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Economia, Politica e Informazioni

31 Mag

Andando a scemare l’onda dei Populismi, possiamo – forse – riprendere a ragionare su aspetti concreti della Politica e del governo di una Comunità o Nazione che sia.

La prima questione è come discernere, valutare, fare propria l’enorme mole di dati – apparentemente contraddittori o faziosi – che ci pervengono.

Quando cerchiamo di valutare la democraticità o la liberalità o l’equità di un sistema dovremmo anteporre un principio etico basilare nel campo medico: la concezione di ‘qualità della vita’ dei diretti interessati va anteposta, è prioritaria, rispetto all’idea che ne hanno studiosi e professionisti del settore.

Tenendo conto di questo, non resta che badare ai numeri della macroeconomia e della sociologia. I Grandi Numeri, non quelli di rilevazioni apposite su archi di tempo limitati (spot). E non quelli inficiabili da quesiti o interviste, se non dai pregiudizi accademici ed utilità politiche.
Il Crash finanziario e politico di inizio Millennio dovrebbe averci abbondantemente ammonito e ferito per poter dimenticare quanto siano rischiosi certi approcci economici, statistici, sistemici, politici.
Solo dati di sistema.

Usandoli, si finisce per scoprire che esistono regimi che limitano l’emancipazione femminile, ma – allo stesso tempo – hanno più donne laureate e in carriera di tante altre nazioni e/o che impongono corrispettive sanzioni ai maschi che violano le regole di ‘separazione tra i sessi’ con effetti decisamente più efficaci di dove si reiterano leggi e sanzioni per stalking e molestie o sevizie, ma va solo sempre peggio. Se non è zuppa, è pan bagnato …

Capita anche di scoprire che dove gli intellettuali sono limitati nell’espressione accade anche che la maggior parte della popolazione non è afflitta dai tabù – affermatisi in USA nei ’50 – del politically correct e del talk polite o della beautiful people oppure delle good manners.

Oppure viene a galla che la libertà di espressione – specie quella attenta o critica verso il Potere o il Business – è limitata per legge in certi stati, ma non è del tutto imbavagliata come nelle nazioni dove la Politica campa di promesse al vento?
Un dato tra i tanti: come altrimenti spiegare che la fiducia nelle News in Turchia o Svezia fossero identiche, secondo il Report Reuters di due anni fa, come Francia e Ungheria erano alla pari quanto a sfiducia?

O potremmo scoprire che le guerre civili causano – in realtà – un numero di morti paragonabile agli omicidi nelle terre di narcomafia.
Dovremmo riflettere sulla nozione di ‘terrore’ e di ‘sicurezza dello Stato’, se scopriamo che sono circa 150.000 gli omicidi, dal 2007 a oggi, dei Narcos nel solo Messico a fronte di circa 100.000 vittime civili in Siria, dal 2011 a oggi, o totali in Jugoslavia, dal 1991 al 1994.

Od, ancora, doversi confrontare con se stessi nello scoprire – numeri e fatti alla mano – che l’affermazione di un sistema antiprotezionistico, come quello vigente in Europa, ad esempio, ridurrebbe in miseria interi popoli e li condurrebbe alla guerra civile e al saccheggio.
Peggio, dover prendere irrevocabilmente atto che chi redistribuisce non fa altro che sussidiare il consenso di ceti improduttivi, incrementando il Debito pubblico e innescando un’ancor maggiore ingiustizia sociale a vertere sui ceti intermedi (e produttivi). Tatcher e Foucalt – da avverse barricate – erano perfettamente d’accordo almeno su questo, già 40 anni fa.

Per questo apprezzo i dati macroeconomici e strutturali delle Agenzie e, almeno un po’, diffido  le così dette ‘valutazioni di soddisfazione degli utenti’ – nuova Bibbia dei Liberals … ma la Politica non è (solo) Marketing e la Società non si fonda solo sui Mi Piace’ …
Ed ho difficoltà a prendere sul serio quella regressione lineare, tanto amata dagli economisti quanto ‘rischiosa’ secondo fisici e ingegneri.

A proposito, per sapere quanto benessere c’è in una Società, basta … iniziare a contare quante ore di tempo libero abbiamo e quante di queste possiamo dedicarle ad hobbies (non intrattenimento, ma attività proattive)

Demata

Corea: la Cina sostiene i Liberali

15 Apr

La Cina, da due giorni, ha sospeso tutte le importazioni di carbone dalla Nord Corea (2,7 milioni di tonnellate per trimestre) , in accordo con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 2321, in risposta al test nucleare del settembre scorso.

Intanto, nel rendere noto che la Nord Corea è in grado di lanciare missili nucleari dai propri sottomarini, China News sottolinea come Kim abbia mostrato poca moderazione, minacciando un attacco nucleare contro le forze americane nella regione e “sulla terraferma degli Stati Uniti”.

La posizione cinese è ben espressa: la Corea del Nord deve astenersi da altre provocazioni, mentre gli Stati Uniti e la Repubblica di Corea dovrebbero sospendere le loro esercitazioni militari su larga scala e cessare la loro politica del rischio bellico calcolato.

Ma c’è dell’altro e potrebbe sorprendere molti.

liberal Moon Jae-in, left, centrist Ahn Cheol-soo, right

Moon Jae-in (Democratic Party) e Ahn Cheol-soo (People Party)

Secondo China News, dovrebbe essere un esponente liberale a succedere nella presidenza della Corea del Sud a Park Geun-hye, leader del Grande Partito nazionale di stampo conservatore.

Park Geun-hye, arrestata con l’accusa di corruzione, è la figlia di Park Chung-hee, salito al potere con un colpo di Stato nel 1961 e rimasto in carica fino al suo assassinio nel 1979. Uno scandalo di corruzione che coinvolge i “chaebol”, i grandi trust industrial-commerciali a conduzione familiare sudcoreani, che dominano la quarta più grande economia dell’Asia e che ben lucrano anche dagli accordi con la Nord Corea per ottenere lavoro sottocosto.
Una situazione, come sottolinea China News, ed un intreccio con il regime nordcoreano che porteranno la Corea del Sud ad “affrontare severe riforme sotto un leader liberale”

Un presidente liberale, che – secondo le aspettative cinesi – “potrebbe ammorbidire in modo significativo la posizione di Seoul nei confronti della Repubblica popolare democratica di Corea e, forse, ritardare l’implementazione del sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti”.

La Corea del Sud ha due formazioni liberali, ambedue centriste: il Democratic Party ( 더불어민주당 ), già socialdemocratico e oggi di stampo social-liberale,  e il neonato People’s Party ( 국민의당 ), che viene indicato come la “corrente riformatrice del conservatorismo coreano”.
Da non confondersi con il Liberty Korea Party ( 자유한국당 ) – di centrodestra e di sedicente ispirazione neoliberista – nato da un giorno all’altro dalle ceneri del partito dei trust monopolistici di Park Geun-hye e parenti …

“Ogni mondo è paese”.

De Matha

Eutanasia e medico-paziente: cosa dice l’Etica europea?

14 Apr

L’Etica Medica è una branca del Sapere, che sembra essere diventata un’esclusiva competenza dei medici e, in Italia, dei prelati.

Eppure, i “Principi di etica medica europea” del 1987 parlerebbero chiaro: “il medico non può imporre al paziente le proprie opinioni personali, filosofiche, morali e politiche nell’esercizio della sua professione” (Art. 3).

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Dunque, per prima cosa, vorremmo tanto sapere – non noi pazienti, bensì noi cittadini – il come e il perchè di questo accaparramento sulla nostra pelle e del corrispettivo potere sulle nostre vite.

Soprattutto, visto che comportano un rapporto medico-paziente-cure del tutto diverso, sarebbe opportuno che Ministero, Regioni e Università ci confermassero che i medici italiani abbiano sottoscritto anche i “Principi di etica medica europea” dell’Unione e non aderiscano solo alla “Carta degli Operatori Sanitari”, come recentemente aggiornata dal Vaticano,

Ad esempio, in caso di malattia incurabile e in fase terminale, il medico ‘europeo’ “può limitarsi a lenire le sofferenze fisiche e morali del paziente fornendogli i trattamenti appropriati e conservando per quanto possibile la qualità di una vita che si spegne.
È dovere imperativo assistere il morente sino alla fine ed agire in modo da consentirgli di conservare la sua dignità” (Art. 12).

eab06911eba0ae8dc98a2ded06753bcfViceversa, nello stesso caso, il medico ‘cattolico’ non è «un mero esecutore» delle richieste di un paziente e «nessun operatore sanitario» può farsi «tutore esecutivo di un diritto inesistente». Anzi, conserva «il diritto e il dovere di sottrarsi a volontà diverse dalla propria coscienza».

Una contrapposizione profonda, se la “Carta degli Operatori Sanitari” del Vaticano – addirittura – invita i medici ad «un grave e preciso obbligo di opporsi ad esse mediante l’obiezione di coscienza» verso “l’autonomia morale e la libera scelta del paziente”, viceversa tutelate dall’Etica Medica europea, che ben precisa come “il medico non può sostituire la propria concezione della qualità della vita a quella del suo paziente”.

Una concezione illiberale.

Non a caso, riguardo al diritto di rifiutare la nutrizione e l’idratazione, rivendicato anche da politici e manifestanti e non solo dai malati, la Carta vaticana impone ai medici cattolici che esse «vanno considerate tra le cure di base dovute al morente» e «la loro sospensione non giustificata può avere il significato di un vero e proprio atto eutanasico, ma è obbligatoria, nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalità propria, che consiste nel procurare l’idratazione e il nutrimento del paziente».

Invece, per i “Principi di etica medica europea” sanciti dalla Conferenza internazionale degli ordini dei medici degli stati membri della CEE (Bruxelles – 6 gennaio 1987), abbiamo visto che “il medico non può imporre al paziente le proprie opinioni personali, filosofiche, morali e politiche nell’esercizio della sua professione”.
Addirittura, gli obiettori dovrebbero dimettersi dall’impiego pubblico e cercare lavoro presso strutture religiose o private a loro confacenti … ma la loro morale personale non può ricadere su un servizio con standard europei.

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Prima (o dopo) aver affrontato la questione ‘eutanasia’, c’è e ci sarà da capire se e come i medici cattolici intendano rispettare l’Etica Medica ‘liberale’ nel rapporto con il paziente e nel rispetto delle sue scelte informate.

L’alternativa? Più confusione, più disservizi, più malasanità, più sprechi, più contenziosi, più condanne, più sofferenza, più morti.

Senza parlare del fatto che di Etica medica – in Europa, come altrove – dovrebbero occuparsene i diretti interessati: i pazienti, gli Individui.

De Matha

PD stabile, M5S e Destre in stallo, CDX al lumicino?

2 Apr

Volano i sondaggi e rimbalzano le opinioni, ma – come sempre – tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare.

Infatti, non sempre i sondaggisti indicano QUANTI elettori non rispondano affatto e – salvo chi esperto – nessuno va a verificare il dato.
Elettori che potrebbero votare altro che il mainstream dei consultati e che potrebbero non votare affatto, di cui si evita di parlarne, mentre sappiamo tutti che circa metà dell’elettorato è propenso ad estenersi o, comunque fortemente indeciso.

Un esempio possiamo averlo dal sondaggio dell’Istituto Piepoli per SkyTg24, relativo alle “intenzioni di voto” (27 Marzo 2017), che pubblica il dato relativo ai ‘contatti’: per ottenere 505 interviste complete, i sondaggisti hanno dovuto contattare ben 6.725 persone.
In altri tempi, sarebbe bastato contattarne 2.000.

Non a caso, quando la Winpoll per Huffington Post va a rilevare la fiducia nella politica, è il 38% che dichiara di non fidarsi di nessuno.

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Dunque, che senso hanno numeri e dibattiti è difficile comprenderlo, salvo che pensare ad una forma di intrattenimento generale. Quel che lascia perplessi è che fior di letterati trascorra ore, giorni e mesi a … consultare la sfera di cristallo.
Specie se PD, CDx e M5S sono distaccati di un paio di punti di percentuale, cioè mezzo milione di elettori, e gli astenuti saranno oltre 15 milioni …

Quel che dovrebbe far loro riflettere è altro.
Ad esempio, che l’intero CDx appaia agli elettori essere eccessivamente motivato a vitalizi e poltrone, con neanche un elettore su dieci che gli darebbe fiducia su questo fronte.
Oppure che in dieci anni di scandali e instabilità politico-finanziaria, con ipercontrolli e anticorruzione, il potere della Casta non è mutato se non in peggio.

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Forse, i tanti letterati che affollano talk show, redazioni e sedi poltronate dovrebbero iniziare a farsi due conti in proprio: gli potrebbe accadere di scoprire che il M5S non sia affatto in testa, come annunciano, bensì ad esserlo c’è il solito Centrosinistra.
E che il Centrodestra è ridotto a pattuglie di clientes e di notabili, che nulla hanno da guadagnare ad associarsi con la Destra e tanto, viceversa, nel sostenere – ad elezioni perse – la futura maggioranza …

Image8Ad esempio, questo grafico dell’Huffington Post … che da il M5S (27,5%) vincente, mentre basta sommare i voti del PD (26,1%) e del MDP (4,2%) per scoprire che il Centrosinistra (senza la Sinistra) arriva al 30,3% …
O che, al di fuori delle regioni settentrionali, il Centrodestra rappresenta solo la Destra cattolica e poco più: tutt’altro che Libertà o Liberali. Anzi … ad allearsi con LN e FdI, potremmo ormai parlare di partito lepeniano … e addio Berlusconismo.

Cosa possiamo imparare?
Che è finito il tempo degli intenti universali, delle promesse vuote e dei privi di requisiti che li diffondono a reti unificate.
Prima lo capiamo e prima saremo al riparo da demagoghi e corrotti.

De Matha

 

Berlusconi e l’OPA sui Liberali

17 Feb

Silvio Berlusconi è dal 1994 che si professa liberale, anche se prima appoggiava i Socialisti di Bettino Craxi ed anche se a tutt’oggi fa capo al Partito Popolare e non all’Alleanza Liberale.

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Decisamente fantasioso. E, adesso, ad oltre 20 anni dal 1994 ed alla veneranda età di 80 anni, si ricomincia con lo stesso disco?

Dunque, beato a chi ci crede e attenzione ai prodotti riciclati … potrebbero essere scaduti. “Oggi non avere talento non basta più” (Gore Vidal).

Intanto, prendiamo atto che sono dieci anni che i giornali scrivono sulla credibilità di Silvio Berlusconi e del suo intento liberale. Ecco alcune testate prese a caso dalla Rete.

E, dunque, prima di ventilare parole e pensieri, qualcuno può constatare l’impossibile convergenza di Forza Italia nell’Alleanza dei Liberali Europei e l’improbabile adesione degli elettori verso una minestra riscaldata?

Demata

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Il testamento biologico e l’ostruzionismo del Centrodestra

1 Feb

testamento_biologicoIl Disegno di legge sul testamento biologico è finalmente pervenuto ai lavori della Camera.
A differenza di tanti altre leggi, questa volta non è stata inserita la clausola “ove concluso in Commissione”, quindi se i commissari non riusciranno a terminare in tempo la discussione degli emendamenti, il testo passerà comunque all’Aula.

Infatti, già da oggi il Testamento Biologico potrebbe passare al vaglio dei Deputati, se non fosse che – in Commissione – una sparuta pattuglia di soli dieci onorevoli su ben 49 totali, non volendo accettare il volere di un’ampia e variegata maggioranza ha presentato circa 3.200 emendamenti al testo unificato, di cui solo 290 avevano i parametri per essere ammissibili.

Gli emendamenti ostruzionistici sono arrivati principalmente da parlamentari eletti o appartenenti alle liste di NCD, FI-PdL, UdC, ex Scelta Civica e Lega Nord. Tra loro non pochi medici.

La dichiarazione anticipata di trattamento (detta anche testamento biologico) è l’espressione della volontà da parte di una persona, fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità.

Non sopravvivere attaccato ad una macchina contro la tua volontà.
Firma la petizione contro gli ostruzionisti.

Demata

Sovranismo: origini e significato

31 Gen

Il termine “Sovranismo” non sta ad indicare una dottrina economica, sociale o politica: è un neologismo. Ed è un neologismo piuttosto particolare.

Infatti, il ricorso ai neologismi deriva solitamente dall’esigenza di identificare ‘fatti’ tecnico-scientifici, come invenzioni, fenomeni e scoperte ed, in politica come in economia, i neologismi sono accompagnati da corposi ‘manifesti’ (es. Il Manifesto di Karl Marx).
In questo caso, NO: è un termine ‘generico’ affermatosi tramite i media.

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Inoltre, ‘Sovranismo’ – anche se non sembra – è un  un termine in “prestito” (forestierismo) da lingue straniere e, dunque, NON ha esattamente il significato che appare per similitudine con la lingua italiana.

Infatti, il termine è di origine canadese – souverainisme o sovereigntism – con rifermento ai movimenti sorti per l’indipendenza del Quebec, agli inizi degli Anni ’60.
E ritroviamo il ‘Sovranismo’ sempre con una nozione fortemente autonomista, se non indipendentista, in Catalogna, Paesi Baschi, Scozia, Fiandre, ‘Padania’, Sardegna, eccetera.

Il significato di ‘Sovranismo’ generalmente accettato sta ad indicare la rivendicazione dell’autonomia decisionale da parte di una comunità, rispetto ad un potere centrale, internazionale o transnazionale.

Dunque, in territori dove esiste una forte identità ‘nazionale’ pregressa (es. Scozia) il Sovranismo va a rivolgersi ‘contro’ poteri esterni allo Stato nazionale.
Altro è il Sovranismo declinato nei rapporti tra Stato e Regioni, dove il ‘modello’ sarebbe quello dell’autonomia regionale siciliana estesa a tutta la penisola.

Quanto il Sovranismo – quello leghista od a cinque stelle oppure ‘nostalgico’ – sia lontano dal Trumpismo è presto detto, se questo afferma un Governo Federale forte, un accordo diretto con la Russia e la Gran Bretagna da imporre all’Unione Europea, una rediviva visione Monroe delle Americhe.

Quali siano i rischi di un termine ambiguo e postveritiero come ‘Sovranismo” è ben rappresentato dal vagare di Grillo & Casaleggio alla ricerca di alleanze interpartitiche, inseguiti a fasi alterne dall’una o dall’altra ‘base’ o, molto peggio, dai terribili fatti accaduti ieri proprio nel Quebec, che – tra l’altro – nel rivendicare sovranità, ha anche accumulato una lunga storia di intolleranza nei confronti degli immigrati e di assistenzialismo pubblico.

Demata