Tag Archives: Grexit

Perchè Merkel ha ragione?

17 Lug

Chi pensa che i contabili europei siano degl aguzzini, mentre i populisti antieuro siano gli alfieri della democrazia si sbaglia. Anzi, peggio, è in malafede.

Infatti, qualcuno crede davvero che sia giusto promettere di pagare tot fatture o cambiali a 60 giorni e poi presentarsi al 91esimo senza un denaro e chiedendo anche lo sconto? Immagino che nessuno – neanche il ragazzino che attende la paghetta o il premio per la promozione – sia lontanamente disposto ad accettare ‘promesse a geometria variabile’ …

Eppure, c’è una certa parte della politica che si comporta così, allorchè si occupa dei nostri soldi, perchè succube – causa incompetenza propria – delle burocrazie ministeriali e locali, giustificandosi con gli elettori invocando insopportabili imposizioni e tagli, che in realtà sono piani finanziari pluriennali e limiti di budget, per i quali ci si poteva predisporre per tempo.

Ad esempio, ci  sono le regioni con le loro agenzie od enti e le loro forniture, le cui ditte preferiscono cedere i crediti ben prima deila scadenza della prima rata di pagamento, pur di esser certi di incassare repidamente, lasciando  il 10-15% alle finanziarie che rilevano il credito, le quali a loro volta dovranno attendere mesi  (o anni) per il saldo, lasciando sul tavolo sconti e crediti contestati (se va male) o incassando lauti interessi (se a bene). Morale della favola, la PA paga con molti mesi di ritardo e cerca puntualmente di sottrarsi o comunque di dilazionare; chi ne fa le spese è l’Italia sia in termini di ricchezza sia in termini di efficienza dei servizi; i demagoghi fomentano il popolo applicando tagli a casaccio  e riversandone la colpa su altri.

Altro esempio, ognuno di noi versa il 9,9% del proprio reddito per l’assistenza sanitaria che, in soldoni, equivale a quasi 300 euro mensili per chi ha uno stipendio netto di 1.600-1.800 euro. Beh, con 400 dollari al mese in USA vi pagate una copertura assicurativa di prima classe, con 200 $ (quel che versa chi guadagna 1000 euro netti) andate in qualunque clinica privata, qui da noi finite in barella per ore ed ore al pronto soccorso. Peggio ancora se invece di sanità parlassimo di previdenza. Morale della favola, i nostri sindacati non ci tutelano, avallando un sistema previdenziale e sanitario iniqui e spreconi; chi ne fa le spese è l’Italia sia in termini di ricchezza sia in termini di efficienza dei servizi; i demagoghi fomentano il popolo invocando un bengodi che non c’è e procastinando le soluzioni ad un futuro che non arriva mai.

Dovremmo riflettere prima di pensare che l’Europa pretenda da noi cose impossibili: la diretta conclusione che se ne trae è la conferma definitva di una ‘storia’ che gira da 2000 anni. I popoli latini sono culturalmente più corrotti o corruttibili di quelli centro-nordeuropei’? Sarebbe meglio fornire ampie e dimostrabili smentite, mantenendo gli  impegni presi  e non buttando in politica (in cavalleria) i guai e le soluzioni, se vogliamo convincere Europa e Germania ad adottare maggiore flessibilità finanziaria. O pensiamo che Normanni e Sassoni abbiano voglia di cambiare le proprie regole (vincenti) per dar seguito ai Celti imbelli od ai Cattolici furbetti?

Demata

Austerity, le regole ed a chi convengono

9 Lug

Mentre Tsipras non trovava meglio da fare che aumentare l’IVA e le tasse sulle imprese – evidentemente allo scopo di regalare ai greci qualche altro anno di recessione – in Italia, in Europa e nel mondo della finanza ci si interroga su cose serie come le regole, che all’origine fanno capo al costo del denaro (da cui spread, austerity, computo del PIL eccetera).

Iniziamo col dire che nessuno di sogna (ad eccezione di italiani e greci) di immaginare delle regole che possano essere derogate o, comunque, cambiate ‘in corsa’. Stop.

Aggiungiamo che le crisi italiana e greca derivano non da una effettiva insolvenza od incapacità del sistema a produrre PIL, bensì dalla corruzione e dall’inefficienza (ed inaffidabilità) della pubblica amministrazione.
In ambedue i paesi si è alterato il procedimento di formazione degli organi elettivi e amministrativi, per determinare la nomina di ‘personaggi graditì in posizioni strategiche, realizzando una sistematica infiltrazione del tessuto imprenditoriale e delle istituzioni locali attraverso un diffuso sistema corruttivo.

Nel computo del PIL (e della ‘forza strutturale’ degli Stati) è corretto considerare gli investimenti pubblici (ferrovie, strade eccetera) come spese ‘vive’, ovvero quali sono per le tasche dei cittadini che pagano le tasse …

Ergo … potrebbe essere finita l’epoca in cui si mascheravano come investimenti e welfare i soldi buttati dalla finestra a beneficio di cani e porci …

Morale della favola, la Troika e (soprattutto) il popolo greco dovranno ammettere che la Grecia non regge la ‘cura’ perchè ha una molto limitata capacità di crescita autonoma a causa di un sistema infrastrutturale (a partire dai servizi pubblici) inadeguato, costoso e sprecone, cioè inaffidabile.
Quando decideranno di esser meno corrotti (evadere il fisco ne è una forma, esser pubblici impiegati negligenti ne è un’altra come l’eleggere politici di comodo pur di non cambiar nulla) se ne potrà riparlare.

Demata