Berlusconi e Renzi? Gli italiani meritano molto meglio

3 Set

In un’Italia, che fino a pochi giorni fa era scossa da un’imminente crisi di governo e daliti feroci ‘per un pugno di dollari’, accade anche che in un battibaleno tutto vada a tacere: risolto il problema contingente, a nuova quaestio si va.
Inoltre, tra le elezioni tedesche e guerre annunciate in Medio Oriente, i piccini della politica non possono altro che sparire per dedicarsi a botteghe e commerci, as usual.

Botteghe e commerci che ormai non passano impercepiti tra i cittadini e le istituzioni, se almeno la metà delle promesse annunciate per decreto da tanti ministeri sono finite in fumo: dall’assunzione dei precari della scuola, agli esodati, alla lotta all’evasione, al contrasto alla disoccupazione e, persino, ad una qualche limitazione della spesa pubblica e delal voce forte con ‘certe banche’.

Partendo dai commerci, ormai è evidente che Silvio Berlusconi oggi rappresenta un peso insostenibile per il centro-destra, costretto a recedere sull’IMU (tipico tributo anglosassone e liberale) e ad assumersi ‘la colpa’ dell’ennesimo ritardo ad intervenire a sostegno delle fasce sociali più esposte alla crisi e/o maggiormente colpite dagli interventi del Governo Monti, finalizzati a ‘salvare’ la finanza italiana.
Il silenzio degli italiani, di tantissimi italiani, per questi ultimi due mesi di non necessario travaglio nazionale è più che eloquente.

Andando alle botteghe, leggere di Franceschini che appoggia Matteo Renzi ‘se serve a mantenere il partito unito’, getta un quadro fosco sulle alleanze di ‘corrente’ che potrebbero mettere l’imperituro ex-partito comunista nella mani di un sindaco che finora, a Firenze, ha dimostrato solo una notevole capacità di autopromozione, in una regione, la Toscana, che è l’ultimo avamposto della profonda provincia italiana, con i suoi paesaggi ed i suoi poteri immutabili da secoli e secoli.
Non possono di sicuro essere i ‘modernisti’ di Matteo Renzi con i ‘provinciali’ di Marini e Bindi ad avere il nerbo morale di sottrarre il Meridione alle mafie ed al ribellismo velleitario, visto che gli investimenti esteri ci sarebbero ed anche a bizzeffe. Come non possono essere ‘quelli del paesaggio italiano’ ad avere quella ‘cultura del lavoro’ che serve per essere presi in considerazione in Emilia, Veneto e Lombardia.

Se poi il target delle nostre future elezioni sarà quello di realizzare un federalismo ‘integrale’, allora le cose possono assumere un’altra veste: una rinnovata fusion tra Forza Italia e Lega al Nord, i ‘moderati progressisti’ nel Centroitalia e, nel Meridione, il caos organizzato, almeno finchè i legami di sangue con gli anglosassoni e la galassia ispanica non dovessero ricomporre il mosaico infranto con l’Unificazione italiana.

Non credo che i nostri ‘eroi’ – Matteo Renzi soprattutto – siano lontanamente consapevoli del rischio letale per l’Italia, se dovesse persistere il Trasformismo e l’opportunismo politico dei quali i due leader sono, nell’attuale, espressione e causa e dai quali i partiti ‘storici’ non riescono ad affrancarsi da ben prima della caduta del Muro di Berlino.

Sessanta anni dopo l’annessione delle Due Sicilie, l’Italia implose prima nella crisi sociale del 1921 e poi nel Fascismo mussoliniano ed in quei sessanta anni Trasformismo, corruzione e scandali finanziari la fecero da padroni. Finita la guerra e finito il Fascismo, sono seguiti altri sessanta anni di Trasformismo, corruzione e scandali finanziari.

Ed oggi siamo di nuovo al dunque.

Anche il Fascismo di Benito Mussolini trovò origine e sostegno tra i ceti piccolo borghesi e nella profonda provincia dell’Appennino italiano.

 originale postato su demata

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Una Risposta to “Berlusconi e Renzi? Gli italiani meritano molto meglio”

  1. giovanni scotti (@KopenScott47) settembre 3, 2013 a 10:16 am #

    Alcuni giorni fa in Calabria veniva completata una diga faraonica in grado di immagazzinare un enorme quantità d’acqua(e di energia).Nessuno però è in grado di dire chi né beneficierà perché nessuno ha mai pensato di posare neanche un tubo di gomma per innafiare un orto(nel meridiome assetato).Questo era solo un esempio di come funziona la spesa pubblica nella sua gran parte.Anche con Berlusconi non è cambiato niente,gli va comunque il merito (pagato a caro prezzo)di essersi opposto ai partiti e sindacati progressisti che hanno portato allo sfascio il lavoro italiano,senza però riuscire ad applicare e usare nessuna delle sue indubbie capacità.Ora si parla di Renzi,si presenta bene e dà un tocco di classe al menu come il galletto amburghese ma se comincerà a parlare di imbrigliare la spesa pubblica,di perseguire chi si rende colpevole di palese negligenza o di astuta fraudolenza temo che farà la fortuna del cane in chiesa

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