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Economia, Politica e Informazioni

31 Mag

Andando a scemare l’onda dei Populismi, possiamo – forse – riprendere a ragionare su aspetti concreti della Politica e del governo di una Comunità o Nazione che sia.

La prima questione è come discernere, valutare, fare propria l’enorme mole di dati – apparentemente contraddittori o faziosi – che ci pervengono.

Quando cerchiamo di valutare la democraticità o la liberalità o l’equità di un sistema dovremmo anteporre un principio etico basilare nel campo medico: la concezione di ‘qualità della vita’ dei diretti interessati va anteposta, è prioritaria, rispetto all’idea che ne hanno studiosi e professionisti del settore.

Tenendo conto di questo, non resta che badare ai numeri della macroeconomia e della sociologia. I Grandi Numeri, non quelli di rilevazioni apposite su archi di tempo limitati (spot). E non quelli inficiabili da quesiti o interviste, se non dai pregiudizi accademici ed utilità politiche.
Il Crash finanziario e politico di inizio Millennio dovrebbe averci abbondantemente ammonito e ferito per poter dimenticare quanto siano rischiosi certi approcci economici, statistici, sistemici, politici.
Solo dati di sistema.

Usandoli, si finisce per scoprire che esistono regimi che limitano l’emancipazione femminile, ma – allo stesso tempo – hanno più donne laureate e in carriera di tante altre nazioni e/o che impongono corrispettive sanzioni ai maschi che violano le regole di ‘separazione tra i sessi’ con effetti decisamente più efficaci di dove si reiterano leggi e sanzioni per stalking e molestie o sevizie, ma va solo sempre peggio. Se non è zuppa, è pan bagnato …

Capita anche di scoprire che dove gli intellettuali sono limitati nell’espressione accade anche che la maggior parte della popolazione non è afflitta dai tabù – affermatisi in USA nei ’50 – del politically correct e del talk polite o della beautiful people oppure delle good manners.

Oppure viene a galla che la libertà di espressione – specie quella attenta o critica verso il Potere o il Business – è limitata per legge in certi stati, ma non è del tutto imbavagliata come nelle nazioni dove la Politica campa di promesse al vento?
Un dato tra i tanti: come altrimenti spiegare che la fiducia nelle News in Turchia o Svezia fossero identiche, secondo il Report Reuters di due anni fa, come Francia e Ungheria erano alla pari quanto a sfiducia?

O potremmo scoprire che le guerre civili causano – in realtà – un numero di morti paragonabile agli omicidi nelle terre di narcomafia.
Dovremmo riflettere sulla nozione di ‘terrore’ e di ‘sicurezza dello Stato’, se scopriamo che sono circa 150.000 gli omicidi, dal 2007 a oggi, dei Narcos nel solo Messico a fronte di circa 100.000 vittime civili in Siria, dal 2011 a oggi, o totali in Jugoslavia, dal 1991 al 1994.

Od, ancora, doversi confrontare con se stessi nello scoprire – numeri e fatti alla mano – che l’affermazione di un sistema antiprotezionistico, come quello vigente in Europa, ad esempio, ridurrebbe in miseria interi popoli e li condurrebbe alla guerra civile e al saccheggio.
Peggio, dover prendere irrevocabilmente atto che chi redistribuisce non fa altro che sussidiare il consenso di ceti improduttivi, incrementando il Debito pubblico e innescando un’ancor maggiore ingiustizia sociale a vertere sui ceti intermedi (e produttivi). Tatcher e Foucalt – da avverse barricate – erano perfettamente d’accordo almeno su questo, già 40 anni fa.

Per questo apprezzo i dati macroeconomici e strutturali delle Agenzie e, almeno un po’, diffido  le così dette ‘valutazioni di soddisfazione degli utenti’ – nuova Bibbia dei Liberals … ma la Politica non è (solo) Marketing e la Società non si fonda solo sui Mi Piace’ …
Ed ho difficoltà a prendere sul serio quella regressione lineare, tanto amata dagli economisti quanto ‘rischiosa’ secondo fisici e ingegneri.

A proposito, per sapere quanto benessere c’è in una Società, basta … iniziare a contare quante ore di tempo libero abbiamo e quante di queste possiamo dedicarle ad hobbies (non intrattenimento, ma attività proattive)

Demata

Corea: la Cina sostiene i Liberali

15 Apr

La Cina, da due giorni, ha sospeso tutte le importazioni di carbone dalla Nord Corea (2,7 milioni di tonnellate per trimestre) , in accordo con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 2321, in risposta al test nucleare del settembre scorso.

Intanto, nel rendere noto che la Nord Corea è in grado di lanciare missili nucleari dai propri sottomarini, China News sottolinea come Kim abbia mostrato poca moderazione, minacciando un attacco nucleare contro le forze americane nella regione e “sulla terraferma degli Stati Uniti”.

La posizione cinese è ben espressa: la Corea del Nord deve astenersi da altre provocazioni, mentre gli Stati Uniti e la Repubblica di Corea dovrebbero sospendere le loro esercitazioni militari su larga scala e cessare la loro politica del rischio bellico calcolato.

Ma c’è dell’altro e potrebbe sorprendere molti.

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Moon Jae-in (Democratic Party) e Ahn Cheol-soo (People Party)

Secondo China News, dovrebbe essere un esponente liberale a succedere nella presidenza della Corea del Sud a Park Geun-hye, leader del Grande Partito nazionale di stampo conservatore.

Park Geun-hye, arrestata con l’accusa di corruzione, è la figlia di Park Chung-hee, salito al potere con un colpo di Stato nel 1961 e rimasto in carica fino al suo assassinio nel 1979. Uno scandalo di corruzione che coinvolge i “chaebol”, i grandi trust industrial-commerciali a conduzione familiare sudcoreani, che dominano la quarta più grande economia dell’Asia e che ben lucrano anche dagli accordi con la Nord Corea per ottenere lavoro sottocosto.
Una situazione, come sottolinea China News, ed un intreccio con il regime nordcoreano che porteranno la Corea del Sud ad “affrontare severe riforme sotto un leader liberale”

Un presidente liberale, che – secondo le aspettative cinesi – “potrebbe ammorbidire in modo significativo la posizione di Seoul nei confronti della Repubblica popolare democratica di Corea e, forse, ritardare l’implementazione del sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti”.

La Corea del Sud ha due formazioni liberali, ambedue centriste: il Democratic Party ( 더불어민주당 ), già socialdemocratico e oggi di stampo social-liberale,  e il neonato People’s Party ( 국민의당 ), che viene indicato come la “corrente riformatrice del conservatorismo coreano”.
Da non confondersi con il Liberty Korea Party ( 자유한국당 ) – di centrodestra e di sedicente ispirazione neoliberista – nato da un giorno all’altro dalle ceneri del partito dei trust monopolistici di Park Geun-hye e parenti …

“Ogni mondo è paese”.

De Matha

Eutanasia e medico-paziente: cosa dice l’Etica europea?

14 Apr

L’Etica Medica è una branca del Sapere, che sembra essere diventata un’esclusiva competenza dei medici e, in Italia, dei prelati.

Eppure, i “Principi di etica medica europea” del 1987 parlerebbero chiaro: “il medico non può imporre al paziente le proprie opinioni personali, filosofiche, morali e politiche nell’esercizio della sua professione” (Art. 3).

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Dunque, per prima cosa, vorremmo tanto sapere – non noi pazienti, bensì noi cittadini – il come e il perchè di questo accaparramento sulla nostra pelle e del corrispettivo potere sulle nostre vite.

Soprattutto, visto che comportano un rapporto medico-paziente-cure del tutto diverso, sarebbe opportuno che Ministero, Regioni e Università ci confermassero che i medici italiani abbiano sottoscritto anche i “Principi di etica medica europea” dell’Unione e non aderiscano solo alla “Carta degli Operatori Sanitari”, come recentemente aggiornata dal Vaticano,

Ad esempio, in caso di malattia incurabile e in fase terminale, il medico ‘europeo’ “può limitarsi a lenire le sofferenze fisiche e morali del paziente fornendogli i trattamenti appropriati e conservando per quanto possibile la qualità di una vita che si spegne.
È dovere imperativo assistere il morente sino alla fine ed agire in modo da consentirgli di conservare la sua dignità” (Art. 12).

eab06911eba0ae8dc98a2ded06753bcfViceversa, nello stesso caso, il medico ‘cattolico’ non è «un mero esecutore» delle richieste di un paziente e «nessun operatore sanitario» può farsi «tutore esecutivo di un diritto inesistente». Anzi, conserva «il diritto e il dovere di sottrarsi a volontà diverse dalla propria coscienza».

Una contrapposizione profonda, se la “Carta degli Operatori Sanitari” del Vaticano – addirittura – invita i medici ad «un grave e preciso obbligo di opporsi ad esse mediante l’obiezione di coscienza» verso “l’autonomia morale e la libera scelta del paziente”, viceversa tutelate dall’Etica Medica europea, che ben precisa come “il medico non può sostituire la propria concezione della qualità della vita a quella del suo paziente”.

Una concezione illiberale.

Non a caso, riguardo al diritto di rifiutare la nutrizione e l’idratazione, rivendicato anche da politici e manifestanti e non solo dai malati, la Carta vaticana impone ai medici cattolici che esse «vanno considerate tra le cure di base dovute al morente» e «la loro sospensione non giustificata può avere il significato di un vero e proprio atto eutanasico, ma è obbligatoria, nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalità propria, che consiste nel procurare l’idratazione e il nutrimento del paziente».

Invece, per i “Principi di etica medica europea” sanciti dalla Conferenza internazionale degli ordini dei medici degli stati membri della CEE (Bruxelles – 6 gennaio 1987), abbiamo visto che “il medico non può imporre al paziente le proprie opinioni personali, filosofiche, morali e politiche nell’esercizio della sua professione”.
Addirittura, gli obiettori dovrebbero dimettersi dall’impiego pubblico e cercare lavoro presso strutture religiose o private a loro confacenti … ma la loro morale personale non può ricadere su un servizio con standard europei.

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Prima (o dopo) aver affrontato la questione ‘eutanasia’, c’è e ci sarà da capire se e come i medici cattolici intendano rispettare l’Etica Medica ‘liberale’ nel rapporto con il paziente e nel rispetto delle sue scelte informate.

L’alternativa? Più confusione, più disservizi, più malasanità, più sprechi, più contenziosi, più condanne, più sofferenza, più morti.

Senza parlare del fatto che di Etica medica – in Europa, come altrove – dovrebbero occuparsene i diretti interessati: i pazienti, gli Individui.

De Matha

PD stabile, M5S e Destre in stallo, CDX al lumicino?

2 Apr

Volano i sondaggi e rimbalzano le opinioni, ma – come sempre – tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare.

Infatti, non sempre i sondaggisti indicano QUANTI elettori non rispondano affatto e – salvo chi esperto – nessuno va a verificare il dato.
Elettori che potrebbero votare altro che il mainstream dei consultati e che potrebbero non votare affatto, di cui si evita di parlarne, mentre sappiamo tutti che circa metà dell’elettorato è propenso ad estenersi o, comunque fortemente indeciso.

Un esempio possiamo averlo dal sondaggio dell’Istituto Piepoli per SkyTg24, relativo alle “intenzioni di voto” (27 Marzo 2017), che pubblica il dato relativo ai ‘contatti’: per ottenere 505 interviste complete, i sondaggisti hanno dovuto contattare ben 6.725 persone.
In altri tempi, sarebbe bastato contattarne 2.000.

Non a caso, quando la Winpoll per Huffington Post va a rilevare la fiducia nella politica, è il 38% che dichiara di non fidarsi di nessuno.

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Dunque, che senso hanno numeri e dibattiti è difficile comprenderlo, salvo che pensare ad una forma di intrattenimento generale. Quel che lascia perplessi è che fior di letterati trascorra ore, giorni e mesi a … consultare la sfera di cristallo.
Specie se PD, CDx e M5S sono distaccati di un paio di punti di percentuale, cioè mezzo milione di elettori, e gli astenuti saranno oltre 15 milioni …

Quel che dovrebbe far loro riflettere è altro.
Ad esempio, che l’intero CDx appaia agli elettori essere eccessivamente motivato a vitalizi e poltrone, con neanche un elettore su dieci che gli darebbe fiducia su questo fronte.
Oppure che in dieci anni di scandali e instabilità politico-finanziaria, con ipercontrolli e anticorruzione, il potere della Casta non è mutato se non in peggio.

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Forse, i tanti letterati che affollano talk show, redazioni e sedi poltronate dovrebbero iniziare a farsi due conti in proprio: gli potrebbe accadere di scoprire che il M5S non sia affatto in testa, come annunciano, bensì ad esserlo c’è il solito Centrosinistra.
E che il Centrodestra è ridotto a pattuglie di clientes e di notabili, che nulla hanno da guadagnare ad associarsi con la Destra e tanto, viceversa, nel sostenere – ad elezioni perse – la futura maggioranza …

Image8Ad esempio, questo grafico dell’Huffington Post … che da il M5S (27,5%) vincente, mentre basta sommare i voti del PD (26,1%) e del MDP (4,2%) per scoprire che il Centrosinistra (senza la Sinistra) arriva al 30,3% …
O che, al di fuori delle regioni settentrionali, il Centrodestra rappresenta solo la Destra cattolica e poco più: tutt’altro che Libertà o Liberali. Anzi … ad allearsi con LN e FdI, potremmo ormai parlare di partito lepeniano … e addio Berlusconismo.

Cosa possiamo imparare?
Che è finito il tempo degli intenti universali, delle promesse vuote e dei privi di requisiti che li diffondono a reti unificate.
Prima lo capiamo e prima saremo al riparo da demagoghi e corrotti.

De Matha

 

Berlusconi e l’OPA sui Liberali

17 Feb

Silvio Berlusconi è dal 1994 che si professa liberale, anche se prima appoggiava i Socialisti di Bettino Craxi ed anche se a tutt’oggi fa capo al Partito Popolare e non all’Alleanza Liberale.

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Decisamente fantasioso. E, adesso, ad oltre 20 anni dal 1994 ed alla veneranda età di 80 anni, si ricomincia con lo stesso disco?

Dunque, beato a chi ci crede e attenzione ai prodotti riciclati … potrebbero essere scaduti. “Oggi non avere talento non basta più” (Gore Vidal).

Intanto, prendiamo atto che sono dieci anni che i giornali scrivono sulla credibilità di Silvio Berlusconi e del suo intento liberale. Ecco alcune testate prese a caso dalla Rete.

E, dunque, prima di ventilare parole e pensieri, qualcuno può constatare l’impossibile convergenza di Forza Italia nell’Alleanza dei Liberali Europei e l’improbabile adesione degli elettori verso una minestra riscaldata?

Demata

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Il testamento biologico e l’ostruzionismo del Centrodestra

1 Feb

testamento_biologicoIl Disegno di legge sul testamento biologico è finalmente pervenuto ai lavori della Camera.
A differenza di tanti altre leggi, questa volta non è stata inserita la clausola “ove concluso in Commissione”, quindi se i commissari non riusciranno a terminare in tempo la discussione degli emendamenti, il testo passerà comunque all’Aula.

Infatti, già da oggi il Testamento Biologico potrebbe passare al vaglio dei Deputati, se non fosse che – in Commissione – una sparuta pattuglia di soli dieci onorevoli su ben 49 totali, non volendo accettare il volere di un’ampia e variegata maggioranza ha presentato circa 3.200 emendamenti al testo unificato, di cui solo 290 avevano i parametri per essere ammissibili.

Gli emendamenti ostruzionistici sono arrivati principalmente da parlamentari eletti o appartenenti alle liste di NCD, FI-PdL, UdC, ex Scelta Civica e Lega Nord. Tra loro non pochi medici.

La dichiarazione anticipata di trattamento (detta anche testamento biologico) è l’espressione della volontà da parte di una persona, fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità.

Non sopravvivere attaccato ad una macchina contro la tua volontà.
Firma la petizione contro gli ostruzionisti.

Demata

Sovranismo: origini e significato

31 Gen

Il termine “Sovranismo” non sta ad indicare una dottrina economica, sociale o politica: è un neologismo. Ed è un neologismo piuttosto particolare.

Infatti, il ricorso ai neologismi deriva solitamente dall’esigenza di identificare ‘fatti’ tecnico-scientifici, come invenzioni, fenomeni e scoperte ed, in politica come in economia, i neologismi sono accompagnati da corposi ‘manifesti’ (es. Il Manifesto di Karl Marx).
In questo caso, NO: è un termine ‘generico’ affermatosi tramite i media.

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Inoltre, ‘Sovranismo’ – anche se non sembra – è un  un termine in “prestito” (forestierismo) da lingue straniere e, dunque, NON ha esattamente il significato che appare per similitudine con la lingua italiana.

Infatti, il termine è di origine canadese – souverainisme o sovereigntism – con rifermento ai movimenti sorti per l’indipendenza del Quebec, agli inizi degli Anni ’60.
E ritroviamo il ‘Sovranismo’ sempre con una nozione fortemente autonomista, se non indipendentista, in Catalogna, Paesi Baschi, Scozia, Fiandre, ‘Padania’, Sardegna, eccetera.

Il significato di ‘Sovranismo’ generalmente accettato sta ad indicare la rivendicazione dell’autonomia decisionale da parte di una comunità, rispetto ad un potere centrale, internazionale o transnazionale.

Dunque, in territori dove esiste una forte identità ‘nazionale’ pregressa (es. Scozia) il Sovranismo va a rivolgersi ‘contro’ poteri esterni allo Stato nazionale.
Altro è il Sovranismo declinato nei rapporti tra Stato e Regioni, dove il ‘modello’ sarebbe quello dell’autonomia regionale siciliana estesa a tutta la penisola.

Quanto il Sovranismo – quello leghista od a cinque stelle oppure ‘nostalgico’ – sia lontano dal Trumpismo è presto detto, se questo afferma un Governo Federale forte, un accordo diretto con la Russia e la Gran Bretagna da imporre all’Unione Europea, una rediviva visione Monroe delle Americhe.

Quali siano i rischi di un termine ambiguo e postveritiero come ‘Sovranismo” è ben rappresentato dal vagare di Grillo & Casaleggio alla ricerca di alleanze interpartitiche, inseguiti a fasi alterne dall’una o dall’altra ‘base’ o, molto peggio, dai terribili fatti accaduti ieri proprio nel Quebec, che – tra l’altro – nel rivendicare sovranità, ha anche accumulato una lunga storia di intolleranza nei confronti degli immigrati e di assistenzialismo pubblico.

Demata

Solidarietà: un principio liberale

28 Gen

Il termine “liberale” viene dal latino “liberalis”, che si traduce “degno di un uomo di condizione libera o riguardante la libertà” ed anche “liberale, benevolo, magnanimo, generoso, prodigo, munifico; di aspetto nobile, onorevole, distinto, copioso, abbondante” (Dizionario Latino-Italiano Olivetti).

In termini etici, dunque, “un uomo di condizione libera” è attento sia alla propria autonomia di scelta sia all’esigenza di concordia e benessere generale, sia alla Libertà  “che porta la mente umana verso nuove conquiste” (Alexis de Tocqueville) sia alla Coesione Sociale, perchè “la società non è una semplice somma di individui” (Émile Durkheim).

In termini politici, “un uomo di condizione libera” opera le proprie scelte con metodo e lungimiranza, ergo secondo scienza e coscienza, scevro da pregiudizi ed adesioni o contrapposizioni preconcette, che ne possano limitare la Libertà.

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“Metti te stesso al posto dell’altro”. Labor: Chi si accontenta gode; Capital: Non è tutto oro quel che luce.

 

Durkheim (Della divisione del lavoro sociale – 1893) evidenzia che, nella società moderna, l’individuo – nel guadagnare sempre maggiore autonomia – si ritrova a dover maggiormente interagire (ergo, essere dipendente) dal resto della società.

La società industriale, sotto l’influenza del fattore demografico, si è trasformata, con una dinamica crescente di complessità strutturale, da un sistema a “solidarietà meccanica” (quella del clan, della tribù, del villaggio) in uno a “solidarietà organica” (quella di un Imperium, una società globale e transnazionale, in cui tutti dipendono da tutti).

Solidarietà che non è da intendersi come un vuoto “vincolo di assistenza reciproca nel bisogno che unisce tra loro persone diverse”, bensì come quel “rapporto di comunanza tra i membri di una collettività pronti a collaborare tra loro e ad assistersi a vicenda”.

Infatti, la Solidarietà, per “un uomo di condizione libera”, non è altro che la coscienza interiorizzata che gli individui hanno di convivere in un habitat produttivo e sociale comune, con le corrispettive esigenze di condivisione di valori atti a garantire la produzione e la circolazione dei beni, come di regolare le relazioni sociali e la sicurezza personale, pur nei limiti dati dalla massima tutela per la libertà – autonomia – degli individui.

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Dunque, andrebbe valutato quanto abbia inciso sulla stabilità finanziaria e sulla sicurezza degli Stati, il luogo comune, largamente diffusosi alla fine del Novecento, per cui la ‘solidarietà’ sia un atteggiamento derivante da ideologie e religioni, da capitalizzare al più possibile come “potere politico di spesa” e “consenso sociale”.

Altro sarebbe se compredessimo tutti che la Solidarietà è l’infrastruttura portante di qualunque aggregazione di ‘sodali’ e che solo quando si fa sentimento diffuso, identità e appartenenza condivisa’, rispetto della reciproca condizione possiamo immaginare una società ricca e coesa.
Se, viceversa, la Solidarietà viene ristretta a costrizione fiscale e morale, se la Solidarietà si fa ‘professionale’, pervenendo – addirittura – alla nascita di un Terzo Settore ‘produttivo e solidale’, non v’è altro che aspettarsi spesa pubblica ed imposte debordanti, insicurezza e malcontento diffusi.

Demata

La spesa pubblica spiegata facile

25 Gen

Molti di noi, specie i meno informati e i non-addetti ai lavori, potrebbero pensare che la dinamica tra Entrate dello Stato e Spesa Pubblica sia lineare, come un tubo in cui da un lato entra l’acqua e dall’alro capo esce.

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In realtà, il ‘tubo’ sarebbe  una rete complessa di tubi, rubinetti, serbatoi e contatori, ma – ragionando con semplicità – molti, non ottenendo  servizi pubblici adeguati a quanto versiamo al Fisco, si sono convinti che il tubo sia ‘marcio’, che faccia acqua da tutte le parti e, cioè, si parla di sprechi.

Il punto è che si sbagliano.

Infatti, solo il 17% degli sprechi deriva dalla corruzione, mentre l’83% degli sprechi va attribuito  a norme inadeguate od obsolete ed a personale poco ligio o non competente: il problema non è tanto il “marciume”del tubo, ma quanto sia ‘contorto’, ‘disaccoppiato’, ‘depotenziato’, obsoleto’, ‘esoso’, incompleto’, ‘fuori standard’ eccetera.

Provate ad immaginare ad un capannone di una fabbrica il cui impianto idraulico (ma potremmo parlare anche dell’elettricità o della rete dati) che ha nelle pareti tubi e tubi di materiali, dimensioni ed epoche diverse, di cui non per tutti è dato sapere se siano connessi, sconnessi o apribli e chiudibili secondo la volontà di chi sul posto, mentre qualcuno ruba anche un tot del prezioso liquido per se stesso  e per i suoi famigli.

Probabile che a fine anno ci si ritrovi con una spesa d’acqua ben superiore ad ogni previsone e che la produzione aziendale e la motivazione del personale siano stati indeboliti dalla più o meno costante erogazione.
Possibile anche che ‘un problema del tubo’ così apparentemente banale possa nell’arco degli anni inficiare l’eccellenza dei prodotti, la professionalità degli addetti, la credibilità dell’azienda.

Ma questo sarebbe il meno.

Il problema maggiore è che per far funzionare alla meno peggio questo intricato sistema di tubi, servono delle cassette di distribuzione e di compensazione.
Possiamo immaginarle come un enorme pallottoliere dove arrivano solo palline bianche o nere, da cui escono palline di tanti colori, ma … non è dato sapere quale colore prenderà la pallina bianca o nera che entra e neanche quale colore aveva ogni pallina colorata che esce.

Specialmente, se alcuni tubi pompano acqua al contrario, grazie alle  … erogazioni dilazionate anche di anni,  alle così dette anticipazioni di cassa, alle operatività per dodicesimi, i bilanci e i consuntivi che di norma sono approvati mesi e mesi dopo l’inizo o la fine dell’esercizio più tante altre ‘diavolerie’ dei Regi Decreti Contabili ideati ai tempi del Trasformismo e, poi, della Banca Romana.

O le ‘bolle d’aria’ che immettiamo nel sistema ogni volta che rinviamo, deroghiamo, modifichiamo a posteriori, integriamo. Già ci sono anche quelle …

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Infatti, la riprova è che l’unica cosa controllabile ‘all’istante’ nei conti pubblici dei singoli punti di erogazione dei servizi è se il peso delle palline in entrata è pari a quello in uscita (pareggio di bilancio).

Persino conoscere la situazione di cassa potrebbe rivelarsi alquanto complesso. Ed anche solo per acclarare la legittimità delle spese o la correttezza degli accantonamenti in dare o avere (residui attivi e passivi) è necessario analizzare l’intera operatività del servizio in questione, dato che ad ogni delibera e ad ogni trascrizione contabile (ad ogni raccordo tra più tubi) può verificarsi una deviazione.

E  – secondo l’idraulica – può anche accadere che una parte dell’acqua giri semplicemente a vuoto nei tubi senza uscire se non molto a rilento, come ad esempio accade se tra la decretazione di un finanziamento e la sua spesa rendicontata trascorrano in media dai 4 ai 6 anni.

Dunque, non è vero che stiamo parlando di tubi e neanche che ‘quello che entra deve essere pari a ciò che esce’.

Anzi, con una roba del genere potremmo persino dubitare di star applicando non la dinamica dei fluidi (idraulica volgarmente detta) e scoprire che siamo entrati nel mondo della ‘termodinamica’, in cui si deve tener conto anche delle interazioni tra le singole palline e dell’effetto domino dato dall’intrico di tubi.

Un esempio semplice? Le disgrazie di cui leggiamo sui giornali riguardo alunni disabili nelle scuole come negli ospedali … impossibili da evitare, se quel che gli serve ricade in una dozzina di capitoli di spesa “ministeriali” più una manciata di unità previsionali europee, gestita da 6-7 istituzioni o enti diveri, con corrispettivi contratti di lavoro e sistema di appalti.
Ancora più semplice – ad esempio – chiedersi se tagliando acqua da un lato non vada a finire che ne sprechiamo il doppio da un altro … come sembra che accada spesso e volentieri.

C’è solo da prendere atto che – quando parliamo di Entrate e di Spesa pubbliche – siamo dinanzi ad un sistema di per se complesso e stratificato in modo disomogeneo, che va affrontato nel suo insieme.

Senza un’infrastruttura di Spesa pubblica lineare e trasparente, che opera per ‘atti dovuti’ e per ‘standard’ sulla base di risorse certe e non derogabili, è del tutto impossibile governare le Entrate.

Dunque, non basta occuparsi solo di fisco o di imprese, come è insufficiente preoccuparsi dei diritti se poi si sa come garantirli: è necessario innanzitutto entrare nel merito di come funzionano le scuole, gli ospedali, i lavori pubblici, i servizi sociosanitari, la sicurezza, cioè sapere come funziona una nazione, come ‘funziona’ un sistema sociale, di cosa vive la gente.

P.S. Prossimamente parleremo della Coesione Sociale, quella cosa molto diversa dal Welfare, per cui tanto tempo fa abbiamo inventato lo Stato.

Demata

 

Trump e i pregiudizi degli europei

22 Gen

Essendo gli Stati Uniti ben diversi da come ce li descrivono da molti anni i nostri giornali, ritengo che il fenomeno ‘Trump’ vada osservato con molta cautela, anche e soprattutto verso i ‘pregiudizi’ che certamente affliggono anche noi della Vecchia Europa.

LA RETE

La Rete è piena di messaggi di rifiuto – se non vituperio e odio, ergo la gogna – verso Donald Trump, pur non avendo ascoltato il saluto in lingua originale e neanche conoscendo quelli che sono i riferimenti culturali della gente d’oltreoceano o senza conoscere la storia familiare dei Trump e senza preoccuparsi di sbirciare i media statunitensi per comprendere – almeno dalle foto – quale sia l’enfasi e quale il background da chi in USA ci è nato.

Ad esempio, avrebbero potuto cogliere una certa stonatura tra chi vuol far credere che sia ‘filonazista’ e ‘razzista’ proprio quel commosso Donald Trump,  sull’attenti con un saluto militare, dinanzi alla statua di Abramo Lincoln proprio a compimento della cerimonia dell’insediamento?

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E sono sempre le immagini a rendere evidente un’altra stonatura con chi ci descrive Trump come un uomo delle ‘elite cospiratrici’, se suo nonno aveva un negozio di ferramenta e non tre lauree ad Oxford, ma soprattutto se alla cerimonia c’era tanta gente della worker class con giacconi da 40 dollari, ma tra i manifestanti tanti abiti e tanti accessori alla moda e non di modico prezzo.

IL MESSAGGIO

Ma Donald Trump cosa ha detto di così ‘strano’ da sollevare le folle europee?

Di sicuro, dovrebbe essere ovvio che un Presidente in ogni Stato del mondo vada a dire ‘Dio benedica la nazione’, ‘Prima di tutto i nostri cittadini’, ‘Più occupazione’, ‘Meno tasse per chi investe’, ‘L’esercito protegga innanzitutto i confini’, ‘Proteggiamo l’attività produttiva nazionale e garantiamo salari e previdenza ai lavoratori’.

A quanto pare, c’è chi si aspettava che Donald Trump si presentasse con ‘Dio maledica l’America’, ‘America Second, China First!’, ‘Meno lavoro, più Narcos’, ‘Meno tasse per chi specula’, ‘Aumentiamo la presenza militare USA nel mondo’, ‘Spostiamo tutte le fabbriche in Messico, dove il costo (e i diritti) del lavoro sono inferiori’ …

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Stranezze della post verità e del mainstream mediatico europei. Speriamo che almeno Saviano ne prenda atto ed avvisi tutti che la Seconda Guerra Mondiale ed anche la Guerra Fredda sono finite da un pezzo: Destra e Sinistra non significano nulla, NON hanno senso, se il Fascismo e il Comunismo furono (e sono) ugualmente totalitari, iniqui e liberticidi.
Questo il senso e il cambiamento profondi dei fatti che si verificarono alla Caduta del Muro di Berlino.

I SOLITI GUFI

Dicevamo dei pregiudizi di noi europei e come non notare che parliamo di un uomo alto, biondo, sicuro di se, di successo, eloquente, assertivo, circondato da belle donne, ricco, irruento, scaltro … un vichingo?
A sentir chi arriccia il naso, il problema non è ‘invidia’ o ‘razzismo’, ma altro: il progetto di Trump è ambizioso … bisognerà vedere Congresso e Senato quanto si spenderanno per remargli contro.  Già, perchè con questo metodo … noi in Europa a parlamenti stiamo messi davvero bene.

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Ah già, come se dotarsi di un vicePresidente come Spence, che sono vent’anni che è parte dell’apparato parlamentare statunitense, non serva proprio a questo, senza dimenticare che Congresso e Senato – a differenza dell’Europa – non hanno potere sulle prerogative presidenziali, cioè l’Esercito, la Sicurezza Nazionale, i rapporti Esteri e il Bilancio Federale, cioè quello che farà Trump nei prossimi mesi.
Dunque, che i parlamentari badino ad occuparsi dell’Agricoltura, della Sanità e delle Comunità locali … che sono i temi principali per cui gli elettori li hanno votati, che i due anni che ci separano dalle Elezioni di Mid-Term passano in fretta ed, a litigare con il Presidente, poi non c’è accordo sulla spesa destinata proprio alle Comunità che gli dovranno riconfermare il mandato.

IL PROGETTO POLITICO

Ricordato che le politiche ‘protezionistiche’ per le imprese sosterranno sia l’occupazione sia il welfare statunitensi con maggiore richiesta anche di lavoratori immigrati (non dimentichiamolo), ritorniamo a Donald Trump sull’attenti dinanzi alla statua di Lincoln ed all’America che ha spesso menzionato, non solo gli Stati Uniti o il suo Popolo.

L’Imperialismo Amerikano – affermatosi dopo la II Guerra Mondiale, grazie all’enorme bottino di guerra – va a restituire ai cugini inglesi protettorati e ‘aree di influenza’ in Africa e Medio Oriente, mentre andrà a cercare una nuova Yalta con i Russi, prima, ed i Cinesi, si spera, dopo.
A qualcuno sembra essere un ‘pericolo per la pace’?

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Ritorna la Dottrina Monroe, spezzatasi – ma questo i Dem non lo dicono – con i tentativi di aggredire Cuba da parte dei fratelli Kennedy?
Alla fine dell’embargo cubano ha provveduto Obama, grazie alla diplomazia vaticana, ma adesso sarà Trump a sottoscrivere i trattati commerciali e militari, che faranno da modello – si presume – per il riassetto delle relazioni centroamericane.

Ritorna l’afflato di Abramo Lincoln contro lo schiavismo e dei Repubblicani per un’adeguata formazione e protezione dei lavoratori, da affermare non solo in USA, ma i quelle Americhe, ormai feudalizzate dai Narcos e dalle loro filiere politico-criminali, fondate sulla riduzione in schivitù, su traffici di umani e sull’avvelenamento di massa dei corpi e delle coscienze?
L’estradizione del narco messicano “El Chapo” Guzman in USA – dove vige la pena di morte – è un segno chiaro delle intenzioni degli Stati Uniti verso il narcotraffico.

A CASA NOSTRA

Discutere di Donald Trump – come di Hillary od Obama sia chiaro – senza ascoltare e ben comprendere la lingua è come commentare un film con De Niro o Clooney tradotti e doppiati male, con la distribuzione che ha pure tagliato alcune scene originali.

La vera difficoltà (ed il vero imbarazzo di politicanti e media nostrani) è che l’Unione Europea – cioè le cattoliche Italia, Francia, Spagna, Polonia, Portogallo e Germania – adesso dovranno cavarsela ‘alla pari’, dal Mar Nero a Gibilterra, senza l’aborrito ombrello militare statunitense, cioè trovando l’unità decisionale (politica), la forza negoziale (finanziaria e militare) ed un unico modus operandi (sistemi di giustizia e di welfare), che mancarono agli antichi Romani o ai Crociati franchi, ma non ai Rus e ai Sassoni.

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Intanto, a differenza della base cristiano-sociale e popolare, Papa Bergoglio si esprime con un ‘vedremo’ e ci penseranno i politologi a spiegarcelo durante il prossimo talk show che conta, come già oggi lo stanno facendo – spesso inascoltati – tanti cittadini statunitensi nostri parenti o amici. Ma – niente paura – chi oggi reclama senza aver sentito il discorso in originale … annuncerà che è un complotto … come da tradizione europea fin dal lontano 1789.

E se la pubblica opinione fosse sempre stata una post verità?

Demata