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Pensioni: cosa ne pensa Boeri

12 Giu

Dalle prime indiscrezioni, Tito Boeri, presidente dell’Inps, intende sviluppare un nuovo approccio per consentire una certa flessibilità pensionistica.
Non le Quote che Damiano e parte del Parlamento vorrebbero – fisse e con sistema misto retributivo-contributivo – bensì ricondurre l’accesso anticipato alla pensione a quanto effettivamente versato (contributivo) in funzione dell’aspettativa in vita: più lavoratori pensionabili ma con minore spesa

Il metodo è quello corretto, l’intento è comunque quello di dare flessibilità all’esodo pensionistico, il risultato dipenderà dai dettagli.

Lo strumento consiste nella proposta di estensione dell’Opzione Donna, che per ora permette alle signore di pensionarsi entro la fine di quest’anno con 57 anni d’età e 35 anni di versamenti, e che andrebbe applicata anche ai maschi, con qualche parametro diverso.
Per la valutazione della contribuzione dei 35 anni sono oggi utili, i contributi obbligatori, da riscatto e/o da ricongiunzione, volontari, figurativi con esclusione dei contributi accreditati per malattia e disoccupazione.

Il tutto, però, ricalcolando la pensione su base integralmente contributiva, ovvero con una decurtazione che oscillerebbe tra il 27% per i redditi più bassi e il 39% per quelli più alti, secondo i calcoli di PansioniOggi.

In questo modo, il risparmio per l’Inps sarebbe enorme e tanti potrebbero ritirarsi con 1.100-1.600 euro al mese di pensione.
Non sono i duemila euro (più o meno) che si prospetterebbero con il sistema misto, ma anche pensionarsi a 67 anni fa una bella differenza.

Demata