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Senato e Titolo V: senza riforme l’Italia in stallo

3 Giu

In Gran Bretagna, i parlamentari  (Camera dei comuni) sono 650 – Members of Parliament – eletti dal popolo a suffragio universale e con il sistema maggioritario.
Esiste anche la House of Lords (Camera dei Lord) con 826 membri totali di cui 92 sono ereditari e 709  a vita, che ha compiti di revisione della legislazione emessa dall’Esecutivo, controllo sulla legislazione europea, funzioni costituzionali e dibattimentali su questioni politiche e giudiziaria. Una sorta di corte/camera costituzionale allargata e trasparente, di cui fa parte anche l’alto clero anglicano.

L’Assemblea Nazionale francese è formata da 577 deputati, eletti in un collegio elettorale uninominale a doppio turno, 346 senatori sono eletti a suffragio indiretto da circa 150.000 grandi elettori: sindaci, consiglieri comunali, delegati dei consigli comunali, consiglieri regionali e deputati.
Il Senato ha praticamente gli stessi poteri dell’Assemblea Nazionale, ma a causa della lunghezza del mandato, della relativa minore importanza rispetto all’Assemblea, alla possibilità di cumulare cariche elettive locali con il mandato di senatore, è considerato come un buon ripiego per politici a fine carriera o come mezzo di rientrare nella politica attiva per i candidati all’Assemblea Nazionale che non sono stati eletti.

Il Bundestag (trad. Dieta federale) è il parlamento federale tedesco composto da 630 deputati, eletti con un sistema misto: per metà in collegi uninominali con il sistema maggioritario plurality e per l’altra metà con il sistema proporzionale del quoziente.
C’è anche il Bundesrat (trad. Consiglio federale), un organo costituzionale legislativo, composto dai 69 delegati dei governi dei vari Länder. Ha funzioni di revisione costituzionale e di iniziativa legislativa in materia federale.

In Spagna, il Congresso dei Deputati è composto da 350 membri, eletti in ogni circoscrizione elettorale, a cui viene attribuita una rappresentanza minima iniziale ed un numero addizionale di seggi in base alla popolazione. Sono, poi, 208 senatori sono eletti direttamente dal corpo elettorale con suffragio universale nel Senato delle Autonomie.
La Costituzione attribuisce al Congresso una notevole autonomia rispetto al Senato, tra cui il poter conferire e ritirare la fiducia alle Corti Generali nel Governo e dirimere i conflitti che sorgono tra le Camere durante l’elaborazione e l’approvazione delle leggi.

In breve:

  • Spagna, un eletto dal popolo ogni 80.000 abitanti. 588 politici nelle ‘Camere’. Senato  a suffragio universale di limitata importanza
  • Germania, un eletto dal popolo ogni 117.000 abitanti. Un parlamentare – di cui l’11% non eletto direttamente – ogni 99.000 abitanti. 699 politici nelle ‘Camere’. Senato di ‘delegati’ con funzioni di revisione costituzionale e iniziativa federale
  • Italia, un eletto dal popolo ogni 63.000 abitanti. 944 politici nelle ‘Camere’. Senato  a suffragio universale equiparato alla Camera
  • Francia, un eletto dal popolo ogni 113.000 abitanti. Un parlamentare – di cui un terzo non eletto direttamente – ogni 63.000 abitanti. 916 politici nelle ‘Camere’. Senato  di ‘delegati’ equiparato alla Camera, ma di limitata importanza
  • Gran Bretagna, un eletto dal popolo ogni 97.000 abitanti. Un parlamentare – di cui tre quinti non eletti direttamente – ogni 37.000 abitanti. 1476 politici nelle ‘Camere’. Senato di ‘delegati’ con funzioni di revisione costituzionale e legislativa.

Detto in altri termini, solo l’Italia con la Francia ha un Senato eletto effettivamente equiparato alla Camera dei Deputati, ma in Oltralpe al posto degli elettori troviamo dei Grandi Elettori con un ricambio triennale.
Anche in Spagna è eletto dal popolo come in Italia, ma ha una rilevanza minore per legge.
In Germania, è una ‘commissione di lavoro allargata’ dei Lander, in Inghilterra un’ampia rappresentanza di Lord, in ambedue i casi i compiti sono principalmente revisori.

In parole povere – al vaglio delle carte costituzionali dei vari stati europei da parte di di noi posteri –  se il Senato ha gli stessi compiti e i medesimi poteri della Camera dei Deputati, invece di dedicarsi alla revisione di leggi e trattati, lo Stato non funziona bene: decide con lentezza, spende con dissolutezza.
Stop.

originale postato su demata

 

The declassified hearing of a mafia turncoat on waste traffic in Naples

2 Nov

Reading the words of Carmine Schiavone, the Casalesi mafia turncoat, you wonder why the Italian government to stop a so huge environmental disaster and why the various parliaments – that have come and gone – have secreted similar news. Why governments were waiting for 20 years.
But you have to wonder how that could happen that half of Europe was able to converge on Naples a enormous waste, just while North Italian racist slogans were chanting ‘Oh God,  wash their rubbish with the fire of Vesuvius ‘ and, anyway ,how was possibile evading controls , such as those Germans, who should be serious .

The question, inevitable , which is very simple: when the authors of this huge environmental disaster realized that they are the killers of monstrous genocide?
And then ,why they have continued ?

Hearing of the Camorra turncoat Carmine Schiavone by Italian Parliamentary Commission of Inquiry at its meeting on October 7, 1997 – p. 9 (declassified October 31, 2013)

  •     President Massimo Scalia : When the waste has become an ​​activity of the clan ?
  •     Carmine Schiavone : This situation immediately became operational and began to pour money into the coffers of the state …
  •     President Massimo Scalia : You mean in the coffers of the clan ?
  •     Carmine Schiavone : It ‘the same , more or less.
  •     President Massimo Scalia : Why do you say that is the same ?
  •     Carmine Schiavone : I am embarrassed. I was referring to the coffers of the clan as a clan of state …
  •     President Massimo Scalia : It is your state !
  •     Carmine Schiavone : The Mafia and the Camorra could not exist if it was not the state … If Institutions want not the existence of a clan, what possibility to exist?

Hearing of the Camorra turncoat Carmine Schiavone by Italian Parliamentary Commission of Inquiry at its meeting on October 7, 1997 – p. 28 (declassified October 31, 2013)

  •     President Massimo Scalia : How much money have entered into cash by pertita waste ?
  •     Carmine Schiavone : As far as I know, from 2-3000 millions (of lire) in 1990
  •     President Massimo Scalia : So little?
  •     Carmine Schiavone : But in the common fund , with which he was paying monthly , not in private funds . I did seize the state 2.200 billions (of lire) and I think there are still few , it does not add up . There are also properties that can not be seized abroad , for example in Brazil , Spain. There are properties in Germany , in France.

Hearing of the Camorra turncoat Carmine Schiavone by Italian Parliamentary Commission of Inquiry at its meeting on October 7, 1997 – p. 22 (declassified October 31, 2013)

  •     President Massimo Scalia : You spoke of radioactive sludge from Germany. Can tell us something more?
  •    Carmine Schiavone : No. I just know that this sludge coming in lead logs of 50 cm, a bit long . Someone told me.

Hearing of the Camorra turncoat Carmine Schiavone by Italian Parliamentary Commission of Inquiry at its meeting on October 7, 1997 – p. 32 (declassified October 31, 2013)

  •     President Massimo Scalia : You was involved into the construction of the expressway connecting Napoli- Caserta … there is a natural suspicion that, with respect to such large volumes of business , there were …
  •     Carmine Schiavone : This does not happen only in Italy and in Germany , one of our affiliates – who had 99 company – built the highway from Baden- Baden to Monaco with a renevue of 27 billion marks. So it’s no wonder , it’s not only in Italy , but unfortunately  we are accustomed to think that  Italians are all thieves , but this happens in France , in Europe , to not speak of South America.

Hearing of the Camorra turncoat Carmine Schiavone by Italian Parliamentary Commission of Inquiry at its meeting on October 7, 1997- p. 30 (declassified October 31, 2013)

  •     President Massimo Scalia : You alluded to the fact that some politicians were related in some way to Freemasonry …
  •     Carmine Schiavone : Why do not we leave aside the politicians?

originale postato su demata

Naples is calling under an unbelievable enviromental disaster

8 Ott

Hurry for Naples! – (Andy Wahrol)

Read also The declassified hearing of a mafia turncoat on waste traffic, envitomental disaster and political connections

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In the town of Caivano (Italy) , cabbages are yellow and not white , as normal. ‘It was polluted everything: groundwater, wells , land and even the cabbage. We found , in particular, cadmium , arsenic and lead with parameters of 4-500 times that exceeded the maximum allowed’. (General Giovanni Costa , head of the Forest Guard of Naples and its province, interviewed by Corriere del Mezzogiorno) .

The boundaries do not fare better : Qualiano, Villaricca and Giugliano towns are the industrial triangle of illegal dumping of toxic waste , which is managed by the Mallardo  clan, while Casalesi Clan control the territories of Caserta . ” (Italia24ore)

But the Land of Fires (this is the nickname of that territory of Campania by the hundreds of illegal fires of industrial garbage done by Camorra) is not limited to these populous towns or to the ‘triangle of death’ of Acerra , Nola and Marigliano , where in last years an exponential increase of tumors , especially in children , and mortality is growing.
47 municipalities are officially ‘ contaminated ‘ , including Afragola, Arzano, Aversa, Caivano, Calvizzano, Cardito, Carinaro, Casal di principe, Casaluce, Casandrino, Casapesenna, Casavatore, Casoria, Cesa, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Frignano, Giugliano, Gricignano di Aversa, Grumo Nevano, Lusciano, Marano, Melito, Mugnano, Orta di Atella, Parete, Qualiano, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Antimo, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca.

To these towns three districts of Naples have to be added: Bagnoli and Cavalleggeri, where the dismantling of the former Eternit factory has turned into a huge pile of asbestos few meters far from the houses , and Pianura, where is a landfill hotly contested by the population.

Eternit Bagnoli Process: Some relatives of the more than 500 victims – so far proven.

At a guess we are talking about two million people daily exposed to industrial products or their smogs that are toxic, mutagenic, harmful to health.

Not for particular sins of the people that lives there, but for the gangs acting in plain sight, for a local political class selected elsewhere and for an Italian Republic which intervenes little and badly , unless it is distracted and busy in a completely different .
Needless to say, the costs of health are becoming increasingly unsustainable for the Campania Region and one of the richest agricultural production in Europe will be thrown away for years and years, relegating those territories to subsidiaryty.

Map of the Land of Fires for hazard index of the buried/ burned waste

The causes of an environmental disaster of so large and so dramatic consequences are few: the Camorra, the Italian Republic, the Italian Parliament.

In fact, the root of all evils is the traffic of hazardous wastes, which began in 1982 , thanks to an Italian law that deregulated the treatment of industrial waste, without – as tragically proved – adequate controls on the sites and on the certifiers .
In the 80s , long ago, we report the first investigation, ‘Adelphi’,  for international traffic of industrial bins and sewage buried in the quarries of Caserta and in the plains of Terra di Lavoro (today Land of Fires).
Only then (it was 1991 ) Italian Republic established an observatory and a parliamentary commission of inquiry , but not a comprehensive inspectorate and not a stricter rule on sites and certifications .

Today, it is a fact that the legislation and control systems were inadequate, as demonstrated by the process of Eternit Bagnoli which ended in the first instance with the sentencing to 16 years of the Swiss tycoon Stephan Schmidheiny and the Belgian Baron Louis De Cartier, former leaders of the multinational, (con)damned for environmental disaster and malicious willful default of safety precautions , but … the sentences are gone in prescription and asbestos is still there, in open air not so far from houses.

A sieve, which benefits – imposing it as dominant thanks to a billion- euro business – the Casalesi Clan, legal dealers for the construction of fish tanks from Lago Patria up to Mondragone, used for the extraction of sand and … the burying more of everything .

Burial of toxic waste in a quarry

Still, the principal dealer of the Casalesi Clan, Carmine Schiavone – already during the interrogation of ’93 , ’94 and ’96 – had described the whole illegal chain for the spillage of waste, stemming in large part ‘outputs’ from North Italy companies,  on time untouched by all the investigations .

Then, at the beginning of the second millennium, while the Italian Republic and its Parliament  were managing a disaster with unexplainable ease, the Campania Felix was wasted also by the vainglory of the Policy.
So it happened that the national news, in those years – rather than to make pressure on the Casalesi Camorra and the regional misrule, all twisted the question like ‘ incinerator yes-no ‘ as suggested by Minister Pecoraro Scanio and flashed the general attention on popular uprisings against legal landfills ( there have been convictions ) but not against those abusive …
Meanwhile , our companies of the North Italy continued to send their industrial wastes at unbeatable prices … why would they suspect of those who offered them it without problems?
Meanwhile, while tons of harmful waste are coming from northern Italy to Naples and Caserta, the same Italy refused to place in its landfills  the relatively few tons of garbage that invaded the city of Naples (without legal landfills) and created a global healthcare alarm even to WHO in New York.

Since then it goes on with a dozen fires per day, organized by small gangs employed by the Camorra around the provinces of Naples and Casert , to burn waste, solvents, tires, harmful products come from everywhere. And now even the wind is the enemy , in Terra di Lavoro aka Land of Fires , because it takes anywhere dioxins , heavy metals, toxic or mutagenic compounds.
Who  can is leaving  fine owned homes or work activities to take refuge in the few ‘safe’ areas. A silent, desperate exodus with no return.

Burning of toxic materials – Photo from Giornalettismo.it

The Italian Republic, its Parliament, its national Media? Absent or at least silent.

Not seen if , until 31 December 2007, the Province of Caserta – with an  international alarm for environmental disaster in progress – legislated to certify every wells with any statement provided by its owner and only from that date it was needed certain checks to be allowed to create and use a pit. Actually, ’60-70% of the wells used to irrigate the land is outlawed ” (CampaniaNotizie.com)

An Italy that stalls, sipping resources and responsibilities, if ” the third largest city in Campania, one of the most populous regions of Italy, is the ‘capital of poisons’. In Giugliano town is taking place in plain sight and in the general silence, one of the the most serious disasters in Europe.
In the almost ninety-five km square area – that extends from Marano to Aversa  stretching up into the Domitian coast, three of the four elements of nature are – in some cases – irreparably compromised : the dioxin breathed by the air, the leachates gone in many agricultural wells as the the (in)famous ponds where the Camorra has spilled the impossible, the industrial poisons filling the earth.

Photo by Il Mattino di Napoli

The Giugliano ecosystem  is so devastated that – few months ago – Prosecutor Alessandro Milita, author of a complex investigation into the Resit landfill (note: as big as 2,600 football fields ), told the parliamentary committee on waste cycle that exponential growth of pollution ‘can only be compared to AIDS , because in the coming years it will be extended again. Among forty years will inevitably come to terms. According to the expertise of the geologist Giovanni Balestri, in 2064 the aquifer under the Resit will be compromised by thousands of tons of poisons leached through the tuff’.
In Resit – by the initiative of the clan but behind a facade of legality represented by false claims – 341,000 tonnes of hazardous waste have been downloaded over the years, including 30,600 tons of all kinds of waste from chemical factory Acna Cengio, actually found less than twelve feet below ground. The landfill in Scafarea is the head of the monster that has already polluted twelve exploration wells in the surrounding countryside planted with vegetables and fruit and spits out , day after day, streams of toxic leachate.’ ( Il Corriere del Mezzogiorno)

Photo by Today.it

A distracted Parliament while invoking the fight against tax evasion and undeclared work, if the prefectural Commission found that the  city of Giugliano in Campania denotes a ‘lack of control and serious administrative problems at the vegetable market’, which is the second in Italy after Milan with a movement of one million tons per year of fruit and vegetables.

Even plans to introduce tougher sentencing, mandatory arrest for environmental crimes, summary trials on the basis of biochemical tests of the police.
No notice on the evidence that it is thanks to his laws and his (deficient) controls that Camorra has been able to achieve a kolossal environmental disaster, which otherwise continues unabated .
Not even wonders how it can still be fully asserted its jurisdiction in so abandoned lands in hands of  Camorra Clan, where citizens, rather than conspiratorial, are quite intimidated and deeply disheartened .

Not even a prominent politician in the sit ins as in the events promoted by parish priests and bishops , the ones remained in the forefront among the people.
Not a national front-page for a carnage – if unintended – is a massacre , and an ethnic cleansing – if still tolerated.

Event by Football Team S.S.C. Naples – Photo by La Repubblica

So, in this unfunny game, it happened that – few weeks ago – a well-known Italian newspaper  asked why the Neapolitan people does not rebel. A quite paradoxical question: against the Camorra or against the State – that claims taxes and does not guarantee safety and health – or both?

Do not blow on the embers which may be fire, if anyone does not recall the facts and/or forgets our history, after having spoken and written with contempt – and with impunity for decades – ‘on the Neapolitan people’ , starting from the stands of stadiums, as if racism could be everything else than racism.
Rather, we should ask whether the state exists in the provinces of Naples and Caserta or whether, as seems just , something has failed.

Meanwhile, hurry.
To save those who are still alive and help those who have nothing … to believe .

Read also The declassified hearing of a mafia turncoat on waste traffic, envitomental disaster and political connections

In

originale postato su demata

Berlusconi sentenced, what future for Italy?

1 Ago

Strange but true, the SIlvio Berlusconi’s Supreme Court sentence will have a greater relapse to  Left rather than the Right side. In fact, no matter that  this sentence is the ‘Gunfight at the O.K. Corral‘ that Italians wait by 20 years in a collective perception of Politics.
A simplified world like a Spaghetti Western, an universe where the bad guys are always morally inferior: ugly, rude, corrupt, incompetent, ridiculous, infidels. And the good boys are distinguishable for their moral superiority: storyteller and soberly trendy, high laureate, perfect at home and at work.

berlusconi condannato

So wee expect, in next mounthes, the theme of an ‘opaque Enrico Letta’ allied with the bad guys (PDL and UDC), repeated in meetings, marches, strikes and scandals until November, when the convention of the Democratic Party will have to settle ‘inner aspects’ about real estate and financial interests, lobbying, factionisms, immobility and adventurism, political expectations of the different electoral bases.

Matteo Renzi, despite having a good following of experts and technicians, may be ‘light’, if the Right wing will begin to attack him or CGIL and the extreme Left will emit a ‘fatwa’ in name of ‘starvation of the people ‘?
Who weighs more? The traditional electorate, octogenarian and tipycally resindent in the Apenninic Regions? The public agencies, the health lobby and the  ‘justice machine’, the controllers of State holdings? Or will it better to return to the mediation and Walter Veltroni’s ‘moderate’ majority?
And La Repubblica – the newspaper deus ex machina of the Left – will be not able to be decisive for the balance of the party?

If the Left, predictably, will thread into the dynamic pre-congress – and in the debate pro-M5S and pro-extreme Left wing – more is going to change in the center-Right, with the departure of Silvio Berlusconi, that this judgment determines.

In fact, the major companies of ‘Made in Italy ‘ are now globalized and respond to not only to national interests, the Italian capital is restructuring, as evidenced by the various shareholders’ agreements broken in last months at the level of Mediobanca, and the situation of Unicredit Bank is very complex, because in Rome more than 30% of the Italian mortgages are filed with compromised Real Estate market.
At the same time, the pontificate of Pope Francis appears firmly addressed to safeguard the interests of Vatican and ‘not only’ those of ‘financially active’ Bishops. A Pope coming from Argentina with a clear and populist vision of the relationships between power and citizens.

It is not unlikely that, having the time, the PDL evolve / dissolve in key liberal-populist and this is the main reason why the tsunami ‘judgment Berlusconi’ could hit in a more eye-catching and dramatic Democratic Party, making hasty and fueling the shaking inside frantic thrusts.

originale postato su demata

M5S a convegno per governare?

4 Mar

Non era difficile non dare per scontato che centonove deputati e cinquantaquattro senatori avessero bisogno di un «conclave» del neonato Movimento Cinque Stelle, per decidere insieme le strategie ed i margini di accordo che vogliono attuare in Parlamento e, innanzitutto, la governabilità.

Altrettanto facile immaginare che la Premiata Ditta Grillo & Casaleggio si faccia scippare ‘al mercato delle vacche’ quelle due dozzine circa di senatori che mancano al Partito Democratico per governare.

Nel ‘conclave’ dei parlamentari del M5S, verranno chiarite anche alcune questioni essenziali, sulle quali non loro, ma gli italiani tutti stanno facendo una gran confusione.

La richiesta da parte di Grillo di un governo di minoranza senza una fiducia preventiva che contratta, di volta in volta, l’appoggio su singole leggi porrebbe inevitabilmente l’Italia in balia del Parlamento e delle Lobbies.

Anche se Bersani intima a Grillo: «Decida cosa fare o tutti a casa», il caso del capo dello Stato in scadenza – “semestre bianco” – impedisce che egli sciolga subito le Camere.

Come probabilmente sperano i sostenitori di Mario Monti, una prosecuzione “a tempo” del mandato presidenziale al Quirinale non rientra nei ‘parametri’ previsti dalla Costituzione.

Malgrado quanto sostenuto da una parte della Sinistra, nonostante il Procellum, spetta solo al Presidente della Repubblica, e solo a lui, scegliere in piena autonomia, al termine delle consultazioni, a chi affidare l’incarico per formare il governo.

Dunque, esistono solo due strade.

La prima via – quella che comunemente è chiamato ‘governo tecnico per le riforme’ – è quella che di un governo a tempo con un programma di riforme, sul genere di quelli ‘tecnici’ guidati da Dini e Amato per traghettare il Paese dalla Prima alla Seconda Repubblica, che si concluda con delle elezioni con un nuovo sistema elettorale e con le autonomie locali riformate.
Nella sostanza è quello che sta chiedendo – con poca chiarezza – Beppe Grillo e che, ragionevolmente, chiederà il Movimento Cinque Stelle di Casaleggio.

Il secondo percorso – quello che comunemente è chiamato ‘governissimo’ -è quello che di un governo a tempo con un programma di riforme, sul genere di quello guidato da un ‘tecnico’ come Mario Monti per salvare il sistema finanziario italiano, che si concluda con delle elezioni con un nuovo sistema elettorale e con il Welfare riformato.
Nella sostanza è quello che serve alla Seconda Repubblica per guadagnare qualche anno di vita ed avere il tempo, secondo loro, di lavorarsi ai fianchi il movimento dei Grillini.

In tutto ciò, c’è da insediare il Parlamento ed eleggere, anche con una certa rapidità, sia i Presidenti della Camera e del Senato, si individuare i candidati alla presidenza della Repubblica e darsene uno.

Dunque, che Bersani la smetta di portar fretta, che non ce ne è se non per lui, che, a breve, dovrà rendere ragione ai suoi sodali di partito in ordine all’ennesima cantonata presa e conseguente bastosta incassata, illudendosi di governare con il 33% ed un voto.

Tanto, finchè non si eleggerà ed insedierà il nuovo Presidente della Repubblica, c’è il Governo Monti per ‘l’ordinaria amministrazione’ e per la buona pace di banche, governi esteri e mercati vari.

Il Movimento Cinque Stelle è a convegno ed è la loro prima prova del nove. Avranno idee, condivisione e lungimiranza per resistere al canto delle sirene democratiche-democristiane? Riusciranno a stendere un decalogo delle priorità e delle negoziabilità, con cui sostenere un governo di programma per le riforme?
Probabilmente si, ma lo sapremo tra due giorni soltanto.

originale postato su demata

Governabilità, ma come?

27 Feb

I dati elettorali e lo stallo parlamentare sono sotto gli occhi di tutti, il mondo della politica è sgomento, i cittadini un po’ meno, M5S ha annunciato che voteranno le leggi che ritengono giuste, all’estero pazientano. Allo stesso tempo, la Lega è egemone nelle tre regioni che contano (Piemonte, Lomnbardia E Veneto), mentre la Puglia e la Campania hanno abbandonato Vendola e De Magistris.

Già questo dato dovrebbe darci una chiave di lettura della exit strategy in cui dovrebbero dedicarsi il Quirinale ed il sistema partitico, salvo apporti ed interferenze da parte del sistema giudiziario e dai media, cui siamo notoriamente avezzi.

Il PD con SEL ha alla Camera più o meno gli stessi voti del PdL-Lega e del M5S, grazie ad una legge iniqua a dire di tutti, il Porcellum, ha, però, la maggioranza assoluta. Rivendicare una primazia o, addirittura, una sorta di diritto a governare è un atto classificabile – agli occhi di un elettore che badi alle regole ed non solo alla fazione – come un enorme atto di arroganza.
Per giunta, proponendo al M5S un abbraccio suicida per non pochi motivi, visto che tra ‘ruggine storica’ e ‘pastoie governative’ Beppe Grillo rischierebbe di perdere un’enorme massa di consensi nel giro di pochi mesi da un elettorato che aborrisce il consociativismo, i capibastone, le scuderie eccetera eccetera.

Inoltre, c’è la disponibilità già dichiarata dei Grillini ad operare nel pieno, vero mandato cui ogni parlamentare dovrebbe adempiere: votare le leggi secondo coscienza.
Questo significa che esiste ampio spazio per un governo di minoranza.

Certo, in politica mai dire mai, ma la via del governo di minoranza è la prima balzata gli occhi, dato che l’abbraccio di Bersani con il Giaguaro Berlusconi è improponibile agli elettori di sinistra, come è impensabile un Mario Monti premier con un Scelta per l’Italia che è ‘quasi’ l’UDC ma ‘non è l’UDC’ e con la carenza di carisma e di opportunità politica dimostrate in quest’anno.
E’ però improponibile anche che il PdL sostenga un governo di minoranza guidato da Bersani: una comprensibilissima questione di principio.

Ed, allora, non resta che Casini, che a guardarlo bene, ha tutte le caratteristiche per assolvere alle funzioni di un Premier di minoranza o di un governo a termine, che abbia i poteri di programma e non solo tecnici, onde intervenire su alcuni aspetti costituzionali.
Le caratteristiche così ‘rare’ sono quelle di non essere sgradito all’elettorato di sinistra, non incassa troppa ostilità dal PdL, fa parte della compagine montiana, così rassicurante per i ‘mercati’, ha interesse a riformare la legge elettorale, conosce a menadito i regolamenti parlamentari, conosce molto bene vezzi e difetti di tanti suoi colleghi.
I limiti sono quelli noti: non aver mai dimostrato un carisma ‘non solo fotogenico’, non avere un gruppo di ‘cavalli di razza’ nel partito, essere indirettamente legato ad una certa ‘romanità’ di cui il cinema ha raccontato fatti e misfatti ed in tanti si è imparato a diffidare, essere additato dai Montiani come la causa del loro flop.

Ad ogni modo, Casini o non Casini ed acclarato che M5S non farà bieco ostruzionismo parlamentare, di alternative ad un governo di minoranza non sembra che se ne vedano all’orizzonte, salvo quella del Partito Democratico che forma un governo con SEL e Cinque Stelle. Ma, in tal caso, di quanto e per quanto saremo sballottolati, piallati, compressi, svalutati, massacrati, disfatti dai mercati e dalle diplomazie di mezzo mondo?
E chi si prende una responsabilità storica del genere? Pierluigi Bersani a cui, forse, il partito dovrebbe chiedere le dimissioni?

originale postato su demata

Elezioni: gli errori dei sondaggisti

27 Feb

Quando Fini decurtò la maggioranza berlusconiana al Parlamento, era il caso di votare subito, come lo era votare l’estate scorsa, quando ‘i conti erano in sicurezza’ ed era ben chiara la memoria delle politiche tremontiane e non solo montiane, oltre ad un inquietante ricordo dei tesoretti mai esistiti e della fiscalità creativa dei governi prodiani.
Che andasse a finire così c’era da aspettarselo, chi si è illuso di governare con il 30% ha, adesso, la riprova di quanto fosse sbilenca la sua idea. Non solo per l’expolit di Beppe Grillo che si è potuto avvantaggiare una campagnia elettorale di Bersani. Anche la ripresa di Silvio Berlusconi era prevedibilissima.

Secondo Eugenio Scalfari, riferendosi a Silvio Berlusconi, certi elettori sono, purtroppo, ‘gonzi o furbi’, che corrono dietro ‘all’asino che vola’ o chiedono di entrare nella ‘clientela berlusconiana’.

In realtà, non è proprio così. Chi occupi seriamente di politica sa che la questione ‘meno tasse’ è essenziale per la propaganda. Persino Obama si è ben guardato in campagna elettorale di spiegare che all’incremento di tasse per i ricchi, sarebbe corrisposto un decremento degli sgravi per i ceti medi.
Berlusconi ha promesso meno tasse, Bersani è rimasto nel vago ed ha lasciato intendere a nuovi sacrifici.

Altra questione essenziale è quella della ‘spesa pubblica’, che si traduce commesse alle aziende e servizi ai cittadini, più lavoro e maggiore crescita, per la quale chi la attende vuole promesse chiare, magari poche, ma chiare. Berlusconi ha promesso il taglio dell’IRAP per le aziende, Bersani ha parlato di un piano di sostegno ed investimento industriale ed infrastrutturale, a carico delle (eventuali) risorse derivanti dalla lotta all’evasione.

Infine, la libertà nella propria proprietà, ovvero il diritto di modificare un proprio immobile senza troppi intoppi e con regole chiare, se lo si desidera o se si rende necessario.
Berlusconi ha promesso il ‘condono, che è una soluzione, indecente, ma soluzione, Bersani ha urlato ‘no al condono’, ma senza promettere semplificazioni e regolamenti comunali omogenei.

Era prevedibile che un bel tot di persone comuni decidesse di votare seguendo le questioni di maggiore appeal come accade in ogni luogo del mondo: tasse, lavoro, casa, investimenti. Viceversa, chi semima vento, raccoglie tempesta. Più che di un furbesco avvantaggiarsi di Berlusconi, sarebbe il caso di parlare, soprattutto, di grandi autogol di Bersani.

Ma il dato finale dei consensi era prevedibile anche per un altro, semplice motivo.
Il PdL era dato al 19% nella scorsa primavera, con la Lega sotto il 10%, mentre scoppiavano scandali e cadevano teste. La coalizione veltroniana, le scorse elezioni, non andò molto lontana dal 40% e senza Di Pietro è monca, guarda caso, di un’entità paragonabile.

Ovviamente, la storia dei consensi è trasmigratoria per eccellenza, ma quella dei grandi numeri no. Era prevedibilissimo un PdL+Lega al 29% ed un PD+SEL al 33%, come lo era supporre che larghissima parte degli ‘probabili’ astenuti si sarebbe rivolta al Movimento Cinque Stelle e non ai partiti ‘storici’.

Ilvo Diamanti spiegava, l’altra sera in televisione, che gli analisti avevano tenuto conto del dato che più si approssima il voto più gli indecisi si collocano su scelte che potremmo dire ‘moderate’, ‘affidabili’, ‘sagge’. Il punto è che più che un dato questa è una (mera) ipotesi, mentre i dati raccontavano ben altro.

Con una buona lettura della realtà, il Partito Democratico avrebbe perduto per strada Casini e/o Di Pietro, avrebbe investito su Mario Monti e sull’austerity ad oltranza, avrebbe temporeggiato sulla legge elettorale ‘che si vince anche col 30%’, avrebbe strutturato le liste superando le vecchie logiche di apparato democomunista? Avrebbe candidato Renzi?

Sempre a proposito di dati e di letture, come far emergere nei numeri la fotografia di un partito che è ‘da sempre’ al 30%, qualunque cosa accada, e che è ormai senz’anima perche troppe sono le anime che lo paralizzano.
Un partito che nasce da ‘l’importante è esserci’ – noto slogan degli Anni che furono – per cui oggi esiste, ai vertici come tra la base e tra gli elettori, un’anima demoliberale ed una postcomunista, una populista ed una socialdemocratica, una ambientalista ed una infrastrutturale, eccetera.

Dunque, l’ipotesi che si vorrebbe far passare, danneggiandoci pesantemente all’estero, è che l’Italia non è quella ‘giusta’, come campeggiava nei manifesti di Bersani, ci sono ‘gonzi e furbi’, come afferma Scalfari, dove gli abitanti sono bizarramente imprevedibili, come i flop di tante previsioni vorrebbero dimostrare a propria discolpa.
Oppure no. Non era l’Italia giusta.

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