Spread, di chi fu la colpa?

15 Gen

Silvio Berlusconi sostiene – l’ha ribadito stamane ad  Omnibus su La7 – che la crisi dello spread dei BTP sui Bund tedeschi è stata ingigantita dalla (s)vendita di titoli di Stato italiani messa in atto dalla Germania.
Un’iperbole berlusconiana? Affatto.
Era la fine di luglio 2011 quando il Financial Times annunciava che nei primi sei mesi del 2011 Deutsche Bank aveva tagliato l’esposizione verso le obbligazioni italiane dell’88% (per un controvalore di circa 7 miliardi di euro).
Un fatto acclarato che spinse Romano Prodi a dichiarare pubblicamente: «E’ la dimostrazione di una mancanza di solidarietà che porta al suicidio anche per la Germania. Significa la fine di ogni legame di solidarietà e significa obbligare tutti a giocare in difesa. E quando questo viene dalla Germania, un Paese che ha avuto più saggezza nel capire gli altri fino a qualche anno fa, sono assolutamente turbato».

Un’operazione di killeraggio finanziario dei partner europei, necessaria per agevolare la vendita dei Bund tedeschi, che di li a poco sarebbe avvenuta, messa scientemente in atto da Josef Ackermann (link), allora al vertice di Deutsche Bank, ma anche dominus di Siemens AG (energia) e Shell (petrolio).
Un’azione indispensabile ed inderogabile, visto che l’economia tedesca stentava a riprendersi dal crollo dei propri titoli, avvenuto a cavallo tra il 2008 ed il 2009.

Non a caso, i nostri BTP iniziarono la corsa al rialzo esattamente dopo che il Financial Times annunciò al mondo che Josef Ackermann ci aveva ‘silurato’; fino al giorno prima la stessa Deutsche Bank (bollettini del 20 luglio) diffondeva rapporti lusinghieri sui medesimi, come riportò in quei giorni Dagospia.

Una cospirazione germanico-svizzera ai nostri danni? Dal punto di vista finanziario ed industriale è probabile, se non addirittura storia europeea moderna, ma dal punto di vista politico va fatta almeno un’altra riflessione.

Infatti, il ferale annuncio del Financial Times arrivò ‘a latere’ dell’annuncio dei nostri parlamentari (democratici e berlusconiani) di andarsene in ferie senza aver messo in sicurezza i conti e senza, per l’ennesima volta, aver votato una nuova legge elettorale.

Un atto irresponsabile specchio di una mentalità provinciale e di una incompetenza diffusa, che il duro attacco finanziario tedesco avrebbe dovuto sconsigliare ed interdire.
Infatti, come ricordiamo tutti, fu in quei giorni che oltre al salasso della nostra economia, iniziarono le pressanti richieste internazionali di ‘commissariamento’ dell’Italia.

originale postato su demata

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2 Risposte to “Spread, di chi fu la colpa?”

  1. filippo gennaio 15, 2013 a 10:45 am #

    stamane ho assistito su Omnibus alle nuove barzellette di Berlusconi.I suoi adepti perchè non gli dicono di non essere ridicolo e di parlare meno avanvera, gli Italiani ne hanno le scatole piene di lui e la sua coalizione. (preciso che prima di uscire dalla tana i suoi adept senbravano in letargo come tanti animaletti)

    • demata gennaio 15, 2013 a 5:11 pm #

      … il punto è che lo stesso Prodi e lo stesso Financial Times videro nella (s)vendita dei BTP da parte della Germania un’atto poco corretto, se non decisamente ostile, come fu ritenuto addirittura negli ambienti della FED.
      Ovviamente, se il nostro parlamento (non il governo, che lavora anche il 13 di agosto) avesse deciso di restare a Roma a fronteggiare crisi, spread e squali svizzeri, invece di andare tutti in vacanza, sarebbe stata altra cosa.

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