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Italia: maglia nera per l’ambiente

10 Gen

E’ proprio vero che per l’ambiente l’Italia non si è mai distinta?

Rispetto agli altri paesi industrializzati ed al tipo di territorio abbiamo avuto un “solo” incidente chimico di rilievo (Seveso), una “sola” area a forte percentuale di tumori alla vescica (Pero) ed una “sola” area (Marghera) in condizioni di “waste”.

Sarà stato per la limitata industrializzazione “pesante” del paese, ma cose così nelle “verdi” democrazie industriali mitteleuropee, se le sognano e se c’era un posto dove l’arte del manutentare e del riciclare, dell’arrangiarsi, era ben viva erano proprio le nostre aree rurali e le città del sud.

Poi, abbiamo visto crescere un consumismo “preconfezionato”, i cui rifiuti in PVC, polistirolo e cartone sono la maggior parte di quanto troviamo nei cassonetti. E, con i Verdi che facevano concorrenza “a sinistra” della Corazzata Rossa, da noi si è affermato, purtroppo, una sorta di agro-ambientalismo da diporto.

La grande massa degli Italiani focalizza la salvaguardia dell’ambiente in due o tre scenari ridondanti: la macchia mediterranea, ovvero la fraschetta, la bruschetta e la pennichella, la spiaggia semi-libera, con il parcheggio, il bar ed il noleggio barche esentasse, il cibo saporito a tavola, come mamma l’ha fatto, ma anche con il PVC e l’etichetta UE di qualità.

Intanto, l’Italia ha già del tutto capitolato sul traffico, sul rumore e sullo smog in città. Se parlassimo, poi, di attività produttive, lagnarsi è inutile, c’è sempre una logica di qualche emergenza, c’è sempre un’urgenza “sociale” prioritaria.

Ma, intanto, arriva la maglia nera per l’ambiente.

 

Sotto il fuoco “amico”

9 Gen

Tante tonnellate di monnezza puzzano per davvero, e nessuno le vuole.

Molte Regioni si rifiutano, al pari degli abitanti di Pianura, di accogliere questi rifiuti, ma questo era ovvio: la legge l’hanno fatta apposta.


Di sicuro quest’enorme cumulo di “monnezza” non può, ma soprattutto non doveva, essere stipato nè tra le case nè tra i fertilissimi campi del luogo.

Sarebbe importante, nell’interesse nazionale, rendersi conto che questa “frittata” è tutta italiana, non napoletana: i ben sei Commissari Governativi li ha nominati lo Stato, cioè i Governi, e non la Regione.


Già adesso il questore parla di “una specie di guerriglia”, i pompieri non sono completamente al sicuro ed ormai i facinorosi operano e sconvolgono un territorio enorme e strategico per i trasporti Nord-Sud e le forniture agro-alimentari di mezza Italia.
Gli stessi imprenditori sono disposti a “rinunciare” a diversi milioni di Euro, dovuti dalla Pubblica Amministrazione, se contribuissero ad evitare la riapertura della discarica di Pianura.

Non è una “semplice” questione di Camorra.
E’ la tragedia di tanta gente come noi, che siamo altrove, che dovrà traslocare, a proprie spese e chissà dove, per il puzzo che arriverà dalle discariche.
Di contadini che vedranno crollare il valore dei propri terreni e dei propri raccolti, di perdite d’immagine per le aziende oneste e per le tante istituzioni che resistono in frontiera.
Di morti di tumore per la monnezza troppo vicina, troppo concentrata, troppo bruciata, troppo abusiva.

E peccato che fino a 15-20 anni fa a Napoli ci fossero autentici disgraziati o perfetti artigiani che recuperavano e riciclavano di tutto.

L’arte d’arrangiarsi è l’arte del riciclare.

Cos’è che non ha funzionato, i napoletani?

Ma vogliamo scherzare?

Napoli sotto assedio

8 Gen

Forse, l’Italia ha deciso di intervenire nel disastro ambientale del millennio ed è un “bene” che l’Esercito sia il “protettore” del contesto civile che si preveda l’utilizzo di siti, mezzi e personale militare, che impedirà infiltrazioni camorristiche.

La Protezione Civile è ormai troppo conpromessa con gli affari di regime.
Malissimo che si sia dovuti arrivare  all’Esercito in queste condizioni
di tensione e non prima, cosa che esporrà i militari a potenziali
provocazioni.
Peggio ancora, se l’Esercito da “extrema ratio” diventasse … “ultima ratio” oppure se il governo decidesse di usare le prerogative, demaniali e territoriali, per aggirare il problema od imporre scelte intollerabili.

Infatti, le uniche pertinenze militari attualmente esistenti in quei comuni sembrano essere:
– San Felice a Cancello Parco Veicoli Inefficienti
– Carditello Deposito Munizioni Esplosivi
– Gricignano di Aversa Magazzino Materiali Artiglieria e Nbc

Tutti i siti presenti problematicità simili a quelle di Pianura, come questi tre particolari di foto aeree da Google dimostrano.

San_felice_4

Carditello_4

Gricignano_5

 

 

 

 

Quali siti ancora esistono in provincia di Napoli di competenza del demanio militare? Mica i Lumbàrd al governo staranno pensando ai fertili campi sequestrati alla camorra?

Ecomostri italiani

6 Gen

A Napoli, da alcuni giorni, un intero quartiere (100.000 persone?) è completamente isolato dagli stessi cittadini, che impediscono addirittura l’accesso di ambulanze e di pattuglie.

Questa notizia è solo la punta dell’iceberg, ma i media del Settentrione non ne parlano.

Ricikla_3Condanne miliardarie ed infamanti in arrivo (forse) per il Governatore della Campania, un disastro ambientale perpetrato in una delle regioni più belle e fertili del mondo, un’emergenza che dura da 14 anni e durerà per almeno altri 4-5, l’accesso a fondi UE senza esito e per giunta con l’infiltrazione delle narcomafie.
Tutto questo mentre il Governo è “in ferie”, con diversi milioni di cittadini che davvero non sapranno a chi votare alla prossima tornata elettorale e con diverse migliaia di giovani antagonisti (ultras, centri sociali, forze nuove) che sta convergendo nell’area.

Ce ne è abbastanza per vedere questa “storia” sulle agenzie internazionali.
E ce ne sarebbe abbastanza per leggere sulla nostra stampa non le dichiarazioni postume della politica “in ferie”, ma i fatti, gli atti dei processi in corso, gli “inciuci” eccetera.
Magari conoscere le cause e magari di questi 14 anni di emergenza si fossero fatte campagna stampa come per Cuffaro o Berlusconi.

Napoli_muori_2
Le cause odierne dell’ennesimo “disastro Napoli”, una della più fiorenti città europee all’epoca dell’Unificazione ed ancora terzo polo industriale alla nascita delal Repubblica Italiana?


Lo smantellamento industriale dell’IRI (Cirio, Alfasud, Italsider ecc.), la Riforma del Titolo V della Costituzione “senza paracadute e salvagente”, il ritardo ventennale sulle Aree Metropolitane ed il soffocamento di Napoli e Milano, la contrarietà “tutta comunista” alla richiesta 40ennale di rendere Napoli “porto franco” (duty free) e rilanciarne l’economia con un turismo “alto”, un agri-ambientalismo assoggettato alle logiche del consenso, la pericolosa contiguità, ideologica e de facto, tra consorzi temporanei e narcomafie.

Dunque, leggendo le news europee on-line capita di farsi
un’idea “leggermente diversa” rispetto a quella che si sta strutturando
tra i media italiani, interni.

Ca_murra

1-
I cittadini napoletani sono vittime della situazione e sarebbe incauto,
sia per la loro reazione sia per l’opinione pubblica straniera,
risolvere la cosa con “ordine pubblico e corpi speciali”, come qualcuno
chiede.
2- Il nodo del problema non sta “nell’atavica incapacità dei
partenopei a risolvere i propri problemi”, come vorrebbero tanti
razzisti nostrani, ma nell’occupazione della politica locale da parte
della Camorra, come comprovato dallo scioglimento di un’infinità di
consigliature.
3- La questione da risolvere non è a Napoli, ma a
Roma. Sia per le cause (IRI, riforma della Costituzione, Aree
metropolitane, leggi sulle coop e sui consorzi, ecc) sia per le
soluzioni di cui è responsabile sopratutto verso i Napoletani, oltre
che verso il Paese e l’UE.

Cioè, come al solito, dovremmo ricominciare parlare di diritti e
doveri dei cittadini, di costituzione e di rappresentanza del consenso
e, last but not least, di senso dello Stato.

Argomenti fuori luogo e fuori tempo?
Ecco, ad esempio, cosa scrivevano gli Inglesi (riportando i nomi degli intervistati) 6 mesi fa.

The Guardian: “Investigators suspect some local politicians are in the pocket of Camorra organised crime clans … The controls here are zero and they even stuffed waste into the illegal quarries dug into the nearby mountains”

The Independent: “An ecological and health disaster, with serious economic and labour repercussions

Reuters: “Italy declared a state of emergency for waste in Campania”

E, mentre oggi le nostre agenzie “battono” i commenti di Napolitano e di Dimas, questo è quanto “gira in rete”.

Reuters: “Television pictures showed policemen charging protesters with batons.”

BBC: “The US embassy in Rome has warned American tourists that they may face health risks if they travel to Naples … the rubbish may give off toxic fumes”

Focus: “Die Politik scheint machtlos

N24: Die Umweltorganisation WWF sprach von einem “Zustand des Bürgerkriegs“.

El Pais: “La incapacidad de la política de crear instalaciones suficientes para la gestión de la basura es debida también, según muchos analistas, a los intereses en el sector de la mafia local, la Camorra”

Liberation:
Les habitants s’organisent. Barricades, actions en justice pour exiger la fermeture de certaines décharges. Les gens mettent eux-mêmes le feu aux ordures qui s’entassent devant leurs immeubles.”

Le Monde: “Quelque 2.000 tonnes d’ordures se sont accumulées dans les rues de Naples et ses environs ces derniers jours en raison notamment de dysfonctionnements des centres de traitement, un problème récurrent depuis 1994.”