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Consumo alcolici in pubblico: otto domande da conoscere

22 Giu

Negli Stati Uniti, Norvegia, Finlandia, Russia e Polonia, Spagna e Canada bere per strada è generalmente vietato.
Il resto dei paesi occidentali hanno norme che consentono che vietano o consentono di vietare il consumo di alcolici in determinati luoghi pubblici (centri storici, stazioni, sale da gioco, in prossimità di scuole o chiese).
Tutti sanzionano severamente chi vende alcolici ai minori dell’età fissata (da 14 a 21 anni a seconda dei casi).
Tutti autorizzano l’uso ‘moderato’ della forza (contenimento e fermo)  da parte di polizia e sanitari verso gli ubriachi, che – a tal punto – rischiano di esser perseguiti per resistenza a pubblico ufficiale.

Nessun ordinamento si sogna di considerare tutto questo un qualcosa di repressivo.

La Spagna (nonostante divieti appositi), l’Italia, la Francia, l’Inghilterra e la Germania sono particolarmente tolleranti verso il consumo di alcolici in pubblico, perchè questo ‘vizio’ sostiene una bella parte dell’industria agroalimentare e del settore intrattenimento.

In buona parte della Scozia e a Belfast, come in alcune zone urbane dell’Inghilterra, si sente ancora oggi l’effetto di leggi tradizionali (under the Edinburgh by-law) e il consumo in pubblico è sottoposto a limitazioni notevoli. Negli Stati Uniti, è normale che i cassieri chiedano la carta d’identità ad ogni giovane acquirente. In alcuni Stati, non solo è vietato il consumo in pubblico, ma è anche vietato ai minori di stare seduti allo stesso tavolo di altre persone mentre bevono alcol, se non di entrare nei locali.

Gli oppositori del consumo in luoghi pubblici ritengono che permetterlo provocherebbe maggiore consumo, binge drinking, violenza, insicurezza. I favorevoli al consumo in luoghi pubblici ritengono che non è l’alcol a creare problemi, ma le condìdizioni sociali.

Le persone di buon senso si pongono domande svariate, alcune ‘di destra’, altre ‘di sinistra’, altre non si sa. Solo domande che attendono risposte.

  1. Sul tabacco esiste una campagna ossessiva e sulla cannabis sussistono preclusioni religiose, ma – allora – perchè l’alcol viene così tollerato, anzi talvolta ancora consigliato dopo i pasti’?
  2. Quali sono le terribili condizioni sociali che spingerebbero alla violenza e al binge drinking, persone che hanno la disponibilità finanziaria per acquistare frequentemente notevoli quantità di alcolici?
  3. Come è possibile che il nostro sia l’unico Paese al mondo dove nessun minorenne osa presentarsi alla cassa per comprare alcol, se nessuno di noi ha mai visto un cassiere chiedere un documento?
  4. Per quale motivo gli interessi di alcuni commercianti e di alcuni produttori di alcolici devono prevalere su quelli di tanti residenti,di tanti imprenditori e di tante famiglie del tutto ostili al consumo di alcolici per strada?
  5. Come far intervenire in una piazza piena di ubriachi una pattuglia o un’ambulanza o tutte e due, in caso di necessità per un malore, ad esempio, od una rissa?
  6. Come garantire la sicurezza degli ubriachi e di chi è con loro in caso di incendio, disastro, calamità, panico e atti criminali vari?
  7. Fa più male fumare dieci sigarette  o un paio di spinelli in un giorno oppure bere come minimo due litri di vodka ed una decina di birre ogni week end? E quale dei tre ‘vizi’ costa di più a chi lo ‘ama’ e al resto della società?
  8. Il consumo diffuso di alcol – specie se in pubblico, cioè social – è un deterrente o un facilitatore dell’uso di droghe che danno forte e rapida dipendenza? E quanti giovani under-30, tra quelli recidivi per reati violenti e/o determinati da futili motivi, sono anche forti bevitori?

Demata

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Come saranno tra dieci anni Renzi, Di Maio, Boschi, Raggi eccetera

29 Nov

Immaginare che il ‘nuovo’ sia preferibile al ‘vecchio’ è un po’ come dire che non mi piaccio oggi  sperando di essere ‘domani’ qualcosa di diverso da quel che ero ‘ieri’. Roba da matti.

Filosofia spicciola che persino nella Preistoria era di facile comprensione, ma oggi no.

E, passando dal serio al faceto, ecco – grazie ad un programmino online – le foto da ‘vecchi’ del Nuovo che avanza.

Non manca molto, al massimo una decina di anni.

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Demata

Perchè NON votare Cinque Stelle a Roma

14 Giu

A Roma è ballottaggio tra Raggi e Giachetti, tra PD e Cinque Stelle.

Sui punti chiave che premono maggiormente a noi romani (ma anche a molti italiani) Virginia Raggi a RaiUno – a ben analizzare l’intervista – non ha fornito soluzioni salvo lo ‘status quo’ e il ‘fai da te’:

  • Atac e Ama nessuna privatizzazione …, visto che venivano assunti amici degli amici”

  • Abbiamo tanti dipendenti sia diretti che indiretti che non vengono sfruttati appieno …, perchè sono frutto di Parentopoli”

  • A Roma ci sono 8.700 chilometri di strade, quindi le buche sono un problema democratico che coinvolge tutti. Bisogna ricominciare a far … fare i lavori a tutti, non solo le grandi ma anche le piccole imprese”.

Sappiamo anche che Raggi ha lanciato l’idea di una funivia – in una città che si estende largamente in pianura – e di incrementare la ciclabilità – mentre il 45% dei romani è anziano e le percorrenze di molti chilometri.

Quanto ai 21 punti del Programma Cinque Stelle:

  1. Maggior presidio di strade e parchi, riforma del corpo di Polizia Municipale e creazione di un Centro Operativo Unico per Roma Capitale.

Con quali risorse e competenze? Ed in che modo?

  1. Lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, taglio agli sprechi dell’Amministrazione, riduzione delle imposte comunali compresa l’IMU sulla prima casa.

La prima casa deve essere esentasse !

  1. Incorporazione nei Dipartimenti comunali delle Società partecipate. Applicazione del tetto degli stipendi dei dirigenti con rapporto 1 a 12. Risoluzione dal 1° luglio 2013 del contratto con Equitalia.

E’ buona norma amministrativa che le partecipazioni non siano incorporate. La risoluzione di Equitalia dovrebbe avvenire solo dopo aver determinato come riscuotere (o cedere) il credito.

  1. Censimento di tutte le proprietà del comune, per verificarne l’attuale utilizzo e la legittimità dell’assegnazione, al fine di renderle disponibili alla cittadinanza per l’edilizia popolare, le iniziative sociali e culturali.

Al fine di renderle disponibili per il risanamento del disastrato bilancio.

  1. Posizionamento del cittadino al centro della gestione amministrativa. Ottimizzazione dei servizi. Semplificazione della “macchina amministrativa” e certificati on-line.

Con quali risorse e competenze? Ed in che modo, se la metà dei romani ha più di 65 anni ed un buon quarto ha a stento la licenza media?

  1. Misure urgenti per l’emergenza abitativa, stop al consumo del suolo, riqualificazione del costruito, revisione del PRG, tutela e valorizzazione dell’agro romano e delle aree verdi.

Con quali risorse ?

  1. Trasparenza negli appalti e in tutti i procedimenti amministrativi. Assunzioni tramite concorsi pubblici per evitare nuove “parentopoli”. Meritocrazia.

Con quali risorse ? Con quale disciplinare del personale ?

  1. 8. Bilancio, opere pubbliche e programmazione urbanistica mediante processi di partecipazione dei cittadini.

Con quali risorse approntare e gestire server in grado di accogliere l’eventuale consultazione di milioni di persone? Quali garanti per la strutturazione dei questionari ?

  1. Creazione di una commissione d’inchiesta sui derivati sottoscritti dal Comune di Roma.

Caso mai istituzione di una commissione … e da parte di quale organo, il Consiglio Comunale stesso o facente capo al nuovo Sindaco ?

  1. Piano straordinario di manutenzione delle strade, delle scuole, delle strutture culturali e del verde pubblico.

Con quali risorse ? Secondo quali priorità ?

  1. Sostegno alla Proposta di Legge sull’acqua pubblica e stop alla vendita di ACEA.

Perchè ?

  1. Incentivi alla raccolta differenziata porta a porta per i rifiuti e creazione di centri per il riuso, riparazione, riciclo e compostaggio. Disincentivi all’usa e getta.

Con quali risorse ?

  1. Rivoluzione della mobilità: più mezzi pubblici, meno auto, pedonalizzazioni e piste ciclabili, car sharing e car pooling.

Con quali risorse ? Con quali privati ? Con quali procedure ?

  1. Sostegno al microcredito per commercianti, artigiani, piccola e media imprenditoria, politiche di autogestione, ad esempio orti urbani e centri culturali.

E’ legittimo un nesso così diretto tra amministrazione pubblica, concessionari di immobili e/o servizi e funzione di tutore /erogatore di microcredito ? E come evitare che non sia clientelare?

  1. Introduzione di un voucher mensile di sostegno sociale per bambini 0-3 anni, genitori separati, disabili e anziani con malattie croniche.

A prescindere dal reddito e/o dalla gravità o invalidità ? Dopo di che tutti i servizi ai privati, senza responsabilità per l’ente che amministra i servizi sociosanitari ?

  1. Creazione del Parco Archeologico dell’area dei Fori Imperiali. Allestimento di piazze ed altri luoghi pubblici pedonalizzati in tutti i Municipi per recuperare i legami di “comunità”.

Le periferie romane notoriamente NON hanno piazze …

  1. Contrasto alla caccia, alla vivisezione, alla macellazione crudele, ai maltrattamenti verso gli animali, ai canili lager, al transito e stazionamento dei circhi animali all’interno del territorio comunale. Prevenzione del randagismo.

I problemi concreti sono però dati dalla progressiva inurbazione di cinghiali, volpi e gabbiani, oltre che da chi maltratta i cani.

  1. Istituzione del registro delle unioni civili e delle famiglie di fatto anagrafiche.

Aumentiamo il caos amministrativo in cui vivono le coppie non sposate ?

  1. Abbattimento graduale delle emissioni inquinanti causate dagli edifici e dal traffico. Efficienza energetica degli immobili e dell’illuminazione stradale.

La norma prevede l’abbattimento ‘immediato’ se i livelli inquinanti sono sopra la soglia, non graduale. Con quali risorse l’efficienza energetica e l’illuminazione pubbliche ?

  1. Tutela, conservazione e promozione del patrimonio culturale, tradizionale e delle realtà innovative presenti nel territorio. Valorizzazione delle specifiche identità di ciascun Municipio, creazione di Centri Culturali di Quartiere.

Centri Culturali di Quartiere ? E chi dovrebbe frequentarli ?

  1. Obiettivo “prima città al mondo per flusso di turisti stranieri” nuovo piano internazionale per il turismo sostenibile inteso come prima risorsa di Roma Capitale.

Quasi triplicare i flussi attuali ? (ndr. Londra accoglie circa 18,6 milioni di visitatori l’anno. Parigi, Instanbul, Bangok, Dubai eccetera dai dieci ai sedici. Roma meno di sette.

Demata

Segnali di vita politica nella Capitale

7 Giu

Il dato che emerge dalle Amministrative è quello di una Sinistra e di un PD in grande crisi, mentre la Destra – dopo la notte più buia – da segnali di vita nuovi. Esattamente il contrario di quanto sentiamo o leggiamo, ma, nei numeri, Roma è così e la casistica, come vedremo, appare generalizzabile.

Tanto per citare uno dei ‘numeri’, partiamo dal 2006 quando Veltroni prevalse su Alemanno con il PD (ndr. all’epoca si chiamava Ulivo + liste del ‘sindaco) che incassava circa 580mila voti, come avvenuto nel 2008 con Rutelli. Nel 2013, il PD (e la lista Marino) raccoglieva circa 340.000 voti (e la coalizione quasi 500mila), il PD di Giachetti forse ne ha raggiunti 260mila e tutta la coalizione più Fassina arriva a forse 400mila voti a fronte degli oltre 900mila di Veltroni nel 2006 o di Rutelli nel 1997.

Viceversa, Meloni a Roma raccoglie quasi tanti voti quanti ne raccolse Alleanza Nazionale nel 1997, ma la fascia generazionale è molto più bassa, e con Marchini (che l’ha solo indebolita) raccolgono oltre 360mila voti, cioè quanti ne ottenne Alemanno nel 2013, e due terzi di quelli del 2006 in cui vinse le elezioni.
Visto il successo personale di Parisi a Milano, possiamo prevedere che la ‘nuova destra’ potrà affermarsi a condizione di mostrare ‘volti diversi’ (rispetto ai vari Storace, La Russa, Alemanno) attestandosi su posizioni liberal-sociali piuttosto che post fasciste o neoliberiste.

Quello che viene meno nel Centrodestra è il ‘centro’ (che salvo la ‘pattuglia liberale’) è ormai territorio incontrastato dei ceti medio-alti post cattocomunisti, specie quanti pervenuti nelle città da ‘fuori sede’ ce li ritroviamo oggi nelle posizioni apicali, vuoi per l’esodo massivo di cervelli vuoi perchè in grado di essere ‘sostenuti’ e ‘foraggiati’ dalle famiglie di provenienza. I Democratici (PD ed NCD) sono solo una diversa affermazione locale degli stessi ceti: in alcune provincie i primi, in altre i secondi. Ovvio che – finchè non perverranno a fusione – perderanno voti e terranno in stallo le principali riforme …

Ci sono anche Fassina (e Salvini), oltre ai Cinque Stelle, ed è presto detto.

Il risultato di Raggi (410mila voti) dei Cinque Stelle è probabilmente il livello di massima espansione possibile del movimento: un partito che non dialoga con gli altri e che superasse il 40% sarebbe inderogabilmente ‘fascista’, dato che andrebbe a riprodursi esattamente la problematica ‘aventiniana’ dell’ascesa di Mussolini.
Ma da dove arrivano quei voti?

Certamente non sono gli ex elettori di Forza Italia e, dunque, non arrivano da destra (forse al settentrione, ma non nel centrosud). Guarda caso i voti conquistati dei Cinque Stelle a Roma sono più o meno quanti s’è persa la Sinistra con il PD in testa … e sono proprio quelli di coloro che – dal 1948 ad oggi – son sempre stati diffidenti verso le ‘regole’ pur di ricorrere al ‘fai da te’.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio, tanti auguri a chi – di volta in volta – raccoglie questo genere di consensi. E lo stesso vale per Fassina e compagni vari: non esiste l’opzione “di lotta e di governo”, stop.

Finiamo con Salvini che s’è fatto il giro delle sette chiese come dicono a Roma, ma tanto poco ha concluso. Tra l’altro, farsi fotografare con Trump o farsi benedire da Le Pen serve a poco se, poi, al leader e alla base manca una ‘visione nazionale’. Probabilmente la Lega terrà ancora nelle sue enclavi, ma – fuori da esse – è probabilmente più un danno che un beneficio per gli alleati. Sarà da vedere cosa accadrà tra gli elettori settentrionali (e ancor più tra gli altri) se e quando la Meloni ed il suo staff porteranno proposte meno romanocentriche e più attente all’innovazione e all’efficienza della P.A.

In conclusione, analizzando i fatti come fossero una ‘grande architettura’, lo spostamento dell’elettorato di sinistra su un partito-movimento ‘nuovo’ sembra essere a buon punto ma chissà dove porterà, la riaggregazione dei ceti medio-alti al ‘centro’ vede in Renzi e Alfano due campioni esemplari degli interessi di campanile e di casta, la destra ha trovato una leader ed una ‘visione’ (liberal-sociale) per avviare un percorso diverso dall’autoritarismo fascista e dal populismo  berlusconiano.

Demata

Roma: come sarà il nuovo Consiglio comunale

6 Giu

L’esito delle elezioni romane – andasse come andrà il ballottaggio – non risolverà i problemi di Roma (e con lei, capitale, il resto d’Italia) e, prevedibilmente, sarà necessaria almeno un’altra legislatura per convincere i romani a cambiare mentalità e ad abbandonare il ‘volemose bene’ ed il ‘panem et circenses”.

Il fotogramma finale del voto offre un quadro desolante: chiunque vincesse al ballottaggio avrà una maggioranza risicata e tutta da verificare, se da un lato vediamo i Cinque Stelle alla prima esperienza di ‘governo’ e  vedremo se faranno accordi sottobanco con PD e Sinistre varie.
Dall’altro non potrà esser altro che un’ammucchiata.

Non opinioni, ma numeri … come i 17 miliardi di debito o la Metro C bloccata, che sono solo alcuni dei tanti problemi ai quali il nuovo sindaco dovrà far fronte.

Demata

Proiezioni Consiglio comunale Roma

 

consiglieri sindaco raggi

 

consiglieri sindaco giachetti

Errore ~10%

Roma Capitale: la struttura del debito

13 Mag

I romani ed il loro futuro sindaco sono avvisati:la città ha contratto dal 2003 al 2008 un debito mostruoso, le cui somme (più i finanziamenti e contributi ordinari) sarebbero meritevoli di una puntata di Chi l’ha visto, per come sta ridotta la Capitale.

Il commissario straordinario per il piano di rientro del debito di Roma Capitale, Silvia Scozzese, ha reso nota l’effettiva situazione di bilancio del Comune di Roma:

  1. ad una valutazione al 30 settembre 2015 il passivo è salito a 32.369.019 euro
  2. il debito (anteriore al 2008) di Roma Capitale è di 13,6 miliardi di euro, due volte il bilancio del Campidoglio, ed oltre i tre quarti è riferito a mutui contratti dal Comune prima del 2008.
  3. di questi contratti solo due risultano ancora aperti, alla data del 30 settembre 2015, con la Banca Opere Pubbliche e alle Infrastrutture S.p.A. (OPI), nata quanto “Corrado Passera è stato scelto da Giovanni Bazoli come ad di Banca Intesa, nominando a sua volta Mario Ciaccia responsabile della Direzione Stato e Infrastrutture dell’istituto e poi numero uno di Biis (Banca Intesa Infrastrutture e Sviluppo), per finanziare opere pubbliche” (fonte Huffington Post)
  4. entrambi scadono il 31 dicembre 2030, con un valore mark-to-market negativo di circa 19 milioni di euro nel 2011 e furono stipulati il 24 luglio 2007, quando già un anno prima il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco aveva lanciato l’allarme (inascoltato), auspicando  “la possibilità, anche per l’Italia, di poter aprire la procedura fallimentare per gli enti locali in dissesto finanziario. Una prospettiva che indurrebbe gli istituti di credito a una maggiore cautela nel ricorso ai sofisticati strumenti dei derivati finanziari per offrire risorse agli enti locali sulla base della garanzia delle delegazioni di pagamento” (fonte Sole24Ore)
  5. i crediti accumulati dal 2008 al 2014 consistono in 7,1 miliardi, tra tributi non pagati dagli evasori (Imu e Ici in testa), tariffe mai saldate (rette scolastiche, tariffe dei servizi sociali, affitti degli immobili di proprietà del Comune) e multe dei vigili non riscosse
  6. il valore attuale del debito finanziario fino al 2048  è di circa 9 miliardi di euro, cioè quanto previsto per i contributi futuri a Roma Capitale. La carenza di liquidità potrebbe determinare l’impossibilità di utilizzare i fondi stanziati per la copertura delle spese già programmate nonché obbligatorie
  7. riguardo i ‘derivati’ ed il debito che s’è creato sono state diverse le inchieste e le indagini per truffa ai danni del Comune.

Dunque, sarebbe bello che i candidati sindaco ci dicessero come vogliamo metterla, visto che neanche vendendo il Colosseo si copre un buco simile e visto che di sicuro non possiamo tenere la città in ginocchio a pagar debiti per i prossimi trent’anni come abbiamo arretrati ultradecennali nelle infrastrutture e nella manutenzione.

Demata