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Costi e benefici di un referendum flop

18 Apr

I numeri del referendum contro il rinnovo ‘automatico’ delle attuali concessioni per la trivellazione sono molto chiari:

  1. solo 13 milioni di italiani hanno votato a favore dell’abrogazione proposta, mentre ben 38 milioni di elettori non l’hanno fatto
  2. 300 milioni di euro sono stati spesi per consultare i cittadini, ma oltre 30 milioni di persone (due terzi dell’elettorato) ha ritenuto il quesito non rilevante, astenendosi.

Dunque,

  1. gran parte dell’elettorato ha retto bene all’onda d’urto della campagna ‘Pro SI’ che – tra SMS, Whatsapp e Facebook – ha diffuso capillarmente (ai limiti dello Spam) messaggi ed immagini che poco avevano a che vedere con il reale quesito referendario – inerente le concessioni, ricordiamolo – e non, viceversa, le distanze dalle spiagge o dai parchi eccetera eccetera.
  2. i diversi appelli all’astensione non hanno violato alcun ‘dovere’, visto che la Carta di Nizza ratificata dall’Italia prevede la possibilità di obiettare per motivi di coscienza e l’obbligo ad una informazione pluralista e corretta che non sono stati precisamente  garantiti
  3. la stragrande maggioranza degli italiani ha detto NO al ‘fronte di tutte le opposizioni’ (Cinque Stelle + Lega + Sinistra) che ha sostenuto il referendum e, dunque, salvo talk show e redazioni ‘amiche’, dovrebbe esseere piuttosto arduo e tanto politically un-correct sostenere se non pretendere “un cambio di strategia energetica nazionale“ … peggio ancora se si volesse parlare di ‘vittoria’, dato che – dovunque – un terzo degli elettori vota – comunque – contro il governo …
  4. l’utilizzo strumentale di un referendum sull’ambiente per questioni interne alla Sinistra al fine di destabilizzare il Governo (e per esigenze di visibilità dei partiti minori) porta, viceversa, in luce quanto poco certe Regioni governate dal Partito Democratico (in primis la Puglia di Emiliano e il Lazio di Zingaretti) abbiano fatto in materia di ambiente e salute, dai depuratori alle cure mediche, passando per infiniti scandali e finendo all’Irperf maggiorata e/o il debito montante.

La prima domanda di oggi è semplice: quanti depuratori avremmo edificato ex novo con 300 milioni di euro, se il nuovo depuratore di Alba Adriatica costerà 7 milioni e mezzo e con altri 680mila euro provvederanno anche all’adeguamento delle reti fognanti?
Oppure, quanti posti letto in più terremmo aperti con 300 milioni di euro, se in Basilicata il costo medio annuo dei posti letto è di 196.300 euro?

La seconda domanda, temo, non ha risposte: visto che in nome del bilancio (e degli sprechi) neghiamo pensioni e sussidi ad invalidi e anziani, come alle madri o ai disoccupati, e visto che da oggi abbiamo 300 milioni in meno c’è la possibilità che il Consiglio Regionale della Puglia discuta riguardo la responsabilità politica di questo costoso flop promosso dal loro Governatore?
Oppure, visto che 14 milioni di italiani sono di sicuro preoccupati per l’Ambiente (e gli altri 38 milioni pure), possiamo attenderci immediate e fattive iniziative delle Regioni riguardo acqua, fogne e rifiuti?

Demata

Tremiti: capitali stranieri in fuga

10 Feb

La società anglosassone di diritto irlandese Petroceltic ha deciso abbandonare il progetto di esplorazione (e trivellazione) di fronte alle coste di Vasto (Abruzzo) e Termoli (Molise) ed Emiliano, il governatore della Puglia esulta per la “grande vittoria” …

I motivi? Sono “trascorsi 9 anni dalla presentazione dell’istanza” ed è necessaria “un’ottimizzazione strategica, tecnica ed economica dell’intero portafoglio italiano, a seguito dei ripetuti cambiamenti della normativa italiana di settore”.

Intanto, è bene sapere che l’Italia ha oltre 200.000 chilometri quadrati potenzialmente destinabili ad attività di ricerca ed estrazione di gas e greggio, ma che, a fine aprile 2013, solo 22.452 chilometri quadrati di mare erano sfruttati con 22 permessi di ricerca di idrocarburi, 104 piattaforme di produzione (di cui 80 produttive), da cui nel 2012 erano stati estratti oltre 3 milioni di barili di greggio e poco più di 6 miliardi di metri cubi di gas.

trivellazioni-adriatico

Come è importante sapere che l’Italia ha già trivellazioni, pozzi e coltivazioni nell’Adriatico, dalla Romagna all’Abruzzo, e che ancor più prevede di impiantarne la Croazia, proprio di fronte alle Tremiti, e la Grecia (a ridosso del nostro Mar Jonio).

Dunque, il petrolio che può arrivare sulle nostre coste o isole è già tanto e lo estraiamo già da tanto tempo.
Resta da chiedersi se il govrnatore pugliese – prima di annunciare la propria ‘grande vittoria’ ai colleghi molisani ed abruzzesi – sia stato informato delle concessioni già in corso.

Adriatico Petrolio Trivelle Esplorazioni

Demata

Il vero conflitto di interessi del PD e … l’olio extravergine

21 Dic

La ‘legge finanziaria’ è fatta ed ancora una volta l’onere ricade quasi interamente sui residenti e sui piccoli imprenditori delle aree urbane, visto che l’agricoltura e la grande distribuzione sono talmente sussidiate da non render nulla dal punto di vista fiscale, mentre eludono lo scopo primario di dar lavoro agli italiani e preferendo lavoranti stranieri e non di rado irregolari.
Agricoltura e distribuzione che – come abbiamo scoperto di recente in Toscana e non solo – arricchiscono le banche  di tanta provincia benestante, la quale ama collocare in città i propri pargoli proiettati verso posizioni apicali della politica o della cultua o di qualche amministrazione.

Questo è  il vero conflitto di interessi che attanaglia l’attuale governo e le forze (o meglio i territori e le famiglie) che lo sostengono.

Potremmo parlare del ruolo dell’ex Coop Poletti al ministero del Lavoro o della sudditanza alla CGIL riguardo le pensioni d’oro, ma la migliore riprova degli interessi settoriali intrinsechi al Partito Democratico che confliggono con quello generale è proprio nel prodotto ‘appenninico’ più pregiato e sussidiato che abbiamo: l’olio.

E’ a dir poco strano che il nostro parlamento stia per emanare un provvedimento che rende irrisorie le pene e le sanzioni pecuniarie per le contraffazioni alimentari  proprio mentre le provincie di Firenze, Genova, Spoleto e Velletri sono sotto i riflettori dei NAS e dell’Antitrust a seguito dello scandalo dell’olio ‘non extravergine’ dei marchi Carapelli, Bertolli, Sasso, Coricelli, Santa Sabina, Prima Donna e Antica Badia, con il conivolgimento di noti marchi della ‘grande disribuzione’.
Una questione a dir poco allarmante se i dati confermano che l’Italia importa tanto quanto olio esporta ma ‘consumerebbe’ solo olio italiano ed extravergine, mentre solo lo scorso anno abbiamo perso almeno 50mila tonnellate a causa di un batterio – secondo l’UE – che secondo la Puglia non c’è …

Ci sarebbe da proteggere produttori e consumatori.
Ancora peggio se dovesse venirci il dubbio che tanti ‘risparmiatori’ di provincia preferiscono affidare i propri soldi ad una speculazione finanziaria piuttosto che reinvestirli in loco e, magari, dando lavoro ad altri italiani.
Oppure potremmo immaginare che non introduciamo norme più severe in materia di espulsione o di identificazione di stranieri … perchè poi servono nelle campagne, nelle fabbrichette e nei magazzini.
Ancora di più se qualcosa di più equo sulle pensioni e sul reddito di cittadinanza non dovesse mai arrivare … tenuto conto – come fecero Monti e Fornero – che gli elettori tra i 52 e i 62 anni ed i loro figli tra i 15 ed i 25 anni sono forse 15 milioni, mentre gli attuali pensionati e i loro figli tra i 35 e i 45 anni sono ben oltre 25 milioni … mentre dell’iter giudiziario per le irregolarità finanziarie nella gestione Inps sotto Mastrapasqua non se ne sa più nulla.

Dubbi che lo scandalo Etruria come le vicende del babbo di Matteo Renzi e del ‘cerchio magico renziano’ oppure l’inerzia sulle proposte di Boeri o Damiano non possono che alimentare. Sempre sperando che i suoi battibecchi sterili con la Merkel non servano soltanto a cambiare qualche quota agroalimentare o commerciale o qualche sconto bancario …

Intanto, il conflitto d’interessi dell’agroalimentare, delle Coop o delle Onlus, come quello dato dal peso di tanti ‘percettori di una pensione od un vitalizio’ nei partiti, nei sindacati ed in alcune alte istituzioni od amministrazioni proseguono, mentre continua la mattanza sociale dei più deboli e il degrado della qualità di vita delle città, che i nostri Bertoldi vedono solo come conglomerati di consumatori e come ribalta del proprio successo.

Demata

Senato: la minoranza promette battaglia … agli italiani

1 Ott

Oggi, su La7, Cesare Damiano ha chiarito che “non credo che una situazione di tal genere possa essere recuperata con i palliativi”; “dipende molto da quello che offre l’Italia in termini di risorse e di ripresa … quello he conta è che si pone un problema di credibilità del Paese e di lanciare un paino di riforme” aggiungeva Irene Tinagni.

Sono trascorsi quattro anni da quando Mario Monti promise all’Europa un piano di rientro in quattro e quattr’otto, rifiutandosi di fare una Patrimonale, bloccando il Welfare e, in pratica, raddoppiando le tasse.
E son trascorsi quattro anni da quando si iniziò – questo blog tra i primi – a paventare la recessione, la stagnazione e la deflazione che ne vennero.

Intanto, mentre stanno per arrivare le prime sanzioni UE per infrazione del deficit, sentiamo ancora in televisione ‘autorevoli esperti’ che ci raccontano che si tratta di una ‘fase’ … mentre lo scenario è fosco.

twitter_umori_italiani

L’economia reale, però, racconta tutt’altro:

  • la disoccupazione e la povertà sono in aumento da cinque anni e – in un paio d’anni – avremo ‘bruciato’ la generazione degli attuali ventenni
  • la spesa pubblica è ancora in crescita e i turn over pubblici restano bloccati per almeno altri cinque anni, grazie alle norme di Elsa Fornero sulle pensioni e al MEF che non vuole ripristinare il buco da 45 miliardi che creò nell’ex Inpdap
  • l’Istat che annuncia nel 2012 come iniquamente stiamo trattenendo al lavoro – pur con 30 e passa anni di contribuzione – centinaia di migliaia di lavoratori senior (over55) che sono in ‘condizioni di salute non buone’ mentre gli invalidi che risultano all’Inps sono praticamente la metà (in media) di quelli che Francia o Germania riconoscono e mentre i nostri media scatenano selvagge campagne contro i ‘falsi invalidi’, ovvero i soliti tot truffatori del sistema previdenziale che esistono dovunque. Intanto, almeno due milioni – tanti sarebbero in base alle medie UE – di disabili ‘sommersi’ attendono …
  • il valore delle case degli italiani è crollato di 500 miliardi di euro in pochi anni e c’è chi ha visto l’unico proprio investimento (il ‘mattone’) anche del 40%
  • lo sbilanciamento commerciale e tecnologico con la Germania è tale che – ad esempio – una Opel GTC usata del 2008 oggi vale quasi il 10% in più rispetto ad un paio di anni fa, mentre una Opel Corsa nuova costa quasi il 30% in più di una Seat Ibiza o di una Fiat Punto, mentre anni fa erano nella stessa fascia di prezzo
  • ogni anno in Italia si diploma il 21% dei diciottenni, mentre in Polonia i laureati sono al 43% ed entro sette anni in tutta Europa (eccetto che da noi) sarà così, come in tutta Europa (eccetto che da noi) le scuole sono linde, ben organizzate e soprattutto finanziate
  • solo per i TFR teniamo bloccati almeno 25 miliardi di euro per dare liquidità alle imprese, mentre potrebbero /dovrebbero andare in busta paga ai lavoratori, ovvero genererebbero consumi, ma non possono essere toccati perchè i sindacati dell’industria li hanno fatti reinvestire in fondi vari
  • la sovraspesa ‘fiscale’ per gas e luce che le famiglie povere devono affrontare equivale a meno della metà del bonus energetico che gli offriamo, serve in discreta parte per finanziare il fotovoltaico e a causa di questi ‘balzelli’ – rispetto ad un britannico – gli vengono sottratti almeno un mese di consumi alimentari

D’altra parte siamo il Paese di Pinocchio, che ammazza a scarpate chi potrebbe insegnargli qualcosa, che si affida al duopolio del Gatto e della Volpe per rimediare fregature a giorni alterni, ove l’umiltà e la pazienza di Geppetto si antepongono al giusto esercizio dei propri diritti, dove le istituzioni giudicano distrattamente e curano ancor peggio e dove – puntualmente – c’è qualcuno che promette il Paese del Bengodi a dei ciuchini ignoranti pronti a seguirlo … e dove l’unica brava persona (oltre alla Madonna – Fata Turchina) è quel Mangiafuoco circense apolide e burattinaio di professione …

Acclarato il perchè NON si studia Collodi (Carlo Lorenzini, 24 novembre 1826 – 26 ottobre 1890) nelle scuole superiori, mentre Pinocchio è forse il primo ‘personaggio italiano’ nel mondo, sarebbe bello capire chi sono gli elettori che si sentono rappresentati dalla minoranza del PD che ha creato e vuol mantenere il ‘declino italiano’, rallentando da oltre un anno gli interventi che erano urgenti già 5 anni fa.

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Gas e luce, altri aumenti … altra iniquità. A chi vanno i rincari?

30 Set

L’Autorità per l’energia, il gas e il sistema idrico ha annunciato che  dal primo ottobre l’elettricità costerà l’1,7 per cento in più, mentre per il gas il rincaro sarà del 5,4 per cento, con una spesa media – stimata su base annua per una famiglia di tre persone –  di ben 521 euro per l’elettricità e di oltre 1.100 euro  per il gas.

Un aumento senza motivo, visto che una buona parte del gas che circola in Europa è estratto da aziende italiane o arriva tramite i nostri gasodotti. Una buona parte che – tra l’altro – sarebbe tanta parte se in Puglia non fossero impazziti e se lasciassero costruire il gasodotto che collegherebbe l’Europa ai giacimenti del Mar Caspio.

Dunque, non è il costo del gas che ci rovina, lo conferma anche la stessa Autorità per l’Energia, sia come materia prima e sia nella distribuzione in linea: come al solito, in Italia, ci rovinano le tasse e le imposte.

Sul gas che consumiamo grava ben il 37% della spesa totale, mentre in Gran Bretagna i cittadini pagano solo l’11%, cosa che in parole povere significa che noi lo paghiamo a 90,02 c€/smc (standard per metro cubo), mentre in gli inglesi lo pagano a 63  c€/smc e mentre la media europea è di 75,83c€/smc.

Peggio ancora se parliamo dell’energia, che ci vede pagare un bel tot per una voce in bolletta piuttosto ambigua: “oneri generali di sistema”,  che “per ragioni di semplificazione” viene dettagliata  solo una volta l’anno.
Secondo i calcoli pubblicati da Monica Rubino di La Repubblica, su una spesa annua totale di 512 euro per l’utente medio, 252 euro coprono i servizi di vendita, a 149 euro rappresentano l’IVA e ben 111 euro sono oneri di sistema, cioè  94 euro per gli incentivi alle fonti rinnovabili, 5 euro circa per smantellare le centrali nucleari dismesse, 7,5 euro per  le agevolazioni alle imprese a forte consumo di energia elettrica e 3,5 euro vanno per la Rete Ferroviaria Italiana, la promozione dell’efficienza energetica, le compensazioni per le imprese elettriche minori, il sostegno alla ricerca e il bonus elettrico per le famiglie disagiate.

Riepilogando:

  1. in Baviera usano il gas che arriva dalla Tunisia tramite l’Italia, ma i bavaresi lo pagano almeno il 15% in meno che da noi e più o meno avviene lo stesso nel resto d’Europa dove il PIL pro capite è però  superiore del 10% – ormai – a quello italiano
  2. in Italia  il 12,6% delle famiglie che è in condizione di povertà relativa e il 7,9% che lo è in termini assoluti, su un consumo di gas di circa 1000 euro annui pagano di tasse per circa 370 euro, ma gliene diamo tra i 70 e i 90 di bonus elettrico, mentre in Inghilterra, Galles e Scozia anche i ricchi pagano per gli stessi consumi meno di 700 euro
  3. le stesse famiglie in condizione di povertà (su una spesa di 500 euro annui) pagano in bolletta ‘elettricità’  oltre 90 euro (cioè più del bonus che ricevono) per incentivare il collocamento di lucrativi pannelli fotovoltaici in ville, case di campagna e appezzamenti agricoli
  4. gli stessi poveri devono lesinare ai propri figli calore e luce per contribuire allo smantellamento delle centrali nucleari dismesse,  per  sostenere i consumi energetici delle imprese, della Rete Ferroviaria Italiana e – persino – il sostegno alla ricerca e … il proprio bonus elettrico.

Tenuto conto che una famiglia italiana senza troppe pretese con 50 euro fa la spesa per una settimana …

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Politici e dissesti, arriva la legge

5 Ott

La bozza di decreto legge allo studio del Consiglio dei ministri sui costi della politica prevede che sindaci e presidenti di provincia che hanno dissestato finanziariamente le proprie comunità «non sono candidabili per 10 anni» nelle Giunte e nei consigli, oltre che nel Parlamento.

Finalmente.

Inoltre, la Corte dei conti effettuerà il «controllo preventivo di legittimità» sulle spese delle Regioni, compreso «il piano sanitario regionale ed il piano di riparto delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario regionale».
Il ‘braccio’ dei magistrati contabili sarà la Guardia di Finanza.

Tutto bene? Mica tanto: saranno ‘interdetti’ solo coloero che “la Corte dei conti ha riconosciuto, anche in primo grado, responsabili di aver contribuito con condotte, dolose o gravemente colpose, sia omissive che commissive”.

Senza sentenza di danno all’erario, la si fa franca. Un reato che la Corte dei Conti ha ritenuto inteso come lesione dell’interesse generale alla salvaguardia, all’incremento e al progresso dell’economia nazionale, oppure il danno all’immagine della pubblica amministrazione.

Per capire di cosa si tratta, bastano pochi esempi.

Ad esempio, se i fatti si fossero svolti ieri, Francesco Rutelli non potrebbe candidarsi perchè condannato per aver assunto irritualmente un consulente, che comunque era un noto ed affermato professionista. Viceversa, nulla di fatto, senza sentenze, per la troppo ottimistica gestione finanziaria di Walter Veltroni come Sindaco di Roma, per la quale il successore sollevò grande scandalo e il Governo Berlusconi erogò diversi miliardi di euro. Quanto a Gianni Alemanno, tutto tranquillo nonostante Parentopoli e gli scandali del Consiglio Comunale.

Questo solo a parlar di Roma, figurarsi il resto.
L’unico aspetto positivo della norma che il Governo si appresta a varare è che, forse, si fermerà l’enorme speculazione sull’immondizia campana, che arricchisce le ex-municipalizzate di Imola e Bologna. Infatti, gli amministratori locali saranno responsabili per le ‘loro’ ex-municipalizzate e queste saranno ipercontrollate.

Non è una sentenza della Corte dei Conti che può dirci chi è un buon amministratore: la magistratura si occupa solo dei ‘peggiori’. E di quelli che hanno ceduto palazzi storici alle banche in cambio di faraonici restauri o coloro che hanno fatto assumere amici e parenti rimanendo nell’ombra?
Oppure coloro che si sono trovati con stipendi o rimborsi d’oro in enti che nulla servivano e poco facevano? E quanti, in nome del popolo o di un campanile, si sono lanciati in imprese sprecone e fantasiose?

Non sono le sentenze a dirci chi è stato un buon amministratore, possono dirci solo chi ha sbagliato o chi è incappato nelle maglie della giustizia.
Per avere il meglio, va escluso chi non ha messo in attivo il bilancio.

Ma questo, in Italia, non accadrà mai.

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Non solo Polverini, ecco gli scandali per Regione

20 Set

Finalmente, esplode lo scandalo ‘Roma’ con il coinvolgimento del PdL laziale, festini e spese pazze, la Polverini che batte il pugno.
Sì, ‘scandalo Roma’ perchè, come dimostratosi in Comune, prima, ed in Regione, poi, nella Capitale alcuni proprio non riescono a capire che ‘proprio non si può più perchè non se ne può più”.

Purtroppo, seppur la Città Eterna arrivi in forte ritardo nel sollevar scandali e ribaltare Caste, ammesso che poi lo faccia davvero, quello che leggiamo della Giunta Regionale laziale trova ampie analogie con scandali e vergogne ben più dolorosi e pruriginosi, avvenuti in altre regioni.

Anzi, a dirla tutta, la situazione è desolante.
Di seguito, trovate raccolti alla buona (ma raccolti) quanto i nostri media avrebbero dovuto raccontarci dei nostri politici non con strilli occasionali e fine a se stessi, ma con una semplice lista quando si tratta informare i cittadini che vanno alle urne.
Dati ‘raccolti alla buona’, certamente incompleti, perchè basta scrivere su Google ‘scandalo’ + ‘regione’ per rinvenire un’ordàlia di fattacci e miserie umane.

Visto cosa è elencato in calce, è un mistero sapere cosa aspetti il contesto internazionale a dichiararci ufficialmente una cleptocrazia, ma potrebbero anche averlo già fatto senza informarci.

Regione

Presidente

Coaliz.

Scandali correlati alla persona o alla Regione

Frasi celebri

Abruzzo

Gianni Chiodi

Centro Destra

Lavori dopo-sisma all’Aquila

A due anni dal terremoto di L’Aquila: “abbiamo nominato il soggetto attuatore che dovrà occuparsi della rimozione delle macerie.”
“I soldi pubblici previsti dal Governo sono stati giudicati, da imprese e Ance, adeguati e remunerativi a garantire la ricostruzione dell’Aquila e degli altri Comuni.”

Basilicata

Vito De Filippo

Centro Sinistra

Asl lucane, Banca popolare del Materano, Megavillaggi turistici,

“Consapevole come siamo”. “Se noi spingiamo su questo fronte si riduce uno dei frastuoni più grandi … quello di parlare a vanvera”.  “Marcionne ha dovuto in una meccanica durissima inventarsi qualche cosa per tare nella piazza globale”.

Calabria

Giuseppe Scopelliti

Centro Destra

Sanità e ASL, Dissesto finanziario della Regione, Indagini Direzione Antimafia, eccetera

Dopo il pessimo risultato dei test ambientali della Goletta Verde in Calabria: “L’attuale amministrazione regionale sta sostenendo sforzi enormi per garantire un mare balneabile e spiagge pulite, al fine di preservare la salute dei cittadini calabresi e dei turisti”.

Campania

Stefano Caldoro

Centro Destra

Nulla di rilevante. Ha ereditato la malagestione bassoliniana della Sanità campana e della Gestione Rifiuti

A proposito del finto scandalo dell’invasione di scarafaggi a Napoli, sollevato dai media nazionali: “Io sto ancora cercando le blatte”.

Emilia-Romagna

Vasco Errani

Centro Sinistra

Finanziamenti illeciti a cooperative, rinvio a giudizio per falso ideologico

Un anno prima del terremoto in Emilia: “per quanto riguarda ambiente e cultura metteremo in campo dieci virgola tre milioni di euro di fondi del tesoretto a favore delle aree montane e per i territori che presentano eccellenze e specificità da consolidare, attivando investimenti complessivi per circa diciassette virgola cinque milioni di euro.”
“Vorremmo provvedere alle infrastrutture per la mobilità turistica, completando la rete dei percorsi ciclabili provinciali”.

Friuli-Venezia Giulia

Renzo Tondo

Centro Destra

Nulla di rilevante.  Per i viaggi usa anche alberghi a 2-3 stelle.

Riguardo allo scandalo del PdL Lazio (tra cui festini organizzati con i fondi pubblici), “credo
che ci sia stato un processo di demonizzazione che giudico
eccessivo.”

Lazio

Renata Polverini

Centro Destra

Sanità romana, Fondi PdL, Parentopoli,

“I raccomandati esistono da sempre”. “Aò, e che cazzo”. “O m’ascoltate o fate come cazzo ve pare”. “Me faccio mette paura da una ceca come te”.

Liguria

Claudio Burlando

Centro Sinistra

Nel 2007 ha percorso diversi chiloetri della A10 in contromano senza che gli sia stato rilevato lo stato tossicologico nè elevata multa. Primari con la tessera, Sanità genovese, commesse “spezzettate” per evitare la gara, aree Piaggio, vacanze d’oro, eccetera.

“In nessun caso è consentito farsi giustizia da soli”.
Sul Pronto soccorso di Albenga: “Non è essenziale, di notte può essere chiuso”.
Agli operai ILVA inferociti: “Faremo il possibile”.

 

 

Lombardia

Roberto Formigoni

Centro Destra

Non ammissibilità della lista di Formigoni per firme non autentiche, discarica di Cerro Maggiore, costruzione del Palazzo Lombardia, dati sulla concentrazione delle polveri sottili, inchiesta P3, Sanità lombarda, San Raffaele, vacanze d’oro, eccetera.

“L’inquinamento atmosferico  non è causa diretta di alcuna malattia”.
“Non è reato ricevere un dono”.
“Saremo migliori pur avendo la corruzione”.
“Anche il Papa prega per me.”

Marche

Gian Mario Spacca

Centro Sinistra

Nulla di rilevante.

Riguardo l’espansione dei centri commerciali: “Continuare con forza a contrastare i fenomeni di desertificazione dei paesi e delle città per rivitalizzare il territorio attraverso la riqualificazione dei centri urbani e il rafforzamento delle imprese locali. Per un commercio più vitale e protagonista”.

Molise

Angelo Michele Iorio

Centro Destra

Annullamento delle elezioni regionali del 2011, vicenda Bain & Co, Parentopoli nella Sanità, indagato per concussione, indagato nell’ambito dello smaltimento rifiuti, condannato per abuso d’ufficio, indagato per indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato, concorso formale per reato reiterato in relazione al terremoto del 31 ottobre 2002

,

“E’ più che mai necessario avviare la fase dello sviluppo attraverso la partenza di lavori che interessino e impegnino direttamente le imprese, le loro maestranze e tutto l’indotto ad esse legato.”
“Non sono un urlatore né un grande comunicatore. Ho invece una buona comunicazione interpersonale”.

Piemonte

Roberto Cota

Centro Destra

Falsificazione delle firme della lista “Pensionati per Cota” risultata determinante, sanità piemontese, vicenda assalto campo Rom di Torino

“La Lega non è razzista.”
“Carroccio razzista? Noi aiutiamo l’integrazione”.
“No ai rifiuti di Napoli”.
“E’ difficile fare la raccolta differenziata”.

Puglia

Nichi Vendola

Centro Sinistra

Indagato per la Sanitopoli pugliese (diversi filoni d’indagine)

“Personalmente penso che la categoria del comunismo abbia oggi un potenziale largamente inesplorato.”

“Luca Zaia, un padano svagato e incosciente, che non capisce i disagi del mondo agricolo.”
“La Gelmini usa un punteggio particolare: premiare quelli che stanno meglio.”

Sardegna

Ugo Cappellacci

Centro Destra

Caso Cisi-Fideuram, Appalti dell’energia eolica, Crac di Carloforte, indennità consiglieri regionali, rinviato a giudizio per bancarotta, indagato per corruzione e violazione del segreto d’ufficio, rinviato a giudizio per abuso d’ufficio

“Sono sereno, ho fatto l’interesse della Sardegna”.
“Ho la consapevolezza del vero grande limite della Sardegna: noi sardi.”
Interpellato riguardo le aspre proteste dei minatori sardi: “la Regione intende fare un’azione di accompagnamento della realtà esistente verso il futuro”.

“Creare uno scenario che sia perfettamente coerente con il futuro”.

Sicilia

Raffaele Lombardo

Centro Destra

Default Sicilia, nomina di un detenuto a presidente del collegio dei Sindaci della partecipata ‘Sicilia e servizi’, appalti grandi eventi, pensionati d’oro, assunzioni facili, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e di voto di scambioeccetera

“Dopo le mie dimissioni dalla Regione Sicilia, coltiverò mariuana”.

Toscana

Enrico Rossi

Centro Sinistra

Indagato per il buco di bilancio alla Asl 1 di Massa

“Siena (ndr. 53.893 abitanti) capoluogo naturale dell’area vasta della Toscana del sud”.
“Dico no all’ambientalismo di destra, cioè all’ecologia antimodernista e contraria allo sviluppo di chi è contro la Tav e i termovalorizzatori”.
“Decisivo sostenere i media e la grande impresa”.

 

 

Umbria

Catiuscia Marini

Centro Sinistra

Tangenti Enac, Sanitopoli, ristrutturazioni d’oro, assunzioni facili, vicenda Brega-Confcommercio

“Siamo convinti che la nostra strategia economica legata al turismo rappresenti una classica politica anticiclica.”
”Le Regioni si preparano a difendere con determinazione la sanita’ pubblica”.
“La riqualificazione di immobili pubblicirientra nella politica strategica di edilizia residenziale della Regione Umbria, per la quale abbiamo destinato risorse derivanti dallo sblocco dei Fondi aree sottoutilizzate”.

 

Veneto

Luca Zaia

Centro Destra

Multato per eccesso di velocità mentre percorre a 193 km orari l’Autostrada A27, vicenda della Legge edilizia regionale, vicenda Brunello di Montalcino falsi, vicenda dell’agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, vicenda della precedenza assoluta di accesso per i veneti ad asili e servizi per la prima infanzia, buoni scuola e case popolari, vicenda Gaxetaveneta – escort G8.

 

“Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano”.

“Siamo stufi di sentir dire che c’è bisogno degli extracomunitari”.

“Fatta salva la stabilità dei conti pubblici, per il resto diciamo a tutti arrangiatevi”.

“Noi non siamo napoletani”.

 

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Ambiente: nessuna buona azione resterà impunita

7 Giu

Il Tenente della Polizia Provinciale Giuseppe Di Bello e il segretario dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti avevano, nel gennaio 2010, rivelato un “decadimento delle acque dell’invaso del Pertusillo e lo avevano fatto sulla base di analisi effettuate su campioni prelevati dal lago.
Oggi, la Procura della Repubblica di Potenza li condanna per aver rivelato segreti d’ufficio.

Intanto, l’ex assessore all’ambiente Santochirico fa ancora parte del Consiglio regionale ed i dirigenti preposti sono stati premiati, mentre nulla è dato sapere riguardo l’indagine aperta, all’epoca, dalla Procura di Lagonegro sul disastro ambientale.

Eppure, il problema inquinamento è serio, per le estrazioni petrolifere e per lo sversamento di rifiuti, in massima parte provenienti da altre regioni, sopratutto settentrionali a quanto pare, che in Basilicata riversano da anni rifiuti industriali.

Ad esempio la vicenda della ex Liquichimica di Tito Scalo, dove 10 anni fa è stata accertata la contaminazione della falda acquifera, dove lo stanziamento di 4,5 milioni di euro per una bonifica che attende ancora il completamento della messa in opera.

La colpa del Tenente Di Bello e del radicale Bolognetti?
Aver denunciato, sulla base di indagini biochimiche indipendenti, un grave inquinamento di origine biologica e chimica nelle acque del Petrusillo, di Monte Cutugno, della Camastra e di Savoia Lucana, invasi che forniscono acqua per usi potabili ed irrigui.

In particolare, il Pertusillo è una stazione idrica tra le più importanti dell’acquedotto lucano-pugliese, che è il più grande d’Europa), eppure la Puglia dell’ecologista Nicki Vendola sembra non essere interessata alla questione.

Utile aggiungere che, il 26 agosto scorso, il WWF denunciava una “nuova moria di pesci nel lago del Pertusillo, dopo la morte di centinaia di  carpe a maggio, e che “un gran numero di pesci che si sta accumulando allo sbarramento della diga”. Nessuna risposta sembra esere pervenuta dall’Acquedotto lucano, dall’assessore regionale all’ambiente Agatino Mancusi e dai sindaci del territorio.

Un territorio, quello dell’invaso del Lago di Pietra del Petrusillo, che, non dimentichiamolo, dovrebbe avere particolari tutele, in quanto parte del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

Utile aggiungere che i ‘loro’ dati che contraddicono le rilevazioni della ARPAB (Agenzia regionale per l’ambiente della Basilicata), che, viceversa, escludono la presenza di quantità allarmanti di mercurio e di sostanze cancerogene, provenienti dall’inceneritore Fenice e che vanno a confluire, poi, nel fiume Ofanto.

Inoltre, le analisi microbiologiche indipendenti del tenente Di Bello e del segretario radicale Bolognetti lasciano pensare alla diffusa presenza di scarichi urbani abusivi e/o di un cattivo funzionamento dei depuratori.

“Si è voluto parlare di metodo della questione e mai di merito. Abbiamo fornito alla Procura documenti video dei depuratori che non funzionano che nell’invaso scaricano di tutto e di più. In altri luoghi di  Italia si procede con l’arresto di chi inquina qui in Basilicata si fa l’esatto contrario”. (Tenente Giuseppe Di Bello)

Infatti, a badare alla sostanza, si doveva aprire un fascicolo per una serie ‘infinita’ di reati contro l’ambiente e contro la salute pubblica, cosa ben più grave, liberando la Basilicata da un ceto irresponsabile, omertoso e pericoloso per la salute e dalle solite speculazioni a basos costo delle aziende settentrionali. Era chiedere davvero troppo …

Italia: nessuna buona azione resterà impunita.

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Tanti, troppi partiti per il Sud

15 Mar

E’ prevedibile che alle prossime elezioni (amministrative o politiche) assisteremo ad una affermazione, quanto meno in termini locali e regionali, dei diversi partiti che rappresentano le spinte autonomistiche, se non, addirittura, identità etniche e socio-culturali ben radicate. I segnali ci sono tutti, dopo il (poco) sorpendente voto delle Primare del PD a Palermo, con l’affermazione di Fabrizio Ferrandelli, un ex del Partito Umanista molto sostenuto dall’emergente Partito del Sud, e dopo l’avvicinamento di una parte del Movimento dei Forconi ai partiti di estrema destra.

Partiti per il Sud? Quanti ne saranno, tra quelli “originali”, quelli “neonati”, quelli dei “soliti noti” e quelli “non invitati”? Spero non una miriade, ma non promette nulla di buono il fatto che nessuno finora si sia preoccupato di strutturare un programma “nazionale”, oltre che meglio definire l’aspetto “identitario” di una forza politica a base locale o etnica.

Per ora, leggiamo di nostalgie duosiciliane relativamente sacrosante, rievocazioni storiche di eccidi e disgrazie mai narrate o rivelate, rivendicazioni localistiche o comunqu e non strutturali, affratellamenti precoci con partiti “storici” come precoci sono le spaccature tra destra e sinistra.

Non credo che una durevole e rispettata  affermazione meridionale in politica possa prescindere da un “programma”, che a sua volta vada a chiarire cosa sia “essere meridionale”, sia come principio etico e di governance e sia come “sistema meridionale” per sviluppare le cose e per definire “l’interesse comune”.

Non è solo una questione di, seppur necessari, “apparentamenti elettorali o di giunta”: è un problema che riguarda il tipo di sviluppo e di società che si addice al Sud.
Infatti, non è affatto detto che al Meridione d’Italia servano le stesse infrastrutture, gli stessi servizi, gli stessi stipendi, le stesse fabbriche, le stesse tasse, le stesse “alleanze commerciali internazionali”, gli stessi supermercati, le stesse banche che ci sono, ad esempio, nel Nord Italia, per tipologia e numero, sia chiaro, e non per proprietà o nazione d’origine.

Del resto, basta andare in auto dalla Danimarca ad Amburgo per notare che cambia tutto e di tanto, come molto cambia anche andando in auto da Amburgo a Monaco di Baviera od a Friburgo … e sempre tedeschi sono, per non parlare del fatto che con 200 km in più potremmo essere in Croazia, Ungheria od in Svizzera.

D’altra parte, tutto quello che è stato fatto in Africa, Sud America, Asia dimostra che ci sono molte cose che andrebbero ripensate se vogliamo che funzionino nel “sud del mondo”.

Ad esempio la meritocrazia, così efficiente nei paesi anglosassoni, e così “corrompente” nel mondo latino, dove i curriculum sono predestinati. Altro sarebbe se da noi venisse premiato non chi ha più “merito nel raggiungere obiettivi” decisi altrove, ma chi dimostra un maggiore “apporto alla società” in cui opera.
Noi meridionali non sopravviviamo in un sistema etico individualistico, la nostra cultura è “sociale”, “collettiva”, in alcuni casi, anche benemeriti, “tribale”.
Perchè non chiederci, come hanno fatto altri popoli, se a noi del “sud del mondo” “ci funziona” un sistema elettorale partitico, in vece di un sistema per collegi uninominali con ballottaggio, più aderenti alla impellente domanda “chi cumanna accà?” …

Si, ci sono molte cose che dovremmo chiederci.
Ad esempio se un sistema di finanza pubblica “meridionale” consentirebbe l’attuale sistema di tassi di interesse o, viceversa, il “sud del mondo” preferirebbe sistemi ad inflazione controllata ed interessi scalari in favore dei meno abbienti … anche perchè, se andiamo a vedere come funziona nei paesi arabi, in India o Sud America, potremmo restare davvero sorpresi.

La nostra identità, dunque, non può risiedere nel mito del “brigante e basta”, che, tra l’altro, può avere un certo successo nel raccogliere il voto di protesta (antipolitica come la chiamano attualmente) ma non è che costruisca molto in chiave di rappresentatività e di progettualità nazionale. Anzi, …

Il Sud non può “sempre e comunque” riappellarsi ai “miti ottocenteschi”, di “cosa saremmo potuti essere”, dei quali oggi esiste la “copia degradata”, dalla musica neomelodica al cibo “comunque industriale” che mangiamo, al teatro ed al cinema, che sembra abbiano dimenticato che la nostra è una tradizione “drammatica”, seppur sotto forma di commedia, e non guitti e risate di basso conio.

C’è tanto da rivendicare, tanto di più attuale e, forse, ottenibile.
Esiste anche il Sud dei poli industriali napoletani e palermitani, progressivamente depauperati, c’è la tradizione marinara, che il trasposto su gomma (Roma-Bologna-Torino) ha azzerato, c’è la vocazione macchinofatturiera, che è tutta sommersa nonostante le griffe toscano-lombarde fatturino miliardi, c’è l’agro alimentare, che vanta prodotti di antica selezione e lavorazione, mentre l’Emilia deve vendere renette e tavernello …
Ci sono le donne delle metropoli del Sud, storicamente libere, che, dall’illegalità diffusa perchè mai sgominata, ricevono l’onta del rischio personale e la vergogna della limitazione dei propri diritti.

Dunque, ritornando ai “partiti per il sud”, ci vuole altro che un pugno (od un folto gruppo) di consiglieri od assessori, prossimamente eletti negli enti locali ed alla prima esperienza, per ottenere qualcosa di diverso da quattro aiuole in periferia od il prolungamento di un bus metropolitano.
Ci vorrebbe un programma ed una struttura nazionale, delineati prima di andare al voto nel 2013 e non dopo: un partito senza piattaforma su cui aggregare i candidati è come una zattera alla deriva in attesa di uno squalo sufficientemente grande … come la storia di Bossi e della Lega dimostrano.

Bene saperlo da prima.

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Vendola “gay con turbe psichiche”

8 Gen

Che la Giunta di Nichi Vendola navighi in cattive acque è cosa, forse, poco nota, come ha avuto poca risonanza, finora, la pesante nota spese della Regione per viaggi e rappresentanza (quasi un milione di Euro). Però, che il Governatore della Regione Puglia venga apostrofato su Facebook, dandogli del “gay” o delle “turbe psicologiche” è una vera vergogna.

A farlo è l’assessore ai trasporti del Comune di Lecce, Giuseppe Ripa (Pdl), il cui sindaco, Paolo Perrone, che si è dissociato pubblicamente “dalle affermazioni inopportune” anche a nome del governo cittadino., nonostante sia fortemente critico verso Vendola, allorchè scrive che «la sanità pugliese è al tracollo perchè la politica regionale è fatta di interventi col contagocce».

Ma cosa di tanto grave ha scritto Giuseppe Ripa, politico locale del PdL in quel dì di Lecce?

“Sono ormai 7 anni che governate e le liste di attesa, tanto attaccate dal Sig. o Sig.ina Vendola non solo non sono diminuite, ma sono ormai divenute annuali”.

Signore o Signorina? Mica siamo nel Medioevo e, comunque, la cosa è davvero di cattivo gusto e non resta che interrogarsi sulla rozzezza del personaggio.

In natura esistono solo due tipi di generi umani: l’uomo e la donna. Il resto viene classificato scientificamente come ‘turbe della psiche, patologia che rientra nelle competenze della scienza sanitaria in generale e della psicanalisi in particolare”.

Omofobia, sembrerebbe a prima vista, ma Wikipedia, in sintesi, può esserci d’aiuto.

“Le teorie sulla differenziazione dell’orientamento sessuale vengono classificate in quattro categorie, a seconda del tipo di fattore che si ritiene determini (o predisponga) l’orientamento sessuale:

  1. il comportamento e l’orientamento sessuale è determinato da fattori biologici (in particolare ormonali e/o genetici)
  2. il comportamento e l’orientamento sessuale è ricollegato allo sviluppo psichico infantile ed alle esperienze vissute
  3. il comportamento e l’orientamento sessuale viene strutturato nei modelli estraibili dal contesto antropologico
  4. l’omosessualità è un istinto patologico, una “malattia” non una “tendenza sessuale” di cui ricercarne le sue “cause”
  5. l’omosessualità è un comportamento patologico, un “vizio”, un “atto nocivo” secondo le religioni”

In poche parole, fatta eccezione per l’approccio genetico e quella antropologico, l’accezione psicologica o religiosa dell’omosessualità è quella di una “normalità deformata”.

In alcuni casi si tratta di pregiudizi fondati su testi sacri ed in altri di tradizioni mediche millenarie, ma, almeno se parliamo di transessualità e di alcuni precisi comportamenti omosessuali, è corretto affermare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità  li includa tra le patologie psichiatriche (vedi link). E’ anche vero che, per l’OMS, l’orientamento sessuale “non è di per se individuabile come un disordine psichico” (vedi link).

Ai posteri l’ardua sentenza, con buona pace degli omosessuali, che persino il Vaticano vuole che vengano accolti “con rispetto, compassione, delicatezza”, anche se nella “castità e  perfezione cristiana” (Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2358-9).

Restano, dunque, il cattivo gusto e l’inopportunità dell’assessore leccese, Giuseppe Ripa, che il vicepresidente della Regione Puglia, Loredana Capone, ha doverosamente definito «inaccettabile», «indegno» e «meschino».

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