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Il governo che non c’è

23 Mar

A quanto si legge, i senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi (Gruppo Misto) e Giulio Andreotti (Autonomie) sono in condizioni fisiche tali da non consentire loro di essere presenti al voto di fiducia, ammesso che si arriverà a questo. Allo stesso modo, non potrà votare la fiducia al nuovo governo il presidente Pietro Grasso, per prassi consolidata al Senato.

Iniziamo, così, col dire che Pierluigi Bersani inizia la sua ‘conta dei consensi’ con tre voti in meno rispetto a quanti si potesse prevedere, fermo restante che l’asticella resta a 160.

Senato seggi fiducia

Dunque, ammesso e non concesso che i Montiani aderiscano in toto ad un governo multipartizan con le urne in vista, a Pierluigi Bersani servono ancora quattro voti, oggi, e, prevedibilmente, altri sei dopodomani, visto che SEL in questa Grosse Koalition proprio non si capisce cosa starebbe a fare.

Da dove possono arrivare questi voti?
Dal PdL alla spicciolata, innanzitutto, visto che bastano forse solo quattro voti e che le mele avvelenate sono parte dello strumentario basic della politica.
Dalla Lega, in toto o parte, vista l’eloquente allusione di Bersani (beato chi ci crede) ad ambiziose ‘riforme costituzionali’ e che le mele avvelenate sono parte dello strumentario basic della politica.
Da qualche costola del M5S, entusiastica e buonista, che, forse, non aspetta altro che esser fagocitata dalla Casta o, comunque, si sta solo ora rendendo conto che le mele avvelenate sono parte dello strumentario basic della politica.

Da nessuna parte, visto che più che una mission impossible per Bersani, la formazione di un governo su tali basi appare come una ‘missione suicida’, tanti e tali saranno i balzelli e gli inciuci che una maggioranza così eterocomposita dovrebbe praticare: le mele avvelenate sono parte dello strumentario basic della politica.

Oppure, mentre si mostrano i muscoli in televisione, dato che per Bersani “non c’è altra strada” all’infuori del suo tentativo, il PD lavora sotto traccia, seguendo le chiarissime indicazioni del Presidente Giorgio Napolitano: «le difficoltà a procedere verso la grande coalizione sono apparse rilevanti a causa di profonde divisioni riesplose con la rottura di fine 2012. Insisto sulla necessità di larghe intese a complemento della formazione del governo, il quale potrebbe concludersi anche in ambiti più ristretti».

Un concetto, quello delle ‘larghe intese’, che viene chiarito da Silvio Berlusconi – ‘senza Pdl non c’è maggioranza’ – cui fa eco Maroni della Lega – riguardo gli ‘ambiti più ristretti’ – con “siamo in coalizione con il Pdl, ma serve un governo. Non faremo nulla che sia contro la coalizione, concorderemo tutto”.

Intanto, mentre dal centrodestra arrivano ampie disponibilità ad intese, la road map bersaniana  riparte da Beppe Grillo, forse nella speranza di incassare in un colpo solo i 30-40 senatori che mancano al PD+SEL per governare.

E così siamo al “governo civico”, con nomi tutti da scoprire, tra cui i più accreditati, secondo Repubblica, sarebbero Oscar Farinetti (Eataly), Milena Gabanelli (RAI),  Giampaolo Galli (Confindustria), Fabrizio Saccomani (Bankitalia).

Un ‘governo civico’ del tutto ‘scollato’ dai partiti e dai gruppi parlamentari, ovvero in balia di essi …

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Chi sono i 10 senatori di Grandi Autonomie e Libertà

22 Mar

Il Gruppo Grandi Autonomie e Libertà è nato ufficialmente questa notte, dopo che tutti avevano capito che Bersani non avrebbe ceduto il passo ed a chi mai, vista la telefonata poco opportuna di Pietro Grasso a Santoro e Travaglio.
Così accade che dieci senatori decidano – improvvisamente e dopo anni e decenni di fedeltà alla causa del Centrodestra – di rendersi ‘disponibili’, affrancadosi da Berlusconi e dalla Lega.

Sperando che non sia il ‘mercato delle vacche’ profetizzato da Beppe Grillo, vediamo chi sono, giusto per curiosità e per capire l’affidabilità del futuro governo, nel caso il neonato Gruppo Grandi Autonomie e Libertà si rivelerà la ‘stampella’ che Bersani ed il ‘vecchio PD’ cercano.

Mario Ferrara, che è anche il presidente del GAL, è un ingegnere, senatore e segretario del gruppo di Forza Italia al Senato dal 2001 al 2006. Noto per uno degli emendamenti che hanno evitato la riduzione dei benefit dei parlamentari proposta da Giulio Tremonti nella finanziaria 2011.

Di pianificazione urbana si occupa Jonny Crosio, nato a Zurigo ed iscritto nel Registro Svizzero degli Ingegneri e degli Architetti. Quasi sempre presente ai lavori parlamentari, ha votato con puntualità svizzera tutto quanto c’era da votare durante il Governo Berlusconi. Eletto al Senato nelle liste della Lega Nord.

Giovanni Mauro, di professione avvocato e docente universitario, è stato presidente della provincia di Ragusa per il centro destra ed è con Forza Italia dal 2001, fin dalla prima ora del Berlusconismo. Pur avendo vissuto e lavorato in Sicilia, viene candidato e rieletto al Senato in quota Grande Sud nella lista PdL nel collegio Campania.

Luigi Compagna, giornalista e docente universitario di Storia delle dottrine politiche, è diventato senatore nel 1992 con il Partito Liberale, rieletto nel 2001 col  CCD-CDU, col Popolo delle Libertà nel 2008 e nel 2013. Noto per aver proposto (2008) una modifica ad un decreto legge per permettere al giudice Corrado Carnevale di concorrere per il posto di primo presidente della Corte di Cassazione ed un disegno di legge costituzionale (2009), insieme alla senatrice Franca Chiaromonte del PD, per ripristinare l’immunità parlamentare.

Gian Marco Centinaio è (era?) il segretario ed uomo forte della Lega Nord di Pavia, al quale Paolo Mieli, dal Corriere della Sera, chiese conto della sua presenza ad una manifestazione neonazista avvenuta a Pavia il 14 ottobre 2002. Un personaggio che sul proprio sito dichiara che, dal 2009, è assessore al turismo del Comune di Pavia, ma anche  Direttore Commerciale presso “il Viaggio SRL”, dopo essere stato anche Direttore Vendite Canale Agenzie presso CLUB MED ITALIA per circa due anni.

Giuseppe Compagnone è un medico, una vita intera vissuta a Grammichele, in provincia di Catania, di cui è stato il sindaco per le Autonomie, ma inspiegabilmente candidato in Campania dal PdL ed eletto (fortunosamente?) 14esimo in lista.

Anche Giovanni Bilardi è un medico, giá consigliere Regionale della Calabria e capogruppo della Lista Scopelliti Presidente,   unico eletto in Italia per ‘Grande Sud’ al Senato. E’ stato componente della Commissione medica invalidi civili per oltre venti anni e membro del Comitato provinciale Inps. La sua attività politica è iniziata con la militanza, da giovanissimo, nella Dc e nel 1992 è eletto per la prima volta consigliere comunale della città di Reggio Calabria e riconfermato nella carica per ben cinque consiliature. Per diversi anni è stato componente della Commissione edilizia e nel 1998 Presidente della Commissione al Patrimonio edilizio. E’ stato assessore alle Politiche comunitarie del Mediterraneo-Cooperazione internazionale del Comune di Reggio Calabria.

Ed è un medico Antonio Fabio Maria Scavone, primario di radiologia all’ospedale Garibaldi di Catania. Deputato alla Camera dal 1992 al 1994, più volte coinvolto in scandali finanziari dalla ASP da lui diretta. Nel 2003, era Assessore al Personale del comune di Catania nella giunta di Umberto Scapagnini, medico imputato e condannato più volte, tra cui una sentenza confermata in Appello a due anni e sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale. Eletto al Senato nella lista del PdL.

Lucio Barani, non ci stupiremo, è un medico distrettuale ASL. Ex sindaco dei comuni di Aulla e di Villafranca in Lunigiana, è noto per aver fatto erigere una statua commemorativa di Bettino Craxi, in una piazza a lui appositamente dedicata, mentre un’altra piazza del comune ha cambiato nome da Piazza Giacomo Matteotti a “Piazza dei martiri di Tangentopoli”. Eletto alla Camera dei deputati alle elezioni politiche del 2006 con la lista Dc-Nuovo PSI nella circoscrizione Toscana, grazie alla rinuncia del capolista Gianni De Michelis, è stato il primo firmatario della proposta di legge che assegna lo status di combattente a chi aderì a Salò.

Nella Sanità lavora anche Laura Bianconi, un’ex democristiana (dal 1980),  ex Consigliere Comunale al Comune di Cesena, Capodipartimento regionale alla Sanità per la Regione Emilia-Romagna. Eletta nella lista “Forza Italia” nel 2001, poi col Popolo della Libertà,  si è battuta strenuamente contro il Referendum del 12 e 13 giugno 2006 in materia di procreazione medicalmente assistita.

Acclarato questo, fermandosi ai primi link proposti da Google, ogni commento è inutile.

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Il Senato si elegge in Lombardia

22 Gen

Partiti, candidati, candidabilità, stabilità, Senato, allenze, desistenze, sondaggi, ma solo il Corriere della Sera è entrato nel vivo di uno dei due aspetti concreti delle elezioni politiche, la distribuzione dei seggi senatoriali, come da alcuni giorni sta facendo La7, riguardo i cosiddetti ‘temi concreti’, su cui la politica nicchia.

Archiviato il ‘chi vivrà vedrà’ riguardo questioni come Sanità, spesa pubblica, eccetera, abbiamo anche preso atto che avevano ragione le Cassandre – come questo blog – che dubitavano, in tempi non sospetti, del consenso a Mario Monti, visto che, con un forte vento di antipolitica ed astensionismo, accade che ciò che si conta al 39%, se si è al governo, rischia di rappresentare solo il 17%, se si va alle urne.

Dicevamo del Corriere della Sera che pubblicava, ieri, una tabella sui ‘giochi di Palazzo Madama’ su dati ISPO 3G Deal & Research, che dimostra come, a conti fatti, saranno determinanti alcune regioni: Lombardia, Campania, Veneto, Puglia e Sicilia, che eleggeranno ben 148 senatori, praticamente metà dell’Assemblea.

In realtà, sarebbero determinanti anche la Toscana, l’Emilia Romagna, il Piemonte ed il Lazio (le quattro avvantaggiatesi dai ‘trasformismi’ degli ultimi 150 anni), ma la prevedibilità del risultato in queste regioni e/o il minore peso elettorale complessivo (87 senatori) le esclude da un ruolo decisivo, almeno in questa tornata elettorale.

Uno sbilanciamento che è ancora più evidente se consideriamo che lo studio pubblicato dal Corriere della Sera dimostrebbe che se il centrosinistra perdesse in Lombardia, raggiungerebbe la maggioranza assoluta in Senato solo se fosse avanti nelle altre quattro regioni.

Una questione quasi ovvia, se consideriamo che in Lombardia vive quasi un italiano su sei e che quasi l’80% degli italiani vive in una di queste nove regioni ed elegge il 76% del Senato.
Così accade che –  anche se è un po’ antipatico farlo notare –  con il Porcellum gli elettori di Val D’Aosta, Molise, Umbria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Marche, Abruzzo, Liguria, Sardegna, Calabria non hanno alcuna possibilità di incidere né sulla stabilità del Paese, né sulle scelte di Governo, né su quant’altro.
Come anche che gli 80 senatori complessivi di Piemonte, Emilia Romagna e Toscana sono di meno degli 89 che Campania e Lombardia mandano a Palazzo Madama.

Aggiungiamo che i premi di maggioranza al Senato sono su base regionale e questo comporta che un partito, che vinca in una grande regione, si trovi a conquistare dagli otto ai dodici senatori ‘extra’, più di quelli che potrebbe conquistare in 2-3 piccole regioni messe insieme.

Dunque, c’è poco da discutere nei talk show, se non di iniziare a parlare delle cinque regioni dove il Partito Democratico non ‘vola’, dove Mario Monti non è un ‘salvatore’ e dove si candidano i Maroni, i Vendola, gli Ingroia, i Miccichè, coloro che saranno le variabili ‘indipendenti’ della prossima legislatura.
Un Senato che verrà determinato a Milano e, forse, anche a Palermo e Napoli: un altro segno della rinuncia di Roma, la madre di tutte le partitocrazie, a trasformarsi in una capitale moderna, trasparente ed efficiente.

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Ospedali, ingiustizia è fatta?

8 Nov

Arriva la Spending Review degli ospedali e si tagliano posti letto, ma è così ingiusto?
No, probabilmente no.

Innanzitutto, la quantità di giorni di degenza ospedaliera dipendono soprattutto dalla capacità organizzativa dei medici, non dalla difficoltà della malattia ‘di per se’: c’è chi fa un check up completo in 3-5 giorni e chi resta in corsia anche 20 giorni, ma, alla fine dei conti, le consulenze sono state le stesse, come anche i test biomedici.

Ma soprattutto perchè, alimentando i cosiddetti ‘viaggi della speranza’, alcune regioni avevano sviluppato una vera e propria industria della salute, lasciando crescere intorno a benemeriti policlinici una miriade di appendici, non di rado in convenzione, come i tanti scandali della sanità cattolica dimostrano.

La storia è descritta tutta nelle due seguenti tabelle, che riportano gli stessi dati del Corriere della Sera.

Regione Posti letto 2009 Posti letto 2013 Sprechi posti letto 2009-13 % Sprechi posti letto 2009-13
Lombardia 43.039 36695 6.344 17,29%
Piemonte 18.806 16.492 2.314 14,03%
Veneto 19.673 18.270 1.403 7,68%
Emilia R. 19.969 16.400 3.569 21,76%
Lazio 26.473 21.196 5.277 24,90%
Campania 20.887 21.586 -699 -3,24%
Sicilia 19.433 18.689 744 3,98%

Come i dati raccontano, alcune regioni (Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna) dovranno ridimensionare pesantemente la propria offerta per migliaia di ricoveri, non i circa 600 del Molise, che pur rappresentano il 30% circa.

Regione Abitanti Posti per 1000 abitanti 2009 Posti per 1000 abitanti 2013
Lombardia 9.917.714 4,34 3,70
Piemonte 4.457.335 4,22 3,70
Veneto 4.937.854 3,98 3,70
Emilia R. 4.432.418 4,51 3,70
Lazio 5.728.688 4,62 3,70
Campania 5.834.056 3,58 3,70
Sicilia 5.051.075 3,85 3,70

Come anche c’è da chiedersi non solo perchè alcune regioni abbiano una notevole disponibilità di posti letto che il Meridione non ha, ma soprattutto, dovremo chiederci tutti per quale motivo il Lazio ha delel liste d’attesa enormi a fronte della migliore dotazione di posti letto per abitante di tutta la penisola italiana.

Un dato che meritava qualcosa di più di una spending review. Un dato che dimostra quanto lavoro avrebbero da portare avanti gli inquirenti laziali e quanta Casta locale dovrebbe esser posta sotto giusto processo.

Anche perchè, senza l’intervento della Giustizia, come farà il Lazio a garantire ai suoi malati le cure ospedaliere e gli accertamenti biodiagnostici di cui hanno bisogno, se già oggi – con il 24,6% dei posti letto ‘in più’ – non ci riesce, se non con attese lunghissime?

E come è possibile che già oggi nel Lazio non si indaghi, se accade che si chieda – in nome di Mario Monti – ai pazienti di portarsi le soluzioni fisiologiche da casa, dato che la Regione ‘passa’ solo quelle in contenitori di plastica, mentre non pochi farmaci richiedono quelle in vetro, per non parlare della costosa  l’albumina che è ormai una mera speranza?

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Politici e dissesti, arriva la legge

5 Ott

La bozza di decreto legge allo studio del Consiglio dei ministri sui costi della politica prevede che sindaci e presidenti di provincia che hanno dissestato finanziariamente le proprie comunità «non sono candidabili per 10 anni» nelle Giunte e nei consigli, oltre che nel Parlamento.

Finalmente.

Inoltre, la Corte dei conti effettuerà il «controllo preventivo di legittimità» sulle spese delle Regioni, compreso «il piano sanitario regionale ed il piano di riparto delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario regionale».
Il ‘braccio’ dei magistrati contabili sarà la Guardia di Finanza.

Tutto bene? Mica tanto: saranno ‘interdetti’ solo coloero che “la Corte dei conti ha riconosciuto, anche in primo grado, responsabili di aver contribuito con condotte, dolose o gravemente colpose, sia omissive che commissive”.

Senza sentenza di danno all’erario, la si fa franca. Un reato che la Corte dei Conti ha ritenuto inteso come lesione dell’interesse generale alla salvaguardia, all’incremento e al progresso dell’economia nazionale, oppure il danno all’immagine della pubblica amministrazione.

Per capire di cosa si tratta, bastano pochi esempi.

Ad esempio, se i fatti si fossero svolti ieri, Francesco Rutelli non potrebbe candidarsi perchè condannato per aver assunto irritualmente un consulente, che comunque era un noto ed affermato professionista. Viceversa, nulla di fatto, senza sentenze, per la troppo ottimistica gestione finanziaria di Walter Veltroni come Sindaco di Roma, per la quale il successore sollevò grande scandalo e il Governo Berlusconi erogò diversi miliardi di euro. Quanto a Gianni Alemanno, tutto tranquillo nonostante Parentopoli e gli scandali del Consiglio Comunale.

Questo solo a parlar di Roma, figurarsi il resto.
L’unico aspetto positivo della norma che il Governo si appresta a varare è che, forse, si fermerà l’enorme speculazione sull’immondizia campana, che arricchisce le ex-municipalizzate di Imola e Bologna. Infatti, gli amministratori locali saranno responsabili per le ‘loro’ ex-municipalizzate e queste saranno ipercontrollate.

Non è una sentenza della Corte dei Conti che può dirci chi è un buon amministratore: la magistratura si occupa solo dei ‘peggiori’. E di quelli che hanno ceduto palazzi storici alle banche in cambio di faraonici restauri o coloro che hanno fatto assumere amici e parenti rimanendo nell’ombra?
Oppure coloro che si sono trovati con stipendi o rimborsi d’oro in enti che nulla servivano e poco facevano? E quanti, in nome del popolo o di un campanile, si sono lanciati in imprese sprecone e fantasiose?

Non sono le sentenze a dirci chi è stato un buon amministratore, possono dirci solo chi ha sbagliato o chi è incappato nelle maglie della giustizia.
Per avere il meglio, va escluso chi non ha messo in attivo il bilancio.

Ma questo, in Italia, non accadrà mai.

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Non solo Polverini, ecco gli scandali per Regione

20 Set

Finalmente, esplode lo scandalo ‘Roma’ con il coinvolgimento del PdL laziale, festini e spese pazze, la Polverini che batte il pugno.
Sì, ‘scandalo Roma’ perchè, come dimostratosi in Comune, prima, ed in Regione, poi, nella Capitale alcuni proprio non riescono a capire che ‘proprio non si può più perchè non se ne può più”.

Purtroppo, seppur la Città Eterna arrivi in forte ritardo nel sollevar scandali e ribaltare Caste, ammesso che poi lo faccia davvero, quello che leggiamo della Giunta Regionale laziale trova ampie analogie con scandali e vergogne ben più dolorosi e pruriginosi, avvenuti in altre regioni.

Anzi, a dirla tutta, la situazione è desolante.
Di seguito, trovate raccolti alla buona (ma raccolti) quanto i nostri media avrebbero dovuto raccontarci dei nostri politici non con strilli occasionali e fine a se stessi, ma con una semplice lista quando si tratta informare i cittadini che vanno alle urne.
Dati ‘raccolti alla buona’, certamente incompleti, perchè basta scrivere su Google ‘scandalo’ + ‘regione’ per rinvenire un’ordàlia di fattacci e miserie umane.

Visto cosa è elencato in calce, è un mistero sapere cosa aspetti il contesto internazionale a dichiararci ufficialmente una cleptocrazia, ma potrebbero anche averlo già fatto senza informarci.

Regione

Presidente

Coaliz.

Scandali correlati alla persona o alla Regione

Frasi celebri

Abruzzo

Gianni Chiodi

Centro Destra

Lavori dopo-sisma all’Aquila

A due anni dal terremoto di L’Aquila: “abbiamo nominato il soggetto attuatore che dovrà occuparsi della rimozione delle macerie.”
“I soldi pubblici previsti dal Governo sono stati giudicati, da imprese e Ance, adeguati e remunerativi a garantire la ricostruzione dell’Aquila e degli altri Comuni.”

Basilicata

Vito De Filippo

Centro Sinistra

Asl lucane, Banca popolare del Materano, Megavillaggi turistici,

“Consapevole come siamo”. “Se noi spingiamo su questo fronte si riduce uno dei frastuoni più grandi … quello di parlare a vanvera”.  “Marcionne ha dovuto in una meccanica durissima inventarsi qualche cosa per tare nella piazza globale”.

Calabria

Giuseppe Scopelliti

Centro Destra

Sanità e ASL, Dissesto finanziario della Regione, Indagini Direzione Antimafia, eccetera

Dopo il pessimo risultato dei test ambientali della Goletta Verde in Calabria: “L’attuale amministrazione regionale sta sostenendo sforzi enormi per garantire un mare balneabile e spiagge pulite, al fine di preservare la salute dei cittadini calabresi e dei turisti”.

Campania

Stefano Caldoro

Centro Destra

Nulla di rilevante. Ha ereditato la malagestione bassoliniana della Sanità campana e della Gestione Rifiuti

A proposito del finto scandalo dell’invasione di scarafaggi a Napoli, sollevato dai media nazionali: “Io sto ancora cercando le blatte”.

Emilia-Romagna

Vasco Errani

Centro Sinistra

Finanziamenti illeciti a cooperative, rinvio a giudizio per falso ideologico

Un anno prima del terremoto in Emilia: “per quanto riguarda ambiente e cultura metteremo in campo dieci virgola tre milioni di euro di fondi del tesoretto a favore delle aree montane e per i territori che presentano eccellenze e specificità da consolidare, attivando investimenti complessivi per circa diciassette virgola cinque milioni di euro.”
“Vorremmo provvedere alle infrastrutture per la mobilità turistica, completando la rete dei percorsi ciclabili provinciali”.

Friuli-Venezia Giulia

Renzo Tondo

Centro Destra

Nulla di rilevante.  Per i viaggi usa anche alberghi a 2-3 stelle.

Riguardo allo scandalo del PdL Lazio (tra cui festini organizzati con i fondi pubblici), “credo
che ci sia stato un processo di demonizzazione che giudico
eccessivo.”

Lazio

Renata Polverini

Centro Destra

Sanità romana, Fondi PdL, Parentopoli,

“I raccomandati esistono da sempre”. “Aò, e che cazzo”. “O m’ascoltate o fate come cazzo ve pare”. “Me faccio mette paura da una ceca come te”.

Liguria

Claudio Burlando

Centro Sinistra

Nel 2007 ha percorso diversi chiloetri della A10 in contromano senza che gli sia stato rilevato lo stato tossicologico nè elevata multa. Primari con la tessera, Sanità genovese, commesse “spezzettate” per evitare la gara, aree Piaggio, vacanze d’oro, eccetera.

“In nessun caso è consentito farsi giustizia da soli”.
Sul Pronto soccorso di Albenga: “Non è essenziale, di notte può essere chiuso”.
Agli operai ILVA inferociti: “Faremo il possibile”.

 

 

Lombardia

Roberto Formigoni

Centro Destra

Non ammissibilità della lista di Formigoni per firme non autentiche, discarica di Cerro Maggiore, costruzione del Palazzo Lombardia, dati sulla concentrazione delle polveri sottili, inchiesta P3, Sanità lombarda, San Raffaele, vacanze d’oro, eccetera.

“L’inquinamento atmosferico  non è causa diretta di alcuna malattia”.
“Non è reato ricevere un dono”.
“Saremo migliori pur avendo la corruzione”.
“Anche il Papa prega per me.”

Marche

Gian Mario Spacca

Centro Sinistra

Nulla di rilevante.

Riguardo l’espansione dei centri commerciali: “Continuare con forza a contrastare i fenomeni di desertificazione dei paesi e delle città per rivitalizzare il territorio attraverso la riqualificazione dei centri urbani e il rafforzamento delle imprese locali. Per un commercio più vitale e protagonista”.

Molise

Angelo Michele Iorio

Centro Destra

Annullamento delle elezioni regionali del 2011, vicenda Bain & Co, Parentopoli nella Sanità, indagato per concussione, indagato nell’ambito dello smaltimento rifiuti, condannato per abuso d’ufficio, indagato per indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato, concorso formale per reato reiterato in relazione al terremoto del 31 ottobre 2002

,

“E’ più che mai necessario avviare la fase dello sviluppo attraverso la partenza di lavori che interessino e impegnino direttamente le imprese, le loro maestranze e tutto l’indotto ad esse legato.”
“Non sono un urlatore né un grande comunicatore. Ho invece una buona comunicazione interpersonale”.

Piemonte

Roberto Cota

Centro Destra

Falsificazione delle firme della lista “Pensionati per Cota” risultata determinante, sanità piemontese, vicenda assalto campo Rom di Torino

“La Lega non è razzista.”
“Carroccio razzista? Noi aiutiamo l’integrazione”.
“No ai rifiuti di Napoli”.
“E’ difficile fare la raccolta differenziata”.

Puglia

Nichi Vendola

Centro Sinistra

Indagato per la Sanitopoli pugliese (diversi filoni d’indagine)

“Personalmente penso che la categoria del comunismo abbia oggi un potenziale largamente inesplorato.”

“Luca Zaia, un padano svagato e incosciente, che non capisce i disagi del mondo agricolo.”
“La Gelmini usa un punteggio particolare: premiare quelli che stanno meglio.”

Sardegna

Ugo Cappellacci

Centro Destra

Caso Cisi-Fideuram, Appalti dell’energia eolica, Crac di Carloforte, indennità consiglieri regionali, rinviato a giudizio per bancarotta, indagato per corruzione e violazione del segreto d’ufficio, rinviato a giudizio per abuso d’ufficio

“Sono sereno, ho fatto l’interesse della Sardegna”.
“Ho la consapevolezza del vero grande limite della Sardegna: noi sardi.”
Interpellato riguardo le aspre proteste dei minatori sardi: “la Regione intende fare un’azione di accompagnamento della realtà esistente verso il futuro”.

“Creare uno scenario che sia perfettamente coerente con il futuro”.

Sicilia

Raffaele Lombardo

Centro Destra

Default Sicilia, nomina di un detenuto a presidente del collegio dei Sindaci della partecipata ‘Sicilia e servizi’, appalti grandi eventi, pensionati d’oro, assunzioni facili, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e di voto di scambioeccetera

“Dopo le mie dimissioni dalla Regione Sicilia, coltiverò mariuana”.

Toscana

Enrico Rossi

Centro Sinistra

Indagato per il buco di bilancio alla Asl 1 di Massa

“Siena (ndr. 53.893 abitanti) capoluogo naturale dell’area vasta della Toscana del sud”.
“Dico no all’ambientalismo di destra, cioè all’ecologia antimodernista e contraria allo sviluppo di chi è contro la Tav e i termovalorizzatori”.
“Decisivo sostenere i media e la grande impresa”.

 

 

Umbria

Catiuscia Marini

Centro Sinistra

Tangenti Enac, Sanitopoli, ristrutturazioni d’oro, assunzioni facili, vicenda Brega-Confcommercio

“Siamo convinti che la nostra strategia economica legata al turismo rappresenti una classica politica anticiclica.”
”Le Regioni si preparano a difendere con determinazione la sanita’ pubblica”.
“La riqualificazione di immobili pubblicirientra nella politica strategica di edilizia residenziale della Regione Umbria, per la quale abbiamo destinato risorse derivanti dallo sblocco dei Fondi aree sottoutilizzate”.

 

Veneto

Luca Zaia

Centro Destra

Multato per eccesso di velocità mentre percorre a 193 km orari l’Autostrada A27, vicenda della Legge edilizia regionale, vicenda Brunello di Montalcino falsi, vicenda dell’agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, vicenda della precedenza assoluta di accesso per i veneti ad asili e servizi per la prima infanzia, buoni scuola e case popolari, vicenda Gaxetaveneta – escort G8.

 

“Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano”.

“Siamo stufi di sentir dire che c’è bisogno degli extracomunitari”.

“Fatta salva la stabilità dei conti pubblici, per il resto diciamo a tutti arrangiatevi”.

“Noi non siamo napoletani”.

 

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La Lega e la democrazia interna

14 Gen

Il caso Maroni-Lega ripropone la questione inerente la democrazia interna dei partiti.

Infatti, mentre tra i Lumbàrd  continuano le proteste per il no all’arresto dell’on. Cosentino, il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, “ha sospeso tutti gli incontri pubblici dell’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni. Secondo l’agenzia Tmnews, la decisione è stata comunicata oggi al consiglio direttivo della Lega che si è riunito in Bellerio.” (fonte Repubblica)

Un caso gravissimo – parliamo del “numero due” del Partito e dell’ex-ministro degli interni – che va ad assommarsi alla recente lotta senza quartiere per l’elezione del nuovo segretario della Lega a Varese, dove la base elesse Marco Pinti e Bossi impose Maurilio Canton.

E non parliamo solo della Lega, ma anche del Popolo delle Libertà, allorchè Fini ed altri, prima di fuoriuscire e, peggio, essere espulsi, divennero una scomoda minoranza interna.

O, anche, dell’Italia dei Valori e la gestione autocratica del “dominus” Di Pietro, fortemente contestata da personaggi del calibro di Giulietto Chiesa e Paolo Flores D’Arcais.

Per finire al Partito Democratico, che, ricordiamolo, a Torino, Napoli e Bari ha visto i candidati “di partito” fortemente contestati, se non rifiutati, dalla base.

Se, in termini generali, l’urgenza di una legge elettorale “diversa” è impellente, ritornando alla Lega che sembra il caso più serio ed ormai palesemente manifesto, va ricordato che un partito che non garantisce la democrazia interna non può sedere in Parlamento e che sarebbe ora che qualcuno, nella Milano “capitale morale”, aprisse un’indagine.

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