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Terzo Millennio

30 Mar

“L’idea sinistra di trasformare il cibo in combustibile è divenuta oramai una scelta economica della politica estera degli Stati Uniti» scrive Fidel Castro «applicando tale ricetta alle nazioni del Terzo Mondo il risultato sarà di avere un più grande numero di affamati nelle masse a causa dell’impossibilità di consumare il granoturco» ed inoltre «l’offerta di denaro ai Paesi poveri per
produrre etanolo in cambio di granoturco e altri cibi non lascerà più
alberi in grado di difendere l’umanità dai cambiamenti climatici».”
(Molinari – La Stampa)

Tanta acqua è passata sotto i ponti dai tempi di Camilo Cienfuegos,
l’uomo che fece “davvero” la Revoluciòn contro Batista e Cosa Nostra.

Oggi le Farc sono alleate dei Narcos della coca, i Signori dell’oppio
hanno traslocato in Afganistan ospiti di Al Quaeda, a Napoli i Nuclei
Armati non sono più Proletari e fanno accordi con le Triadi. Chavez è
tutto fuorchè “di sinistra” e Dio ha fatto goal con la mano di Maradona.
Certo, qualcuno crede ancora in Fidel, ma … com’è il tempo domani?

Seppur vera e corretta la questione del cibo, del suo costo e della sua disponibilità, trovo grosse difficoltà a distiguere “destra-sinistra”, fin dai tempi di Pareto ed ancor più nel mondoglobale: redistribuire significa sia dissipare sia consolidare, mentre concentrare può voler dire “tutto ad uno”, ma anche “tutti insieme”.
D’altra parte, nel mondo globale, la politica è fatta in base “agli stili di vita e di consumo” ed  “ai modi di essere e di realizzarsi”: in un caso “Big business e Sviluppo industriale”, nell’altro “Comunità locali e ripristino dell’Ambiente”.

Andando, dunque, oltre una revoluciòn immaginaria,  a noi “caucasici” non ci resta altro che la protesta di Calvino ed i consorzi di Padre Ricci sj, la “solidalità” di Stuart Mill e la propaganda di Lippmann.

E non è poco.