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Sicilia e Crimea: due annessioni a confronto

3 Feb

Con la flotta russa schierata di fronte a Marsala, dove sbarcarono i Mille, viene a mente che si è già combattuta una guerra in Crimea (1856) e un’altra in Sicilia (1860), in ambedue i casi finite con un plebiscito, una annessione, le accuse di brogli, un’instabilità decennale, un controverso riconoscimento internazionale e … due pesi e due misure.

Vediamo un po’ come viene il confronto tra Sicilia annessa all’Italia e la Crimea annessa alla Russia.

La Sicilia era una provincia duosiciliana fino al referendum (plebiscito) per l’annessione al Regno di Sardegna, che si svolse il 21 ottobre 1860 sotto la dittatura militare che Garibaldi aveva proclamato  “nel nome di Vittorio Emanuele, re d’Italia”.

La Crimea era una regione ucraina fino al referendum (plebiscito) per l’adesione alla Federazione russa che si svolse il 16 marzo 2014 indetto dal governo del legittimo parlamento della Crimea, facendo riferimento alla sentenza della Corte internazionale di giustizia sul Kosovo del 22 luglio 2010.

I cittadini siciliani iscritti nelle liste elettorali erano circa 575.000, andarono a votare in 432.720 e prevalse il partito dell’annessione con 432.053 ‘si’, cioè il 75% degli aventi diritto di voto.

I cittadini della Crimea iscritti nelle liste elettorali erano circa 1,8 milioni, andò a votare circa un milione e mezzo e prevalse il partito dell’annessione con 1.485.043 ‘si’, cioè l’80% degli aventi diritto di voto.

La Sicilia divenne regione “autonoma, fornita di personalità giuridica, entro l’unità politica dello Stato italiano. … Il Presidente regionale e la Giunta costituiscono il Governo della Regione”, come sancisce ancora oggi il vigente Regio Decreto Luogotenenziale del 15 maggio 1946, n. 455.

La Crimea ritornò ad essere una autonoma Repubblica di Crimea come era stata tra il 1992 e il 1995  e ritornò ad essere russa come era stata ininterrottamente dal 1783 al 1954, quando il dittatore Kruscev l’aveva letteralmente donata all’Ucraina.

Nelle Due Sicilie, all’annessione fecero seguito accuse di brogli, un lungo periodo di disordini (brigantaggio e deportazioni), la ‘piemontesizzazione’ linguisitica e amministrativa.

In Crimea, all’annessione fecero seguito accuse di brogli, come anche la ‘russificazione’ linguisitica e amministrativa, mentre nel Donetsk adiacente iniziava un lungo periodo di disordini (milizie e profughi).

La Spagna e l’Austria riconobbero l’annessione (duo)siciliana solo 5 anni dopo e Il riconoscimento internazionale avvenne sette anni dopo il plebiscito con la Conferenza di Londra del 1867.

Gli Stati Uniti, il Canada e il Regno Unito rigettarono l’annessione della Crimea alla Russia perchè violava gli accordi del Memorandum on Security Assurances sul nucleare, firmato (frettolosamente) a Budapest il 5 dicembre 1994 tra Russia, Regno Unito, Stati Uniti e Ucraina, che … avrebbe spento il reattore di Chernobyl solo sei anni dopo.

In Sicilia, il potere borbonico e la flotta partenopea divennero un ‘obiettivo’ dei britannici, a partire dai lavori francesi di Suez avviati nel1859 che aprivano all’Europa le vie del petrolio, allo stesso modo delle dinastie ottomane e arabe che vennero abbattute con le ‘rivoluzioni arabe’.

In Crimea, l’autonomia della penisola pesantemente fortificata e la flotta russa ospitata divennero un ‘obiettivo’ degli anglosassoni, a partire dai lavori finlandesi del Nord Stream avviati nel1994 che aprivano all’Europa le vie del gas, allo stesso modo delle autocrazie mediorientali che vennero abbattute con le ‘rivoluzioni arabe’.

La Sicilia – isola nota per la sua ricchezza e abbondanza fino a 200 anni fa, con una posizione strategica nel Mar Mediterraneo – ancora oggi è uno dei territori dell’Unione Europea meno ricchi e meno sviluppati.

Gli Oblast adiacenti alla Crimea ‘sotto assedio’ – penisola nota per la sua ricchezza e abbondanza fino a 20 anni fa, con una posizione strategica nel Mar Nero – sono un territorio europeo in guerra da 8 anni.

Detto questo, c’è da sapere che, prima che la Gran Bretagna entrasse nell’Unione Europea, nelle scuole italiane si insegnava che l’Inghilterra aveva cercato fin dal 1700 il controllo (o almeno la destabilizzazione) dei ricchi e popolosi mari interni europei Mediterraneo, Nero e Baltico.

Demata


			

2011 “napoletano”

31 Dic

Finisce il 2010 e finisce l’epopea dei “blog dei lettori di La Stampa”.

Del resto, tutto cambia e tutto va a cambiare.

Ad esempio, con il 2011 potrebbero iniziare a cambiare “certi” equilibri italiani e potremmo iniziare a ricordare “come” è nata l’Italia e “chi” ha voluto che nascesse così.

Cose terribilmente serie che il nostro Presidente Napolitano (e napoletano) potrebbe e che La Stampa dovrebbe ricordare se si ha intenzione di rivolgersi a TUTTI gli italiani.

Qual’è il mio pensiero?

Quello di qualunque meridionale che ha ben presente come veniamo trattati da 150 anni … a partire dal milione di martiri, massacrati perchè fedeli ad un re napoletano, anzichè francese.

Cosa porterà il 2011?

Godetevi il video, nella speranza che vi strappi una lacrima ed un sorriso.

Happy New Year.