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Roberto Saviano e la cultura in pillole

28 Mag

Anche oggi Roberto Saviano ci illumina via Facebook con un didascalico: “in Siria i civili pagano con il sangue il lungo silenzio dell’Occidente su Assad (finanziatore di Hezbollah e Hamas). Il timore che il dopo Assad fosse peggiore, ha paralizzato l’Occidente troppo a lungo, sacrificando troppe vite.

L’autore di Gomorra è giovane, uno di quei giovani ai quali – mentre erano a scuola od all’università – abbiamo detto di ‘non dare nulla per scontato’ e di rifuggire il ‘sapere in pillole’.

Purtroppo, Saviano ha l’età che ha, la cultura che ha, il reddito e la fama che ha. Così andando le cose, capita che il nostro ‘mito antimafia nazionale’ scivoli su un paio di luoghi comuni colossali.

Infatti, prima di parlare di Occidente in Siria e riguardo la famiglia Assad, vale la pena di verificare cosa fossero i partiti Baathisti e se, per caso, non fossero filosovietici … altro che filo occidentali.

E, caso mai Roberto Saviano volesse dirci qualcosa di non ovvio e non didascalico, potrebbe anche verificare non è la Siria ma, piuttosto, l’Iran ad essere il principale finanziatore (e burattinaio) di Hamas e Hezbollah.

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Comune di Bologna: uno schema finanziario collaudato

17 Mag

Virginio Merola (Partito Democratico) è il sindaco di Bologna, un comune che è il maggiore azionista di Hera S.p.A. con una quota di azioni pari al 14,76 % e, tramite questa, controlla (100%)  HERA COMM, la quale si occupa di vendita di gas ed energia elettrica ed a sua volta detiene il 50,01% di HERA COMM MEDITERRANEA la quale si occupa di produzione, acquisto, trasporto e vendita di energia, mentre il restante 49,99% è detenuto dalla società S.C.R. s.r.l. con capitale coperto da segreto fiduciario e scelta senza gara ad evidenza pubblica. Il Gruppo Hera è il secondo operatore italiano nella gestione del ciclo idrico integrato, ovvero dalla raccolta alla depurazione delle acque reflue fino alla distribuzione di acqua potabile, ed è anche il principale operatore nazionale nel settore ambiente per quantità di rifiuti raccolti e trattati.

Tra l’altro, come formalmente dichiarato a bilancio comunale, “la raccolta differenziata è particolarmente bassa nel Comune di Bologna (36%),  rispetto agli standard richiesti in sede comunitaria (65% entro il 2012).”

Un Comune, quello di Bologna, che alla chiusura del consuntivo 2011 metteva a bilancio ben 12.5 milioni di euro di avanzo economico di parte corrente pari. Risorse che non il sindaco della città ed il consiglio comunale non intendono destinare alla spesa corrente, riducendo tributi e invrementando i sussidi, e che verranno destinati “cura della qualita’ urbana della città” pur di non protestare contro il Patto di stabilità.

Un bel conflitto di interessi, di questi tempi, visto che la crisi dovrebbe indurre il Primo Cittadino a non innalzare il costo delle forniture acqua-gas-luce, se si volesse essere attenti ai cittadini, e non viceversa innalzarlo, come accade, dato che si pensa solo alla cassa ed alla spesa.

Utile aggiungere che il Comune di Bologna controlla anche Interporto Bologna  S.p.A. (35,1%), con ricavi, nel 2007, superiori ai 22 milioni di Euro, e che dagli utili, che questa società  si propone di ottenere, dipende sostanzialmente il prezzo al banco di qualunque prodotto transiti da lì.

Un bel balzello sulle spalle degli altri italiani che permette al Comune di Bologna di mantenere “fiori all’occhiello” a spese di altri.

Un Comune che annuncia (esultante?) che “tra i principali risultati ottenuti con le più recenti modifiche normative, vi sono l’esclusione dall’IMU degli immobili comunali e la possibilità di assimilare alla prima abitazione quelli non comunali (di proprietà Acer) destinati a Erp o Ers, così come quelli dei soci di cooperative a proprietà indivisa” , oltre che forti riduzioni per le imprese.

Mica alleviare i cittadini, visto che si tratta di “un Comune quasi totalmente autonomo da un punto di vista tributario e finanziario”, bensì finanziare la Casta e la folle spesa pubblica, per sostenere la quale il Sindaco e la Giunta bolognesi hanno già introdotto, per i servizi educativi nel corso del 2012, alcune significative innovazioni nell’utilizzo dell’ISEE (Indicatore di situazione economica equivalente) e che ulteriori modifiche saranno introdotte “al fine di conseguire maggiore equità e selettività nelle modalità di accesso e contribuzione ai servizi”.

Ma non solo, visto che la Giunta di Virginio Merola, con i tempi che corrono è riuscita a deliberare, per il 2012, · risorse aggiuntive per 1,6 milioni di euro “per estendere la rete e potenziare la manutenzione degli impianti di rilevazione automatica delle infrazioni al codice della strada”, mezzo milione di Euro per il bike-sharing ed un altro mezzo milione per “potenziare le azioni di recupero dell’evasione”. Importante aggiungere, riguardo ll’utilità di queste spese, che l’Emilia Romagna nel solo 2010 ha speso quasi 2 milioni di euro per il bike sharing, che è la regione con il più basso rischio di evasione fiscale e che il numero di feriti negli incidenti stradali a Bologna è relativamente costante dal 1995.
Tra l’altro, essendo il debito comunale nell’ordine dei 300 milioni, secondo alcune stime, davvero non si comprende come possano i revisori dei conti tollerare interessi passivi a fronte di somme eccedenti od accantonate.

Ritornando ad Hera spa, sia il Fatto Quotidiano sia la Voce di Romagna, raccontano una “strana” vicenda iniziata dieci anni fa, quando la società SCR – quella coperta da “segreto fiduciario” e indicata dal Fatto Quotidiano come vicina alla famiglia Cosentino tramite una fiduciaria – compra per tre miliardi e 715 milioni di lire (1,9 milioni di euro) l’area industriale della ex Ceramiche Pozzi di Sparanise (CE), un prezzo a dir poco stracciato, dato che il sito non aveva  i permessi per ospitare impianti energetici o per il trattamento rifiuti.  Nel 2001, l’area viene rilevata da AMI spa (azienda controllata dal Comune di Imola) proprio poco prima che il Comune di Sparanise cambi la destinazione d’uso dei terreni, consentendo la costruzione di una centrale a turbogas da 800 megawatt, e prima che la stessa AMI spa si fonda con altre ditte emiliano-romagnole, diventando Hera. Un’area che già nel 2003 Hera aveva provveduto a vendere a Calenia Energia, a sua volta ricomprata, nel settembre 2004, dalla  “stessa” Hera e dalla “quella” Scr collegata all’onorevole Nicola Cosentino per il 15%  e per il restante  85% del capitale dalla svizzera Egl.
Nel 2008 Hera Comm Med, società commerciale di Hera (nel cui cda siede Giovanni Cosentino, fratello di Nicola), cui è intanto è passato il controllo del 15 % della centrale, dichiara ricavi per 40 milioni di euro ed utili per 6 milioni e mezzo, dei quali  non vi è traccia nei dividendi e nei bilanci delle giunte romagnole e della multiservizi bolognese (fonte Voce di Romagna).

Non deve dunque meravigliare se il sindaco bolognase Virginio Merola segua con trepido interesse le vicende campane sia riguardo i rifiuti sia riguardo il caso Equitalia e sulle proteste scoppiate in tutto il paese, chiedendo «una grande manifestazione contro l’evasione fiscale», aggiungendo  «non come a Napoli dove contro Equitalia sono scesi in piazza cittadini e camorra».

Ciò che dovrebbe meravigliare è che nessuno ancora si sia accorto di come l’Emilia Romagna e le sue giunte rosse e bianche vantino un “successo gestionale” che si fonda su indebitamenti sine die, gestioni separate o parallele come quelle delle ex-municipalizzate, speculazioni su aree meno sviluppate del paese amministrate da “giunte amiche”, pressione fiscale ossessiva o poco trasparente.

Non meraviglia neanche che, ancora oggi, proprio negli impianti di Imola vadano a finire migliaia e migliaia di tonnellate di rifiuti campani e che a lucrare sulla “monnezza di Napoli” ci siano emiliani e romagnoli.

Come non meraviglia che, non Bersani e non Vendola, ma Giovanni Favia, consigliere comunale bolognese del Movimento Cinque Stelle (link), sostenuto dal Partito del Sud campano (vedi link) abbia presentato un ordine del giorno dove si chiede al Sindaco di Bologna di “adoperarsi affinchè persone delle quali non può essere garantita l’onestà e l’estraneità al mondo della camorra, non siedano all’interno di società partecipate dal comune”.

Utile sapere, però, che Virginio Merola è bolognese d’adozione, essendo nato a Santa Maria Capua Vetere, comune casertano limitrofo proprio a Sparanise, dove è nata anche la moglie dell’ex ministro alle telecomunicazioni, Mario Landolfi (PDL), rinviato a giudizio per presunti favori alla camorra, e dove dal 16 al 26 gennaio scorso è stato cercato come “sparito” l’ex sindaco, Salvatore Piccolo, un avvocato che aveva difeso gli interessi del boss Giuseppe Papa, poi “riapparso” adducendo «questioni strettamente personali».

… e che, come riportato dal giornalista Massimiliano Amato nel libro “Il casalese”, edito da “Cento Autori”, la centrale di Sparanise (una “creatura” di Giovanni Cosentino, fratello del deputato Nicola) sancisce l’inizio di un “consociativismo” negli affari tra imprenditori collegati alla camorra e politici, che travalica qualsiasi possibile distinzione tra sinistra e destra.

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Gomorra: la beffa annunciata della prescrizione

18 Set

Secondo gli inquirenti centinaia di tonnellate di rifiuti speciali vennero “smaltite” dal Veneto e dal Piemonte e seppellendole in provincia di Caserta, in Umbria, nel Lazio, in Sardegna, in Puglia e in Calabria. Indagini durate ben 12 anni, che vedono coinvolti industriali, politici, forze dell’ordine, mafiosi.
Un disastro ambientale senza precedenti, intere popolazioni esposte al rischio tumorale, territori fertilissimi devastati, una rete di corruttele senza precedenti.

“Una ventina di viaggi alla settimana, così come documentato dai carabinieri, treni di Tir carichi di scorie il cui rischio cancerogeno, è stato accertato, era particolarmente alto. Dalle polveri da abbattimento dei fumi delle industrie siderurgiche e metallurgiche alle ceneri da combustione di olio minerale. In tre anni di indagini gli investigatori scoprirono un’organizzazione in grado di «collocare» a prezzi stracciati qualsiasi tipo di rifiuto.” (La Stampa)
“Partivano da Milano, Vicenza, Padova, Treviso, Verona, Venezia, Bergamo e Brescia con una regolarità di circa cento viaggi a settimana per essere sversati nelle campagne campane. I camion trasportavano fusti che contenevano polveri residuate dall’abbattimento dei fumi delle industrie siderurgiche e metallurgiche, oli minerali, lubrificanti delle macchine, scarti delle vernici, ceneri residue da combustione, solventi, e le acque proveniente da stabilimenti di industrie chimiche e acidi. Appena arrivavano in Campania venivano sepolti nelle campagne coltivate, lungo le strade sterrate, in terreni comprati da contadini indebitati o spesso nemmeno comprati”. (La Repubblica)

Parliamo di truffa ed abuso d’ufficio, getto pericoloso di cose, realizzazione e gestione di discariche abusive, reati associativi, finalizzati alla delinquenza e al disastro ambientale, senza considerare che non sono mai stati contestati gli omicidi ed i danni biologici a danno di chi si è ammalato.
Eppure, in quei territori del Casertano, i casi mortali di cancro sono incrementati del 20% (dati Istituto Superiore di sanità), come anche le malattie polmonari, le allergie infantili, i feti deformi, le dermatiti.

Tutto prescritto, grazie a udienze preliminari rinviate, competenze territoriali contestate, accuse sostenibili e non, difetti di notifiche.
Sono andati tutti prosciolti i 95 imputati. Eppure, avevano intombato fusti tossici persino nelle falde acquifere compromettendo l’acqua, secondo le accuse, ma il proscioglimento rassicura: “Escluso l’inquinamento delle falde”.

Smaltire rifiuti pericolosi comportava (e comporta ancora oggi) un costo insostenibile per le piccole e medie imprese padane, in un paese dove, però, il traffico illecito di rifiuti non era un sanzionato penalmente mentre i reati ambientali vengono spesso derubricati per il “giusto convincimento” del magistrato, anzichè perseguiti sulla base delle perizie dei chimici delle Forze dell’ordine.
Facile, facilissimo, creare un network criminale per eludere i controlli al Nord e smaltire illegalmente al Sud.
“Le imprese risparmiano molto danaro che reinvestono, e le campagne, l’acqua, la terra, meridionali vengono per sempre compromesse spesso con il consenso dei piccoli proprietari terrieri e delle amministrazioni locali. In tutto questo la camorra è ovviamente il grande e innominato soggetto tenuto fuori dall’inchiesta proprio perché questa inchiesta voleva o meglio avrebbe voluto dimostrare il segmento imprenditoriale che strutturava il traffico dei rifiuti tossici. Molte imprese del nord Italia hanno delle responsabilità ciclopiche nell’avvelenamento ormai irreversibile delle terre meridionali, questo processo avrebbe potuto iniziare un percorso che avrebbe avuto come necessaria conseguenza politica l’investimento nel risanamento e nella bonifica di queste terre.” (Roberto Saviano)

“Nulla sembra più difficile di dimostrare in un tribunale le responsabilità del nord Italia nelle dinamiche mafiose del nostro paese.”
In Cina Popolare avrebbero dato la pena di morte ed i lavori forzati a vita, in Italia, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso una sentenza di non luogo a procedere.

L’unica cosa da aggiungere è che la data del 17 settembre 2011, come quella del 6 aprile 2009 (Terremoto di L’Aquila) segna un punto di non ritorno per lo Stato Italiano.

Sono la prova provata che, dopo 150 anni, i Meridionali sono cittadini di Serie B ai quali non sono necessariamente dovute solidarietà e giustizia: quante ditte del Nord avrebbero dovuto chiudere i battenti se questo processo fosse andato avanti “presto e bene”?

Leggi anche  “Immondizia in Campania: un affare di camorra, politica e grandi aziende

Fine pena? Mai, anzi, riapriamo l’Asinara

27 Mar

M_ac6575a57fb54949cc10301c20d247a9Il Tempo del 23 marzo scorso riporta un’interessante notizia, che ci da tutto lo spessore di un grave fenomeno:

“La criminalità organizzata scende in campo per il voto del 13 aprile.


E lo fa apertamente attraverso esponenti di rilievo che hanno affidato a un volantino-proclama la loro scelta politica.

Una propaganda che arriva dal carcere.

«Indirizziamo i voti dei nostri familiari per quel partito o schieramento che ha messo nei primi posti della sua attenzione il problema del carcere…. per l’uscita del nuovo codice e per l’abolizione del regime di tortura 41 bis»

Ventotto righe per invitare i detenuti, che non hanno diritto di voto, a fare pubblicità presso parenti e amici per dare la loro preferenza a quei «partiti che hanno parlamentari che visitano spesso le prigioni».

E ancora «facciamo votare i partiti che sono favorevoli all’abolizione dell’ergastolo,
all’emanazione del codice penale e a una pena rieducativa».

La firma in calce è «Gli ergastolani in lotta  di Spoleto»”

La lettera è stata spedita dal carcere di Spoleto da Giovanni Spada, pugliese, boss della Sacra corona unita in regime di alta sicurezza ed intercettata a Rebibbia , dove il destinatario era Angelo Tornese, anche lui della Sacra Corona Unita, sottoposto a regime 41 bis.

Solo grazie alla censura, applicata per il 41bis e non per il regime di alta sicurezza, si è potuta scoprire la “cospirazione”.

Scrive Maurizio Piccirilli che: “I detenuti di Spoleto sono da tempo molto attivi nell’impegno «politico». Molti gli incontri con esponenti parlamentari autorizzati alle visite in carcere. Soprattutto di estrema sinistra. E infatti l’invito al voto è quanto mai esplicito: «Facciamo votare Sinistra critica e Sinistra Arcobaleno».

E’ un caso che i due partiti menzionati sono gli unici che non hanno votato le modifiche al regime carcerario speciale? Qualcuno si prenderà la briga di monitorare il voto in Puglia?

Contro il degrado bassoliniano

29 Dic

Quasi un anno fa ho diffuso due Appelli per Napoli.
L’Europa intervenne, il Presidente convocò il Governatore della Regione e qualche inchiesta trovò diversi capi d’imputazione (non pochi, a dire il vero).Monnezza
Tutto risolto?
NO.

Tutti si chiedono come mai e nessuno ci dice che la Costituzione, quella che compie “orgogliosamente” 60 anni, manca di una qualche specifica, dopo la riforma del Titolo V fatta pochi anni or sono, che ci dica chi e come abbia i poteri per intervenire. Senza parlare dell’Europa che “è tornata a Brussell”, del Governatore che è sempre lo stesso, degli indagati che sono ancora liberi di fare e sfare, della monnezza che è sempre stata lì.

Serve, dunque, un nuovo appello per Napoli.

Gentile Signore/Signora,
siamo indignati per la realtà dell’ambiente, della salute pubblica e della sicurezza del cibo in Napoli, che è ESTREMAMENTE NEGATIVA.

Oggi, in una città di oltre 4000000 di abitanti, Lei può passeggiare in un paesaggio di cumuli di immondizia, con ratti e falò.
Finora i nostri Governanti non hanno attuato una soluzione per la raccolta, la discarica e il riciclaggio dell’immondizia. La quale già 4-5 anni fa aveva superato il limite di guardia.

Come percezione generale, segnaliamo che i Media italiani riportano saltuariamente la notizia  tra le locali, chiedendosi “perchè” Napoli non risolve il problema, piuttosto che informarci di “quali leggi sono carenti”, “cosa abbia fatto in 2 anni il Governo”, “dove sono gli Ambientalisti” e “perchè i funzionari indagati restano al loro posto”.

Colonialismo? Razzismo?  E’ da tempo che se ne parla, dato che la città di Napoli ha subito una forte e profonda decadenza dopo l’Unione dell’Italia …

Chiediamo una Commissione di inchiesta dell’Unione Europea per l’area di Napoli e la rimozione immediata dei funzionari coinvolti. Chiediamo inoltre che il Parlamento Italiano porti a termine la riforma federale con l’introduzione delle aree metropolitane.

da spedire a : cdemergencies@who.int,bpi@unesco.org,marcin.libicki@europarl.europa.eu,miroslav@ouzky.cz, satu.hassi@europarl.europa.eu
daniel.cohn-bendit@europarl.europa.eu,herbert.boesch@europarl.europa.eu,assuncao.esteves@europarl.europa.eu,
sarah.ludford@europarl.europa.eu,max.vandenberg@europarl.europa.eu,sue.parish@tesco.net,fhusmenova@abv.bg

(sono WHO,
UNESCO, UE Committee on Petitions, Committee on the Environment, Public
Health and Food Safety, UE Conference of Presidents; Committee on
Budgetary Control;
Subcommittee on Human Rights; Committee on Civil Liberties, Justice and
Home Affairs; Committee on Development; Committee on Agriculture and
Rural Development; Committee on Regional Development; Committee on
Employment and Social Affairs)

Dear Sir/Lady,
We are outraged by the environment, public health and food safety reality in Naples (Italy), that is EXTREMELY NEGATIVE.
Today, in a town where more than 4.000.000 people lives, You can walk in a trashball landscape, with rats and burning trash.
Our Governors did not realized, as promised, a solution for the pull, discarge and recicling of trash.

Our News report this disaster occasionally and as “local”, asking “why Naples does not solve this problem”, while it should be asked “what laws are wrong”, “where was the Government in last 2 years”, where are “the Green Parties”,”why are the involved officers in the same place”.
Colonialism? Racism? … as general overview, the town of Naples knows a strong and deep decadence from the Italian Union.

We ask an UE Committee of Inquiry into the Area and the  lay-off for all involved officers.
We ask for a new  Regional status for the town of Naples.

Sincerely, The Undersigned

Appello per Napoli bis

22 Mag

Ripubblico questa petizione, qualunque “decent person” può sostenerla, anche modificandola: ci sono altri Darfur, vicino le case dei blogger italiani …

Ciao e grazie.

testo italiano ———————————-

Gentile Signore/Signora,

siamo preoccupati ed indignati per la realtà dell’ambiente, della
salute pubblica e della sicurezza del cibo in Napoli, che è
ESTREMAMENTE NEGATIVA.

Più di 12 anni fa, l’attuale Governatore della Regione Campania, noto come una persona onesta, fu
eletto (dapprima come Sindaco di Napoli), promettendo una rapida e
chiara soluzione per la raccolta, la discarica e il riciclaggio
dell’immondizia.
La quale già 4-5 anni fa aveva superato il limite di guardia.
Oggi, in una città di oltre 4000000 di abitanti, Lei può passeggiare in un paesaggio di cumuli di immondizia, con ratti e falò.

La gente è preoccupata, spaventata, indignata. La Camorra da un lato, la Repubblica dall’altro.
In questi anni la Camorra ha preso il controllo del business ed un mare di soldi pubblici sono stati spesi.

Nessun risultato e nessuna scusa … mentre si prevede un’estete
calda, in luoghi dove l’epatite è endemica e ci sono discariche
illegali di rifiuti tossici.

Per
una percezione generale, ricordiamo che la città di Napoli ha subito
una forte e profonda decadenza dopo l’Unione dell’Italia e l’Europa
potrebbe essere un’opportunità per la ripresa.

Allo stato attuale possiamo confidare sul Presidente Napolitano e sulla Protezione Civile, ma il Governo è, per ora, occupato in altre cose.

Chiediamo:

– l’attenzione diretta ed il monitoraggio delle Autorità Internazionali

– una Commissione di inchiesta mista (Italia ed Unione Europea) per l’area di Napoli

– la rimozione per incapacità dei funzionari coinvolti

– nuove elezioni regionali

seguono i possibili destinatari ed il testo in inglese da inviare
destinatari ———————————-

To:
cdemergencies@who.int,bpi@unesco.org,marcin.libicki@europarl.europa.eu,miroslav@ouzky.cz, satu.hassi@europarl.europa.eu
Cc:
daniel.cohn-bendit@europarl.europa.eu,herbert.boesch@europarl.europa.eu,assuncao.esteves@europarl.europa.eu,
sarah.ludford@europarl.europa.eu,max.vandenberg@europarl.europa.eu,sue.parish@tesco.net,fhusmenova@abv.bg

(sono WHO,
UNESCO, UE Committee on Petitions, Committee on the Environment, Public
Health and Food Safety, UE Conference of Presidents; Committee on
Budgetary Control;
Subcommittee on Human Rights; Committee on Civil Liberties, Justice and
Home Affairs; Committee on Development; Committee on Agriculture and
Rural Development; Committee on Regional Development; Committee on
Employment and Social Affairs)

—————-

Dear Sir/Lady,
We are worried and outraged by the environment,
public health and food safety reality in Naples (Italy), that is
EXTREMELY NEGATIVE.

More than twelwe years ago, actual Regional Governor was elected
(at first as Mayor of Naples and know as an honest man) promising a fast and clear solution for
the pull, discarge and recicling of trash.

Trash is overflowed 4-5 years ago. Today, in a town where more
than 4.000.000 people lives, You can walk in a trashball landscape,
with rats and burning trash.

People is worried, feared and outraged. Camorra on a side, the Republic on the other.

In those years Camorra got the control of this business and a lot
of “public” money was spent.
No success and no regret … and an hot summer is expected in an area
with a massive, illegal toxics discarge and where hepatitis is endemic.

As general overview, the town of Naples knows a strong and deep
decadence from the Italian Union and Europa could be an opportunity to
rise.

We can trust on President Napolitano and Civil Protection, but, at moment, Government is busy and silent.

We ask:

– health care, enviroment protection, human rights

– International Authorities direct attention / intervention

– an Italian – UE Committee of Inquiry into the Area

– lay-off for all involved officers for unability

– new Regional elections

Sincerely,
The Undersigned

Romanzo criminale

26 Mar

L’insicurezza dipende da chi sei e cosa ti “fa paura”, ma l’Italia com’è? Sicura, pericolosa o cosa?
Facendo qualche confronto, per uno straniero la Germania è sempre la Germania e per un “colletto bianco” le banlieues sono sempre una banlieu. E’ qualcosa che, se hai sufficiente sfortuna, puoi scoprire anche da turista, ma la gente del posto vive in relativa tranquillità.
Viceversa, se scendi sotto casa e puoi essere coinvolto in un crimine, questa è insicurezza. Come anche i vigili che arrivano dopo un’ora o le denunce contro ignoti archiviate.

La sicurezza in Italia per gli Italiani è  bassa, se consideriamo le proprietà e le tutele. Basta guardare alla diffusione dei furti nelle abitazioni, delle rapine in esercizi e uffici, e soprattutto l’inutilità delle denunce o la rapida liberazione dei colpevoli.

L’insicurezza per le persone in Italia è causata da fenomeni emergenti e quasi
“esclusivi” del nostro paese: gli stranieri “senza fissa dimora”, le bande di giovani dei ceti medi “del sabato sera”, la tratta di strada delle minorenni dall’Est. A questo aggiungiamo le narcomafie, i 200-500mila uomini armati di cui dispongono e i racket che fanno.

Diversi fenomeni, da noi frequentissimi anche in centro città, all’estero sono tipici solo in località famigerate. Siamo il paese dell’UE con più furti e rapine, immigrati clandestini e rom, sentenze annullate e crimini irrisolti, indulti e proroghe, organizzazioni terroristiche e mafiose, vigili disarmati e regolamenti locali, competenze pubbliche esternalizzate.

Visti da fuori somigliamo un pò al Messico di Traffic, ma essendo del
luogo non ci sembra proprio così: siamo abituati e pensiamo che sia
“democratico” essere così tolleranti verso l’illegalità.
La sicurezza dipende da chi sei e cosa ti “fa paura” e, se sei come Joe Pesci, devi accettare che il tuo mondo sia più caotico e più pericoloso.
O no?