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Voli di Stato: Renzi a Salerno per sostenere De Luca

22 Mag

L’aereo presidenziale di Matteo Renzi è atterrato ieri alle 12.45 all’aeroporto «Salerno-Costa d’Amalfi» di Pontecagnano per sostenere De Luca, il candidato PD alla Regione Campania, ed incontrare i vertici del Pd al Mediterranea Hotel.

Non è un caso isolato. Il 3 gennaio scorso il parlamentare M5S Paolo Romano aveva denunciato l’uso di ben due aerei di Stato per volare con la famiglia (ed una intera troupe) da Firenze ad Aosta per le vacanze di capodanno a Courmayeur.

Sempre in Trentino ha sollevato indignazione il mini-scandalo degli aerei ed elicotteri di Stato per seguire la campagna elettorale, al punto che Florian Kronbichler (SEL) aveva deciso di non accettare il passaggio offerto a lui e ai suoi colleghi trentini da Renzi.

E’ finita l’epoca di Silvio Berlusconi, che usava l’Airbus presidenziale per le ballerine e i cantanti delle feste di villa Certosa, ma … resta da chiedersi se è lecito usare i voli di Stato per spostarsi con famiglia e amici o – peggio – fare campagna elettorale …

Tra l’altro, se nel 2010 Re Silvio ‘consumava’ 7.000 ore di volo annue, oggi Bertoldo Renzi ce ne fa spendere 6.000. La questione non è irrilevante: seimila ore di volo costano all’incirca 50 milioni di euro ogni anno.

Demata (since 2007)

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Meloni, Salvini, Tsipras, Saviano, Bersani: tutti contro Renzie?

2 Mar

Giorgia Meloni a Piazza del Popolo con Matteo Salvini dipinge la situazione in un attimo: “Renzi? Il figlio segreto di Wanna Marchi” … la battuta non è sua, credo di Gasparri o Cicchitto,  ma ‘calza bene’ e ‘spacca’.
Certo, è solo una battuta, ma racconta in un flash quale sia la ‘visione’ di tanti italiani sullo ‘status quo’ determinato dall’ex Presidente Giorgio Napolitano, prima con Monti e poi con Renzi.

Roberto Saviano dalla prima pagina di Repubblica lancia un “Non andate a votare” per le Primarie Pd in Campania. Le primarie Pd avrebbero dovuto essere strumento di apertura e partecipazione, ma così non è stato (vedi il caso Liguria). Queste elezioni saranno determinate da voti di scambio. Non legittimiamole, non andate a votare”.
Eccco cosa rimane della ‘gioiosa’ macchina elettorale di Romano Prodi e delle ‘mani pulite’ dopo venti anni di fusione a freddo tra democratici ‘cristiani’ e  riformisti ‘post comunisti’.

Nel complesso, un mondo ‘ribaltato’ rispetto all’immagine mediatica che ci propina un Matteo Renzi vincente e promettente e che evidenzia a caratteri cubitali “da Salvini offese a Fornero” …

Quanto al ministro Fornero e al direttore dell’Inps, Mastrapasqua, le offese quelle vere sono ben altre … basta frequentare qualche bar in prossimità di qualche grossa sede pubblica o qualche CAAF o sala d’attesa qualsiasi per sentirne di tutti i colori davvero da parte di … educati ed anziani dipendenti pubblici e privati.

A Piazza del Popolo erano proprio gli ‘antifascisti’ quei ‘fascisti’ che – occupando persino una chiesa – volevano impedire un comizio autorizzato di due partiti (Lega e Fratelli d’Italia), a loro avviso ‘fascisti’ ed ‘intolleranti xenofobi’, nonostante ad intervenire ci fossero parlamentari italiani ed europei ed un governatore regionale.

In Campania (ed in Italia tutta), deve essere Saviano a rivelare – dopo venti anni di Prodi(smo) e Veltroni(smo) con il noto D’Alema ed il ‘buon’ Fassino al fianco – che le Primarie, “sino a quando non esisteranno leggi in grado di governarle, saranno solo scorciatoie per gruppi di potere” … Liguria inclusa.

Se a Roma gli iscritti sono davvero nel novero delle migliaia e alle primarie votavano a centinaia di migliaia, di quale ‘democrazia’ e di quale ‘base elettorale’ stiamo parlando?
Se l’Europa on Tsipras (N.B. alleato con la destra popolare) abbozza e con Renzie (N.B. alleato con la destra affaristica) pretende, se il Jobs Act è partorito da un dirigente di una azienda condannata per lavoro nero, se il Sole24Ore racconta, chiede e ribadisce su ‘chi controlla il controllore’ ovvero Bankitalia, se Matteo S. spacca in televisione come fosse Zorro e Matteo R. fa la figura del fratello bugiardo come Gollum rispetto a Frodo, se sulla Libia e Is cosa aspettiamo – il fuoco in casa – prima di decidere quel che è ormai per tutti ovvio, se persino Bersani non ne può più delle promesse mancate del suo segretario, se con l’età pensionabile arrivata ormai a 68 anni si possa derogare ancora agli errori madornali fatti, se … tanti se, troppi se …

Se si votasse domani?

originale postato su demata