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La Sicilia liberale ci riprova

5 Gen

Trinacria è il nome e il simbolo della Sicilia fin da principio (VI e IV secolo a.C.) e si riferisce al dio del sole nella sua triplice forma di primavera, estate e inverno, dato che la ricchezza dell’isola erano i tre raccolti l’anno per il grano e che l’amore per le cose che abbiano un senso.
Infatti, la Sicilia fu la patria di un modello politico – sociale ideato da Platone, a Siracusa, fondato sull’individuo e sul valore personale, come sulla tecnica e sulla libertà mercantile.  Anche per questo, la Sicilia è stata la casa di nobili vichinghi, di eruditi arabi e di imperatori sassoni, come fu l’isola che insorse prima contro ‘li francisi’ e, poi, accorse in soccorso di Garibaldi in nome della Libertà.

Non è un caso, dunque, che in Sicilia ci sia una tradizione liberale di antica data, che ancora oggi si ricompone in una sigla politica: Democrazia Liberale.

Presidente e fondatore è un ex componente laico del Consiglio superiore della magistratura, il senatore nella IX legislatura Vincenzo Palumbo, vicesegretario nazionale del PLI con Alfredo Biondi ed aderente ad ALDE,  il gruppo politico liberale centrista al Parlamento Europeo.
Avvocato messinese di lungo corso, il senatore Enzo Palumbo si è distinto come promotore del referendum abrogativo della “legge Calderoli” e dei ricorsi avverso l’Italicum (norme elettorali poi rivelatesi ambedue incostituzionali).

Democrazia Liberale doveva essere un soggetto associativo per ridare vita alla presenza liberale in provincia di Messina, ma – visti i valori in campo – nasce come partito nazionale a tutti gli effetti di collocazione centrista.

Infatti, il segretario del neonato partito di Democrazia Liberale è Marco Montecchi, presidente della Camera di commercio italiana in Bulgaria e cavaliere al merito della Repubblica italiana, ex Direttore responsabile de L’Argomento e vice-Coordinatore del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero fino a poco tempo fa, oltre che tra i promotori del Partito liberale europeo. 

I tempi sono maturi per promuovere “attraverso iniziative di carattere culturale, sociale, politico ed elettorale gli ideali liberaldemocratici”: in Sicilia, il prossimo 22 gennaio le ex Province tornano al voto dopo dieci anni, mentre in autunno si voterà per l’Assemblea Regionale Siciliana, pochi mesi prima del voto politico nazionale.
Una presenza importante, quella liberale in Sicilia, specialmente a Messina, il cui sindaco Cateno De Luca – centrista conservatore -mira ad essere eletto Presidente dell’ASR, lasciando la sua città orfana e sconvolgendo gli equilibri del centrodestra, finora tutto per Musumeci.