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Napoli, l’assedio

21 Giu

Ero a Napoli la sera che venne perla prima volta acclamato sindaco Bassolino.
La città era invasa dall’immondizia, non come oggi, ma abbastanza per parlare di assedio.
Erano da mesi in agitazione gli “spazzini”, come si chiamavano allora, vuoi per stipendi e diritti, vuoi per l’inconsistenza della gestione, vuoi per le infiltrazioni criminali di cui si lamentava già allora.

La mattina dopo, la città era uno specchio, incredibilmente, tra l’entusiasmo della gente e la diffidenza di pochi verso un tale prodigio.
I fatti dettero ragione ai pochi malfidati, ma non furono presi provvedimenti per evitare il disastro.

Il PD, allora PdS, continuò a candidare Bassolino, prima a sindaco e poi a governatore regionale.
I governi ed i parlamenti fecero leggi sullo smaltimento a base federale, ovvero provinciale, senza tener conto dell’esistenza di una delle aree più densamente abitate del mondo.
Bassolino non venne fermato, anzi fu “riconfermato” da Roma quale Commissario Straordinario, nonostante tutto quello che è scritto negli atti di processi che annunciatamente stanno andando in prescrizione.

Allorchè arrivati sul baratro del disastro ambientale e salutistico, arrivò Berlusconi con le leggi pseciali, l’esercito e le ricette da bar dello sport della Lega.
Risultati pressochè zero, nonostante sia prima che durante che dopo, nell’arco di un ventennio, si siano occupate della “problematica” ditte piemontesi, lombarde e venete. Tutte o quasi puntualmente finite in tribunale.

Oggi, la città ha finalmente un sindaco suo, mentre il disastro si ripresenta e mentre la calura estiva incalza.
Già due anni fa, ONU, Unione Europea ed Organizzazione Mondiale della Sanità incalzarono il governo Berlusconi (ed il suo ministro Maroni) ad intervenire in soccorso della popolazione.

Oggi, siamo punto e accapo, ma la colpa, ovviamente, è dei napoletani, come documenta questo video di una ruspetta che libera un  vistoso blocco stradale spacciato per “così raccolgono la monnezza a Napoli”.

Peccato che Bassolino e Iervolino fossero casertani, che le maggiori aziende chiamate a rispondere sia settentrionale e che è a Roma che operano ancora oggi i principali artefici di questo disastro.

Ovviamente, la colpa è dei napoletani … e del loro spirito di sopportazione.

FOTO serie 1 (da Repubblica)

FOTO serie 2 (da Repubblica)

FOTO serie 4 (da Repubblica)

Foto  serie 3 (da Republica)

Napoli, la capitale morale d’Italia

21 Giu

Ci sono molti luoghi comuni su Napoli ed i napoletani, riassumibili in “ladri, sporchi e sfaticati”.

Pregiudizi antichi, se accadde che la mia bisnonna piemontese fu diseredata per aver sposato un meridionale, pregiudizi montati ad arte, basti leggere di Scarfoglio e Serao e di come fu costruito a tavolino il mito dei “tarallucci e vino” e dell’incocludenza “borbonica”.

Eppure, le cose non stanno affatto così, dato che tanto personale delle forze dell’ordine è campano, che lì la gente insorge perchè lo Stato latita riguardo la gestione dei rifiuti, che il Settentrione è cresciuto e cresce solo grazie alla laboriosità di tanti immigrati dal Sud.

Eppure, nessuno se ne accorge e nessuno vuol parlarne.

Nessuno vede che l’inchiesta Calciopoli è targata Napoli, come lo sono quelle sui cosiddetti “appaltoni” tipici delle città “rosse”, sulle filiere cooperative toscane e non solo, sulla Why Not emiliana ed il clientelismo del Fondo Sociale Europeo, sulla Monnezzopoli bassoliniana che coinvolge ditte venete, sul disastro ambientale causato da ditte lombarde e, proprio oggi, sulla P4 padanocentrica.

Inchieste che coinvolgono tutt’Italia, che a Napoli faticosamente proseguono e che, nel resto del paese, restano bisbisglio e chiacchiericcio.

Come non riconoscere la capitale morale del nostro paese se non nella città di Napoli, nella sua sopportazione  e nella sua fedeltà verso un’Italia che puntualmente la esclude, la dimentica, la misconosce, la danneggia.

Non è un caso che da mesi si discuta dei “ministeri al nord” senza porsi affatto il problema che anche il Sud e le sue antichissime capitali (Napoli e Palermo) possano essere della partita …

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