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Chi ha rapito Ruby Rubacuori?

1 Nov

La vicenda della diciassettenne Karima El Mahroug e del settantaquattrenne Silvio Berlusconi si racconta da sola.

C’è poco da spiegare, se sentiamo raccontare di qualche facoltoso ed anziano signore e del regalo di una collana di Damiani o della promessa di una lussuosa Audi ad una ragazzina senza arte nè parte: una storia vecchia come il mondo. Un’amicizia indiscutibilmente profonda, se vede il potente Berlusconi affannarsi nella notte per sottrarre la giovane alla cella.

Se c’è poco da dire sul legame tra i due, se non nell’abuso di potere pubblico e nelle conseguenze politiche che  automaticamente comporta, molto ce ne sarebbe riguardo la storia di Karima, la ragazzina quattordicenne di Letojanni, affidata a servizi del Comune, arrivata poco dopo nella Milano da bere e rimastaci con un certo agio, a quanto pare.

Come è possibile che una ragazzina fuggita dalla casa famiglia possa inserirsi nel giro delle escort, addirittura lavorando “regolarmente” in locali notturni, senza neanche avere una carta di identità con se?

Quanti adulti “sbagliati” o distratti ha incontrato Karima  mentre diventava Ruby Rubacuori?   E quanti di loro erano datori di lavoro o uomini delle istituzioni?

Le prostitute invisibili

17 Mag

Riguardo la prostituzione in Italia, poco tempo fa ho “passato” questa riflessione ad amici, vedete un pò se vi ci ritrovate.
Credo che tutti vogliano che queste persone abbiano un posto decente dove andare, la libertà di “cambiare lavoro” se lo vogliono e la possibilità di sentirsi parte della società in cui vivono, nonostante quello che fanno, che non è certamente una bella cosa per la loro stessa dignità.

Il nodo cruciale del problema è la ri-apertura delle “case chiuse”.
Ve lo immaginate l’appartamento di fronte al vostro trasformato in un “via vai” oppure il tot palazzo in centro riportato al suo “storico” utilizzo ?
C’è uno stupendo film di Totò e Peppino, che acquistano e vanno a vivere con famiglia in un ex “casa chiusa”, che rende “all’incontrario” l’idea del problema.

Ma le cose non possono andare avanti così. Queste donne (tante) e questi uomini (di meno) sono continuamente esposti alla criminalità organizzata, alle riduzioni in schiavitù, alla violazione delle leggi, a malattie e sopraffazione. E non pagano, anche volendo, le tasse.

Esiste una soluzione di vecchia data, che può essere reistituita con strumenti moderni e civili.
Diamo la possibilità ai diversi Comuni di regolamentare, creiamo la possibilità, per chi si prostituisce, di iscriversi ad un semplice “Albo”, con autorizzazione a svolgere la “professione” a determinate condizioni, senza oscenità in pubblico, ad esempio, o solo in certi luoghi.
Aggiungiamo un obbligo/diritto ad un’assistenza sanitaria specifica, l’estensione dei doveri fiscali e dei diritti previdenziali. Per le straniere si può prevedere un permesso temporaneo e limitato, che, regolarizzando, consente di conoscere fenomeni e reati, di controllare patologie, di limitare la permanenza nel Paese a questo tipo di “professionisti”.
Naturalmente con sanzioni pecuniarie e pene severe per chiunque “non autorizzato” e per gli “sfruttatori”. Maggiori rigidità anche per i reati sessuali.

A Las Vegas, dove converge la più grande massa di prostitute al mondo, fanno più o meno così. Evidentemente se ne intendono.

Quanto alla “morale cattolica” che certi sbandierano,  registriamo il dato storico di circa 20.000 prostitute a Roma, nel 1860, dato che i pellegrini sembra che cercassero servigi non solo spirituali …