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Chiude L’Unità, il giornale che osannava Stalin

31 Lug

Il Comunicato di Redazione dell’Unità annuncia, oggi: “Fine della corsa. Dopo tre mesi di lotta, ci sono riusciti: hanno ucciso l’Unità”. “I lavoratori sono rimasti soli a difendere una testata storica”.

Forse ci volevano i lettori e non i lavoratori, ma ormai è tardi per ogni recriminazione:  i liquidatori di Nuova Iniziativa Editoriale spa – società editrice del quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924, a seguito dell’assemblea dei soci – hanno comunicato che il giornale sospenderà le pubblicazioni dal 1 agosto venturo.

Come dimenticare il glorioso passato di L’Unità, come l’8 marzo 1953, quando titolava: “Gloria eterna all’uomo che più di tutti ha fatto per la liberazione e per il progresso dell’umanità. Stalin è morto.”
“Onore al grande Stalin! I lavoratori in quest’ora del più grave dolore, inchinano le loro bandiere dinanzi al capo dei lavoratori di tutto il mondo, al difensore della pace, … all’Uomo che più di tutti ha fatto per a liberazione e per il progresso del genere umano.”

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Non sembra che la chiusura di L’Unità possa essere una grande perdita per noi italiani, in termini di tradizioni e valori ccondivisibili.

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Siamo tutti Pussy Riot

17 Ago

«Qualunque sia il verdetto, noi e voi stiamo vincendo. Perché‚ abbiamo imparato ad essere arrabbiati e a dirlo politicamente». (Nadia Tolokonnikova, leader del trio Pussy Riot)

Secondo la corte presieduta da Marina Syrova, la ‘colpa’ è di aver cantato una canzone «blasfema, insultante» nella cattedrale moscovita del Cristo Salvatore, commettendo una «grave violazione dell’ordine pubblico, disturbando la quiete dei cittadini e insultando profondamente le convinzioni del fedeli ortodossi».

Il tutto perchè, 21 febbraio scorso, Nadezhda Tolokonnikova, 22 anni, Ekaterina Samutsevich, 30 anni, e Maria Alekhina, 24 anni hanno cantato una ‘preghiera punk’ nella chiedendo alla Madonna di «cacciare Putin» dal potere.  Secondo i giudici il testo «esprimeva chiaramente l’odio basato su affiliazione religiosa» e l’obiettivo era quello di raggiungere «il circolo più vasto possibile di fedeli dando pubblicità» al loro gesto.

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L’accusa ha chiesto tre anni di reclusione.
Noi chiediamo la fine del regime narco-mafioso russo.  Con l’aiuto della Santissima Vergine Maria, ma anche senza.

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