Tag Archives: Popolari

Populisti, chi? L’Europa, liberista?

25 Nov

Siamo tutti in attesa dell’ “al lupo al lupo” che i ‘populisti’ metteranno in atto in vista delle elezioni UE, ma ‘populisti’ chi?

La Lega, quella vera, vota in Parlamento come nelle sue regioni come fosse il Centro-destra. Una larga parte è l’elettorato ‘conservatore’ ben attento all’Europa con cui commercia alacremente: il Settentrione, insomma.
C’è – però – anche la componente più tradizionalista e  ‘populista’ del mondo cattolico, ma espressione di potentati locali, più che della posizione ufficiale della Chiesa.

Matteo Salvini? Fa da ariete mediatico, come è un riferimento per i tradizionalisti cattolici e per la Destra. Risolto lo scandalo degli stranieri “espulsi, ma non espulsi”, quello del “business dell’accoglienza” e quello della “legittima difesa”, dovrà cimentarsi nella lotta alla mafia e la sicurezza delle periferie, mentre Di Maio dovrà affrontare tonnellate di conti su conti, dopo aver scoperto con il Decreto Dignità che gli effetti collaterali (e i conti) di certe norme non sono affatto scontati.

Ad ogni modo, i populisti ‘dichiarati’ sono ai Cinque Stelle della ‘sovranità popolare’, definizione cara anche a Potere al Popolo e, se “popolo” è inteso come “nazione”, ci sono anche i Fratelli d’Italia e la Destra, sia estrema sia ‘storica’, cioè la Lega di Salvini.

Dicevamo del senso religioso ‘ufficiale’ della Chiesa – cristiano-sociale o ‘buonista’ – e dal lato di Centro-sinistra è davvero difficile non includere tra i ‘populisti’ tutti coloro che da decenni parlano di sociale e di crescita, senza anche far quadrare i denari. Il bello è che poi si ripresentano, continuando come prima, senza aver imparato almeno a nostre spese che “senza denari non si cantano messe”.
Intanto, Zingaretti e Martina – ma anche i Radicali e Più Europa o i Popolari e Cristianodem – non ci hanno ancora detto quale visione dell’Italia, del Partito e dei ‘tempi moderni’, cioè delle politiche e delle riforme di cui si faranno portatori come Segretari del PD. Mica bastano i “progetti europei”, anch’essi una forma di populismo, nella lectio italiota.

Populismo … giallo, verde, bianco, rosso, nero.

Guardando le statistiche demografiche, viene il sospetto (conoscendo questi dati) che l’Italia non gliela faccia innanzitutto perchè è dagli Anni 70 che siamo poco più di 50 milioni (immigrati esclusi), ma le infrasfrutture erano pensate per una nazione che si sviluppava industrialmente e commercialmente.

Sviluppo che significava:
– investire in innovazione e qualità per rimoltiplicare impresa e innovazione,
– chiudere i rami produttivi morti, anzichè cassa integrarli,
– assolutamente non accorpare l’Inps con le Casse-Mutue,
– semplificare la pubblica amministrazione e la giustizia
– individuare distretti industriali dove – entro certi limiti – ‘si può inquinare’,
– industrializzare il turismo invece degli affittacamere e dei tour operator fai da te,
– finanziare cultura e istituti tecnici, come pretendere decoro e sicurezza sul lavoro,
– agevolare le imprese e l’occupazione anzichè le tasse e i sussidi, eccetera
– ridurre l’enorme debito pubblico esploso con il cedimento della lira e l’aumento del costo del petrolio.

L’Italia? A vederla con gli occhi degli altri:
dieci anni fa aveva promesso di sistemare debito, deficit e sprechi, ma oggi sono aumentati;
– è dalla crisi petrolifera e dal crollo della lira del 1974 che promette mari e monti, ma va solo per sentieri e paludi,
– ad eccezione dell’autarchia fascista e del Piano Marshall, Roma in 2000 anni (e Savoia in 2-300) non hanno mai avuto se non debiti su debiti per sprechi su sprechi,
– è la nazione che ha inventato la Mafia – una multilevel dedita a tutti i prodotti e servizi illegali – che controlla una bella fetta del Paese e costituisce il modello di anti-stato che si è diffuso in tutto il mondo,
– è la patria del Cattolicesimo, religione controversa per eretici, scismatici, riformati, evangelici, puritani, sunniti, sciti, sefarditi, wahabiti, ebrei, laici, attivisti, agenzie di controllo, scienziati, come per donne  … e bambini,
– è la nazione che ha concepito la Res publica come governance, ma la storia racconta anche che gli eletti dal popolo (Tribuni) contassero come il due di briscola e che ogni anno le leggi si riscrivessero d’accapo, finanziandole con qualche nuova usurpazione/invasione, ma soprattutto dimostra che quel sistema confluì in una serie di guerre civili quasi ininterrotta per secoli.

L’erba del vicino è sempre più verde … il silenzio è d’oro … fatta la legge trovato l’inganno … mal comune mezzo gaudio … si fa ma non si dice …

Aggiungiamo che l’Italia – se funzionasse – avrebbe una eccezionale capacità agroalimentare, manifatturiera, industriale e turistica, a parte il fatto che se c’è da costruire armi e naviglio non è seconda a nessuno.
Brutto concorrente, insomma, l’Italia, se noi italiani ci rimboccassimo le maniche, si studiasse tanta matematica e tecnica nelle scuole e si ricominciasse da un INPS solamente ‘sociale’, da un’IRI che subentra e ristruttura il made in Italy invece di ridislocarlo all’estero, dal Genio Civile preposto a ponti, dighe ed edifici pubblici, dai Politecnici che in ogni nazione sono il nerbo dell’industria e dell’innovazione.

Dunque, se l’Europa fosse l’avido mostro liberista che cercano di raccontarci, prendiamo atto che sarebbe favorevole ad “aiutare” l’Italia e lasciarle mantenere la sua mentalità e il suo stile di vita, perdendo capacità produttiva anno per anno.

“Purtroppo”, l’Europa è anche quella del welfare, della sicurezza sul lavoro, delle tasse eque, delle infrastrutture e dei servizi che funzionano, della Common Law e dei processi brevi, dei diritti applicati per davvero, della Spesa Sociale separata da quella previdenziale, sanitaria e/o assicurative, dei conti a posto e delle promesse mantenute … e sarà difficile che ci aiuterà ad impiccarci da soli.

Demata

Berlusconi e l’OPA sui Liberali

17 Feb

Silvio Berlusconi è dal 1994 che si professa liberale, anche se prima appoggiava i Socialisti di Bettino Craxi ed anche se a tutt’oggi fa capo al Partito Popolare e non all’Alleanza Liberale.

image33

Decisamente fantasioso. E, adesso, ad oltre 20 anni dal 1994 ed alla veneranda età di 80 anni, si ricomincia con lo stesso disco?

Dunque, beato a chi ci crede e attenzione ai prodotti riciclati … potrebbero essere scaduti. “Oggi non avere talento non basta più” (Gore Vidal).

Intanto, prendiamo atto che sono dieci anni che i giornali scrivono sulla credibilità di Silvio Berlusconi e del suo intento liberale. Ecco alcune testate prese a caso dalla Rete.

E, dunque, prima di ventilare parole e pensieri, qualcuno può constatare l’impossibile convergenza di Forza Italia nell’Alleanza dei Liberali Europei e l’improbabile adesione degli elettori verso una minestra riscaldata?

Demata

image31

image30

image29

 

image25

image26

image23

image22

image21

image20

image19

image18

image17

image15

image14

image11

image10

image9

image8

image7

image6

Dove andrà mai la Destra, se Berlusconi non lascia?

29 Set

L’operazione « Torna a casa, Lassie» attuata da Berlusconi per ricompattare intorno a se il Nuvo Centro Democratico  non ha sortito effetti. E visto che non riusciva a superare l’ostacolo.
Alfano ha ancora ben saldo il controllo della maggioranza in Senato e Schifani parla di «malevoli rumors sono finalizzati a ostacolare l’unificazione di Ncd con l’Udc e i Popolari di Mauro». Forza Italia non è riuscita a far nascere un gruppo parlamentare ‘parallelo’, con fuoriusciti centristi e delle autonomie.

Intanto, si avvicina l’inverno, durante il quale avrà avvio la campagna elettorale per le elezzioni amministrative (regionali e comunali) del 2015 e, di sicuro, andrebbe colta l’opportunità di un centrodestra unitario e vincente, visto che la Sinistra è arrivata all’ultima sfida.

Ma anche a Destra le anime son troppe e troppo diverse, ormai.

Da un lato i decotti Berlusconi, Verdini, Brunetta e Santanchè, simboli di un’Italia che fu, come lo sono D’Alema, Veltroni, Prodi e Camusso a sinistra: nulla che abbia a che vedere con il futuro.
Dall’altra c’è il ‘vero futuro’, ci sono Salvini e Meloni, come ci sono Renzi e Serracchiani a sinistra e come avviene nel resto d’Europa a guardare a destra.
Al ‘centro’, infine, troviamo Alfano, Gelmini, Lupi, Mauro dei Popolari e un sottobosco di notabili e sottosegretari, mentre ‘fuori’ c’è Grillo, che più o meno inconsapevolmente, ha raccolto quei cinque milioni di voti che in Europa stanno facendo la fortuna della nuova Destra.

Dunque, al momento atttuale, la Destra italiana non va da nessuna parte: l’unica ipotesi – suggestiva, ma possibile – è quella di un’alleanza tra Salvini e Meloni, dato che fanno capo alla stessa ‘corrente politica’ in Europa. Alleanza che potrebbe validamente contrastare – in tanto profondo Nord e tanto estremo Sud – la bolla di consenso che ha sostenuto i Cinque Stelle alle recenti politiche.
Una nuova Destra europea – se coesa – non dovrebbe conquistare meno del 15% su scala nazionale anche qui in Italia.

Le Pen Marine

Quanto a Berlusconi è evidente che sia ormai  ‘il problema politico’ del Centrodestra, in quanto impedisce il ricompattarsi del fronte cristiano-sociale, ovvero ‘popolare’, che in Europa ha sempre espresso delle auree mediocritas (ad eccezione dei tedeschi Kohl e Merkel), ma raccoglie di norma il 20% dei voti.
Fronte cristiano-sociale che sembra sostenere Matteo Renzi e non affatto Silvio  … dopo la sequel di scandali sessuali che ha coinvolto Berlusconi, finanziari per quel che riguarda il suo fido Verdini e la filiera di partito, per non parlare della debacle finanziaria del meno fido Tremonti.

Il Centrodestra va, dunque, ‘liberato’ dal Berlusconismo e dei ‘circoli’, come il Centrosinistra deve liberarsi del Comunismo e delle lobby sindacali: sono obsoleti e sono la causa sia dell’incapacità parlamentare a reagire alla Crisi – che portò al quadrumvirato Monti, Fornero, Mastrapasqua e Passera – sia della deriva elettorale delle astensioni al 40% e dell’affermazione di una compagine caotica quanto inconsistente come i Cinque Stelle.

Originally posted on Demata