I ‘teppisti’ imperversano a Roma come altrove. I sindaci glissano … l’insicurezza cresce

4 Set

Ignazio Marino di periferie non dovrebbe saperne granchè, forse solo qualche attraversamento in auto e tante strette di mano a fini elettorali, non molto di più.
E, del resto, non è che il suo partito di provenienza (l’ex-Partito Comunista, oggi ‘democratico’) abbia brillato tra viaggi a Mosca e nei paesi del blocco sovietico (che finanziavano e armavano i brigatisti) e metodi di lotta politica che andavano dalla delegittimazione degli avversari al blocco di fabbriche e intere città, con cortei e manifestazioni.

Dunque, è piuttosto difficile che Marino, Renzi, Pisapia & co. – fino, forse, allo stesso Napolitano – possano percepire a pieno la gravità della situazione eversiva in Italia.

La riprova arriva proprio dal sindaco di Roma, che, dopo la tentata strage di domenica, la butta in cavalleria. “Credo che chi non si comporta bene non debba partecipare al momento di gioia che è una partita allo stadio”.
Dinanzi a una sassaiola organizzata militarmente che avrebbe provocato un disastro e, forse, una strage, se ad essere colpito fosse stato l’autista del bus della Hellas Verona, è davvero difficile di buttarla sul tifo calcistico e sul teppismo. Ignazio Marino, però, ci riesce.

Da Firenze non è che siano arrivati esempi migliori, visto che il 19 dicembre scorso, il sindaco Renzi ha autorizzato una sparuta manifestazione di studenti medi, che – nel bel mezzo del core turistico della città, ovvero piazza della Signoria –  invece di reclamare per edifici e finanziamenti scolastici migliori o docenti più preparati ed esigenti di quello che l’OCSE tristemente ci racconta, si son messi ad inveire contro la crisi economica, contro le forze dell’ordine e contro il sindaco, lanciando fumogeni persino nel presepe del Duomo.
Ebbene, Matteo Renzi non ha chiesto lo sgombero immediato nè auspicato l’arresto degli organizzatori, anzi, è andato incontro ai manifestanti e, resosi tardivamente conto del contesto, si è ritirato in buon ordine senza colpo ferire.
Ringraziano non poche famiglie che avrebbero dovuto vendere case e beni per pagare le spese legali e i danni causati dai figli, con proficuo esempio per chiunque desideri fare dei ‘porci comodi’ in luoghi e piazze che sono spazi di tutti.

Di Milano cosa dire dopo dopo l’invito rivolto agli americani residenti nel capoluogo lombardo, dal loro console Kyle R. Scott, a tenere “alta la vigilanza” per un aumento della criminalità?
Che Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, ha risposto “Sono molto rammaricato, stupito, credo che il console debba dare dei chiarimenti su questo”? Oppure le cronache milanesi raccontano di anziani presi in ostaggio nella loro abitazione, di incendi appiccati dagli antagonisti, delle provocazioni di ciclisti organizzati (ed antagonisti) e delle risse con gli automobilisti che ne derivano, della mattanza del ghanese Mada Kabobo a Niguarda o della rapina a colpi di mazza e molotov messa in atto  contro l’orologeria Frank Muller in pieno centro, nel ricchissmo Quadrilatero della Moda?

Arrivando a Napoli, dove l’esasperazione dei cittadini contro i malviventi lasciati liberi di agire è tale che si arriva – in preda ad un raptus – ad inseguire i rapinatori per poi investirli con l’autovettura e ucciderli. Un episodio, uno dei tanti, che accadono in strade dove non è garantita l’incolumità delle persone, mentre Luigi De Magistris – ex ufficiale delle Fiamme Gialle ed ex magistrato, nonchè ultimo dei mohicani IdV – non sembra aver diramato l’ombra di un comunicato e di un provvedimento.

In USA come altrove, avrebbero già classificato la tentata strage di Roma come ‘terrorismo’ e, probabilmente, già catturato i responsabili mandandoli a giudizio con la prospettiva di pene ultradecennali.
Allo stesso modo, altrove avevano già dimissionato il sindaco e ne sarebbe scaturito un caso nazionale di responsabilità civica e di corrispettivo dovere pubblico, se invece di piazza della Loggia si fosse parlato, ad esempio, dell’Hotel de Ville o di Trafalgar Square.
Come anche un’intera giunta comunale sarebbe finita nell’oblio, altrove, se il borgomastro non avesse preteso la ‘tabula rasa’ ed il ‘black out movide’, dopo quello che si sente accadere nel milanese.
Inutile dire che, a Napoli, un qualunque altro stato avrebbe quanto meno invitato i cittadini a dotarsi di un porto d’armi per difendersi almeno nelle proprie abitazioni e nelle proprie autovetture, visto che l’ordine costituito non riesce a farlo, nè viene dotato dei mezzi necessari a prevenire ed intervenire.

Ed utile aggiungere che se in Val di Susa si incediano capannoni e aziende, mentre vengono sequestrati o rinvenuti veri e propri arsenali ed i sindaci di Susa e Chiomonte ricevono pesanti minacce per la loro posizione di dialogo con il governo, c’è poco da discutere: si chiama eversione.
Non basta, di sicuro, che il presidente Napolitano sia intervenuto con un ‘desistere da comportamenti inammissibili’, rilasciato ben 18 mesi fa e poi più nulla, almeno stando alle agenzie.

Come anche tutti lor signori che vivono in auto blu e zone ultravigilate dovrebbero chiedersi quanti cittadini finiscono settimanalmente nelle grinfie dei ‘teppisti’ romani, degli ‘sbandati’ milanesi, dei rapinatori in erba’ di Napoli, degli studentelli violenti e benestanti di Firenze, degli antagonisti del ‘mordi e vilmente fuggi’.
Fatti di cronaca giudiziaria che coinvolgono sempre più spesso teenagers in atti anche efferati, nonostante l’obbligo scolastico arrivi fino a 16 anni e nonostante l’enorme quantità di denaro che i Comuni, proprio quelli in questione, spendono in servizi sociali esternalizzati, con risultati palesemente insoddisfacenti od iniqui.

Eppure, il nostro presidente almeno, in un paese sempre più ignorante, dovrebbe ricordare che Nazismo, Fascismo e Franchismo nacquero in reazione a situazioni di forte insicurezza sociale, causate dagli arbìtri e dai distinguo di ‘certe sinistre’, affermatesi cavalcando la tigre delle crisi del Capitale …

originale postato su demata

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