Tag Archives: xyz

Gobetti e la legislazione sociale liberale

15 Feb

Qualcuno potrà credere Piero Gobetti appartenga al passato, che il mondo è cambiato e che oggi o domani il modo di far politica, di scegliere le alleanze, di selezionare i candidati, “di cosa chiede la gente”, eccetera eccetera.
Forse.

welfare-state

Quel che è certo è che oggi vige la nostra Costituzione, di cui riparleremo alla fine.

Vediamo, piuttosto cosa Piero Gobetti scriveva nel 1922: «Andreani crede che le assicurazioni sociali vadano riguardate come attuazione tecnica d’un programma democratico. … Se lo Stato deve pensare alle assicurazioni nessun dubbio che “sia da preferirsi (ad ogni altro sistema) un’imposta generale sulle assicurazioni sociali, che permetterebbe di estendere le assicurazioni ad ogni categoria di lavoratori e semplificherebbe enormemente la gestione delle assicurazioni sociali, poiché lo Stato non avrebbe che da servirsi della macchina burocratica già esistente per la riscossione delle imposte”.

Viceversa per noi si tratta di un bisogno individuale che devono soddisfare gli uomini o le categorie che lo sentono per mezzo di contratti, di convenzioni, di associazioni; e non c’è nessuna necessità di estenderlo a tutti.
Solo muovendo dalla nostra concezione è possibile moralizzare un poco l’istituto introducendo un concetto di responsabilità e una misura adeguata a ragioni specifiche. Una tassa sugli abbienti a favore dei non abbienti accrescerebbe la degenerazione utilitarista della legislazione vigente; confermerebbe una concezione dello Stato come schiavo di clientele turbolente e di audaci intriganti, desiderosi di coprire le loro rapine all’ombra di una consacrata legalità.

Infortuni, malattie, disoccupazione, vecchiaia entrano nel calcolo e nella previsione individuale: si accetta che la previdenza debba essere, magari per opera dello Stato, stimolata, ma sarebbe curioso davvero abolirla, o privarla di responsabilità per renderla universale.

Non si vede perché, una volta accettata un’imposta generale per le assicurazioni sociali  non si debba promuovere successivamente un’imposta per garantire a ogni cittadino mediatore anche qui lo Stato il vitto e gli abiti e il cinematografo, ecc. ecc., che son bisogni della stessa natura! (ndr. come propone Fausto Andreani, in “Saggi critici sulla legislazione sociale in Italia con prefazione di G. Salvemini, Roma, La Voce, 1920)

Questi sono residui della concezione patriarcale e autocratica dello Stato paterno, rimessa a nuovo da un riformismo che avverte la separazione tra governo e masse e corre al riparo cercando di corrompere le masse con lusinghe e benefici materiali: ma bisogna avere il coraggio di liquidare anche qui il pericolo utilitarista, combattendolo alla radice.

Il sistema tecnico ossia un’organizzazione dei servizi di assicurazione adeguata alle esigenze individuali si otterrà solo con la libera iniziativa privata. Questa, quando sia fondata su basi di serietà pubblicamente garantita, nel modo che lo Stato potrà fissare legislativamente, agirà secondo specifici interessi e responsabilità; non perseguendo un vano ideale di solidarietà umana, che concretandosi diventerebbe nuovo oggetto, nascosto, di speculazione ma regolando veri e proprii contratti, nei quali le due parti ritroveranno reciproci vantaggi.

Fuori di questa via prevarrà sempre l’antica tradizione per la quale “promettere e non mantenere, o mantenere a metà, dopo molto tempri, nominare commissioni su commissioni, avviare studi su studi, far stampare soffietti sui ministri che “audacemente” si avviano ad “ardite riforme”, è la saggia politica dei nostri uomini di governo .. “.

E anche pensare che “un monopolio ideale” non può attuarsi che in forme superiori e più perfette di solidarietà, quando si saranno inventati mezzi nuovi di intervento statale e la burocrazia, con i suoi fasti, o il parlamentarismo, con le sue inframmettenze, saranno passati alla storia o è pericolosa illusione perché i monopoli non sono mai ideali; essi operano e opereranno sempre necessariamente come ogni organismo umano, secondo individuali interessi e utilitarie aspirazioni, ossia saranno sempre asserviti ai politicanti ».

(Legislazione sociale / Antiguelfo, La Rivoluzione Liberale – A. 1, n. 8 (9-4-1922), p. 32 – 1922)

Ebbene, la nostra Costituzione, all’articolo 38, ordina che “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L’assistenza privata è libera.”

Vi sembra sia stata applicata dai partiti ‘democratici’ (cristiani o di sinistra) che hanno governato dal 1948 ad oggi? Oppure siamo piombati proprio in quello che Piero Gobetti paventava?
E la concezione dello Stato (e della Politica) di Piero Gobetti vi sembra cosa passata o questione attuale e futura?

Piero Gobetti morì 91 anni fa, alla mezzanotte del 15 febbraio 1926, esule, in una clinica di Neuilly-sur-Seine, assistito da Francesco Fausto e Francesco Saverio Nitti, da Prezzolini e da Luigi Emery. È sepolto nel cimitero parigino del Père Lachaise.
E morì per l’aggravamento dei problemi cardiaci causati dalle aggressioni squadriste, inviate da chi preferiva strillare e/o corrompere, piuttosto che governare ed amministrare.

Da che parte sono, in Italia, i Liberali?

Demata

Leggi anche Gobetti e Nitti: testi a confronto

La bufala del ‘gender’ a scuola e i diritti delle donne

2 Feb

Era il 7 agosto 2016 e, mentre i nostri bambini erano indaffarati tra spiagge, piscine e giardinetti, Il Giornale lanciava l’allarme: il Ministero parla ancora di “gender” nelle scuole !
Una bufala del genere non si era mai vista e, quel che è peggio, interferisce con la soluzione di un problema nazionale chiamato ‘femminicidio’.

hqdefault

Pari diritti, ora !

Iniziamo col dire che il Miur non scrive di ‘gender’, bensì di “genere”, che è il termine che le Scienze Naturali da secoli hanno scelto per distinguere tra maschi e femmine. Se per qualcuno il ‘genere’ fosse sconveniente … andasse a parlare con Carlo Linneo (1707-1778), che è considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi.
E aggiungiamo – visto che si parla di scuola – che, se qualunque persona che abbia superato il biennio delle superiori, questo lo dovrebbe sapere a memoria – resta il fatto che una bella metà degli italiani non lo sa, sono prevalentemente maschi e  … noi parlavamo dei femmincidi e tutto il resto.

Diciamo anche che il 6 luglio e il 15 settembre 2015 (un anno prima dell’articolo de Il Giornale), il Miur aveva precisato con circolari apposite che “le famiglie hanno il diritto, ma anche il dovere, di conoscere prima dell’iscrizione dei propri figli a scuola i contenuti del Piano dell’Offerta Formativa e, per la scuola secondaria, sottoscrivere formalmente il Patto educativo di corresponsabilità”.

A proposito di doveri e di cose da conoscere quando si mandano i figli a scuola, va evidenziato che Piano dell’Offerta Formativa e  il Patto educativo di corresponsabilità sono deliberati dal Consiglio d’istituto, dove famiglie e studenti sono solitamente in maggioranza rispetto ai docenti.
E’ non solo impossibile che possa essere imposto quello che paventano Il Giornale e Matteo Salvini, ma – soprattutto – questo può fare presa solo su genitori, nonni e zii davvero molto poco informati.

Il Giornale e Matteo Salvini attaccano la “decostruzione degli stereotipi di genere” e che “sono infiniti i pregiudizi e gli stereotipi che vengono spacciati come naturali” o che “la differenza sessuale può al contrario essere vissuta secondo uno spettro ampio di inclinazioni, affinità, scelte”. Ma nel concreto di cosa si tratta?

Ad esempio, che anche le donne portano i pantaloni ed anche i maschi sono ottimi babysitter. Oppure che il vero imbranato è quello che NON va bene a scuola e che una ragazza non è meno femminile se fa pugilato.
O che i maschi – quando fanno i galletti con insistenza – stanno molestando una donna. Oppure una donna può avere tanti partner quanti sia ‘leggittimo’ che ne abbia un maschio.

Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state quasi 1.800, di cui otto su dieci da familiari, il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 10,6% ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni, il 16,1% ha subìto stalking nel corso della vita.

Le differenze di genere vedono le donne al di sotto della soglia di povertà, specie tra i single (maschi 18,2%, donne 31,1%),  mentre, nelle giovani generazioni, il 42,4% è diplomata (uomini 40,2%) e il 15,9% sono laureate ( (uomini (10%).
E che esista una ‘iniquità di genere’ è dimostrato dai maggiori tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile, e d’inattività, dalle retribuzioni più basse rispetto agli uomini, dalle pensioni d’importo più modesto, del doversi far carico dei figli spesso a discapito della propria indipendenza economica.

Dunque, a proposito degli “stereotipi di genere”, potremmo iniziare ad elogiare le bambine quando sono ‘forti’ o ‘assertive’ed i bambini se sono ‘gentili’ e ‘rispettosi’. O fare lezione su una cosa che si chiama sesso per far comprendere la differenza dall’Amore. Vi sembra poco?

Una rivoluzione. Quella Liberale.

Chissà se anche Santanchè, Meloni e Binetti non siano – in quanto donne – contro gli ‘stereotipi di genere’ …

P.S. A proposito, come non considerare ‘omofobo’ chi straparla di ‘gender’ anche quando ‘non c’azzecca niente’ e – così facendo – accantona le pari opportunità per gli esseri umani a prescindere dal sesso e – addirittura – le cause della violenza sulle donne?

Demata

Sciatica: cosa fare?

5 Mag

Diversi miei amici e conoscenti soffrono, come tanti, di mal di schiena. A volte lievi, a volte no. E, alcuni, si ostinano a non recarsi dal medico e preferiscono affidarsi a panacee.

Altri si ritrovano a non saper che decisione prendere, nonostante l’ortopedico od il fisiatra che li seguono anche da anni, perchè chi cura non taglia e viceversa..
Un problema non banale, dato che non c’è solo ‘quel brutto dolore’ 3-4 volte all’anno, ma la schiena si riassesta a modo suo, si logorano altri dischi, qualche callo osseo si fa vivo, l’anca e la testa del femore si consumano con rischi e dolori peggiori.

Ricordato che questo non è un sito medico e che tutti farebbero bene ad andare dal medico se ne hanno bisogno, insistendo finchè non ottengono risultati, passiamo alla ‘nostra sciatica’.

Iniziamo col dire, che il dolore alla schiena (così detta sciatica) è causato da una posizione anomala del disco intervertebrale lombospinale, che va a premere sul nervo causando infiammazione e dolore, che a loro volta contraggono la muscolatura andando a creare un potenziale circolo vizioso. La pressione del disco sul nervo sciatico (che arriva fino alla punta dei piedi) da il nome comune a questa patologia, ovvero ‘sciatica’.

L’unico modo ‘risolutivo’ è quello di riportare il disco nella giusta posizione (o asportarlo chirugicamente in toto o parte), eliminare la pressione sul nervo e l’infiammazione dolorosa, decontrarre la muscolatura che rende persistente il problema.

Cosa fare?

A livello di attività con effetto diretto sulla parte ‘criccata’, ad esempio e consultando un medico:

  • Evitare il riposo troppo prolungato, che favorisce la rigidità delle articolazioni e dei muscoli. E’ meglio assumere una posizione riposante ed al possibile antalgica per 30 minuti, seguita da un esercizio fisioterapico leggero, specifico per la sciatica
  • Applicare sulla zona una borsa del ghiaccio avvolta su un panno di cotone, per diminuire sia il dolore sia l’infiammazione.
  • Seguire una mirata terapia riabilitativa volta a correggere la postura, sostenere la schiena e migliorare la flessibilità del rachide, allungare il muscolo piriforme.
  • Assumere farmaci ‘decontratturanti’, i farmaci rilassanti muscolari, come  la Ciclobenzaprina (es. Flexiban).

Per l’infiammazione (ed il dolore che ne consegue) non c’è altro da fare che assumere antinfiammatori, ad esempio e consultando un medico:

  • con dolore medio-moderato: Acido acetilsalicilico (es. Aspirina, Vivin, Ac Acet, Carin); Ibuprofene (es. Brufen, Moment, Subitene);  Paracetamolo (es. Tachipirina) almeno 1 grammo per somministrazione, Nimesulide (es. Aulin N.B. in corso di ritiro e sconsigliato);
  • con dolore medio-acuto: Ketoprofene (es. Orudis N.B. non “mutuabile” salvo esenzioni); Naprossene (es. Aleve, Naprosyn, Prexan, Naprius, Synflex);  Diclofenac (es. Voltaren): disponibile sottoforma di gel, compresse gastro-resistenti, supposte o soluzione iniettabile.

C’è anche la terapia antinfiammatoria con corticosteroidi (N.B. non hanno un grande effetto se la situazione del disco è compromessa) come – ad esempio e consultando un medico – Prednisone (es. Deltacortene, Lodotra); Metilprednisolone (es. Solu-medrol, Advantan, Depo-Medrol, Medrol, Urbason); come solo antidolorifico non antinfiammatorio un farmaco tipico è la Indometacina (es. Difmetre, Indom, Liometacen).

Il tutto va eseguito sotto controllo medico e, per gli esercizi, di un fisioterapista. Evitare i preparatori atletici ed i personal trainer che non abbiano specifica formazione come riabilitatori.
Ricordate anche che, senza radiografia, un medico od un fisioterapisti esperti sono in grado – a seconda delle zone dove si irradia il dolore o, peggio, diventano insensibili – di risalire alla posizione dell’ernia discale (o spondilolisi/spondilolistesi, che in pratica sono niente altro che un’ernia lieve o una pre-ernia). Come anche ricordate che le semplici radiografie poco dicono se c’è da decidere sul caso: una risonanza magnetica e passa la paura.

Se le situazioni di dolore medio-acuto si ripetono, fare una risonanza magnetica (inutile perdere tempo con radiografie e TAC) e rivolgersi ad un medico specialista esperto in riabilitazione.
Se la situazione peggiora oppure si ripete almeno annualmente con settimane di sciatica o, comunque, se la terapia cortisonica è inefficace, non perdere tempo inutile e rivolgersi ad un neurochirurgo o a un chirurgo ortopedico specializzati in colonna vertebrale per una valutazione.

Avvertenza

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico.

originale postato su demata

Come allontanare piccioni ed uccelli dai balconi

25 Apr
Gli uccelli che hanno eletto i centri abitati come loro habitat, come dimostra uno studio della L.I.P.U. (Lega Italiana Protezione Uccelli), sono ormai assuefatti all’uomo ed gli spaventapasseri servono a ben poco: piccioni e storni si accorgono rapidamente che si tratta di innocui oggetti inanimati.

Avendo una famigliola di piccioni “di città”, due femmine ed un maschio,  ben pensato di metter su casa sul mio balcone, ho cercato una soluzione innocua per gli animali e risolutiva per noi umani.  Eccone una raccolta integrale.

  1. Sulla balaustra del balcone puoi attaccare dei pezzi di stoffa (se sei ad un piano alto) così il vento li fà muovere. Se invece sei ad un piano basso dove non arriva molto vento, allora appendi dei cd: sono anche carini da vedere! (yahoo answers)
  2. Dovrebbe essere in commercio una specie di tappetino con dei piccoli aculei, in modo che quando gli uccelli tentano di appoggiarsi sui davanzali, travi o terrazze, si pungono e quindi scappano. (yahoo answers)
  3. Per realizzare un efficace scaccia-piccioni fatto in casa, stampate o riproducete su un foglio, in maniera ben visibile, la sagoma degli occhi del gufo, purchè essi siano piuttosto grandi, e colorateli con un evidenziatore, soprattutto nei toni dell’arancio. (it.ewrite.us)
  4. Un giorno, sono entrata per curiosità in un negozio di cinesi ed ho comprato quei sonagli che suonano col vento. Beh, se ne sono andati via, forse non gradivano la musica, fatto sta che la mia idea ha funzionato e la mia amica mi ringrazia sempre. (yahoo answers)
  5. Legate in vari punti del terrazzo o del balcone dei sacchetti in plastica, meglio bianchi, così muovendosi, li allontanano; in alternativa mettete delle striscioline di alluminio (tipo domopak), i piccioni saranno infastiditi e non si avvicineranno più. (buonaidea.it)
  6. Prendete un serpentello di gomma, di quelli di carnevale con cui giocano i bambini. Lasciatelo sul balcone o (attenti) sul cornicione, avendo l’accortezza di cambiargli posizione  di tanto in tanto, altrimenti capiranno il trucco. (buonaidea.it)
  7. Naftalene, commercialmente noto anche come naftalina. Si mettono le palline in un sacchetto di garza e posali o legali sul balcone. Odiano l’odore: non torneranno. (yahoo answers)
  8. Puoi comprare dei nastrini argentati per l’agricoltura. Sono come un rotolo di nastro luccicante, da una parte dorato e dall’altra argentato. (yahoo answers)
  9. Prova ad appendere qua e là qualche vecchio CD legato ad uno spago, o delle strisce di domopack… i riflessi dovrebbero tenerli lontani… dopo un po’ si troveranno un altro posto in cui riunirsi e si disabitueranno a venire sul tuo terrazzo. (yahoo answers)
  10. Potete acquistare un ultrasuoni. Si tratta di un piccolo apparecchio portatile: applicatelo in prossimità del davanzale ma dovrete assolutamente rientrarlo ogni volta che piove. (saperlo.it)
  11. Conosci il “silicone” scaccia-piccioni?  Mi pare sia della Saratoga, è fatto apposta per i piccioni e si kiama “Vola via” o qualkosa del genere. Ebbene, questo sì che li fa andare via. (yahoo answers)
  12. girandole nei vasi…oppure buste, o, come ha fatto mia madre, stecchi da spiedini nei vasi…qualcosa che non gli permetta di appoggiarsi e crei movimento ..anche se dopo un po’ si abituano! (yahoo answers)
Personalmente, ho constatato un notevole successo solo utilizzando congiuntamente “2 tecniche”:
  1. mettere sul pavimento un vistoso serpentello (> 1 mt) di gomma, che a differenza degli uccelli finti, è molto realistico e FUNZIONA
  2. tenere sgombro il balcone da briciole e aghi di pino (con cui costruiscono i nidi) mettendo una retina a protezione degli “anfratti” (caldaia, condizionatori, incavi, eccetera)

90010051

Il risultato più bello, causato dall’allontanamento dei piccioni, è stato il ritorno dei passeri e del loro cinguettio.