Sondaggi IPR: il Centrodestra oltre il 40%?

5 Feb

Il sondaggio condotto a tre mesi dal voto per il Parlamento Europeo – condotto da IPR Marketing – rappresenta un recupero di consensi per il Partito Democratico (27,6%), a carico della ‘sinistra’ e minore di quanto faccia aspettare l’attivismo renziano.
Per il resto, il Movimento Cinque Stelle è il secondo partito (25,4%) e Forza Italia (24,3) il terzo, con NCD (5,6%) e Lega (5%) oltre la soglia di sbarramento ‘minima’ che si prefigura.

Il sistema di elezione per l’UE presenta molte similitudini con quello vigente, nelle norme residuali alle eccezioni di incostituzionalità. E, dunque, il sondaggio può dare una – seppur estemporanea – visione dell’esito di eventuali elezioni politiche anticipate, senza una nuova legge elettorale.

ipr 2-14 elezioni ue

Il quadro che emerge – aggregando i partiti secondo le coalizioni ‘di governo’ – è sconcertante quanto eloquente.

Un’alleanza di governo tra Centrodestra e Lega otterrebbe circa 250 seggi alla Camera e almeno 120 al Senato, al Centrosinistra (anche alleandosi con SEL e PRC) non andrebbero più di 200 deputati ed un centinaio di senatori, il Movimento di Beppe Grillo si attesterebbe sulle 150 poltrone alla Camera e un’ottantina al Senato.

Una Grosse Koalition tra Centrodestra e Partito Democratico – anche se con esodi, mal di pancia e defezioni – non avrebbe rivali. Questo il primo dato, che – forse – è d’aiuto per interpretare sia l’agitazione del M5S sia l’annuncio di Matteo Renzi  per la ricandidatura come sindaco di Firenze …

Il secondo dato è che solo un elettore su quattro – tra Piemonte, Lombardia e Liguria dove vive un quarto degli italiani – voterà il Partito Democratico, il quale solo nell’Italia centrale (Toscana, Abruzzo, Umbria, Marche, Lazio) supera la soglia del 30%, ma parliamo di forse un quinto dell’elettorato complessivo.
Questi i risultati di 20 anni di Ulivismo: il mantenimento di politiche previdenziali ed assistenziali da preistoria industriale (tra cui la cassaintegrazione e l’INPS) più l’utilizzo spregiudicato di esternalizzazioni e finanza creativa hanno impedito al Centrosinistra di allargare la propria base elettorale, alimentando un malcontento ed una diffidenza piuttosto consolidati.

Il Partito Democratico sarà, dunque, il primo partito italiano, ma la sua capacità di coalizione e di governo resta fortemente limitata. Finora si è avvantaggiato dell’incapacità del Centrodestra di produrre politiche sociali e del lavoro credibili, ma l’affermarsi del M5S ha rotto “l’incantesimo dell’alternanza” portando in luce un’Italia di mille minoranze esasperate.

Ma la maggioranza, quella più o meno silenziosa, è ancora tutta lì …

originale postato su demata

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