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Un parlamento di sottosegretari al governo

5 Mag

Sono nove i nuovi sottosegretari del governo presieduto da Silvio Berlusconi: Daniela Melchiorre e Catia Polidori allo Sviluppo Economico, Bruno Cesario e Antonio Gentile all’Economia, Aurelio Misiti alle Infrastrutture, Giampiero Catone all’Ambiente, Riccardo Villari ai Beni Culturali, Roberto Rosso all’Agricoltura, Luca Bellotti al Welfare, .
A loro si aggiunge Massimo Calearo, che è stato nominato “solo” consigliere personale del presidente del Consiglio per il Commercio estero e non sottosegretario, in quanto avrebbe comportato la necessità di abbandonare la presidenza della Calearo Group, in palese conflitto di interessi.

Riccardo Villari è entrato in politica alla fine degli anni ’80, nell’entourage democristiano di Vincenzo Scotti, ed è stato eletto nel 2008 al Senato nelle liste del Partito Democratico, che lo espellerà nel 2009. Sarà uno dei fondatori di Coesione Nazionale, raggruppamento al Senato “gemello” dei Responsabili, dopo una breve permanenza nel Movimento per le Autonomie (MPA) di Raffaele Lombardo
Giampiero Catone, nel 2001 era Capo della Segreteria del Ministro per le Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione, nel 2006 è eletto deputato alla Camera nella lista di Forza Italia e aderisce al gruppo Democrazia Cristiana per le autonomie – Nuovo Psi. Dopo aver aderito, insieme ai suoi circoli, a Futuro e Libertà per l’Italia, è tra coloro che voteranno, poi, contro la sfiducia al Governo.
Antonio Gentile, eletto senatore alle elezioni politiche del 2001 nel collegio uninominale di Cosenza come candidato della Casa delle Libertà, è uno dei senatori più arrivi e presenti secondo le statistiche di Openpolis.
Aurelio Salvatore Misiti ha iniziato la sua carriera politica negli anni ’60, militando nel PCI e diventando segretario nazionale della CGIL Scuola-Università. Nel 2006 è eletto con Italia dei Valori e nel 2010 passa con il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo, giusto in tempo per salvare col suo voto la maggioranza.
Bruno Cesario nasce politicamente nella Democrazia Cristiana ed elezioni politiche del 2008 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista del Partito Democratico. Nel 2010 dà vita al Movimento di Responsabilità Nazionale in supporto al governo di centrodestra.
Catia Polidori, imprenditrice di professione, nel 2008 è eletta alla Camera dei deputati nelle liste di Alleanza Nazionale. Dopo una momentanea adesione a Futuro e Libertà, rientra nella maggioranza a sorpresa votando contro la sfiducia a Berlusconi.
Daniela Melchiorre è stata presidente de La Margherita di Milano  e quindi componente della Direzione Nazionale, nonchè Sottosegretario alla giustizia del governo Prodi bis. Eletta nel 2008 nelle liste dei Liberal Democratici Riformisti, rientra nei ranghi del PdL dopo una breve confluenza nel “Polo della Nazione”,insieme a FLI, UDC, MpA, ApI, PLI e repubblicani.
Luca Bellotti è stato presidente provinciale di Alleanza Nazionale a Rovigo, nel 2008 è eletto alla Camera nelle liste di AN. Dopo aver aderito al gruppo di Futuro e Libertà per l’Italia, rientra subitaneamente nel PdL.
Roberto Rosso a 19 anni è già consigliere comunale in quota alla Democrazia Cristiana. Dopo Tangentopoli entra in Forza Italia, salvo la breve diaspora nel gruppo di Futuro e Libertà per l’Italia.
Massimo Calearo Ciman, imprenditore eletto nel 2008 nel PD di Walter Veltroni, dopo aver lasciato il partito nel 2009, fonda, nel 2010, il Movimento di Responsabilità Nazionale con Bruno Cesario e Domenico Scilipoti.

Questa pattuglia di coerenti ed indispensabili governanti va ad aggiungersi a quanti (ministri e sottosegretari) sono stati nominati alla spicciolata nel corso del 2010: Francesco Saverio Romano (UDC), Paolo Romani (PdL), Giancarlo Galan (PdL), Daniela Santanché (La Destra), Andrea Augello (AN), Laura Ravetto (PdL), Francesco Belsito (Lega Nord), Sonia Viale (Lega Nord), Nello Musumeci (La Destra), Francesca Martini (Lega Nord), Eugenia Roccella (PdL), Guido Viceconte (PdL).

Intanto, i vitalizi per i parlamentari in “servizio” ed in “pensione” (eredi inclusi) ci costano oltre 5 miliardi di Euro l’anno … un sottosegretario, solo di stipendi, ci costa quasi 18mila euro al mese e, secondo Silvio, ce ne meritiamo altri dieci a breve.