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Silvio fino a gennaio … No, grazie.

22 Set

Umberto Bossi propone che Silvio Berlusconi resti premier fino a gennaio.

Perchè?

Per portare, con questo escamotage, la legislatura fino al termine, ribaltando, magari, lo stato del consenso fortemente compromesso?

Per avere tempo di emanare qualche decreto federalista, ovvero “democraticamente secessionista”?

Per poter condizionare pesantemente la nuova legge elettorale, dopo la sconcezza del Porcellum di Calderoli & altri, che consegnò e consegnerà alla Lega ed alla Sinistra estreme (Rifondazione ieri, SEL oggi) l’ago della bilancia, oltre che alle lobbies affaristiche?

Per affardellare l’ultima razzia di risorse a danno del Sud, ovviamente con il placet di Roma che incassa anche lei?

Per prendere il tempo necessario a strutturare qualche accordo sotto banco con il Partito Democratico “del nord”?

Per trattenere, un anno di più ed in posizioni apicali presso altri ministeri, le migliaia di semplici impiegati del MEF di Tremonti, frequentemente settentrionali e che nessuno sa come smaltire sia se dovessero tornare al mittente sia se dovessero rimanere al loro posto senza un concorso?

Il declino italiano in tre foto

21 Set

L’arretratezza culturale, tecnologica, economica del nostro Paese è tutta in queste tre foto.

La prima raffigura Matthew Wheeler, delegato alla conferenza dei liberal democratici inglesi in corso a Birmingham. Attenzione, un liberale, non un black bloc od uno spacciatore.

La seconda immagine è stata scattata ad Heathrow e mostra le nuove navicelle con guida laser che porteranno passeggeri a bagagli dagli aerei all’hub e viceversa. Attenzione, navicelle elettriche, autoguida laser, niente facchini, niente emissioni, niente salvataggio dell’Alitalia.

La terza foto arriva dalla Cina, da Taiwan (New Taipei),  capitale dell’omonimo stato, e ne mostra il centro direzionale. Attenzione. La città ha circa 4 milioni di abitanti, come Roma e provincia, ma è la capitale di Formosa (36,008 km2 e 23,061,689), non dell’Italia (301.338 kme 60.681.514 abitanti).

Governo Berlusconi? Staccare la spina

21 Set

Era quasi un anno fa che, mentre stava per arrivare lo scandalo del Bunga Bunga ed era già emerso quello delle escort, il nostro Presidente, Giorgio Napolitano, dovette preder atto che Gianfranco Fini e FLi avevano abbandonato il PdL e che c’era da verificare la maggioranza.

Così accadde che, tra veementi proteste dell’opposizione (escluso il PD naturalmente), a Berlusconi e sodali venne concesso un lasso di tempo enorme per ricostituire maggioranza e governo, cosa che avvenne puntualmente. Ricordate Scilipoti ed i Responsabili? Ecco di questo stiamo parlando.

Passa un anno, il Governo continua a negare la crisi economica finchè l’UE non ci “commissaria” ed i mercati non iniziano la picchiata.

Un anno durante il quale gli scandali, a luci rosse e non, aumentano, mica diminuiscono, delegittimando definitivamente il Premeir Berlusconi, ormai raffigurato dalla stampa nazionale ed estera come una sorta di satiro in balia di donne che hanno l’età per essergli nipoti.

Un anno parlamentare che ha visto la Commissione bicamerale non approvare la proposta di federalismo fiscale perchè i conti non erano attendibili.

Un anno sprecato? Sembrerebbe proprio di si.

Così accade che, oggi, leggendo con occhio distratto i primi strilli giornalistici on line, m’è parso di vedere un “Giorgio Napolitano: ditemi che la maggioranza tiene”, mentre, come pochi secondi dopo ho realizzato,  il testo corretto era “ditemi se la maggioranza tiene”.

Caro Presidente Napolitano, capisco che esiste una ragion di Stato, che l’instabilità dei mercati impone cautela, che sono da evitare delle elezioni al buio, ma guardi che, da un anno a questa parte, Lei è uno dei pochi ad esser convinto che possa ancora esistere una maggioranza atta a governare ed una opposizione che sappia contrapporsi e far proposte.

Non c’è molto da fare, ormai: se si fosse staccata la spina un anno fa, forse potevamo permetterci un governo di transizione (o di unità nazionale), ma, oggi, non resta altro spazio che il governo tecnico istituzionale che vari una legge elettorale.

L’alternativa, ovvero il proseguimento dell’agonia, comporterebbe dei rischi gravissimi per la Repubblica, vista la secessione popolare riaffermata dalla Lega, visti i pesanti coinvolgimenti del PD in fatti di corruzione su scala nazionale e la promessa, impossibile da mantenere, di “meno tagli più diritti” che la Sinistra propone.

Bisogna staccare la spina.

Vasto: Bersani ricomincia da tre

17 Set

A Vasto, un’amena località marittima ad un tiro di schioppo da Montenero di Bisaccia, il paese natale di Antonio Di Pietro, si tiene la Festa nazionale dell’ Idv, alla quale quest’anno hanno partecipato anche Bersani e Vendola.

Il segretario del Pd, nella speranza che si ritorni al Mattarellum, rilancia la rinascita dell’Ulivo di Romano Prodi, che, con quella legge elettorale, potrebbe risultare egemone anche se non dovesse superare il 40% dei voti.

“Il Paese è nei guai, dice Bersani, dobbiamo essere il motore della speranza italiana. Ma le alleanze non si fanno ad ogni costo”.

Il messaggio è per Casini e per l’UdC, che non vogliono associarsi in un’alleanza suicida con Sinistra e Libertà, ormai di nuovo affratellata con il Partito Democratico, e serva a rassicurare l’Italia dei Valori che vuole essere l’elemento centrista (sic!) della cordata.

Anzi, a dire il vero, se Di Pietro attacca con il solito stile politically scorrect, definendoli “Escort della politica”, anche il segretario del PD ci va pesante: “Loro vogliono andare con chi vince, abbiamo a che fare con un partito che dice ‘siccome riesco ad andare a letto anche con la bionda, li’ vado con la bionda mentre altrove vado con la mora”.

E del resto, meglio rompere i ponti sul nascere, se Sinistra e Libertà punta a raccogliere il voto degli omosessuali (il primo partito sessista?) con Vendola che spiega: “come facciamo ad allearci con forze politiche che sono contrarie alla legge contro l’omofobia? Come facciamo ad allearci con coloro che sono contrari al riconoscimento delle coppie di fatto?”

Non si fa strategia sul default che incombe, non si parla di riforme mai attuate, non si riflette sugli errori sicuramente commessi, non si rammentano gli accordi voltagabbana con la Lega: il declino dell’Italia è dovuto al fatto che non si è affidata alla “superiore” cultura di sinistra e che non spendiamo molti più soldi (che non abbiamo) per il welfare.

Tra l’altro, proprio non si cvapisce perchè  IdV, PD e SEL pensino di poter essere il “motore della speranza italiana” se poi dobbiamo ricordare che, in 18 anni di Seconda Repubblica, le due coalizioni (Centrodestra e Centrosinistra) hanno vinto due elezioni a testa ed, evidentemente, hanno pari responsabilità nel disastro generale.

Come al solito, siamo alle solite: solita Sinistra, solite facce, solite (e scarsissime) idee.

Penati, l’arresto e la differenza genetica della Sinistra

29 Ago

I Pubblici Ministeri di Monza, Walter Mapelli e Franca Macchia,  indagano sul sistema di presunte tangenti e hanno chiesto l’arresto dell’ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, e del suo braccio destro, Giordano Vimercati.

Secondo i magistrati dell’accusa, la presenza del Consorzio Cooperative Costruttori (C.C.C.) di Bologna era indispensabile per “compiacere la controparte politica nazionale”.
Secondo i pm, riguardo l’area dismessa dalal Falck, l’imprenditore Giuseppe Pasini accettò le coop nel consorzio, perché erano lo “snodo fondamentale per il buon esito dell’affare” e per il “loro rapporto organico con i vertici nazionali del Pds”.
A riprova dell’illecito, quando la CCC non pagherà la quota per rilevare i terreni, “stupisce come a fronte delle inadempienze del socio emiliano, Pasini riconosca loro il diritto a entrare in ogni caso nell’affare senza chiedere corrispettivi né pretendere indennizzi, ma anzi pagando mediazioni inesistenti”, “destinate a regolare i conti, a spese di Pasini e non di tasca loro, con la politica a livello centrale”.

Nel motivare le esigenze cautelari, i Pubblici Ministeri di Monza evidenziano la “straordinaria attualità” di quanto scoperto, visto che “a dieci anni di distanza Vimercati (ndr. Provincia e attuale PD) e Degli Esposti (ndr. CCC) sono ancora coinvolti nell’operazione non più come compagni di avventura di Pasini, ma dei nuovi azionisti”, dopo “oltre un quindicennio di gestione a profitto privato dell’attività edilizia di Sesto”, non irrilevante “sia per il numero di persone coinvolte in sede locale, con proiezione in sede nazionale, sia per la molteplicità degli addebiti”.

Dunque, secondo i magistrati di Monza, sarebbero almeno 15 anni che esisterebbe un “rapporto organico” tra le Coop ed i vertici nazionali del Pds, oggi Partito Democratico.

Ricordiamo anche che, sempre a Milano da parte del giudice Clementina Forleo, le Coop vennero coinvolte, con UNIPOL, nella vicenda della scalata BNL e delle intercettazioni con D’Alema e Fassino al telefono  e che in Calabria, ma la sede era a Milano con loggia a San Marino, operava al Why Not di cui si occupò il magistrato Antonio De Magistris.

Di una decaduta diversità genetica della Sinistra (ammesso che sia mai stata diversa) avevamo sentore da tempo, prima con il PSI di Craxi, poi con i silenzi di Primo Greganti e, poi ancora, con le inchieste dei giudici Forleo e De Magistris.

Del resto, se, durante la Guerra Fredda, il “Partito” tendeva a sostituirsi allo Stato, grazie ad un enorme patrimonio immobiliare ed un apparato strutturato capillarmente su scala nazionale, è evidente che, oggi nell’Era Globale, lo stesso “Partito”, se intende mantenere lo stesso patrimoni, la stessa infrastruttura e le stesse propaggini, tenderà sempre più a somigliare ad un’impresa di servizi che fa della politica la sua fonte di sostentamento.

… e questa non è affatto una soluzione nè democratica nè legittima.

Le impegnative vittorie di Pisapia e De Magistris

30 Mag

Esultanza per le vittorie di Pisapia e De Magistris a Milano e Napoli, ma non troppa, almeno per ora.

I motivi per essere cauti sono tanti e diversi, come si evince dai primi ed essenziali dati.

A Napoli, vince un candidato dell’IdV, “orgoglioso di essere tra i Liberali Europei”, con il 33% dei voti esprimibili, dato che tanto fa il 65% se mezza città (50,57) non va neanche a votare.

A Milano, il candidato “moderato” di SEL vincerà con il 37% dei voti esprimibili con la Moratti al 30% ed il resto dei milanesi (un “non partito” pari al 33%) che non ha votato in ambedue le tornate.

Una giunta difficile, quella che attende De Magistris a Napoli, dove il PD e l’UDC, seppur estromessi dal ballottaggio, controlleranno quasi il 30% dei seggi e sarà interessante vedere dove andrà a collocarsi, da grande sindaco metropolitano, rispetto al “sistema partitocratico” nazionale.

Un banco di prova, quello di Pisapia a Milano, dal quale tutti gli italiani si faranno un’idea delle qualità o dei limiti di Sinistra e Libertà, giusto in tempo per le prossime elezioni nazionali.

Lettieri – De Magistris: programmi a confronto

26 Mag

Secondo quello che paventano i media, quella di De Magistris a Napoli sarà una cavalcata plebiscitaria.

Considerato che l’IDV ha sempre sostenuto Bassolino e Jervolino e che dietro il candidato sindaco s’intravedono i soliti nomi, tutto questo è a dir poco strano.

Visto quanto scoperto nel confrontare i programmi di Moratti e Pisapia, viene il sospetto che i candidati sindaco “per Berlusconi” abbiano più di una ragione per lagnarsi dei media.

Presi i programmi di Gianni Lettieri e di Luigi De Magistris, infatti, l’impressione è la stessa che per Milano: completo e lungimirante  il primo, limitato e sparagnigno il secondo.

Un dettaglio, però, induce a diffidare fermamente: il programma del candidato berlusconiano costa davvero molto, attingendo a risorse che la città, al momento, non ha: buona parte delle promesse, a ben vedere, farebbero affidamento al “Piano per Napoli” che il governo leghista dovrebbe approvare e che Lettieri considera propedeutico …

Qua nisciuno è fesso.

 

GIANNI LETTIERI

LUIGI DE MAGISTRIS

 

Ambiente e Cultura
  • raccolta differenziata porta a porta
  • individuazione di un sito di trasferenza e avvio dei lavori per la realizzazione di un sito di compostaggio
  • isole ecologiche
  • piano per la balneabilità
  • diffusione degli impianti fotovoltaici
  • introduzione dell’Ecopass
  • abbattimento di edifici degradati nelle periferie
  • Museo della musica napoletana
  • abbandonare il ricorso a società di capitali per la gestione dell’acqua
  • raccolta differenziata porta a porta in tutti i quartieri della città
  • incentivi alla vendita di prodotti domestici alla spina
  • creazione di una isola ecologica per municipalità
  • riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico
Welfare e Imprese
  • interventi fiscali e forme di sostegno per le famiglie a basso reddito
  • nuovo Assessorato alla famiglia, alla scuola e ai bambini
  • un asilo nido pubblico in ogni municipalità
  • apertura pomeridiana delle scuole, con attività sperimentali e laboratori
  • controlli mirati e premi aziendali in tema di sicurezza.
  • banca per il microcredito
  • sportelli coordinati Università e Imprese
  • assunzione nel Comune di 1.500 giovani laureati
  • incentivi fiscali a chi inserisce giovani apprendisti
  • strutture sportive moderne
  • spazi ad hoc per mercatini etnici e venditori ambulanti
  • semplificazione comunale per le imprese di ristorazione
  • creazione del Napoli Convention Bureau per i grandi eventi
  • istituzione di micro incubatoci d’impresa, agenzie di sviluppo locale e sportelli di micro credito, soprattutto per giovani e donne
  • rimodulazione delle concessioni comunali
  • costruzione di quattro strutture per le donne
  • riqualificazione del patrimonio immobiliare abitativo pubblico
  • Garante per le problematiche della disabilità
  • Garante per la Salute dei cittadini
Sicurezza e Mobilità
  • Più mezzi pubblici ed orari garantiti h24
  • Funicolari aperte fino alle 2.00 di notte
  • Potenziamento delle linee ferroviarie urbane
  • piste ciclabili
  • estensione delle aree pedonali del centro storico
  • parcheggi d’interscambio
  • Mobility Management e Car Sharing
  • più videosorveglianza
  • istituzione di ZTL estese
  • controllo elettronico delle corsie preferenziali
Pubblica amministrazione e legalità
  • trasferimento di funzioni e poteri dal Comune alle Municipalità
  • valorizzazione dei dipendenti comunali
  • cronoprogramma delle opere pubbliche, consultabile online
  • società partecipate accorpate in un’unica holding
  • abolizione di sprechi ed extra benefit
  • Authority per la trasparenza
  • prepensionamento di 5.000 dipendenti comunali
  • nuova disciplina delle gare d’appalto per la manutenzione stradale
  • bilancio partecipato
  • riorganizzazione amministrativa del Comune
  • istituzione di un nucleo di valutazione collegiale
  • tagli alle consulenze esterne
  • riqualificazione del personale comunale
  • accorpamento delle partecipate con la riduzione dei cda
  • gestione documentale elettronica in backoffice degli atti
  • partecipazione e accesso elettronici dei cittadini in frontoffice
  • maggiore efficienza energetica degli edifici pubblici
Tasse e Tariffe
  •  ?
  • rimodulazione delle concessioni comunali