Costa Concordia: una rotta sbagliata

15 Gen

. 22 gennaio – AGGIORNAMENTO: cliccare qui Una nuova mappa risolve il “mistero” della rotta

Costa Concordia, 114.500 tonnellate di stazza ed un pescaggio di 8,5 metri, 1.500 cabine per 3.780 passeggeri, si stava dirigendo alla velocità di crociera di 15,7 nodi (circa 30 kmh) da Civitavecchia a Savona, quando prima ha squarciato la chiglia contro uno scoglio e, poi, si è rovesciata su un fianco, mentre l’equipaggio tentava di avvicinarla al più possibile alla costa dell”Isola del Giglio.

Va innanzitutto sottolineato che l’equipaggio ha fatto la propria parte, consentendo il salvataggio di quasi tutti i passeggeri, per evitare che rimanessero intrappolati, come accaduti ad alcuni, dentro una sorta di grattacielo rovesciato.
Vista la velocità con cui l’incidente è divenuto critico e considerato che la nave si è rovesciata prima ancora che iniziasse l’evacuazione vera e propria, poteva andare molto peggio se il personale di mare fosse stato impreparato e, peggio, avesse pensato solo a se stesso.
Non è un caso che, al per ora non chiarito comportamento del comandante, Francesco Schettino, fa comunque riscontro l’eroismo del capo commissario di bordo Marrico Giampetroni, rimasto intrappolato per 30 ore nel ponte 3 della nave dopo aver aiutato molte persone a mettersi in salvo prima di lui.

Perchè è accaduto questo disastro, ritenuto impossibile per un gigante del mare come era la Costa Concordia, se, ovviamente, gestita entro i limiti di sicurezza e di buon senso?

Semplice. La nave non era sulla rotta che avrebbe dovuto percorrere e che passa al largo dell’Isola del Giglio, non nello stretto braccio di mare che la separa dalla costa continentale.

Il portolano ufficiale – la carta nautica – indica due rotte per andare da Civitavecchia a Savona o viceversa. La prima, che sale verso nord al largo della Sardegna e della Corsica, ed una seconda, che si lascia l’Arcipelago Toscano alla propria destra mentre naviga verso la Liguria.

Eppure, da tempo, le grandi navi da crociera superavano l’Isola del Giglio seguendo la rotta che usualmente fanno i traghetti, cosa non vietata e che è sicuramente più suggestiva e, forse, leggermente più economica.

Purtroppo, comporta il fatto di dover passare su una secca con una “luce” di un chilometro tra gli scogli affioranti.
Un margine ampio anche per l’enorme Costa Crociere, se qualcosa non va storto …


Come visibile nella ricostruzione sulla mappa nautica, la Costa Concordia era circa 3 km più a nord della rotta usuale, quella dei “traghetti”, come emerge dai ringraziamenti ufficiali del sindaco di Isola del Giglio.

E come ben visibile, la Costa Concordia è passata letteralmente sulla Secca di Mezzo Canale.

Perchè la Costa Concordia fosse lì non è ancora dato saperlo, ma è un fatto che le grandi navi da crociera transitino sotto costa, nel Mediterraneo come nei fiordi scandinavi, per offrire ai crocieristi lo spettacolo di isole turistiche e cittadine di mare.

Aggiornamento del 24 gennaio:
Alcuni giorni fa, un forum russo ha pubblicato un’altra ricostruzione, molto interessante.

La Costa Concordia attraversava abitualmente nelle acque del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, compiendo, come comprovato, manovre che comportano il rischio di naufragio e di contaminazione ambientale, come abbiamo dovuto constatare.

Da questa mappa, confrontandola col tracciato verde “satellitare” dell’altra, si evince anche che la Costa Concordia avrebbe avviato la manovra di accostamento all’Isola del Giglio alcune miglia più avanti (o diversi minuti dopo) il punto ottimale. Di conseguenza, la rotta verso il Giglio era più perpendicolare  e la virata andava anticipata per non toccare gli scogli.

Una decisione – la Concordia era in rotta manuale – presa, inquivocabilmente, dal Comandante Schettino e non dalla Costa Crociere …

Leggi anche: Abbandono di nave, cosa comporta, Schettino farà almeno un giorno di carcere per un disastro così?

P.S. Nella mappa, che è quella dell’Istituto Idrogeografico della Marina, trovate una quota di livello cerchiata in rosso con il numero 9 al centro. Secondi diversi commenti, tutti di esperti subacquei o gente di mare, la quota esatta sarebbe “novanta” e, pertanto, lì non ci sono scogli affioranti. Per tale motivo, dall’originale sono state tolte le 4-5 parole che spiegavano cosa fosse quel cerchio.

originale postato su demata

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44 Risposte to “Costa Concordia: una rotta sbagliata”

  1. roberto gennaio 15, 2012 a 11:51 pm #

    egregio signor Demata,
    sto leggendo di tutto di piu’ in internet sulla Concordia e trovo grande confusione , ma il suo sito mi pare l’unico serio e fatto molto bene da una p[ersona precisa e competente: potrebbe essere cosi gentile da darmi la sua opiniopne in merito alle mie domande:
    1) dove ha preso il tracciato che lei riporta sulla sua mappa nautica?
    2) e’ possibile vedere il tracciato dei minuti precedenti al punto 1 circolettato in verde sulla sua mappa per controllare se la nave e’ passata sopra lo scoglio indicato sulla mappa dal numero “9” cioe’ a profondita’ di appena 9 metri?
    3) perche tutti i siti web riportano la notizia che la nave avrebbe impattato contro gli scogli denominati Le Scole quando invece dalla sua mappa risulta che la nave e’ passata non cosi vicina a tali scogli e oltretutto risulterebbe che ha avuto il primo impatto in un’ora prima del passaggio presso le Scole, che sono praticamente appena prima del porto del Giglio?
    4) come spiega lei che di fronte ad una carta nautica cosi chiara e semplice un importante nave come la Concordia possa passare cosi vicino anzi sopra le secche di mezzo Canale? errore umano? i sistemi elettronici non segnalano l’avvicinamento a scogli in base alle carte nautiche memorizzate dai computer?

    la ringrazio anticipatamente se vorra’ dare la sua opinione in merito a queste mie domande.
    cordialmente
    Roberto Graziani

    • demata gennaio 16, 2012 a 3:44 pm #

      1- La mappa nautica è dell’Istituto idrogeografico della Marina “dal Promontorio Argentario a Capo Linaro”. Ho scaricato la carta da internet ad alta definizione e non l’ho modificata.
      2- Il tracciato in verde è quello che diversi gionali (tra cui Repubblica) hanno pubblicato e corrisponderebbe ai rilievi a mezzo satellite.
      3- Tutti i siti riportano dell’impatto contro Le Scole perchè gli isolani è lì “che hanno sentito il botto”. Ma i passeggeri ne avevano sentito uno circa 5-15 minuti prima dell’impatto al Giglio.
      4- Personalmente credo che per un mero errore materiale si sia impostata una rotta con una deviazione di 2-3 gradi est.

    • marcato roberto. giugno 19, 2014 a 9:17 am #

      sono un comandante della marina mercantile se posso essere utile a formulare qualche risposta sono ben felice di accontentare qualsiasi domanda x quanto la mia esperienza possa essere da aiuto.

      • demata giugno 19, 2014 a 1:53 pm #

        Il post fu scritto praticamente in tempo reale e contiene quello che era reperibile in quei momenti.
        Tenga conto che NON sono un giornalista, ma solo un cittadino che cerca di informarsi.
        Qualsiasi apporto è gradito.
        Grazie

  2. Fabrizio Bogani istruttore sub C.M.A.S gennaio 16, 2012 a 1:38 am #

    PRIMA DI PARLARE BISOGNA PENSARE PRIMA DI SCRIVERE INESATTEZZE MEGLIO NON SCRIVERE…..OPPURE AVERE IL GARBO DI INFORMARSI,BASTA POCO.
    MI PORTATE A FARE UNA IMMERSIONE AL “BRAVO SCOGLIO” A NOVE METRI DI PROFONDITA SULLA SECCA DI MEZZO CANALE…………………????????????????
    MA PER FAVORE.!!!!!!!

    • demata gennaio 16, 2012 a 3:38 pm #

      Ho scaricato la carta da internet ad alta definizione e non l’ho modificata, anche se avevo notato che non c’è una curva di livello per il picco.
      D’altra parte i passeggeri hanno riferito di un boato/urto e poi di un lasso di tempo discreto prima dell’impatto sul Giglio. Boato/botto che possono essere dovuti anche un brusco scarto della nave con l’emozione che fa il resto, specialmente se non si è abituati a navigare.

      Di scogli affioranti ce ne è uno solo a NE di Giannutri e proprio di lì avrebbe dovuto passare la Concordia che viceversa i rilievi da satellitare danno proprio sopra la Secca.

      Ad ogni modo a me interessava ricostruire la rotta non il punto di impatto.

    • annyperte gennaio 17, 2012 a 6:42 pm #

      chi scrive in maiuscolo è colui che non sa leggere tra le righe.

  3. pino gennaio 16, 2012 a 1:44 am #

    scusi pochi minuti fa ho letto su questo sito un commento di qualcuno che poneva delle domande interessanti e ora mi pare che invece di rispondergli , avete cancellato il suo messaggio, siete degli idioti, censurate i commenti di coloro che vengono sul vostro sito a leggervi e spendono tempo per scrivervi, ma ci siete o ci fate? buffoni

    • demata gennaio 16, 2012 a 3:37 pm #

      Innanzitutto, sono uno solo … dunque sarei un “buffone” singolo.
      In secondo luogo, tutti i commenti vengono pubblicati dopo essere stati visionati, come in tantissimi blog, e vengono “approvati” se non contengono offese.
      Infine, gradirei che, prima formulare ipotesi, ci si prenda la briga di trovare un portolano, poi di metterlo in scala con i tracciati satellitari e poi iniziare a far congetture e teoremi.

  4. albino gennaio 16, 2012 a 7:53 am #

    Bella spiegazione, grazie.

  5. Riccardo gennaio 16, 2012 a 9:36 am #

    Buongiorno, penso che chi ha scritto l’articolo come sopra riportato, voglia soltanto dire qualcosa per creare confusione senza aver un minimo di cognizione. Faccio immersioni subacquee da oltre 30 anni in questa zona.
    Infatti la Secca di Mezzo canale che cita nell’articolo, non è altro che un pinnacolo di roccia che dalla profondità di circa 90/100 metri arriva fino a circa 24 metri al “cappello” come si chiama la parte più vicina alla superficie, di una secca.
    Nei dintorni non esiste nessun scoglio alla profondità di 9 metri, come invece viene descritto nell’articolo. Infatti il “9” cerchiato in rosso, sta per novanta….. e “qualcosa” non potendo leggere per bene il numero relativo alla profondità. Infatti se ci fosse effettivamente uno scoglio a 9 metri di profondità, anche nella parte grafica sarebbe rappresentato in un altra maniera e non soltanto indicando il numero 9. (vedi per esempio l’indicazione dello scafo affondato già cerchiato da chi ha fatto l’articolo)
    Mi dispiace purtroppo leggere notizie non corrette; tale diffusione porta soltanto alla completa diffidenza verso i giornalisti e il loro mestiere.
    Saluti
    Riccardo

    • demata gennaio 16, 2012 a 3:29 pm #

      Scusi, ma la Concordia, in base ai dati satellitari che tutti i giornali hanno pubblicato, era fuori rotta e arrivava dalla Secca di Mezzo Canale? Si.
      E cosa ci faveva lì?
      Quanto all’affioramento degli scogli, non è possibile che abbia puntato direttamente il Giglio e dato che i testimoni raccontano di un lasso di tempo consistente tra il boato ed l’arrivo all’isola.
      Dove si è prodotto lo squarcio?
      Ma, soprattutto, cosa ci faceva la Concordia sulla Secca di Mezzo Canale?

    • demata gennaio 16, 2012 a 3:34 pm #

      Ho scaricato la carta da internet ad alta definizione e non l’ho modificata, anche se avevo notato che non c’è una curva di livello per il picco.
      D’altra parte i passeggeri hanno riferito di un boato/urto e poi di un lasso di tempo discreto prima dell’impatto sul Giglio.

      Di scogli affioranti ce ne è uno solo a NE di Giannutri e proprio di lì avrebbe dovuto passare la Concordia che i rilievi da satellitare danno proprio sopra la Sacca.
      A me interessava ricostruire la rotta non il punto di impatto.

  6. Alex Fusè gennaio 16, 2012 a 11:38 am #

    La cartina è stata modificata in Photoshop, è stato cancellato lo 0 dal 90, che nel cerchio rosso appare come 9.
    Se fosse veramente un 9, intorno avrebbe tante linee di livello.

    • demata gennaio 16, 2012 a 3:25 pm #

      Ho scaricato la carta da internet ad alta definizione e non l’ho modificata.
      Dato che è improbabile che la Concordia sia andata direttamente ad impattare sull’isola del Giglio, cercavo quale potessesse essere lo scoglio affiorante a circa 5-15 minuti di navigazione dal Giglio.
      Vista la posizione della nave rilevata dal satellite è improbabile che abbia “toccato” gli scogli affioranti a NE di Giannutri, dato che è passata proprio sopra la Sacca di Mezzo Canale. Cosa sia esattamente accaduto, poi, lo chiariranno i magistrati.

    • demata gennaio 16, 2012 a 3:31 pm #

      Ho scaricato la carta da internet ad alta definizione e non l’ho modificata.
      Dato che è improbabile che la Concordia sia andata direttamente ad impattare sull’isola del Giglio, cercavo quale potessesse essere lo scoglio affiorante a circa 5-15 minuti di navigazione dal Giglio.
      E mi chiedo cosa ci facesse la Concordia proprio sopra la Sacca di Mezzo Canale.
      Cosa sia esattamente accaduto, poi, lo chiariranno i magistrati.

  7. giul gennaio 16, 2012 a 6:30 pm #

    Caro Damata, fammi capire una cosa, ma le due presunte rotte in blu e in giallo le hai tracciate tu però………

    • demata gennaio 17, 2012 a 8:09 am #

      No sono tracciate sul portolano (mappa nautica) originale. Io le ho solo colorate. A proposito, Demata, non Damata …

      • Giul gennaio 17, 2012 a 9:54 am #

        Bene Demata, allora volevo farti notare il tuo errore grossolano.
        Le due presunte rotte che tu hai ricalcato colorandole sulla mappa nautica originale sono cavi sottomarini. Mi spiego meglio: le linee continue a zig zag che si trovano su una carta nautica non stanno ad indicare le rotte che le navi dovrebbero percorrere ma bensi indicano la presenza di cavi sottomarini. In genere stanno a significare che in quella zona è vietato l’ancoraggio e la pesca.
        In genere sulle carte nautiche le rotte vengono tracciate, non si trovano lì già a priori.
        E poi, se ho ben capito, vorresti ipotizzare che la nave è passata sulla secca di mezzo canale e qui avrebbe urtato uno sperone di roccia? Ho ben capito?
        Ma lo sai quant’è il fondale su quella secca? 24 metri. E lo sai quant’è il pescaggio di una nave di quelle dimensioni? Non arriva neanche a 12 metri. Ti spiego cos’è il pescaggio, visto che mi sembri un pò a digiuno di termini marinareschi: dicesi pescaggio l’altezza della parte di nave (altrimenti detta carena o opera viva) che rimane immersa in condizioni normali di navigazione.
        Scusa eh? Non è che voglio fare il saccente e neanche il lupo di mare però il tuo articolo, tanto per rimanere in tema, ha parecchie falle, cioè fa acqua da tutte le parti. Spero che non mi censurerai.

  8. hownotwhereiswally gennaio 17, 2012 a 1:02 pm #

    C’è chi parla di un attacco terroristico e non vuole ascoltare gli innumerevoli quotidiani che, molto spesso, pur di far ascolti pubblicano anche servizi falsi. L’unica cosa veritiera di tutta questa faccenda è stata la negligenza del capitano e la sua voglia di fare lo “splendido”.
    L’ignoranza, seguita dalla sbruffonaggine ha reso possibile questa catastrofe, che sicuramente peserà sull’ambiente italiano.
    Bella situazione di merda!

    (Comunque, ottimo articolo che ricostruire la rotta del “Titanic 2012”)

  9. Iscario gennaio 17, 2012 a 2:41 pm #

    Io invece di perdere tempo con un “blog” inutile e collettore di altrettanti interventi inutili mi darei direttamente alla nautica oppure a delle sane passeggiate (se in grado di farle) in montagna. Ci sarebbe da guadagnarci in salute mentale e fisica. Buon 2012 a tutti! G.I.

    • demata gennaio 17, 2012 a 5:27 pm #

      C’è a chi piace fare cose “inutili” … ed a ben vedere la maggior parte delle cose che facciamo noi uomini “non sono utili”, ma abitudinarie o semplicemente ricreative/sostitutive.
      Non so se se lei l’abbia mai notato …

      Quanto al tempo personale, se si ha la capacità di scrivre tre cartelle in meno di un’ora e disegnare un grafico in 10 minuti, ad alcuni Homo Sapiens capita, c’è anche il tepmp per lavorare (non solo passeggiare) in mezzo alla natura o viversi il mare di fronte al quale si è nati.
      Eh già, perchè a scrivere e mettere tutto sul post, incluse le traduzioni, mi c’è voluta solo un’oretta di un pomeriggio uggioso …
      Un consiglio: non misuri gli altri in base alla sua portata, potrebbe essere troppo limitata.

  10. annyperte gennaio 17, 2012 a 6:25 pm #

    esauriente e limpido , rendere semplicemente l’idea di dove è passata e dove sarebbe dovuta passare. grazie sig. Demata

  11. giorgio gennaio 17, 2012 a 8:50 pm #

    VOI CHIACCHIERATE E SCHETTINO VIEN CONDOTTO AI DOMICILIARI NELLA SUA BELLA VILLA CON VISTA SU BELLISSIMA SPIAGGIA A META DI SORRENTO NAPOLI A DUE PASSI DA POSITANO, NELLA SUA CALDA CASA CON JACUZZI, TELEVISORE AL PLASMA, IMPIANTO STEREO, ENORME FRIGO STRAPIENO, E TUTTI I PARENTI VICINI VICINI A FARE IL RADUNO NATALIZIO…QUESTA E’ L’ITALIA… MENTRE LA GENTE COME TOPI AL FREDDO CREPANO NELLA PARTI ALLAGATE DELLA NAVE PERCHE IL VIGLIACCO NON HA DATO L’ODINE DI ABBANDONO DELLA NAVE SUBITO…p.s. la rotta passa sulle scole ma non risulta perche lui ha spento il trasponder

    • demata gennaio 18, 2012 a 4:16 pm #

      Sono d’accordo.
      Direttissima, altro che domiciliari. Abbandono di nave …

  12. Franco gennaio 18, 2012 a 3:37 pm #

    Nell’entrare in questo blog (che ho trovato digitando in google:”grafico del tragitto della nave concordia dopo l’impatto con lo scoglio”…vedo che, o sono io che non ci capisco nulla oppure nessuno, compreso lei gentile Demata, sa esattamente qual’è stato il vero tragitto percorso.
    Oppure lo sa’
    Ma allora in questo caso perché non lo disegna in modo più comprensibile? Grazie

    ps:in google maps. si vede chiaramente lo scoglio che affiora dopo la punta prima del porto (costa orientale dell’isola, al centro c.a.). Solo un pazzo poteva portare lì la nave e non si capisce perché nessun altro ufficiale di rotta se ne fosse accorto, malgrado la dotazione iper-sofisticata degli eco-scandagli e di chissà quali altre apparecchiature altamente elettroniche che avrebbero senz’altro segnalato il pericolo.Grazie ancora.

    • demata gennaio 18, 2012 a 4:10 pm #

      La cosa è molto più semplice di quello che pensa.
      Nessuno conosce la rotta effettiva nella sua totalità ad eccezione di coloro che hanno accesso ai tracciati satellitari.

      Questo post è nato come curiosità personale per capire non dove era andata a sbattere la nave, ma quale fosse stata la rotta e la dinamica del naufragio, visto che dalla mappa è possibile ricavare anche i tempi dell’evento.

      La mappa pubblicata nel post riporta tre tracciati: in blu quello che da Civitavecchia sale ordinariamente verso la Liguria, in giallo quello che seguono i traghetti da Civitavecchia all’Arcipelago Toscano, in verde quella rilevata dal satellite e pubblicata da dicersi giornali.
      La mappa mostra come e perchè si sia affermato fin dalle prime ore che “la nave era alcuni chilometri più ad est rispetto alla rotta che si suppone avrebbe dovuto seguire.
      Da notare che il tracciato verde, comprovato dal satellite, mostra una rotta quasi perpendicolare all’Isola del Giglio, che ha dell’incredibile.
      Solo stamane (mercoledì 18) un esperto della marina ha dato precisazioni, relativamente accurate, e sembrerebbe che il Costa Concordia abbia navigato sotto costa fino a raggiungere il punto che nella mappa è cerchiato in verde.

      Anche a me era venuto il dubbio del defeat elettronico, ma un tale errore di rotta non poteva sfuggire al personale di vigilanza in plancia che non si sarebbe accorto come la bussola che avevano davanti gli occhi indicasse “pari pari” ovest mentre la nave avrebbe dovuto puntare a nord.

      • Franco gennaio 18, 2012 a 5:16 pm #

        Continuando a non capire le chiedo ancora un pò di pazienza sui punti che seguono …:
        1*[…, in verde quella rilevata dal satellite e pubblicata da diversi giornali.]
        allora la linea blu segna la rotta che avrebbe dovuto rispettare?
        2**[La mappa mostra come e perchè si sia affermato fin dalle prime ore che “la nave era alcuni chilometri più ad est rispetto alla rotta che si suppone avrebbe dovuto seguire.]
        …cioè la blu?
        ***[un esperto della marina ha dato precisazioni, relativamente accurate, e sembrerebbe che il Costa Concordia abbia navigato sotto costa fino a raggiungere il punto che nella mappa è cerchiato in verde.]
        …sotto costa dove? quella dell'”Argentario”? E il punto cerchiato in verde è il punto da cui è partito verso l’isola?
        Grazie

      • demata gennaio 18, 2012 a 7:40 pm #

        Non esiste in mare una rotta che si “deve” rispettare. Esistono però delle rotte abituali (o prefissate come quelle dei traghetti) che sono riportate sulle carte nautiche.
        No, 2-3 km ad est della gialla.
        Costeggiando il litorale fino alla Secca e non puntando verso Giannutri per poi oltrepassare il Giglio.

  13. Franco gennaio 18, 2012 a 7:44 pm #

    quindi avrebbe dovuto rispettare quella gialla…grazie.

  14. Gino gennaio 19, 2012 a 8:35 am #

    SCUSATE MA LA CONFUSIONE CHE STATE FACENDO VI FA FARE A TUTTI LA FIGURA DEGLI SCHETTINO….POSSIBILE CHE NON CAPITE???? VE LO DICO PER L’ULTIMA VOLTA MA CERCATE DI APRIRE LE ORECCHIE: IL TRACCIATO VERDE DELLA ROTTA VIENE FATTO DAL SISTEMA SATELLITARE UNENDO I PUNTI DI RILEVAZIONE. SCHETTINO HA FATTO SPEGNERE IL TRASPONDER POCO PRIMA DI ALLONTANARSI DALLA ROTTA SICURA E QUESTO E’ DIMOSTRATO DAL FATTO CHE SE CERCATE LA ROTTA RIPORTATA DA DEMATA SUL SUO SITO ORIGINALE CHE RIPORTA GLI ORARI DI RILEVAZIONE, POTETE VERIFICARE CHE MENTRE LE RILEVAZIONI SONO FATTE DI SOLITO OGNI 4 MINUTI, NEL TRACCIATO VERDE RIPORTATO DA DEMATA MANCANO QUATTRO RILEVAZIONI IN SUCCESSIONE E SI PASSA DALLE 21:38 ALLE 21:53 CHE SONO I DUE PUNTI DI UNIONE DEL TRATTO DI ROTTA VERDE PARALLELO AL GIGLIO. SONO SICURO CHE NON AVETE CAPITO PERCHE SIETE DURI DI COCCIO.

    • demata gennaio 19, 2012 a 3:50 pm #

      La rilevazione satellitare l’hanno pubblicate diversi quotidiani importanti.
      E’ vero che il trasponder era stato spento, ma esistono anche le rilevazioni fotografiche satellitari ad infrarossi e con quelle non c’è furbata, a bordo, che tenga.

    • Franco gennaio 19, 2012 a 3:56 pm #

      RINGRAZIAMO SENTITAMENTE COLUI CHE E’, CHE FU, CHE SARA’ E CHE SA TUTTO!

      (detto tra noi, non ti eri mai accorto che hai una scatola nera al posto del cervello? veramente complimenti!)

      • pino gennaio 20, 2012 a 2:23 am #

        NON E’ DIFFICILE FRANCO STRANO CHE NON RIESCI A CAPIRE, IN FONDO E’ PIUTTOSTO SEMPLICE….IL DELINQUENTE SCHETTINO SPEGNE IL TRASPONDER E LO RIATTIVA QUANDO LA NAVE HA SUPERATO IL PORTO ED E’ GIA’ IN AVARIA TOTALE, COME IL TUO CERVELLINO

      • demata gennaio 20, 2012 a 8:09 am #

        Ringrazio, ma basta il terzo anno di geometra o di istituto tecnico per verificare una mappa nautica … non era troppo difficile. 😀

  15. Giorgio Fant gennaio 19, 2012 a 5:52 pm #

    cliccate il link qui sotto del sito della QSP olandese

    Giorgio Fant – Belluno

  16. Giorgio Fant gennaio 19, 2012 a 6:07 pm #

    e ancora questo per capire cos’è la QPS

    http://www.qps.nl/display/main/aboutQPS

    Giorgio Fant – Belluno

  17. Franco gennaio 20, 2012 a 11:03 am #

    INVECE TI CAPISCO PINO.
    LE FRUSTRAZIONI PORTANO SPESSO A CERTE PATOLOGIE SCHIZOFRENICHE TIPO COMPLESSO DI SUPERIORITA’.
    C’E’ CHI SI CREDE NAPOLEONE (PER ES).
    AUGURI .

  18. miriam castaldo febbraio 13, 2012 a 5:29 pm #

    io trovo che questo sito sia davvero interessante

  19. miriam castaldo febbraio 13, 2012 a 5:45 pm #

    la concordia affondata rimarrà nella storia………..<3

    • miriam castaldo febbraio 13, 2012 a 5:49 pm #

      secondo me non è tutta colpa di francesco schettino ma anche degli altri staf……..quest anno dovevo farmi la crociera propio nella cocordia è sempre stato il mio sogno ma ora credo che on metterò piu piede su una nave il mezzo piu sicuro acquatico(ma non è detto!!!)è la barca a velo o il salvaggente…………….<3 ❤ ❤ =)

  20. luigi febbraio 26, 2012 a 3:12 pm #

    La cosa migliore e’ rottamare queste navi che sono i veri “ecomostro” del mare, altro che albergo buttato giu’ sulla costiera amalfitana…

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