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Equitalia is evil !!!

9 Mag

Ripubblico in stralcio un interessante post di Alessandro Citarella, Segretario Provinciale di Napoli del Partito del Sud, intitolato: Equitalia: un “carrozzone” come mano del demonio.

 

“Equitalia è una S.p.A. a capitale interamente pubblico, detenuto per il 51% dall’Agenzia delle entrate e per il restante 49% dall’INPS, e svolge attività di agente della riscossione per conto dell’Erario, degli enti pubblici di previdenza e assistenza, e di altri numerosi enti pubblici statali e non statali.  Dalle analisi svolte dalla Corte dei Conti, l’attività di riscossione coattiva dei tributi e dei contributi svolta da Equitalia negli ultimi anni si è notevolmente intensificata, tanto che gli incassi sono più che raddoppiati nell’arco di un quinquennio, passando da 3,8 miliardi di euro a quasi 8,9 miliardi di euro.”

“Purtroppo, la crescita degli incassi dipende, in buona parte, dall’inasprimento delle forme di coercizione e delle sanzioni accessorie addebitate ai destinatari delle cartelle esattoriali.  In particolare, negli ultimi tempi si sono  moltiplicate le norme per eliminare ogni possibile ostacolo alla riscossione degli importi, attenuando le garanzie che  nostro ordinamento riserva al contribuente. Equitalia ha intensificato  la propria attività , producendo nel solo 2010 oltre un milione 800 mila cartelle esattoriali, 577 mila fermi amministrativi, iscrivendo 135 mila ipoteche e 133 mila pignoramenti, e sono state 542 mila le istanze di fallimento di imprese e contribuenti direttamente ascrivibili alle azioni di Equitalia nei loro confronti.”

“L’aggio di riscossione riconosciuto a Equitalia sulle cartelle esattoriali è oggi stabilito nel 9%, di cui 4,65% cento a carico del contribuente se il pagamento avviene entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale o per intero se si supera tale limite; se un debitore dovesse saldare una propria cartella esattoriale dopo un anno dalla notifica si troverebbe a pagare oltre l’11% a titolo di vari interessi più una sanzione  del 30% e un aggio di riscossione nella misura del 9%, per un totale superiore al 50%; la norma contenuta nel decreto  “salva-Italia” prevede la revisione della misura del predetto aggio, ma  dalla fine del 2013, troppo lontana nel tempo per le imprese che chiudono per la crisi economica.

È grave che a fronte dell’intransigenza con la quale la Pubblica Amministrazione richiede alle imprese l’adempimento degli obblighi fiscali, poi paghi i propri fornitori con un ritardo medio di 86 giorni e punte di 500 giorni — in Francia i tempi medi di pagamento sono di 22 giorni, nel Regno Unito di 19 giorni e in Germania di 11 giorni.”

“Ogni cittadino o impresa vuole invece un comportamento leale e trasparente dello Stato sia quando è creditore sia quando è debitore.”

Leggi anche l’intervento del Presidente Onorario della Corte di Cassazione su Equitalia, il diritto di protestare

originale postato su demata

Equitalia, il diritto di protestare

10 Gen

Ferdinando Imposimato è il Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. E’ stato anche funzionario del Tesoro, commissario di polizia, giudice istruttore, avvocato penalista e senatore della Repubblica.

Questa la sua opinione riguardo Equitalia.

Ritengo che le osservazioni di Grillo siano giuste, e che debbano essere rispettate perché, a mio avviso, il problema del comportamento vessatorio di Equitalia esiste.

Mi sembra un ente che è forte con i deboli ed è debole con i forti, per cui penso sia necessario che Equitalia accetti le critiche.

Parlare di terrorismo forse è un po’ esagerato, però questo comportamento eccessivamente fiscale nei confronti dei piccoli evasori e questa inerzia nei confronti dei grandi evasori, non può più continuare. Noi vogliamo il recupero delle somme evase, ma soprattutto a carico dei grandi evasori.

Chiaramente noi non siamo per i terroristi, siamo contro i terroristi anche perché abbiamo sempre lottato contro il terrorismo, però non si può negare sia a Grillo, che a me, che ad altri, il diritto di protestare.

C’è stata debolezza nei confronti dei grandi evasori e grande capacità di intervento nei confronti dei piccoli evasori, questo è l’aspetto più grave rispetto al comportamento di Equitalia.

Devono esistere delle leggi che vanno fatte rispettare, soprattutto verso i grandi evasori fiscali che fino adesso purtroppo sono stati al riparo dagli interventi di Equitalia. In Italia ci sono 175 miliardi di evasione fiscale.

Se lo Stato, attraverso Equitalia, riesce a recuperare dai grandi evasori le somme evase, allora anche i ceti medio bassi saranno più disponibili a sopportare dei sacrifici.
Se invece i sacrifici debbono essere sopportati soltanto dai lavoratori, dagli operai, dei pensionati e dai dipendenti che hanno uno stipendio limitato e non invece dai grandi evasori, questo fatto che provocherà una ribellione nei confronti dello Stato.

Doveroso ricordare che ad affermarlo è il giudice istruttore dei processi per l’uccisione di Aldo Moro, l’attentato al Papa, l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Vittorio Bachelet, la strage di Piazza Nicosia, il banchiere Michele Sindona legato a Cosa Nostra, la Banda della Magliana. Il magistrato  che ebbe, nel 1983, il fratello Franco ucciso per una vendetta trasversale e che fu il primo a parlare della pista bulgara in Europa e delle connessioni internazionali del terrorismo (tra cui Israele/ Palestina).

C’è da dargli credito.


L’intervista integrale è su Cado in Piedi

originale postato su demata

Firme per Battisti? No, prego

17 Gen

Quello che veramente ho difficoltà a comprendere sono le firme in favore di Cesare  Battisti:

  1. anche se giudicato in contumacia, Cesare Battisti in quegli omicidi c’entrava ed i morti erano comuni cittadini. Nè “pennivendoli”, nè “lacchè”, nè “bracci violenti”: padri di famiglia, lavoratori come tanti
  2. sono anche gli irriducibili (e chi li beatifica) che impediscono una pacificazione definitiva, mica solo le famiglie delle vittime
  3. su centinaia di arrestati, fermati e detenuti, tra il 1977 ed il 1980 si sono registrati rarissimi casi di “tortura”: non una disfunzione generalizzata, sistemica o locale, non battaglioni della morte “brasiliani”, niente sparizioni “argentine”
  4. la maggior parte dei “terroristi”, se non scarcerata prima, già alla fine degli anni ’80 godeva di lavoro esterno e libertà vigilata. Giusto per la storia, aggiungiamo che questo fu possibile grazie al documento “di capitolazione ed abiura” firmato dai leader “resistenti”, Gallinari e Franceschini. Un documento di cui Francia a Brasile sembrano non avere nozione
  5. quasi nessuno crede che a Bologna furono Mambro e Fioravanti. C’è una sentenza, è vero, ma sono tanti gli indizi, che confermano la presenza (piuttosto insolita) di un agguerrito gruppo di terroristi internazionali, affiliato al famigerato Carlos. Alla stazione fu strage di Stato oppure, come proprio sembrerebbe, fu un’azione di uno stato estero?
  6. il giudice Imposimato, nel suo libro, documenta sia alcune ombre sulla teoria di destra riguardo Piazza Fontana, ma racconta anche di canali del KGB in Francia, della scuola parigina Hyperion, “crocevia” del gotha terroristico, della “resa” di Valerio Morucci e Adriana Faranda avvenuta in un’abitazione di persone molto vicine all’establishment sovietico
  7. Mario Moretti, l’unica persona che conosce la storia delle BR dal 1969 al 1983, non ha mai collaborato alle indagini e ha mantenuto il silenzio sulle attività delle BR. Due mesi dopo essere entrato in carcere, un detenuto affiliato ad una cosca catanese tentò di ucciderlo a coltellate
  8. le BR fecero un’indagine sulla strage di Piazza Fontana e, secondo loro, almeno chi fece da tramite era interno al movimento.

Se così fosse che di quale Stato delle stragi si fa cenno nelle petizioni?

Utimus sed non minumus, le Br hanno operato anche al Sud, come i Nap a cui si ispirarono. A Napoli ebbero forti contiguità con la Camorra cutoliana …

C’è altro da dire?

Si.  Tra il 1977 ed il 1983, gli uomini dello Stato italiano sgominarono il network di Sindona e la P2, mentre Falcone stava completando la rete che, nel 1984, portò Tommaso Buscetta a collaborare con la giustizia.

Negli stessi anni, mentre i terroristi inneggiavano al “tanto peggio tanto meglio” contro lo stesso interesse nazionale, nel Sud Italia le mafie iniziavano la loro brutale estensione su ogni attività, grazie ad una media di 5.000 omicidi annui, che ancora oggi si mantiene costante.

Certo, quegli anni furono torbidi ed esistono fin troppe tracce dell’operato di servizi segreti stranieri, alleati e non, come altrettanto certamente sul caso Moro e sul ruolo di Moretti nelle BR esistono molte ombre, mentre il terrorismo fascista di basso livello ebbe contiguità con alcuni apparati e non furono regolari tutti tra i milioni di interrogatori che ci furono.

Un paese “normale”, con seri problemi di mafia, di inefficienza e di corruzione, nulla di più.

Non la Francia che ospitava decine di migliaia di rifugiati politici, accusati però di crimini violenti, tra cui anche qualcuno che avevano fatto uso di armi contro inermi o, addirittura, aveva ucciso.

Per non parlare gli indios dell’Amazzonia che non avevano e non hanno scampo dinanzi a quel progresso così “brasileiro” e così devastante per l’ambiente e per i ceti poveri.