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The Economist e l’Italia

4 Apr

Caro The Economist

non è la prima volta che ci parli di Berlusconi e dell’Italia, ma il punto di vista resta ai fenomeni e non arriva alle cause, come la difficoltà di molti nel votare Veltroni che è stato comunista per molti anni e che è il “secondo” di Prodi fin dall’inizio, nel 1996.
Abbiamo (ndr. noi italiani) anche altre difficioltà a votare Veltroni, se promette cose come “ridurrò /compatterò 5000 leggi in sei mesi” oppure “Aumenterò le pensioni di 7,69 Euro la settimana” oppure ancora “Costruirò 100.000 case popolari”.

In un paese con gravi problemi di mobilità la gente vota chi promette ponti e ferrovie come Berlusconi. Dove i giovani non hanno un futuro, votiamo chi parla di “lacrime e sangue” come Tremonti e Dini.
Se gli anziani non hanno come comprare il cibo, gli adulti sono sempre fuori per lavoro ed i bambinisono soli, votiamo chi sostiene la famiglia come Fini.
In un paese dove la Costituzione è molto lunga da leggere e le leggi sono migliaia su migliaia, si vota i partiti locali, come ovvio che sia.
Se i tuoi servizi pubblici sono un “traballanti e malconci” e tu sei un dipendente pubblico od un suo familiare (almeno il 20-30 % della popolazione), vai a destra e difendi la bandiera, o no?

Perchè, caro Economista, non vedi anche questa realtà?
Non è bello, ma è il mio paese “reale”.

I regret for my not correct English, have a nice day.

Roberto Cota, un uomo della Lega

1 Apr

Da La Stampa di oggi : “Sequestrarono una ragazza poco più che diciottenne all’uscita da un locale, la infilarono su un furgoncino e poi la violentarono a turno in un tour dell’orrore che durò alcune ore. La punizione, pure: quattordici anni di carcere a testa, senza riconoscimento delle generiche.

Ma la condanna, per ora, resterà nella sfera delle possibilità.
Saranno quattordici anni assolutamente virtuali perché i due stupratori, approfittando degli arresti domiciliari loro concessi
dalla magnanimità dello Stato italiano, hanno pensato bene di tagliare la corda e da allora si sono resi latitanti, scomparsi dai radar delle forze dell’ordine che danno loro la caccia da oltre due anni”.

Incredibilmente, Panorama di Giovedì 21 Febbraio 2008 così commenta: “Fa male costatare come l’esecutivo (ndr Prodi sostenuto dal neonato Partito Democratico) abbia rinunciato alla sicurezza, scegliendo di non convertire in legge il decreto in materia di espulsioni e di allontanamenti per terrorismo e per motivi imperativi di pubblica sicurezza.
I tempi infatti non ci sono, il Parlamento non può attuare la conversione in legge. Le conseguenze ora potrebbero essere gravissime.

Ancora più incedibilmente, troviamo il leghista Roberto Cota a sostenere le ragioni del governo Prodi, perché tecnicamente non è possibile reiterare un decreto con gli stessi contenuti: La nostra Costituzione lo vieta. Oltretutto quando il decreto decadrà tutte le espulsioni eseguite fino ad ora potranno essere contestate”.

Come se espellere degli stupratori o concedere gli arresti domiciliari da cui scapperanno certamente, non siano due “atti di giustizia” con un unico risultato: il danno e la beffa delle vittime.

Elezioni … col trucco?

28 Mar

Jacoboni su La Stampa scrive che  “è la prima volta che in questa campagna elettorale il capo del Pdl ammette, sia pure tra le righe, che un problema al Senato c’è”.

Anche Repubblica , Sole24ore, il Corriere annunciavano, tempo addietro, lo stesso fenomeno ed anche il Giornale ci informa che:
“Il trucco c’è e si vede pure.  Perché in una regione rossa dove il premio di maggioranza è certo, non far convergere i voti eccedenti su Casini, aiutandolo a superare il quorum per Palazzo Madama? Tant’è che Casini si prepara sparando su Berlusconi come un girotondino”.

Mica stupida la trovata, che funziona anche in senso inverso, sia chiaro.

Già sappiamo della “lettera” degli ergastolani e le 120mila schede argentine, ma non siamo affatto certi che avremo delle elezioni regolari.

Dove sono gli osservatori dell’ONU?

Veltroni, discorsi triti

26 Mar

Laugh1 VW (Walter Veltroni) in piena campagna elettorale annuncia 400 Euro annui in più ad ogni pensionato, che fanno 400 Euro / 12 mesi = 33,3 Euro al mese.

Jacoboni de La Stampa scrive: “Che cosa puà inventare Veltroni per sovvertire la tendenza? L’uscita sulle pensioni ai redditi bassi è buona, ma non ha smosso chissà cosa. I suoi collaboratori lavorano alacri, ma la sensazione è un po’ di stagna. Riuscirà secondo voi a produrre un colpo d’ala nell’ultima fase?

Io vedo un solo colpo (apoplettico) per la sorpresa.
Che disegni di legge propone il PD su scuola, pensioni, lavoro, sicurezza, maternità, enti locali, mica quelli di Prodi?  Dove prenderà i soldi il PD per scuola, pensioni, ambiente, sicurezza, maternità, infrastrutture?

Quesiti di generale utilità che nessuno si sta ponendo.

Romani sindacalizzati e razzisti?

20 Mar

G2 Questa foto è stata scattata durante una manifestazione sindacale a Roma.

Al sol vederla, si commenta da sola.


La peggio gioventù

23 Feb

Irene segnal060601yuppiehandbook01_2a un fenomeno al quale stiamo assistendo da circa un anno, in tutti i settori. E’ un fenomeno diverso da quello precedente, quando le filiere aziendali ed amministrative prediligevano under-40 per la possibilità di contratti al ribasso, per le nuove competenze richieste, per la maggiore disponibilità a compiti gravosi.

In quel contesto persone over40 qualificate ed esperte erano “la ciliegina sulla torta”, il pezzo difficile che andava “rubato (to stealth) agli avversari o prelevato tra i professionisti emergenti (free lance).


Oggi gli under35 sono proprio il “primo prodotto” della scuola e delle università degli Anni ’90: settorializzati, indottrinati, poca dimestichezza con filosofia e testo scritto.

A chi mai dovrebbero passare lo scettro, la poltrona i nostri cari over60, dopo aver tromboneggiato per 40 anni? Ai loro “contestatori” cioè noi 40-50, che oggi ricordiamo ancora come era il nostro Paese prima del disastro?
No.

Il controllo di questo declinante paese passerà direttamente ai loro discepoli più giovani e plasmabili, naturally.

Riforma costituzionale (bis)

21 Feb

Con questo post rispondo ad Anecoico e Luigi e chiarisco le “chiacchiere” (vedi post precedente).

Volevo semplicemente dire che 14 anni fa c’eravamo “fermati” che si doveva riformare la Costituzione e la Pubblica Amministrazione.
Federalismo e decentramento, due parole per rievocare i concetti.

Dunque mi piacerebbe che ci dicessero qualcosa delle “Riforme” prima di andare a votare.
Anche semplicemente che faranno una Costituente od una Bicamerale oppure riformano a blocchi con 2/3 del Parlamento.

Sbaglio o lo stesso Napolitano si era appellato ad una maggiore concordia e fattività (in parole povere) “per le Riforme” ?