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Da oggi i Cinque Stelle sono l’Establishment

5 Set

La scelta di un Governo Conte bis associandosi con il PD è stato un errore – forse definitivo – dei Cinque Stelle: da oggi sono il Potere e l’Establishment.

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La originaria scelta di Giuseppe Conte nell’associarsi con la Lega (ndr. Salvini è un fenomeno a se stante) era ‘coerente’ per gli elettori grillini: due formazioni politiche all’opposizione che si associano in una alleanza Destra/Sinistra, ma anche Nord/Sud, contro il “nemico esterno”, che Europa o Africa cambia poco, e contro il Partito Democratico, figlio mutante dei partiti clientelari del Dopoguerra.

L’attuale scelta di Giuseppe Conte nell’associarsi con il Partito Democratico (ndr. di cui Renzi è solo una delle trasfigurazioni) è un radicale cambio di rotta: il partito al potere pur di mantenere poltrone e consensi si associa con quello che ha sempre dipinto come il peggiore nemico del Popolo, per formare un’alleanza solo ‘a Sinistra’.

E’ facile ipotizzare che gli elettori ed i contribuenti possano sentirsi stretti in una morsa, non appena inizieranno a piovere tasse, ticket, tagli, disservizi, pagamenti dilazionati e … nomine, a cui il PD è affezionato. 

E da quell’istante in poi, cioè proprio nel periodo utile per andare alle urne fra l’estate del 2020 e i primi mesi del 2021, prima del ‘semestre bianco’ presidenziale, i Cinque Stelle NON saranno più il partito del popolo nè quello dei cittadini.

Anzi, già da oggi non hanno più alibi per tutti i disservizi e i deficit nelle Regioni e nei Comuni a guida PD.
Nè il PD di Renzi, Del Rio e Zingaretti potranno raccontarci di esser stati travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, quando ci saranno da spiegare le solite proprie liti interne e le eventuali ‘stranezze’ dei Cinque Stelle o dei post-comunisti.

Demata

Come garantire il welfare senza andare in bancarotta

2 Set

Garantire il Welfare senza mandare la Nazione in bancarotta non è mai stato difficile, salvo che in Italia, dove si è poco considerata la prevenzione del disagio sociale, cioè formazione e meritocrazia.

Scolarizzazione+della+popolazione+italiana

Ed essendo il ‘disagio’  una forte base di consenso per i cristiano-sociali, i socialisti e i comunisti è andata a finire che da noi, in termini di Welfare, esiste solo il diritto ‘pro capite’  (propr. «per ogni testa») che garantisce ai cittadini in condizione di indigenza o di difficoltà sociale un ‘reddito’ stabile nel tempo e scarsamente condizionabile, anche se il beneficiario conduce uno stile di vita inattivo o criminale.  

Il diritto ‘pro quota’ (propr. «per la parte a ciascuno spettante»), viceversa, comporta che a questi cittadini pervenga un ‘reddito’ che varia a seconda della situazione economica generale e del numero dei beneficiari, cosa che induce il beneficiario ad essere partecipativo e proattivo.

Il Welfare ‘pro capite’ è la tipica misura emergenziale volta ad assicurare un minimo essenziale durante una fase di transizione socio-industriale; il Welfare ‘pro quota’ è la tipica misura infrastrutturale volta ad assicurare una vita dignitosa a chi non è in grado di essere produttivo.

Nel primo caso lo slogan è ‘nessuno sarà lasciato indietro’, nel secondo il proverbio dice che ‘senza denari non si cantano messe’.

Ovviamente, per non mandare in bancarotta una Nazione ed evitare che l’ozio e il degrado si diffondano, ma anche dare a tutti una chanche di vita onesta ed operosa c’è da trovare un equilibrio tra il ‘pro capite’ ed il ‘pro quota’.

Ad esempio, potremmo stabilire che l’entità complessiva di sussidi e servizi ‘pro capite’ che arrivano ad una famiglia ‘indigente’ non sia superiore al reddito medio di un operaio. Per reddito, in questo caso,  intendiamo quanto arriva dagli altri contribuenti ai beneficiari sia in termini di sussidi economici ed esenzioni sia quando equivalente in termini di accesso privilegiato a servizi e abitazioni.

E, magari, i Comuni potrebbero introdurre la rotazione delle case popolari con contratti 4+4 anni, come tutti i comuni mortali, e legiferare un sussidio abitativo per chi ha diritto senza dovergli trovare casa tramite intermediari (costosi e talvolta criminali). 

Altrimenti, se c’è da perdere la casa popolare superando un certo reddito, chiunque deciderà di restare a dove è …

Chissà come sarebbe oggi l’Italia se la Politica si fosse presa la responsabilità ogni anno di legiferare le aliquote per i sussidiati e le tasse per i contribuenti, mettendoci la faccia e spiegarci perchè, spendendo qualcosa in formazione, chi è beneficiario di sussidi e di ‘redditi’ pagati dagli altri contribuenti non può essere impiegato da Regioni e Comuni per la manutenzione e il ripristino del degrado urbano e ambientale.

Demata

Appunti ai punti di programma a Cinque Stelle

30 Ago

Giuseppe Conte bis ha ricevuto dal leader M5S Luigi Di Maio un documento con una ventina di punti che dovranno essere il programma per governare con i voti del Centro-Sinistra dopo aver governato con i voti della Destra.

Pinoccio Gatto VOlpe TvBoy Roma

Un’opera di TvBoy come era nata e come diventerebbe oggi

Numero dei parlamentari: quanto è democratico e soprattutto utile alla Nazione che vi sia meno rappresentatività nazionale e legislativa mentre i Consigli regionali restano sovraffollati di pervenuti e predestinati, che in tal modo avrebbero ancora più potere nei rispettivi partiti?

Manovra equa: oltre la metà degli italiani ha più di 50 anni, perchè non ci sono risorse per loro, come non ci sono in generale per chi lavora? L’equità così detta la pagano i contribuenti, cioè chi produce, senza nulla in cambio?

Ambiente: che senso ha – nel dare corso ad un governicchio – di gonfiare la bocca con proposte che richiedono decenni per realizzarsi, come le fonti energetiche rinnovabili o i rifiuti zero

Conflitto di interessi: perchè – nel dare corso ad un governicchio – si novellano al Popolo proposte impossibili, dato che rispedirebbero a casa gran parte dei nostri eletti?

Autonomia differenziata: se ancora mancano i livelli essenziali di prestazione in tutte le regioni, perchè nessun politico regionale coinvolto in un tale disastro resta al suo posto e non è giubilato dal suo stesso partito? Autonomia, aspetta e spera? Oppure ognuno per se e Dio per tutti?

Legalità: Grandi evasori, mafie, traffici illeciti: bene, benissimo, ma sarebbero l’ordinaria amministrazione? Come si pensa – sempre come ordinaria amministrazione – di rendere sicure le strade per chi volesse passeggiare e tranquille le piazze se di notte si volesse anche dormire?

Sud: Una banca pubblica di investimenti mica significa prestare soldi pubblici nel Meridione per poi riprenderseli con gli interessi? E cosa facciamo se, tra 10 anni, scopriamo che gli investimenti hanno foraggiato le filiere dei soliti noti o, peggio, del crimine?

Scuola: dove sono le classi pollaio se la media di alunni per classe italiana è di 16-17 ed è una delle più basse del mondo?

Sanità: come può il merito riuscire a “spezzare il legame tra politica regionale e sanità”, se è la prima che governa e finanzia direttamente la seconda? Vi sembra normale che la Politica regionale sia anche il Consiglio di Amministrazione di tutto il sistema sociosanitario previsto dalla Costituzione, sia assicurativo e sia assistenziale?

Armi: incentivare i processi di riconversione industriale significa per caso una minore produzione navale ed aeronautica, come anche una minore occupazione e il declino di alcuni porti e distretti industriali?

Giovani e futuro: tutto quel che serve e che vogliamo offrirgli è l’innovazione digitale? E basta?

Eccetera, eccetera, eccetera, ma chi ci crederà mai?

Demata