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Lo Squalo, uno svizzero alla Deutsche Bank

31 Gen

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Josef Ackermann non è un cittadino europeo, ma svizzero.
Incredibilmente, si trova a governare la Deutsche Bank, ovvero l’entità finanziaria che maggiormente determina le politiche dell’Euro. Non del Franco Svizzero …

Herr Ackermann è un privato, ragiona da privato, viene dal privato, attualmente è ai massimi livelli di Siemens AG (energia) e Shell (petrolio).
Eppure,  si trova a governare la Deutsche Bank, ovvero l’entità finanziaria che maggiormente determina le politiche degli stati membri dell’Unione. Non del suo Cantone svizzero …

Josef Ackermann è stato accusato, in una recente intervista diffusa dal periodico NoviDen, di “usare il suo potere per avidità e non rispettare la gente comune”.
Affermazione non improbabile, se Financial Times Deutschland riporta che dichiara redditi per circa 9 milioni di euro annui.

Ma non solo. Il giornalista Peter Odintsov, in un’intervista ad un altro banchiere svizzero, riporta accuse verso Achermann ed altri “plenipotenziari” di banche svizzere ed internazionali, facenti parte di una “fazione” nel Bildberger Group.

Personaggi che avrebbero occultato “enormi quantità di denaro disponibile e lo utilizzano per distruggere interi paesi. Distruggono la nostra industria e la ricostruiscono in Cina. Dall’altra parte hanno aperto le porte a tutti i prodotti cinesi in Europa. La popolazione attiva europea guadagna sempre meno. Il vero obiettivo è quello di distruggere l’Europa.”

Incredibile a crederci, se non fosse che i mercati stanno straspeculando, la nostria industria è allo sbando, i prodotti cinesi sono dovunque, la popolazione attiva è agli sgoccioli e l’Europa se ne va in pezzi.

E se non fosse che si tratta di un uomo, figlio di un medico di montagna, che, dopo un PhD presso la Saint Gallen University entra in Credit Suisse, nel 1977, direttamente come corporate banker … e che non si ferma neanche dopo esser diventato un uomo ricchissimo.

Ad ogni modo, chi sia “realmente” Josef Ackermann non è dato saperlo.
Vale la pena di ricordare, però, che quello che lo riguarda è stato l’ultimo articolo pubblicato on line da Noviden e che l’8 dicembre scorso è stato oggetto di un attentato, una lettera bomba disinnescata prima che facesse danni.

Come è il caso di sottolineare che il misterioso banchiere “pentito”, intervistato per Noviden, conferma quanto asserito da John Perkins nel suo libro “Confessioni di un sicario economico”, riguardo la compartecipazione delle banche svizzere per finanziare rivoluzioni o per l’uccisione di persone.

Una sola cosa è certa: non è affatto il caso che un cittadino svizzero con forti interessi speculativi possa sedere a capo della Deutsche Bank fino alla fine del 2013.

originale postato su demata