su La Repubblica: “E’ vero che i giovani e le pensioni basse sono due priorità, ma io non le contrappongo alle pensioni di anzianità e non parlerei di privilegio per un operaio che lavora 35 anni e va in pensione con 1000 euro al mese. Avrei un’ altra idea di privilegio: cioè che vadano colpite le caste anche del sistema politico”.
  • Walter Veltroni, intervistato a Tv7 da Gianni Riotta: “C’è uno squilibrio molto forte del sistema pensionistico e questo squilibrio deve essere fronteggiato con una ingente quantità di risorse. C’è una trattativa in corso con i sindacati, ma l’aumento dell’età pensionabile è assolutamente obiettivo”.

Riepilogando,

  • l’aspetto ideologico fu quello di tutta una generazione di presunti evergreen, cioè “reintrodurre incentivi per proseguire l’attività lavorativa” (Fornero),
  • il problema finanziario fu scegliere se salvare le banche (Cassa Depositi e Prestiti) o le pensioni (Inps) o tutt’e due … dato che lo squilibrio finanziario del sistema pensionistico esistente nel 2009 doveva essere “fronteggiato con una ingente quantità di risorse” (Veltroni). Sappiamo tutti com’è andata …
  • la questione politica nel PD di governo è – oggi – laconica, se non del tutto silente: “nel merito parleremo solo quando avremo proposte precise” (Poletti).

Eppure, è dall’aprile del 2013 che il ddl 857 all’esame della commissione Lavoro della Camera – elaborato da Cesare Damiano (anche lui del PD) ed in rappresentanza, a differenza del governo, di tutto il Parlamento – propone i prepensionamenti a 62 anni per tutti ma con 35 anni di anzianità contributiva e l’8% di decurtazione sul trattamento previdenziale nonché la pensione con la formula Quota 41 per i lavoratori precoci.
Inoltre, non è vero che “non si può fare perché l’Europa non vuole”: il Fiscal Compact ci obbliga solo alla quadratura di bilancio, sta al Parlamento votare una legge finanziaria compatibile con ‘tutti’ gli obblighi costituzionali.

Perchè il Parlamento e – soprattutto – il Governo non si affrettano a vararla?

E, quando si andrà a votare, a quale Pd credere?

Demata

 

 

 

Gli aforismi politici di Confucio e i partiti italiani

1 Ago

ConfucioNon tutti sanno che Confucio fu il padre di tutti gli statisti, oltre che ‘fondatore di una religione’.

Uno statista talmente abile e lungimirante che il ‘suo’ impero, quello cinese, esiste ancora oggi sostanzialmente intatto e dopo aver garantito la pace e la prosperità per quasi 2000 anni. Un uomo rispetto al quale appaiono dei ‘nani’ il nostro Nicolò Machiavelli o l’anglosassone Adam Smith  oppure il germanico Karl Marx.

Dunque, da Confucio (e non solo da lui) avrebbero molto da imparare i nostri governanti e i nostri partitielli.

Ad esempio, Beppe Grillo e i Cinque Stelle – followers inclusi – potrebbero lanciare un voto on line per ‘scegliere il metodo’, visto che “Esistono tre modi per imparare la saggezza. Primo, con la riflessione, che è il metodo più nobile. Secondo, con l’imitazione, che è il metodo più facile. Terzo, con l’esperienza, che è il metodo più amaro.

La Sinistra potrebbe  organizzare un convegno agostano  dal tema “Non mi affliggo che gli altri non mi riconoscano. Mi affliggo di non riconoscere gli altri oppure un congresso nazionale riguardo al dato che “Solo i grandi sapienti ed i grandi ignoranti sono immutabili.”

Il Centrodestra potrebbe addirittura ricompattarsi se Silvio Berlusconi apprendesse che  persino Confucio dovette ammettere: “Non ho mai conosciuto un uomo che vedendo i propri errori ne sapesse dar colpa a se stesso.”

Ai ‘moderati’ – da Mario Monti ed Enrico Letta passando per D’Alema – potrebbe essere utile sapere che “Vedere ciò che è giusto e non farlo è mancanza di coraggio” oppure che  “Chi impara, ma non pensa, è perduto. Chi pensa, ma non impara, è in pericolo.”

Matteo Renzi, Beppe Grillo e quant’altri potrebbero guardare ai politici di altrove che ben sanno come “L’uomo superiore è modesto nelle parole, ed eccede nelle azioni.” E chi pretende ascolto ‘assediando i palazzi del potere’ dovrebbe comprendere che  non è a queste condizioni che si ottiene dialgo e apertura: “Non mettetevi a discutere con un pazzo! Chi vi guarda non distinguerebbe l’uno dall’altro.”
Come chi vede ‘trame’ dovunque, potrebbe anche iniziare a considerare l’ipotesi che Niente è più evidente di ciò che è nascosto.”

Quanto alla Lega di Salvini, alla Destra ‘europea’ e all’arcipelago Antagonista, sarà sempre troppo poco il ripetere che “Per natura gli uomini sono vicini, l’educazione li allontana e che “È impossibile conoscere gli uomini senza conoscere la forza delle parole.”

Prima di ri-candidarli, i partiti dovrebbero rispettare  la regola aurea che “Un uomo che ha commesso un errore e non lo ha riparato, ha commesso un altro errore.”

Tutti, prima di pronunciare un discorso, dovrebbero rammentare il detto: Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò.” Come anche prima di legiferare, potrebbero ricordare che In un Paese ben governato la povertà è qualcosa di cui ci si deve vergognare. In un Paese ben governato, è vergognosa la ricchezza.”

I nostri intellettuali e direttori di giornali e televisioni varie potrebbero iniziare a rendersi conto che “Un padre che non insegna al figlio i suoi doveri è tanto colpevole quanto il figlio che non li segue”.

Quanto a noi elettori (Grandi e piccoli che siamo), basterebbe tener conto che Belle parole e un aspetto insinuante sono raramente associati con l’autentica virtù” e che “L’uomo superiore comprende la giustizia e la correttezza; l’uomo dappoco comprende l’interesse personale.”

originale postato su demata

How much the stubbornness of Monti’s government to fund the F-35 factories damaged Italy and Eurozone?

5 Lug

In 2001, F-35 JSF (Joint Strike Fighter) Program started by a ‘successful’ Lockheed X-35 project for a initial expected cost of 40 million dollars and a production of  3,000 jets for USAF / U.S. Navy / USMC and another 2,000 for some partners (source http://www.aereimilitari.org).

Italy was involved as a “second level partner”, setting up a line of construction and assembly, which would release much of the F-35 destined for Europe and other countries, such as Turkey and Israel, including only twenty F35 for Italian Navy.

cameri2A rich business for our industries and – on 28th May 2007, at the Defense Ministry in Rome – the Secretary of Defense, Lorenzo Forcieri, met the President of the Province of Novara, Sergio Vedovato, to determine the ‘settlement of the assembly line of the F35 Joint Strike Fighter aircraft at the little military airport of Cameri (Piemonte Region).
A small-town dream cherished for decades, assuming anyone wish spent money and time in Piemonte to turn a short trackat time closed by fog for several months a yearin the largest airport in Europe thanks to the construction of the largest NATO base for military aircrafts.

And that Prodi government was in hands of a lot of members of parliament and secretaries of State by Piemonte as Cesare Damiano, Livia Turco, Fausto Bertinotti and Paolo Ferrero – all coming by the Confederazione Generale del Lavoro (the former communist Trade Union) – and there was really no wonder that the project went to the Novara, where some millions euros of public money was ‘invested’ to create from nothing an industrial district while – elsewhere – many industrial districts were being dismantled on relevant costs: the same Romano Prodi dismatled the public industry in South Italy, as president of I.R.I., ten years before, and he came in Primaries claiming this success.

A lot of money and work that has to benefit just the Novara province and some nearby, where were in crisis the car and textile industries, the former communist trade unions and an expensive welfare system. Not surprisingly, Luisa Maria Crespi, the mayor of Cameri, said “thanks to the initiative of the Province, from today we will be able to respond to our citizens’,  as confirmed by the mayor Bellinzago, Mariella Bovio,’there are important employment guarantees for an area like ours who lives a severe crisis’.

The first doubts on plane and investments became apparent in 2009, when the average per aircraft costs were sketched  to 62 and then over the 100 million dollars.
As reported by Stato-Oggi, “Defence Secretary Ignazio La Russa, at the Farnborough Air Show, referring to the program , added: “We are very cautious, we are checking.”

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Utmost caution, if at the beginning of 2011, the Washington Post announced the need to recapitalize by 20% ($ 10 billion) and experimental design, half of which became necessary to lighten the plane, because flying at full load affects the key performance of the aircraft.
Or when (Jan 08, 2011 – remember this) Secretary of Defense Robert M. Gates announced a series of efficiencies decisions designed to save the Department of Defense more than $150 billion over the next five years primarily by reducing overhead costs, improving business practices and culling excess or troubled programs, like the short take-off and vertical landing (STOVL) variant of the F-35 Joint Strike Fighter placed on the equivalent of a two-year probation because of significant testing problems.

So the contracts for F35 were gradually withdrawn by partners and Italy – where they were tobe built – missed a big deal: 85 F-35A for the Dutch Koninklijke Luchtmacht,some dozens for Danish Flyvevåbnet and Norwegian Kongelige Norske Luftforsvaret, then the good-bye to 116 F-35A for the Türk Hava Kuvvetleri and 150 F35B for the British Royal Air Force which preferred modify ‘her’ aircraft carriers and buy catapult-launched F-35C .
Meanwhile, the Berlusconi government did not give the consent for sixty F35 – provided over the first tranche of 22 F-35B for the Italian Naval Aviation, already ordered – and cut off an order of  2 billions euros for 25 Eurofighter (Aeritalia / Finmeccanica).

Soon after, for other trends, the spread of Italian bonds dramatically rose, the blame was charged to the government and soon after Mario Monti placed on Italian national budget dozens and dozens billions euros of expenses for 2012 and next years to to commission 131 jets to Novara F-35 industries (Dec 06, 2011 – remember this), while Italian debt exploded, a large part of welfare was cut or delayed and taxes went nearby 50%.

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Not minus of half million of senior workers were dismissed after 30 or more years of regular work without any annuity or social help, disability rights went to enjoyment only after the insurance had recognized them and not when they were initiated, a lot of ​​graduates at work in the call centers for $ 800 a month, a Nation in recession losing 10-15% of GDP, millions of young  families unemployed, companies in the knee, failed or fled abroad. Suicides, people self burnings for protest, millions in line for food and help by charity centers.
These were the numbers for 2012 in Italy.

Just two months after (Feb 02, 2012) the Defense Secretary – Admiral Di Paola – wisely announced the cut of the F-35, reduced from 131 to 90 jets, and April 6  the government led by Mario Monti decreed the reform of Defence confirmed that the cutting of the F35 Joint Strike Fighter, with a reduction in expenses of 5 billions euro for 2014.
Of course, this economy was not destined to unlock pensions or protect the disabled and restart the occupation, was not destined to poor families, were not reduced taxes and businesses continued to close, military expenses were reduced for 33 mld.
Recession went nastier, but Italy began proudly a program to become the second-third largest industrial power for stealth attack fighter – as it relates to the NATO  – and one of the first five countries in the world for the ability to “first air strike “… while Italian  Constitution ‘rejects war as an instrument of aggression’.

So, Mario Monti continued in 2012 to spend the few public money available for the production of first strike stealth fighters, in USA the test on the jets gone really bad.
Lately, in February 2013, the Pentagon’s chief testing office based at the U.S. military’s Eglin Air Force Base in Florida reported that radars that don’t work, blurry vision from the aircraft’s sophisticated helmet, inability to fly through clouds during the tests done from September to November 2012 .
The National Post cleared that “the testing was extremely basic and “did not cover . . . in essence, everything that makes the F-35A a modern, advanced fighter,” reads the report, obtained by the Washington-based watchdog group Project on Government Oversight. Aircraft operating limitations prohibit flying the aircraft at night or in instrument meteorological conditions. The aircraft is also currently prohibited from flying close formation, aerobatics and stalls. The report also notes that the F-35A, which is the version the Harper government had intended to buy, “does not yet have the capability to train in . . . any actual combat capability, because it is still early in system development.”

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Does anyone believe that the Italian government and Italian developers were not fully informed – in real time – during 2012 of a long series of negative tests?

If in October 1, 2013 Defense One announced a “recent report from the Pentagon’s internal watchdog reveals that the next gen fighter jet is plagued with hundreds of issues. The Defense Department’s Inspector General conducted a series of quality assurance assessments that found the Joint Program Office and Defense Contract Management Agency performed “inadequate oversight,” failing to adhere to widely adopted quality management protocols while losing control of contractors that have already sunk an estimated $400 billion taxpayer dollars into what is the most expensive weapons system ever developed by the U.S. government”, why Mario Monti’s government took no account of this in drawing up the law of the National Account law and Spending Review for the 2013 and 2014, easing taxes and allocating resources for senior workers and employment for young people or for help to families?

As known, the last days news announced a jet that caught fire during takeoff and lost pieces from the base of Eglin, Fla. and the Pentagon has grounded all F-35, definitively confirming the many doubts and cautions on the program, and we can imagine the panic in Novara and in Piemonte.

And – speaking of Italy, for the F-35 – there is also another thing to know.

In Spring 2012, Italy planned to buy up to 90 F-35, about 60 of the A model -take off from the ground – and 30 of the B model – vertical takeoff – for the aircraft carrier Cavour because, since the WWII ArmisticeTreaty, is not allowed to haveaircraft carriers with catapult systems. In fact, the C model – catapult takeoff – will made just in USA.

The question is ‘WHY’ was the Mario Monti’s government  spending mountains as blocking valuable resources for 30 vertical take-off F-35B, while this variant, until last year, was not there, prototypes were not working, as Secretary of Defense Robert M. Gates placed in probation for two years the troubled project of a short take-off and vertical landing (STOVL) variant of the F-35 Joint Strike Fighter because of significant testing problems, Great Britain changes ‘her’ takeoff systems on carriers.
The first successful take off test was conducted only on May 10, 2013 to NAS Patuxent River, Maryland.

So, the Mario Monti’s government has spent billions of Euro, catched with  unsustainable taxes, while cutting the present and the future of so many people for a weak jet (F35A) that currently does not exist and another (F35B) that practically there never was. A case that is more reminiscent of the financial accounts of the Soviet Union than any lobbystic or helpful welfare approach to a financial crisis.

Image2 I do not believe such a misdeed or a ‘cospiration’, as it means in Italy.  Just personal stubbornness and another one collateral damage by a “democratic former communist” trade union and his heavy lobby in leftist parties, not forgetting that colonization-like Italian unification acted by a financially burned Piemonte and Vatican, between 1860-1918.

I just hope that – after a so big flop – just anyone will start to not consider Mario Monti a reliable reference for Italian state of art, leading a long memory of Italian F35 story and of the many mistakes made in the management of a not only financial crisis of the former sixt GDP of the world actually impoverished to ten-twelwest position by stalling and recessive government action in 2012.

Mistakes like to fund for billions an inexistent jet in Piemonte – stronghold of former communist trade unions – while those billions were essential to not block the turn over and cut the welfare state for an entire nation during a hard crisis and leave to industry/commerce those really precious resources needed to avoid the recession that still plagues Italy, brought down the GDP and – consequently – afflicts the Eurozone and the European inner relationships.

And, please, … wish anyone note the failure of the Klein-Monti model when applied in a real system?

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