Tag Archives: Mastella

Inciucio senza riforme?

15 Gen

Visto che Berlusconi regge ancora saldamente il timone del PdL, a Monti non resta che vedere ‘cosa avrà da dire  Bersani’, al quale non resta altro che dichiararsi ‘pronto a collaborare’, ed affermare che si tratta di un ‘rapporto contro natura’ è quasi un’ovvietà, dato che il primo è ‘no alla patrimoniale’, mentre il secondo, giorni fa, raccontava di una patrimoniale sugli immobili «fino a 1,5 e mezzo catastale che significa a mercato 3 milioni».

Pierluigi Bersani vuole ‘eliminare l’Imu per chi sta pagando fino a 400-500 euro’, Mario Monti si barrica con un ‘assolutamente non penso ad un’imposta patrimoniale’.

Il segretario del PD è il candidato premier del centrosinistra e l’ex consulente di Goldman Sachs rammenta che ‘noi non siamo stampella di nessuno’.

L’ex consulente di Goldman Sachs difende le sue riforme a Porta a Porta, rivendicando che ‘i partiti mi hanno lasciato un piedistallo di impopolarità’, mentre  l’ex presidente della Regione Emilia Romagna spiega al Washington Post che vuole ‘applicare o apportare dei correttivi alle sue riforme’.

L’Agenda Monti prevede “un reddito di sostentamento minimo”, “condizionato alla partecipazione a misure di formazione e di inserimento professionale”, mentre il Manifesto riporta che ‘il segretario del Pd ieri ha aperto alla possibilità di un salario minimo imposto per legge, mentre la segretaria della Cgil – seguendo una tradizione più contrattualista del sindacato – ha chiuso le porte’.

Secondo B., ‘pensare che in fase di recessione possa diminire il debito pubblico è impossibile’, mentre M. sostiene che ‘la crescita non nasce dal debito pubblico. Finanze pubbliche sane a tutti i livelli’.

Pierluigi ritiene che priorità siano ‘una legge contro la corruzione, una legge sulla vita e il funzionamento dei partiti politici’ e ancora ‘leggi sui diritti civili, come quello dei lavoratori di partecipare alla scrittura dei contratti aziendali. Le unioni civili per le coppie gay. Diritti di cittadinanza per gli immigrati’.
Mario pensa che  sia fondamentale attuare ‘il principio del pareggio di bilancio strutturale, ridurre lo stock del debito pubblico a un ritmo sostenuto e sufficiente’ e ‘ridurre a partire dal 2015, lo stock del debito pubblico in misura pari a un ventesimo ogni anno, fino al raggiungimento dell’obiettivo del 60% del prodotto interno lordo’.

E tutto via così, come quando si allearono per governare Prodi, D’Alema, Franceschini, Mastella, Di Pietro, Bertinotti, Giorgio La Malfa e Lamberto Dini.  Sappiamo tutti come andò a finire.

Così andando le cose, ‘Dio ci scampi da destra e sinistra’, come ha dichiarato di recente Mario Monti.
Infatti, prendiamo atto che Alfredo Bazoli, nipote del banchiere Giovanni Bazoli, ex numero uno di Banca Intesa, è candidato col Pd e sarà quasi sicuramente eletto, dato che è ottavo della lista in Lombardia, mentre Gregorio Gitti, genero di Bazoli senior e cognato del presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo, Fabio Coppola, punta anch’egli al Parlamento, essendo terzo di lista, sempre in Lombardia, con Mario Monti.

originale postato su demata

Nessuno è fesso …

28 Gen

Walter Veltroni chiede 8 mesi per le Riforme, perchè?
Per consentire a questo Parlamento di arrivare al 18 novembre 2008 e “guadagnarsi” la pensione a vita: tanto fanno 8 mesi da oggi.

Non mi sembra che questa sia una premessa “decente” per fare delle Riforme.
Possibile che tale proposta sia in giro da ieri e nessuno, dico nessuno, s’è accorto del “messaggio sublilimale” di WV?

Se questo fosse il concetto, mi spiace per le buone intenzioni, ma davvero … sarebbe il caso di andare tutti a casa.

Radio Londra da un Italia in declino

22 Gen

London12 Dalle dichiarazioni di Prodi (“vado avanti”) e da quelle di Napolitano (“la crisi sia parlamentare”), sorge il dubbio che si pensi di andare avanti con un Prodi-bis, transizione di se stesso, con il solo mandato di predisporre la legge elettorale entro il 15 aprile, data dalla quale inizia il conto alla rovescia dei referendum.
Parafrasando l’immenso Vujaidin Boskov, se è vero che “partita finisce quando arbitro fischia”, è ancor più vero che “goal è quando palla entra” e di goal questo governo ne ha presi tanti.

Un Premier “che fa” porta alla mente il detto “non fare domani quello che potresti fare oggi”, fosse solo perchè Napoli è di nuovo (di nuovo?) in subbuglio, mentre Bassolino e Pecoraro sono ancora lì.
Un Governo di ventiquattro Ministri e oltre 100 tra segretari e sottosegretari, più una miriade di personale politico, consulenti e portaborse. Più degli altri governi, a fronte di una azione normativa limitata, se si fa eccezione per l’Economia (leggasi tasse e multe) … mentre gli Italiani leggono “La Casta”, “Gomorra”, “Falce e carrello” …

London02Un’enormità di gruppi parlamentari e di Partiti, a fronte del voto sempre determinante dei senatori a vita.  Una capillare presenza dei Sindacati nel luoghi del potere, con enormi sprechi causati dalla duplicazione dei posti e dalla lentezza delel decisioni.

Un Paese caricato di tasse, multe e divieti che sono serviti, volenti o nolenti, a finanziare un sistema pubblico indebitante e deficitario.
Un Popolo “della sinistra”, che, almeno in parte, non vuole intendere ragioni, come se il duo Lula-Chavez avessero chissà quali infrastrutture.

 

 

London_1941_reduced_3Nessuno prende atto che l’Italia necessita di un Winston Churchill, che gli prometta non nuove tasse e “giustizia” sociale, ma “lacrime e sangue”, studio e lavoro, dovere e responsabilità.

E’ l’unico modo credibile per riportarci in 10 – 15 anni, non in mezzo governo, agli ormai perduti livelli elevati di produttività, effi cienza dei servizi, cultura generale e senso della legalità.

 

immagini da historyplace.com