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Processo breve, processo ingiusto

31 Mar

L’Italia è un paese dove una causa fallimentare dura più di un decennio ed un recupero crediti, se va bene, qualche anno. Una banale lite od un contenzioso lavorativo si attestano su poco più di un quinquennio. Praticamente impossibile contestare  multe, balzelli e tributi errati od inesatti a causa delle lungaggini procedurali.

Cause civili e non penali, come quelle a cui si applicheranno le norme sul processo breve.

E’ evidente che quelle che il governo Berlusconi sta facendo approvare di tutta fretta non sono leggi utili agli italiani onesti e neanche a quelli moderatamente disonesti, ma “penalmente non rilevanti”.

Il processo breve serve solo ad evitare lo svolgimento dei processi per i politici, i funzionari e gli imprenditori coinvolti in fatti di corruzione e concussione, reati ambientali e societari, l’appropriazione indebita e le truffe, che, tra l’altro, sono fatti che si possono acclarare solo dopo un lungo monitoraggio.

Un totale di poche decine di migliaia di persone che, grazie al combinato prescrizione-processo breve, potranno restare al loro posto, continuando a compiere le nefandezze che intercettazioni e filmati comprovano, grazie ad un cavillo od una negligenza che hanno allungato i tempi del processo.

Quale governo e quale parlamento approverebbero mai una legge che  agevola chi dilapida il denaro pubblico, chi defrauda pensionati e sprovveduti o svena le aziende, chi avvelena l’ambiente od evade le tasse?

Interesse pubblico, privacy violata

30 Apr

In diverse occasioni, durante le trasmissioni televisive di “mi manda RAI3” ho avuto modo di notare come sia spesso raccomandato di non fornire con facilità informazioni “banali”, come nome-cognome, indirizzo, telefono fisso, codice fiscale, conto corrente.
Peggio che andar di notte, se parliamo del numero della carta di credito o di bancoposta oppure del dare tutte queste informazioni tutte insieme ed a persone non qualificate.

Tutti gli esperti ci consigliano cautele non perchè fossimo ricchi o poveri, furbi o sprovveduti, ma solo per evitare che qualcuno usasse la nostra identità per truffe e traffici, che sottoscrivesse crediti o conti a nostro nome.
Sono passati tanti cittadini davanti alle telecamere di RAI3: sempre le stesse raccomandazioni.

Ma quello che è accaduto oggi è molto di più.
Sono usciti, pubblicati, scaricati i database completi, proprio quelle cose che i programmatori stipano gelosamente perchè è POTERE, economico, politico, sociale.
Con quei dati le organizzazioni criminali (quale Mafia internazionale preferite) possono fare “miracoli”. Con un database così ampio si possono costruire simulazioni per investimenti e speculazioni, scenari per tarare il pizzo sui territori, sviluppare proiezioni socioeconomiche e di sviluppo.

Dunque, quest’ultima vicenda del Ministero dell’Economia e Finanze è seria.
Vedremo se ci saranno indagini rapide, processi chiari, condanne esemplari e se i media si comporteranno come hanno fatto i loro colleghi stranieri nei casi analoghi di casa loro.

Il fatto grave, a mio avviso, è che qualcuno” ha confuso la lista degli evasori (che portano i soldi all’estero) con quella dei contribuenti (in gran parte onesti cittadini, anche relativamente o poco abbienti).
E’ la prima che è stata pubblicata in mezza Europa, violando dei segreti in un paese “minore” e commettendo, cosa non da poco, anche dei reati. La seconda no.

Un’ultima cosa: secondo la logica dei ministri TPS, Visco e Romano, se è di interesse pubblico rendere noti i redditi delle persone, lo dovrebbe essere ancor di più pubblicare le foto dei criminali (ladri, pedofili, spacciatori, truffatori, rapinatori, stupratori . mafiosi eccetera) nelle zone dove vivono.
O no?

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Radio Londra da un Italia in declino

22 Gen

London12 Dalle dichiarazioni di Prodi (“vado avanti”) e da quelle di Napolitano (“la crisi sia parlamentare”), sorge il dubbio che si pensi di andare avanti con un Prodi-bis, transizione di se stesso, con il solo mandato di predisporre la legge elettorale entro il 15 aprile, data dalla quale inizia il conto alla rovescia dei referendum.
Parafrasando l’immenso Vujaidin Boskov, se è vero che “partita finisce quando arbitro fischia”, è ancor più vero che “goal è quando palla entra” e di goal questo governo ne ha presi tanti.

Un Premier “che fa” porta alla mente il detto “non fare domani quello che potresti fare oggi”, fosse solo perchè Napoli è di nuovo (di nuovo?) in subbuglio, mentre Bassolino e Pecoraro sono ancora lì.
Un Governo di ventiquattro Ministri e oltre 100 tra segretari e sottosegretari, più una miriade di personale politico, consulenti e portaborse. Più degli altri governi, a fronte di una azione normativa limitata, se si fa eccezione per l’Economia (leggasi tasse e multe) … mentre gli Italiani leggono “La Casta”, “Gomorra”, “Falce e carrello” …

London02Un’enormità di gruppi parlamentari e di Partiti, a fronte del voto sempre determinante dei senatori a vita.  Una capillare presenza dei Sindacati nel luoghi del potere, con enormi sprechi causati dalla duplicazione dei posti e dalla lentezza delel decisioni.

Un Paese caricato di tasse, multe e divieti che sono serviti, volenti o nolenti, a finanziare un sistema pubblico indebitante e deficitario.
Un Popolo “della sinistra”, che, almeno in parte, non vuole intendere ragioni, come se il duo Lula-Chavez avessero chissà quali infrastrutture.

 

 

London_1941_reduced_3Nessuno prende atto che l’Italia necessita di un Winston Churchill, che gli prometta non nuove tasse e “giustizia” sociale, ma “lacrime e sangue”, studio e lavoro, dovere e responsabilità.

E’ l’unico modo credibile per riportarci in 10 – 15 anni, non in mezzo governo, agli ormai perduti livelli elevati di produttività, effi cienza dei servizi, cultura generale e senso della legalità.

 

immagini da historyplace.com

I ricchi aumentano e non piangono

23 Ott

Le famiglie ultraricche sono aumentate quest’anno del 2,5 %, superando ampiamente il numero di 700.000.
Il tutto mentre è in corso una generalizzata abrogazione del lavoro del Governo Berlusconi.
Ammesso e non concesso che in cinque anni la Destra non abbia azzeccato una legge, il dato che “i ricchi” aumentino è il segnale inequivocabile  che c’è qualche “errore in corso”.
Ricordo che il Programma di Governo che Prodi ha sottoposto agli elettori si poneva, con diverse strategie e missioni, l’obiettivo prioritario di contrastare il divaricarsi della forchetta dei redditi, attribuita tra l’altro all’egoismo sociale del Berlusconismo.

E’ d’uopo una riflessione.