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Omaggio a Sidney Lumet

9 Apr

E’ morto Sidney Lumet, il regista di La parola ai giurati, La collina del disonore,  L’uomo del banco dei pegni, Assassinio sull’Orient-Express, Quel pomeriggio di un giorno da cani, Quinto potere, Serpico, il Verdetto ed i più recenti  Prova a incastrarmi ed Onora il padre e la madre.

Lavorò, tra gli altri, con James Dean, Audrey Hepburn, Boris Karloff, Anthony Perkins, Ingrid Bergman, Julie Christie, Gene Hackman, Richard Gere, Dustin Hoffman, Nick Nolte, Sharon Stone, Peter Finch, Faye Dunaway, Robert Duvall, William Holden, Vanessa Redgrave, Grace Kelly, Sofia Loren, Henry Fonda, Al Pacino, Sean Connery, Katharine Hepburn.

Fu lui a lanciare Al Pacino e fu lui a proporre ruoli impegnativi ai “mister muscolo” Paul Newmann e Vin Diesel.

Sidney Lumet era nato a Filadelfia, il 25 giugno 1924 ed è morto oggi, 9 aprile 2011, a New York.
Regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico e televisivo, figlio dell’attore Baruch Lumet e della ballerina Eugenia Wermus, aveva debuttato a quattro anni all’Yiddish Art Theatre di New York.

Nonostante l’enorme numero di nomination all’Oscar per lui e per i suoi attori, solo nel 2005 lo Star System di Hollywood gli consegnerà l’Oscar onorario “alla carriera”.


La sua colpa?
Essere appartenuto al novero delle “simpatiche canaglie” antimaccartiste, ovvero quei registi hollywoodiani che non mancarono di mettere in mostra gli idoli dell’America puritana (il successo ed il denaro) ed i suoi tabù, i pregiudizi, le ipocrisie, le insoddisfazioni, il vizio e la violenza.

“Come ogni figlio della Grande Depressione”, scriveva Joanna Rapf in una intervista al grande regista scomparso,   “crescendo  nei miseri sobborghi di New York City con la povertà e corruzione che li circonda, Lumet si occupa dell’importanza della giustizia per una democrazia. Egli dice che gli piace mettere in discussione cose, persone, istituzioni, quello che viene considerato dalla società come ‘diritto’ e ‘sbagliato. Egli ammette, tuttavia, che non crede che l’arte stessa ha il potere di cambiare nulla, ma il segreto di un buon lavoro è quello di mantenere la tua onestà e la vostra passione.”

Se non fosse stato per i suoi tre film capolavoro (La parola ai giurati, Quel pomeriggio di un giorno da cani, Quinto potere), difficilmente l’America avrebbe potuto continuare a dirsi democratica.
Secondo Turner Classic Movies “,  è stato il realismo sociale che permeava il suo più grande lavoro che veramente definito Lumet:  i temi dell’idealismo giovanile sconfitti dalla corruzione e dalla disperazione di inette istituzioni sociali gli ha permesso di produrre film taglienti e potenti che nessun altro regista avrebbe potuto fare. “

Sidney Lumet era, come James Dean e Marlon Brando, uno dei rappresentanti della Gioventù Bruciata degli Anni ’50, la prima ad essere immolata sull’altare della “stabilità” e del “conformismo”.

Nessuno più attuale di lui.