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Lega Nord o Ku Klux Klan?

8 Ago

“Per Matteo Salvini il ministero dell’Integrazione guidato da Cecile Kyenge è “un ente inutile, costoso, una fabbrica dell’ipocrisia”. Il suo pensiero lo aveva già espresso anche in altre occasioni, ma ora la novità è condivide la sua posizione sul profilo Facebook per raccogliere il gradimento dei suoi amici di social network. Sul suo profilo il vice-segretario della Lega Nord lancia l’idea: secondo voi la Lega trova 500 mila cittadini pronti a firmare un referendum che abolisca questo ministero?” (fonte La Repubblica)

Cecile Kyenge smorza i toni e rilancia: “Sarebbe più utile utilizzare i soldi che si spenderebbero per un referendum per mettere, invece, in campo politiche e interventi per una integrazione che riguardi non solo i migranti ma tutti i cittadini.

Eppure, caro ministro, non sarebbero forse soldi sprecati. Anzi.
Un referendum ‘contro l’integrazione’ avrebbe sia il vantaggio di smuovere le assopite coscienze di tanti italiani sia l’utilità di far uscire allo scoperto chi, dopo i meridionali, vorrebbe dis-integrare anche gli stranieri ormai italianizzati.

padania contro immigrati

Scriveva il Financial Times, in occasione della scandalosa ‘battuta’ sugli oranghi dell’ex vice Presidente del Senato e padre del Porcellum, Roberto Calderoli, che “il resto dell’Europa non può dormire sugli allori. L’austerity è un terreno fertile per i populismi.

Il governo autoritario di Viktor Orbán in Ungheria è molto vicino ai fascisti antisemiti di Jobbik. In Grecia c’è l’estrema destra di Alba Dorata e in Finlandia ha i suoi “True Finns”. In Francia, il National Front è ormai attestato contro il centrodestra e il centrosinistra. Si sperava che London 2012 Olympics cementassero l’idea della Britannia come nazione aperta e, adesso, Mr Cameron ammassa voti con politiche che considerano gli immigrati scrocconi e succhia-welfare.

Quello che serve all’Italia è una rivoluzione. E potrebbe partire dalla defenestrazione – con pubblica umiliazione – di Mr. Calderoli.”

L’idea che si stanno facendo di noi in una vignetta dal FT

Per la Lega, dunque, i tempi sono maturi e deve decidere se diventare il Ku Klux Klan italiano od accettare l’opportunità politica di un centrodestra che ‘ancora’ la sostiene ed evolversi in un contesto politico multietnico.

RIcordiamo tutti che alla Festa di Pontida 2009, “il deputato ed europarlamentare della Lega Matteo Salvini si intrattiene con un gruppo di persone e dà il la a un ritornello: «Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani…». Il video che riprende la scena finisce su YouTube e la polemica politica si accende con esponenti del Pdl che invitano il leghista alle scuse e il Pd che ne chiede le dimissioni. … Che arrivano a fine giornata. Ma solo per una «singolare coincidenza», assicura Salvini. Scadeva proprio oggi, infatti, il termine per optare per il seggio all’Europarlamento.” (fonte La Stampa)

Dunque, la questione non è solo della brava Cecile Kyenge, ormai bersaglio continuo neanche si fosse sul set di Mississipi Burning, ma del popolo italiano tutto, se nel 2013 abbiamo ancora gente che ‘non affitta a meridionali’, arrivino da Roma o da a Capetown fa lo stesso.

E non resta che chiederci come sia possibile che Matteo Salvini sia candidabile (o eleggibile, vedano lor signori) in rappresentanza del popolo italiano, di cui ne fanno per larga e larghissima parte i meridionali e tutti coloro che abbiano ottenuto la nostra cittadinanza.

La Lega intende assicurarsi la palma di essere il neonato Ku Klux Klan d’Europa? E quanti ‘veri italiani’ accetterebbero un immigrato come genero o un ‘diverso/a’ come parente?

Che Maroni, Zaia e Cota facciano una scelta. La brava gente è stufa del razzismo bieco e delle battute da osteria.

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G20: Merkel e Monti all’angolo

19 Giu

Obama e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, avevano avuto un incontro sulla crisi dell’Eurozona prima dell’inizio ufficiale del vertice G20 in Messico.

E, proprio stamane, Corrado Passera dichiarava –  intervenendo a ‘Radio anch’io’ su Radio1 Rai – che ”gli incontri devono aiutare a consolidare il fronte di tutti coloro che credono in politiche più attive per la crescita“, sottolineando la necessità che l’Europa possa ”garantire per se stessa” perché ”è chiaro che se questo non avviene può permanere l’incertezza per l’euro”. ”Il portabandiera di questa posizione è la Germania”. Infatti che ci sono ”paesi che danno importanza esclusiva ai conti, il che è giusto, ma è chiaro che il disagio che cresce, soprattutto occupazionale, deve essere fronteggiato con politiche più attive”.  (fonte ADN-Kronos)

Il vento è contrario, l’Europa può fare di più“. Monti e’ il portabandiera della posizione che vuole ”conti in ordine e l’Italia lo sta facendo ma al tempo stesso piu’ attenzione alla crescita e allo sviluppo con politiche piu’ attive”. (fonte ASCA)

Sappiamo anche che questi mesi sono i più difficili – ha anche dichiarato Corrado Passera – perché c’è tutto l’effetto di dieci anni di non crescita, l’effetto delle misure che abbiamo preso per i conti e che adesso mordono nella carne viva, c’è l’effetto di un’Europa che tarda a dare risposte unitarie“. (fonte ADN-Kronos)

Purtroppo, le certezze e gli ottimismi del ministro italiano per le infrastrutture si infrangono dinanzi all’annullamento dell’incontro tra il presidente americano Barack Obama e i leader di Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna e Spagna al termine della cena dei leader del G20. Un funzionario della Casa Bianca ha riferito che in giornata vi potrebbe essere spazio per questo appuntamento.

Dunque, prendiamo atto che la cura Merkel-Monti non piace al G20, come prendiamo atto che è troppo tardi – per Mario Monti e Corrado Passera – prendere le distanze da Angela Merkel, dopo essere ‘unti’ come ‘salvatori dell’Europa’ per aver (e)seguito con palese piaggieria le pretese germaniche.

Infatti, la bozza del documento finale del G20 è piuttosto insoddisfacente e si legge che “di fronte alla ripresa delle tensioni di mercato, i membri del G20 dell’area dell’euro adotteranno tutte le misure necessarie per salvaguardare l’integrità e la stabilità dell’area, migliorare il funzionamento dei mercati finanziari e rompere il circolo vizioso fra fondi sovrani e banche”.

E, non a caso, il G20 aveva accolto positivamente il piano spagnolo di ricapitalizzazione delle banche, grazie ad un prestito di 100 miliardi di euro finanziato dall’Eurozona, ed espresso sostegno ad ulteriori sforzi d’integrazione politica dell’Europa.

Cosa dire, allora, se – pur di salvare l’Unicredit  creata proprio da Corrado Passera e di (ri)creare un polo industriale a Novara – all’Italia è toccata una cura da (ammazzare un) cavallo, mentre alla Spagna – che ha tenuto duro – vengono prestati 100 miliardi per i fallimenti bancari e le borse ‘volano’?

E come non prendere atto anche, dopo questo G20, che questa non è una crisi derivante dall’effettiva situazione patrimoniale degli Stati o dei cittadini: il problema sono solo alcune banche ed i pasticci che hanno combinato.

Basta frottole a reti unificate, please.

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2011, un anno memorabile

29 Dic

Il 2011 passerà alla Storia come “Year of Rage”, l’Anno della Rivolta.
Tunisia, Libia, Egitto, Siria: nulla sarà più lo stesso. Anche se non dovesse arrivare la democrazia occidentale, la gente si è sollevata contro i tiranni, usando internet e praticamente senza le solite violenze di piazza “contro il potere”.

Anche in questo, venti a passa anni fa, aveva avuto paradossalmente ragione Saddam Hussein chiamando la Guerra del Golfo “la madre di tutte le battaglie”, sia come confronto armato tra due mondi sia come fine delle oligarchie postcoloniali.

Masse, che sono insorte in tutto l’ex Impero Ottomano, non giovani “intellettuali”, che cercano di bloccare le City dell’Occidente e non le “classi lavoratrici”, ormai rassegnate al tramonto del “Sole dell’Avvenire”.

Il 2012 che ci attende non sarà facile, dopo un anno “memorabilis” come quello che è trascorso, tra i traumatici assestamenti nei paesi delle sollevazioni, ma, soprattutto, per l’incapacità sopraffina dell’Occidente di leggere le nuove matrici e le future trame.

Un mondo incomprensibilmente nuovo e cripticamente antico, questo è quello che ci annuncia questo avvio di millennio.
Un mondo incomprensibile ed incontrollabile per chi volesse leggerlo con le ottiche e le ideologie del Novecento.

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Secessione, secessione!

18 Set

18 settembre 2011, “Festa dei popoli padani”, ecco l’intervento di  Umberto Bossi, ministro della Repubblica Italiana, accolto dalla platea padana al grido di «Secessione, Secessione».

«Come si fa a stare in un Paese che sta addirittura perdendo la democrazia giorno per giorno? Se qualcuno pensa che il fascismo è finito mi sembra sia ritornato con altri nomi e altre facce».

«Bisogna trovare una via democratica forse referendaria perchè un popolo importante e lavoratore come il nostro, non può essere costretto a continuare a mantenere l’Italia. D’altra parte, se l’Italia va giù la Padania va su. Bisogna trovare la strada perchè la gente non ne può più, ma io sono per trovare la via democratica».

La soluzione “democratica” del leader della Lega Nord?

«La soluzione è la secessione. Piano piano, non possiamo illuderci di fare senza la secessione. Dobbiamo avere la forza per ottenere la nostra libertà. L’Italia attuale è uno schifo».

Ancora più “rassicurante” per l’Italia e gli italiani, è il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni: «Il governo non è un mezzo ma un fine per combattere la nostra battaglia sul federalismo e ci saremo fino a quando ce lo dirà Umberto Bossi». Dopo di che le barricate?

Così la Lega Nord mostra il suo vero volto e ribadisce il suo progetto antitaliano, cogliendo due piccioni con una fava, ovvero delegittimando ulteriormente il Governo della Repubblica Italiana, dove certamente non può esserci posto per dei ministri dichiaratamente secessionisti.

E’ davvero incredibile che in questi 15 anni un partito secessionista, minoritario e rappresentatosolo in poche regioni, abbia avuto tale potere di veto e di governo, sia durante le legislature berlusconiane sia durante il breve governo di Massimo D’Alema, che volle la riforma del Titolo V della Costituzione che, insieme al Mattarellum, ha reso ingovernabile l’Italia.

«Molti dei nostri sono morti durante la Prima guerra mondiale per un paese democratico, ma se sapessero lo schifo di Paese che c’è oggi avrebbero sparato dall’altra parte», l’ha detto Umberto Bossi, ma dovremmo dirlo noi, i nipoti dei Ragazzi del ’99, che dal Sud accorsero in massa alla chiamata dell’Italia per fermare l’oppressore sul Piave sotto il comando di un generale napoletano, Armando Diaz.

Fortunatamente, noi ci sentiamo ancora italiani.

Un’Italia ordinariamente razzista

8 Set

Mentre i Neonazisti tedeschi superano il 6% dei consensi ed iniziano ad avere una presenza in molti Lander ed amministrazioni, arriva il monito del Consiglio d’Europa verso i politici che usano “slogan razzisti”.

E’ il Commissario per i diritti umani dell’organizzazione internazionale, Thomas Hammarberg, a lanciarlo: “È arrivato il momento per l’Italia di sviluppare con vigore le disposizioni del codice penale relative ai reati di matrice razzista per arginare il continuo uso di slogan razzisti da parte dei politici”.

Infatti, secondo i monitoraggi che l’Unione Europea attua periodicamente, in Italia, poco è stato fatto negli ultimi tre anni dalle autorità italiane nel garantire il rispetto dei diritti umani di rom e immigrati. Tra l’altro, le autorità italiane non hanno ancora affrontato la situazione di molti apolidi Rom arrivati in Italia dall’ex Yugoslavia e dei loro discendenti, che sono ormai quasi 15.000.

Hammarberg ha manifestato forte preoccupazione per gli slogan politici razzisti e xenofobi e per l’assenza di misure efficaci per contrastare questo fenomeno, comprese iniziative di autoregolamentazione da parte dei partiti politici e la vigorosa attuazione delle leggi contro i reati legati al razzismo.

Intanto, come volevasi dimostrare, le prime pagine dei giornali parlano della Lega e del Giro della Padania, ma non degli insulti lanciati via radio da un “esemplere leghista”, il deputato Torazzi. I Presidenti del CSM e della Camera tacciono, come tacciono il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ed il capogruppo dei senatori del Partito Democratico, Anna Finocchiaro, ambedue meridionali ed ex magistrati.

Eh già, perchè a tollerare gli atteggiamenti razzisti, va a finire che ci si abitua … l’Olocausto è iniziato così e così è stato per tutte le pulizie etniche e le colonizzazioni della Storia, ma questo gli italiani proprio non vogliono capirlo.

Alberto Torazzi, un esemplare leghista

7 Set

Alberto Torazzi è il capogruppo del Carroccio alla Camera per la Commissione attività produttive. E’ tra i primi 200 deputati per “produttività”, secondo i paramentri della Camera, che però tengono conto principalmente delle presenze e non, ad esempio, delle proposte di legge approvate (o bocciate) e del tempo consumato a tale scopo.

Anche grazie al suo voto le Provincie non sono state soppresse, il Ministro Bondi rimase al suo posto dopo il disastro di Pompei, alla Procura di Milano fu negata la competenza nel caso Ruby-Berlusconi, l’aggravante di omofobia o di razzismo è stata esclusa dai codici, l’acqua fu privatizzata, è passata la vergognosa legge per il terremoto in Abruzzo, sono stati rinnovati gli incentivi “industria e quote latte”, abbiamo salvato banche ed Alitalia-CAI, abbiamo approvato il Lodo Alfano e le “ronde”, abbiamo abbandonato Napoli all’emergenza rifiuti con la Legge 126 del 2008.

Ed è sua una singolare proposta di legge per “il trasferimento delle funzioni amministrative relative al personale della scuola alle regioni” …

L’On. Torazzi è nato a Milano il 16 agosto del 1963, è un ingegnere meccanico, esperto del settore “automotive”, almeno secondo quanto afferma lo stringato curriculum sul sito della Camera.
A dire il vero, in rete c’è pochissimo su di lui e questa è una cosa davvero singolare per un ingegnere meccanico, esperto del settore “automotive” …

L’unica cosa che, noi elettori, possiamo sapere di lui è che, nel 2007, viene candidato al Comune di Crema dalla Lega Nord Padania, ma, nonostante sia il quarto della lista, non viene eletto. Ha più fortuna l’anno successivo, alle Politiche del 2008, quando nel Collegio Lombardia 3 (Cremona-Mantova-Pavia-Lodi) risulta essere il terzo eletto della Lega.
E’ davvero un po’ poco, considerato che tutti i dirigenti pubblici devono esibire on line curriculum e cartella esattoriale.
Ma il punto non è questo.

Il problema è che l’On. Alberto Torazzi ha, stamane, offeso e discriminato almeno 20 milioni di italiani, i Meridionali, tra cui numerosi suoi colleghi parlamentari ed, insieme a loro, anche le nostre Forze dell’Ordine, la Magistratura, per non parlare del Presidente della Repubblica (e del CSM), Napolitano di nome e di fatto.

Queste le sue dichiarazioni a Radio Padania Libera: “In Padania la mafia non esisterebbe, perché la nostra magistratura, che è fatta tutta di ragazzi del sud coi loro burocrati del sud, è un autentico groviera di informazioni: come fa uno a denunciare un mafioso se il mafioso, dopo tre minuti, lo sa perché viene informato da qualcuno, dagli amici? Perché questi sono così: qualcuno sarà codardo, qualcuno sarà venduto, qualcuno semplicemente facilone… Poi il magistrato, quando tornerà dalle ferie, quando avrà voglia, quando penserà che, interverrà, perché questa è la loro cultura, il loro modo di fare.”

Inoltre, sempre secondo l’ing. Torazzi, è “Maroni che ha arrestato tantissimi mafiosi”, mica i tanti e coraggiosi magistrati, carabinieri e poliziotti meridionali.
Il suo esempio sono i “sindaci coraggiosi, come Cesarino Monti e Gentilini, che hanno preso iniziative contro i mafiosi, contro il riciclaggio, contro gli islamici”. Peccato che lo stesso deputato leghista ricordi che “è però intervenuta la Corte Costituzionale” e che questa “è fatta tutta di ragazzi del sud che, putacaso, vengono da regioni mafiose”.

Non credo che l’ing. Alberto Torazzi abbia presente che un deputato della Repubblica si rivolge a tutto il corpo elettorale e non solo  i 177.799 cremaschi e lodigiani che hanno votato Lega nel 2008.

E c’è da temere che, dai banchi del Centrosinistra come dalle note testate giornalistiche, non partirà alcuna richiesta di dimissioni: non hanno aperto bocca neanche per i cori razzisti con i ministri della Lega a cantare …

Così andando le cose, ai Meridionali non resta che attendere fiduciosi l’intervento dei Presidenti del CSM e della Camera, cioè Giorgio Napolitano e Gianfranco Fini.